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In Evidenza - 09 giu 2026
Dall’orto alla comunità: alla Scuola Spataro la vendita dei prodotti coltivati dagli alunni
A poco più di un mese dall’inaugurazione dell’Orto Scolastico della Scuola Spataro, il progetto promosso dall’Istituto Comprensivo 1 di Vasto con il sostegno di CIA Chieti-Pescara ha raggiunto oggi un importante traguardo educativo.
Nel giardino della scuola dell’infanzia della G. Spataro, alcune classi della scuola primaria e dell’infanzia hanno allestito una bancarella per la vendita dei prodotti coltivati nell’orto scolastico, accogliendo genitori, familiari e cittadini in un momento di festa e condivisione che ha rappresentato il naturale completamento del percorso avviato ad aprile.
Le verdure e gli ortaggi messi in vendita sono il frutto del lavoro svolto dai bambini a partire dalla messa a dimora delle piantine donate da CIA Chieti-Pescara, che aveva scelto di sostenere il progetto nella convinzione che l’agricoltura rappresenti uno straordinario strumento educativo per avvicinare le nuove generazioni ai temi dell’ambiente, della sostenibilità e della cura del bene comune.
Il ricavato della giornata sarà destinato a finanziare il progetto dell’orto scolastico per il prossimo anno, consentendo l’acquisto di nuove piante e materiali necessari a dare continuità a un’esperienza che ha saputo coinvolgere attivamente studenti, docenti, famiglie e territorio.
“Quando ad aprile abbiamo donato le 700 piantine alla Scuola Spataro”, dichiara Domenico Bomba, Presidente di CIA Chieti-Pescara, “avevamo immaginato un percorso capace di accompagnare i bambini dalla semina alla raccolta. Oggi vedere quei prodotti arrivare sulle tavole delle famiglie attraverso questa iniziativa è la dimostrazione concreta del valore educativo del progetto. I bambini hanno potuto comprendere direttamente il ciclo della coltivazione, il significato dell’impegno quotidiano e il valore del lavoro agricolo. Ancora più significativo è sapere che il ricavato servirà a finanziare il nuovo orto del prossimo anno scolastico, rendendo questo progetto un esempio virtuoso di sostenibilità e partecipazione”.
L’esperienza dell’orto scolastico ha consentito agli alunni di imparare sul campo l’importanza della stagionalità, del rispetto dell’ambiente e della collaborazione, trasformando uno spazio verde della scuola in un laboratorio educativo permanente.
La giornata di oggi conferma il successo di un’iniziativa che ha saputo unire scuola, famiglie e mondo agricolo in un percorso concreto di crescita e cittadinanza attiva. Un progetto che, grazie all'impegno condiviso e alla partecipazione della comunità, è già pronto a proseguire nel prossimo anno scolastico.
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In Evidenza - 09 giu 2026
Emergenza cinghiali, CIA Abruzzo: "Occorre accelerare il raggiungimento degli obiettivi di contenimento"
CIA Abruzzo richiama l'attenzione sulla necessità di rafforzare e rendere più efficaci le attività di contenimento della popolazione di cinghiale sul territorio regionale da parte degli ATC abruzzesi, alla luce delle indicazioni contenute nella recente comunicazione del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo relativa all'attuazione dei Piani di Prelievo in Selezione (PPS).
La gestione della fauna selvatica continua infatti a rappresentare una delle principali emergenze per il comparto agricolo regionale. I danni alle colture, alle strutture aziendali e alle produzioni agricole continuano a crescere, con ripercussioni economiche sempre più pesanti per le imprese e con evidenti criticità anche sul fronte della sicurezza pubblica.
“La nota della Regione evidenzia con chiarezza un dato che non può essere sottovalutato: gli obiettivi minimi di prelievo previsti dai piani di selezione non sono stati raggiunti”, afferma il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti. “Comprendiamo le difficoltà operative che caratterizzano una materia complessa come la gestione faunistica, ma allo stesso tempo riteniamo che non sia più rinviabile un deciso miglioramento dell'efficacia delle azioni messe in campo”.
CIA Abruzzo sottolinea il ruolo fondamentale svolto dagli Ambiti Territoriali di Caccia e ribadisce l'importanza di dare piena attuazione alle misure organizzative previste
dalla normativa regionale, soprattutto nelle aree dove la presenza dei cinghiali continua a provocare le maggiori criticità.
“Gli agricoltori abruzzesi stanno pagando da troppo tempo il prezzo di una situazione che continua a produrre danni rilevanti alle aziende e al territorio”, prosegue Sichetti. “Per questo chiediamo a tutti i soggetti coinvolti uno sforzo ulteriore, affinché gli strumenti disponibili possano essere utilizzati in maniera più incisiva e gli obiettivi fissati vengano finalmente conseguiti. Le imprese agricole hanno bisogno di risposte concrete e risultati misurabili”.
Secondo CIA Abruzzo, il contrasto all'emergenza cinghiali richiede una sempre maggiore collaborazione tra Regione, ATC, organizzazioni agricole e mondo venatorio, ma anche una piena assunzione di responsabilità da parte di ciascun soggetto chiamato a svolgere il proprio ruolo.
“L'obiettivo comune deve essere quello di ristabilire un equilibrio sostenibile tra attività agricole, tutela ambientale e gestione della fauna selvatica”, conclude Sichetti. “Per raggiungerlo servono collaborazione, programmazione e soprattutto interventi efficaci. Le aziende agricole non possono più attendere”.
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In Evidenza - 09 giu 2026
Cia torna in piazza da Nord a Sud a difesa del grano. Flash mob nei porti di Bari e Ravenna
Per accendere i riflettori sulla profonda crisi del grano e chiedere tutela e rilancio, Cia-Agricoltori Italiani organizza venerdì 12 giugno alle ore 10.30 un doppio flash‑mob simultaneo: al Varco della Vittoria del Porto di Bari e al Porto di Ravenna.
All’iniziativa parteciperanno produttori dalla Puglia e da tutto il Centro‑Sud, mentre a Ravenna è prevista una delegazione di un centinaio di cerealicoltori provenienti da tutta l’Emilia‑Romagna e regioni limitrofe. In entrambi gli eventi è previsto un punto stampa.
La mobilitazione si inserisce nella battaglia che Cia porta avanti da anni e che ha subito una forte accelerazione a partire dal 2023, anno spartiacque per il settore cerealicolo. Da allora il comparto è stato travolto da una crisi senza precedenti: crollo dei prezzi riconosciuti ai produttori, impennata dei costi di produzione, aumento massiccio delle importazioni, contrazione delle superfici coltivate ed effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici.
Cia ha già promosso anche una petizione nazionale a difesa del grano duro italiano che ha raccolto quasi 100.000 firme e ha organizzato mobilitazioni a Foggia, Bari e Roma con la partecipazione di migliaia di produttori.
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In Evidenza - 05 giu 2026
Caporalato: Cia, servono nuovi strumenti per trasporti e alloggi dei lavoratori e meno burocrazia
Per sconfiggere il caporalato non basta la sola repressione: servono strumenti concreti per garantire trasporti e alloggi legali ai lavoratori e meno burocrazia, così da togliere terreno al lavoro nero. Cia‑Agricoltori Italiani chiede, poi, il superamento del “click day” e una riforma del decreto flussi che leghi gli ingressi dei lavoratori stranieri alla reale stagionalità delle colture, con procedure semplificate e “corridoi verdi” per le istanze presentate dalle associazioni.
La Legge 199/2016 sul caporalato ha riscritto il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, estendendo la responsabilità penale ai datori di lavoro, rafforzando arresto in flagranza, confisca dei beni, e potenziando la Rete del lavoro agricolo di qualità. A quasi dieci anni, però, la normativa resta sbilanciata sulla repressione, mentre risultano insufficienti gli strumenti di prevenzione e di organizzazione alternativa al caporale sul territorio.
Per questo Cia propone di trasformare la Rete del lavoro agricolo di qualità da semplice “bollino” reputazionale a cabina di regia territoriale per reclutamento, trasporti, alloggi e monitoraggio, con sezioni locali realmente operative, oltre al coinvolgimento stabile di organizzazioni agricole, sindacati, enti previdenziali e ispettivi, prefetture ed enti bilaterali.
Secondo Cia, servono inoltre strumenti dedicati al trasporto e all’alloggio dei lavoratori e una maggiore digitalizzazione dei rapporti di lavoro, così da intercettare le anomalie prima che degenerino in sfruttamento grave, distinguendo chiaramente tra irregolarità formali e fenomeni criminali organizzati.
In questo quadro si inserisce il rinnovo del CCNL Operai agricoli e florovivaisti, che conferma il ruolo della contrattazione nazionale nel garantire salari dignitosi e, al tempo stesso, nel sostenere imprese agricole gravate da costi in crescita e carichi burocratici pesanti. L’obiettivo, secondo Cia, è di rendere il lavoro regolare più semplice e più trasparente del caporalato, tutelando i lavoratori e chi fa impresa nella legalità.
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In Evidenza - 05 giu 2026
Olio: Cia, stretta sui controlli e responsabilità di filiera per difendere il settore
Più responsabilità condivisa lungo tutta la filiera, controlli efficaci e integrati, promozione dell’olio extravergine italiano, riequilibrio del valore nel settore e strumenti tempestivi per affrontare le crisi di mercato. Queste le proposte avanzate oggi da Cia-Agricoltori Italiani al tavolo olivicolo convocato al Masaf, alla presenza del sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra, per sostenere un comparto alle prese con criticità crescenti, stretto tra prezzi in forte calo, costi in aumento e una concorrenza estera sempre più aggressiva.
“L’olivicoltura italiana sta vivendo una fase di forte pressione che rischia di compromettere la sostenibilità di migliaia di imprese agricole -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Le quotazioni all’origine dell’olio evo sono scese sotto i 6,5 euro/kg in molte aree produttive, con una flessione del 33% rispetto a un anno fa, mentre i costi di produzione continuano a salire, con incrementi superiori al 7% su base annua. Una dinamica che sta comprimendo la redditività delle aziende e che richiede interventi rapidi e strutturali”.
Per Cia, serve anzitutto un cambio di approccio nei controlli lungo la filiera. L’attuale sistema non può limitarsi ai soli aspetti formali, ma deve coinvolgere tutti gli attori, compresa la grande distribuzione, nella tutela della qualità, della correttezza commerciale e del valore riconosciuto al prodotto italiano. Quando sul mercato arrivano offerte incompatibili con i costi reali della materia prima, occorre rafforzare verifiche e responsabilità condivise lungo tutta la catena. “Non è più accettabile che il peso delle distorsioni di mercato ricada quasi esclusivamente sugli agricoltori -ha spiegato Fini-. Serve una responsabilità di filiera reale, che impegni tutti gli operatori, inclusa la Gdo, per combattere pratiche sleali e salvaguardare il lavoro delle imprese”.
Altro nodo centrale è il rafforzamento della vigilanza, attraverso una maggiore integrazione tra registri telematici, tracciabilità e strumenti di analisi del rischio, così da rendere più efficace il contrasto a illeciti e anomalie di mercato e migliorare la trasparenza dei flussi commerciali. In questo quadro, il SIAN può rappresentare un’infrastruttura strategica non soltanto per la gestione amministrativa, ma anche per il presidio e la tutela della filiera nazionale. “Bisogna passare da un modello che interviene prevalentemente sulla denuncia del produttore a un modello basato su controlli preventivi e più efficaci, capaci di intercettare distorsioni e pratiche scorrette prima che producano danni economici alle aziende agricole”, ha sottolineato Fini.
Tra le priorità indicate da Cia, anche il riequilibrio del valore lungo la filiera, attraverso una maggiore valorizzazione delle Organizzazioni di produttori (OP) e delle loro aggregazioni e con il rafforzamento degli accordi di filiera tra agricoltura, trasformazione e imbottigliamento, oltre alla necessità di rendere più tempestivi gli strumenti europei di gestione delle crisi, compreso il ricorso allo stoccaggio privato.
Per Cia, infine, il rilancio del comparto passa da una strategia forte di promozione e posizionamento dell’olio extravergine Made in Italy, valorizzando caratteristiche distintive come la biodiversità varietale e le certificazioni Dop e Igp, investendo nella cultura del prodotto come alimento identitario della dieta mediterranea e in una comunicazione più chiara, accessibile ed efficace verso consumatori, scuole, ristorazione e distribuzione. “Se vogliamo aumentare competitività e produzione dobbiamo chiarire dove vogliamo collocare l’olio italiano nei mercati -ha concluso Fini-. La sfida non può essere giocata soltanto sui volumi. La forza dell’Italia resta nella qualità, nella distintività e nella capacità di trasformare il nostro patrimonio olivicolo in valore economico per le imprese”.
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In Evidenza - 05 giu 2026
Maurizio Scaccia confermato Direttore nazionale di Cia-Agricoltori Italiani
Maurizio Scaccia è stato confermato Direttore nazionale di Cia-Agricoltori Italiani. La nomina, anche per il secondo mandato di Cristiano Fini alla presidenza, è stata deliberata dal nuovo Comitato esecutivo, riunitosi nella sede confederale a Roma per la sua prima seduta.
Scaccia, 53 anni, abruzzese di nascita, ha ricoperto nella sua più che ventennale carriera nella Confederazione diversi ruoli a livello provinciale, regionale e poi nazionale, passando anche per la direzione del Caf-Cia.
Da parte del presidente Fini, e degli organi di rappresentanza, il ringraziamento per il lavoro importante svolto in questi anni nella direzione della struttura e che ha tracciato le basi di una collaborazione e di una crescita solida per il futuro dell’organizzazione.
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