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In Evidenza - 24 feb 2026
Manodopera agricola: in Abruzzo l’emergenza è strutturale. CIA Abruzzo chiede formazione, regole chiare e integrazione
In Abruzzo intere campagne di raccolta rischiano di saltare non per mancanza di prodotto, ma per assenza di manodopera disponibile e stabile. Un problema che sta colpendo sempre più aziende agricole e che non può più essere considerato un’emergenza temporanea, ma una criticità strutturale del sistema agricolo regionale.
I dati nazionali confermano con chiarezza la dimensione del fenomeno. Secondo l’Ufficio Studi CGIA, l’agricoltura è oggi il settore con la più alta incidenza di lavoratori stranieri in Italia: nel 2025 il 42,9% delle nuove assunzioni agricole riguarda manodopera non italiana, quasi un lavoratore su due. In termini assoluti, si tratta di oltre 184.000 ingressi nel comparto agricolo, a dimostrazione di una dipendenza ormai strutturale del settore da questa forza lavoro.
Anche l’Abruzzo è pienamente coinvolto in questa dinamica. Tra il 2017 e il 2025 le assunzioni di lavoratori stranieri in regione sono aumentate del 102,3%, passando da 11.810 a 23.890 ingressi annui. Nel solo 2025, i lavoratori stranieri rappresentano il 19,3% delle nuove assunzioni complessive regionali, un dato che evidenzia come la carenza di manodopera locale stia diventando sempre più evidente anche nel nostro territorio.
“Ci troviamo in una situazione paradossale”, denuncia Nicola Sichetti, Presidente CIA Abruzzo, “Le imprese sono pronte ad assumere regolarmente, ma i lavoratori, spesso selezionati attraverso canali ufficiali, si presentano e poi abbandonano il lavoro dopo appena un giorno. Questo provoca ritardi nella raccolta, perdite di prodotto e un incremento dei costi a carico delle aziende, che restano senza alternative operative immediate”.
Il problema non è solo quantitativo ma anche organizzativo. I dati CGIA mostrano che oltre 105.000 lavoratori stranieri impiegati in Italia sono classificati come personale non qualificato in agricoltura e manutenzione del verde, una delle professioni più richieste in assoluto nel 2025. Questo conferma come il lavoro agricolo venga spesso scelto senza una reale consapevolezza delle condizioni operative, con il risultato di un alto tasso di abbandono nei primi giorni.
Per CIA Abruzzo è quindi necessario un cambio di passo. In primo luogo, attivare percorsi di formazione brevi ma concreti, capaci di preparare realmente i lavoratori alle condizioni del lavoro nei campi e, allo stesso tempo, di aiutare le aziende a selezionare persone realmente motivate, riducendo drasticamente il fenomeno degli abbandoni immediati.
Accanto alla formazione, è indispensabile sostenere le aziende che operano nella legalità. In un settore in cui quasi la metà della forza lavoro è straniera, agevolazioni fiscali e contributive per chi assume regolarmente diventano uno strumento essenziale per alleggerire i costi e rendere il lavoro regolare più competitivo rispetto a forme di impiego irregolari.
Un altro nodo centrale riguarda l’integrazione tra sistema produttivo e territorio. “Serve una collaborazione strutturata”, sottolinea CIA Abruzzo, “tra centri per l’impiego, amministrazioni comunali, enti del terzo settore e cooperative che gestiscono i flussi migratori. I lavoratori stranieri sono una componente stabile del mercato del lavoro: accompagnarli verso percorsi di lavoro legale, sicuro e qualificato è una necessità economica, non solo sociale”.
Infine, CIA Abruzzo ribadisce l’urgenza di rafforzare i controlli contro il lavoro sommerso e il caporalato, fenomeni che alterano la concorrenza e penalizzano le imprese sane. Solo garantendo legalità e sicurezza sarà possibile rendere il lavoro agricolo più attrattivo, stabile e dignitoso.
“La risposta”, conclude CIA Abruzzo, “non può limitarsi a denunciare la mancanza di braccia. I numeri parlano chiaro: l’agricoltura italiana e abruzzese vive già oggi di manodopera straniera. Servono strumenti adeguati, regole chiare e un sistema che valorizzi chi vuole lavorare con dignità e chi offre lavoro in modo trasparente. Senza interventi strutturali, il rischio è quello di compromettere la tenuta economica dell’agricoltura regionale”.
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In Evidenza - 22 feb 2026
IX Assemblea Elettiva ANP–CIA Abruzzo: Valterio Paolucci eletto nuovo presidente regionale
Passaggio di testimone ai vertici di ANP–CIA Abruzzo, l’associazione che rappresenta i pensionati di CIA Agricoltori Italiani. Nel corso della IX Assemblea Elettiva regionale, svoltasi oggi all’Aurum di Pescara, è stato eletto nuovo presidente Valterio Paolucci, che subentra dopo quattro anni alla guida di Giuseppe De Blasiis.
L’Assemblea, intitolata “Un nuovo patto sociale per pensioni, salute, aree interne e invecchiamento attivo”, ha rappresentato un momento di confronto e partecipazione per i pensionati agricoli abruzzesi, chiamati oggi a svolgere un ruolo sempre più centrale nelle comunità rurali e nelle aree interne della regione.
Ad aprire i lavori, moderati dal direttore CIA Abruzzo, Mariano Nozzi, è stato il presidente uscente Giuseppe De Blasiis, che ha ripercorso il lavoro svolto nel mandato 2022–2026, sottolineando l’importanza di un’associazione capace di rappresentare non solo le istanze previdenziali, ma anche le esigenze sociali e territoriali dei pensionati agricoli. A seguire l’intervento del presidente regionale CIA Abruzzo, Nicola Sichetti.
Ampio spazio è stato dedicato ai temi della sanità di prossimità e della qualità della vita nelle aree interne. Il focus “Presidiare il territorio, prendersi cura delle persone: il ruolo della sanità di prossimità nell’Abruzzo interno” ha visto l’intervento di Felice Mucilli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Clinica Chirurgica Generale e Toracica presso l’Università “G. d’Annunzio”.
Un secondo momento di approfondimento ha riguardato l’isolamento sociale degli anziani come priorità di salute pubblica, con il contributo di Gianna Paola Di Virgilio, presidente regionale di Auser Abruzzo ODV APS, che ha richiamato la necessità di rafforzare le reti territoriali e i servizi di prossimità.
Le conclusioni della sessione pubblica sono state affidate a Matteo Valentino, vicepresidente nazionale ANP–CIA, che ha ribadito il valore dell’associazione nel promuovere un welfare più equo e vicino ai territori.
Nel suo intervento programmatico, il neo-eletto presidente Valterio Paolucci ha richiamato con forza il tema della dignità delle pensioni e della tutela del potere d’acquisto, sottolineando come l’erosione del valore reale degli assegni previdenziali rappresenti una delle principali criticità per migliaia di pensionati.
Paolucci ha posto al centro del mandato la difesa del diritto alla salute, chiedendo un rafforzamento strutturale della sanità pubblica e una maggiore presenza dei servizi nelle aree interne, dove la carenza di presidi sanitari e servizi essenziali rischia di accentuare isolamento e fragilità sociale.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema dell’invecchiamento attivo, inteso non come semplice assistenza ma come valorizzazione del ruolo sociale degli anziani, custodi di memoria, competenze ed esperienza al servizio delle nuove generazioni e delle comunità locali.
La sessione interna ha quindi proceduto al rinnovo degli organismi dirigenti regionali, confermando ANP–CIA Abruzzo come punto di riferimento per i pensionati agricoli della regione.
La giornata si è conclusa con un momento conviviale, nel segno della continuità e dell’impegno condiviso per costruire un nuovo patto sociale capace di garantire coesione, diritti e servizi alle comunità rurali abruzzesi.
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In Evidenza - 16 feb 2026
Verso il Congresso Nazionale: VII Assemblea Elettiva AGIA e Donne in Campo Abruzzo
L’agricoltura abruzzese guarda al futuro con determinazione, puntando sull’energia delle nuove generazioni e sulla forza delle donne come motore di cambiamento e innovazione.
Mercoledì 4 Marzo 2026, a partire dalle ore 9:30, presso l’Aurum di Pescara, si terrà la VII Assemblea Elettiva di AGIA e Donne in Campo Abruzzo, appuntamento fondamentale nel percorso verso il Congresso Nazionale.
Il tema scelto per questa edizione, “Seminiamo futuro, con il coraggio dei giovani e la resilienza delle donne”, rappresenta un messaggio chiaro: investire su giovani agricoltori e leadership femminile significa costruire un’agricoltura più moderna, sostenibile e inclusiva.
Un momento di confronto e innovazione
La giornata si aprirà con i saluti istituzionali:
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Diego Pasqualone, Presidente uscente AGIA Abruzzo
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Annamaria D’Alonzo, Presidente uscente Donne in Campo Abruzzo
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Nicola Antonio Sichetti, Presidente CIA Abruzzo
Seguiranno importanti focus dedicati ai temi centrali per lo sviluppo del settore agricolo regionale.
Il primo intervento, dal titolo “Dalla ricerca al campo: il ruolo del CRUA Abruzzo nel traghettare l’agricoltura regionale verso l’innovazione”, sarà affidato al Dott. Rocco Micucci, Amministratore Unico del CRUA.
Si parlerà poi di esigenze concrete e prospettive future con il focus “Innovazione in campo: cosa serve veramente alle nuove generazioni di agricoltori?”, a cura della Prof.ssa Eleonora Passaretti dell’Istituto Tecnico Agrario di Scerni.
Uno spazio speciale sarà dedicato alle esperienze dal territorio con la testimonianza di Martina Codeluppi, giovane imprenditrice agricola, che porterà la voce delle donne impegnate nelle aree interne nel focus “Dal cuore delle aree interne: giovani donne che seminano cambiamento”.
Conclusioni e sessione elettiva
Le conclusioni saranno affidate a:
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Pina Terenzi, Presidente nazionale Donne in Campo
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Enrico Calentini, Presidente nazionale AGIA
A moderare i lavori sarà Mariano Nozzi, Direttore CIA Abruzzo.
A partire dalle ore 12:00 si svolgerà la sessione interna dedicata alle elezioni dei delegati, degli organismi direttivi e dei Presidenti di AGIA e Donne in Campo Abruzzo.
La giornata si concluderà alle ore 13:00 con un light lunch.
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In Evidenza - 11 feb 2026
CIA e Metamer: nuova collaborazione per luce e gas
CIA avvia una nuova collaborazione con Metamer, fornitore di luce e gas, con l’obiettivo di offrire un servizio sempre più vicino alle persone e alle esigenze del territorio.
Grazie a questo accordo, sarà possibile ricevere supporto nella gestione delle forniture energetiche e nel cambio fornitore, in modo semplice, sicuro e trasparente.
Consulenza su appuntamento presso le sedi CIA
Nell’ambito della collaborazione, presso le sedi CIA sarà disponibile un servizio di consulenza dedicata su appuntamento, pensato per accompagnare cittadini e associati nel passaggio a Metamer per luce e gas.
Il cambio fornitore avverrà senza interruzioni di servizio, garantendo continuità e tranquillità durante tutte le fasi della procedura.
Un supporto concreto e personalizzato
Il servizio offre un aiuto pratico per orientarsi con maggiore chiarezza tra:
Inoltre, per chi già si rivolge a CIA per altri servizi, sarà possibile ricevere anche informazioni su eventuali bonus e agevolazioni disponibili, in base ai requisiti previsti.
I vantaggi del nuovo servizio
✔ Consulenza personalizzata su appuntamento
✔ Cambio fornitore luce e gas senza interruzioni
✔ Bollette più chiare e trasparenti
✔ Energia 100% green
✔ Supporto su bonus e agevolazioni
Prenota il tuo appuntamento
Questa collaborazione rappresenta un ulteriore passo di CIA per essere sempre più vicina alle persone, offrendo soluzioni affidabili e accessibili per la gestione dell’energia di ogni giorno.
Per maggiori informazioni e per prenotare un appuntamento, rivolgiti alla sede CIA a te più vicina.
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In Evidenza - 10 feb 2026
Servizio Civile Agricolo: Cia e Inac, diventi misura strutturale fino al 2030. Appello al ministro Lollobrigida
Rendere stabile il Servizio Civile Agricolo, prorogandolo fino al 2030. Questo l’appello lanciato oggi, a Roma, da Cia-Agricoltori Italiani e il suo Patronato Inac, al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, in occasione dell’avvio del primo bando storico in ambito agricolo al centro dell’evento confederale dal titolo “Giovani, valori e agricoltura”.
“Serve uno sforzo ulteriore per un progetto che fa da ponte tra generazioni. Non ruba braccia alla terra, restituisce menti al futuro”, hanno dichiarato i presidenti di Cia e Inac, Cristiano Fini e Alessandro Mastrocinque, delineando le prospettive e le sfide dell’iniziativa che deve poter superare la fase sperimentale per diventare misura strutturale con un orizzonte temporale ampio di almeno cinque anni.
Oltre i luoghi comuni: l’agricoltura come opportunità professionale - Nel corso dell’incontro, infatti, è stato sottolineato come il lancio del bando rappresenti una risposta concreta ai pregiudizi che spesso circondano il settore primario. Fini e Mastrocinque hanno smentito con forza l’idea che il Servizio Civile Agricolo sia una forma di sfruttamento per lavori di fatica. “L’agricoltura italiana è un universo multifunzionale che spazia dall’agriturismo alle cooperative sociali ai servizi, coinvolgendo attività amministrative, di marketing, economiche e politiche”, hanno precisato i presidenti di Cia e Inac, ribadendo l’obiettivo di fondo: “Far scoprire ai giovani l’appeal di un comparto che necessita di innovazione e freschezza per restare competitivo”.
L’emergenza del ricambio generazionale - Del resto, i dati parlano chiaro. Gli under 30 sono ormai una rarità nel settore e i titolari d’azienda under 40 sono appena il 9% del totale. La percentuale scende sotto il 3% per i giovani che non hanno ereditato l’azienda di famiglia. In questo scenario, il Servizio Civile è indispensabile al rinnovamento del sistema, ma anche allo snellimento burocratico.
Un bando di successo - Infine, a dare forza alla richiesta Cia e Inac, l’interesse dei giovani: 300 le candidature arrivate per circa 70 posizioni disponibili. 50 i giovani idonei selezionati – anche per coadiuvare le attività del CAA, il Centro Assistenza Agricola di Cia – secondo criteri di rigorosa deontologia e già attivi dal 19 gennaio. E, attenzione, tra questi, solo uno proviene dalla facoltà di Agraria. A conferma che l’iniziativa attrae profili nuovi e diversificati verso il mondo rurale.
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In Evidenza - 09 feb 2026
Ue: Cia, Corte dei conti dà ragione ad agricoltori e boccia la riforma Pac post 2027
Anche la Corte dei conti europea dà ragione agli agricoltori. Nel suo parere sulla proposta di riforma della Pac post 2027, l’organo di controllo dell’Ue conferma tutti i timori avanzati dal settore primario e dà piena legittimazione alle nostre preoccupazioni. A sottolinearlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.
“Pur non essendo vincolante, il parere della Corte rafforza in modo inequivocabile ciò che denunciamo da tempo e che abbiamo portato anche in piazza, nelle manifestazioni di Bruxelles e Strasburgo -dice Fini-. Tagliare le risorse all’agricoltura e farle confluire in un fondo unico significa svuotare la Pac del suo carattere comune e aprire la strada a una pericolosa rinazionalizzazione. Così si spezza un sistema che ha garantito equità e coesione, creando disparità tra comparti e tra Stati membri, ma soprattutto si mette seriamente a rischio una delle politiche fondanti dell’Unione, essenziale per il reddito degli agricoltori e per la sicurezza alimentare dei cittadini”.
“La Commissione Ue sta imboccando una strada sbagliata e sempre più isolata -conclude il presidente di Cia-. Contro questa visione miope continueremo a far sentire la nostra voce. L’agricoltura non è un capitolo di spesa da comprimere, ma una priorità strategica da difendere: servono semplificazione, certezze giuridiche e risorse adeguate, non nuova burocrazia e scelte che penalizzano il settore. Con l’avvio dei negoziati e i tempi stretti per gli emendamenti entro maggio, nelle prossime settimane saremo in prima linea per spingere verso modifiche concrete. Senza una Pac forte e realmente comune, l’Europa perde uno dei suoi pilastri”.
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