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1 In Evidenza - 15 gen 2026

Cia manifesta a Strasburgo il 20 gennaio: accordo Mercosur solo a nostre condizioni


“Nell’accordo Ue-Mercosur non ci sono ancora le dovute garanzie a tutela di agricoltori e cittadini, europei ed italiani. Per questo manifesteremo, con una numerosa delegazione di agricoltori, il 20 gennaio a Strasburgo”. Ad annunciarlo il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini che precisa: “Lo accetteremo solo alle nostre condizioni”.
Per Cia, come già sottolineato, la soglia di salvaguardia scesa dall’8% al 5% è stata un segnale lieve e piuttosto parziale, che riguarda solo l’avvio delle indagini, ma non fa scattare, in automatico, la clausola.
“E questo è, comunque, solo un aspetto di tutta la partita -continua Fini-. Ribadiamo che vogliamo, nero su bianco, il rispetto del principio di reciprocità: stessi standard produttivi, sanitari e ambientali che noi agricoltori garantiamo da sempre in Europa. Pretendiamo controlli serrati su tutte le merci in arrivo dal Sud America, insieme a clausole di salvaguardia realmente rapide ed efficaci. Perché solo a parità di regole e di condizioni non c’è concorrenza sleale. Lo dobbiamo ai nostri produttori, che ogni giorno lavorano con responsabilità e sacrificio. Lo dobbiamo, soprattutto, ai consumatori, che hanno diritto a cibo sano, sicuro e trasparente. Queste le rivendicazioni di Cia, pronte ad animare la protesta a Strasburgo e che -conclude Fini- il Parlamento europeo non potrà permettersi di ignorare”.

Cia sarà in prima linea, insieme al Copa-Cogeca, per difendere l’agricoltura europea, già travolta da una crisi senza fine e impegnata nell’ardua battaglia sulla Pac, e per assicurare al Made in Italy, e alla sua qualità, i giusti presupposti in tutti gli scambi commerciali internazionali.

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1 In Evidenza - 15 gen 2026

Olio: Cia, Piano nazionale è ricetta anti-crisi contro fragilità strutturali settore


L’olio extravergine di oliva, pilastro fondamentale della Cucina Italiana riconosciuta patrimonio immateriale Unesco è minacciato da profonde fragilità strutturali. Al Tavolo tecnico di filiera olivicolo oleario convocato oggi al Masaf dal ministro Francesco Lollobrigida, Cia-Agricoltori Italiani ha lanciato un appello per non abbassare la guardia: il comparto sconta ancora una produzione interna insufficiente rispetto al fabbisogno nazionale, rese instabili e difficoltà competitive sui mercati internazionali, esponendo i produttori a volatilità e concorrenza sleale.


Il sistema olivicolo italiano patisce debolezze sistemiche radicate, come l’inadeguata disponibilità idrica, alti costi di produzione e una filiera esposta a pratiche svalorizzanti della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), inclusi vendite sottocosto che riducono l’extravergine a mera commodity. Queste dinamiche minano la redditività di produttori, scoraggiando investimenti essenziali e compromettendo la loro redditività e la sostenibilità economica del settore. Inoltre, le importazioni extra-Ue non sempre trasparenti accentuano le tensioni, richiedendo controlli sulla tracciabilità per tutelare consumatori e agricoltori.


Cia ha posto al centro dell’incontro al Masaf il nuovo Piano Olivicolo Nazionale come strumento prioritario per dare concretezza al confronto istituzionale, come già condiviso con il sottosegretario Patrizio La Pietra, che Cia ha ringraziato per la volontà di dotare il settore di un documento programmatico per il futuro. Sono, dunque, necessarie misure strutturali – non solo emergenziali – per garantire un’equa ripartizione del valore lungo la filiera, stabilizzare le relazioni commerciali e sottrarre i produttori alla mercé del mercato. Non trascurabile il tema delle risorse finanziare per dare concretezza alle ambizioni del Piano. L’obiettivo strategico è incrementare la produzione nazionale in modo coerente con l’identità olivicola italiana, investendo in nuovi impianti moderni e nell’ammodernamento degli esistenti, miglioramento delle infrastrutture idriche e agricoltura di precisione per rese resilienti e competitive.

Parallelamente, va difeso il “giusto prezzo” coerente con i costi di produzione, contrastando le pratiche sleali e valorizzando le relazioni di filiera. Una massiccia strategia di comunicazione è imprescindibile: educare i consumatori a distinguere l’olio Evo italiano di qualità –presidio di salute e biodiversità– dal resto, promuovendone il valore intrinseco.

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1 In Evidenza - 15 gen 2026

Rifiuti agricoli: Cia, finalmente più semplificazione e meno burocrazia per le imprese


La semplificazione sulla gestione dei rifiuti agricoli entra finalmente nel vivo. Grazie all’azione portata avanti da Cia-Agricoltori Italiani, scatta l’esenzione dall’obbligo di iscrizione al RENTRI (Registro Elettronico Nazionale sulla Tracciabilità dei Rifiuti) per tutti gli imprenditori agricoli che adottano sistemi alternativi di tracciabilità, oltre a quelli con un volume d’affari annuo fino a 8.000 euro.

La disposizione, introdotta dalla legge di Bilancio (articolo 1, comma 789), rappresenta un riconoscimento concreto della specificità del settore agricolo e va nella direzione di ridurre oneri e adempimenti burocratici superflui, favorendo una gestione dei rifiuti più snella, efficiente e sostenibile.
I sistemi alternativi consentono, infatti, una gestione più agile e proporzionata alle reali esigenze delle imprese agricole, prevedendo la semplice conservazione per tre anni del documento di conferimento all’interno di circuiti e piattaforme di raccolta organizzate. Un meccanismo che garantisce comunque tracciabilità e controllo, senza gravare inutilmente sull’attività quotidiana delle aziende.

L’impegno della Confederazione, tuttavia, non si ferma qui. È ora fondamentale che il Mase proceda rapidamente all’emanazione di linee guida operative chiare e puntuali, in grado di sciogliere le criticità applicative ancora presenti e di accompagnare le imprese soggette all’obbligo nella corretta attuazione della norma. Linee guida che dovranno essere coerenti con lo spirito di semplificazione che alla base del testo e che Cia continuerà a seguire con attenzione, affinché l’obiettivo di un reale alleggerimento del carico amministrativo per gli agricoltori sia pienamente raggiunto.

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2 Eventi - 07 gen 2026

Convocazioni assemblee intercomunali

Convocazione Assemblee Elettive Intercomunali – Gennaio 2026


Si comunica che nel mese di gennaio 2026 sono convocate le Assemblee Elettive Intercomunali, secondo il seguente calendario:

  • Assemblea Elettiva Intercomunale – Pescarese

    Martedì 20 gennaio 2026, dalle ore 17:30 alle 20:30

    Mood Hotel, via Tito de Caesaris, 8 – Città Sant’Angelo (PE)

  • Assemblea Elettiva Intercomunale – Chietino-Ortonese

    Giovedì 22 gennaio 2026, dalle ore 17:30 alle 20:30

    Villa Maria Hotel & Spa – Francavilla al Mare (CH)

  • Assemblea Elettiva Intercomunale – Sangro-Aventino

    Martedì 27 gennaio 2026, dalle ore 17:30 alle 20:30

    Hotel Ristorante La Masseria – Atessa (CH)

  • Assemblea Elettiva Intercomunale – Vastese

    Giovedì 29 gennaio 2026, con conclusione prevista alle ore 20:30

    La Casina del Bosco di Don Venanzio – Pollutri (CH)


In allegato locandine

Seguirà apposita comunicazione relativa agli obiettivi e all’ordine dei lavori delle Assemblee.


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1 In Evidenza - 13 gen 2026

PSR 2014–2022 Abruzzo: Cia sottolinea l’importanza della concertazione e apprezza i risultati raggiunti

A seguito della conclusione degli adempimenti finali del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) FEASR 2014–2022, Cia Abruzzo esprime soddisfazione per i risultati ottenuti dalla Regione Abruzzo, che ha registrato un utilizzo delle risorse pari al 100,12%, evitando così qualsiasi perdita di fondi preziosi e posizionando l’Abruzzo tra le eccellenze nazionali nella gestione dei fondi europei per lo sviluppo rurale.

“Il dato numerico riflette una gestione attenta e rigorosa”, afferma Nicola Sichetti, Presidente di Cia Abruzzo, “ma soprattutto l’impatto concreto sulle imprese agricole. Grazie agli investimenti PSR, molte aziende hanno potuto innovare e migliorare processi e tecnologie, rafforzando la propria competitività e la capacità di generare valore sul territorio”.

Cia Abruzzo rivolge un sentito ringraziamento al Vicepresidente e Assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente, alla Direttrice Elena Sico e a tutto il Dipartimento Agricoltura per il lavoro svolto. La collaborazione con le associazioni di categoria ha permesso di adottare misure efficaci e aderenti alle reali esigenze del settore, rafforzando l’agricoltura abruzzese e garantendo redditi sostenibili agli agricoltori.

“Mantenere aperto il dialogo tra istituzioni e organizzazioni di rappresentanza”,  prosegue Sichetti, “è fondamentale per garantire che lo sviluppo rurale si traduca in un reddito sostenibile per gli agricoltori e in un presidio di qualità ambientale e sociale per l’intero territorio. Ci auspichiamo che questo modello di collaborazione continui a sostenere la crescita e la modernizzazione dell’agricoltura regionale”.

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1 In Evidenza - 10 gen 2026

Mercosur: Cia, qualità Made in Italy non si baratta. Su accordo restiamo in allerta


La qualità del nostro Made in Italy agroalimentare non si baratta. Per questo, sebbene soddisfatti per la soglia di salvaguardia scesa al 5% come da noi richiesto, continuiamo a legare il nostro sì all’accordo Ue-Mercosur solo a parità di regole e condizioni, e a controlli serratissimi, davvero all’altezza di standard produttivi e sanitari che i nostri agricoltori e allevatori sostengono con responsabilità e sacrifici e che sono dovuti a tutti i cittadini europei. Questo il commento del presidente nazionale di Cia-Agricoltori, Cristiano Fini, all’ufficialità dell’intensa, raggiunta dal Coreper II, sul trattato di libero scambio tra Ue e blocco commerciale sudamericano (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay).

“Attenzione, -continua Fini- tutta la partita sulla reciprocità è ancora un elenco di promesse e preannunciate proposte, arrivate dall’ultimo Agrifish in risposta alle nostre pressioni e al lavoro importante fatto dalle nostre istituzioni”.

A Cia non bastano le intenzioni e l’Italia deve continuare a presidiare l’accordo, come fatto in questi ultimi mesi, e isolandolo da qualsivoglia questione geopolitica internazionale che possa minare l’Europa. 

La sfida è complessa, ma -per Cia- è essenziale ottenere un regolamento stringente e dettagliato che, tanto per cominciare, a fronte di quel 5%, soglia di variazione prezzo-volume per far scattare le indagini, preveda l’attivazione automatica della clausola. Inoltre, servono controlli sulle importazioni di gran lunga oltre il 50% dei prodotti e occorre che sia ferreo l’allineamento agli standard di produzione e fitosanitari, portando allo “zero tecnico” i livelli massimi di residui contenenti in prodotti come la frutta.

“Sull’import di carne e riso -precisa Fini- non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Non è accettabile che nei nostri mercati entrino prodotti coltivati o allevati con sostanze e metodi vietati in Europa e in quantità che danneggiano il mercato interno. Ne va della salute dei cittadini e della tenuta delle nostre aziende”.
Il Mercosur -sostiene da sempre Cia- è un’opportunità per alcuni settori di punta dell’export, come vini e formaggi, ancora di più pensando alle Dop e Igp italiane. In ballo per l’Europa un valore potenziale pari a quasi 5 miliardi e una crescita per il Made in Italy agroalimentare superiore al mezzo miliardo.

“Su questo fronte possiamo alzare, ulteriormente, l’asticella -conclude Fini- in termini di protezione e promozione. Strategico intervenire adesso, definitivamente, sul giusto prezzo da riconoscere ai produttori, fare campagne sulla nostra cultura del cibo buono e sano, come sul lavoro insostituibile dei nostri agricoltori, dimostrare che gli accordi commerciali valgono quando creano efficienza, competitività e vantaggi reciproci. Il tempo a disposizione per aggiustare il tiro è quello del negoziato con il Parlamento Ue e i 27 governi, che adesso dovrà affrontare la nuova proposta. Cia e la sua mobilitazione è concentrata su queste carte”.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 15 gen 2026

Cia manifesta a Strasburgo il 20 gennaio: accordo Mercosur solo a nostre condizioni


“Nell’accordo Ue-Mercosur non ci sono ancora le dovute garanzie a tutela di agricoltori e cittadini, europei ed italiani. Per questo manifesteremo, con una numerosa delegazione di agricoltori, il 20 gennaio a Strasburgo”. Ad annunciarlo il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini che precisa: “Lo accetteremo solo alle nostre condizioni”.
Per Cia, come già sottolineato, la soglia di salvaguardia scesa dall’8% al 5% è stata un segnale lieve e piuttosto parziale, che riguarda solo l’avvio delle indagini, ma non fa scattare, in automatico, la clausola.
“E questo è, comunque, solo un aspetto di tutta la partita -continua Fini-. Ribadiamo che vogliamo, nero su bianco, il rispetto del principio di reciprocità: stessi standard produttivi, sanitari e ambientali che noi agricoltori garantiamo da sempre in Europa. Pretendiamo controlli serrati su tutte le merci in arrivo dal Sud America, insieme a clausole di salvaguardia realmente rapide ed efficaci. Perché solo a parità di regole e di condizioni non c’è concorrenza sleale. Lo dobbiamo ai nostri produttori, che ogni giorno lavorano con responsabilità e sacrificio. Lo dobbiamo, soprattutto, ai consumatori, che hanno diritto a cibo sano, sicuro e trasparente. Queste le rivendicazioni di Cia, pronte ad animare la protesta a Strasburgo e che -conclude Fini- il Parlamento europeo non potrà permettersi di ignorare”.

Cia sarà in prima linea, insieme al Copa-Cogeca, per difendere l’agricoltura europea, già travolta da una crisi senza fine e impegnata nell’ardua battaglia sulla Pac, e per assicurare al Made in Italy, e alla sua qualità, i giusti presupposti in tutti gli scambi commerciali internazionali.

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1 In Evidenza - 15 gen 2026

Olio: Cia, Piano nazionale è ricetta anti-crisi contro fragilità strutturali settore


L’olio extravergine di oliva, pilastro fondamentale della Cucina Italiana riconosciuta patrimonio immateriale Unesco è minacciato da profonde fragilità strutturali. Al Tavolo tecnico di filiera olivicolo oleario convocato oggi al Masaf dal ministro Francesco Lollobrigida, Cia-Agricoltori Italiani ha lanciato un appello per non abbassare la guardia: il comparto sconta ancora una produzione interna insufficiente rispetto al fabbisogno nazionale, rese instabili e difficoltà competitive sui mercati internazionali, esponendo i produttori a volatilità e concorrenza sleale.


Il sistema olivicolo italiano patisce debolezze sistemiche radicate, come l’inadeguata disponibilità idrica, alti costi di produzione e una filiera esposta a pratiche svalorizzanti della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), inclusi vendite sottocosto che riducono l’extravergine a mera commodity. Queste dinamiche minano la redditività di produttori, scoraggiando investimenti essenziali e compromettendo la loro redditività e la sostenibilità economica del settore. Inoltre, le importazioni extra-Ue non sempre trasparenti accentuano le tensioni, richiedendo controlli sulla tracciabilità per tutelare consumatori e agricoltori.


Cia ha posto al centro dell’incontro al Masaf il nuovo Piano Olivicolo Nazionale come strumento prioritario per dare concretezza al confronto istituzionale, come già condiviso con il sottosegretario Patrizio La Pietra, che Cia ha ringraziato per la volontà di dotare il settore di un documento programmatico per il futuro. Sono, dunque, necessarie misure strutturali – non solo emergenziali – per garantire un’equa ripartizione del valore lungo la filiera, stabilizzare le relazioni commerciali e sottrarre i produttori alla mercé del mercato. Non trascurabile il tema delle risorse finanziare per dare concretezza alle ambizioni del Piano. L’obiettivo strategico è incrementare la produzione nazionale in modo coerente con l’identità olivicola italiana, investendo in nuovi impianti moderni e nell’ammodernamento degli esistenti, miglioramento delle infrastrutture idriche e agricoltura di precisione per rese resilienti e competitive.

Parallelamente, va difeso il “giusto prezzo” coerente con i costi di produzione, contrastando le pratiche sleali e valorizzando le relazioni di filiera. Una massiccia strategia di comunicazione è imprescindibile: educare i consumatori a distinguere l’olio Evo italiano di qualità –presidio di salute e biodiversità– dal resto, promuovendone il valore intrinseco.

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1 In Evidenza - 15 gen 2026

Rifiuti agricoli: Cia, finalmente più semplificazione e meno burocrazia per le imprese


La semplificazione sulla gestione dei rifiuti agricoli entra finalmente nel vivo. Grazie all’azione portata avanti da Cia-Agricoltori Italiani, scatta l’esenzione dall’obbligo di iscrizione al RENTRI (Registro Elettronico Nazionale sulla Tracciabilità dei Rifiuti) per tutti gli imprenditori agricoli che adottano sistemi alternativi di tracciabilità, oltre a quelli con un volume d’affari annuo fino a 8.000 euro.

La disposizione, introdotta dalla legge di Bilancio (articolo 1, comma 789), rappresenta un riconoscimento concreto della specificità del settore agricolo e va nella direzione di ridurre oneri e adempimenti burocratici superflui, favorendo una gestione dei rifiuti più snella, efficiente e sostenibile.
I sistemi alternativi consentono, infatti, una gestione più agile e proporzionata alle reali esigenze delle imprese agricole, prevedendo la semplice conservazione per tre anni del documento di conferimento all’interno di circuiti e piattaforme di raccolta organizzate. Un meccanismo che garantisce comunque tracciabilità e controllo, senza gravare inutilmente sull’attività quotidiana delle aziende.

L’impegno della Confederazione, tuttavia, non si ferma qui. È ora fondamentale che il Mase proceda rapidamente all’emanazione di linee guida operative chiare e puntuali, in grado di sciogliere le criticità applicative ancora presenti e di accompagnare le imprese soggette all’obbligo nella corretta attuazione della norma. Linee guida che dovranno essere coerenti con lo spirito di semplificazione che alla base del testo e che Cia continuerà a seguire con attenzione, affinché l’obiettivo di un reale alleggerimento del carico amministrativo per gli agricoltori sia pienamente raggiunto.

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2 Eventi - 07 gen 2026

Convocazioni assemblee intercomunali

Convocazione Assemblee Elettive Intercomunali – Gennaio 2026


Si comunica che nel mese di gennaio 2026 sono convocate le Assemblee Elettive Intercomunali, secondo il seguente calendario:

  • Assemblea Elettiva Intercomunale – Pescarese

    Martedì 20 gennaio 2026, dalle ore 17:30 alle 20:30

    Mood Hotel, via Tito de Caesaris, 8 – Città Sant’Angelo (PE)

  • Assemblea Elettiva Intercomunale – Chietino-Ortonese

    Giovedì 22 gennaio 2026, dalle ore 17:30 alle 20:30

    Villa Maria Hotel & Spa – Francavilla al Mare (CH)

  • Assemblea Elettiva Intercomunale – Sangro-Aventino

    Martedì 27 gennaio 2026, dalle ore 17:30 alle 20:30

    Hotel Ristorante La Masseria – Atessa (CH)

  • Assemblea Elettiva Intercomunale – Vastese

    Giovedì 29 gennaio 2026, con conclusione prevista alle ore 20:30

    La Casina del Bosco di Don Venanzio – Pollutri (CH)


In allegato locandine

Seguirà apposita comunicazione relativa agli obiettivi e all’ordine dei lavori delle Assemblee.


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1 In Evidenza - 13 gen 2026

PSR 2014–2022 Abruzzo: Cia sottolinea l’importanza della concertazione e apprezza i risultati raggiunti

A seguito della conclusione degli adempimenti finali del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) FEASR 2014–2022, Cia Abruzzo esprime soddisfazione per i risultati ottenuti dalla Regione Abruzzo, che ha registrato un utilizzo delle risorse pari al 100,12%, evitando così qualsiasi perdita di fondi preziosi e posizionando l’Abruzzo tra le eccellenze nazionali nella gestione dei fondi europei per lo sviluppo rurale.

“Il dato numerico riflette una gestione attenta e rigorosa”, afferma Nicola Sichetti, Presidente di Cia Abruzzo, “ma soprattutto l’impatto concreto sulle imprese agricole. Grazie agli investimenti PSR, molte aziende hanno potuto innovare e migliorare processi e tecnologie, rafforzando la propria competitività e la capacità di generare valore sul territorio”.

Cia Abruzzo rivolge un sentito ringraziamento al Vicepresidente e Assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente, alla Direttrice Elena Sico e a tutto il Dipartimento Agricoltura per il lavoro svolto. La collaborazione con le associazioni di categoria ha permesso di adottare misure efficaci e aderenti alle reali esigenze del settore, rafforzando l’agricoltura abruzzese e garantendo redditi sostenibili agli agricoltori.

“Mantenere aperto il dialogo tra istituzioni e organizzazioni di rappresentanza”,  prosegue Sichetti, “è fondamentale per garantire che lo sviluppo rurale si traduca in un reddito sostenibile per gli agricoltori e in un presidio di qualità ambientale e sociale per l’intero territorio. Ci auspichiamo che questo modello di collaborazione continui a sostenere la crescita e la modernizzazione dell’agricoltura regionale”.

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1 In Evidenza - 10 gen 2026

Mercosur: Cia, qualità Made in Italy non si baratta. Su accordo restiamo in allerta


La qualità del nostro Made in Italy agroalimentare non si baratta. Per questo, sebbene soddisfatti per la soglia di salvaguardia scesa al 5% come da noi richiesto, continuiamo a legare il nostro sì all’accordo Ue-Mercosur solo a parità di regole e condizioni, e a controlli serratissimi, davvero all’altezza di standard produttivi e sanitari che i nostri agricoltori e allevatori sostengono con responsabilità e sacrifici e che sono dovuti a tutti i cittadini europei. Questo il commento del presidente nazionale di Cia-Agricoltori, Cristiano Fini, all’ufficialità dell’intensa, raggiunta dal Coreper II, sul trattato di libero scambio tra Ue e blocco commerciale sudamericano (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay).

“Attenzione, -continua Fini- tutta la partita sulla reciprocità è ancora un elenco di promesse e preannunciate proposte, arrivate dall’ultimo Agrifish in risposta alle nostre pressioni e al lavoro importante fatto dalle nostre istituzioni”.

A Cia non bastano le intenzioni e l’Italia deve continuare a presidiare l’accordo, come fatto in questi ultimi mesi, e isolandolo da qualsivoglia questione geopolitica internazionale che possa minare l’Europa. 

La sfida è complessa, ma -per Cia- è essenziale ottenere un regolamento stringente e dettagliato che, tanto per cominciare, a fronte di quel 5%, soglia di variazione prezzo-volume per far scattare le indagini, preveda l’attivazione automatica della clausola. Inoltre, servono controlli sulle importazioni di gran lunga oltre il 50% dei prodotti e occorre che sia ferreo l’allineamento agli standard di produzione e fitosanitari, portando allo “zero tecnico” i livelli massimi di residui contenenti in prodotti come la frutta.

“Sull’import di carne e riso -precisa Fini- non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Non è accettabile che nei nostri mercati entrino prodotti coltivati o allevati con sostanze e metodi vietati in Europa e in quantità che danneggiano il mercato interno. Ne va della salute dei cittadini e della tenuta delle nostre aziende”.
Il Mercosur -sostiene da sempre Cia- è un’opportunità per alcuni settori di punta dell’export, come vini e formaggi, ancora di più pensando alle Dop e Igp italiane. In ballo per l’Europa un valore potenziale pari a quasi 5 miliardi e una crescita per il Made in Italy agroalimentare superiore al mezzo miliardo.

“Su questo fronte possiamo alzare, ulteriormente, l’asticella -conclude Fini- in termini di protezione e promozione. Strategico intervenire adesso, definitivamente, sul giusto prezzo da riconoscere ai produttori, fare campagne sulla nostra cultura del cibo buono e sano, come sul lavoro insostituibile dei nostri agricoltori, dimostrare che gli accordi commerciali valgono quando creano efficienza, competitività e vantaggi reciproci. Il tempo a disposizione per aggiustare il tiro è quello del negoziato con il Parlamento Ue e i 27 governi, che adesso dovrà affrontare la nuova proposta. Cia e la sua mobilitazione è concentrata su queste carte”.

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