News in evidenza

1 In Evidenza - 21 mar 2026

Ue: Cia, urgenti misure ad hoc contro caro gasolio ed energia. Fare di più per agricoltura


A conti fatti nelle ultime operazioni del Governo per calmierare i prezzi del carburante, non c’è alcuna agevolazione di peso per l’agricoltura, se non una riduzione minima pari a 4 centesimi, già oggi del tutto erosi dai rincari sul gasolio al distributore. È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. A dirlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.

“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 19 mar 2026

Carburanti: Cia, serve credito d’imposta per gasolio agricolo


Pur apprezzando l’intervento del Governo sulla temporanea riduzione delle accise per i carburanti, il settore primario resta fuori da interventi esclusivi e dedicati, come invece accaduto per l’autotrasporto e la pesca. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il Decreto Carburanti, approvato ieri dal Cdm e oggi in Gazzetta Ufficiale, e spiega: “L’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. Chiediamo con urgenza il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi e una strategia più strutturata e di lungo periodo a partire dal Consiglio Ue in corso a Bruxelles”.

“Ribadiamo dunque -spiega Fini- l’appello già formalizzato da Cia in occasione della conversione in legge del Dl Bollette, poche ore dopo lo scoppio della guerra in Iran, con un emendamento ad hoc sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che risulta depositato in Commissione bilancio alla Camera e che sarà in discussione nei prossimi giorni”.

Il contesto, sottolinea Cia, non è assolutamente favorevole a un settore già in sofferenza per costanti ripercussioni climatiche e mancato riconoscimento del valore lungo la filiera, solo per citarne alcune. Le tensioni in Medio Oriente, il conseguente caro energia e gasolio, ma anche i prezzi alle stelle di fertilizzanti e urea, sempre più irreperibili, stanno mettendo a rischio la continuità aziendale che -ricorda Cia- è elemento strategico di presidio e tenuta ambientale, sociale ed economica di interi territori del Paese, a partire dalle aree rurali e più svantaggiate.

“Per tutto questo -conclude Fini- abbiamo aspettative importanti anche da parte del Consiglio europeo perché si agisca in modo collettivo, accelerando anche sulla questione fertilizzanti, eventuali deroghe al CBAM e misure straordinarie a sostegno del reddito degli agricoltori”.

VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO - I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto, certificano la vulnerabilità dell'agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo "energia motrice" a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l'acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 19 mar 2026

Servizio Civile Agricolo: al via anche in Abruzzo i progetti per i giovani

Prende ufficialmente il via anche in Abruzzo il Servizio Civile Agricolo, una nuova opportunità rivolta ai giovani tra i 18 e i 28 anni che unisce formazione, impegno civico e sviluppo dei territori rurali.

I progetti attivati coinvolgono diverse sedi sul territorio regionale, tra cui Chieti, Teramo, L'Aquila e Scerni, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra giovani e agricoltura, promuovendo allo stesso tempo sostenibilità, innovazione e inclusione sociale.

“Il Servizio Civile Agricolo rappresenta un’importante occasione per avvicinare i ragazzi a un’idea moderna e multifunzionale di agricoltura”, dichiara Bruno Sfrattoni, referente dell’ufficio Servizio Civile Inac-Cia, “capace non solo di produrre cibo, ma anche di generare valore sociale, tutela ambientale e sviluppo per le comunità locali”.

CIA Abruzzo è impegnata nella realizzazione sia del Servizio Civile Universale sia dei progetti legati alla transizione digitale. In questo contesto, il progetto si inserisce nel solco del Servizio Civile Universale, ma ne declina i contenuti in chiave agricola e agroalimentare, valorizzando la multifunzionalità delle aziende rurali e ponendo l'accento sull'agricoltura sociale.

Il Servizio Civile Agricolo non ha l’obiettivo di impiegare i giovani come manodopera nelle aziende, ma di offrire un percorso di crescita personale e civica. I volontari, 


infatti, non sono inseriti nelle attività produttive, ma partecipano a progetti di promozione del territorio, supporto ai servizi rurali e diffusione della cultura agricola.

Le attività spaziano dal supporto informativo per facilitare l’accesso ai servizi del settore alla partecipazione agli sportelli territoriali, fino a iniziative di educazione alimentare e ambientale, lotta allo spreco e promozione di stili di vita sani. Accanto a queste, trovano spazio anche azioni di valorizzazione delle aree interne, come orti sociali, servizi di comunità e forme di collaborazione nei contesti rurali.

L’obiettivo è rafforzare il welfare di prossimità e creare nuove opportunità per i giovani, accompagnandoli nella scoperta del settore agricolo anche attraverso strumenti innovativi e competenze legate alla digitalizzazione.

In questo quadro, CIA - Agricoltori Italiani, attraverso il patronato INAC, promuove il programma “Facilitazione per l’agricoltura sostenibile”, articolato in due linee di intervento: da un lato la diffusione di servizi e informazioni per il comparto agricolo, dall’altro lo sviluppo di pratiche legate all’agricoltura sostenibile e di precisione, anche attraverso l’utilizzo di strumenti digitali.

“Investire sui giovani significa investire sul futuro dell’agricoltura abruzzese”, conclude Nicola Sichetti, Presidente CIA Abruzzo, “e rafforzare un modello di sviluppo capace di coniugare economia, ambiente e coesione sociale”.

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 13 mar 2026

Si apre il bando per la XXIV edizione del Premio Bandiera Verde Cia

C’è tempo fino al 15 maggio 2026 per partecipare alla XXIV edizione del Premio Bandiera Verde Agricoltura, il riconoscimento promosso da Cia-Agricoltori Italiani per valorizzare realtà che si distinguono per il loro impegno nel settore agricolo e nello sviluppo dei territori rurali.


Il premio, ormai appuntamento consolidato, nasce con l’obiettivo di mettere in luce esperienze virtuose capaci di innovare, valorizzare le tradizioni e contribuire alla crescita sostenibile delle comunità locali. Con Bandiera Verde, Cia continua a mantenere alta l’attenzione sul valore strategico dell’agricoltura, premiando la determinazione e la capacità imprenditoriale dei protagonisti del settore.


👉Possono candidarsi aziende agricole, comuni, enti e organizzazioni che si siano distinti per iniziative legate allo sviluppo rurale, alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico, alla tutela del paesaggio e dell’ambiente, oltre che alla promozione della cultura agricola.


Per l’edizione 2026 sono previste alcune novità nella distribuzione dei riconoscimenti. In un’ottica di razionalizzazione e con l’obiettivo di valorizzare sempre di più realtà selezionate e di grande qualità, i premi saranno quindici:


  • 10 premi ad aziende agricole, suddivise nelle diverse categorie previste dal bando

  • 3 premi a iniziative extra-aziendali, che potranno riguardare scuole, università, cinema, editoria, parchi naturali o eventi culturali legati al mondo agricolo

  • 2 premi a Comuni virtuosi, distintisi per politiche e progetti a sostegno dell’agricoltura e del territorio


Tra tutti i premiati verrà inoltre assegnato un riconoscimento speciale: la “Bandiera Verde Gold”, destinata alla realtà che più di tutte rappresenterà lo spirito e i valori del premio.


📅Le candidature possono essere inviate entro il 15 maggio 2026, secondo le modalità indicate nel bando.

Un’occasione importante per raccontare e valorizzare le migliori esperienze dell’agricoltura italiana, motore di sviluppo economico, sociale e ambientale dei territori.


Il Regolamento e tutti i documenti utili QUI


Per maggiori informazioni prenota un appuntamento o recati presso l'ufficio CIA a te più vicino.

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 12 mar 2026

Prezzi: Cia mobilita le Regioni. Patto di ferro contro le speculazioni

L'escalation militare in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico rischiano di assestare un duro colpo all'agricoltura italiana. L'onda d'urto globale si sta traducendo in un significativo aumento dei costi del gasolio agricolo, con rincari fino al 50%, e incertezze pesanti sui fertilizzanti che vedono l’urea su del 35%. Stronchiamo le speculazioni a danno degli agricoltori, di tutti i cittadini, della nostra sovranità alimentare. A dirlo, oggi, il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che annuncia: “Chiediamo ai Consigli Regionali un intervento concreto, a partire dalla nostra proposta di Ordine del Giorno”.


Al centro del documento Cia per le Regioni, l’input all’impegno per lo stop alle speculazioni, attivando tavoli di monitoraggio permanenti per fermare i rincari ingiustificati sui carburanti e lungo la filiera, difendendo sia i produttori che i consumatori al supermercato. L’appello, poi, per un’azione nazionale, sollecitando il Governo, tramite la Conferenza Stato-Regioni, a stanziare immediatamente risorse e misure compensative per i comparti in sofferenza. Il pressing, infine, per alzare la voce con le istituzioni europee, affinché adottino politiche eccezionali nell’immediato, scorporando le risorse anticrisi energetica dai rigidi vincoli del Patto di stabilità e crescita.


L'impatto dei rincari energetici è pesante per il settore primario, in particolare se si pensa alla serricoltura, al comporto cerealicolo e alla zootecnia da latte -precisa Cia- e sconta, in aggiunta, il peso consistente della crisi degli input tecnici, con i fertilizzanti quasi irreperibili e dai costi proibitivi. Uno scenario con ripercussioni importanti anche sulla tenuta economica, sociale e ambientale dei territori rurali.


Siamo a primavera, periodo di semine e lavorazione della terra. Questa crisi non ferma solo i trattori, compromette l’agricoltura e la sicurezza alimentare -commenta Fini-. E gli agricoltori sono sempre l'anello più esposto e debole dell'intera filiera, con l’aggiunta dell'impossibilità strutturale a trasferire i rincari sul prezzo di vendita. Produrre in perdita significa chiudere. Con questo Ordine del Giorno chiediamo alle Regioni -conclude- un patto di ferro per assicurare al Paese, partendo dai territori, controlli anti-speculazione subito e pressioni sull'Europa perché intervenga con risorse adeguate, in deroga al Patto di stabilità”.

L’appello di Cia, infine, ai capi di Stato e di Governo per stringere su Bruxelles in vista del Consiglio Ue del 19 e 20 marzo. Le ipotesi di misure anticrisi eccezionali annunciate dalla presidente von der Leyen devono essere veloci e concrete.

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 11 mar 2026

Turismo Verde, ANABIO e La Spesa in Campagna Abruzzo: eletti i nuovi presidenti regionali

Si è svolta oggi, mercoledì 11 marzo 2026, presso l’Agriturismo “Col Morino” di Pineto, l’Assemblea Elettiva di Turismo Verde – ANABIO – La Spesa in Campagna Abruzzo, un momento centrale nel percorso verso il Congresso Nazionale. L’incontro ha rappresentato non solo un’occasione formale di rinnovo degli organi associativi, ma anche un’importante occasione di confronto, dialogo e condivisione tra soci, dirigenti e operatori del settore agricolo e biologico della regione.

Nel corso dell’assemblea sono stati eletti i nuovi presidenti regionali, che guideranno le rispettive associazioni nei prossimi anni:

  • Alessandra Ventura – Presidente Turismo Verde Abruzzo

  • Beatrice Tortora – Presidente La Spesa in Campagna Abruzzo

  • Roberto Battaglia – Presidente ANABIO Abruzzo


L’assemblea ha rappresentato anche un momento di bilancio delle attività svolte e di riflessione sulle prospettive future del settore. Al centro del confronto tra i soci la necessità di rafforzare la rete territoriale dell’agriturismo, del biologico e della filiera corta, strumenti considerati sempre più strategici per sostenere le imprese agricole e valorizzare le produzioni locali.

Ampio spazio è stato dedicato alle sfide che attendono il comparto nei prossimi anni: dalla promozione del turismo rurale alla crescita della domanda di prodotti biologici, fino al consolidamento dei mercati di vendita diretta. Temi che vedono le aziende agricole abruzzesi sempre più protagoniste di un modello di sviluppo fondato su sostenibilità, qualità e legame con il territorio.

La partecipazione dei soci ha confermato la vitalità del sistema associativo regionale e la volontà di continuare a lavorare in maniera coordinata per rafforzare il ruolo dell’agricoltura multifunzionale in Abruzzo.


Visualizza Allegato
News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 20 feb 2024

Agricoltura: Donne in Campo-Cia, imprese femminili grandi assenti da fondi e misure

L’agricoltura femminile sembra sparita dalle politiche nazionali ed europee. È l’allarme lanciato da Donne in Campo-Cia, secondo cui non solo non ci sono provvedimenti specifici dedicati né nel Pnrr né nella Pac, ma sono pure scomparsi gli incentivi ad hoc della misura Più Impresa, non rifinanziata dall’ultima legge di Bilancio. E anche il Fondo Impresa Donna oggi ammette agli stanziamenti le imprenditrici di tutti i settori, compreso quello della trasformazione alimentare, ma tiene fuori la produzione agricola.

“Le donne si trovano così escluse sia dai fondi nazionali finanziati dal Piano di ripresa e resilienza che da quelli dedicati all’agricoltura, risultando fortemente penalizzate e discriminate nei confronti delle colleghe di altri comparti -spiega la presidente di Donne in Campo-Cia, Pina Terenzi-. Stessa situazione con la Politica agricola comune dell’Ue, che prescrive regole uguali per tutti piuttosto che valorizzare le differenze garantendo pari opportunità”. Con il risultato che “a fronte di una grande attenzione ai temi femminili sul fronte mediatico, le azioni concrete sembrano andare in un altro verso”.

Ecco perché Donne in Campo-Cia torna a chiedere l’approvazione di una legge quadro per l’imprenditoria femminile in agricoltura, che preveda tra l’altro la costituzione di un Ufficio permanente presso il Masaf e di un Osservatorio, con l’obiettivo di promuovere l’accesso delle donne all’attività agricola e di potenziare le politiche attive del lavoro nel settore primario.

“Vogliamo che la visione femminile dell’agricoltura torni protagonista e continui a crescere -sottolinea Terenzi-. Già ora le oltre 200.000 imprenditrici agricole italiane sono in prima linea per difendere il settore quale asset strategico del Paese, dove la produzione di cibo e la tutela del territorio camminano insieme, rappresentando il patrimonio di biodiversità, salute e benessere, cultura e tradizione del Made in Italy”.   

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 09 feb 2024

Cia: bene riconoscimento agricoltori come custodi di territorio e ambiente

Il riconoscimento normativo della figura dell’agricoltore custode è un atto fondamentale per valorizzare e promuovere le molteplici attività del settore a tutela dell’ambiente e del territorio. Così il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il via libera dell’aula della Camera alla proposta di legge sul tema, che istituisce anche la Giornata nazionale dell’Agricoltura.

“A dispetto di tutte le fake news, gli agricoltori non inquinano, anzi garantiscono un presidio insostituibile dal punto di vista ambientale, come certifica anche questo provvedimento -spiega Fini-. Il ruolo strategico del comparto, infatti, non è solo quello di produrre cibo sano e sicuro per tutti, ma anche di assicurare la tenuta e lo sviluppo delle aree interne; salvaguardare il suolo e i territori contro il dissesto idrogeologico; gestire le risorse idriche; produrre energia da fonti rinnovabili; difendere il paesaggio e la biodiversità”.

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 08 feb 2024

Rispetto per gli agricoltori, Cia chiede al Governo misure urgenti per gestire la crisi

Cia solleva richieste urgenti alle istituzioni affinché intervengano per gestire la crisi che sta impattando il settore agricolo e per garantire un futuro sostenibile per l'agricoltura italiana. 

­

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 08 feb 2024

Cia al Governo, risposte concrete per garantire reddito a aziende agricole

Occorrono risposte concrete per garantire il reddito delle aziende e permettere al settore agricolo di occupare un ruolo centrale nell’economia del Paese. Cia-Agricoltori Italiani pone nuovamente all’attenzione del Governo e dell’Ue, dopo la manifestazione dell’associazione il 26 ottobre a Roma. Le richieste di Cia al Governo riguardano gli sgravi fiscali, gli interventi contro i rincari e le misure a favore dei giovani. Sul versante Ue, servono cambiamenti sostanziali alla proposta della Commissione sui terreni incolti, oltre alla riduzione dell’impatto del Green Deal sulle aziende. Cia ha, dunque, chiesto un incontro urgente col ministro Lollobrigida, finalizzato ad individuare tutte le misure da mettere in campo. Si terranno, in seguito, incontri territoriali con parlamentari e presidenti regionali.

Cia ricorda che il biennio 2022-23 è stato particolarmente difficile per gli agricoltori a causa delle ripetute avversità meteorologiche, delle fitopatie e gli alti costi di produzione per una congiuntura di mercato complessa. Si chiede, quindi, al Governo di gestire l’emergenza in atto introducendo sgravi fiscali per il settore primario: dall’Irpef sui redditi agricoli, all’esonero contributivo per gli agricoltori, oltre a una maggiore compensazione dell’Iva zootecnica (bovini e suini). Per mitigare l’impatto del rincaro dei fattori di produzione, Cia chiede, invece, la reintroduzione del credito d’imposta per l’acquisto di gasolio, già ottenuto nel 2023 dopo una lunga battaglia portata avanti dall’associazione. Sul fronte delle giovani imprese, Cia ritiene necessario l’esonero contributivo per gli agricoltori under 40 e il rifinanziamento del “Fondo più impresa”. A sostegno dei comparti più deboli, si intervenga con un immediato utilizzo delle risorse del Fondo per le emergenze e facilitazioni nell’accesso al credito.

A livello europeo, per Cia è urgente una maggiore semplificazione nelle regole sui pagamenti per l’attuale Pac per rispettare le tempistiche previste e garantire agli agricoltori la sostenibilità economica delle loro aziende. Per quanto concerne le politiche green della Commissione, si reputa essenziale la proroga alla deroga del 4% per l’incolto, con periodicità triennale e senza vincoli ambientali legati alle scelte produttive dell’azienda. Si introducano, inoltre, le deroghe approvate in Parlamento sui prodotti agroalimentari nel “Regolamento imballaggi” e si approvino definitivamente le regole Ue sulle nuove biotecnologie (Ngt-Tea) per dare alle aziende strumenti alternativi, in grado di ridurre gli impatti negativi del Green deal. Necessario, infine, confermare l’esclusione delle attività zootecniche dalla direttiva sulle emissioni industriali, facendo prevalere la sostenibilità concreta alle scelte ideologiche.

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 29 gen 2024

Lettera ai Soci Cia dal presidente Fini

Caro/a Socio/a,

il 2023 è stato un anno particolarmente difficile per gli agricoltori italiani a causa delle avversità meteorologiche, delle fitopatie, degli elevati costi di produzione e di una congiuntura di mercato molto complessa. La nostra Confederazione ha avanzato strategie e proposte che consentissero al settore di far fronte ai numerosi problemi e sviluppare una visione forte per il futuro.

Dalla Conferenza economica di febbraio scorso alla più recente Assemblea nazionale di fine novembre, abbiamo attivato un confronto serrato con le istituzioni nazionali ed europee, come con i principali stakeholders, sottoponendo ai decisori politici il nostro Piano nazionale per l’agricoltura.

Abbiamo  presentato  un  documento,  con  obiettivi  e  misure,  per  accrescere  il  peso economico e la forza negoziale del settore, incentivarne il ruolo e il presidio ambientale, mettere l’agricoltura al centro dei processi di sviluppo delle aree interne, salvaguardare i servizi e le attività sociali, cruciali per i territori rurali, e consolidare la crescita dell’export agroalimentare Made in Italy. Allo stesso tempo, per affrontare le grandi emergenze, crisi climatica e fauna selvatica in primis, ma anche questioni annose come la carenza di manodopera e il tema della semplificazione burocratica.


Il 26 ottobre scorso, ben consapevoli della situazione drammatica e dell’importanza, urgente, di dare voce al comparto, siamo scesi in piazza a Roma, con la nostra mobilitazione nazionale, sotto lo slogan “Prezzi alle stelle, agricoltori più poveri”, per rivendicare la centralità dell’impresa agricola e del suo reddito. Una manifestazione, fortemente voluta, che ha visto in Piazza Santi Apostoli 3 mila agricoltori arrivati da tutta Italia per esprimere, civilmente, tutto il dissenso e malessere delle imprese agricole e presentare le istanze più dirimenti per il settore.

Oggi, ciò che sta avvenendo oltralpe non va certo sottovalutato e mi offre l’occasione di evidenziare le nostre azioni e il valore del confronto, nelle sedi opportune, tra organismi accreditati  e  istituzioni  e  interlocutori  economici.  Nel  nostro  agire  ci  siamo  posti  obiettivi concreti e non ideologici con spirito di unitarietà che fa parte del nostro Dna.

Questa mia comunicazione vuole evidenziarti quanto emerso nella recente Assemblea Nazionale che rappresenta la posizione di Cia-Agricoltori Italiani, rispetto ad asset prioritari per il settore:


Valore lungo la filiera
– Stiamo proponendo una legge quadro per il riconoscimento del valore delle produzioni delle imprese agricole lungo la filiera, prima di tutto garantendo l’equo compenso, certificato e incentivando gli accordi di filiera.

Centralità aree interne e agricoltura familiare – Proponiamo norme che valorizzino il ruolo dell’agricoltura familiare nelle aree interne del Paese, dove è necessario uno snellimento burocratico  e  il  riconoscimento  economico per  chi,  da  sempre,  agisce  come  custode  del territorio.

Consumo di suolo zero - Partendo dalle esperienze legislative di alcune regioni, proponiamo una legge quadro per il consumo zero del suolo agricolo. Quindi, il no a nuove cementificazioni o a pannelli solari a terra.

Risorsa acqua - Subito un Piano strategico nazionale per la costruzione di grandi invasi a usi plurimi, che, insieme a soluzioni aziendali, facciano fronte al problema della carenza idrica, contrastando alluvioni e dissesto idrogeologico.

Emergenza fauna selvatica – Raccordo di tutte le leggi regionali per rendere operativa ed

applicabile la legge nazionale, fornendo così lo strumento applicativo alle regioni.

Revisione della Pac – Questa Pac non funziona, troppa burocrazia e inapplicabilità degli eco- schemi che colpevolizzano l’agricoltura e gli sottraggono importanti risorse. Va abolito, immediatamente, l’obbligo al 4% di incolto. Occorre, dunque, stringere i tempi e intervenire efficacemente per una Pac non più punitiva, ma incentivante, capace di orientare le risorse verso la tutela del reddito delle imprese e non sulla rendita fondiaria e per politiche attive di gestione del rischio.

Crisi  climatica  -  Puntare  sulla  ricerca  agricola,  anche  varietale,  per  ridurre  i  costi  di

produzione e aumentare la redditività delle imprese. Le Tecnologie di evoluzione assistita (Tea) siano una priorità, per colture resistenti ai patogeni e resilienti ai cambiamenti climatici. Fitofarmaci – Non possiamo rinunciare, per imposizioni normative comunitarie, a principi attivi senza la disponibilità di valide alternative.

Mercati - Serve una maggiore attenzione alla politica commerciale europea, in particolare sul

Mediterraneo, garantendo la reciprocità delle regole negli scambi.


Queste sono alcune delle molteplici sfide che, come Cia-Agricoltori Italiani,  abbiamo riconosciuto e accolto da protagonisti attivi del confronto, del dibattito e del dialogo con le istituzioni nazionali ed europee. Prima ancora continuando ad ascoltare voi, anima della nostra agricoltura e di un intero Paese. Questo è, e resta, il nostro impegno per un’agricoltura davvero al centro.


La nostra mobilitazione partita il 26 ottobre a Roma, con il tuo supporto, continuerà in

Europa perché siamo convinti che l’agricoltura non è il problema ma la soluzione!


Cristiano Fini

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 25 gen 2024

Riconoscimento dello stato di calamità naturale per attacchi da peronospora: soddisfazione di Cia Abruzzo

Cia Abruzzo esprime grande soddisfazione per la recente sottoscrizione del decreto che riconosce lo stato di calamità naturale per l’Abruzzo. Questa decisione, frutto di intense negoziazioni e sforzi congiunti, apre la strada a importanti misure di sostegno per le imprese agricole colpite dalla peronospora.

Il decreto, appena pubblicato, attiva una serie di strumenti che consentiranno alle imprese agricole danneggiate di ottenere un adeguato risarcimento del danno. In particolare, si prevede la possibilità di congelare i mutui per un periodo di 24 mesi e di accedere a agevolazioni sui contributi previdenziali.

Gli agricoltori abruzzesi colpiti dalla calamità avranno la possibilità di presentare le domande di beneficio entro 45 giorni dalla pubblicazione del decreto-legge, che avverrà entro i prossimi 15 giorni. Questo passo importante è il risultato di un tavolo ministeriale tenutosi ieri a Roma, che ha visto la partecipazione del Presidente regionale Nicola Sichetti, del direttore Mariano Nozzi, alla presenza del Ministro all’Agricoltura Francesco Lollobrigida e di altre sigle sindacali.

Il ruolo determinante svolto da Cia Abruzzo nel corso di questi mesi ha contribuito in modo significativo al raggiungimento di questo risultato. 

“La nostra organizzazione ha sostenuto attivamente l'attivazione del decreto Legge 102 per le calamità naturali, oltre ai provvedimenti regionali fondamentali per la tutela degli interessi agricoli abruzzesi”, commenta così il Presidente Sichetti, “La firma del decreto rappresenta un importante passo avanti nel supporto alle imprese agricole della nostra regione”.

Il Ministro, nell'incontro di ieri, ha sottolineato quanto sia importante il ruolo della rappresentanza per ottenere risultati tangibili.

L'impegno di Cia Abruzzo non finisce qui, continueremo a vigilare attentamente sull'attuazione dei provvedimenti, collaborando strettamente con la regione e il Ministero per garantire un supporto efficace ed equo. Ora, con l'approvazione del decreto, ci auguriamo una rapida attuazione dei provvedimenti per garantire risposte certe e concrete al mondo agricolo abruzzese”, conclude il Presidente. 


Visualizza Allegato