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1 In Evidenza - 27 gen 2026

Giornata della Memoria: Cia, dall’orrore della Shoah all’agricoltura come strumento di pace


Oggi, in tutta Italia, si celebra la “Giornata della Memoria”, per imprimere nella memoria collettiva del Paese uno degli orrori più gravi e inauditi di cui l’uomo sia stato protagonista.
“Nessuno può dire: questo non mi tocca. La memoria è un dovere per tutti”, rifletteva lo scrittore Italo Calvino. È necessario, dunque, ricordare il passato per comprendere la storia e trarne insegnamento, sottolinea il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

“Questa giornata è un’occasione per riflettere sulla tragedia della Shoah e sul nostro angoscioso presente, perché non si ripetano gli orrori passati e si metta fine a tutti i conflitti e alle violenze nel mondo -osserva Fini-. Pensiamo soprattutto a Gaza, all’Iran, all’Ucraina, al Sudan, alla Repubblica Democratica del Congo e ad altre aree dimenticate, con l’auspicio che la politica e la diplomazia tornino a essere i soli mezzi per risolvere le controversie internazionali e costruire concreti percorsi di pace, a garanzia dei diritti umani e della democrazia”.

In questo processo, continua il presidente di Cia, “l’agricoltura ha un ruolo fondamentale: assicura la sicurezza alimentare nelle zone di crisi, sostiene le comunità rurali colpite dalla guerra e diventa strumento di riconciliazione attraverso lo sviluppo sostenibile dei territori”.

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1 In Evidenza - 21 gen 2026

Mercosur: Cia, ascoltati da Parlamento Ue. Invio a Corte di Giustizia sia utile

“Finalmente c’è un Parlamento europeo che dimostra di aver ascoltato le nostre preoccupazioni e richieste sul Mercosur. La nostra manifestazione di ieri a Strasburgo è stata determinante e andrà avanti, nelle forme più opportune, affinché la sospensione della ratifica rappresenti, adesso, un tempo utile per far rispettare le nostre condizioni in questo, come in tutti i futuri negoziati commerciali”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rispetto all’ok dell’Eurocamera sull’invio dell’accordo direttamente alla Corte di giustizia Ue.

“Sebbene non ad ampia maggioranza, il voto odierno rinvia tutto alla verifica di compatibilità con i trattati Ue e, soprattutto”, specifica Fini, “fornisce uno spazio di pressione importante perché si garantiscano vera reciprocità, controlli ferrei e clausole di salvaguardia automatiche. Siamo pronti al confronto su questi nodi per noi dirimenti a tutela degli agricoltori e dei cittadini europei, in termini di competitività produttiva e di standard sanitari e ambientali che devono essere i medesimi imposti ai produttori e agli allevatori europei”.

Sulla stessa linea anche Cia Abruzzo, che esprime soddisfazione per la decisione del Parlamento europeo. “L’invio dell’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia Ue rappresenta un passaggio fondamentale per dare finalmente risposte concrete alle preoccupazioni degli agricoltori dei territori”, sottolinea Nicola Sichetti, Presidente di Cia Abruzzo. “Per una regione come la nostra, caratterizzata da produzioni di qualità, Dop e Igp, è indispensabile che ogni accordo commerciale garantisca una reale reciprocità, con controlli stringenti e tutele efficaci contro la concorrenza sleale”.

“Gli agricoltori abruzzesi” prosegue Sichetti, “non possono competere con prodotti che non rispettano gli stessi standard sanitari, ambientali e sociali richiesti in Europa. La sospensione della ratifica deve diventare un’occasione concreta per rafforzare le clausole di salvaguardia e difendere redditi, lavoro e sicurezza alimentare. In questo percorso, Cia Abruzzo continuerà a sostenere con forza la linea portata avanti da Cia nazionale, a tutela dell’agricoltura e dei cittadini europei”.

Ora, sotto i riflettori di Cia, l’intera fase di implementazione. “Le nostre proteste con migliaia di agricoltori, e questo ultimo atto del Parlamento Ue”, conclude Fini, “sono un messaggio chiaro sulla direzione da prendere: accordi commerciali internazionali solo a parità di regole e condizioni, per assicurare cibo sano, sicuro e trasparente ai nostri cittadini”.

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1 In Evidenza - 21 gen 2026

Emergenza cervi in Abruzzo: CIA chiede alla Regione il ripristino dell’equilibrio specie-ambiente

CIA Abruzzo lancia un nuovo e deciso appello alla Regione affinché venga riattivata con urgenza la procedura di prelievo selettivo del cervo, indispensabile per ristabilire l’equilibrio tra fauna selvatica, ambiente e attività agricole.

In vaste aree del territorio regionale, in particolare nella provincia dell’Aquila e nelle zone della Valle Peligna e Subequana, la densità della popolazione di cervi ha ormai superato livelli di sostenibilità. Secondo i dati raccolti dall’organizzazione, oltre il 60% dei danni alle colture agricole è oggi riconducibile a questa specie, con conseguenze economiche sempre più gravi per le aziende agricole.

“Non siamo di fronte a un evento imprevedibile, ma al risultato di una gestione faunistica che da troppo tempo non trova piena attuazione negli strumenti normativi già disponibili", dichiara Nicola Sichetti, Presidente di CIA Abruzzo. “Gli agricoltori non possono più sostenere da soli il peso di questa emergenza: servono decisioni rapide, fondate su basi scientifiche e giuridicamente solide”.

CIA Abruzzo ricorda che i monitoraggi indicano densità di cervi nettamente superiori ai limiti fissati dall’ISPRA (2 capi ogni 100 ettari), collocando l’Abruzzo tra le regioni con la più alta concentrazione in Italia. Il Piano Faunistico Venatorio Regionale 2020 e la legge nazionale 157/1992, che include il cervo tra le specie cacciabili, forniscono già il quadro normativo necessario per avviare un prelievo selettivo sostenibile e legittimo.

“Il blocco delle precedenti iniziative non deve tradursi in immobilismo”, aggiunge Sichetti. “Al contrario, è indispensabile riavviare l’iter amministrativo alla luce delle recenti pronunce, costruendo una procedura inattaccabile sotto il profilo formale, che consenta finalmente di intervenire”.

Oltre ai danni alle colture, CIA Abruzzo segnala un aumento degli incidenti stradali e gravi ripercussioni sulla biodiversità, con particolare riferimento alla competizione alimentare che mette a rischio specie vulnerabili come il camoscio appenninico.

“Ripristinare l’equilibrio specie-ambiente significa tutelare la sicurezza dei cittadini, la biodiversità e la dignità del lavoro degli agricoltori abruzzesi”, conclude il presidente di CIA Abruzzo. “Confidiamo in un intervento immediato della Regione per dare risposte concrete a un settore allo stremo”.

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1 In Evidenza - 20 gen 2026

Cia protesta a Strasburgo: a rischio 40mila posti e giro d’affari da 22 mld di zootecnia Made in Italy


“Accetteremo il Mercosur solo alle nostre condizioni. Per questo siamo oggi a Strasburgo con centinaia di agricoltori arrivati da tutta Italia. Ribadiamo al Parlamento europeo che senza reciprocità piena e controlli serrati non c’è accordo che tenga. L’agricoltura ne uscirebbe a pezzi”. Dalla seconda mobilitazione europea nell’arco di due mesi, dopo quella a Bruxelles, si leva la voce del presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini. Dati alla mano, lo scenario è preoccupante, soprattutto per i comparti più sensibili: zootecnia e risicoltura in testa.

L’ANALISI CIA - La protesta di Cia vuole accendere i riflettori sui numeri drammatici dell’accordo Ue-Mercosur così com’è: circa 40.000 posti di lavoro a rischio in Europa nell’agroalimentare, oltre a falle nei controlli e squilibri produttivi che minacciano i produttori italiani. “Non ci fermiamo -ribadisce Fini- pretendiamo nero su bianco la reciprocità degli standard produttivi, sanitari e ambientali, più controlli rigorosi su tutte le merci dal Sud America e clausole di salvaguardia rapide e efficaci”.

I SETTORI PIÙ COINVOLTI - Cia rileva che, in uno scenario di aumento dell’import a condizioni più favorevoli, una maggiore disponibilità di prodotto può esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, con ricadute negative su intere filiere. Se nel settore zootecnico l’Italia vanta una filiera forte (la produzione di carni si attesta sui 3,3 milioni di tonnellate), i Paesi del Mercosur sfornano 38,5 milioni di tonnellate di carni, mentre l’import attuale è limitato solamente a 41mila tonnellate per un valore di 288 milioni di euro. La forbice di scala tra capacità produttiva e mercato evidenzia, dunque, ampi margini di crescita che potrebbe avere l’export di carni dal Mercosur, col rischio di minare la redditività di un settore che da noi vale circa 22,7 miliardi di euro. Si stima che entro il 2040, l’import di carni suine e pollame da quei Paesi aumenterà del +25%. Nel comparto ortofrutticolo, invece, l’Ue importa 39mila tonnellate di frutta e verdura e 1.200 tonnellate di riso. Volumi modesti oggi, ma con che, con dazi azzerati, possono esplodere comprimendo prezzi e margini italiani.
Sul riso, è particolarmente rilevante anche il dato sulla concorrenza dei paesi Mercosur al nostro export: nel 2024 l’Italia ne ha prodotto 1.448.760 tonnellate per un valore delle esportazioni di 680 milioni euro intra-Ue e 187 milioni extra-Ue: quindi eventuali distorsioni competitive dal via libera all’accordo potrebbero riflettersi non solo sul mercato interno, ma anche sulle performance sui mercati stranieri.

I CONTROLLI - Cia lancia soprattutto l’allarme per la carenza di controlli. In particolare, l’organizzazione segnala le criticità del settore della carne bovina: un audit Ue, per esempio, ha già smascherato le falle nell’export di carne non conforme per la presenza dell’ormone estradiolo 17-beta. Malgrado il Brasile abbia sospeso volontariamente le esportazioni verso l’Ue, partite di carne non conformi sono comunque riuscite ad arrivare in Italia. Più in generale, Cia ricorda come siano state spesso rilevate inefficienze, follow-up lenti e catene del freddo instabili nella logistica. Il Mercosur prevede regolamenti formali ma applicazioni disuniformi e le infrastrutture limitate non garantiscono standard adeguati lungo la filiera. 
In merito alla questione dei controlli sulle importazioni dal Mercosur, dunque, per Cia il rischio principale non è solo “di settore”, ma di fiducia: bastano pochi casi negativi (anche isolati, come per l’estradiolo) per trascinare i consumatori italiani verso la diffidenza e la sfiducia nei confronti di filiere come quelle di carni, ortofrutta e riso, con effetti reputazionali devastanti per le aziende Made in Italy che rispettano norme Ue molto più stringenti.
“Era impensabile non essere qui, insieme alle altre organizzazioni europee, a difendere il futuro del comparto agricolo -conclude Fini-. Per assicurare cibo sano e sicuro a tutti, saremo sempre in prima linea e continueremo a esserlo per dettare le condizioni fondamentali in tutti gli accordi di libero scambio, viste le battaglie che ancora ci aspettano anche per la Pac”.

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1 In Evidenza - 19 gen 2026

Grano duro: Cia, positivo il via alla CUN. Garantire equità e trasparenza


Positiva l’istituzione della Commissione Unica Nazionale (CUN) per favorire trasparenza e ragionevolezza nella formazione dei prezzi del grano duro. Cia-Agricoltori Italiani accoglie favorevolmente la firma sul relativo decreto da parte del Masaf e del Ministero delle imprese e del Made in Italy. Si tratta di un importante risultato confederale.
Cia che per il grano, il riconoscimento del giusto prezzo ai produttori, la tutela del Made in Italy, conduce da anni una ferrea e instancabile battaglia, auspica che ci siano da subito tutte le condizioni affinché si possa, efficacemente, usufruire di uno strumento importante per il comparto cerealicolo.

Contro la crisi produttiva che sta affrontando il settore, piegato da costi fuori misura e prezzi in continua caduta, la CUN, di concerto con Granaio Italia e i contratti di filiera, rientra sicuramente tra gli strumenti importanti per valorizzare la produzione di grano duro, tassello fondamentale della filiera grano-pasta.

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1 In Evidenza - 15 gen 2026

Cia manifesta a Strasburgo il 20 gennaio: accordo Mercosur solo a nostre condizioni


“Nell’accordo Ue-Mercosur non ci sono ancora le dovute garanzie a tutela di agricoltori e cittadini, europei ed italiani. Per questo manifesteremo, con una numerosa delegazione di agricoltori, il 20 gennaio a Strasburgo”. Ad annunciarlo il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini che precisa: “Lo accetteremo solo alle nostre condizioni”.
Per Cia, come già sottolineato, la soglia di salvaguardia scesa dall’8% al 5% è stata un segnale lieve e piuttosto parziale, che riguarda solo l’avvio delle indagini, ma non fa scattare, in automatico, la clausola.
“E questo è, comunque, solo un aspetto di tutta la partita -continua Fini-. Ribadiamo che vogliamo, nero su bianco, il rispetto del principio di reciprocità: stessi standard produttivi, sanitari e ambientali che noi agricoltori garantiamo da sempre in Europa. Pretendiamo controlli serrati su tutte le merci in arrivo dal Sud America, insieme a clausole di salvaguardia realmente rapide ed efficaci. Perché solo a parità di regole e di condizioni non c’è concorrenza sleale. Lo dobbiamo ai nostri produttori, che ogni giorno lavorano con responsabilità e sacrificio. Lo dobbiamo, soprattutto, ai consumatori, che hanno diritto a cibo sano, sicuro e trasparente. Queste le rivendicazioni di Cia, pronte ad animare la protesta a Strasburgo e che -conclude Fini- il Parlamento europeo non potrà permettersi di ignorare”.

Cia sarà in prima linea, insieme al Copa-Cogeca, per difendere l’agricoltura europea, già travolta da una crisi senza fine e impegnata nell’ardua battaglia sulla Pac, e per assicurare al Made in Italy, e alla sua qualità, i giusti presupposti in tutti gli scambi commerciali internazionali.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 10 nov 2025

CIA Abruzzo: “Serve ripristinare i fondi del bando SRD01. Così si penalizzano le imprese agricole abruzzesi”

Profondo rammarico quello espresso da CIA Abruzzo per il definanziamento del bando SRD01 “Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole”, la cui dotazione è stata ridotta da 15 a 10 milioni di euro, come indicato nella determinazione DPD018/874 del 4 novembre 2025.

“Si tratta di una scelta grave e incomprensibile”, dichiara Nicola Sichetti, presidente CIA Abruzzo, “perché incide direttamente sulla capacità di investimento delle imprese agricole abruzzesi e sulla loro competitività, in un momento in cui il settore ha bisogno di sostegno e certezze”.

L’organizzazione sottolinea inoltre la mancanza di concertazione su una decisione tanto importante, “Una riduzione così significativa delle risorse”, prosegue Sichetti, “è stata adottata senza alcun confronto preventivo con le Organizzazioni Professionali Agricole, che rappresentano il tessuto produttivo e conoscono le reali necessità del territorio”.

Il bando SRD01 rappresenta una misura strategica per favorire investimenti produttivi orientati all’innovazione, alla sostenibilità ambientale e al miglioramento della redditività aziendale. Tagliare i fondi, denuncia CIA Abruzzo, significa lasciare indietro molte aziende meritevoli, vanificando un’importante opportunità di crescita in una fase storica già segnata da forti difficoltà economiche e strutturali.

Per queste ragioni, CIA Abruzzo chiede alla Regione di ripristinare la dotazione finanziaria originaria di 15 milioni di euro, al fine di garantire pari opportunità di accesso e sostenere concretamente lo sviluppo del settore agricolo regionale.

“Chiediamo un segnale chiaro e concreto di attenzione verso l’agricoltura abruzzese”, conclude Sichetti, “e restiamo disponibili a un confronto urgente con la Regione per affrontare insieme le criticità e individuare soluzioni condivise”.

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1 In Evidenza - 07 nov 2025

“Un futuro più sano e consapevole parte dalle scuole”: CIA Abruzzo aderisce alla proposta di legge

CIA Abruzzo ha aderito con convinzione alla proposta di legge di iniziativa popolare "Firma per un’Italia che cresce consapevole e sana! A scuola si coltiva salute, rispetto, futuro", che prevede l’introduzione dell’insegnamento obbligatorio di Educazione Alimentare, Stili di Vita Sani e Sostenibilità Ambientale nelle scuole italiane. La proposta mira a sensibilizzare le nuove generazioni su tematiche fondamentali per il benessere individuale e collettivo, contribuendo a costruire una società più sana, consapevole e sostenibile.

La proposta, presentata nella prestigiosa Sala Caduti di Nassiriya del Senato della Repubblica durante una conferenza stampa promossa da alcuni senatori con la collaborazione di Longaevitas APS e delle principali realtà italiane impegnate in salute, alimentazione, scuola e sostenibilità, è stata illustrata da Beatrice Tortora, presidente nazionale de La Spesa in Campagna e rappresentante di Cia-Agricoltori Italiani. L’obiettivo è raccogliere 50.000 firme entro il 28 novembre 2025, per portare in Parlamento un progetto che guarda al futuro delle nuove generazioni e del Paese.

Un’iniziativa che CIA ritiene fondamentale per formare una generazione di cittadini più consapevoli, responsabili e in salute, capace di fare scelte alimentari più equilibrate e di adottare comportamenti sostenibili.

“Questa proposta rappresenta un’opportunità cruciale per affrontare le sfide sanitarie e ambientali del nostro tempo. Investire in un’educazione che metta al centro la salute, la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente è il passo giusto per costruire un futuro più sano e consapevole”, dichiara Nicola Sichetti, Presidente Cia Abruzzo. La proposta non solo promuove la salute dei cittadini, ma sostiene anche le filiere locali e l’economia del territorio, puntando a valorizzare la dieta mediterranea e le tradizioni alimentari italiane.

È possibile firmare digitalmente con QR code tramite SPID o CIE. L’adesione è possibile online al link: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/3700000

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1 In Evidenza - 07 nov 2025

CIA Abruzzo: “Il calo del prezzo dell’olio è una speculazione. Nessuna giustificazione economica”

CIA Abruzzo denuncia l’anomala ondata ribassista che sta interessando il mercato dell’olio extravergine di oliva italiano. Il calo dei prezzi, scesi fino a 8 euro/kg, non ha alcuna base economica reale e appare frutto di una manovra speculativa organizzata per condizionare il mercato.

Secondo quanto emerge, un gruppo di imprenditori oleari e imbottigliatori toscani e umbri, da tempo legati da stretti rapporti commerciali, avrebbe avviato da inizio ottobre una strategia concertata proponendo acquisti di olio nuovo a non più di 7,5 euro/kg. Pochi contratti, soprattutto tra Bisceglie e Corato, sono bastati a generare un effetto domino sui mercati, spingendo artificiosamente le quotazioni verso il basso.
In diversi casi, si è trattato di oli di qualità inferiore, talvolta con difetti organolettici o residui non autorizzati, venduti comunque come extravergine per influenzare il mercato.

“Non ci sono i presupposti per un’ondata ribassista, è una pura speculazione,” afferma Nicola Sichetti, Presidente di CIA Abruzzo. “I costi di produzione restano elevati e la qualità dell’olio italiano è ottima. Parlare di crollo dei prezzi è del tutto ingiustificato.”

A confermare la tenuta del comparto è Pierluigi Pace, produttore olivicolo del pescarese, “La vendita procede bene e non ci sono motivi per un calo. La domanda è stabile e l’olio abruzzese mantiene un’ottima reputazione. Chi parla di crisi crea solo allarmismo utile a chi vuole speculare.”

CIA Abruzzo invita le istituzioni e gli organi di controllo a monitorare attentamente le dinamiche commerciali e ad intervenire contro comportamenti scorretti che danneggiano il lavoro dei produttori e l’immagine dell’olio italiano.

“L’olio extravergine di oliva va difeso, non svenduto,” conclude Sichetti.

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1 In Evidenza - 05 nov 2025

Credito agricolo in calo anche in Abruzzo: -12% sugli investimenti. Cia: “Senza liquidità paralisi del settore"

Anche in Abruzzo si fa sentire la stretta del credito che sta colpendo il settore primario in tutta Italia. Secondo il Report Ismea 2024 sull’accesso al credito agricolo, nella regione lo stock complessivo dei prestiti alle imprese agricole è sceso dell’1,2% rispetto al 2023, fermandosi a 560 milioni di euro, pari all’1,5% del totale nazionale.

Ma il dato più allarmante riguarda gli investimenti a medio e lungo termine, crollati del 12,1% in un solo anno: -10,4% per la costruzione di fabbricati rurali, -14,7% per l’acquisto di macchine e attrezzature e -6,4% per l’acquisto di immobili.

“Questi numeri parlano chiaro: l’agricoltura abruzzese sta rallentando, non per mancanza di idee o di progetti, ma per assenza di credito”, denuncia Nicola Sichetti, presidente Cia Abruzzo. “Molte aziende non riescono più a investire, schiacciate tra costi produttivi in aumento, eventi climatici estremi e banche sempre più prudenti. Così si rischia di fermare un settore che è fondamentale per l’economia e la coesione dei nostri territori rurali”.

Il rapporto Ismea certifica un quadro nazionale altrettanto difficile: nel 2024 il credito al settore primario è calato del 3,3% (da 39,4 a 38,3 miliardi di euro), e l’80% delle aziende agricole non ha chiesto prestiti. La maggior parte – il 75% – dichiara di non averne avuto bisogno, ma un ulteriore 5% ha rinunciato per paura di un rifiuto.

In Abruzzo, dove il tasso di deterioramento del credito resta relativamente basso (1,81% nell’area Sud), la contrazione degli investimenti preoccupa soprattutto nelle aree interne e di montagna, dove l’accesso al credito è storicamente più difficile.

“Serve un piano straordinario per la liquidità”, aggiunge Sichetti, “Chiediamo alla Regione di attivare fondi di garanzia dedicati, strumenti di microcredito agricolo e canali preferenziali per i giovani agricoltori. Senza misure mirate, il rischio è che le aziende restino ferme proprio mentre il mercato chiede innovazione e sostenibilità”.

La preoccupazione del mondo agricolo cresce anche sul fronte nazionale. Il presidente Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, intervenendo in audizione al Senato sulla legge di Bilancio 2026, ha parlato di una “batosta per l’agricoltura”, denunciando che “non c’è nulla nella manovra che aiuti davvero il comparto”.
In particolare, Cia critica l’articolo 26, che impedisce la compensazione dei crediti d’imposta con i contributi previdenziali e assistenziali, togliendo alle imprese agricole una delle poche possibilità di recupero delle spese sostenute per innovare.

Cia chiede il rifinanziamento del Fondo per le filiere agricole e la gestione delle crisi di mercato, nuovi investimenti per comparti in difficoltà come il cerealicolo, la proroga della Zes Agricola, oltre a maggiori risorse per “Più Impresa” e per i sostegni contro fitopatie ed epizoozie.

Cia Abruzzo si unisce dunque all’appello lanciato dal livello nazionale, ribadendo la necessità di politiche creditizie e fiscali realmente efficaci, capaci di ridare fiducia agli agricoltori e garantire liquidità a un comparto che resta pilastro economico e sociale della regione.

“Il credito non è solo una leva finanziaria”, conclude Cia Abruzzo, “ma una condizione essenziale per mantenere vivo il tessuto agricolo e garantire cibo, lavoro e presidio del territorio”

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1 In Evidenza - 03 nov 2025

Ue: Cia, accordi commerciali solo con reciprocità e vera tutela per gli agricoltori


Gli accordi commerciali devono servire a creare efficienza, competitività e vantaggi reciproci, non a scaricare i costi sulle imprese agricole. È questo il messaggio che il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha portato al Masaf, nell’incontro con il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, ribadendo la posizione dell’organizzazione: reciprocità e tutela effettiva dei produttori devono essere il punto di partenza di ogni trattativa internazionale.
“Parlare di fondi di compensazione significa già ammettere che un accordo crea squilibri -ha detto Fini-. L’Europa deve garantire parità di regole e condizioni per tutti: solo così gli accordi possono essere strumenti di crescita e non di crisi”.

Cia ha richiamato la necessità di una valutazione d’impatto cumulativa sui vari accordi commerciali oggi in discussione, affinché la politica commerciale dell’Ue non diventi un fattore di instabilità per i mercati agricoli. Allo stesso tempo, ha chiesto clausole di salvaguardia realmente efficaci e tempestive per proteggere le produzioni sensibili.

Nel corso dell’incontro, Cia ha sollecitato il commissario Ue a rilanciare con decisione il dialogo con gli Stati Uniti per raggiungere l’obiettivo “zero per zero” sui dazi, a partire dal vino. “La stabilità nei rapporti con Washington è prioritaria”, ha spiegato Fini, ancora di più “dopo i pesanti segni di rallentamento del nostro export agroalimentare verso gli Usa, che da giugno ad agosto ha perso oltre 210 milioni di euro rispetto al 2024” e anche “contro il rischio di nuovi dazi antidumping sulla pasta italiana”.

Sul dossier Mercosur, Cia ha espresso forti preoccupazioni per l’insufficienza delle clausole di salvaguardia proposte dalla Commissione. “Servono meccanismi automatici e vincolanti, non discrezionali -ha osservato Fini-. Abbiamo necessità di maggiori certezze giuridiche rispetto alle soglie previste del 10% e di un sistema di monitoraggio trasparente e veloce per evitare l’import incontrollato di carne bovina, pollame, miele, zucchero e riso, che rischiano di mettere in crisi le filiere europee”.
Cia, infine, ha richiamato l’attenzione di Šefčovič sulla revisione del Regolamento SPG (Sistema di Preferenze Generalizzate). “Siamo preoccupati, il riso europeo non può essere lasciato senza difese -ha evidenziato Fini-. Per questo, occorre arrivare a stabilire una soglia di importazione ragionevole, da ripartire tra i Paesi beneficiari secondo le tendenza storiche di import, al fine di evitare concentrazioni eccessive e distorsioni di mercato”.

“Gli agricoltori europei non chiedono protezionismo -ha concluso il presidente di Cia- ma parità di condizioni. Solo con reciprocità, regole uguali per tutti e strumenti di tutela rapidi potremo affrontare la sfida della competitività globale senza sacrificare la nostra agricoltura”.

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1 In Evidenza - 22 ott 2025

CIA: Bene la declaratoria di eccezionalità per le avversità atmosferiche. Ora risposte rapide e concrete per le aziende

CIA Abruzzo CIA Chieti–Pescara esprimono grande soddisfazione per la decisione della Giunta regionale che ha approvato la declaratoria dell’eccezionalità delle avversità atmosferiche che tra il 2 luglio e il 3 agosto 2025 hanno colpito i territori agricoli di Pescina, San Benedetto dei Marsi, Cerchio, Fossacesia, Rocca San Giovanni, Treglio e Frisa, con danni stimati in oltre 31 milioni di euro.

Il provvedimento riconosce ufficialmente la gravità del downburst del 3 agosto, un evento atmosferico di straordinaria intensità che ha devastato ampie zone della provincia di Chieti, in particolare Fossacesia, Frisa, Rocca San Giovanni, Torino di Sangro, Bucchianico e Casalincontrada, causando perdite tra il 50% e il 90% delle produzioni di vite, olivo, ortaggi, frutta e pomodori, oltre a danni gravi a serre, impianti e strutture aziendali.

“È un risultato importante per il nostro comparto”, dichiara il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti, “Fin dalle prime ore successive all’evento abbiamo raccolto le segnalazioni degli agricoltori, documentato i danni e chiesto con forza il riconoscimento della calamità naturale. Oggi arriva una risposta concreta alle nostre richieste.”

“Il riconoscimento dell’eccezionalità”, aggiunge il presidente di CIA Chieti–Pescara, Domenico Bomba, “è il primo passo verso il ristoro delle imprese che hanno perso quasi tutto. Ora serve che i tempi per l’attivazione del Fondo di Solidarietà Nazionale siano rapidi e certi, perché le aziende non possono più attendere.”

Le confederazioni rinnovano l’appello alla Regione e al Governo affinché vengano adottate misure strutturali di prevenzione e adattamento climatico, potenziando la rete irrigua, gli strumenti assicurativi agevolati e gli interventi di difesa attiva, per proteggere il patrimonio agricolo e il reddito degli imprenditori.

“Questo evento”, conclude Sichetti, “è l’ennesima prova che il cambiamento climatico è una realtà con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno. La politica deve essere pronta a sostenerci con strumenti efficaci, rapidi e moderni.”


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