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1 In Evidenza - 21 mar 2026

Ue: Cia, urgenti misure ad hoc contro caro gasolio ed energia. Fare di più per agricoltura


A conti fatti nelle ultime operazioni del Governo per calmierare i prezzi del carburante, non c’è alcuna agevolazione di peso per l’agricoltura, se non una riduzione minima pari a 4 centesimi, già oggi del tutto erosi dai rincari sul gasolio al distributore. È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. A dirlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.

“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Carburanti: Cia, serve credito d’imposta per gasolio agricolo


Pur apprezzando l’intervento del Governo sulla temporanea riduzione delle accise per i carburanti, il settore primario resta fuori da interventi esclusivi e dedicati, come invece accaduto per l’autotrasporto e la pesca. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il Decreto Carburanti, approvato ieri dal Cdm e oggi in Gazzetta Ufficiale, e spiega: “L’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. Chiediamo con urgenza il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi e una strategia più strutturata e di lungo periodo a partire dal Consiglio Ue in corso a Bruxelles”.

“Ribadiamo dunque -spiega Fini- l’appello già formalizzato da Cia in occasione della conversione in legge del Dl Bollette, poche ore dopo lo scoppio della guerra in Iran, con un emendamento ad hoc sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che risulta depositato in Commissione bilancio alla Camera e che sarà in discussione nei prossimi giorni”.

Il contesto, sottolinea Cia, non è assolutamente favorevole a un settore già in sofferenza per costanti ripercussioni climatiche e mancato riconoscimento del valore lungo la filiera, solo per citarne alcune. Le tensioni in Medio Oriente, il conseguente caro energia e gasolio, ma anche i prezzi alle stelle di fertilizzanti e urea, sempre più irreperibili, stanno mettendo a rischio la continuità aziendale che -ricorda Cia- è elemento strategico di presidio e tenuta ambientale, sociale ed economica di interi territori del Paese, a partire dalle aree rurali e più svantaggiate.

“Per tutto questo -conclude Fini- abbiamo aspettative importanti anche da parte del Consiglio europeo perché si agisca in modo collettivo, accelerando anche sulla questione fertilizzanti, eventuali deroghe al CBAM e misure straordinarie a sostegno del reddito degli agricoltori”.

VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO - I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto, certificano la vulnerabilità dell'agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo "energia motrice" a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l'acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Servizio Civile Agricolo: al via anche in Abruzzo i progetti per i giovani

Prende ufficialmente il via anche in Abruzzo il Servizio Civile Agricolo, una nuova opportunità rivolta ai giovani tra i 18 e i 28 anni che unisce formazione, impegno civico e sviluppo dei territori rurali.

I progetti attivati coinvolgono diverse sedi sul territorio regionale, tra cui Chieti, Teramo, L'Aquila e Scerni, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra giovani e agricoltura, promuovendo allo stesso tempo sostenibilità, innovazione e inclusione sociale.

“Il Servizio Civile Agricolo rappresenta un’importante occasione per avvicinare i ragazzi a un’idea moderna e multifunzionale di agricoltura”, dichiara Bruno Sfrattoni, referente dell’ufficio Servizio Civile Inac-Cia, “capace non solo di produrre cibo, ma anche di generare valore sociale, tutela ambientale e sviluppo per le comunità locali”.

CIA Abruzzo è impegnata nella realizzazione sia del Servizio Civile Universale sia dei progetti legati alla transizione digitale. In questo contesto, il progetto si inserisce nel solco del Servizio Civile Universale, ma ne declina i contenuti in chiave agricola e agroalimentare, valorizzando la multifunzionalità delle aziende rurali e ponendo l'accento sull'agricoltura sociale.

Il Servizio Civile Agricolo non ha l’obiettivo di impiegare i giovani come manodopera nelle aziende, ma di offrire un percorso di crescita personale e civica. I volontari, 


infatti, non sono inseriti nelle attività produttive, ma partecipano a progetti di promozione del territorio, supporto ai servizi rurali e diffusione della cultura agricola.

Le attività spaziano dal supporto informativo per facilitare l’accesso ai servizi del settore alla partecipazione agli sportelli territoriali, fino a iniziative di educazione alimentare e ambientale, lotta allo spreco e promozione di stili di vita sani. Accanto a queste, trovano spazio anche azioni di valorizzazione delle aree interne, come orti sociali, servizi di comunità e forme di collaborazione nei contesti rurali.

L’obiettivo è rafforzare il welfare di prossimità e creare nuove opportunità per i giovani, accompagnandoli nella scoperta del settore agricolo anche attraverso strumenti innovativi e competenze legate alla digitalizzazione.

In questo quadro, CIA - Agricoltori Italiani, attraverso il patronato INAC, promuove il programma “Facilitazione per l’agricoltura sostenibile”, articolato in due linee di intervento: da un lato la diffusione di servizi e informazioni per il comparto agricolo, dall’altro lo sviluppo di pratiche legate all’agricoltura sostenibile e di precisione, anche attraverso l’utilizzo di strumenti digitali.

“Investire sui giovani significa investire sul futuro dell’agricoltura abruzzese”, conclude Nicola Sichetti, Presidente CIA Abruzzo, “e rafforzare un modello di sviluppo capace di coniugare economia, ambiente e coesione sociale”.

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1 In Evidenza - 13 mar 2026

Si apre il bando per la XXIV edizione del Premio Bandiera Verde Cia

C’è tempo fino al 15 maggio 2026 per partecipare alla XXIV edizione del Premio Bandiera Verde Agricoltura, il riconoscimento promosso da Cia-Agricoltori Italiani per valorizzare realtà che si distinguono per il loro impegno nel settore agricolo e nello sviluppo dei territori rurali.


Il premio, ormai appuntamento consolidato, nasce con l’obiettivo di mettere in luce esperienze virtuose capaci di innovare, valorizzare le tradizioni e contribuire alla crescita sostenibile delle comunità locali. Con Bandiera Verde, Cia continua a mantenere alta l’attenzione sul valore strategico dell’agricoltura, premiando la determinazione e la capacità imprenditoriale dei protagonisti del settore.


👉Possono candidarsi aziende agricole, comuni, enti e organizzazioni che si siano distinti per iniziative legate allo sviluppo rurale, alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico, alla tutela del paesaggio e dell’ambiente, oltre che alla promozione della cultura agricola.


Per l’edizione 2026 sono previste alcune novità nella distribuzione dei riconoscimenti. In un’ottica di razionalizzazione e con l’obiettivo di valorizzare sempre di più realtà selezionate e di grande qualità, i premi saranno quindici:


  • 10 premi ad aziende agricole, suddivise nelle diverse categorie previste dal bando

  • 3 premi a iniziative extra-aziendali, che potranno riguardare scuole, università, cinema, editoria, parchi naturali o eventi culturali legati al mondo agricolo

  • 2 premi a Comuni virtuosi, distintisi per politiche e progetti a sostegno dell’agricoltura e del territorio


Tra tutti i premiati verrà inoltre assegnato un riconoscimento speciale: la “Bandiera Verde Gold”, destinata alla realtà che più di tutte rappresenterà lo spirito e i valori del premio.


📅Le candidature possono essere inviate entro il 15 maggio 2026, secondo le modalità indicate nel bando.

Un’occasione importante per raccontare e valorizzare le migliori esperienze dell’agricoltura italiana, motore di sviluppo economico, sociale e ambientale dei territori.


Il Regolamento e tutti i documenti utili QUI


Per maggiori informazioni prenota un appuntamento o recati presso l'ufficio CIA a te più vicino.

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1 In Evidenza - 12 mar 2026

Prezzi: Cia mobilita le Regioni. Patto di ferro contro le speculazioni

L'escalation militare in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico rischiano di assestare un duro colpo all'agricoltura italiana. L'onda d'urto globale si sta traducendo in un significativo aumento dei costi del gasolio agricolo, con rincari fino al 50%, e incertezze pesanti sui fertilizzanti che vedono l’urea su del 35%. Stronchiamo le speculazioni a danno degli agricoltori, di tutti i cittadini, della nostra sovranità alimentare. A dirlo, oggi, il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che annuncia: “Chiediamo ai Consigli Regionali un intervento concreto, a partire dalla nostra proposta di Ordine del Giorno”.


Al centro del documento Cia per le Regioni, l’input all’impegno per lo stop alle speculazioni, attivando tavoli di monitoraggio permanenti per fermare i rincari ingiustificati sui carburanti e lungo la filiera, difendendo sia i produttori che i consumatori al supermercato. L’appello, poi, per un’azione nazionale, sollecitando il Governo, tramite la Conferenza Stato-Regioni, a stanziare immediatamente risorse e misure compensative per i comparti in sofferenza. Il pressing, infine, per alzare la voce con le istituzioni europee, affinché adottino politiche eccezionali nell’immediato, scorporando le risorse anticrisi energetica dai rigidi vincoli del Patto di stabilità e crescita.


L'impatto dei rincari energetici è pesante per il settore primario, in particolare se si pensa alla serricoltura, al comporto cerealicolo e alla zootecnia da latte -precisa Cia- e sconta, in aggiunta, il peso consistente della crisi degli input tecnici, con i fertilizzanti quasi irreperibili e dai costi proibitivi. Uno scenario con ripercussioni importanti anche sulla tenuta economica, sociale e ambientale dei territori rurali.


Siamo a primavera, periodo di semine e lavorazione della terra. Questa crisi non ferma solo i trattori, compromette l’agricoltura e la sicurezza alimentare -commenta Fini-. E gli agricoltori sono sempre l'anello più esposto e debole dell'intera filiera, con l’aggiunta dell'impossibilità strutturale a trasferire i rincari sul prezzo di vendita. Produrre in perdita significa chiudere. Con questo Ordine del Giorno chiediamo alle Regioni -conclude- un patto di ferro per assicurare al Paese, partendo dai territori, controlli anti-speculazione subito e pressioni sull'Europa perché intervenga con risorse adeguate, in deroga al Patto di stabilità”.

L’appello di Cia, infine, ai capi di Stato e di Governo per stringere su Bruxelles in vista del Consiglio Ue del 19 e 20 marzo. Le ipotesi di misure anticrisi eccezionali annunciate dalla presidente von der Leyen devono essere veloci e concrete.

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1 In Evidenza - 11 mar 2026

Turismo Verde, ANABIO e La Spesa in Campagna Abruzzo: eletti i nuovi presidenti regionali

Si è svolta oggi, mercoledì 11 marzo 2026, presso l’Agriturismo “Col Morino” di Pineto, l’Assemblea Elettiva di Turismo Verde – ANABIO – La Spesa in Campagna Abruzzo, un momento centrale nel percorso verso il Congresso Nazionale. L’incontro ha rappresentato non solo un’occasione formale di rinnovo degli organi associativi, ma anche un’importante occasione di confronto, dialogo e condivisione tra soci, dirigenti e operatori del settore agricolo e biologico della regione.

Nel corso dell’assemblea sono stati eletti i nuovi presidenti regionali, che guideranno le rispettive associazioni nei prossimi anni:

  • Alessandra Ventura – Presidente Turismo Verde Abruzzo

  • Beatrice Tortora – Presidente La Spesa in Campagna Abruzzo

  • Roberto Battaglia – Presidente ANABIO Abruzzo


L’assemblea ha rappresentato anche un momento di bilancio delle attività svolte e di riflessione sulle prospettive future del settore. Al centro del confronto tra i soci la necessità di rafforzare la rete territoriale dell’agriturismo, del biologico e della filiera corta, strumenti considerati sempre più strategici per sostenere le imprese agricole e valorizzare le produzioni locali.

Ampio spazio è stato dedicato alle sfide che attendono il comparto nei prossimi anni: dalla promozione del turismo rurale alla crescita della domanda di prodotti biologici, fino al consolidamento dei mercati di vendita diretta. Temi che vedono le aziende agricole abruzzesi sempre più protagoniste di un modello di sviluppo fondato su sostenibilità, qualità e legame con il territorio.

La partecipazione dei soci ha confermato la vitalità del sistema associativo regionale e la volontà di continuare a lavorare in maniera coordinata per rafforzare il ruolo dell’agricoltura multifunzionale in Abruzzo.


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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 10 set 2021

Ritorno alle urne per i Consorzi di Bonifica, positivo il commento di Cia Abruzzo

Dalla Cia-Agricoltori Italiani Abruzzo grande apprezzamento per la decisione di tornare alle elezioni nei cinque Consorzi di Bonifica abruzzesi emersa nel corso del tavolo verde regionale a L’Aquila alla presenza delle organizzazioni professionali agricole,  dell'assessore regionale all'agricoltura Emanuele Imprudente, del direttore del dipartimento agricoltura Elena Sico, e dei cinque commissari dei consorzi.

“Un risultato soddisfacente”, afferma il Presidente Cia Abruzzo, Mauro Di Zio, presente all’incontro insieme al Presidente Cia Chieti-Pescara, Nicola Sichetti, e Roberto Battaglia, Presidente di Cia L’Aquila-Teramo. “Nella consapevolezza che gli agricoltori, pur riprendendo nelle proprie mani la responsabilità  dei consorzi, si vedranno impegnati sia nella gestione ordinaria sia nel cercare di cogliere tutte le opportunità di sviluppo del territorio che potranno derivare dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)”. 

La data fissata per il ritorno alle urne è il 27 febbraio 2022. 

Lodevole il lavoro  svolto dai commissari, che hanno dovuto confrontarsi con importanti difficoltà dei consorzi cui si sono aggiunti gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici: un lungo  periodo di siccità che in alcuni territori ha portato all’ interruzione dell'erogazione di acqua irrigua e che spinge a realizzare manutenzioni e nuove opere sulle condotte e sugli invasi”, ha evidenziato Di Zio  garantendo l'impegno di Cia a  trovare unità nel confronto e nelle proposte in un momento difficile ma importante che riporterà gli agricoltori all'autogoverno dei consorzi di bonifica.

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1 In Evidenza - 26 ago 2021

Maltempo: Cia, affrontare stagione emergenze con adeguata manutenzione territorio

Su buona parte dell’Italia è in arrivo una nuova ondata di freddo con crolli termici e forti temporali. Occorre affrontare per tempo e in prevenzione tali fenomeni climatici, ricorrendo a una adeguata manutenzione del territorio, evitando i posteriori riconoscimenti di stato di calamità ed emergenza, nei campi, nelle aree rurali come in città. La strada da percorrere è quella della prevenzione e cura del territorio, non solo a valle, ma soprattutto a monte. Servono anche nuove misure e strumenti a sostegno delle imprese agricole e non solo, soprattutto nelle zone più a rischio. Così Cia-Agricoltori Italiani, sull’allerta maltempo e in ricognizione dei danni, già oltre il miliardo, per siccità e nubifragi tra Piemonte, Veneto, Umbria, Puglia e Molise. L’attenzione poi, sottolinea l’organizzazione, è sulle opportunità da cogliere con il PNRR.

Per Cia, infatti, che da tempo, con il progetto “Il Paese che Vogliamo” spinge perché si affronti sul serio, specie nelle aree interne, il tema dissesto idrogeologico e ammodernamento delle infrastrutture stradali e idriche, è ormai inaccettabile, anche per via del climate change, una gestione a posteriori del problema.

In Umbria, dice molto il nubifragio a Villa Pitignano (PG), invasa dal fango e bloccata nelle principali vie d’accesso per una bomba d’acqua, con portata 120 millimetri, che dal 23 agosto conta 200 richieste d’intervento e 80 famiglie bloccate in casa, rimozione di rami, alberi caduti e frane.

In Puglia, nel foggiano, la violenza di pioggia, chicchi di ghiaccio e vento ha causato perdite fino al 70% in agro di Torremaggiore e fino al 50% in alcune contrade sanseveresi. Anche nelle province salentine, si va alla conta dei danni in vigneti e sui campi. A Manduria, la furia del vento ha travolto muri e capannoni, mentre nel leccese si teme per il prossimo Primitivo. 

In Veneto, aziende agricole e zootecniche non si riprendono dal maltempo del dopo Ferragosto, con campi sommersi di acqua e intere colture da buttare. La Regione ha dichiarato lo stato di crisi per i comuni della Città Metropolitana di Venezia (Padova, Treviso, Verona e Vicenza). 

In Piemonte, invece, è allarme siccità. Le colture, messe a dura prova dai violenti temporali dei mesi scorsi che non hanno portato benefici in termini di irrigazione, stanno patendo la totale mancanza di precipitazioni da un mese e mezzo. Gli agricoltori sono costretti a costanti irrigazioni con mezzi e attrezzature alimentati perlopiù a gasolio. Cia ha chiesto alla Regione un supplemento straordinario di gasolio agricolo agevolato, fondamentale per queste attività.

In Basilicata, nel Metapontino, arance, clementine, limoni, kiwi, susine, pomodori e peperoni, sono stati devastati dalla grandine. In Campania, a rimetterci sono state anche ottime olive. 

In Basso Molise, la furia del maltempo ha distrutto decine di ettari coltivati a girasole e interi vigneti. Divelte decine di serre e strutture fisse. Per Cia, bene lo stato di calamità naturale, ma gli agricoltori devono cautelarsi con sistemi assicurativi.

“Il PNRR -commenta il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- deve condurre a una definitiva inversione di marcia che non guardi sempre ad acciaio o petrolio come grandi risorse, ma che consideri la natura, la più grande “fabbrica” a cielo aperto, produttrice di ossigeno e patrimonio da preservare. Il Governo ragioni insieme al territorio su come spendere gli oltre 59 miliardi di fondi per la transizione ecologica, già indirizzati, per esempio, alla riduzione del 15% delle perdite idriche e contro il dissesto idrogeologico. I 75 progetti per manutenere, potenziare e completare le infrastrutture tengano conto delle fragilità del Paese e delle sue comunità”.

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1 In Evidenza - 04 ago 2021

Fauna selvatica, Agrinsieme alla camera: urgente il contenimento

 I danni alle attività agricole e all'ambiente hanno raggiunto livelli insostenibili. Soltanto i cinghiali, in Italia, sono passati da 900.000 capi nel 2010 a quasi 2 milioni del 2020 (+111%), con un trend in continuo aumento. Proprio nel periodo caratterizzato da restrizioni e da limitazioni della mobilità e della frequenza degli spostamenti sono stati registrati 86 incidenti stradali gravi dovuti ad animali selvatici, con 5 morti e 111 feriti. Serve ristabilire con urgenza una corretta conciliazione fra le esigenze della fauna e quelle dell’agricoltura Lo ha ribadito oggi Agrinsieme partecipando all’audizione informale organizzata dalla Commissione agricoltura della Camera sull’esame delle abbinate proposte di legge recanti disposizioni in materia di danni provocati dalla fauna selvatica.

“La situazione emergenziale che stiamo affrontando – ha sottolineato Francesco Postorino per il Coordinamento di Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari - obbliga ad intervenire velocemente. L’attuale sistema normativo non sembra garantire un reale bilanciamento: gli interventi di controllo delle popolazioni hanno prodotto scarsissimi risultati e, negli ultimi trent’anni, la fauna selvatica è continuata ad aumentare creando questa situazione pericolosa e insostenibile. E’ importante agire per evitare il danno prima ancora che si verifichi e quindi disporre un efficace programma di prevenzione”.

L’evoluzione demografica, oltre ai problemi alla incolumità pubblica, in particolare per gli ungulati, preoccupa Agrinsieme perché può essere fonte di rischi di sanità veterinaria per il rischio di trasmissione, diffusione e persistenza di alcune patologie emergenti, come la Peste Suina Africana che tiene con il fiato sospeso tutto il settore suinicolo europeo. Prova ne sono i due recenti casi verificatisi in due allevamenti di maiali in Germania nello Stato di Brandeburgo. Finora, si pensava che il morbo fosse confinato alle specie che vivono in libertà, mentre i due casi in questione si sono verificati in una fattoria biologica con 200 capi, e in un allevamento familiare di appena 2 maiali.

Sono evidenti le difficoltà degli agricoltori obbligati a porre in essere attività di prevenzione per proteggere i propri raccolti o i propri allevamenti, così come il loro impegno nel reagire ai danni arrecati dalla fauna selvatica.

Occorre un programma d’azione, condiviso ed efficace, che preveda interventi puntuali finalizzati a ristabilire un corretto equilibrio con le esigenze dell’agricoltura. Nell’attuazione del piano di selezione, è importante definire con chiarezza i soggetti che si occuperanno fattivamente dell’attività venatoria di selezione. “Serve–ha concluso Postorino- un sistema chiaro, uniforme e lineare che consideri anche le specificità di ogni territorio Gli interventi vanno effettuati da persone esperte, coinvolgendo gli agricoltori. La tempestività è fondamentale e, come Agrinsieme riteniamo ci si possa avvalere anche dell’esercito, che ha uomini e mezzi, per svolgere questo compito”.

***

Agrinsieme è costituita dalle organizzazioni professionali C.I.A.-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e dalle centrali cooperative Confcooperative FedAgriPesca, Legacoop Agroalimentare e Agci Agrital, a loro volta riunite nella sigla Alleanza Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare. Il coordinamento Agrinsieme rappresenta oltre i 2/3 delle aziende agricole italiane, il 60% del valore della produzione agricola e della superficie nazionale coltivata, oltre 800mila persone occupate nelle imprese rappresentate.

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1 In Evidenza - 04 ago 2021

Incendi: Cia, per difesa boschi agricoltori pronti a prevenzione e gestione

Gli agricoltori vogliono rendersi parte attiva nella battaglia per la prevenzione e la riduzione del rischio incendi, candidandosi a “sentinelle” del territorio. Grazie alla loro attività, infatti, i produttori agricoli possono giocare un ruolo primario nel contrastare la piaga dei roghi, incentivando la loro capacità di presidiare i boschi, con azioni di controllo e soprattutto di gestione del patrimonio verde nazionale. Così Cia-Agricoltori Italiani, dopo la nuova ondata di incendi, spesso di origine dolosa, soprattutto al Sud Italia, dalla Sardegna alla Sicilia fino a Calabria, Puglia e Abruzzo.

            Il patrimonio boschivo italiano si estende su tutta la penisola e supera gli 11 milioni di ettari di superficie, oltre un terzo dell’intero territorio nazionale. Si tratta di un’immensa risorsa di biodiversità che non va assolutamente dispersa e ridotta in cenere, tanto più che gli effetti per l’equilibrio naturale sono davvero devastanti e i tempi per il riassetto dell’ecosistema molto lunghi e costosi -ricorda Cia-. Senza contare che un solo ettaro di superficie coperta di alberi è in grado di assorbire mediamente 2 tonnellate l’anno di anidride carbonica, liberando una tonnellata di ossigeno.

            Un capitale verde che va necessariamente tutelato, quindi, prima di tutto dai roghi. Per questo è sempre più necessario programmare, valorizzare e incrementare le attività selvicolturali, con gli agricoltori protagonisti e utilizzando parte dei fondi del PNRR -evidenzia Cia-. Solo con una gestione attenta, efficiente e capillare, è possibile salvaguardare i boschi italiani dal rischio incendi, valorizzare al meglio biodiversità e paesaggio dal punto di vista economico e ambientale e garantire la stabilità idrogeologica del territorio.

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1 In Evidenza - 02 ago 2021

Abruzzo, incendi sulla costa Adriatica: le fiamme minacciano le aziende agricole

Gli incendi di vaste proporzioni delle ultime ore sulla costa Adriatica hanno distrutto non solo gran parte della vegetazione ma anche diversi terreni coltivati. Ad aggravare la conta dei danni, infatti, è la stima delle aziende agricole colpite dal rogo. 

“Nei prossimi giorni cercheremo di quantificare i danni e studiare proposte concrete per ottenere adeguati sostegni alle aziende agricole danneggiate”, afferma Nicola Sichetti, Presidente di Cia-Agricoltori Italiani Chieti-Pescara, ”Durante la stagione estiva il rischio di incendi aumenta notevolmente soprattutto quando, oltre al grande caldo, si verificano venti forti. Se a tutto ciò si aggiunge anche l’abbandono e l’incuria dei terreni, con il proliferare di rovi e sterpaglia, le conseguenze in caso di incendio sono devastanti, come quelle che abbiamo vissuto nelle ultime ore”. 

L’agricoltura riveste un ruolo importante nel presidio, nella custodia e nella gestione del territorio, compreso la prevenzione degli incendi e di altri disastri ambientali. Gli agricoltori oltre a tenere necessariamente puliti i propri appezzamenti, possono svolgere, anche in convenzione con vari Enti locali, diversi interventi di manutenzione ordinaria del territorio circostante, per la cura e l’eliminazione della vegetazione in eccesso, per la pulizia dei canali e dei bordi delle strade, per il consolidamento dei versanti. 

Per questi cosiddetti servizi ecosistemici oltre che per la produzione di alimenti di qualità, l’agricoltura è chiamata a svolgere un ruolo di primo piano nella transizione ecologica e per la crescita sostenibile del nostro Paese.  Su tutti questi aspetti gli Enti di governo del territorio, a partire dai Comuni, hanno un compito importante di programmazione indirizzo e controllo, che devono esercitare al massimo delle proprie possibilità.

“La nostra organizzazione”, continua Sichetti, “da sempre è impegnata in questo senso. A livello nazionale con il progetto “Il Paese che vogliamo” portato avanti negli ultimi tre anni, abbiamo proposto un grande progetto di manutenzione infrastrutturale e di sviluppo del territorio nazionale che prevede, attraverso il coinvolgimento di istituzioni e soggetti socio-economici, l’immediata messa in sicurezza dei territori e un’attenta programmazione per il futuro, in particolare nelle aree interne e rurali. Infine”, conclude, “ci preme ringraziare tutte le persone e in modo particolare gli agricoltori, che in queste ore si stanno adoperando in prima persona per spegnere questi incendi, utilizzando i propri strumenti e attrezzature, rischiando la propria incolumità per garantire la sicurezza di tutti”.

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1 In Evidenza - 02 ago 2021

Credito: Donne in Campo-Cia, bene estensione misura “Più Impresa” ad agricoltrici

Importanti novità per le agricoltrici. E’ per favorire l’imprenditoria femminile in agricoltura che il decreto Sostegni bis, convertito in legge, estende alle donne, senza limiti d’età, le agevolazioni previste per i giovani imprenditori agricoli con la misura “Più Impresa”.

Le agevolazioni -che si rivolgono a micro, piccole e medie imprese agricole a totale o prevalente partecipazione femminile- consistono in un contributo a fondo perduto fino al 35% delle spese ammissibili e in un mutuo a tasso zero per la restante parte, nei limiti del 60% dell’investimento per le imprese  organizzate sotto forma di ditta individuale o di società  a totale o prevalente partecipazione femminile.

La misura “Più Impresa” finanzia progetti di sviluppo o consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo, così come riporta il portale Ismea, mentre rimane operativo lo strumento “Donne in Campo” già in vigore.

“E’ con soddisfazione che accogliamo l’estensione a tutte le donne di questa importante misura -ha detto la presidente di Donne in Campo-Cia, Pina Terenzi- che mira a incentivare la carica innovatrice che le agricoltrici portano con sé, improntando le loro aziende a una visione multifunzionale e sostenibile del settore, che coniuga la produzione di cibo con welfare, comunità, tutela di suolo e paesaggio, salvaguardia di risorse e biodiversità. Una visione di futuro che le donne dell’agricoltura veicolano nel loro prezioso lavoro quotidiano -aggiunge Terenzi- e che è cruciale diffondere per affrontare le prossime sfide, a partire da quella della transizione verde”.

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