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1 In Evidenza - 21 mar 2026

Ue: Cia, urgenti misure ad hoc contro caro gasolio ed energia. Fare di più per agricoltura


A conti fatti nelle ultime operazioni del Governo per calmierare i prezzi del carburante, non c’è alcuna agevolazione di peso per l’agricoltura, se non una riduzione minima pari a 4 centesimi, già oggi del tutto erosi dai rincari sul gasolio al distributore. È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. A dirlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.

“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Carburanti: Cia, serve credito d’imposta per gasolio agricolo


Pur apprezzando l’intervento del Governo sulla temporanea riduzione delle accise per i carburanti, il settore primario resta fuori da interventi esclusivi e dedicati, come invece accaduto per l’autotrasporto e la pesca. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il Decreto Carburanti, approvato ieri dal Cdm e oggi in Gazzetta Ufficiale, e spiega: “L’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. Chiediamo con urgenza il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi e una strategia più strutturata e di lungo periodo a partire dal Consiglio Ue in corso a Bruxelles”.

“Ribadiamo dunque -spiega Fini- l’appello già formalizzato da Cia in occasione della conversione in legge del Dl Bollette, poche ore dopo lo scoppio della guerra in Iran, con un emendamento ad hoc sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che risulta depositato in Commissione bilancio alla Camera e che sarà in discussione nei prossimi giorni”.

Il contesto, sottolinea Cia, non è assolutamente favorevole a un settore già in sofferenza per costanti ripercussioni climatiche e mancato riconoscimento del valore lungo la filiera, solo per citarne alcune. Le tensioni in Medio Oriente, il conseguente caro energia e gasolio, ma anche i prezzi alle stelle di fertilizzanti e urea, sempre più irreperibili, stanno mettendo a rischio la continuità aziendale che -ricorda Cia- è elemento strategico di presidio e tenuta ambientale, sociale ed economica di interi territori del Paese, a partire dalle aree rurali e più svantaggiate.

“Per tutto questo -conclude Fini- abbiamo aspettative importanti anche da parte del Consiglio europeo perché si agisca in modo collettivo, accelerando anche sulla questione fertilizzanti, eventuali deroghe al CBAM e misure straordinarie a sostegno del reddito degli agricoltori”.

VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO - I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto, certificano la vulnerabilità dell'agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo "energia motrice" a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l'acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Servizio Civile Agricolo: al via anche in Abruzzo i progetti per i giovani

Prende ufficialmente il via anche in Abruzzo il Servizio Civile Agricolo, una nuova opportunità rivolta ai giovani tra i 18 e i 28 anni che unisce formazione, impegno civico e sviluppo dei territori rurali.

I progetti attivati coinvolgono diverse sedi sul territorio regionale, tra cui Chieti, Teramo, L'Aquila e Scerni, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra giovani e agricoltura, promuovendo allo stesso tempo sostenibilità, innovazione e inclusione sociale.

“Il Servizio Civile Agricolo rappresenta un’importante occasione per avvicinare i ragazzi a un’idea moderna e multifunzionale di agricoltura”, dichiara Bruno Sfrattoni, referente dell’ufficio Servizio Civile Inac-Cia, “capace non solo di produrre cibo, ma anche di generare valore sociale, tutela ambientale e sviluppo per le comunità locali”.

CIA Abruzzo è impegnata nella realizzazione sia del Servizio Civile Universale sia dei progetti legati alla transizione digitale. In questo contesto, il progetto si inserisce nel solco del Servizio Civile Universale, ma ne declina i contenuti in chiave agricola e agroalimentare, valorizzando la multifunzionalità delle aziende rurali e ponendo l'accento sull'agricoltura sociale.

Il Servizio Civile Agricolo non ha l’obiettivo di impiegare i giovani come manodopera nelle aziende, ma di offrire un percorso di crescita personale e civica. I volontari, 


infatti, non sono inseriti nelle attività produttive, ma partecipano a progetti di promozione del territorio, supporto ai servizi rurali e diffusione della cultura agricola.

Le attività spaziano dal supporto informativo per facilitare l’accesso ai servizi del settore alla partecipazione agli sportelli territoriali, fino a iniziative di educazione alimentare e ambientale, lotta allo spreco e promozione di stili di vita sani. Accanto a queste, trovano spazio anche azioni di valorizzazione delle aree interne, come orti sociali, servizi di comunità e forme di collaborazione nei contesti rurali.

L’obiettivo è rafforzare il welfare di prossimità e creare nuove opportunità per i giovani, accompagnandoli nella scoperta del settore agricolo anche attraverso strumenti innovativi e competenze legate alla digitalizzazione.

In questo quadro, CIA - Agricoltori Italiani, attraverso il patronato INAC, promuove il programma “Facilitazione per l’agricoltura sostenibile”, articolato in due linee di intervento: da un lato la diffusione di servizi e informazioni per il comparto agricolo, dall’altro lo sviluppo di pratiche legate all’agricoltura sostenibile e di precisione, anche attraverso l’utilizzo di strumenti digitali.

“Investire sui giovani significa investire sul futuro dell’agricoltura abruzzese”, conclude Nicola Sichetti, Presidente CIA Abruzzo, “e rafforzare un modello di sviluppo capace di coniugare economia, ambiente e coesione sociale”.

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1 In Evidenza - 13 mar 2026

Si apre il bando per la XXIV edizione del Premio Bandiera Verde Cia

C’è tempo fino al 15 maggio 2026 per partecipare alla XXIV edizione del Premio Bandiera Verde Agricoltura, il riconoscimento promosso da Cia-Agricoltori Italiani per valorizzare realtà che si distinguono per il loro impegno nel settore agricolo e nello sviluppo dei territori rurali.


Il premio, ormai appuntamento consolidato, nasce con l’obiettivo di mettere in luce esperienze virtuose capaci di innovare, valorizzare le tradizioni e contribuire alla crescita sostenibile delle comunità locali. Con Bandiera Verde, Cia continua a mantenere alta l’attenzione sul valore strategico dell’agricoltura, premiando la determinazione e la capacità imprenditoriale dei protagonisti del settore.


👉Possono candidarsi aziende agricole, comuni, enti e organizzazioni che si siano distinti per iniziative legate allo sviluppo rurale, alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico, alla tutela del paesaggio e dell’ambiente, oltre che alla promozione della cultura agricola.


Per l’edizione 2026 sono previste alcune novità nella distribuzione dei riconoscimenti. In un’ottica di razionalizzazione e con l’obiettivo di valorizzare sempre di più realtà selezionate e di grande qualità, i premi saranno quindici:


  • 10 premi ad aziende agricole, suddivise nelle diverse categorie previste dal bando

  • 3 premi a iniziative extra-aziendali, che potranno riguardare scuole, università, cinema, editoria, parchi naturali o eventi culturali legati al mondo agricolo

  • 2 premi a Comuni virtuosi, distintisi per politiche e progetti a sostegno dell’agricoltura e del territorio


Tra tutti i premiati verrà inoltre assegnato un riconoscimento speciale: la “Bandiera Verde Gold”, destinata alla realtà che più di tutte rappresenterà lo spirito e i valori del premio.


📅Le candidature possono essere inviate entro il 15 maggio 2026, secondo le modalità indicate nel bando.

Un’occasione importante per raccontare e valorizzare le migliori esperienze dell’agricoltura italiana, motore di sviluppo economico, sociale e ambientale dei territori.


Il Regolamento e tutti i documenti utili QUI


Per maggiori informazioni prenota un appuntamento o recati presso l'ufficio CIA a te più vicino.

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1 In Evidenza - 12 mar 2026

Prezzi: Cia mobilita le Regioni. Patto di ferro contro le speculazioni

L'escalation militare in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico rischiano di assestare un duro colpo all'agricoltura italiana. L'onda d'urto globale si sta traducendo in un significativo aumento dei costi del gasolio agricolo, con rincari fino al 50%, e incertezze pesanti sui fertilizzanti che vedono l’urea su del 35%. Stronchiamo le speculazioni a danno degli agricoltori, di tutti i cittadini, della nostra sovranità alimentare. A dirlo, oggi, il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che annuncia: “Chiediamo ai Consigli Regionali un intervento concreto, a partire dalla nostra proposta di Ordine del Giorno”.


Al centro del documento Cia per le Regioni, l’input all’impegno per lo stop alle speculazioni, attivando tavoli di monitoraggio permanenti per fermare i rincari ingiustificati sui carburanti e lungo la filiera, difendendo sia i produttori che i consumatori al supermercato. L’appello, poi, per un’azione nazionale, sollecitando il Governo, tramite la Conferenza Stato-Regioni, a stanziare immediatamente risorse e misure compensative per i comparti in sofferenza. Il pressing, infine, per alzare la voce con le istituzioni europee, affinché adottino politiche eccezionali nell’immediato, scorporando le risorse anticrisi energetica dai rigidi vincoli del Patto di stabilità e crescita.


L'impatto dei rincari energetici è pesante per il settore primario, in particolare se si pensa alla serricoltura, al comporto cerealicolo e alla zootecnia da latte -precisa Cia- e sconta, in aggiunta, il peso consistente della crisi degli input tecnici, con i fertilizzanti quasi irreperibili e dai costi proibitivi. Uno scenario con ripercussioni importanti anche sulla tenuta economica, sociale e ambientale dei territori rurali.


Siamo a primavera, periodo di semine e lavorazione della terra. Questa crisi non ferma solo i trattori, compromette l’agricoltura e la sicurezza alimentare -commenta Fini-. E gli agricoltori sono sempre l'anello più esposto e debole dell'intera filiera, con l’aggiunta dell'impossibilità strutturale a trasferire i rincari sul prezzo di vendita. Produrre in perdita significa chiudere. Con questo Ordine del Giorno chiediamo alle Regioni -conclude- un patto di ferro per assicurare al Paese, partendo dai territori, controlli anti-speculazione subito e pressioni sull'Europa perché intervenga con risorse adeguate, in deroga al Patto di stabilità”.

L’appello di Cia, infine, ai capi di Stato e di Governo per stringere su Bruxelles in vista del Consiglio Ue del 19 e 20 marzo. Le ipotesi di misure anticrisi eccezionali annunciate dalla presidente von der Leyen devono essere veloci e concrete.

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1 In Evidenza - 11 mar 2026

Turismo Verde, ANABIO e La Spesa in Campagna Abruzzo: eletti i nuovi presidenti regionali

Si è svolta oggi, mercoledì 11 marzo 2026, presso l’Agriturismo “Col Morino” di Pineto, l’Assemblea Elettiva di Turismo Verde – ANABIO – La Spesa in Campagna Abruzzo, un momento centrale nel percorso verso il Congresso Nazionale. L’incontro ha rappresentato non solo un’occasione formale di rinnovo degli organi associativi, ma anche un’importante occasione di confronto, dialogo e condivisione tra soci, dirigenti e operatori del settore agricolo e biologico della regione.

Nel corso dell’assemblea sono stati eletti i nuovi presidenti regionali, che guideranno le rispettive associazioni nei prossimi anni:

  • Alessandra Ventura – Presidente Turismo Verde Abruzzo

  • Beatrice Tortora – Presidente La Spesa in Campagna Abruzzo

  • Roberto Battaglia – Presidente ANABIO Abruzzo


L’assemblea ha rappresentato anche un momento di bilancio delle attività svolte e di riflessione sulle prospettive future del settore. Al centro del confronto tra i soci la necessità di rafforzare la rete territoriale dell’agriturismo, del biologico e della filiera corta, strumenti considerati sempre più strategici per sostenere le imprese agricole e valorizzare le produzioni locali.

Ampio spazio è stato dedicato alle sfide che attendono il comparto nei prossimi anni: dalla promozione del turismo rurale alla crescita della domanda di prodotti biologici, fino al consolidamento dei mercati di vendita diretta. Temi che vedono le aziende agricole abruzzesi sempre più protagoniste di un modello di sviluppo fondato su sostenibilità, qualità e legame con il territorio.

La partecipazione dei soci ha confermato la vitalità del sistema associativo regionale e la volontà di continuare a lavorare in maniera coordinata per rafforzare il ruolo dell’agricoltura multifunzionale in Abruzzo.


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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 01 lug 2021

Contenimento fauna selvatica, Di Zio: “Dalla Regione nessun impegno è stato rispettato”

Con una lettera aperta al Consiglio regionale, il Presidente della Cia Agricoltori Italiani Abruzzo, Mauro di Zio, ha sottolineato il mancato rispetto degli impegni presi riguardo le misure di contenimento della fauna selvatica. 


Di seguito le parole del Presidente Di Zio:


“Fatta la festa gabbato lo Santo. 

Si può sintetizzare così quanto non è avvenuto nel Consiglio Regionale del 29 giugno.

Il Santo (ma martire è forse un termine più appropriato) è quel mondo agricolo che, stretto nella morsa della siccità, è stato lasciato sotto l'assedio di quella fauna selvatica che dal tramonto alle prime luci dell'alba fa festa distruggendo campi e coltivazioni.

Il tutto dopo che l'intera Conferenza dei Capigruppo del Consiglio Regionale aveva assunto l'impegno di portare la proposta dell'assessorato all'agricoltura in terza commissione il venerdì, per poi approvarla in Consiglio il martedì successivo.

Una proposta che avrebbe contribuito a dare il supporto dei cacciatori formati alla polizia provinciale per svolgere quelle attività di controllo fondamentali per ridurre danni e disperazione.

Un provvedimento che avrebbe rimediato ad un clamoroso errore (ma si è trattato solo di errore???) dello stesso consiglio, che anziché cogliere le opportunità offerte da una sentenza della Corte Costituzionale per la modifica migliorativa della Legge regionale, l'aveva cambiata azzerando di fatto le attività di controllo, anche nei parchi regionali e nelle aree urbane da parte dei sindaci. Molto altro abbiamo proposto di cambiare, ma perdere anche solo un altro minuto nella riattivazione delle attività di controllo è insopportabile per la tenuta del sistema agricolo così duramente provato.

Ma il silenzio di martedì, aldilà di qualsiasi risibile pseudo motivazione si voglia dare, evidenzia una cosa soltanto: il collateralismo della politica regionale alla parte più retriva del mondo venatorio: quella che, rinunciando a svolgere quella funzione sociale derivante dall'esercizio della propria passione venatoria, i cinghiali li prende quando, come e, soprattutto, SE vuole.

Un collateralismo evidente soprattutto nell'espressione regionale della politica teramana, ma evidentemente condivisa (o più semplicemente subita) dagli altri rappresentanti territoriali. 

Abbiamo rinunciato a manifestare davanti al Consiglio Regionale di martedì, come gli agricoltori ci chiedevano. 

Lo abbiamo fatto perché la Conferenza dei Capigruppo aveva assunto l'impegno, guardandoci negli occhi, che il problema sarebbe stato risolto e le attività di controllo sarebbero riprese.

Siamo stati ingenui? 

NO!!! 

La verità è che noi di Cia Agricoltori Italiani riconosciamo un ruolo troppo alto alla politica per poter anche solo ipotizzare la meschinità che si sta  mettendo in atto: far passare qualche altra settimana affinché, a disastro ormai compiuto, la tensione vada scemando e i provvedimenti adottati non producano effetto.

Chiediamo atti di concreta, immediata responsabilità!!!

Ci aspettiamo che il Presidente della III Commissione faccia un attento e sereno esame di coscienza rispetto agli impegni assunti nell'espletamento di quel ruolo, valutando anche l'estremo gesto di responsabilità politica, le dimissioni al protrarsi dell'inerzia.

Al Vicepresidente Imprudente chiediamo di battere un colpo e di riprendere, subito dopo aver dato un fattivo contributo alla ripresa delle attività di controllo, l'attività di coordinamento (parchi compresi) e di raccordo tra tutti i soggetti deputati a svolgere funzioni di controllo e prevenzione, come annunciato ad inizio mandato”.


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1 In Evidenza - 01 lug 2021

Fauna Selvatica: Cia, con ok in Senato a Risoluzione si va su buona strada

Con l’approvazione, in commissione Agricoltura del Senato, della Risoluzione a firma del senatore Taricco del PD sulla fauna selvatica, il Paese è finalmente sulla buona strada per affrontare in modo organico, unitario e puntuale l’emergenza ungulati, arginare i danni su agricoltura e zootecnia, scongiurando tra l’altro il rischio costante di incidenti sulle strade e sempre più anche nelle città. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino commentando positivamente l’ok al documento in cui trovano ascolto tante delle istanze del mondo agricolo e dell’organizzazione.

Secondo il presidente di Cia, infatti, si tratta di un passo in avanti cruciale perché riconosce il problema fauna selvatica, emergenza nazionale. L’approvazione del testo dimostra, dunque, la doverosa attenzione alle sollecitazioni degli agricoltori e di Cia, sostenute dalla prova dei fatti e dei numeri: 2 mln di ungulati in circolazione, oltre 200 mln di danni all’agricoltura e 469 incidenti, anche mortali, in quattro anni.

“Ora il Governo -dichiara Scanavino- deve fare la sua parte dando seguito agli impegni richiesti dalla Risoluzione, frutto di un periodo anche troppo lungo di audizioni e confronti, ma in grado, attraverso 21 punti dettagliati, di sbloccare l’impasse che si concentra in primo luogo in una legge sulla gestione della fauna selvatica, datata 1992”.  

In particolare, nelle parole del presidente di Cia, il richiamo alla proposta di riforma della Legge 157/92 presentata dall’organizzazione nel 2019 con il lancio del progetto “Il Paese che Vogliamo” e, citando il testo approvato in Comagri al Senato, l’appello a superare definitivamente il problema dello squilibrio nel nostro territorio con interventi urgenti per semplificare e uniformare in tutto il Paese, le procedure relative ai rimborsi dei danni e per ripensare la gestione della faunistica, dal censimento all’ampliamento dei soggetti coinvolgibili nel controllo, compreso il ruolo degli agricoltori.

“Abbiamo chiesto recentemente un incontro ai ministri Stefano Patuanelli (Agricoltura), Lamorgese (Interni) e Cingolani (Transizione ecologica) -ricorda Scanavino-, perché siamo pronti da tempo a contribuire, come anche dimostrato, negli ultimi anni, con i tanti tavoli attivati sul territorio con istituzioni, enti e realtà locali. Bene che nella Risoluzione approvata in Senato si chieda impegno al Governo, affinché dia subito forma con ministeri, regioni, province e associazioni tutte, a una cabina di regia per definire un programma di interventi e le necessarie modifiche normative per la sua attuazione. Infine -conclude Scanavino- si risponda anche alla necessità di efficaci piani faunistici per una stabile coesistenza fra attività agricole, protezione ambientale e incremento della biodiversità, in linea con quanto previsto dall’Unione Europea”.

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1 In Evidenza - 28 giu 2021

Prosecco: Cia, Facchin e Feletti nel Cda del Consorzio Tutela DOC

Giuseppe Facchin, presidente di Cia Treviso, è stato riconfermato per il terzo anno consecutivo nel Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela della DOC Prosecco, alla cui guida resta Stefano Zanette. Si raddoppia la presenza di Cia-Agricoltori Italiani, con la nomina anche di Salvatore Feletti, vicepresente della Cantina Colli del Soligo.

“Sono sicuro -ha dichiarato Giuseppe Facchin- che il nuovo Cda continuerà a lavorare in armonia per la crescita della Denominazione, con attenzione al consolidamento della presenza nei mercati esteri e promuovendo, al contempo, la ricerca di una sempre maggiore sostenibilità ambientale delle produzioni. Il nostro comparto -ha aggiunto Facchin- sta portando avanti un percorso significativo di tutela del territorio e degli ecosistemi agrari attraverso l’innovazione e la ricerca, in equilibrio con la sostenibilità economica. Le aziende agricole, spesso a conduzione familiare, mantengono un forte radicamento nel tessuto sociale delle nostre comunità e sono consapevoli del proprio ruolo e delle proprie responsabilità verso di esso”.

A Facchin e Feletti, gli auguri e le congratulazioni del presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino: “La loro presenza nel Cda del Consorzio, riconosce e rafforza il ruolo e l’operato di Cia e delle sue aziende vitivinicole, a tutela della DOC del Prosecco. Sapranno apportare un contribuito prezioso alla transizione ecologica cui è chiamato anche il settore del vino e delle DOC per superare la crisi pandemica e trovare rinnovata competitività sui mercati internazionali, coniugando sostenibilità ambientale, economica e sociale. Una sfida possibile -ha precisato Scanavino- nel dialogo costante sul territorio e con le istituzioni nazionali ed europee; nel lavoro sul campo con esperti e ricercatori, per ridurre l’uso dei fitofarmaci, ma anche per introdurre strumenti e soluzioni contro i cambiamenti climatici; tutelando sempre il reddito degli agricoltori per agevolare il loro ruolo da protagonisti della svolta green”.

 

I vitigni che danno origine al Prosecco si trovano esclusivamente nei territori dell’Italia nord-settentrionale, tra le Dolomiti e il mar Adriatico. Sono 24.450 gli ettari vigneto, 1.211 le aziende vinificatrici, 11.102 le aziende viticole e 348 le case spumantistiche. Sono circa 500 milioni le bottiglie prodotte ogni anno, per un fatturato di 2,5 miliardi di euro. Un quarto è destinato al mercato italiano, il 75% viene venduto, invece, sul mercato estero.

Il Consorzio di Tutela della DOC Prosecco è l’istituzione preposta, dal 2009, al coordinamento e alla gestione della Denominazione di Origine Controllata. Ha l’obiettivo di associare in modo volontario le diverse categorie di produttori, i viticoltori singoli e associati, i vinificatori e le case spumantistiche per garantire lo sviluppo della Denominazione ed il rispetto delle regole previste dal Disciplinare di produzione.

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1 In Evidenza - 28 giu 2021

Pensioni: Inac e Anp-Cia, torna quattordicesima a luglio per 3 mln di anziani

Torna a luglio la quattordicesima mensilità: spetterà ai pensionati con un assegno mensile inferiore ai mille euro, che in Italia sono circa 3 milioni. Così il Patronato Inac e l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, ricordando la circolare Inps del 24 giugno in cui si comunica che, unitamente alla rata di luglio 2021, verrà corrisposta agli aventi diritto la somma aggiuntiva.

            Si tratta di un beneficio che spetta ai pensionati Inps della gestione privata e della gestione spettacolo e sport e ai pensionati della gestione pubblica con un’età pari o superiore a 64 anni in presenza di determinati requisiti reddituali, e con un importo variabile a seconda della contribuzione con la quale è stata liquidata la pensione. Ai pensionati al minimo, che già la prendevano in base alla legge n.127 del 2007, verrà confermata la quattordicesima con un incremento che va dai  437 ai  655 euro.

“Nonostante la buona notizia, si tratta di risorse del tutto insufficienti per far fronte alle più elementari esigenze della vita quotidiana -spiega il presidente nazionale di Anp-Cia, Alessandro Del Carlo-. L’istituzione della quattordicesima fu motivata da ragioni emergenziali: dare sollievo alle categorie che, più di altre, avevano sofferto il peso della crisi economica. Ma l’emergenza sociale è ancora in atto, per di più acuita da un anno e mezzo di pandemia”.

“La richiesta di aumento della quattordicesima mensilità è storicamente una battaglia del Patronato Cia -aggiunge il presidente dell’Inac, Antonio Barile- che ha trovato, dopo numerosi incontri istituzionali, una prima risposta con la legge di Bilancio del 2017 attraverso l’estensione del beneficio fino al doppio del trattamento minimo, oggi 1.030 euro, e l’aumento del 30% per quelle più basse”. Oggi, continua Barile, “insistiamo affinché la quattordicesima sia estesa fino a 3 volte il trattamento minimo (1.520 euro al mese) e i minimi di pensione siano portati, almeno, a quanto previsto dalla Carta Sociale Europea (40% del reddito medio nazionale, cioè almeno 780 euro)”.

Per queste ragioni, prosegue il pressing di Inac e Anp per sollecitare nuovi e adeguati interventi, anche perché i pensionati, in quanto titolari di pensione diretta o indiretta (ad eccezione dell’assegno di invalidità), sono stati esclusi da ogni beneficio in questo ultimo anno e mezzo; e la pensione di cittadinanza non ha, purtroppo, risolto il problema degli assegni bassi.

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1 In Evidenza - 26 giu 2021

Pac: Cia, accordo su riforma verso giusta direzione per agricoltura più forte

Dopo tre anni dalla presentazione della proposta legislativa, finalmente l’agricoltura europea si avvia verso una reale riforma della Pac 2023-2027 più equa, sostenibile e per gli agricoltori. Ora serve subito un lavoro serio con il Piano strategico nazionale per salvaguardare la competitività delle imprese agricole. Questo il commento di Cia-Agricoltori Italiani sull’accordo provvisorio appena raggiunto nel “super trilogo” a Bruxelles, da Parlamento, Consiglio e Commissione Ue.

Per Cia, dunque, come più volte ribadito, ora l’Europa può essere più forte di fronte alle sfide post pandemia e l’agricoltura dei Paesi membri più in grado di guardare con ottimismo al suo ruolo da protagonista della transizione ecologica. Auspicando un passaggio rapido al Consiglio Agrifish del 28 e 29 giugno, con l’approvazione finale dei Ministri dell’Agricoltura Ue e successivamente da parte del Parlamento; gli agricoltori potranno, infatti, dal 1 gennaio 2023, contare su nuove norme, più robuste e strutturate per un sistema produttivo più equo e green. L’Europa agricola -sottolinea Cia- guadagna con la riforma della Pac, maggiore rispetto della sfera ambientale e sociale, che dovranno, però, muoversi in costante equilibro anche con la garanzia del reddito per gli agricoltori.

Nel dettaglio -precisa Cia- tra il I e II pilastro, almeno il 60% delle risorse saranno dedicate a una nuova architettura verde, con il 25% delle risorse del I pilastro da destinare agli eco-schemi. Un punto chiave per dare impulso all’agricoltura del futuro. Sarà, inoltre, inglobata nella Pac anche la dimensione sociale, obbligatoria a partire dal 2025, ma -ribadisce Cia- da intendersi come un’ulteriore valorizzazione di una Pac rivolta anche alla collettività e ai lavoratori, senza ostacoli e aggravi burocratici. 

“La Pac -dichiara il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- deve rimanere, prima di tutto, la politica economica per gli agricoltori e, quindi, costante opportunità di sviluppo imprenditoriale, oltre che strumento utile a rigenerare e valorizzare le aree rurali. Per questo -aggiunge Scanavino- non è più rinviabile la definizione del Piano strategico nazionale che permetta agli agricoltori italiani di essere all’altezza del cambiamento che gli si richiede, che mostri nei fatti di riconoscere le specificità del settore e le sfide oggi spinte da emergenza sanitaria e climate change. Occorre -conclude, infine, il presidente di Cia- ragionare con tutti gli attori coinvolti sul territorio, come richiesto dal progetto Cia ‘Il Paese che Vogliamo’ e come è necessario a un’agricoltura sempre più settore strategico per l’Italia e l’’Europa”.

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1 In Evidenza - 26 giu 2021

Cia, olivicoltura italiana giochi bene la carta dei fondi del PNRR

Sostenibilità, innovazione e competitività, sono queste le parole chiave per dare prospettiva di lungo termine alla produzione olivicola italiana. Con la recente approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) italiano da parte della Commissione europea, il comparto ha una grande occasione di rilancio, puntando sul concetto di sostenibilità ambientale e spingendo sul pedale dell'innovazione tecnologica per aumentare la produttività. Questo il focus del webinar “Dalla produzione alla trasformazione: la transizione ecologia per il settore olivicolo” con la partecipazione, fra gli altri, di Dino Scanavino, presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Gennaro Sicolo (Italia Olivicola) e Benedetto Fracchiolla di Finoliva, oltre a Donato Pentassuglia, assessore all’agricoltura della Regione Puglia e al professor Luca Sebastiani, direttore dell’Istituto Scienze della Vita alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Alla tavola rotonda hanno anche partecipato alcune aziende italiane e produttori olivicoli dell’intera area del Mediterraneo, illustrando le migliori pratiche già attuate nel settore olivicolo-oleario.

“La sostenibilità è un concetto dinamico, che deve essere sempre strettamente legato all’aspetto tecnologico –ha esordito il prof. Sebastiani-. C’è spesso un’erronea percezione dell’innovazione come nemica della sostenibilità ecologica e il desiderio di un ritorno arcaico alle origini per le buone pratiche agricole. In realtà, l’agricoltura è sempre stata frutto dell’innovazione e senza questa è impossibile raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile”. L’innovazione tecnica e tecnologica, oltre a quella organizzativa e sociale, è, dunque, uno strumento indispensabile, ma nella realtà italiana c’è ancora molta strada fare. Meno della metà delle aziende agricole, infatti, ha finora affrontato il tema dell’intelligenza artificiale e dell'agricoltura di precisione. Nel settore olivicolo, solo un terzo aziende ha investito in nuovi macchinari e attrezzature, vuoi per scarsa capacità finanziaria che per mancanza di incentivi. “Nel comparto dell’olio –ricorda Sebastiani- il climate change e la mancanza di risorse idriche hanno avuto un pesante impatto sulla produttività, nonostante la domanda e i consumi mondiali siano in costante aumento. Per essere più competitivi nel mercato internazionale e cogliere tutte le opportunità di mercato, gli imprenditori dovranno, dunque, evolversi verso un’intensificazione sostenibile, utilizzando sistemi digitali per aumentare la propria efficienza”.

Favorire l’agricoltura di precisione è decisivo anche per il contrasto alle fitopatie e la riduzione dei fitofarmaci, come pure la meccanizzazione può ridurre i costi di produzione ed efficientare i processi. “L’olivo è una delle colture che più rappresentano l’identità del nostro Paese, occorre investire per valorizzare la qualità del made in Italy e le oltre trecento cultivar autoctone –ha spiegato Gennaro Sicolo-, ma per fare tutto queste sfide occorrono ingenti leve finanziarie”. Rispetto al tema degli investimenti nell’innovazione tecnologica è intervenuto il presidente Cia, Dino Scanavino, per discutere le importanti opportunità connesse al PNRR. “Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza –ha dichiarato Scanavino- ci sono diverse proposte interessanti per gli olivicoltori. Dal rinnovo del parco automezzi al fine di ridurre le emissioni, alla promozione dei contratti di filiera, agli incentivi all'installazione di pannelli fotovoltaici e alla logistica, oltre alle opportunità di ammodernamento dei macchinari agricoli utili alla molitura delle olive. In un’ottica di economia circolare, infine, il piano include anche l’ammodernamento della lavorazione, stoccaggio e confezionamento dei prodotti alimentari, col riutilizzo dei sottoprodotti a fini energetici, particolarmente rilevanti nel processo di trasformazione dell’olio”.

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