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1 In Evidenza - 21 mar 2026

Ue: Cia, urgenti misure ad hoc contro caro gasolio ed energia. Fare di più per agricoltura


A conti fatti nelle ultime operazioni del Governo per calmierare i prezzi del carburante, non c’è alcuna agevolazione di peso per l’agricoltura, se non una riduzione minima pari a 4 centesimi, già oggi del tutto erosi dai rincari sul gasolio al distributore. È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. A dirlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.

“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Carburanti: Cia, serve credito d’imposta per gasolio agricolo


Pur apprezzando l’intervento del Governo sulla temporanea riduzione delle accise per i carburanti, il settore primario resta fuori da interventi esclusivi e dedicati, come invece accaduto per l’autotrasporto e la pesca. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il Decreto Carburanti, approvato ieri dal Cdm e oggi in Gazzetta Ufficiale, e spiega: “L’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. Chiediamo con urgenza il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi e una strategia più strutturata e di lungo periodo a partire dal Consiglio Ue in corso a Bruxelles”.

“Ribadiamo dunque -spiega Fini- l’appello già formalizzato da Cia in occasione della conversione in legge del Dl Bollette, poche ore dopo lo scoppio della guerra in Iran, con un emendamento ad hoc sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che risulta depositato in Commissione bilancio alla Camera e che sarà in discussione nei prossimi giorni”.

Il contesto, sottolinea Cia, non è assolutamente favorevole a un settore già in sofferenza per costanti ripercussioni climatiche e mancato riconoscimento del valore lungo la filiera, solo per citarne alcune. Le tensioni in Medio Oriente, il conseguente caro energia e gasolio, ma anche i prezzi alle stelle di fertilizzanti e urea, sempre più irreperibili, stanno mettendo a rischio la continuità aziendale che -ricorda Cia- è elemento strategico di presidio e tenuta ambientale, sociale ed economica di interi territori del Paese, a partire dalle aree rurali e più svantaggiate.

“Per tutto questo -conclude Fini- abbiamo aspettative importanti anche da parte del Consiglio europeo perché si agisca in modo collettivo, accelerando anche sulla questione fertilizzanti, eventuali deroghe al CBAM e misure straordinarie a sostegno del reddito degli agricoltori”.

VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO - I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto, certificano la vulnerabilità dell'agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo "energia motrice" a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l'acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Servizio Civile Agricolo: al via anche in Abruzzo i progetti per i giovani

Prende ufficialmente il via anche in Abruzzo il Servizio Civile Agricolo, una nuova opportunità rivolta ai giovani tra i 18 e i 28 anni che unisce formazione, impegno civico e sviluppo dei territori rurali.

I progetti attivati coinvolgono diverse sedi sul territorio regionale, tra cui Chieti, Teramo, L'Aquila e Scerni, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra giovani e agricoltura, promuovendo allo stesso tempo sostenibilità, innovazione e inclusione sociale.

“Il Servizio Civile Agricolo rappresenta un’importante occasione per avvicinare i ragazzi a un’idea moderna e multifunzionale di agricoltura”, dichiara Bruno Sfrattoni, referente dell’ufficio Servizio Civile Inac-Cia, “capace non solo di produrre cibo, ma anche di generare valore sociale, tutela ambientale e sviluppo per le comunità locali”.

CIA Abruzzo è impegnata nella realizzazione sia del Servizio Civile Universale sia dei progetti legati alla transizione digitale. In questo contesto, il progetto si inserisce nel solco del Servizio Civile Universale, ma ne declina i contenuti in chiave agricola e agroalimentare, valorizzando la multifunzionalità delle aziende rurali e ponendo l'accento sull'agricoltura sociale.

Il Servizio Civile Agricolo non ha l’obiettivo di impiegare i giovani come manodopera nelle aziende, ma di offrire un percorso di crescita personale e civica. I volontari, 


infatti, non sono inseriti nelle attività produttive, ma partecipano a progetti di promozione del territorio, supporto ai servizi rurali e diffusione della cultura agricola.

Le attività spaziano dal supporto informativo per facilitare l’accesso ai servizi del settore alla partecipazione agli sportelli territoriali, fino a iniziative di educazione alimentare e ambientale, lotta allo spreco e promozione di stili di vita sani. Accanto a queste, trovano spazio anche azioni di valorizzazione delle aree interne, come orti sociali, servizi di comunità e forme di collaborazione nei contesti rurali.

L’obiettivo è rafforzare il welfare di prossimità e creare nuove opportunità per i giovani, accompagnandoli nella scoperta del settore agricolo anche attraverso strumenti innovativi e competenze legate alla digitalizzazione.

In questo quadro, CIA - Agricoltori Italiani, attraverso il patronato INAC, promuove il programma “Facilitazione per l’agricoltura sostenibile”, articolato in due linee di intervento: da un lato la diffusione di servizi e informazioni per il comparto agricolo, dall’altro lo sviluppo di pratiche legate all’agricoltura sostenibile e di precisione, anche attraverso l’utilizzo di strumenti digitali.

“Investire sui giovani significa investire sul futuro dell’agricoltura abruzzese”, conclude Nicola Sichetti, Presidente CIA Abruzzo, “e rafforzare un modello di sviluppo capace di coniugare economia, ambiente e coesione sociale”.

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1 In Evidenza - 13 mar 2026

Si apre il bando per la XXIV edizione del Premio Bandiera Verde Cia

C’è tempo fino al 15 maggio 2026 per partecipare alla XXIV edizione del Premio Bandiera Verde Agricoltura, il riconoscimento promosso da Cia-Agricoltori Italiani per valorizzare realtà che si distinguono per il loro impegno nel settore agricolo e nello sviluppo dei territori rurali.


Il premio, ormai appuntamento consolidato, nasce con l’obiettivo di mettere in luce esperienze virtuose capaci di innovare, valorizzare le tradizioni e contribuire alla crescita sostenibile delle comunità locali. Con Bandiera Verde, Cia continua a mantenere alta l’attenzione sul valore strategico dell’agricoltura, premiando la determinazione e la capacità imprenditoriale dei protagonisti del settore.


👉Possono candidarsi aziende agricole, comuni, enti e organizzazioni che si siano distinti per iniziative legate allo sviluppo rurale, alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico, alla tutela del paesaggio e dell’ambiente, oltre che alla promozione della cultura agricola.


Per l’edizione 2026 sono previste alcune novità nella distribuzione dei riconoscimenti. In un’ottica di razionalizzazione e con l’obiettivo di valorizzare sempre di più realtà selezionate e di grande qualità, i premi saranno quindici:


  • 10 premi ad aziende agricole, suddivise nelle diverse categorie previste dal bando

  • 3 premi a iniziative extra-aziendali, che potranno riguardare scuole, università, cinema, editoria, parchi naturali o eventi culturali legati al mondo agricolo

  • 2 premi a Comuni virtuosi, distintisi per politiche e progetti a sostegno dell’agricoltura e del territorio


Tra tutti i premiati verrà inoltre assegnato un riconoscimento speciale: la “Bandiera Verde Gold”, destinata alla realtà che più di tutte rappresenterà lo spirito e i valori del premio.


📅Le candidature possono essere inviate entro il 15 maggio 2026, secondo le modalità indicate nel bando.

Un’occasione importante per raccontare e valorizzare le migliori esperienze dell’agricoltura italiana, motore di sviluppo economico, sociale e ambientale dei territori.


Il Regolamento e tutti i documenti utili QUI


Per maggiori informazioni prenota un appuntamento o recati presso l'ufficio CIA a te più vicino.

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1 In Evidenza - 12 mar 2026

Prezzi: Cia mobilita le Regioni. Patto di ferro contro le speculazioni

L'escalation militare in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico rischiano di assestare un duro colpo all'agricoltura italiana. L'onda d'urto globale si sta traducendo in un significativo aumento dei costi del gasolio agricolo, con rincari fino al 50%, e incertezze pesanti sui fertilizzanti che vedono l’urea su del 35%. Stronchiamo le speculazioni a danno degli agricoltori, di tutti i cittadini, della nostra sovranità alimentare. A dirlo, oggi, il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che annuncia: “Chiediamo ai Consigli Regionali un intervento concreto, a partire dalla nostra proposta di Ordine del Giorno”.


Al centro del documento Cia per le Regioni, l’input all’impegno per lo stop alle speculazioni, attivando tavoli di monitoraggio permanenti per fermare i rincari ingiustificati sui carburanti e lungo la filiera, difendendo sia i produttori che i consumatori al supermercato. L’appello, poi, per un’azione nazionale, sollecitando il Governo, tramite la Conferenza Stato-Regioni, a stanziare immediatamente risorse e misure compensative per i comparti in sofferenza. Il pressing, infine, per alzare la voce con le istituzioni europee, affinché adottino politiche eccezionali nell’immediato, scorporando le risorse anticrisi energetica dai rigidi vincoli del Patto di stabilità e crescita.


L'impatto dei rincari energetici è pesante per il settore primario, in particolare se si pensa alla serricoltura, al comporto cerealicolo e alla zootecnia da latte -precisa Cia- e sconta, in aggiunta, il peso consistente della crisi degli input tecnici, con i fertilizzanti quasi irreperibili e dai costi proibitivi. Uno scenario con ripercussioni importanti anche sulla tenuta economica, sociale e ambientale dei territori rurali.


Siamo a primavera, periodo di semine e lavorazione della terra. Questa crisi non ferma solo i trattori, compromette l’agricoltura e la sicurezza alimentare -commenta Fini-. E gli agricoltori sono sempre l'anello più esposto e debole dell'intera filiera, con l’aggiunta dell'impossibilità strutturale a trasferire i rincari sul prezzo di vendita. Produrre in perdita significa chiudere. Con questo Ordine del Giorno chiediamo alle Regioni -conclude- un patto di ferro per assicurare al Paese, partendo dai territori, controlli anti-speculazione subito e pressioni sull'Europa perché intervenga con risorse adeguate, in deroga al Patto di stabilità”.

L’appello di Cia, infine, ai capi di Stato e di Governo per stringere su Bruxelles in vista del Consiglio Ue del 19 e 20 marzo. Le ipotesi di misure anticrisi eccezionali annunciate dalla presidente von der Leyen devono essere veloci e concrete.

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1 In Evidenza - 11 mar 2026

Turismo Verde, ANABIO e La Spesa in Campagna Abruzzo: eletti i nuovi presidenti regionali

Si è svolta oggi, mercoledì 11 marzo 2026, presso l’Agriturismo “Col Morino” di Pineto, l’Assemblea Elettiva di Turismo Verde – ANABIO – La Spesa in Campagna Abruzzo, un momento centrale nel percorso verso il Congresso Nazionale. L’incontro ha rappresentato non solo un’occasione formale di rinnovo degli organi associativi, ma anche un’importante occasione di confronto, dialogo e condivisione tra soci, dirigenti e operatori del settore agricolo e biologico della regione.

Nel corso dell’assemblea sono stati eletti i nuovi presidenti regionali, che guideranno le rispettive associazioni nei prossimi anni:

  • Alessandra Ventura – Presidente Turismo Verde Abruzzo

  • Beatrice Tortora – Presidente La Spesa in Campagna Abruzzo

  • Roberto Battaglia – Presidente ANABIO Abruzzo


L’assemblea ha rappresentato anche un momento di bilancio delle attività svolte e di riflessione sulle prospettive future del settore. Al centro del confronto tra i soci la necessità di rafforzare la rete territoriale dell’agriturismo, del biologico e della filiera corta, strumenti considerati sempre più strategici per sostenere le imprese agricole e valorizzare le produzioni locali.

Ampio spazio è stato dedicato alle sfide che attendono il comparto nei prossimi anni: dalla promozione del turismo rurale alla crescita della domanda di prodotti biologici, fino al consolidamento dei mercati di vendita diretta. Temi che vedono le aziende agricole abruzzesi sempre più protagoniste di un modello di sviluppo fondato su sostenibilità, qualità e legame con il territorio.

La partecipazione dei soci ha confermato la vitalità del sistema associativo regionale e la volontà di continuare a lavorare in maniera coordinata per rafforzare il ruolo dell’agricoltura multifunzionale in Abruzzo.


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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 26 giu 2021

Apicoltura: Cia, accordo per polizza innovativa contro rischi clima e malattie

È di questi giorni un’importante novità in campo assicurativo per tutti gli apicoltori. È stato, infatti, sottoscritto un accordo tra CI Assicura srl (società di intermediazione assicurativa promossa da Cia-Agricoltori italiani), Unaapi (Unione nazionale associazioni apicoltori italiani), Conapi (Consorzio apicoltori e agricoltori biologici italiani società cooperativa agricola), Coop.Di.Italia (Consorzio di cooperative di difesa), Società Cattolica di Assicurazione spa, che prevede la costituzione di un Tavolo Tecnico volto a predisporre un programma assicurativo, attraverso una specifica polizza, che offrirà la tutela dell’attività apistica per diverse categorie di rischio. Da un lato per i danni provocati da epizoozie, infestazioni e predatori delle api e dalla riduzione della produzione di miele per andamenti stagionali avversi, dall’altro per i rischi tradizionali, prestati a condizioni specifiche per le aziende apistiche (trasporto apiari, danni agli alveari da avvelenamento per fitofarmaci, furto degli apiari, ecc.).

A fronte del fatto che negli ultimi anni i cambiamenti climatici hanno prodotto un aumento delle avversità con la conseguente riduzione, e a volte cancellazione, di intere produzioni apistiche -spiega Cia- è emersa la necessità di individuare anche in campo assicurativo strumenti utili per proteggere il reddito dei produttori. Quella realizzata è una risposta concreta conseguita insieme dagli apicoltori, una grande organizzazione professionale agricola e una grande compagnia assicurativa.

Grazie soprattutto al protagonismo delle associazioni del settore e alla positiva collaborazione con altri partner, si è lavorato alla realizzazione di polizze innovative in grado di rispondere alle nuove emergenze.

Da oggi, dunque, le aziende apistiche hanno a disposizione uno strumento importante di difesa in più -aggiunge Cia- che sarà oggetto di una diffusa campagna di informazione per conoscerne i dettagli e le modalità operative per poterne usufruire.

 

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1 In Evidenza - 26 giu 2021

Estate: Sindacato Italiano Balneari e Cia-Agricoltori Italiani di nuovo insieme per “Tipici da spiaggia”

Torna la promozione dei prodotti agroalimentari locali e di qualità negli stabilimenti balneari. Questo l’obiettivo di “Tipici da spiaggia”, l’iniziativa di SIB-Sindacato Italiano Balneari di FIPE-Confcommercio a cui ha aderito Cia-Agricoltori Italiani, lanciata nel 2019 e giunta ora alla seconda edizione, dopo il fermo nell’anno della pandemia.

“Gli imprenditori balneari si sono messi, nuovamente, al servizio della nostra agricoltura promuovendo le eccellenze enogastronomiche del Paese - ha detto il presidente nazionale SIB Antonio Capacchione - in quanto mare e cibo, da sempre, sono sinonimo di ‘vacanza perfetta’. Il nostro Made in Italy passa, anche, attraverso questo genere di manifestazioni. Quest’anno, negli oltre 1.200 stabilimenti balneari coinvolti su tutto il territorio nazionale, contiamo di superare quota 500.000 clienti. Tantissimi i prodotti che saranno esposti e offerti, sempre nel rigoroso rispetto delle regole anti Covid, in primis una grande varietà di frutta e verdura rigorosamente italiana, proprio quella consigliata da tutti i medici per combattere il solleone di questi giorni”.

“Dopo oltre un anno di pandemia, quest’iniziativa testimonia la volontà generale di ripartenza del Paese - ha spiegato il presidente Cia, Dino Scanavino - utilizzando luoghi a forte vocazione turistica per fare promozione al buon cibo italiano. L’incontro diretto con gli agricoltori in spiaggia è un modo innovativo per valorizzare le eccellenze del Made in Italy ed è anche un incentivo ad abbandonare i menu standardizzati scelti per praticità nei luoghi di villeggiatura, mettendo più attenzione alla qualità delle materie prime che compongono i nostri piatti”.

La seconda edizione di “Tipici da spiaggia” vuole essere il connubio perfetto tra la bellezza dei litorali italiani e le eccellenze dei prodotti agroalimentari nazionali. Vuole rappresentare quella marcia in più proprio nel momento in cui il turismo italiano sta ripartendo, dopo aver sofferto tantissimo a causa della pandemia. Indubbi i vantaggi: sia alla nostra mente che al palato! Spiaggia ed enogastronomia costituiscono un nuovo binomio garantito, con un enorme potenziale di crescita, a tutto vantaggio dell’economia italiana.

I prossimi appuntamenti nazionali con “Tipici da spiaggia”, che partirà ufficialmente sabato 26 giugno, si terranno il 31 luglio e il 28 agosto.

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1 In Evidenza - 24 giu 2021

Cibo: Cia all’evento Buono! Uniti per sistema agroalimentare più sostenibile

Bisogna lavorare tutti insieme per cambiare il modo in cui il mondo produce, consuma e pensa al cibo, migliorando i sistemi alimentari in un’ottica sempre più sostenibile ed equa. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, partecipando a “Buono! storie italiane di agricoltura, territori e cibo sostenibili”, l’evento di Maker Faire Rome verso il Food Systems Summit 2021 delle Nazioni Unite, che vuole fare il punto sui protagonisti e sulle buone pratiche dell’agrifood che fanno bene all’ambiente e all’economia.

“Come Cia, abbiamo partecipato attivamente alla redazione del documento ‘Uniti nel cibo’ -ha ricordato Scanavino-. Un decalogo delle esperienze e degli impegni delle imprese agroalimentari italiane per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, che vuole rappresentare il contributo responsabile del settore al prossimo Vertice Mondiale sui Sistemi Alimentari”. Il documento, presentato a Buono!, è frutto del gruppo di lavoro delle associazioni agricole, alimentari e della distribuzione guidato dal professor Angelo Riccaboni su iniziativa del Ministero degli Esteri.

Dentro “Uniti nel cibo”, c’è l’impegno “a continuare nell’implementazione di processi produttivi attenti alla salvaguardia dell’ambiente, del suolo e della qualità dell’aria, alla protezione della biodiversità, al benessere animale, all’uso responsabile e sostenibile delle risorse idriche e alla riduzione degli sprechi e degli scarti”, così come quello di “contribuire all’educazione alimentare della popolazione e a una maggiore diffusione di regimi alimentari e stili di vita sani, basati sui principi della Dieta Mediterranea, garantendo l’accesso a prodotti salubri e nutrienti, frutto di attività produttive sostenibili e tracciate” e optando per “sistemi di etichettatura che puntino a fornire al consumatore informazioni chiare e corrette” piuttosto che “basati su soluzioni semplicistiche e fuorvianti”.

Poi ancora, le imprese agroalimentari italiane si impegnano a “valorizzare la ‘buona cittadinanza d’impresa’, promuovendo relazioni positive con le comunità e i territori” così come “ad adottare, all’interno della filiera, ogni strumento utile per garantire il rispetto della sostenibilità sociale e ambientale, la tutela dei diritti dei lavoratori e un equo ritorno economico per i diversi operatori”. E poi ancora ad “integrare i principi della sostenibilità nelle strategie e nelle politiche aziendali, in una prospettiva che concili la redditività di medio-lungo termine con l’attenzione all’ambiente” anche grazie all’utilizzo “dell’innovazione tecnologica, organizzativa e sociale”, alla “valorizzazione delle buone pratiche” e a “più strette collaborazioni tra le imprese, le università, gli enti di ricerca”.

Infine, nel documento ci sono gli impegni ad “adottare meccanismi di valutazione intermedi inerenti al grado di perseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030”; a “promuovere percorsi di formazione, aggiornamento e apprendimento” riguardo ai temi della sostenibilità e alle necessarie competenze tecnologiche e digitali e, soprattutto, “a rafforzare le reti e alleanze tra produttori, trasformatori, distribuzione commerciale e consumatori, con l’obiettivo di massimizzare la resilienza del settore agroalimentare, in termini di sicurezza alimentare e garanzia degli approvvigionamenti, anche in una prospettiva internazionale e con particolare riguardo agli operatori più vulnerabili ed esposti ai rischi e alla volatilità dei mercati”.

Insomma, “uno sforzo collettivo”, di cui Cia fa parte, per pratiche aziendali e di filiera sempre più virtuose, “che consentano di conciliare il perseguimento degli Obiettivi di sostenibilità sociale ed ambientale con le condizioni di equilibrio economico”.

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1 In Evidenza - 24 giu 2021

Pac: Cia, si giunga finalmente ad accordo politico

Occhi puntati sul "super trilogo" che inizia questo pomeriggio a Bruxelles, per raggiungere un compromesso e presentarlo ai ministri del Consiglio Agricoltura della prossima settimana per approvazione (28-29 giugno). Se così non sarà, i negoziati continueranno con il passaggio di presidenza dal Portogallo alla Slovenia, dal 1° luglio. Dopo la fumata nera di fine di maggio, in questo nuovo super trilogo si cerca ancora un'intesa sui nodi più complessi della Politica agricola comune per proseguire nel percorso di riforma, che sarà in vigore dal gennaio 2023. Tra i temi ancora aperti, il ruolo della Pac per la transizione ecologica con un focus specifico sugli eco-schemi, la dimensione sociale della politica e altri dettagli tecnici.

Cia-Agricoltori Italiani auspica ora il raggiungimento di un’intesa, perché un’altra proroga rischierebbe di non assicurare agli agricoltori una legislazione certa nei prossimi anni. Per Cia è, infatti, necessaria una Pac che sia equilibrata, innovativa, capace di garantire insieme la competitività e la sostenibilità del settore, in primis quella economica.

La Pac è -e deve rimanere- la politica degli agricoltori e per gli agricoltori, capace di generare esternalità positive per la collettività e per lo sviluppo delle aree rurali. Il progetto Cia “Il Paese che Vogliamo” passa anche attraverso la nuova Pac che, insieme a un uso efficiente e strategico delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, può essere in grado di far ripartire l’economia del Paese con l’agricoltura protagonista.

“Gli agricoltori europei sono pronti a fare la propria parte per diventare sempre più sostenibili, ma non si dimentichi che la Pac è prima di tutto una politica economica, con l’obiettivo primario di sostenere il reddito degli agricoltori e assicurare l’approvvigionamento alimentare –dichiara il presidente Cia Dino Scanavino- “Noi di Cia ci siamo e lavoreremo perché l’agricoltura diventi, sempre di più, un settore strategico per il nostro Paese e per l’Europa”.

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1 In Evidenza - 23 giu 2021

Lavoro: Cia, non ci sarà manodopera per frutta e verdura senza interventi su Reddito di cittadinanza

C’è grande bisogno di manodopera nei campi per la raccolta estiva di frutta e verdura e occorre, dunque, incoraggiare i percettori di Reddito di cittadinanza ad accettare il lavoro stagionale nelle aziende agricole. Cia-Agricoltori Italiani lancia l’allarme, rilevando che la quasi totalità delle negoziazioni in tema di lavoro agricolo avviene fuori dai Centri per l’impiego, gli unici abilitati alla cessazione del sussidio al secondo rifiuto di un’offerta lavorativa. Attualmente, chi beneficia del sussidio può rifiutare offerte nella contrattazione diretta con le aziende, senza alcuna conseguenza.

Cia, che ha accolto con favore il rifinanziamento del fondo per il Reddito di Cittadinanza, ritiene tuttavia necessario superare l’impasse della crisi estiva di manodopera, con un intervento del legislatore nel Decreto Sostegni Bis o nel Semplificazioni, attualmente in fase di riconversione. Occorre, infatti, trovare strumenti che consentano di mantenere il diritto all'assegno, nell’eventualità di proposte di lavori agricoli, che per loro natura possono avere un arco temporale limitato. Un intervento del legislatore in questa materia è urgente anche per sconfiggere la piaga del lavoro irregolare.

          Cia propone, dunque, di reinserire una norma (fu in vigore fino al 31-12-20), che permetta al percettore di Reddito di cittadinanza di stipulare con i datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2.000 euro per l'anno 2021.

“Dobbiamo riuscire a impiegare anche temporaneamente nel settore agricolo quei lavoratori che percepiscono il Reddito di cittadinanza o un sussidio, perché hanno perso il lavoro –dichiara il presidente Cia, Dino Scanavino-. E' vero, il lavoro agricolo richiede spesso competenza e conoscenza specifica, ma alcune tipologie di lavoro non richiedono particolare specializzazione. Quello che conta è non perdere ulteriore tempo perché la raccolta di frutta e verdura estiva nei campi comincia adesso e finisce a settembre”.

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1 In Evidenza - 23 giu 2021

Cinghiali: Cia, con Italia zona bianca torna allarme sicurezza stradale

Con l’arrivo dell’estate e l’Italia quasi del tutto zona bianca, tornano trafficate strade e autostrade dell’intero Paese. Le Istituzioni non dimentichino l’allarme sicurezza per il proliferare indisturbato, da nord a sud della penisola, di quasi 2 milioni di cinghiali. Così Cia-Agricoltori Italiani, che da anni porta avanti la sua battaglia per l’emergenza fauna selvatica e ora attende l’incontro con i ministri Patuanelli (Mipaaf), Lamorgese (Interni) e Cingolani (Transizione ecologica).

Sulle strade italiane, negli ultimi quattro anni, dal 2017 al 2020 -ricorda Cia analizzando i dati ASAPS- si sono verificati 469 incidenti significativi causati da animali. Sono state registrate 830 segnalazioni di feriti gravi con il massimo raggiunto nel 2019. Sono morte 56 persone, 16 solo nel 2020 e nonostante la minore circolazione di mezzi di trasporto per effetto delle restrizioni Covid. In Italia, sempre nel 2020 (157 incidenti significativi, 215 feriti seriamente e 16 morti), è la Lombardia a detenere il triste record con l’11% di incidenti in strada con il coinvolgimento di animali. Segue Emilia-Romagna (10%), Piemonte (9%), Abruzzo e Campania (8%), Toscana e Liguria (6%); Veneto, Lazio e Sardegna (5%). Inoltre, l’85% degli incidenti tra il 2018 e il 2020, sono da attribuire agli animali selvatici e solo il 15% a quelli domestici. Contrariamente a quanto si possa pensare, poi, si sono verificati per lo più di giorno (78%) e per il 97% sulla rete ordinaria. Su autostrade e strade extraurbane principali solo per il 3%.

Per Cia, che è impegnata sul tema a livello sia nazionale che regionale - promuovendo attraverso il progetto “Il Paese che Vogliamo”, la proposta di modifica della legge 157/92 sulla gestione della fauna selvatica - è urgente tornare a ragionare in cabina di regia unica, su modelli d’intervento più incisivi. Serve un approccio finalmente pragmatico alle politiche di contrasto di uno dei grandi nodi irrisolti dell'agricoltura italiana. Una problematica che necessita un’azione immediata da parte delle Istituzioni per garantire, da subito, sicurezza sulle strade e porre fine ai danni incalcolabili procurati a tante aziende agricole del Paese.

“L’Italia non può permettersi di uscire da una pandemia, precipitando di nuovo nell’emergenza ungulati, che sono prima di tutto un pericolo per le persone, oltre che un costo per l’agricoltura -commenta il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino-. Le ambizioni green e la ripresa nazionale devono contemplare una risoluzione onesta, sostenibile ed efficace del problema fauna selvatica. Abbiamo chiesto un incontro al ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, alla ministra degli Interni Luciana Lamorgese e al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani -ha concluso Scanavino- perché siamo pronti da tempo a dare il nostro contributo per riformare la legge in materia e fare, insieme, dell’Italia, anche su questo fronte, un modello esemplare”.

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