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1 In Evidenza - 14 mag 2026

Montagna e aree interne: CIA Abruzzo presenta alla Regione un piano organico contro lo spopolamento

CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo presenta alla Regione un piano di proposte per rilanciare le aree interne e contrastare lo spopolamento, in vista della seduta straordinaria del Comitato per la Legislazione del 14 maggio dedicata alle modifiche delle leggi regionali sulla montagna.

Nel documento inviato al presidente del Comitato e agli assessori competenti, l’organizzazione agricola chiede una svolta concreta nelle politiche regionali: non interventi frammentati, ma una strategia capace di rimettere al centro agricoltura, allevamento, servizi e qualità della vita nei territori montani.

“Non possiamo più limitarci a gestire il declino”, afferma il presidente di CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo Nicola Sichetti. “Serve una visione che renda la montagna attrattiva per giovani, famiglie e imprese. L’agricoltura deve tornare ad essere il motore economico e sociale delle aree interne”.

Tra le proposte avanzate da CIA Abruzzo c’è il sostegno alla zootecnia estensiva e di montagna, attraverso incentivi legati alle filiere corte e ai marchi territoriali, per garantire reddito agli allevatori e contrastare l’abbandono dei pascoli. Centrale anche il recupero dei terreni agricoli abbandonati, con un piano straordinario destinato a restituire superfici coltivabili ai giovani e a chi decide di investire nelle aree interne.

L’organizzazione propone inoltre di riconoscere economicamente il lavoro degli agricoltori nella manutenzione del territorio, attraverso veri e propri contratti di manutenzione territoriale per attività di difesa idrogeologica, gestione forestale e cura del reticolo idrico.

Grande attenzione anche alla multifunzionalità agricola. Per CIA Abruzzo le aziende agricole devono diventare “hub di servizi” per le comunità locali, ospitando agricoltura sociale, fattorie didattiche, servizi per anziani e famiglie, oltre a svolgere un ruolo strategico nelle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Nel documento trovano spazio anche proposte su scuole, sanità e infrastrutture. CIA Abruzzo chiede il mantenimento dei plessi scolastici nei comuni montani, il potenziamento della sanità territoriale e della telemedicina, una rete stradale efficiente e soprattutto il superamento del divario digitale attraverso banda larga e tutor digitali rurali a supporto di imprese e cittadini.

Sul fronte economico, l’associazione propone una fiscalità di vantaggio per chi investe in montagna: riduzione dell’IRAP, incentivi fiscali, credito d’imposta ed esenzioni IMU per le imprese che operano nei comuni montani.

“Le aree interne non hanno bisogno di assistenzialismo”, sottolinea Sichetti, “ma di strumenti che consentano alle imprese di creare lavoro e servizi. L’agricoltore oggi può diventare un vero manager agro-civico del territorio, custode dell’ambiente e punto di riferimento per le comunità locali”.

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1 In Evidenza - 13 mag 2026

AGIA Abruzzo: il ricambio generazionale in agricoltura chiave per la sicurezza del territorio e lo sviluppo sostenibile

Per rendere l'agricoltura realmente attrattiva per i giovani abruzzesi, non sono sufficienti i soli incentivi economici; è indispensabile un profondo cambio di prospettiva culturale. Questo è il messaggio centrale che AGIA Abruzzo, in linea con i recenti dati emersi dall'indagine Cia Trend “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro”, intende sottolineare. L'associazione evidenzia l'urgenza di promuovere una nuova percezione del settore agricolo e un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni, fattori cruciali per la salvaguardia del territorio e per lo sviluppo sostenibile della regione.

 La ricerca “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro” rivela una forte preoccupazione tra la maggioranza degli italiani riguardo a fenomeni come frane, alluvioni e dissesto idrogeologico. In questo contesto, l'agricoltura viene riconosciuta come un pilastro essenziale per la difesa del suolo e la tutela del paesaggio. L'89% degli intervistati ritiene che l'abbandono delle aree agricole incida direttamente sull'aumento di tali rischi, mentre oltre l'80% concorda sul fatto che sostenere chi coltiva significa investire attivamente nella sicurezza collettiva.


Tuttavia, emerge una significativa contraddizione: nonostante l'importanza riconosciuta, il settore agricolo registra una quota minima nelle preferenze 



occupazionali dei giovani. Viene percepito come stabile ma poco dinamico e meno attrattivo rispetto ad ambiti quali comunicazione, marketing e digitale. Questa percezione ostacola il ricambio generazionale, nonostante l'agricoltura rappresenti oggi un comparto sempre più innovativo e strategicamente rilevante.

 

AGIA Abruzzo ritiene fondamentale affrontare questa duplice sfida, culturale e strutturale. È necessario presentare l'agricoltura come un progetto professionale moderno, capace di offrire reali prospettive di reddito e una buona qualità della vita. Ciò richiede un investimento continuo nella formazione, che deve includere competenze avanzate in business plan, intelligenza artificiale, finanza e multifunzionalità. Parallelamente, sono indispensabili strumenti concreti per facilitare l'accesso dei giovani al settore, come la creazione di Società agricole emergenti e l'istituzione di fondi dedicati all'innovazione tecnologica.


Un altro punto cruciale è la promozione della “staffetta intergenerazionale”. Nelle aree interne, molti agricoltori anziani continuano a operare a causa della mancanza di un ricambio. AGIA Abruzzo propone l'introduzione di percorsi strutturati di affiancamento tra generazioni, supportati da incentivi fiscali e da un miglioramento delle condizioni previdenziali. Queste misure mirano a favorire il passaggio di consegne e ad aprire nuove opportunità professionali per i giovani nel settore.


“Il futuro del nostro territorio passa inevitabilmente per i giovani”, afferma Diego Pasqualone, presidente di AGIA Abruzzo. “I dati della ricerca confermano il valore inestimabile dell'agricoltura per la sicurezza e la tutela ambientale, ma evidenziano anche la difficoltà del settore nell'attrarre le nuove generazioni. 

Dobbiamo impegnarci a cambiare questa percezione, investendo con decisione in innovazione, formazione e accesso alla terra, e valorizzando il ruolo dell'agricoltore come vero manager del territorio. Solo così potremo garantire un futuro solido e sostenibile all'Abruzzo.”

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2 In Evidenza - 20 apr 2026

CIA Chieti-Pescara, si chiudono in Fiera tre giorni per raccontare il territorio

Si chiude con soddisfazione la partecipazione di CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara alla 64ª Fiera Nazionale dell’Agricoltura, ospitata presso Lancianofiera, dove per tre giorni lo stand dell’associazione ha rappresentato uno spazio dedicato alla promozione delle eccellenze agroalimentari del territorio.

Attraverso showcooking, degustazioni e momenti di confronto con il pubblico, CIA ha scelto di valorizzare alcuni dei prodotti simbolo del territorio, dal Peperone dolce di Altino IGP all’olio extravergine d’oliva abruzzese, per i quali l’organizzazione continua a sostenere il percorso di riconoscimento, fino al Carciofo Mazzaferrata di Cupello, espressione autentica della biodiversità agricola locale.

Particolare attenzione è stata riservata alle aziende agricole del territorio, protagoniste di un programma che ha messo al centro il lavoro quotidiano dei produttori e la qualità delle filiere locali, insieme alla presenza del Mercato Contadino – La Spesa in Campagna, che ha contribuito a rafforzare il legame tra produzione agricola e consumo consapevole.

Importante anche la collaborazione con Radio Ciao, che ha accompagnato le tre giornate raccontando in diretta l’evento, mentre la presenza di AIS Abruzzo ha rappresentato un valore aggiunto nei momenti dedicati alla degustazione e alla valorizzazione dei vini del territorio.

“Siamo molto soddisfatti di come è andata questa edizione della Fiera”, dichiara il presidente di CIA Chieti-Pescara, Domenico Bomba, “perché siamo riusciti a trasformare il nostro stand in un luogo di incontro e di racconto, dove i visitatori hanno potuto conoscere da vicino i prodotti, le aziende e il lavoro che ogni giorno sostiene la nostra agricoltura.”

“Abbiamo voluto dare spazio alle imprese del territorio e alle produzioni che ne rappresentano l’identità”, prosegue Bomba, “portando all’attenzione del pubblico eccellenze locali. La risposta ricevuta ci conferma che investire nella valorizzazione del territorio è la strada giusta.”


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2 In Evidenza - 13 apr 2026

Cia Chieti-Pescara presente alla 64ª Fiera Nazionale dell’Agricoltura di Lanciano

Cia-Agricoltori Italiani Chieti-Pescara sarà presente anche quest’anno alla Fiera Nazionale dell’Agricoltura di Lanciano, giunta alla sua 64ª edizione, in programma dal 17 al 19 aprile 2026 presso LancianoFiera – Polo Fieristico d’Abruzzo.

Un appuntamento di riferimento per il comparto agricolo regionale, che vedrà l’organizzazione protagonista con un proprio spazio espositivo all’interno del Padiglione 3.

Durante le tre giornate, lo stand Cia sarà un punto di incontro e confronto dedicato alla valorizzazione del territorio, con particolare attenzione alle eccellenze enogastronomiche locali e ai prodotti genuini del Mercato Contadino.

Il programma prevede iniziative diversificate per ciascuna giornata, tra cui cooking show dedicati a due simboli del territorio come il peperone dolce di Altino e il carciofo di Cupello, oltre a momenti di presentazione di prodotti locali, degustazioni e attività di animazione. I visitatori avranno inoltre la possibilità di ricevere gadget dedicati.

Prevista inoltre la collaborazione con Radio Ciao, che accompagnerà alcune attività in fiera contribuendo a dare voce ai protagonisti del mondo agricolo locale.

“Partecipare alla Fiera dell’Agricoltura di Lanciano rappresenta per noi un’importante occasione di incontro e condivisione”, dichiara il presidente Cia Chieti-Pescara, Domenico Bomba, “per valorizzare le produzioni del territorio e rafforzare il legame tra agricoltori e comunità”.

La presenza alla manifestazione conferma l’impegno di Cia Chieti-Pescara nella promozione di un’agricoltura sostenibile, innovativa e fortemente radicata nel territorio, favorendo il dialogo tra mondo produttivo, istituzioni e comunità.

“Invitiamo cittadini, operatori del settore e visitatori a partecipare e a visitare il nostro stand per conoscere da vicino le attività e le iniziative in programma”, conclude Bomba.

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1 In Evidenza - 08 apr 2026

Maltempo, al via la conta dei danni: CIA, segnalazioni diffuse in tutta la regione, agricoltura in forte sofferenza

Dopo giorni di piogge intense e persistenti, cessate solo negli ultimi giorni, emerge un quadro estremamente critico per il comparto agricolo. Con l’apertura del nostro modulo di segnalazione stanno arrivando numerose comunicazioni da parte degli agricoltori, che raccontano una situazione diffusa di danni e forti criticità su tutto il territorio.

Le precipitazioni eccezionali, registrate dal 30 gennaio al 3 aprile 2026, hanno provocato allagamenti prolungati e terreni completamente saturi, mettendo in crisi numerosi vigneti. Le varietà precoci come Chardonnay, Pecorino, Pinot grigio e Viognier, già in fase di germogliamento, sono tra le più colpite.

Gli effetti sono evidenti e preoccupanti: ingiallimenti fogliari diffusi, germogliamento irregolare e, in molti casi, arretramento dei germogli già formati. Una situazione che lascia temere conseguenze concrete sulla produzione di uve 2026, con scenari ancora incerti nelle prossime settimane.

Ancora più allarmanti sono le segnalazioni provenienti dalle aree maggiormente colpite: crepe nei terreni, abbassamenti strutturali e vigneti completamente sradicati dalla forza dell’acqua, in particolare lungo il fiume Sangro. In alcune aziende i danni raggiungono punte fino al 60% delle coltivazioni.

Le criticità interessano in modo particolare la zona del Sangro e del Vastese, ma situazioni rilevanti si registrano anche a Loreto Aprutino, Miglianico e Ripa Teatina. Con la fine delle piogge si apre ora una fase delicatissima di monitoraggio e raccolta dati. Il quadro che emerge è già estremamente preoccupante e conferma la necessità di interventi urgenti a sostegno del comparto agricolo.

Per la segnalazione dei danni e per l’assistenza nella compilazione della modulistica ufficiale, le aziende agricole sono invitate a rivolgersi direttamente agli uffici CIA territoriali, che sono stati già attivati e stanno operando per raccogliere e gestire le segnalazioni.

Gli uffici provvederanno alla corretta compilazione dei modelli e al coordinamento delle procedure, garantendo un supporto puntuale alle imprese colpite.

“Le segnalazioni che stiamo ricevendo confermano una situazione molto seria e diffusa”, sottolinea il Presidente CIA Abruzzo, Nicola Sichetti. “Molte aziende rischiano di non riuscire a sostenere questo ulteriore shock.”

La raccolta delle segnalazioni resta attiva: si invitano tutti gli agricoltori a contattare tempestivamente gli uffici CIA di riferimento per procedere con la denuncia dei danni subiti.

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1 In Evidenza - 01 apr 2026

Gasolio agricolo: CIA Abruzzo, bene annuncio Lollobrigida. Credito d’imposta risultato di una battaglia concreta

“Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento per le dichiarazioni del ministro Francesco Lollobrigida sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che premiano una battaglia condotta con forza da Cia-Agricoltori Italiani nelle ultime settimane”.

Così il presidente nazionale Cristiano Fini, che ricorda il lungo pressing della Confederazione sul Governo, culminato negli emendamenti al Dl Bollette già a ridosso dell’inizio della crisi energetica.

“Queste agevolazioni fiscali, già applicate durante il Covid, intervengono sui costi energetici e sugli investimenti in innovazione, garantendo la sostenibilità alle imprese agricole in un contesto di crescenti sfide geopolitiche e di mercato. Confidiamo che il Governo prosegua su questa strada con interventi strutturali più ampi, trasformando il sollievo temporaneo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana, in particolare per le filiere più in crisi come quella cerealicola e zootecnica”.

A livello territoriale interviene anche il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti, “Per le aziende agricole abruzzesi il costo del gasolio rappresenta una voce determinante. Il credito d’imposta è una misura attesa e fondamentale per sostenere la liquidità delle imprese e garantire la continuità produttiva.

È però necessario continuare su questa strada con interventi strutturali, capaci di rafforzare nel tempo la competitività del settore agricolo regionale”.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 27 dic 2021

Lavoro: Cia, bene nuovo decreto flussi. Raddoppiano gli ingressi a 70 mila unità

Dopo le innumerevoli richieste a salvaguardia del lavoro e del raccolto nei campi, il decreto flussi 2021, appena firmato dal Governo come preannunciato dal premier Draghi, rappresenta un passo importante. Garantisce, infatti, 70 mila nuovi ingressi, il doppio rispetto allo scorso anno quando furono solo 30.850. Così Cia-Agricoltori Italiani commentando con molta soddisfazione l’ok al provvedimento che nella sostanza riconosce il valore della manodopera straniera e la sua strategicità per il comparto agricolo, ampiamente dimostrata anche in pandemia.  

La manodopera straniera, ricorda Cia, rappresenta ormai stabilmente un terzo della forza lavoro complessiva in agricolturaovvero 357.768 unità su circa 900 mila addetti totali, e concorre al 29,3% dell’occupazione complessiva in termini di giornate lavorate

Dunque, aggiunge Cia, nel decreto flussi 2021 - che riserva al settore agricolo e turistico alberghiero 42 mila unità e, nell’ambito di questa quota, 14 mila domande alle organizzazioni professionali, tra cui Cia - trovano ascolto le tante sollecitazioni delle imprese, ripetutamente in carenza soprattutto di stagionali.  

Ora, sottolinea Cia, le aziende agricole potranno pianificare un’adeguata organizzazione del lavoro che permetterà di gestire al meglio le prossime campagne di raccolta.

Questo provvedimento, conclude Cia, deve quindi rivelarsi un’opportunità per incentivare e rafforzare la spinta alla ripresa economica di un’agricoltura sempre più protagonista, ma ancora fortemente dipendente dal contributo dei lavoratori stranieri. Si tratta di un passaggio chiave che guarda alle sfide imminenti per il settore e, in particolare, alla sua sostenibilità non solo da un punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale.  

 

Si attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le istanze potranno essere inviare dalle ore 9 del quindicesimo giorno successivo. 

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1 In Evidenza - 23 dic 2021

Natale: Cia, sale del 10% la spesa per la tavola a 2,8 mld. Traina la tradizione

La tavola delle feste regge i colpi della nuova ondata di Covid. Nonostante la paura per la variante Omicron, con l’aumento forte dei contagi e la stretta sul tavolo del governo, gli italiani spenderanno in totale più di 2,8 miliardi di euro per il carrello alimentare di Natale, ovvero il +10% rispetto al 2020 segnato da festività blindate, restrizioni agli spostamenti e coprifuoco. Queste le stime di Cia-Agricoltori Italiani, secondo cui oltre tre italiani su quattro trascorreranno tra le mura domestiche, con parenti e/o amici, le giornate dalla Vigilia a Santo Stefano.

            La situazione di incertezza economica dovuta alla pandemia, con i timori di nuove chiusure, insieme ai rincari delle materie prime con l’aumento di bollette e inflazione, spingono gli italiani a risparmiare -spiega Cia- senza però rinunciare alla buona tavola, soprattutto nei giorni di festa. A vincere, anche quest’anno, i menù della tradizione, con piatti locali e ricette regionali nel 75% dei casi. Quindi spazio a ragù, bollito, abbacchio e patate, verdure in pastella, tortellini in brodo, cappone, pandoro e panettone, torrone.

            Immancabile anche il classico cenone del 24 dicembre a base di pesce per quasi 17 milioni di famiglie -osserva Cia-. Proprio in questi giorni, si registra da sempre il consumo più elevato dell’anno di pesce, pur con marcate differenze territoriali: capitone in testa al Sud Italia, mentre al Nord trionfano i molluschi come moscardini e vongole veraci. Bene anche alici e baccalà, seguiti da sogliole, spigole, sarde, sgombri, triglie e seppie.

            Anche in queste feste, poi, spumante e prosecco Made in Italy batteranno lo champagne -aggiunge Cia- con il 90% circa dei brindisi tricolori e 86 milioni di bottiglie stappate per festeggiare da qui al nuovo anno.

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1 In Evidenza - 23 dic 2021

Natale: Cia, impennata prezzi pesce (+25%) con aumento consumi e rincari energetici. Italia divisa in 2, molluschi Vs. c

Il pesce non può mancare nelle tavole per il menu di Vigilia, malgrado i rincari (+25% in media rispetto all’anno scorsoche hanno colpito tutto il settore ittico, che riesce a fatica a soddisfare la domanda degli italiani, segnalata da Cia-Agricoltori Italiani in forte ascesa rispetto al Natale passatoA incidere sul prezzo anche gli aumenti delle materie prime che colpiscono tutta la filiera, da trasporti e logistica fino al packaging e alle cassette di imballaggio per il pesce. Sulle tavole di 8 italiani su 10 la sera del 24 sarà, dunque -nonostante i prezzi- un tripudio di pesci di mare e di acqua dolce, pescati o allevati, con ricette locali all’insegna della tradizione. Secondo Cia-Agricoltori Italianila scelta di prodotto ittico locale rappresenta sempre la migliore strategia per il consumatoreIl pescato a “filiera corta” subisce, infatti, in misura minore il rincaro dei costi energetici e offre garanzia di maggiore qualità, col rispetto di elevati standard di sicurezza e tutela ambientale.  

Per circa 17 milioni di famiglie la scelta del menù di pesce sarà orientata alle ricette della tradizione, che variano sensibilmente da Nord a Sud Italia. Capisaldi del consumo ittico nel cenone del Sud sono il polpo e il capitoneSe il primo si trova, attualmente, sui banchi a 20 euro al Kg, il secondo si attesta sui 25-30 euro, con una maggiorazione del prezzo dovuta anche al maltempo, che ne ha ridotto sensibilmente la cattura (dati: PescAgri, Associazione Pescatori Italiani di Cia). Mentre il polpo nella tradizione culinaria è considerato simbolo di ricchezza e ha bisogno di una lunga preparazione (per renderlo morbido va massaggiato con sale grosso per distenderne le fibre muscolari), “Sua Maestà” il capitone si vuole sia portato vivo in cucina e venga servito a metà del cenone sul vassoio più elegante. Il capitone, consumato quasi esclusivamente nel periodo natalizio, è l'esemplare femminile adulto dell'anguilla e raggiunge in media i 7 etti di peso. Anticamente, si credeva che proprio per la somiglianza con un serpente -simbolo demoniaco- il suo consumo contribuisse a proteggere dalle avversità e fosse propizio di un nuovo anno felice e sereno. La pelle ha uno strato gelatinoso che va eliminato (con panno o carta assorbente) e i pezzi -una volta tagliati- non devono superare i 5 cm. Andranno, poi, immersi in acqua ghiacciata, prima di essere o impanati e fritti, oppure cucinati alla griglia. I capitoni vengono catturati nel loro periodo di migrazione dai laghi al mare nelle zone lagunari, che sono principalmente due, le valli di Comacchio e il lago di Lesina.

In Nord Italia il consumo di pesce più diffuso nella cena di Natale è rappresentato, invece, dalla famiglia dei molluschi: vongole veraci (circa 25 euro/kg), canocchie (18 euro/kg) da mangiare fritte o bollite, moscardini (28 euro/kg) cucinati in umido o bolliti e fasolari (12 euro/kg). Non a caso, l’Italia è il settimo produttore mondiale di molluschi, superando le 100.000 tonnellate annue, con circa 800 impianti localizzati per un terzo in Veneto. La molluschicoltura rappresenta, infatti, la principale produzione italiana di prodotti ittici.  All’acquisto della vongola verace è molto importante fare attenzione ad alcune caratteristiche indice della sicurezza del prodotto, che non deve mai essere tenuto immerso in acqua, la confezione deve essere, infatti, sigillata e presentare relativa etichetta. Se venduto sfuso, il venditore deve prelevare il prodotto da confezioni di cui conserverà l’etichetta per i 60 gg successivi. Le vongole devono anche essere vive e vitali, con le valve ben chiuse e integre, in grado di opporre resistenza all’apertura e con rilascio di liquido intervalvare.

Per i secondi piatti del menu, a settentrione si prediligono pesci di pezzatura grossa (circa 2 kg): da spigole e orate, a dentici, rombi e pezzogne. I prezzi di questi prodotti oscillano, attualmente, fra i 40 e i 50 euro/kg.  A mettere, infine, d’accordo Sud e Nord c’è il baccalà (pesce, però, non locale ma di provenienza nord europea). La differenza è solo nella preparazione: di solito viene cucinato alla vicentina a Nord (in vendita essiccato a 30/35 euro), mentre si compra sotto sale (25 euro/kg) per la frittura classica alla napoletana.

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1 In Evidenza - 20 dic 2021

Natale: Cia, regali sì ma utili. Agroalimentare al top per il 50% delle famiglie

Il tradizionale cesto natalizio con i prodotti agroalimentari del territorio è tra i doni preferiti da trovare sotto l’albero per più di 12 milioni di famiglie, praticamente una su due. Lo dice Cia-Agricoltori Italiani, confermando che il cibo resta al top della classifica come idea regalo per le festività alle porte.  

            Nel secondo Natale di Covid, con le tredicesime impegnate prima di tutto a coprire mutui, tasse e bollette in aumento, l’83% degli italiani opta per regali utili, in un caso su tre declinati in chiave enogastronomica, con la scelta di doni “da tavola” a parenti, amici e colleghi -sottolinea Cia-. E vanno bene proprio i cesti di Natale, anche se in taglia ridotta rispetto al pre pandemia, che il 41% degli italiani riempirà con prodotti tipici e locali.

            Messe da parte le mode esterofile, infatti, vince assolutamente il Made in Italy e, tra i prodotti più gettonati, spuntano vino, spumante, panettone e torrone tradizionale, seguiti da salumi, conserve, olio extravergine d’oliva, miele, formaggi. Per una spesa complessiva -stima Cia- compresa tra i 650 e i 700 milioni di euro.

            Cambia anche la modalità di acquisto, molto più spinta verso il web, con l’aumento delle compere online, anche enogastronomiche, sui vari portali, tra cui il marketplace di Cia www.dalcampoallatavola.it in grado di offrire anche il servizio “Agridelivery” per la consegna a domicilio. Cresce anche lo shopping nei mercatini allestiti dagli agricoltori (+7%), con le aziende Cia de “la Spesa in Campagna” in prima fila, nelle zone rurali come in città. 

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1 In Evidenza - 16 dic 2021

Carbon farming: Cia, bene primo step Ue. Soluzione win-win, vantaggi per agricoltura e ambiente

I crediti di carbonio entrano ufficialmente nell’agenda politica europea, a conferma del ruolo imprescindibile del settore rurale nella sfida della sostenibilità. La Commissione Ue ha pubblicato oggi la Comunicazione sui cicli del carbonio sostenibili, cui seguirà una proposta legislativa entro il 2022. E’ il primo step ufficiale con cui l’Europa riconosce l’importanza del carbon farming, soluzione win-win che presenta vantaggi sia per l’ambiente che per il reddito degli agricoltori. Nel documento si prospettano le opportunità di un nuovo modello di business green che premia le best practice di agricoltori e silvicoltori che si traducono nell’immobilizzazione della CO2 da parte delle biomasse vegetali. Come è, infatti, noto, ogni albero attraverso il processo di fotosintesi può sottrarre circa 30kg di CO2 l’anno al comparto atmosferico, rilasciando -al contempo- circa 25 kg di ossigeno. Ciò rappresenta un vantaggio per la fertilità dei terreni e la resistenza delle colture, che può tradursi in fonte di reddito aggiuntivo per gli agricoltori. Cia-Agricoltori Italiani accoglie, dunque, con soddisfazione la decisione della Commissione in merito alle azioni chiave da compiere, a partire dalla definizione di standard di certificazione che porteranno a riconoscere il valore del mercato dei crediti di carbonio generato da queste pratiche virtuose.

Cia chiede, ora, un accelerazione dell’iter legislativo europeo che porti regole chiare, per evitare frodi (vendite multiple) e speculazioni finanziarie nella commercializzazione dei crediti, garantendo trasparenza ed efficacia. Così il presidente Cia, Dino Scanavino: “La gestione sostenibile dei terreni può avere un ruolo fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici. Il sistema di certificazione dovrà definire degli standard di contabilizzazione del sequestro di carbonio per ogni tipologia di azienda agricola e quali saranno le modalità con cui gli agricoltori riceveranno le premialità. Le questioni che si aprono sono complesse –chiosa Scanavino-, i nuovi strumenti finanziari riusciranno ad attrarre una massa critica di aziende o potranno beneficiarne solo pochi grandi agricoltori in grado di adottare le tecnologie necessarie al monitoraggio della riduzione di emissioni? E, soprattutto, si chiarisca se le nostre aziende agricole riceveranno crediti anche per tutto quello che hanno fatto in passato per ridurre le emissioni di gas serra”.

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1 In Evidenza - 14 dic 2021

Agriturismi: Cia, ripresa per il 70% delle aziende. Buone prospettive nel 2022

Sotto l’Albero di oltre 24 mila agriturismi italiani, arriva il bilancio di un 2021 di ripresa per oltre il 70% delle aziende, dato confermato in prospettiva anche per il 2022. Un rilancio forte dell’impegno sul fronte della sicurezza, della sostenibilità e della qualità, dopo un doppio lockdown e le restrizioni per una pandemia costata al settore quasi l’intero guadagno annuale. A favore degli agriturismi, le doti anti-covid delle strutture, in molti casi fuori città con ampi spazi e per lo più all’aria aperta. La domanda è così anche aumentata, lo dice il 42% delle imprese, con il boom dell’estate che è valso, complessivamente, alla ristorazione oltre 20 miliardi e ha portato in agriturismo più del 60% degli italiani. Questa l’analisi di fine anno di Cia-Agricoltori Italiani e, oggi, al centro dell’evento a Roma per i 40 anni di Turismo Verde, la sua storica Associazione per la promozione agrituristica.

“Un compleanno pieno di ottimismo -ha dichiarato il presidente di Turismo Verde-Cia Giulio Sparascio-. Il 2022 ci attende di sicuro più forti per far fronte a un’emergenza sanitaria tutt’altro che rientrata, ma anche carichi di tante buone pratiche messe in campo dal settore in tutto il Paese. Diversificare, implementare, dare forma a nuove proposte insieme ai clienti, è stata la chiave per resistere e migliorare”.

Come confermano, infatti, i dati Ismea resi noti nel corso dell'incontro, le imprese del settore hanno scelto nel 2021, sulla scia della graduale ripresa dal Covid, di rimboccarsi le maniche in base all’evolversi delle richieste dei clienti-consumatori, espressione di un chiaro consolidamento della domanda interna. Per circa 8 aziende su 10, gli ospiti sono prevalentemente italiani (per il 31% degli intervistati, della stessa regione o limitrofe e per il 49% di altre regioni). Si registra anche un primo ritorno degli europei, per il restante 20% delle aziende. I clienti sono sempre più famiglie con bambini e coppie (tipologie in crescita su base annua per oltre il 40% degli intervistati). Alloggio e ristorazione sono i segmenti con i risultati migliori, ma per l’82% delle imprese che hanno ricevuto richieste specifiche, queste sono state relative a maggiore autonomia, spazi aperti e sicurezza. Gli agriturismi sono diventati punto di riferimento: si consolida la vendita diretta con consegna a domicilio (37% degli intervistati) e l’ospitalità di lungo periodo (33%). Richiesti anche gli spazi per smart working (20%), l’e-commerce (15%) e pasti a domicilio (13%). Punti di forza, questi, per un 2022 che si prevede positivo stando al 72% delle imprese intervistate, anche senza cambiare i prezzi (per il 58% delle attività) e sempre se sapranno entrare in empatia con clienti esigenti, alla ricerca di un approccio green, senza rinunciare al relax.

“L’agriturismo si conferma un’eccellenza dell’offerta turistica italiana, il settore ha saputo reagire allo shock di mercato imposto dalla pandemia, limitando le perdite meglio di altri comparti turistici -ha affermato il prof. Angelo Frascarelli, presidente di ISMEA-. Ѐ evidente l’accelerazione di alcuni processi evolutivi della domanda, come il desiderio di vacanze sostenibili e ‘connesse’ alla natura e all’ambiente, tendenza che negli anni a venire potrà essere sempre più marcata. Allo stesso tempo, il settore ha mostrato capacità di innovare e sono molti gli imprenditori che hanno utilizzato il periodo del primo lockdown per ripensare la propria offerta di prodotti e servizi, ripartendo dalla fase primaria e introducendo novità importanti, in linea con le esigenze dei clienti, come la consegna di prodotti a domicilio e l’allestimento di locali attrezzati per il lavoro da remoto.

Nonostante i legittimi timori connessi al perdurare dell’emergenza sanitaria -ha concluso il presidente Angelo Frascarelli- il settore accresce la sua quota di mercato soprattutto domestico e rinsalda la sua reputazione, fino ad assumere il ruolo chiave di ‘sentinella’ dei territori e interprete del cambiamento”.

“Per i nostri agriturismi -ha poi commentato il presidente di Turismo Verde-Cia, Giulio Sparascio- si spera, ora, in un Natale positivo con +20% di fatturato, ma la nuova variante Covid sta mettendo in bilico le prenotazioni per le tavolate tra il 24 dicembre e l’Epifania, scelte soprattutto da ospiti fidelizzati e di prossimità per vivere le festività in un contesto familiare”.     

Poi, sempre pandemia permettendo, subito a lavoro sulla primavera -ha aggiunto Sparascio-. Chiediamo alle istituzioni di fare sistema con il territorio e di dare il giusto sostegno a una ripresa senza intoppi. Bene, per esempio, il pacchetto di misure dedicate al turistico nell’ultimo Decreto per l’attuazione del PNRR. Offre una prospettiva di grande interesse, anche alle imprese agrituristiche, in termini di efficientamento energetico, riqualificazione antisismica, eliminazione delle barriere architettoniche e digitalizzazione. Di contro, non sono sufficienti le risorse e ci batteremo perché tutte le aziende interessate possano beneficiarne.

Sul piano culturale e non solo -ha detto Sparascio- pensiamo l’agriturismo come futura ‘stazioni di servizio’ e sollecitiamo l’inserimento degli Agrichef negli Albi regionali delle figure professionali. Puntiamo sul filo diretto con il mondo dell’istruzione, sostenendo l’alternanza scuola-lavoro e progetti concreti, esemplari quelli con l’Alberghiero di Amatrice, per una rete condivisa di conoscenze e competenze, bagaglio formativo per gli studenti e potenziale collante socio-economico nelle comunità.

Infine, dal presidente nazionale di Cia Dino Scanavino, le congratulandosi all’Associazione Turismo Verde per 40 anni di azioni strategiche per il settore. “Gli agriturismi hanno ridato luce alle aree interne, ristrutturato tante case rurali, recuperato ricette della tradizione contadina, cultivar antiche e specie autoctone, ripristinato il paesaggio e valorizzato l’agricoltura. Un patrimonio -ha detto in chiusura Scanavino- di cui l’Italia deve saper far tesoro, soprattutto ora grazie a PNRR e Green Deal Ue, per risolvere subito i veri limiti, ritardo infrastrutturale in primis, a una sua reale innovazione che metta al centro le peculiarità del Paese, aree rurali e tipicità agroalimentari tra tutte, e accolga con puntualità la sfida verde e digitale europea”.

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