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1 In Evidenza - 14 mag 2026

Montagna e aree interne: CIA Abruzzo presenta alla Regione un piano organico contro lo spopolamento

CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo presenta alla Regione un piano di proposte per rilanciare le aree interne e contrastare lo spopolamento, in vista della seduta straordinaria del Comitato per la Legislazione del 14 maggio dedicata alle modifiche delle leggi regionali sulla montagna.

Nel documento inviato al presidente del Comitato e agli assessori competenti, l’organizzazione agricola chiede una svolta concreta nelle politiche regionali: non interventi frammentati, ma una strategia capace di rimettere al centro agricoltura, allevamento, servizi e qualità della vita nei territori montani.

“Non possiamo più limitarci a gestire il declino”, afferma il presidente di CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo Nicola Sichetti. “Serve una visione che renda la montagna attrattiva per giovani, famiglie e imprese. L’agricoltura deve tornare ad essere il motore economico e sociale delle aree interne”.

Tra le proposte avanzate da CIA Abruzzo c’è il sostegno alla zootecnia estensiva e di montagna, attraverso incentivi legati alle filiere corte e ai marchi territoriali, per garantire reddito agli allevatori e contrastare l’abbandono dei pascoli. Centrale anche il recupero dei terreni agricoli abbandonati, con un piano straordinario destinato a restituire superfici coltivabili ai giovani e a chi decide di investire nelle aree interne.

L’organizzazione propone inoltre di riconoscere economicamente il lavoro degli agricoltori nella manutenzione del territorio, attraverso veri e propri contratti di manutenzione territoriale per attività di difesa idrogeologica, gestione forestale e cura del reticolo idrico.

Grande attenzione anche alla multifunzionalità agricola. Per CIA Abruzzo le aziende agricole devono diventare “hub di servizi” per le comunità locali, ospitando agricoltura sociale, fattorie didattiche, servizi per anziani e famiglie, oltre a svolgere un ruolo strategico nelle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Nel documento trovano spazio anche proposte su scuole, sanità e infrastrutture. CIA Abruzzo chiede il mantenimento dei plessi scolastici nei comuni montani, il potenziamento della sanità territoriale e della telemedicina, una rete stradale efficiente e soprattutto il superamento del divario digitale attraverso banda larga e tutor digitali rurali a supporto di imprese e cittadini.

Sul fronte economico, l’associazione propone una fiscalità di vantaggio per chi investe in montagna: riduzione dell’IRAP, incentivi fiscali, credito d’imposta ed esenzioni IMU per le imprese che operano nei comuni montani.

“Le aree interne non hanno bisogno di assistenzialismo”, sottolinea Sichetti, “ma di strumenti che consentano alle imprese di creare lavoro e servizi. L’agricoltore oggi può diventare un vero manager agro-civico del territorio, custode dell’ambiente e punto di riferimento per le comunità locali”.

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1 In Evidenza - 13 mag 2026

AGIA Abruzzo: il ricambio generazionale in agricoltura chiave per la sicurezza del territorio e lo sviluppo sostenibile

Per rendere l'agricoltura realmente attrattiva per i giovani abruzzesi, non sono sufficienti i soli incentivi economici; è indispensabile un profondo cambio di prospettiva culturale. Questo è il messaggio centrale che AGIA Abruzzo, in linea con i recenti dati emersi dall'indagine Cia Trend “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro”, intende sottolineare. L'associazione evidenzia l'urgenza di promuovere una nuova percezione del settore agricolo e un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni, fattori cruciali per la salvaguardia del territorio e per lo sviluppo sostenibile della regione.

 La ricerca “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro” rivela una forte preoccupazione tra la maggioranza degli italiani riguardo a fenomeni come frane, alluvioni e dissesto idrogeologico. In questo contesto, l'agricoltura viene riconosciuta come un pilastro essenziale per la difesa del suolo e la tutela del paesaggio. L'89% degli intervistati ritiene che l'abbandono delle aree agricole incida direttamente sull'aumento di tali rischi, mentre oltre l'80% concorda sul fatto che sostenere chi coltiva significa investire attivamente nella sicurezza collettiva.


Tuttavia, emerge una significativa contraddizione: nonostante l'importanza riconosciuta, il settore agricolo registra una quota minima nelle preferenze 



occupazionali dei giovani. Viene percepito come stabile ma poco dinamico e meno attrattivo rispetto ad ambiti quali comunicazione, marketing e digitale. Questa percezione ostacola il ricambio generazionale, nonostante l'agricoltura rappresenti oggi un comparto sempre più innovativo e strategicamente rilevante.

 

AGIA Abruzzo ritiene fondamentale affrontare questa duplice sfida, culturale e strutturale. È necessario presentare l'agricoltura come un progetto professionale moderno, capace di offrire reali prospettive di reddito e una buona qualità della vita. Ciò richiede un investimento continuo nella formazione, che deve includere competenze avanzate in business plan, intelligenza artificiale, finanza e multifunzionalità. Parallelamente, sono indispensabili strumenti concreti per facilitare l'accesso dei giovani al settore, come la creazione di Società agricole emergenti e l'istituzione di fondi dedicati all'innovazione tecnologica.


Un altro punto cruciale è la promozione della “staffetta intergenerazionale”. Nelle aree interne, molti agricoltori anziani continuano a operare a causa della mancanza di un ricambio. AGIA Abruzzo propone l'introduzione di percorsi strutturati di affiancamento tra generazioni, supportati da incentivi fiscali e da un miglioramento delle condizioni previdenziali. Queste misure mirano a favorire il passaggio di consegne e ad aprire nuove opportunità professionali per i giovani nel settore.


“Il futuro del nostro territorio passa inevitabilmente per i giovani”, afferma Diego Pasqualone, presidente di AGIA Abruzzo. “I dati della ricerca confermano il valore inestimabile dell'agricoltura per la sicurezza e la tutela ambientale, ma evidenziano anche la difficoltà del settore nell'attrarre le nuove generazioni. 

Dobbiamo impegnarci a cambiare questa percezione, investendo con decisione in innovazione, formazione e accesso alla terra, e valorizzando il ruolo dell'agricoltore come vero manager del territorio. Solo così potremo garantire un futuro solido e sostenibile all'Abruzzo.”

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2 In Evidenza - 20 apr 2026

CIA Chieti-Pescara, si chiudono in Fiera tre giorni per raccontare il territorio

Si chiude con soddisfazione la partecipazione di CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara alla 64ª Fiera Nazionale dell’Agricoltura, ospitata presso Lancianofiera, dove per tre giorni lo stand dell’associazione ha rappresentato uno spazio dedicato alla promozione delle eccellenze agroalimentari del territorio.

Attraverso showcooking, degustazioni e momenti di confronto con il pubblico, CIA ha scelto di valorizzare alcuni dei prodotti simbolo del territorio, dal Peperone dolce di Altino IGP all’olio extravergine d’oliva abruzzese, per i quali l’organizzazione continua a sostenere il percorso di riconoscimento, fino al Carciofo Mazzaferrata di Cupello, espressione autentica della biodiversità agricola locale.

Particolare attenzione è stata riservata alle aziende agricole del territorio, protagoniste di un programma che ha messo al centro il lavoro quotidiano dei produttori e la qualità delle filiere locali, insieme alla presenza del Mercato Contadino – La Spesa in Campagna, che ha contribuito a rafforzare il legame tra produzione agricola e consumo consapevole.

Importante anche la collaborazione con Radio Ciao, che ha accompagnato le tre giornate raccontando in diretta l’evento, mentre la presenza di AIS Abruzzo ha rappresentato un valore aggiunto nei momenti dedicati alla degustazione e alla valorizzazione dei vini del territorio.

“Siamo molto soddisfatti di come è andata questa edizione della Fiera”, dichiara il presidente di CIA Chieti-Pescara, Domenico Bomba, “perché siamo riusciti a trasformare il nostro stand in un luogo di incontro e di racconto, dove i visitatori hanno potuto conoscere da vicino i prodotti, le aziende e il lavoro che ogni giorno sostiene la nostra agricoltura.”

“Abbiamo voluto dare spazio alle imprese del territorio e alle produzioni che ne rappresentano l’identità”, prosegue Bomba, “portando all’attenzione del pubblico eccellenze locali. La risposta ricevuta ci conferma che investire nella valorizzazione del territorio è la strada giusta.”


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2 In Evidenza - 13 apr 2026

Cia Chieti-Pescara presente alla 64ª Fiera Nazionale dell’Agricoltura di Lanciano

Cia-Agricoltori Italiani Chieti-Pescara sarà presente anche quest’anno alla Fiera Nazionale dell’Agricoltura di Lanciano, giunta alla sua 64ª edizione, in programma dal 17 al 19 aprile 2026 presso LancianoFiera – Polo Fieristico d’Abruzzo.

Un appuntamento di riferimento per il comparto agricolo regionale, che vedrà l’organizzazione protagonista con un proprio spazio espositivo all’interno del Padiglione 3.

Durante le tre giornate, lo stand Cia sarà un punto di incontro e confronto dedicato alla valorizzazione del territorio, con particolare attenzione alle eccellenze enogastronomiche locali e ai prodotti genuini del Mercato Contadino.

Il programma prevede iniziative diversificate per ciascuna giornata, tra cui cooking show dedicati a due simboli del territorio come il peperone dolce di Altino e il carciofo di Cupello, oltre a momenti di presentazione di prodotti locali, degustazioni e attività di animazione. I visitatori avranno inoltre la possibilità di ricevere gadget dedicati.

Prevista inoltre la collaborazione con Radio Ciao, che accompagnerà alcune attività in fiera contribuendo a dare voce ai protagonisti del mondo agricolo locale.

“Partecipare alla Fiera dell’Agricoltura di Lanciano rappresenta per noi un’importante occasione di incontro e condivisione”, dichiara il presidente Cia Chieti-Pescara, Domenico Bomba, “per valorizzare le produzioni del territorio e rafforzare il legame tra agricoltori e comunità”.

La presenza alla manifestazione conferma l’impegno di Cia Chieti-Pescara nella promozione di un’agricoltura sostenibile, innovativa e fortemente radicata nel territorio, favorendo il dialogo tra mondo produttivo, istituzioni e comunità.

“Invitiamo cittadini, operatori del settore e visitatori a partecipare e a visitare il nostro stand per conoscere da vicino le attività e le iniziative in programma”, conclude Bomba.

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1 In Evidenza - 08 apr 2026

Maltempo, al via la conta dei danni: CIA, segnalazioni diffuse in tutta la regione, agricoltura in forte sofferenza

Dopo giorni di piogge intense e persistenti, cessate solo negli ultimi giorni, emerge un quadro estremamente critico per il comparto agricolo. Con l’apertura del nostro modulo di segnalazione stanno arrivando numerose comunicazioni da parte degli agricoltori, che raccontano una situazione diffusa di danni e forti criticità su tutto il territorio.

Le precipitazioni eccezionali, registrate dal 30 gennaio al 3 aprile 2026, hanno provocato allagamenti prolungati e terreni completamente saturi, mettendo in crisi numerosi vigneti. Le varietà precoci come Chardonnay, Pecorino, Pinot grigio e Viognier, già in fase di germogliamento, sono tra le più colpite.

Gli effetti sono evidenti e preoccupanti: ingiallimenti fogliari diffusi, germogliamento irregolare e, in molti casi, arretramento dei germogli già formati. Una situazione che lascia temere conseguenze concrete sulla produzione di uve 2026, con scenari ancora incerti nelle prossime settimane.

Ancora più allarmanti sono le segnalazioni provenienti dalle aree maggiormente colpite: crepe nei terreni, abbassamenti strutturali e vigneti completamente sradicati dalla forza dell’acqua, in particolare lungo il fiume Sangro. In alcune aziende i danni raggiungono punte fino al 60% delle coltivazioni.

Le criticità interessano in modo particolare la zona del Sangro e del Vastese, ma situazioni rilevanti si registrano anche a Loreto Aprutino, Miglianico e Ripa Teatina. Con la fine delle piogge si apre ora una fase delicatissima di monitoraggio e raccolta dati. Il quadro che emerge è già estremamente preoccupante e conferma la necessità di interventi urgenti a sostegno del comparto agricolo.

Per la segnalazione dei danni e per l’assistenza nella compilazione della modulistica ufficiale, le aziende agricole sono invitate a rivolgersi direttamente agli uffici CIA territoriali, che sono stati già attivati e stanno operando per raccogliere e gestire le segnalazioni.

Gli uffici provvederanno alla corretta compilazione dei modelli e al coordinamento delle procedure, garantendo un supporto puntuale alle imprese colpite.

“Le segnalazioni che stiamo ricevendo confermano una situazione molto seria e diffusa”, sottolinea il Presidente CIA Abruzzo, Nicola Sichetti. “Molte aziende rischiano di non riuscire a sostenere questo ulteriore shock.”

La raccolta delle segnalazioni resta attiva: si invitano tutti gli agricoltori a contattare tempestivamente gli uffici CIA di riferimento per procedere con la denuncia dei danni subiti.

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1 In Evidenza - 01 apr 2026

Gasolio agricolo: CIA Abruzzo, bene annuncio Lollobrigida. Credito d’imposta risultato di una battaglia concreta

“Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento per le dichiarazioni del ministro Francesco Lollobrigida sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che premiano una battaglia condotta con forza da Cia-Agricoltori Italiani nelle ultime settimane”.

Così il presidente nazionale Cristiano Fini, che ricorda il lungo pressing della Confederazione sul Governo, culminato negli emendamenti al Dl Bollette già a ridosso dell’inizio della crisi energetica.

“Queste agevolazioni fiscali, già applicate durante il Covid, intervengono sui costi energetici e sugli investimenti in innovazione, garantendo la sostenibilità alle imprese agricole in un contesto di crescenti sfide geopolitiche e di mercato. Confidiamo che il Governo prosegua su questa strada con interventi strutturali più ampi, trasformando il sollievo temporaneo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana, in particolare per le filiere più in crisi come quella cerealicola e zootecnica”.

A livello territoriale interviene anche il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti, “Per le aziende agricole abruzzesi il costo del gasolio rappresenta una voce determinante. Il credito d’imposta è una misura attesa e fondamentale per sostenere la liquidità delle imprese e garantire la continuità produttiva.

È però necessario continuare su questa strada con interventi strutturali, capaci di rafforzare nel tempo la competitività del settore agricolo regionale”.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 25 nov 2021

Aree interne: Cia, bene più semplificazione. A lavoro per cogliere opportunità PNRR

Le aree interne d’Italia rappresentano un’importante occasione di riscatto per la marginalità, l’esercizio dei diritti di cittadinanza oltre che per una migliore qualità della vita. Possono per questo essere al centro della ripartenza post-pandemia e contribuire alla transizione green e digitale guidata dall’agricoltura. L’opportunità deI PNRR serva, dunque, a risolvere criticità ataviche come il digital divide e a valorizzare l’unicità dei territori. Così Cia-Agricoltori Italiani dalla Campania, in occasione dell’evento a Roccapiemonte nel salernitano, commentando positivamente il cambio di criteri di assegnazione dell’Accordo di Programma Quadro per le aree interne e l’introduzione di maggiore semplificazione nei processi, agevolando l’accesso ai fondi dedicati.

““Politiche e strategie di sviluppo delle aree interne” il tema al centro del confronto, a Villa Ravaschieri, promosso da Cia Campania con la partecipazione del presidente nazionale Dino Scanavino e di Cia Salerno Gaetano Pascariello, l’intervento del sindaco di Roccapiemonte Carmine Pagano; di Giuseppe De Mita, responsabile Nucleo per la valutazione e la verifica degli Investimenti pubblici della Regione Campania; Franco Picarone, presidente Commissione Bilancio Regione Campania; Nicola Caputo, assessore Agricoltura Regione Campania e Domenico Gambacorta, consigliere per la Strategia Nazionale Aree Interne del Ministro per il Sud.

Nel focus di Cia, il ruolo delle aree interne nelle strategie di governo non solo nazionale, ma anche regionali e necessarie a recuperare quasi dieci anni di condizioni rarefatte. Bene, dunque, lo snellimento dei processi, nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro, per garantire alle 72 aree interne di tutta Italia di poter usufruire di finanziamenti, importanti e utili alla riorganizzazione dei servizi e per incentivare la produzione di ricchezza sul territorio. Un’opportunità che va colta anche in Campania, dove si fa strada la possibilità di vedere riconosciute altre 2 aree interne, passando così a un totale di 6.

Quanto alle risorse e agli investimenti, sia europei che nazionali, è chiaro per Cia che andranno canalizzati affinché analisi e sperimentazioni, ricerca e innovazione vengano calati sulle specifiche esigenze delle comunità rurali ancora indietro sul fronte delle infrastrutture digitali, ma anche fisiche, rallentate nei servizi essenziali, fondamentali nella lotta allo spopolamento e per agevolare il ricambio generazionale nei campi.

“L’Irpinia del 23 novembre 1980 ricorda il coraggio di restare dimostrato anche di tanti agricoltori -ha dichiarato il presidente di Cia Campania, Alessandro Mastrocinque-. Il settore merita riconoscimento e concretezza. Abbiamo una responsabilità nei confronti dei giovani che chiedono un’agricoltura innovativa, partendo dalla garanzia della banda larga che è cruciale anche contro i cambiamenti climatici. Occorre fare rete per costruire opportunità -ha aggiunto Mastrocinque- e incrementare il valore aggiunto del comparto sul territorio. Infine -ha concluso il presidente di Cia Campania- vorremmo una fiscalità che favorisca davvero la competitività delle aree interne”.

“Da tempo con il progetto Cia ‘Il Paese che Vogliamo’ richiamiamo l’attenzione delle istituzioni sulla centralità delle aree interne -è intervenuto il presidente nazionale Dino Scanavino-. Ora, però, l’urgenza dei temi, unita all’importanza del PNRR e della PAC, non inducano alla frenesia di spendere per timore dei tempi stretti. Drammatico sarebbe agire in emergenza, senza programmare quando, invece, occorre recuperare coscienza e capacità di ascolto sul territorio. Ragionare secondo logica di sistema resta, infine, la sfida per valorizzare l’identità e l’unicità dei luoghi e delle sue produzioni”. 

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1 In Evidenza - 23 nov 2021

Pac: Cia, con ok riforma agricoltura più forte per affrontare sfide transizione

Finalmente l’agricoltura europea avrà una nuova Pac che sostiene il reddito degli agricoltori e, nello stesso tempo, traguarda il settore verso la transizione ecologica. Così Cia-Agricoltori Italiani commenta il via libera dal Parlamento Ue alla riforma della Politica agricola comune, oggi a Strasburgo, spiegando che ora bisogna lavorare senza sosta alla costruzione di un Piano Strategico Nazionale che tuteli la competitività del comparto, con aiuti e agevolazioni concrete alle imprese impegnate nell’obiettivo di un sistema produttivo più sostenibile.

            “Dopo oltre tre anni dalla presentazione della proposta, si è concluso il lungo iter legislativo e parlamentare e di questo siamo contenti -dichiara il presidente nazionale Dino Scanavino-. La riforma della Pac poteva essere scritta meglio, ma siamo a un buon punto di partenza. Ora l’Europa può essere più forte di fronte alle sfide post pandemia e l’agricoltura dei Paesi membri in grado di guardare con ottimismo al ruolo di protagonista della transizione. Dal primo gennaio 2023, gli agricoltori potranno infatti contare su nuove norme, più robuste e strutturate, per giungere a un sistema produttivo più equo e green”.

            L’Europa agricola guadagna, con la nuova Pac, maggiore rispetto della sfera ambientale e sociale, che dovrà però muoversi in costante equilibro con la garanzia del reddito per gli agricoltori. Nel dettaglio -precisa Cia- tra il primo e il secondo pilastro, almeno il 60% delle risorse saranno dedicate alla nuova architettura verde, con il 25% delle risorse del primo pilastro da destinare agli eco-schemi. Un punto chiave per dare impulso all’agricoltura del futuro.

Sarà, inoltre, inglobata nella Pac anche la dimensione sociale, obbligatoria a partire dal 2025, ma da intendersi -ribadisce Cia- come un’ulteriore valorizzazione di una Pac rivolta anche alla collettività e ai lavoratori, senza ostacoli o aggravi burocratici.   

            “La Pac deve rimanere, prima di tutto, la politica economica per gli agricoltori e, quindi, costante opportunità di sviluppo imprenditoriale, oltre che strumento utile a rigenerare e valorizzare le aree rurali. Per questo -aggiunge Scanavino- è importante il lavoro di definizione del Piano Strategico Nazionale, che deve consentire agli agricoltori italiani di essere all’altezza di tutti i cambiamenti”.

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1 In Evidenza - 22 nov 2021

Agricoltori leader della transizione. Dall’Assemblea Cia il pressing alle Istituzioni: più risorse, tempi certi e proget

Per centrare pienamente gli obiettivi della transizione ecologica e digitale, non si può prescindere dagli agricoltori e dalle aree rurali, che costituiscono metà dell’Europa e rappresentano il 20% della popolazione. Perciò garantire a chi fa agricoltura risorse, strumenti e incentivi adeguati alle sfide in atto, vuol dire comprendere il ruolo strategico e insostituibile del settore primario, che non è solo quello di produrre cibo sano e sicuro per tutti, ma anche di assicurare la tenuta e lo sviluppo dei territori; salvaguardare il suolo e le foreste contro il dissesto idrogeologico e i cambiamenti climatici, gestire le risorse idriche, produrre energia da fonti rinnovabili, accrescere la sostenibilità dei processi produttivi con la ricerca e le nuove tecnologie, difendere il paesaggio e la biodiversità. Questo il messaggio lanciato da Cia-Agricoltori Italiani in occasione della sua Assemblea nazionale, oggi a Roma al Centro Congressi Angelicum, dove centinaia di produttori provenienti da tutta Italia si sono ritrovati insieme sotto lo slogan “Agricoltori Italiani leader della transizione”, alla presenza del ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli. 

            LE RICHIESTE DI CIA - “A quasi due anni dalla pandemia, con la sfida del Green Deal davanti e gli accordi del G20 e della Cop 26 sul tavolo, non è più la stagione delle attese, ma quella dell’azione -ha dichiarato il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino-. Gli agricoltori sono pronti a guidare da protagonisti la rivoluzione verde e digitale, a lavorare da subito sull’ulteriore riduzione dell’impatto ambientale e sul miglioramento dell’efficienza energetica, ma serve pragmatismo e coerenza. Per salvaguardare da un lato la competitività e la redditività del settore e delle sue imprese, e dall’altro per fare in modo che gli investimenti a disposizione vadano a segno, senza troppi ostacoli burocratici, con progetti puntuali, efficienti e mirati, risultati tangibili sul campo e in grado di fare scuola”.

Da qui l’ultimatum del presidente Cia alle istituzioni nazionali ed europee: “Bisogna utilizzare bene i 6,8 miliardi del PNRR destinati all’agricoltura, approvare una legge di bilancio più coraggiosa rispetto alle urgenze del comparto e costruire un Piano Strategico Nazionale della nuova Pac con aiuti e agevolazioni concrete agli imprenditori impegnati nell’obiettivo di un sistema produttivo più sano, equo, green e digitale”.

L’IMPEGNO PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA ED ENERGETICA - Un impegno, quello degli agricoltori, portato avanti già da anni, in primis sul fronte ambientale. Negli ultimi anni, il settore primario ha ridotto le sue emissioni (-25%), limitato il consumo di acqua e il ricorso alla chimica (-27%), accresciuto le superfici biologiche (+56%) e ampliato la produzione di energie rinnovabili e biomasse (+690%). L’agricoltura ha anche un ruolo importante nell’assorbimento di C02, e quindi nella lotta al cambiamento climatico, sequestrando 0,5 tonnellate di carbonio per ettaro l’anno. Una funzione che fa il paio con quella insostituibile di boschi e foreste, che assorbono fino al 40% delle emissioni di gas serra a livello globale e, solo in Italia, trattengono circa 90 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

“Ora le autorità devono valorizzare, con proposte dedicate, la funzione ambientale dei settori agricolo e forestale con il trattenimento al suolo del carbonio, tanto più dopo la Cop 26 con l’intesa sullo stop alla deforestazione entro il 2030 -ha evidenziato Scanavino-. Adesso bisogna recuperare e spingere sulla corretta gestione e manutenzione delle foreste, fonti straordinarie di ossigeno e di materie prime rinnovabili e prima risorsa per lo sviluppo delle aree rurali e montane. Un compito cucito addosso agli agricoltori, sia perché il 40% delle aziende del settore è interessato da boschi, sia perché sono già custodi e guardiani del territorio, anche in chiave climatica”.

Altrettanto fondamentale, questa è l’esortazione partita dall’Assemblea, “aumentare le risorse e i progetti sull’agro-fotovoltaico, puntando sulle coperture degli edifici rurali, a partire da stalle e magazzini, e creando impianti a terra solo su aree abbandonate, marginali o non idonee alla coltivazione -ha detto il presidente Cia-. Incentivare, poi, la produzione di biogas e biomasse legnose, dagli scarti di agricoltura e allevamento; incoraggiare la sperimentazione ampia delle tecniche di biocontrollo per la difesa naturale delle culture e ampliare gli strumenti di gestione del rischio”. Perché la buona agricoltura difende il clima e l’ambiente, ma resta anche il comparto che più di tutti subisce le conseguenze dirette del climate change, con il +60% di eventi estremi solo nel 2021, tra alluvioni e siccità, che hanno tagliato il 10% del cibo sulle tavole e procurato danni milionari alle aziende.

  L’IMPEGNO PER LA TRANSIZIONE DIGITALE – Nonostante i rallentamenti dovuti alla pandemia, il mercato italiano dell’Agricoltura 4.0 continua a crescere, generando un fatturato nazionale di circa 540 milioni di euro, con una crescita del 20% rispetto al 2019. In quest’ambito, sono i giovani a trainare il cambiamento con le imprese agricole italiane under 35 cresciute negli ultimi 5 anni oltre il 15%, fino a quota 60 mila e rappresentando un record in Europa, quasi l’8% sul totale. A guidarle proprio i nativi digitali promotori dell’innovazione, protagonisti assoluti delle sperimentazioni sul campo di software gestionali, sistemi di monitoraggio e mappatura, trattamenti con droni e sensori e piattaforme per la tracciabilità alimentare.

Eppure Cia stima che ancora il 50% delle aziende non ha familiarità con l’Agritech e che, su 12,4 milioni di ettari di SAU, solo il 4% è perfettamente tecnologico. Per questo, ha osservato Scanavino, “oggi servono robusti investimenti nella digitalizzazione, con le imprese agricole a fare da apripista nelle aree interne, dove ancora nel 40% delle case non arriva il wi-fi, insieme a finanziamenti dedicati ai servizi e alle infrastrutture viarie, necessarie sia per migliorare la logistica e i trasporti sia per evitare l’abbandono e lo spopolamento delle comunità rurali”.

Insomma, “c’è tutta la volontà, da parte degli agricoltori, di guidare la transizione verde e digitale, di affrontare da leader i cambiamenti all’orizzonte -ha ribadito il presidente Cia dall’Assemblea-. Serve, però, riconoscere e compensare i comportamenti virtuosi del settore, guardando sempre all’obiettivo imprescindibile della sostenibilità economica delle imprese, senza la quale non è possibile neppure la sostenibilità ambientale e sociale”.   

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1 In Evidenza - 21 nov 2021

Pensioni minime e assistenza cure, l’Anp e Cia Abruzzo si appellano alla politica nazionale e regionale

L’ Associazione Nazionale Pensionati di Cia Agricoltori Italiani, unitamente alla Cia Agricoltori Italiani d’Abruzzo interviene a sostegno dei pensionati dando voce alle loro rivendicazioni in tema di pensioni e servizi socio sanitari. Con una lettera indirizzata ai parlamentari, senatori e politici abruzzesi l’Associazione fa ordine sulle priorità da inserire nel nuovo confronto istituzionale al fine di ridare certezze ai tanti anziani, valorizzando il ruolo che, nel corso degli anni, hanno ricoperto in termini di crescita e tenuta sociale del Paese.

In cima alla lista la richiesta di aumento delle pensioni minime, ferme a 515 euro, e percepite da oltre un milione e mezzo di anziani, in prevalenza ex-agricoltori. Un’ingiustizia che l’Anp Abruzzo aveva esposto con una petizione di 100.000 firme dando un contributo notevole per chiedere l’aumento delle pensioni basse, a partire da quelle minime da equiparare progressivamente al 40% del reddito medio nazionale, oggi 650 euro.

Dovrà trovare risposte anche la stabilizzazione della quattordicesima, ma anche l’Ape sociale agli agricoltori, una tassazione in linea con quanto previsto nei Paesi europei e l’istituzione della pensione base o di “Garanzia” per i giovani agricoltori.

 

Urgente anche il rafforzamento dei servizi sanitari territoriali per migliorare la qualità della vita nelle aree rurali e soprattutto a supporto delle persone anziane. Cruciale la necessità di una sanità più vicina ai cittadini, con strutture ambulatoriali o case della salute di prossimità, potenziare l’assistenza domiciliare, utilizzare diffusamente nuove tecnologie come la telemedicina, rafforzare la dotazione di personale medico e infermieristico e valorizzare le reti sociali e del volontariato.

 

Insoddisfacente, invece, secondo l’Anp-Cia, la modifica di “quota cento” in “quota centodue” che penalizza enormemente i lavoratori e le lavoratrici. Bene invece la proroga di “opzione donna”, provvedimento che andrebbe, tuttavia, riformato ad ulteriore vantaggio delle lavoratrici.

 

 

Ci appelliamo all’impegno e alla responsabilità della politica”, afferma il Presidente regionale di Anp, Dino Bruno, “sebbene consapevoli delle condizioni difficili del Paese e della crisi economica, ci vediamo nella condizione di rafforzare la nostra pressione nei confronti delle Istituzioni, secondo le aspettative indicate. E’ importante che misure contenute nella manovra di bilancio siano definite con chiarezza, per avviare un nuovo intervento di riordino del sistema previdenziale e pensionistico. Conferiamo la nostra disponibilità al dialogo costruttivo nell’attesa di quei risultati che da tempo gli anziani si attendono”.

 

“Purtroppo a livello nazionale il 36% dei pensionati, circa 7 milioni, percepiscono meno di 1000 euro lordi”, dichiara il Presidente Cia Abruzzo, Mauro Di Zio, “Un milione e 700 mila invece ricevono una pensione di 500 euro. Importi che fanno registrare nell’elenco delle povertà molti pensionati italiani. Serve istituire una legge nazionale sulla non autosufficienza di milioni di anziani e delle loro famiglie. L’obiettivo è quello di garantire un invecchiamento attivo degli anziani attraverso un percorso di ottimizzazione della qualità della vita”, continua Di Zio, “invitandoli a svolgere attività come prendersi cura di figli e nipoti, fare esercizio fisico, volontariato, riconoscendo in loro un importante ruolo socio-culturale piuttosto che secondario che spesso culmina nell’abbandono”.

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1 In Evidenza - 19 nov 2021

Legge di Bilancio: riflettori Cia su credito e Superbonus

Apprezziamo lo sforzo fatto dopo gli ultimi provvedimenti e la manovra dello scorso anno che si presentava più cospicua per far fronte all’emergenza pandemica. Così Cia-Agricoltori Italiano intervenendo in audizione alla Camera sulla Legge di Bilancio ed entrando nel merito, in particolare, su credito e transizione 4.0, Superbonus, aumento dei costi di produzione e avversità climatiche.

Cia continua a farsi promotrice di modifiche rispetto a misure già inserite, ma anche ad avanzare nuove proposte. Nello specifico, resta centrale per l’organizzazione l’attenzione allo sviluppo rurale e all’innovazione sostenibile e nello specifico auspica che, rispetto alla Transizione 4.0, vengano garantite le stesse percentuali di incentivi fino al 2025. Inoltre, Cia conferma la necessità per le imprese agricole di poter cedere il credito riferito alla Transizione 4.0.

Altro aspetto dirimente per Cia è la revisione delle norme che frenano il Superbonus per le unifamiliari, per evitare una sperequazione di trattamento tra chi vive negli insediamenti urbani e chi popola le aree rurali. Devono poter avere le stesse opportunità abitative, in termini di efficienza dal punto di vista energetico ed avere un risparmio in bolletta al pari degli altri.

Inoltre, Cia riporta l’attenzione del Parlamento su una questione di prospettiva, relativa agli strumenti necessari a remunerare le perdite che stanno subendo gli imprenditori agricoli a causa dell’aumento dei costi di produzione.

Nota a parte, cruciale per il settore, la richiede il punto sulle avversità climatiche che continuano, anche in questi giorni, a procurare danni elevanti all’agricoltura italiana e al tessuto sociale di intere comunità nelle aree rurali del Paese. Bene il fondo mutualistico a copertura dei rischi catastrofali nel settore agricolo, ma lo stato di imprevedibilità dei cambiamenti climatici sollecita più risorse e in tempi rapidi, interventi mirati e iter burocratici più snelli. 

  Tra le altre proposte, focus anche sugli strumenti di gestione del credito in agricoltura, sull'imprenditoria giovanile e femminile, sui pensionati agricoli e la necessità di intervenire per gestire la carenza di manodopera agricola.  

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1 In Evidenza - 19 nov 2021

Al via il progetto di Filiera del grano biologico italiano

 Al via il progetto di “Filiera del grano biologico italiano” per iniziativa di Cia-Agricoltori Italiani con Alleanza delle Cooperative e Italmopa. A promuovere l’intesa tra le tre organizzazioni, l’incontro sul tema organizzato, in collaborazione con Bioagricoop, in occasione della recente edizione di B/Open, la nuova fiera del biologico a Verona. 

Dunque, prende forma l’impegno condiviso tra Cia, Alleanza delle Cooperative e Italmopa, affinché sia sempre garantito l’approvvigionamento delle materie prime italiane e la sua  tracciabilità a tutela dei cittadini-consumatori, consentendo loro di risalire alle diverse fasi della filiera produttiva, dalla coltivazione alla prima trasformazione del prodotto finale per la sua commercializzazione. 

Numerosi i punti sul tavolo del confronto e alla base del progetto in fase di sviluppo. Tutti concordi, per esempio, sulla necessità di sottoscrivere veri contratti di filiera con almeno durata triennale e contenenti gli strumenti e le modalità per determinare il prezzo, la programmazione delle semine e la definizione degli standard di qualità dei prodotti.

Inoltre, come convenuto, occorre intervenire sui prezzi per una giusta remunerare dei produttori agricoli e fidelizzare i clienti, puntando su un’applicazione più disciplinata delle regole e sulla valorizzazione degli accordi di filiera che coinvolgano oltre agli agricoltori e agli industriali anche gli operatori della distribuzione.

Strategico all’intesa anche il passaggio sul PNRR riconosciuto dalle organizzazioni strumento utile a elevare gli standard qualitativi della filiera del frumento biologico, in quanto finanzia gli investimenti nelle strutture di trasformazione per ammodernare i centri di stoccaggio e i molini, realizzare un sistema della logistica al passo con le tecnologie digitali.

Infine, il progetto avviato da Cia con Alleanza Cooperative e Italmopa, apre la strada al coinvolgimento anche di altri partner interessati a valorizzare le produzioni destinate alla mangimistica e agli oli vegetali. Ferma, infatti, l’intenzione tra le parti di conferire alla filiera un approccio multi-prodotto per rispettare la coltivazione in rotazione del cereale biologico.

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