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2 In Evidenza - 03 feb 2026

Al via la prima fase di CIA Talent: un percorso per valorizzare giovani professionalità e competenze

È ufficialmente partita la prima fase di CIA Talent, il progetto promosso da CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara con l’obiettivo di valorizzare i talenti e favorire l’ingresso di nuove professionalità all’interno dell’organizzazione.

La fase iniziale del percorso prevede un programma strutturato di formazione generale, inserimento organizzativo e orientamento, a cui seguirà una formazione specifica dedicata ai diversi ambiti di competenza. Un percorso pensato per accompagnare i partecipanti nella conoscenza del sistema CIA, del suo metodo di lavoro e dei valori che ne guidano l’azione.

CIA Talent nasce con l’obiettivo di rafforzare la struttura organizzativa attraverso nuove competenze, trasmettendo una solida cultura associativa e favorendo una crescita concreta, sia professionale che umana, dei partecipanti. L’iniziativa punta a costruire nel tempo un vero e proprio “vivaio di eccellenze”, capace di contribuire allo sviluppo e al rinnovamento dell’organizzazione.

Le selezioni proseguiranno nei prossimi mesi e rappresentano un importante periodo di conoscenza reciproca: da un lato CIA valuta competenze, motivazione e attitudine dei giovani coinvolti; dall’altro i partecipanti possono comprendere se il contesto associativo e organizzativo risponde alle proprie aspettative e prospettive professionali.


“L’avvio dei tirocini formativi di CIA Talent rappresenta un investimento strategico sul capitale umano dell’organizzazione”, dichiara il direttore Alfonso Ottaviano, “Rafforzare la struttura significa elevare la qualità delle professionalità al servizio di cittadini e imprese, ma anche potenziare l’azione politico-sindacale della CIA. È un passaggio fondamentale per affrontare con competenza, visione e autorevolezza le sfide future del settore”.

Dopo l’evento di lancio, la prima fase del progetto si è conclusa con esito positivo, registrando un buon livello di adesioni e un significativo coinvolgimento, a conferma dell’interesse verso il percorso proposto.

Al centro di CIA Talent c’è la formazione, intesa non solo come esperienza operativa, ma come preparazione strutturata e continua. Investire sui giovani significa rafforzare il futuro dell’organizzazione e del territorio, puntando su competenze, innovazione e ricambio generazionale.

Con CIA Talent, CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara conferma il proprio impegno nel costruire opportunità di crescita e nel valorizzare i talenti come leva strategica per il futuro.

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1 In Evidenza - 27 gen 2026

Giornata della Memoria: Cia, dall’orrore della Shoah all’agricoltura come strumento di pace


Oggi, in tutta Italia, si celebra la “Giornata della Memoria”, per imprimere nella memoria collettiva del Paese uno degli orrori più gravi e inauditi di cui l’uomo sia stato protagonista.
“Nessuno può dire: questo non mi tocca. La memoria è un dovere per tutti”, rifletteva lo scrittore Italo Calvino. È necessario, dunque, ricordare il passato per comprendere la storia e trarne insegnamento, sottolinea il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

“Questa giornata è un’occasione per riflettere sulla tragedia della Shoah e sul nostro angoscioso presente, perché non si ripetano gli orrori passati e si metta fine a tutti i conflitti e alle violenze nel mondo -osserva Fini-. Pensiamo soprattutto a Gaza, all’Iran, all’Ucraina, al Sudan, alla Repubblica Democratica del Congo e ad altre aree dimenticate, con l’auspicio che la politica e la diplomazia tornino a essere i soli mezzi per risolvere le controversie internazionali e costruire concreti percorsi di pace, a garanzia dei diritti umani e della democrazia”.

In questo processo, continua il presidente di Cia, “l’agricoltura ha un ruolo fondamentale: assicura la sicurezza alimentare nelle zone di crisi, sostiene le comunità rurali colpite dalla guerra e diventa strumento di riconciliazione attraverso lo sviluppo sostenibile dei territori”.

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1 In Evidenza - 21 gen 2026

Mercosur: Cia, ascoltati da Parlamento Ue. Invio a Corte di Giustizia sia utile

“Finalmente c’è un Parlamento europeo che dimostra di aver ascoltato le nostre preoccupazioni e richieste sul Mercosur. La nostra manifestazione di ieri a Strasburgo è stata determinante e andrà avanti, nelle forme più opportune, affinché la sospensione della ratifica rappresenti, adesso, un tempo utile per far rispettare le nostre condizioni in questo, come in tutti i futuri negoziati commerciali”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rispetto all’ok dell’Eurocamera sull’invio dell’accordo direttamente alla Corte di giustizia Ue.

“Sebbene non ad ampia maggioranza, il voto odierno rinvia tutto alla verifica di compatibilità con i trattati Ue e, soprattutto”, specifica Fini, “fornisce uno spazio di pressione importante perché si garantiscano vera reciprocità, controlli ferrei e clausole di salvaguardia automatiche. Siamo pronti al confronto su questi nodi per noi dirimenti a tutela degli agricoltori e dei cittadini europei, in termini di competitività produttiva e di standard sanitari e ambientali che devono essere i medesimi imposti ai produttori e agli allevatori europei”.

Sulla stessa linea anche Cia Abruzzo, che esprime soddisfazione per la decisione del Parlamento europeo. “L’invio dell’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia Ue rappresenta un passaggio fondamentale per dare finalmente risposte concrete alle preoccupazioni degli agricoltori dei territori”, sottolinea Nicola Sichetti, Presidente di Cia Abruzzo. “Per una regione come la nostra, caratterizzata da produzioni di qualità, Dop e Igp, è indispensabile che ogni accordo commerciale garantisca una reale reciprocità, con controlli stringenti e tutele efficaci contro la concorrenza sleale”.

“Gli agricoltori abruzzesi” prosegue Sichetti, “non possono competere con prodotti che non rispettano gli stessi standard sanitari, ambientali e sociali richiesti in Europa. La sospensione della ratifica deve diventare un’occasione concreta per rafforzare le clausole di salvaguardia e difendere redditi, lavoro e sicurezza alimentare. In questo percorso, Cia Abruzzo continuerà a sostenere con forza la linea portata avanti da Cia nazionale, a tutela dell’agricoltura e dei cittadini europei”.

Ora, sotto i riflettori di Cia, l’intera fase di implementazione. “Le nostre proteste con migliaia di agricoltori, e questo ultimo atto del Parlamento Ue”, conclude Fini, “sono un messaggio chiaro sulla direzione da prendere: accordi commerciali internazionali solo a parità di regole e condizioni, per assicurare cibo sano, sicuro e trasparente ai nostri cittadini”.

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2 In Evidenza - 21 gen 2026

Tutela degli agricoltori, interesse generale e servizi essenziali: la posizione di CIA sui Consorzi di Bonifica

CIA – Agricoltori Italiani ribadisce con forza che la propria priorità resta la tutela degli agricoltori, dei loro redditi e della continuità dei servizi essenziali, a partire dall’irrigazione e dalla bonifica.

In riferimento alle recenti sentenze del TAR Abruzzo – Sezione di Pescara, che riguardano il Consorzio di Bonifica Centro, la CIA chiarisce che si tratta di contenziosi di natura tecnica e amministrativa, normali in una fase complessa che interessa non solo questo Consorzio, ma l’intero sistema della bonifica.

“Le sentenze non mettono in discussione la funzione della bonifica, ma richiamano tutti a una gestione tecnica e amministrativa più chiara e ordinata”, ha sottolineato il direttore CIA, Alfonso Ottaviano, presente alla conferenza stampa, “È necessario evitare confusione tra gli agricoltori e lavorare con responsabilità.”

CIA ha espresso pieno riconoscimento al Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Bonifica Centro, composto da agricoltori ed espressione diretta del territorio, e al suo presidente Enisio Tocco, per il lavoro svolto in due anni particolarmente complessi, in una situazione ereditata da decenni di criticità strutturali e gestionali.

L’attuale CdA ha avviato un piano di risanamento e programmato investimenti indispensabili per garantire il futuro della bonifica e dell’irrigazione, un percorso che la CIA continuerà a sostenere insieme a tutte le associazioni di categoria, nell’interesse esclusivo del mondo agricolo.

La CIA ribadisce alcuni principi fondamentali:

  • Gli agricoltori devono avere servizi efficienti e continui.

  • Devono avere accesso all’acqua per produrre, perché senza acqua non esiste agricoltura di qualità né reddito.

  • Devono sostenere ruoli equi e sostenibili, compatibili con redditi agricoli già sotto pressione.

Allo stesso tempo, i Consorzi di Bonifica non servono solo gli agricoltori, ma svolgono un ruolo essenziale anche per:

  • La sicurezza idraulica dei territori.

  • La tutela dei cittadini.

  • Il supporto alle imprese e alle attività produttive.

“La tutela deve essere generale, non limitata a singole posizioni”, sottolinea Ottaviano, riferendosi a tutti i Consorzi di Bonifica, non solo a quello Centro.

L’organizzazione conferma il proprio impegno a mantenere un dialogo costante con la Regione Abruzzo e tutte le forze politiche, per accompagnare il piano di risanamento, garantire l’accesso alle risorse disponibili e sostenere investimenti strategici per il territorio.

Eventuali sentenze, procedimenti o percorsi giudiziari utili a fare chiarezza sulla gestione o su eventuali criticità dovranno essere affrontati senza timori: il Consorzio agirà sempre nel rispetto delle regole e dell’interesse pubblico.

“In queste settimane si è generata molta confusione tra gli agricoltori”, avverte il direttore provinciale, “indebolire i Consorzi significa indebolire i servizi, bloccare investimenti e compromettere l’ordinaria amministrazione.”

Dopo anni, i Consorzi sono tornati a essere gestiti dagli agricoltori. La CIA sceglie una linea di responsabilità, unità e tutela concreta, convinta che solo attraverso confronto istituzionale, collaborazione e visione di interesse generale si possa garantire acqua, sicurezza e futuro ai territori.

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2 In Evidenza - 21 gen 2026

Convocazione della IX Assemblea Elettiva Provinciale CIA Chieti-Pescara

È convocata la IX Assemblea Elettiva Provinciale CIA Chieti-Pescara per il rinnovo degli organismi provinciali e l’elezione del Presidente.

L’Assemblea si terrà:

  • Data: Sabato 7 febbraio 2026

  • Orario: Ore 9:00

  • Luogo: Ristorante L’Altra Chiave, San Vito Chietino (CH)

L’appuntamento rappresenta un momento fondamentale di partecipazione democratica e confronto, volto a definire il futuro dell’organizzazione provinciale.

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1 In Evidenza - 21 gen 2026

Emergenza cervi in Abruzzo: CIA chiede alla Regione il ripristino dell’equilibrio specie-ambiente

CIA Abruzzo lancia un nuovo e deciso appello alla Regione affinché venga riattivata con urgenza la procedura di prelievo selettivo del cervo, indispensabile per ristabilire l’equilibrio tra fauna selvatica, ambiente e attività agricole.

In vaste aree del territorio regionale, in particolare nella provincia dell’Aquila e nelle zone della Valle Peligna e Subequana, la densità della popolazione di cervi ha ormai superato livelli di sostenibilità. Secondo i dati raccolti dall’organizzazione, oltre il 60% dei danni alle colture agricole è oggi riconducibile a questa specie, con conseguenze economiche sempre più gravi per le aziende agricole.

“Non siamo di fronte a un evento imprevedibile, ma al risultato di una gestione faunistica che da troppo tempo non trova piena attuazione negli strumenti normativi già disponibili", dichiara Nicola Sichetti, Presidente di CIA Abruzzo. “Gli agricoltori non possono più sostenere da soli il peso di questa emergenza: servono decisioni rapide, fondate su basi scientifiche e giuridicamente solide”.

CIA Abruzzo ricorda che i monitoraggi indicano densità di cervi nettamente superiori ai limiti fissati dall’ISPRA (2 capi ogni 100 ettari), collocando l’Abruzzo tra le regioni con la più alta concentrazione in Italia. Il Piano Faunistico Venatorio Regionale 2020 e la legge nazionale 157/1992, che include il cervo tra le specie cacciabili, forniscono già il quadro normativo necessario per avviare un prelievo selettivo sostenibile e legittimo.

“Il blocco delle precedenti iniziative non deve tradursi in immobilismo”, aggiunge Sichetti. “Al contrario, è indispensabile riavviare l’iter amministrativo alla luce delle recenti pronunce, costruendo una procedura inattaccabile sotto il profilo formale, che consenta finalmente di intervenire”.

Oltre ai danni alle colture, CIA Abruzzo segnala un aumento degli incidenti stradali e gravi ripercussioni sulla biodiversità, con particolare riferimento alla competizione alimentare che mette a rischio specie vulnerabili come il camoscio appenninico.

“Ripristinare l’equilibrio specie-ambiente significa tutelare la sicurezza dei cittadini, la biodiversità e la dignità del lavoro degli agricoltori abruzzesi”, conclude il presidente di CIA Abruzzo. “Confidiamo in un intervento immediato della Regione per dare risposte concrete a un settore allo stremo”.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 21 apr 2021

Imprese: Cia, investimenti esteri opportunità per rilancio agricoltura

Il Made in Italy agroalimentare è, senza dubbio, tra i settori di maggiore richiamo all'estero e l’attenzione da parte di investitori stranieri può rappresentare per l’agricoltura italiana un’interessante opportunità di rilancio dopo la crisi pandemica. Alle istituzioni il compito, però, di salvaguardare la parte migliore dell’agroalimentare italiano e supportare la competitività delle imprese. Questo il punto del presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino alla Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione, nella sessione straordinaria per l’attrazione degli investimenti diretti esteri, co-presieduta dal ministro degli Esteri, Di Maio e dello Sviluppo Economico, Giorgetti.

“L’Italia -è intervenuto Scanavino- possiede un importante patrimonio agricolo e agroalimentare, fatto di biodiversità e denominazioni di origine. Al momento, gli investimenti diretti esteri stanno arrivando in modo disordinato, nelle aree vitivinicole di alto pregio, come nelle produzioni della pianura padana e negli allevamenti delle grandi Dop. E’ positivo, dunque, -ha detto Scanavino- che il Governo veda nei capitali esterni, oggi solo il 20% del Pil nazionale, un volano per la crescita economica del Paese, ma al settore agroalimentare va prestata la giusta attenzione, perché sia davvero strategico e non lasci gli imprenditori agricoli a margine del processo. E’ chiaro -ha aggiunto- che ciò debba tradursi in un intervento decisivo per rendere le aziende realmente competitive, quindi agendo sul fronte burocrazia, giustizia e fisco. Alle imprese italiane occorre semplificazione e tempi certi, riduzione dei costi di produzione, investimenti in infrastrutture e in ricerca e innovazione”. 

“Il PNRR si è già impegnato a potenziare la competitività delle imprese oltre confine e la capacità di attrarre capitali esteri nel mercato domestico -ha sottolineato Scanavino-. Auspichiamo che il testo definitivo confermi concretamente questa linea programmatica, destinando all’agricoltura e all’agroalimentare, insieme al Next Generation Eu e alla nuova Pac, risorse adeguate al cambio di passo che le vuole protagoniste della transizione verde, sfida da vincere per essere all'altezza dei mercati europei e internazionali”.

“Abbiamo da recuperare -ha precisato, poi, Scanavino- una contrazione sull’export agroalimentare del 2,5% e le politiche di internazionalizzazione devono, ora più che in passato, contribuire al riassetto dell’economia delle imprese e insistere sulla valorizzazione del Made in Italy agroalimentare nel mondo, che oggi vale oltre 7 miliardi di euro. Va rafforzato, in particolare, il sistema agroindustriale e il ruolo dell'Italia nel bacino del Mediterraneo -ha infine concluso il presidente nazionale di Cia-. Trasformare la concorrenza sul prezzo basato sul dumping dei Paesi del Nord Africa, in un accordi di scambio tra agricoltura italiana e nord africana per dare forma a un grande bacino di libero scambio con l’affluenza verso l'industria di trasformazione italiana. Il nostro ruolo nell’area del Mediterraneo è, oggi, fondamentale”.

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1 In Evidenza - 21 apr 2021

Governo: Patuanelli a Cia, insieme per nuovo sistema agricolo competitivo, sostenibile e inclusivo

Lavorare insieme a un radicale cambio di paradigma per delineare un nuovo scenario competitivo, sostenibile e inclusivo per l’intero sistema agricolo e agroalimentare. Una transizione verde che non si riduce a una questione puramente ambientale, ma che guarda alla competitività del sistema produttivo e a nuovi modelli di sviluppo. Questo il messaggio chiave del ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli alla Direzione nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, dov’è intervenuto al fianco del presidente Dino Scanavino.

            “Tra i fondi della Pac post 2020 e le risorse previste grazie al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza -ha detto Patuanelli- abbiamo a disposizione un budget complessivo di circa 50 miliardi di euro per i prossimi 7 anni”. Risorse fondamentali per “costruire l’agricoltura del futuro”, per fare in modo che “il primo settore produttivo del nostro Paese diventi la forza trainante della nostra competitività sul mercato globale, mettendo al centro la sostenibilità ambientale, economica e sociale”.

            In un anno di pandemia “l’agricoltura italiana ha ampiamente dimostrato la propria capacità di resilienza -ha ricordato il ministro- ma questo non vuol dire che non sia in un momento di grande sofferenza, soprattutto a causa del blocco del settore della ristorazione e del turismo, quindi del settore agrituristico. Gli 800 milioni di euro che giungono dal Decreto Sostegni per i ristori diretti, l’esonero contributivo straordinario e il potenziamento del Fondi Filiere sono una parte degli aiuti necessari”.

            Ora, però, occorre fare “un salto di qualità”, ha aggiunto Patuanelli, “le risorse ci sono, ma non vanno distribuite a pioggia. Dobbiamo fare scelte ragionate, basate su dati reali. Curare e supportare con scelte politiche le fragilità del settore” nella consapevolezza che “le nostre produzioni sono leader mondiali di quantità e soprattutto di qualità”.

            In particolare sul PNRR, “un piano ambizioso in cui il comparto agroalimentare gioca una parte importante”, il ministro ha sottolineato il finanziamento di circa 800 milioni di euro che riguarda i contratti di filiera; gli altri 800 milioni allocati in progetti di sostegno alla logistica per ridurre i costi, così come il progetto agri-solare con la creazione di parchi fotovoltaici sulle coperture delle strutture agricole “consentendo un sostegno al reddito dei produttori” e anche il passaggio a biogas e biometano, “che è fortemente sostenuto”.

            Quanto alla Pac post 2020, secondo Patuanelli, “è una grandissima sfida che parte con una base economica solida” ma “in questo percorso, l’Europa deve essere capace di dotare gli Stati membri di strumenti con la giusta flessibilità, perché le produzioni agroalimentari Ue partono da tipologie, velocità e condizioni diverse”. Anche il sistema di governance, “il new delivery model, non può essere un vestito di gesso che comporta maggiori oneri burocratici delle imprese, maggiore difficoltà alle autorità di gestione, maggiore complessità nelle verifiche sulla distribuzione dei fondi”. Questi “sono elementi centrali di cui discutere e l’Europa è in ritardo -ha ammesso il ministro-. La grande preoccupazione è che non si riesca a chiudere il quadro regolatorio durante la presidenza portoghese” anche se “noi stiamo facendo il possibile per accelerare in tutte le sedi quelle negoziazioni necessarie per giungere a una soluzione”.

            Patuanelli è tornato anche sulla “riunione zero” del tavolo di partenariato chiamato a redigere il Piano Strategico Nazionale, la principale novità della riforma della Pac, che si è tenuto ieri. “Quando si parla ad esempio di agroenergie o di sostenibilità, così come di ogni grande trasformazione che abbiamo davanti -ha evidenziato- dobbiamo ricordarci che il nostro ruolo è prima di tutto quello di supportare la produzione agricola”. Quindi “se da un lato vogliamo rafforzare la competitività delle imprese e, dall’altro, dobbiamo trovare gli strumenti perché quella competitività si accompagni con una transizione ambientale sostenibile da un punto di vista economico, gli strumenti che mettiamo a disposizione dei produttori devono essere di innovazione e non di conservazione” come quelli del piano Agricoltura 4.0.

            Sulla stessa linea il presidente nazionale di Cia, che ha ringraziato il ministro “per l’attenzione verso la nostra organizzazione e, soprattutto, verso l’agricoltura”.

L’obiettivo “che deve guidarci da qui ai prossimi anni, resta sempre la sostenibilità economica, sociale e ambientale -ha dichiarato Scanavino-. Io sono molto d’accordo con ciò che ha detto Patuanelli. L’agricoltura è pronta a rispondere alle nuove sfide e vuole essere al centro di questo processo di cambiamento, ma serve collaborazione e attenta analisi delle esigenze del settore. Non possono, cioè, essere individuati obiettivi e percorsi senza fornire agli agricoltori tutti gli strumenti necessari per continuare a produrre, contrastare i cambiamenti climatici così come nuovi parassiti e malattie, difendere l’ambiente e rispondere alle richieste dei consumatori. Per questo chiediamo che si tenga conto delle tempistiche dei processi produttivi e del progresso scientifico e tecnologico perché -ha concluso il presidente Cia- per dare un contributo alla transizione ecologica, dobbiamo poter continuare a vivere della nostra attività”.

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1 In Evidenza - 19 apr 2021

Def: Cia, agricoltura sia protagonista del rilancio economico

La presentazione del Documento economico finanziario si colloca nella fase cruciale di gestione e uscita dall’emergenza Covid. Affiancata al calendario per le riaperture, sposta l’asse dai ristori al rilancio dell’economia del Paese, di cui l’agricoltura deve essere protagonista. Così Cia-Agricoltori Italiani nell’intervento in audizione preliminare, sull'esame del Def 2021, in Commissioni riunite bilancio di Camera e Senato. 

Per Cia, è in questo senso che vanno anche interpretate le parole del presidente del Consiglio, Mario Draghi, circa la necessità di riaprire con le dovute cautele. Del resto, lo scostamento di bilancio di ulteriori 40 miliardi, guarda al riposizionamento dell’Italia in un’ottica di “debito buono” e, quindi, di sostegno alla imprese, perché si possa recuperare terreno sul fronte delle perdite e degli investimenti. 

In particolare, ha sottolineato Cia, l’agricoltura e l’agroalimentare hanno giocato un ruolo anticiclico rispetto agli altri settori dell’economia nazionale, tenendo più di tutti, pur di assicurare l’approvvigionamento alimentare, ma ciò non può farli considerare, ora, comparti secondari, in quanto restano altamente strategici nell’ambito dei consumi interni, come ad esempio per l’Horeca, e per l’export Made in Italy che dovrà recuperare quote a livello mondiale. 

L’appello di Cia è, dunque, quello di tutelare anche le medie e piccole imprese agricole, meno corazzate rispetto ai grandi player e in questo momento più a rischio per carenza di liquidità. Le risorse del Def, insieme ai fondi del PNRR e del Next Generation Eu, devono, quindi, agevolarne rapidamente la ripresa e il rilancio in chiave innovativa e sostenibile. Allo stesso tempo, il Made in Italy, soprattutto quello agroalimentare, ha concluso Cia, deve essere pronto a recuperare il suo ruolo da protagonista nello scenario mondiale e per questo va consentito agli imprenditori del comparto, di tornare su quel fronte in modo adeguato.  

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1 In Evidenza - 17 apr 2021

Covid: Anp-Cia, subito vaccini a domicilio per over 80. Gravi ritardi in aree rurali

A tutela urgente della salute degli anziani, è necessario attivare subito unità mobili per la somministrazione del vaccino a domicilio, così come occorre intervenire rapidamente con servizi che supportino, nelle prenotazioni, le persone sole. E’ questo l’appello che Anp, l’Associazione nazionale dei pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, rivolge ora al commissionario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo e a tutte le Regioni, estremamente preoccupata per il grave ritardo della campagna vaccinale sugli over 80.

Le criticità -sottolinea Anp-Cia- si stanno verificando soprattutto nelle aree rurali e montane, sia al Sud che al Centro Nord, e vanno a minare la sicurezza sanitaria di anziani già fragili che hanno difficoltà a muoversi o a utilizzare piattaforme online per la richiesta del vaccino. In queste aree, la campagna sta procedendo molto lentamente -fa sapere Anp-Cia- al punto che un numero assai rilevante di over 80 non ha ancora ricevuto la prima dose. Preoccupa e indigna, dunque, percepire da parte delle istituzioni regionali e locali, una scarsa attenzione al problema.

La scelta di dare precedenza nelle vaccinazioni alle persone più deboli e per fasce di età, risponde a un criterio che non è soltanto relativo alla protezione sanitaria dei soggetti interessati. Infatti, è anche un obiettivo che qualifica il carattere civile di una società. Regioni e amministrazioni sul territorio -precisa Anp-Cia- non possono, quindi, sottovalutare i ritardi evidenti, tanto più che spetta proprio a loro, il compito di organizzare e monitorare i sistemi di vaccinazione e le modalità di prenotazione nel rigoroso rispetto delle priorità indicate dalle autorità sanitarie.

Con il Paese intero in emergenza, Anp-Cia non può che accendere i riflettori sulle difficoltà  nelle comunità più isolate e con il rischio di rimanere fuori focus. Serve il massimo impegno per dare impulso alla campagna vaccinale, anche alla luce dell’annunciata maggiore disponibilità delle dosi e rispettando sempre e rigorosamente i criteri più volte ribaditi.

Dunque, da parte di Anp-Cia la richiesta alle istituzioni di superare i ritardi e correggere le disfunzioni, adottando per le persone anziane e con fragilità, il carattere di priorità. Si tratta di un passaggio chiave -conclude l’Associazione nazionale pensionati di Cia- anche della ripresa graduale e in sicurezza di tutte le attività ricettive e dei servizi, così importanti per la ripartenza economica e sociale del Paese.

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1 In Evidenza - 17 apr 2021

Riso: Cia, via libera a export in Cina è risultato storico per Made in Italy

 Il riso da risotto italiano alla conquista delle tavole dei cinesi. Dopo un lungo negoziato è finalmente arrivato l’ok delle Autorità competenti di Pechino all’import delle nostre varietà da risotto, vere eccellenze del Made in Italy agroalimentare. Grazie a questo accordo, il riso italiano potrà esser apprezzato anche da decine di milioni di consumatori del Paese del Dragone. L’Italia è, attualmente, il primo produttore dell’Unione europea, assicurando oltre il 50% della produzione di riso, che si distingue da quello coltivato nel resto del mondo grazie a varietà tipiche, valorizzate grazie a marchi Dop e Igp che riconoscono le specificità dei territori di origine. Con 228mila ettari coltivati (+4% nel 2020) e 4mila aziende che raccolgono 1 milione di tonnellate di riso lavorato, si contano più di 200 varietà: dal Carnaroli, il “re dei risi”, all’Arborio e al Vialone Nano, primo riso Igp, passando per il Roma e il Baldo. Attualmente il 60% del riso italiano è destinato all’export, soprattutto in Germania e in Inghilterra. 

L’intesa corona un lungo negoziato diplomatico e tecnico condotto insieme al mondo imprenditoriale del comparto. Le agenzie fitosanitarie cinesi hanno, infatti, effettuato controlli molto severi e pignoli prima di autorizzare l’import del nostro riso, mandando in questi anni diverse delegazioni nelle aziende italiane per  verificarne l’eccellenza dei metodi di produzione.

“Un via libera tanto atteso su un mercato di primaria rilevanza per l’agroalimentare italiano –dichiara Dino Scanavino, presidente di Cia-Agricoltori Italiani-. Si tratta di un successo che ha visto le istituzioni e la filiera risicola nazionale unite in difesa del riso italiano e alla conquista di nuove quote di mercato. Per l’Italia, primo produttore europeo, si apre ora un mercato importante, con milioni di cinesi pronti ad apprezzare il nostro risotto”.

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1 In Evidenza - 16 apr 2021

Covid: Cia, riaperture graduali e in sicurezza. Garantire estate di ripresa

Il cronoprogramma per la riapertura garantisca gradualità e, soprattutto sicurezza, perché ai cittadini e ai settori produttivi va assicurata una ripresa effettiva e senza il perdurare dei continui shock che stanno duramente colpendo economia e società. Così Cia-Agricoltori Italiani sulle varie ipotesi per un allentamento progressivo delle restrizioni sui cui il Governo dovrà pronunciarsi nelle prossime settimane.

Per Cia resta fondamentale che siano il dato sanitario e l’intensificarsi delle vaccinazioni a dettare la tabella di marcia. Allo stesso tempo, in attesa di indicazioni ufficiali, è evidente che per il settore agricolo e agroalimentare far ripartire ristoranti, bar e agriturismi, così come tutte le attività commerciali, sia ormai cruciale alla sussistenza.

Le aziende agricole, ricorda Cia, stanno facendo da mesi del loro meglio, ora anche sostenendo gli effetti del maltempo, per non mettere a repentaglio l’approvvigionamento alimentare, ma né le consegne a domicilio né l’e-commerce, che si stanno rivelando strategici da mesi, possono in alcun modo compensare la chiusura del canale dell’Horeca e, quindi, il blocco dei consumi fuori casa che rappresentano un terzo del totale con perdite superiori stimate oltre 40 miliardi di euro.

Il comparto agrituristico conta danni pari a 1,2 miliardi da inizio pandemia a oggi e, quindi, i prossimi mesi, saranno determinanti a decidere le sorti delle 24 mila strutture ricettive in campagna. L’avvicinarsi dell’estate non deve indurre a riaperture affrettate e scellerate, ma -aggiunge Cia- far ragionevolmente pianificare e programmare nuove misure che, se confermate le zone arancioni, agevolino l’attività di ristoranti e agriturismi, bar e hotel, privilegiando con l’arrivo del caldo gli spazi all’aperto, favorendo il ricorso alle prenotazioni con le riaperture anche nelle ore serali, il distanziamento e ancora l’uso della mascherina. 

Il richiamo alla stagione del turismo, insomma, deve rappresentare -secondo Cia- il punto di ripresa su cui investire con un piano organico che tuteli la salute del Paese nel breve, nel medio e nel lungo periodo.  

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