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1 In Evidenza - 06 feb 2026

Ue: sei giovani di Agia-Cia titolari dei Gruppi di Dialogo Civile


Sono sei i giovani di Agia-Cia scelti per i Gruppi di Dialogo Civile attivati dalla Commissione Ue per il prossimo biennio 2026-2028. L’Associazione dei giovani imprenditori agricoli di Cia si conferma così tra le più rappresentative in Europa, anche tramite l’impegno all’interno del Ceja – il Consiglio europeo dei giovani agricoltori – per dare supporto a Bruxelles e contribuire al dibattito sui principali dossier agricoli.

Selezionati dal Ceja, sono stati nominati membri titolari: Elisa Vallorani, 35 anni, Agia-Cia Marche, a capo di un’azienda agricola con agriturismo a Colli del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, produttrice di olio e frutta, nel CDG on Agricultural Markets (Horticulture); Guido Cusmai, 36 anni, Agia-Cia Puglia, titolare dell’azienda biologica di famiglia a Vico del Gargano, in provincia di Foggia, nel Parco Nazionale, produttore di olio EVO e agrumi, nel CDG on Agricultural Market (olives) e nel CDG on Environment and Climate Change; Claudio Colletta, 33 anni, Agia-Cia Marche, imprenditore florovivaistico a Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, nel CDG on Environment and climate change; Martina Codeluppi, 31 anni, Agia-Cia Emilia-Romagna, gestisce l’azienda agricola di famiglia a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, produttrice di piante da orto bio, nel CDG on Organic Farming; Luca Bianchi, 33 anni, Agia-Cia Marche, imprenditore biologico a Fabriano, coltiva cereali e miele valorizzando il territorio, nel CDG on Organic Farming; Riccardo Randello, 37 anni, Agia-Cia Sicilia, titolare di un’azienda bio a Licodia-Ubea, in provincia di Catania, produttore di leguminose, grani autoctoni e olio EVO, nel CDG on Quality and Promotion.

“L’Europa è il punto di riferimento dell’agricoltura di domani e il luogo dove il protagonismo dei giovani deve guidare le scelte del settore -dichiara il presidente nazionale di Agia-Cia, Enrico Calentini-. Avere nostri rappresentanti nei Gruppi di Dialogo Civile dimostra la proattività e la competenza dei nostri associati. In questo modo rafforziamo il nostro impegno a Bruxelles, continuando a confrontarci con le istituzioni su temi chiave come il ricambio generazionale, perché senza nuove leve l’agricoltura non può avere futuro”.

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1 In Evidenza - 06 feb 2026

Fruit Logistica: Cia, ortofrutta italiana in “transizione violenta”. Le priorità per il 2026


“Il settore ortofrutticolo italiano è entrato in una fase di transizione violenta. Tra crisi climatiche, tensioni geopolitiche e squilibri commerciali, le nostre imprese non possono più restare sole a gestire l’urto di un mercato globale sempre più sbilanciato, senza regole comuni, senza reciprocità negli scambi e senza tutele adeguate per il reddito”. È il monito lanciato dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, all’apertura di Fruit Logistica a Berlino.

Una transizione che, per Cia, va governata rimettendo al centro il ruolo degli agricoltori e riequilibrando i rapporti lungo la filiera, prima ancora di affrontare i singoli dossier commerciali. Perché l’ortofrutta non è una semplice voce statistica, ma il cuore pulsante del Made in Italy agricolo: con 18,9 miliardi di euro di valore, 150mila aziende coinvolte e oltre un milione di ettari coltivati, rappresenta il primo comparto nazionale e incide per un incredibile 28% sulla produzione agricola totale. “Dietro questi numeri -ha ricordato Fini- ci sono competenze, biodiversità e presidio dei territori. Un patrimonio che il sistema Paese e l’Europa hanno il dovere di proteggere”.
Proprio per rispondere all’attuale fase di forte instabilità e difendere il settore, il presidente di Cia ha illustrato in fiera priorità e richieste strategiche dell’organizzazione per il 2026:

RAFFORZAMENTO DELLA POSIZIONE DEGLI AGRICOLTORI – Il riequilibrio dei rapporti di filiera e la maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi sono nodi centrali per garantire un giusto reddito agli agricoltori. Occorre istituire un Osservatorio dei prezzi e dei costi europeo, per monitorare l’andamento dei costi agricoli e contrastare distorsioni e sperequazioni tra la remunerazione dei produttori e i prezzi allo scaffale.

SEMPLIFICAZIONE E AGGREGAZIONE – Resta fondamentale la creazione e il rafforzamento di Op e Aop, le fusioni tra Op, il sostegno a Op transnazionali e a progetti integrati, per aumentare la massa critica sul mercato. È quindi necessario sburocratizzare l’accesso agli aiuti comunitari e garantire che, nella futura Pac, il settore ortofrutticolo organizzato continui a ricevere un sostegno adeguato, evitando che le scelte di co-finanziamento nazionale generino distorsioni tra Stati membri o tra settori all’interno di ciascun Paese.

RECIPROCITA’ REALE NEGLI SCAMBI – Serve l’applicazione delle clausole a specchio in tutti gli accordi commerciali, a partire dal Mercosur, per impedire l’importazione di prodotti che non rispettano gli standard ambientali, fitosanitari e sociali europei.


Sul fronte commerciale, d’altronde, l’export ortofrutticolo italiano resta sotto pressione. Se l’accordo Ue-Usa ha evitato un’escalation tariffaria, i dazi al 15% in vigore da agosto 2025 continuano a rappresentare un freno significativo per l’ortofrutta nazionale. Allo stesso tempo, per Cia la crescente pressione competitiva del Nord Africa – con Paesi come Marocco ed Egitto che hanno raggiunto 4,5 miliardi di dollari di export ortofrutticolo – impone all’Italia un’accelerazione su innovazione, qualità certificata e organizzazione per mantenere la leadership nel Mediterraneo. D’altra parte, però, il rispetto degli stessi standard dell’Ue per i Paesi terzi non deve essere più un’opzione ma un obbligo, una condizione di equità per evitare che gli agricoltori italiani siano schiacciati da prodotti ottenuti con l’uso di sostanze vietate e costi del lavoro non regolamentati.  

“Non chiediamo protezionismo, ma regole uguali per tutti -ha concluso Fini-. In questo scenario, la fermezza diplomatica sui criteri di sicurezza e reciprocità deve andare di pari passo con dinamismo commerciale e innovazione. Solo così il nostro settore ortofrutticolo potrà continuare a generare valore nei territori e consolidare il proprio ruolo di traino dell’economia. Non può esserci alcuna transizione efficace se a pagarla sono sempre gli agricoltori”


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2 In Evidenza - 03 feb 2026

Al via la prima fase di CIA Talent: un percorso per valorizzare giovani professionalità e competenze

È ufficialmente partita la prima fase di CIA Talent, il progetto promosso da CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara con l’obiettivo di valorizzare i talenti e favorire l’ingresso di nuove professionalità all’interno dell’organizzazione.

La fase iniziale del percorso prevede un programma strutturato di formazione generale, inserimento organizzativo e orientamento, a cui seguirà una formazione specifica dedicata ai diversi ambiti di competenza. Un percorso pensato per accompagnare i partecipanti nella conoscenza del sistema CIA, del suo metodo di lavoro e dei valori che ne guidano l’azione.

CIA Talent nasce con l’obiettivo di rafforzare la struttura organizzativa attraverso nuove competenze, trasmettendo una solida cultura associativa e favorendo una crescita concreta, sia professionale che umana, dei partecipanti. L’iniziativa punta a costruire nel tempo un vero e proprio “vivaio di eccellenze”, capace di contribuire allo sviluppo e al rinnovamento dell’organizzazione.

Le selezioni proseguiranno nei prossimi mesi e rappresentano un importante periodo di conoscenza reciproca: da un lato CIA valuta competenze, motivazione e attitudine dei giovani coinvolti; dall’altro i partecipanti possono comprendere se il contesto associativo e organizzativo risponde alle proprie aspettative e prospettive professionali.


“L’avvio dei tirocini formativi di CIA Talent rappresenta un investimento strategico sul capitale umano dell’organizzazione”, dichiara il direttore Alfonso Ottaviano, “Rafforzare la struttura significa elevare la qualità delle professionalità al servizio di cittadini e imprese, ma anche potenziare l’azione politico-sindacale della CIA. È un passaggio fondamentale per affrontare con competenza, visione e autorevolezza le sfide future del settore”.

Dopo l’evento di lancio, la prima fase del progetto si è conclusa con esito positivo, registrando un buon livello di adesioni e un significativo coinvolgimento, a conferma dell’interesse verso il percorso proposto.

Al centro di CIA Talent c’è la formazione, intesa non solo come esperienza operativa, ma come preparazione strutturata e continua. Investire sui giovani significa rafforzare il futuro dell’organizzazione e del territorio, puntando su competenze, innovazione e ricambio generazionale.

Con CIA Talent, CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara conferma il proprio impegno nel costruire opportunità di crescita e nel valorizzare i talenti come leva strategica per il futuro.

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1 In Evidenza - 27 gen 2026

Giornata della Memoria: Cia, dall’orrore della Shoah all’agricoltura come strumento di pace


Oggi, in tutta Italia, si celebra la “Giornata della Memoria”, per imprimere nella memoria collettiva del Paese uno degli orrori più gravi e inauditi di cui l’uomo sia stato protagonista.
“Nessuno può dire: questo non mi tocca. La memoria è un dovere per tutti”, rifletteva lo scrittore Italo Calvino. È necessario, dunque, ricordare il passato per comprendere la storia e trarne insegnamento, sottolinea il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

“Questa giornata è un’occasione per riflettere sulla tragedia della Shoah e sul nostro angoscioso presente, perché non si ripetano gli orrori passati e si metta fine a tutti i conflitti e alle violenze nel mondo -osserva Fini-. Pensiamo soprattutto a Gaza, all’Iran, all’Ucraina, al Sudan, alla Repubblica Democratica del Congo e ad altre aree dimenticate, con l’auspicio che la politica e la diplomazia tornino a essere i soli mezzi per risolvere le controversie internazionali e costruire concreti percorsi di pace, a garanzia dei diritti umani e della democrazia”.

In questo processo, continua il presidente di Cia, “l’agricoltura ha un ruolo fondamentale: assicura la sicurezza alimentare nelle zone di crisi, sostiene le comunità rurali colpite dalla guerra e diventa strumento di riconciliazione attraverso lo sviluppo sostenibile dei territori”.

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1 In Evidenza - 21 gen 2026

Mercosur: Cia, ascoltati da Parlamento Ue. Invio a Corte di Giustizia sia utile

“Finalmente c’è un Parlamento europeo che dimostra di aver ascoltato le nostre preoccupazioni e richieste sul Mercosur. La nostra manifestazione di ieri a Strasburgo è stata determinante e andrà avanti, nelle forme più opportune, affinché la sospensione della ratifica rappresenti, adesso, un tempo utile per far rispettare le nostre condizioni in questo, come in tutti i futuri negoziati commerciali”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rispetto all’ok dell’Eurocamera sull’invio dell’accordo direttamente alla Corte di giustizia Ue.

“Sebbene non ad ampia maggioranza, il voto odierno rinvia tutto alla verifica di compatibilità con i trattati Ue e, soprattutto”, specifica Fini, “fornisce uno spazio di pressione importante perché si garantiscano vera reciprocità, controlli ferrei e clausole di salvaguardia automatiche. Siamo pronti al confronto su questi nodi per noi dirimenti a tutela degli agricoltori e dei cittadini europei, in termini di competitività produttiva e di standard sanitari e ambientali che devono essere i medesimi imposti ai produttori e agli allevatori europei”.

Sulla stessa linea anche Cia Abruzzo, che esprime soddisfazione per la decisione del Parlamento europeo. “L’invio dell’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia Ue rappresenta un passaggio fondamentale per dare finalmente risposte concrete alle preoccupazioni degli agricoltori dei territori”, sottolinea Nicola Sichetti, Presidente di Cia Abruzzo. “Per una regione come la nostra, caratterizzata da produzioni di qualità, Dop e Igp, è indispensabile che ogni accordo commerciale garantisca una reale reciprocità, con controlli stringenti e tutele efficaci contro la concorrenza sleale”.

“Gli agricoltori abruzzesi” prosegue Sichetti, “non possono competere con prodotti che non rispettano gli stessi standard sanitari, ambientali e sociali richiesti in Europa. La sospensione della ratifica deve diventare un’occasione concreta per rafforzare le clausole di salvaguardia e difendere redditi, lavoro e sicurezza alimentare. In questo percorso, Cia Abruzzo continuerà a sostenere con forza la linea portata avanti da Cia nazionale, a tutela dell’agricoltura e dei cittadini europei”.

Ora, sotto i riflettori di Cia, l’intera fase di implementazione. “Le nostre proteste con migliaia di agricoltori, e questo ultimo atto del Parlamento Ue”, conclude Fini, “sono un messaggio chiaro sulla direzione da prendere: accordi commerciali internazionali solo a parità di regole e condizioni, per assicurare cibo sano, sicuro e trasparente ai nostri cittadini”.

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2 In Evidenza - 21 gen 2026

Tutela degli agricoltori, interesse generale e servizi essenziali: la posizione di CIA sui Consorzi di Bonifica

CIA – Agricoltori Italiani ribadisce con forza che la propria priorità resta la tutela degli agricoltori, dei loro redditi e della continuità dei servizi essenziali, a partire dall’irrigazione e dalla bonifica.

In riferimento alle recenti sentenze del TAR Abruzzo – Sezione di Pescara, che riguardano il Consorzio di Bonifica Centro, la CIA chiarisce che si tratta di contenziosi di natura tecnica e amministrativa, normali in una fase complessa che interessa non solo questo Consorzio, ma l’intero sistema della bonifica.

“Le sentenze non mettono in discussione la funzione della bonifica, ma richiamano tutti a una gestione tecnica e amministrativa più chiara e ordinata”, ha sottolineato il direttore CIA, Alfonso Ottaviano, presente alla conferenza stampa, “È necessario evitare confusione tra gli agricoltori e lavorare con responsabilità.”

CIA ha espresso pieno riconoscimento al Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Bonifica Centro, composto da agricoltori ed espressione diretta del territorio, e al suo presidente Enisio Tocco, per il lavoro svolto in due anni particolarmente complessi, in una situazione ereditata da decenni di criticità strutturali e gestionali.

L’attuale CdA ha avviato un piano di risanamento e programmato investimenti indispensabili per garantire il futuro della bonifica e dell’irrigazione, un percorso che la CIA continuerà a sostenere insieme a tutte le associazioni di categoria, nell’interesse esclusivo del mondo agricolo.

La CIA ribadisce alcuni principi fondamentali:

  • Gli agricoltori devono avere servizi efficienti e continui.

  • Devono avere accesso all’acqua per produrre, perché senza acqua non esiste agricoltura di qualità né reddito.

  • Devono sostenere ruoli equi e sostenibili, compatibili con redditi agricoli già sotto pressione.

Allo stesso tempo, i Consorzi di Bonifica non servono solo gli agricoltori, ma svolgono un ruolo essenziale anche per:

  • La sicurezza idraulica dei territori.

  • La tutela dei cittadini.

  • Il supporto alle imprese e alle attività produttive.

“La tutela deve essere generale, non limitata a singole posizioni”, sottolinea Ottaviano, riferendosi a tutti i Consorzi di Bonifica, non solo a quello Centro.

L’organizzazione conferma il proprio impegno a mantenere un dialogo costante con la Regione Abruzzo e tutte le forze politiche, per accompagnare il piano di risanamento, garantire l’accesso alle risorse disponibili e sostenere investimenti strategici per il territorio.

Eventuali sentenze, procedimenti o percorsi giudiziari utili a fare chiarezza sulla gestione o su eventuali criticità dovranno essere affrontati senza timori: il Consorzio agirà sempre nel rispetto delle regole e dell’interesse pubblico.

“In queste settimane si è generata molta confusione tra gli agricoltori”, avverte il direttore provinciale, “indebolire i Consorzi significa indebolire i servizi, bloccare investimenti e compromettere l’ordinaria amministrazione.”

Dopo anni, i Consorzi sono tornati a essere gestiti dagli agricoltori. La CIA sceglie una linea di responsabilità, unità e tutela concreta, convinta che solo attraverso confronto istituzionale, collaborazione e visione di interesse generale si possa garantire acqua, sicurezza e futuro ai territori.

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News Cia Abruzzo

1 Eventi - 14 feb 2019

Svolta a Teramo la manifestazione “Agrichef Abruzzo”

Si è svolta a Teramo presso l’Istituto Alberghiero “Di Poppa”, la manifestazione Agrichef Abruzzo, dedicata alla valorizzazione della cucina del territorio. Nella prima parte della mattinata Turismo Verde Abruzzo, Associazione degli Agriturismi aderenti alla Cia Abruzzo, ha organizzato un convegno dedicato al rapporto tra cucina e salute con la partecipazione di un tecnologo alimentare di chiara fama, nonché Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Teramo, il prof. Dino Mastrocola. E’ intervenuto anche il prof. Gino Primavera, cuoco e gastronomo, autore di diversi libri sulla cucina naturale. Sono intervenuti per un saluto anche il Presidente regionale di Turismo Verde Aurelio Natale, il Presidente regionale della Cia, nonché vicepresidente nazionale, Mauro Di Zio, la Dirigente dell’Istituto Alberghiero Caterina Provvisiero ed il giornalista enogastronomico Nicolino Farina. Ha coordinato i lavori il Presidente della provincia Cia di Teramo-L’Aquila, Roberto Battaglia. Per conferire alla manifestazione abruzzese una peculiarità di natura scientifica, si è scelto di dedicare il convegno al tema della nutraceutica e cioè su come valorizzare il rapporto tra cucina tradizionale e gli aspetti salutistici senza rinunciare alla fantasia ed all’innovazione. Nella seconda parte della mattinata le 9 aziende agrituristiche partecipanti, in rappresentanza della tradizione gastronomica di tutta la regione, hanno preparato i piatti con il coinvolgimento degli studenti della scuola e di alcuni professori che hanno dato un significativo contributo alla buona riuscita dell’iniziativa. I piatti sono stati presentati dagli imprenditori ed imprenditrici intervenute e valutati dalla giuria presieduta dal Prof. Gino Primavera, composta da professori dell’Istituto Alberghiero, dalla Preside e dagli altri esperti sopra citati. Il risultato è stato esaltante, come ha dichiarato con entusiasmo il prof. Gino Primavera che ha definito come “molto alta la qualità dei piatti”. Il professore ha continuato dicendo che è rimasto “sorpreso dal notevole livello qualitativo tale da porre la proposta gastronomica degli agriturismi sicuramente nella elite ristretta della cucina di qualità”. La giuria ha rilevato anche una sostanziale parità di livello tra le varie ricette con menzioni particolari per ciascun piatto. Tuttavia, per un soffio è stata dichiarata vincitrice della manifestazione Agrichef Abruzzo la signora Carla di Crescenzo, titolare dell’agriturismo “La Brocca” a San Martino sulla Marrucina, in provincia di Chieti, che ha presentato una ricetta profondamente ancorata alla tradizione gastronomica contadina e cioè “Pizza e Fojie” (pizza di granoturco con peperone abbrustolito, erbe di campo e sarde). Tutte le aziende sono state ringraziate per la sentita partecipazione e premiate dal direttore nazionale di Turismo Verde, Tommaso Buffa.

Turismo Verde Abruzzo
Associazione degli agriturismi aderenti alla Cia Abruzzo

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1 Eventi - 05 feb 2019

Agrichef Festival d'Abruzzo - Mercoledì 13 Febbraio 2019

Appuntamento il 13 febbraio 2019 all'Istituto di Istruzione Superiore "Di Poppa-Rozzi" in via Felice Barnabei, 2 - 64100 TERAMO. con il #Festival di #TurismoVerde della Cia (Agricoltori Italiani) e con i cuochi degli #agriturismi della regione #Abruzzo! 

Una manifestazione per valorizzare tutte le risorse messe in campo dagli agriturismi del territorio, dalla produzione in loco alla ristorazione: è il Festival degli Agrichef, la rassegna organizzata da Turismo Verde di Cia-Agricoltori Italiani che si appresta ad approdare per la prima volta in Abruzzo, mercoledì 13 febbraio presso l'Istituto di Istruzione Superiore "Di Poppa-Rozzi" di Teramo. Secondo la definizione coniata proprio da Cia, che ne ha depositato il marchio, l'Agrichef è un cuoco di comprovata abilità ed esperienza che esercita il suo mestiere all'interno della cucina dell'agriturismo, impegnandosi a trasformare principalmente produzioni agricole aziendali, o di prossimità, nel rispetto della stagionalità e dei saperi contadini, e utilizzando nella realizzazione dei piatti ingredienti legati alla tutela della biodiversità. Gli Agrichef che abbiamo selezionato si affronteranno in un evento culinario che vuole anche essere un momento di confronto e di crescita professionale e che, non a caso, prevede il coinvolgimento delle scuole alberghiere. I cuochi professionisti verranno così affiancati nella preparazione dei piatti dagli alunni dell'Istituto di Istruzione Superiore "Di Poppa-Rozzi" di Teramo. Dieci le aziende agricole che, con i rispettivi cuochi di riferimento, prenderanno parte a questa edizione del Festival degli Agrichef. 

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2 Eventi - 30 gen 2019

”La filiera del Luppolo Italiano in Abruzzo, dalla coltivazione alla vendita sul mercato” – 31 Gennaio 2019 Scerni (CH)

Domani Giovedì 31 Gennaio, alle ore 9,00 presso l’Istituto Agrario “Ridolfi-Zimarino” di Scerni (CH), AGIA Chieti-Pescara, Associazione Giovani Imprenditori Agricoli, promossa da CIA, in collaborazione con CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara e Istituto Agrario C. Ridolfi-Zimarino di Scerni, si terrà un Convegno dal tema: ”La filiera del Luppolo Italiano in Abruzzo, dalla coltivazione alla vendita sul mercato”.

 

Durante la mattinata si approfondirà la tematica della coltivazione del Luppolo in Abruzzo, quali sono le zone maggiormente vocate per il suo sviluppo e le varietà che meglio si prestano ad essere impiantate sul nostro territorio; verranno toccate le tematiche della trasformazione in ambito brassicolo ed extra brassicolo e si avrà una testimonianza aziendale importante da parte di un imprenditore tra i primi in Italia a sviluppare questa erbacea e costruirci sopra un progetto aziendale ormai consolidato.

 

L’obiettivo di questa giornata di studio e confronto, è capire come approcciare questo nuovo prodotto e come il Luppolo, data la sua duttilità e le importanti proprietà nutraceutiche, potrebbe essere la base di futuri progetti di start-up agricole condotte da giovani imprenditori, che andrebbero ad occuparsi di coltivazione e trasformazione per la filiera della birra, della cosmesi e della farmaceutica.

 

Programma dei lavori:

Saluti – Preside ITAS Scerni Gaetano Luigi Fuiano; Sindaco di Scerni Alfonso Ottaviano; Presidente CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara Nicola Antonio Sichetti;

Introduce Enrico Calentini, Presidente AGIA Chieti-Pescara.

Interverranno Katya Carbone, coordinatrice nazionale del progetto Luppolo.It promosso dal CREA, Tommaso Ganino, Professore e ricercatore dell’Università di Parma, Marco Faieta, ricercatore dell’Università di Teramo, Eugenio Pellicciari, socio fondatore di Italian Hops Company di Modena e Pino Cornacchia,  Capo Dipartimento Sviluppo Agroalimentare e Territorio di CIA – Agricoltori Italiani;

Conclude Stefano Francia, Presidente Nazionale AGIA;

Modera Francesca Valente, Presidente AGIA Abruzzo.

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1 In Evidenza - 04 gen 2019

Filiera grano-pasta.

Soddisfazione di Cia, Aci, Aidepi, Confagricoltura, Assosementi, Copagri, Italmopa e Compag per impegno assunto dal Ministro Centinaio.


Con un comunicato congiunto Aidepi, Alleanza delle cooperative agroalimentari, Assosementi, Cia-agricoltori italiani, Compag, Confagricoltura, Copagri e Italmopa, al termine della riunione della filiera grano pasta svoltasi presso il ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo alla presenza del Ministro Gian Marco Centinaio e del Sottosegretario Alessandra Pesce, prendono atto con soddisfazione dell'impegno del Ministro a convocare dall'inizio del nuovo anno dei tavoli tecnici che analizzino ed esaminino nel dettaglio le principali questioni e problematiche riguardanti la filiera del grano e della pasta. Nel comunicato si afferma inoltre che "altrettanto importante è l'aver avviato un dialogo concreto con tutti gli altri rappresentanti della filiera e l'aver individuato una serie di azioni strategiche, tra cui la promozione della pasta all'estero come obiettivo operativo fondamentale per il 2019, che auspichiamo possano concretizzarsi nel breve periodo e contribuire al rilancio di un settore strategico del made in Italy. Quello di cui il comparto ha estremo bisogno è una seria strategia di sistema che punti sulla programmazione per dare maggiore sostenibilità' economica a ogni anello della filiera, in una logica di lungo termine, e che porti a una migliore qualificazione della produzione nazionale. Servono investimenti nella ricerca, che deve dare risposte concrete agli attori della filiera. In occasione della riunione è stato consegnato al Ministro un documento contenente una serie di proposte della filiera, consultabile cliccando su DMXLAB ha rilevato un possibile tentativo di frode proveniente da "agrapress.us18.list-manage.com" https://bit.ly/2EIyN1u". Nel corso degli ultimi anni", prosegue il comunicato, “i prezzi di mercato, ben al di sotto dei costi di produzione, hanno messo a dura prova i produttori di grano duro italiano. Le criticità e le debolezze strutturali condizionano le scelte imprenditoriali agricole e non aiutano la filiera ad avere un prodotto di qualità costante nel tempo". Le organizzazioni sottolineano che "la pasta italiana rappresenta l'eccellenza del made in Italy e ha bisogno di una filiera organizzata e tracciata per poter competere al meglio nei mercati nazionali e internazionali”. Infine si esprime soddisfazione “per l'annunciato rinnovo dei contratti di filiera della campagna 2019, che era stato caldeggiato con una lettera a firma congiunta di tutte le organizzazioni della filiera, per il quale sono stati individuati 20 milioni di euro complessivi per il biennio 2020/2021, che saranno erogati, insieme a eventuali residui della campagna precedente, a valere sulla campagna 2019 per i contratti di filiera". In rappresentanza della Cia-Agricoltori Italiani ha preso parte all’incontro il Vice Presidente nazionale, nonché Presidente regionale Abruzzo, Mauro Di Zio. 


 

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1 In Evidenza - 18 dic 2018

Buone Feste!

Auguriamo a tutti i nostri associati e a tutti coloro che ci seguono, buon Natale e felice anno nuovo.

CIA Agricoltori Italiani Abruzzo

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1 In Evidenza - 29 nov 2018

Assemblea nazionale della Cia del 29 novembre: la relazione di apertura del Vice Presidente Mauro Di Zio

Il Vice Presidente Nazionale della Cia, Mauro Di Zio, ha dato inizio con la propria relazione ai lavori dell’Assemblea tenutasi a Roma il 29 novembre scorso. Dopo aver rivolto il saluto e il benvenuto agli oltre 2000 delegati arrivati da ogni parte d'Italia in rappresentanza dell’intero sistema confederale, è entrato subito nel vivo di tutte le questioni affrontate dal documento assembleare, sui quali da anni la CIA tiene alta l'attenzione: “Prima la ‘Carta di Matera’ e poi il ‘Territorio come Destino’ presentato a EXPO – ha detto Di Zio – hanno visto la Cia impegnata nel forte coinvolgimento degli Enti Locali, i quali hanno risposto con la condivisione attraverso migliaia di Consigli e di Giunte Comunali. Ciò é avvenuto anche per il documento che caratterizza la discussione di questa Assemblea, alla quale sono presenti tanti Sindaci e Amministratori locali di tutte le regioni Italiane, che accogliamo con un caloroso benvenuto e con un ringraziamento sentito e sincero. La loro partecipazione è un’ulteriore testimonianza dell’attenzione che essi hanno verso la drammatica attualità dei temi che trattiamo.” Il Vice Presidente nazionale ha quindi proseguito l’intervento rimarcando alcune di tali drammaticità, ad iniziare dalle sempre più frequenti problematiche legate al clima, la cui gravità viene tragicamente amplificata dall’abusivismo e dall’incuria che devastano il territorio. “Il monologo dell’attore ci riporta a tempi solo apparentemente lontani – ha sottolineato – rispetto ai quali, però, la possibilità di programmare il raccolto in base alle stagioni è sempre più un miraggio. Sbalzi di temperatura anche di 15 gradi nell'arco di poche ore sono tutt'altro che infrequenti, così come l'alternanza di lunghi periodi di caldo torrido e siccità con precipitazioni di eccezionale violenza ed intensità”. Circa il concetto di eccezionalità Di Zio ha tenuto a mettere in dubbio che sia il più appropriato, stante il fatto che oggi gli eventi che si rivelano catastrofici sono ormai quotidiani, come dimostrano anche quelli che hanno funestato tante Regioni italiane anche nelle ultime settimane. Straordinaria poteva essere considerata l’alluvione di Firenze di cinquantadue anni fa, che infatti ricordiamo perfettamente pur essendo trascorsi 52 anni, mentre il susseguirsi frenetico degli eventi attuali rende difficoltoso persino tenerli a mente e riuscire a portarne il macabro conto di vittime e danni. “A tal proposito – è stato il puntuale affondo di Di Zio – è doveroso segnalare cose che dovrebbero essere abbondantemente acquisite. Ad esempio è fondamentale che canali di scolo, fossi, alvei fluviali siano tenuti in condizioni idonee ad assicurare un deflusso delle acque tale da non mettere mai a rischio né l'incolumità delle persone né le colture. Garantire l'accumulo, quando c'è acqua in abbondanza, così da consentirne la sufficiente e regolare erogazione (a costi sostenibili), è un’imprescindibile necessità per un sistema agricolo di qualità, come quello italiano, che conta 5047 specialità alimentari di cui una gran parte a marchio di origine. Compiti gravosi che fanno capo al sistema delle bonifiche, una realtà che anziché essere strumento di autogoverno degli agricoltori rischia di diventare sempre più un mezzo di pura gestione di potere, poco o per nulla trasparente, nelle mani di una sola parte del mondo agricolo. In conseguenza di tutto ciò, a vivere difficoltà estreme sono soprattutto tutte le aree interne della nostra penisola. Lo spopolamento in atto equivale a una perdita di identità culturale e di coesione sociale, e l’abbandono determina un progressivo deterioramento della qualità del paesaggio. Infatti la mancanza di attività umane provoca perdita di stabilità dei pendii che lascia spazio al dissesto idrogeologico”. A questo punto il Vice Presidente nazionale ha posto l’accento su uno dei problemi più gravi e sentiti. “La mancata manutenzione del territorio – ha detto – favorisce sia gli incendi che il proliferare incontrollato della fauna selvatica, soprattutto dei cinghiali. A tal proposito diciamo che non è più rinviabile una revisione della normativa nazionale che introduca finalmente il concetto di gestione della fauna, al fine di contenerne la diffusione entro limiti sostenibili e compatibili con diritti fondamentali quali la sicurezza delle persone e l’esercizio della libera attività imprenditoriale. Non ci possono più essere argomenti tabù: animalisti, ambientalisti, agricoltori, cacciatori: portatori, tutti, di legittimi interessi. Sia chiaro, però, che è assolutamente necessario ristabilire l’ordine delle priorità, ed è compito della politica farsi carico e operare le scelte, favorendo il confronto soprattutto quando, come in questo caso, le decisioni da prendere sono difficili. Chiediamo, con ferma e risoluta pacatezza, la soluzione in tempi rapidi anche della questione “de minimis”, attraverso una notifica alla Comunità Europea che faccia finalmente comprendere l’assurdità di considerare un attentato alla libera concorrenza e un aiuto di Stato il ristorno di danni subiti da fauna che è patrimonio indisponibile dello Stato stesso”. Continuando sul tema, Di Zio ha introdotto anche la questione riguardante il lupo, la cui popolazione è fortemente consolidata e la cui presenza è ormai ubiquitaria, come viene ampiamente dimostrato dal fatto che branchi di piccole e medie dimensioni popolano tutta la penisola, comprese le periferie di città e paesi, e che sentire ululare di notte è ormai cosa frequentissima. Le stragi notturne di cani di proprietà e gli attacchi alle greggi, anche diurni, sono ormai innumerevoli. “Anche in questo caso – ha proseguito Di Zio – le priorità vanno ristabilite. Individuare e considerare pericolosi, anche per la stessa sopravvivenza del lupo, i soggetti ibridi, può forse rappresentare un buon punto di partenza”. Dall’argomento fauna l’intervento si è rivolto a quello delle aree interne, che vivono una drammatica carenza di infrastrutture. “Lo stato delle strade – ha precisato – evidenzia la mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria tali da rappresentare precarietà e pericolosità allarmanti. La ormai cronica indisponibilità di fondi fa sentire i suoi devastanti effetti, ai quali si aggiungono quelli di una tentata riforma che aveva lo scopo di riorganizzare compiti e funzioni di Stato ed enti locali, ma che dopo la mancata ratifica referendaria è rimasta in mezzo al guado. La competenza fondamentale su funzioni come viabilità e scuole di II grado è affidata ad un ente ormai destrutturato e insufficientemente finanziato. Riorganizzare, intorno al fondamentale principio di sussidiarietà, è cosa necessaria e non rinviabile così come quella di garantire servizi fondamentali”. A questo punto un’altra nota dolente che Di Zio non ha mancato di sottoporre all’attenzione dell’Assemblea: “Dopo più di 2 anni dal sisma che ha colpito il Centro Italia sono diverse decine di migliaia i cittadini che ancora vivono nelle cosiddette "casette" o con autonoma sistemazione. La complessità normativa, la farraginosità delle procedure, la scarsità di personale tecnico rendono oltremodo difficile e lenta la ricostruzione di fabbricati ad uso civile e produttivo e non solo. Il codice unico di intervento per le grandi calamità avrebbe grande rilevanza in un Paese ad alto rischio sismico e idrogeologico come il nostro. Oltre il 60% del territorio è costituito dalle aree interne e su di esso vive quasi un quarto della popolazione. Ancor più dopo gli eventi sismici salute, istruzione, infrastrutture per la mobilità collettiva, ma anche infrastrutture immateriali come la banda larga devono essere garantiti per arrestare quel processo di marginalizzazione in atto ormai da troppi anni. La ricchezza di risorse idriche, beni forestali, paesaggio, beni archeologici, centri museali, edifici di rilevanza storica ed architettonica possono concorrere, con lo stretto coinvolgimento degli agricoltori, a mantenere e sviluppare sistemi agricoli in grado di invertire il processo di spopolamento”. L’intervento, molto apprezzato e incisivo, si è concluso con una chiara indicazione di rotta: “Un Paese con quasi 8000 Km di coste, 8000 comuni, di cui ben 4261 (il 53%) situati nelle aree interne, non ha prospettive se non punta ad una forte coesione, se non incide sul forte potenziale di sviluppo, se non coniuga innovazione e tradizione, se non individua una convinta, partecipata e condivisa strategia che coinvolga tutti, da nord a sud, dalle aree costiere a quelle più periferiche. Su questi temi la Cia Agricoltori Italiani ha dato, da e darà sempre il suo convinto sostegno”.

 

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