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In Evidenza - 17 mag 2019

Riforma della Legge 157/92 sulla fauna selvatica

La Cia d’Abruzzo ha incontrato l’Assessore regionale Imprudente per illustrare la proposta di riforma della Legge 157/92 sulla fauna selvatica. Anche i Sindaci e i Parlamentari eletti in Abruzzo saranno invitati a sostenere la proposta.

Nella giornata di ieri, la Giunta regionale abruzzese della Cia Agricoltori Italiani, guidata dal Presidente Mauro Di Zio, ha incontrato il vice Presidente della Giunta della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, per illustragli la proposta di riforma della Legge 157/92 sulla fauna selvatica, che la Confederazione ha presentato ieri ai Gruppi Parlamentari di Camera e Senato, oltre che al Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, On. Filippo Gallinella. Una proposta di riforma radicale tramite cui affrontare concretamente un problema ormai fuori controllo, tra danni milionari ad agricoltura e ambiente, rischio malattie, incidenti stradali sempre più frequenti e minacce alla sicurezza dei cittadini anche nelle aree urbane. La proposta si articola su sette punti chiave e si propone di aggiornare una legislazione obsoleta e del tutto carente sia sul piano economico che su quello ambientale. I sette punti affrontano, nell’ordine, la necessità di: 1) sostituire il concetto di “protezione” con quello di “gestione”, stante il fatto che, se nel 1992 poteva essere prioritario l’obiettivo di conservare la fauna a rischio estinzione, oggi siamo in presenza di specie in sovrannumero o addirittura infestanti come nel caso dei cinghiali; 2) ricostituire il Comitato tecnico faunistico venatorio, partecipato dal Mipaaf e dal Ministero dell’Ambiente, dalle Regioni, dalle organizzazioni interessate e da istituzioni scientifiche come l’Ispra, riconducendone le competenze presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri; 3) Distinguere le attività di gestione della fauna selvatica da quelle dell’attività venatoria garantendo l’effettiva partecipazione del mondo agricolo a tutela delle proprie attività e passando attraverso il ridisegno e la ridefinizione dei compiti degli Ambiti territoriali di gestione faunistica e venatoria (al posto degli Ambiti territoriali di caccia); 4) non delegare più solo all’attività venatoria il controllo della fauna selvatica, rafforzando la possibilità di istituire personale ausiliario adeguatamente preparato e munito di licenza di caccia e mettendo in campo anche strumenti di emergenza e di pronto intervento; 5) rafforzare l’autotutela degli agricoltori autorizzandoli ad agire sui propri terreni per mettere in atto, con metodi ecologici, interventi preventivi o anche mediante abbattimento qualora in possesso di abilitazione all’esercizio venatorio; 6) risarcire totalmente il danno subìto, superando la logica del “de minimis” ed assicurando procedure di accertamento e tempi omogenei sul territorio con la gestione affidata alle Regioni, visto che ad oggi i danni diretti al settore agricolo accertati corrispondono a 50/60 milioni di euro l'anno a livello nazionale e circa 2,5 milioni a livello regionale; 7) tracciare la filiera venatoria, ai fini della sicurezza e della salute pubblica, partendo dalla presenza di centri di raccolta, sosta e lavorazione della selvaggina, idonei e autorizzati, in tutte gli areali di caccia.

La Cia Agricoltori Italiani si sta mobilitando fortemente su questo tema in tutto il territorio nazionale. La Cia d’Abruzzo, oltre all’incontro odierno con il vice Presidente della Giunta della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, al quale è stata illustrata la proposta di riforma chiedendogli di sostenerla anche nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, invierà la proposta anche a tutti i Parlamentari eletti in Abruzzo, a tutti i Sindaci e a tutte le Associazioni, con lo scopo di sollecitare le Istituzioni e tutti gli attori sociali coinvolti nella gestione faunistica ad agire tempestivamente, utilizzando il nostro progetto di riforma come base di discussione per arrivare a una nuova normativa sul tema più moderna ed efficace. L’impegno della Cia d’Abruzzo vuole favorire su questo tema un confronto e un dialogo troppo spesso caratterizzati da aspetti emotivi e da impostazioni filosofiche preconcette.

 

Cia Agricoltori Italiani

Abruzzo



 



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In Evidenza - 15 mag 2019

Fauna selvatica: contro emergenza, CIA lancia riforma radicale della legge.

Documento su tavolo di Camera e Senato. In Italia +111% cinghiali con danni all’agricoltura per 60 mln l’anno

Una riforma radicale della legge sulla fauna selvatica per affrontare concretamente un problema ormai fuori controllo, tra danni milionari ad agricoltura e ambiente, rischio malattie, incidenti stradali sempre più frequenti e minacce alla sicurezza dei cittadini anche nelle aree urbane. L’ha chiesta oggi Cia-Agricoltori Italiani, presentando a Camera e Senato una proposta di modifica della legge 157/92 che regola la materia.

Sette punti chiave per invertire la rotta sulla questione degli animali selvatici (ungulati, storni, nutrie), diventata insostenibile in tutto il territorio nazionale, aggiornando una legislazione obsoleta e totalmente carente sia sul piano economico che su quello ambientale.

1. Sostituire il concetto di “protezione” con quello di “gestione” - Secondo Cia, la finalità di fondo, indicata già nel titolo della legge, deve essere modificata passando dal principio di protezione a quello di gestione della fauna selvatica. Se la legge del 1992 si focalizzava sulla conservazione della fauna, in quegli anni a rischio di estinzione per molte specie caratteristiche dei nostri territori, oggi la situazione si è ribaltata, con alcune specie in sovrannumero o addirittura infestanti. L’esempio più lampante riguarda i cinghiali, responsabili dell’80% dei danni all’agricoltura: si è passati da una popolazione di 50 mila capi in Italia nel 1980, ai 900 mila nel 2010 fino ad arrivare a quasi 2 milioni nel 2019. E’ del tutto evidente, quindi, che bisogna tornare a carichi sostenibili delle specie animali, in equilibrio tra loro e compatibili con le caratteristiche ambientali, ma anche produttive e turistiche, dei diversi territori.

2. Ricostituire il Comitato tecnico faunistico venatorio, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - L’attuale legge divide le competenze in diversi ministeri; occorre riportare alcune competenze di fondo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e, di fatto, ricostituire il Comitato tecnico faunistico e venatorio, partecipato dal Mipaaft e dal Ministero dell’Ambiente, dalle Regioni, dalle organizzazioni interessate e da istituzioni scientifiche come l’Ispra.

3. Distinguere le attività di gestione della fauna selvatica da quelle dell’attività venatoria - E’ necessario intervenire nella governance dei territori, garantendo l’effettiva partecipazione del mondo agricolo a tutela delle proprie attività. Le procedure di programmazione faunistica e delle attività venatorie devono essere semplificate e armonizzate con le Direttive europee e, allo stesso tempo, vanno ridisegnati e ridefiniti i compiti degli Ambiti territoriali di gestione faunistica e venatoria (al posto degli Ambiti territoriali di caccia).

4. Le attività di controllo della fauna selvatica non possono essere delegate all’attività venatoria - Per Cia, piuttosto, deve essere prevista o rafforzata la possibilità di istituire personale ausiliario, adeguatamente preparato e munito di licenza di caccia, per essere impiegato dalle autorità competenti in convenzione, mettendo in campo anche strumenti di emergenza e di pronto intervento.

5. Deve essere rafforzata l’autotutela degli agricoltori - Sui propri terreni, i produttori devono poter essere autorizzati ad agire in autotutela, con metodi ecologici, interventi preventivi o anche mediante abbattimento.

6. Risarcimento totale del danno - La crescita dell’incidenza dei danni da fauna selvatica è esponenziale. Ad oggi, i danni diretti al settore agricolo accertati dalle Regioni corrispondono a 50-60 milioni di euro l'anno. Secondo Cia, gli agricoltori hanno diritto al risarcimento integrale della perdita subita a causa di animali di proprietà dello Stato, comprensivo dei danni diretti e indiretti alle attività imprenditoriali. Bisogna superare la logica del “de minimis”; mentre criteri, procedure e tempi devono essere omogeni sul territorio, con la gestione affidata alle Regioni.

7. Tracciabilità della filiera venatoria - Ai fini della sicurezza e della salute pubblica, occorre assicurare un efficace controllo e un’adeguata tracciabilità della filiera venatoria, partendo dalla presenza di centri di raccolta, sosta e lavorazione della selvaggina, idonei e autorizzati, in tutte gli areali di caccia.

“Cia-Agricoltori Italiani lancia la sua proposta di riforma della legge 157/92 e si rende protagonista, negli stessi giorni, di una mobilitazione generale in tutte le regioni sul tema della fauna selvatica -spiega il presidente nazionale Dino Scanavino-. La presenza eccessiva, soprattutto di ungulati, sta rendendo impossibile in molte aree l’attività agricola con crescenti fenomeni di abbandono ed effetti negativi sulla tenuta idrogeologica dei territori. Per questo sollecitiamo le istituzioni ad agire tempestivamente, utilizzando il nostro progetto di riforma come base di discussione, per arrivare a una nuova normativa sul tema più moderna ed efficace”.



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In Evidenza - 14 mag 2019

CIA presenta la sua riforma di legge sulla fauna selvatica.

La questione fauna selvatica è diventata insostenibile su tutto il territorio nazionale. La crescita dell’incidenza dei danni, prima di tutto al settore agricolo, è esponenziale. Ogni valutazione o stima viene immediatamente superata nei fatti e la legislazione vigente risulta totalmente inadeguata ad affrontare i problemi odierni.

Per questo motivo, Cia-Agricoltori Italiani intende proporre una radicale riforma della legge 157/92 che regola la materia in Italia, considerata ormai obsoleta e carente a governare il fenomeno degli animali selvatici, così come a contenere i danni. Una proposta, con sette punti qualificanti, che verrà presentata il 15 maggio a Camera e Senato.

Contemporaneamente, Cia si rende protagonista di una mobilitazione generale in tutte le Regioni, oltre che nei confronti del Governo centrale, per modificare profondamente queste politiche.

Sul piano economico, la presenza eccessiva - soprattutto di ungulati - rende impossibile l’attività agricola in molte aree rurali, con crescenti fenomeni di abbandono e conseguenze negative sulla tenuta idrogeologica dei territori. Dal punto di vista ambientale, crescono le alterazioni eco-sistemiche e i disequilibri tra specie, con l’incremento del rischio di estinzione di animali caratteristici dei nostri territori. Infine, sul piano sociale e della salute, si diffondono malattie causate da selvatici, crescono gli episodi di incidenti stradali con numerose vittime e di aggressioni dirette anche all’uomo.

Ecco perché non si può più aspettare, c’è bisogno di norme nuove e più efficaci. Cia-Agricoltori Italiani si fa promotrice di un’organica proposta di emendamenti alla legge quadro del 1992, come base di discussione per favorire un confronto tra tutte le parti interessate, con le amministrazioni e le forze politiche. Un confronto che si ritiene debba essere aperto, ma anche tempestivo e proficuo.



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In Evidenza - 03 mag 2019

Ristrutturazione e riconversione vigneti - Scadenza 31 Maggio 2019

IL CAA-CIA (CENTRO ASSISTENZA AGRICOLA) INFORMA CHE:

RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONE VIGNETI

AI SENSI DEL REG. (CE) n. 1308/13

BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI CAMPAGNA 2019/2020

 

Beneficiari:

  1. Tutti gli imprenditori agricoli, persone fisiche o giuridiche, singole o associate, titolari di aziende ubicate nel territorio della Regione Abruzzo e iscritti alla Camera di Commercio.

Sono ammesse al finanziamento le seguenti misure:

  1. Riconversione varietale; Sovrainnesto; Ristrutturazione;
  2. La superficie minima per la richiesta del contributo è di Ha 0,50 derogabile fino ad Ha 0,30 per chi possiede almeno 1ha si superficie vitata.

Condizioni di ammissibilità:

  1. Essere in possesso di un diritto/autorizzazione di reimpianto proveniente dalla estirpazione di un proprio vigneto;
  2. Avere avviato la procedura di acquisizione dell’autorizzazione di reimpianto ovvero condurre un vigneto regolarmente presente sulla scheda delle superfici vitate ed oggetto di estirpazione;
  3. Avere avviato la procedura di acquisizione del diritto/autorizzazione di reimpianto anticipato;
  4. Di essere conduttore di un vigneto regolarmente presente sulla scheda delle superfici vitate ed oggetto di sovrainnesto.

 

Entità dell’aiuto:

  1. E’ prevista la concessione di contributi in conto capitale per la misura massima del 50% degli investimenti. Sono ammessi gli impianti a GDC, CORTINA SEMPLICE, SPALLIERA, TENDONE, con un contributo massimo di € 13.500,00.

Negli importi massimi sono compresi anche l’espianto ed il mancato reddito concessi solo se il vigneto oggetto di contributo sia ancora da estirpare alla data di presentazione della domanda.

                                                                                                                                            

Documenti richiesti:

  1. Schedario Viticolo aggiornato;
  2. Fascicolo aziendale aggiornato contenente le superficie oggetto di domanda;
  3. Eventuali diritti/autorizzazioni di reimpianto derivanti da precedenti estirpazioni aziendali o acquistati da altra azienda (COPIA DEI NULLA OSTA),
  4. Attestato IAP (per chi ne è in possesso);
  5. Certificato agricoltura biologica o integrata (per chi ne è in possesso);
  6. Titoli di proprietà (contratto d'affitto, comodato ecc.) qualora l'intestatario non coincida con quello riportato sulle visure con il consenso sottoscritto dal proprietario del terreno;
  7. Copia fronte - retro di un documento di riconoscimento;
  8. Ultime due dichiarazioni di raccolta uve;
  9. Coordinate bancarie da richiedere presso la propria banca:

 

 

Puoi recarti presso l'ufficio CIA più vicino per informazioni e per la richiesta del finanziamento

la presentazione delle domande scade il 31 maggio 2019

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In Evidenza - 03 mag 2019

Corsi di Formazione «Agricoltura Biologica»

La Confederazione Italiana Agricoltori d’Abruzzo, attraverso il proprio Ente di Formazione CIPAT Abruzzo, apre l’iscrizione ai Corsi di Formazione nell’ambito dell’Avviso Pubblico Misura 11 «Agricoltura Biologica (Art. 29)» per la Conversione in pratiche e metodi di agricoltura biologica (Misura 11.1).

Di seguito pubblichiamo, in allegato - formato PDF -, la Domanda di Iscrizione ai Corsi da restituire agli uffici Cia entro l' 8 Maggio 2019.

Inoltre si ricorda che "IL CORSO È DA FREQUENTARE OBBLIGATORIAMENTE SE NON SI È IN POSSESSO DI LAUREA O DIPLOMA IN AGRARIA.
SCADENZA ULTIMA È IL15 MAGGIO 2019 PER LE AZIENDE CHE HANNO ADERITO DALL'ANNUALITÀ 2016 al Piano Sviluppo Rurale ABRUZZO per la MISURA 11.1

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In Evidenza - 08 apr 2019

Con AèV gli agricoltori possono candidarsi a diventare Agri-formatori.

Agricoltura è Vita è l’associazione non profit di CIA-Agricoltori italiani che opera dal 1962 (come Cipat) per la formazione tecnica, ricerca e divulgazione della conoscenza a beneficio degli imprenditori agricoli, dei lavoratori, degli operatori tecnici, dei funzionari e dei manager delle organizzazioni agricole in Italia. Da Maggio 2018, Agricoltura è Vita è membro italiano dell’Alleanza globale Agricord. AèV opera per la piena realizzazione dell’Agenda 2030 per gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite. A tutti gli effetti si tratta di un’Agriagenzia che eserciterà il suo ruolo di partner dello sviluppo agricolo in aree strategiche, quale animatore di iniziative in connessione con le organizzazioni agricole locali, in stretta sinergia con le Istituzioni italiane ed europee, sulla base delle urgenti necessità di intervento del nostro Paese e dell’Unione Europea. Le priorità geografiche di intervento si legano strettamente alle relazioni geografiche, sociali, economiche del nostro Paese. I Paesi di riferimento per l’avvio delle attività saranno: Albania, Tunisia e Marocco. In Tunisia ed in Albania l’Agriagenzia potrà beneficiare della disponibilità di sedi locali del sistema confederale CIA. I Partner per la definizione e realizzazione dei servizi sono le Organizzazioni Agricole locali (incluse cooperative ed altre forme di associazione), a livello nazionale e territoriale, che rispondano ai requisiti di rappresentatività, partecipazione dei membri al processo decisionale, responsabilità e trasparenza, inclusività. I beneficiari dei nostri servizi sono gli agricoltori membri delle O.A. e i manager e le figure tecniche delle O.A. che in questo modo creano e rafforzano i servizi forniti ai propri associati. Ai suddetti beneficiari verranno assicurati (in loco, a distanza con piattaforma e-learning e in Italia) servizi di formazione, di consulenza, di assistenza, di innovazione e di digitalizzazione. Per l’erogazione di tali servizi sarà utilizzate le seguenti metodologie: approccio “farmer to farmer” per la formazione e la divulgazione delle conoscenze e delle tecniche; approccio guidato dalla domanda, nel senso che le attività sono proposte dalle organizzazioni agricole locali in base a bisogni e necessità specifiche; approccio “da organizzazione ad organizzazione”, cioè le organizzazioni agricole locali sono partner delle iniziative di sviluppo degli associati promosse da AèV. L’approccio “Farmer to Farmer” è il cuore dell’identità di AèV, e per svilupparlo al meglio si intende creare la rete degli agricoltori formatori, cioè l’Agripool degli Agri-formatori, con l’obiettivo di formare associazioni ed imprenditori attraverso l’esperienza diretta e la divulgazione della cultura d’impresa italiana. Gli agri-formatori sono imprenditori agricoli disponibili a: partecipare a corsi di formazione e consulenze in qualità di esperti nei Paesi di destinazione e a distanza (e-learning); ospitare i partecipanti dei viaggi studio e dei tirocini presso le proprie aziende agricole in Italia; creare gemellaggi con giovani agricoltori e agricoltrici locali.

Per proporre la propria candidatura, utilizzare il seguente link
https://www.aev.agriagenzia.it/agripool/
Contatti: Sito Web: www.aev.agriagenzia.it

Facebook: Agricoltura è Vita Agriagenzia:
https://www.facebook.com/aevagriagency

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In Evidenza - 03 apr 2019

Cia-Agricoltori Italiani, in collaborazione con Agenzia Ice, in occasione del Vinitaly 2019, organizza Tour Incoming

Tour Incoming per operatori commerciali esteri alla scoperta dei vini della regione Abruzzo.

Come ogni anno, la Cia Agricoltori Italiani - in collaborazione con ICE, importante Agenzia di promozione e internazionalizzazione delle Imprese Italiane - organizza per importanti buyers internazionali del settore un tour incoming con le aziende vitivinicole associate, propedeutico alla partecipazione al Vinitaly.

Quest’anno il privilegio spetta alle aziende abruzzesi, che quindi nei giorni dal 3 al 6 aprile incontreranno: il Direttore delle vendite della YooSun International Trade Co.Ldt di Shanghai; il Vice Direttore generale della Beijing Exquisite Aroma International Trade Co.Ltd di Baijing; il Direttore della Vang Dahn Trading; il Direttore della Vang Dahn Trading and Service Company Limited di Ho Chi Minh; il Direttore della Toan Quoc Trading Import Export Company Limited di Hanoi; il Direttore della Dinh Vang Co. Di Ho Chi Minh; il titolare della Wine Quest Wine Spirit Brokers Inc. di Edmonton; il titolare della Kylix Wines dell’Ontario; il Direttore della Hidden Wines di Liverpool. Tutti questi buyers quindi, da mercoledì 3 fino a sabato 6 aprile, visiteranno molte aziende vitivinicole abruzzesi che nel corso degli incontri “ravvicinati” potranno mettere in risalto le qualità eccellenti dei vini prodotti.

Le Aziende in questione sono: Vitivinicola “Tenuta Ulisse”; Vitivinicola “Orsogna”; Vitivinicola “Fabulas”; Cantina “Masciarelli”; Cantina “Tollo”; Cantina “Citra”; Vitivinicola “Centorame”; Vitivinicola “Strappelli”.
L’obiettivo, ovviamente, è quello di conquistare fette di mercati in grande espansione e molto attenti alle nostre produzioni di eccellenza. Del resto, il vino può farsi portavoce e testimone del paesaggio naturale che l’Abruzzo sa offrire, con i suoi tre parchi nazionali, il parco regionale e ben 37 riserve naturali.

Un vero polone verde d’Europa, con oltre il 30% di territorio protetto e di conseguenza naturalmente vocato a riversare sul mercato prodotti enogastronomici di primissima qualità. In soli 50 km si va dal mare alla montagna passando per colline verdeggianti, caratteristica che consente agli agricoltori abruzzesi di produrre eccellenze vinicole sia per quanto riguarda i rossi (Montepulciano), sia per quanto riguarda i bianchi (Trebbiano d’Abruzzo, Pecorino, Cococciola e Passerina). In Abruzzo insiste una superficie vitata di 31.960 ettari da cui si ricava una produzione variabile da 2.500.000 a 3.000.000 di ettolitri.

Tutti questi dati positivi, unitamente alle potenzialità che gli incontri tra buyers e aziende potranno generare, costituiranno un’ottima premessa per un buon successo sia immediato che legato alla vetrina di Vinitaly che avrà inizio il 7 aprile a Verona.

Cia Agricoltori d’Abruzzo    

 



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In Evidenza - 29 mar 2019

La Spesa in Campagna Abruzzo - Avviso pubblico per richiesta professionalità esterne e conseguente offerta economica

Si da comunicazione che l'associazione LA SPESA IN CAMPAGNA ABRUZZO ha emesso un Avviso Pubblico per la richiesta di Professionalità Esterne e Conseguente Offerta Economica in relazione al proprio progetto denominato "UNA COOPERAZIONE DA COLTIVARE" a valere sulla Misura 16.4 del Piano Sviluppo Rurale - Regione Abruzzo - 2014-2020.

Si allega, a questo comunicato , l'avviso integrale, in formato PDF, da visualizzare e scaricare cliccando sul collegamento di seguito riportato

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In Evidenza - 19 feb 2019

Campagna Tesseramento 2019

Campagna Tesseramento 2019

Aderisci a #CIA #Agricoltori Italiani. Entra a far parte di una delle organizzazioni agricole più grandi d'#Europa. Da oltre quarant'anni al fianco degli #agricoltori.

Il possesso della tessera inoltre ti consentirà di accedere, previa registrazione, a tutti i servizi confederali, a convenzioni nazionali e locali e ad una serie di vantaggi esclusivi riservati solo agli associati (#viaggi e mobilità, alimentari e supermercati, ristoranti, tempo libero, ecc.), attraverso un portale tutto nuovo 
https://cia.convenzioniperte.com.

⚠️⚠️ Novità del 2019 ⚠️⚠️ 

Attraverso le promozioni Account VIP, avrai diritto a sconti riservati sugli acquisti fatti sui siti delle tue marche preferite. Il denaro risparmiato sarà accumulato sul tuo Account VIP che costituirà una sorta di salvadanaio virtuale. Sarai tu stesso a decidere se trasferire i tuoi "risparmi", senza né costi né commissioni, sul tuo conto virtuale oppure utilizzarli per altri acquisti sul portale.

Si può accedere al portale anche dai link attivi dallo scorso anno http://sconti.cia.it e http://coupon.cia.it .

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In Evidenza - 04 gen 2019

Filiera grano-pasta.

Soddisfazione di Cia, Aci, Aidepi, Confagricoltura, Assosementi, Copagri, Italmopa e Compag per impegno assunto dal Ministro Centinaio.


Con un comunicato congiunto Aidepi, Alleanza delle cooperative agroalimentari, Assosementi, Cia-agricoltori italiani, Compag, Confagricoltura, Copagri e Italmopa, al termine della riunione della filiera grano pasta svoltasi presso il ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo alla presenza del Ministro Gian Marco Centinaio e del Sottosegretario Alessandra Pesce, prendono atto con soddisfazione dell'impegno del Ministro a convocare dall'inizio del nuovo anno dei tavoli tecnici che analizzino ed esaminino nel dettaglio le principali questioni e problematiche riguardanti la filiera del grano e della pasta. Nel comunicato si afferma inoltre che "altrettanto importante è l'aver avviato un dialogo concreto con tutti gli altri rappresentanti della filiera e l'aver individuato una serie di azioni strategiche, tra cui la promozione della pasta all'estero come obiettivo operativo fondamentale per il 2019, che auspichiamo possano concretizzarsi nel breve periodo e contribuire al rilancio di un settore strategico del made in Italy. Quello di cui il comparto ha estremo bisogno è una seria strategia di sistema che punti sulla programmazione per dare maggiore sostenibilità' economica a ogni anello della filiera, in una logica di lungo termine, e che porti a una migliore qualificazione della produzione nazionale. Servono investimenti nella ricerca, che deve dare risposte concrete agli attori della filiera. In occasione della riunione è stato consegnato al Ministro un documento contenente una serie di proposte della filiera, consultabile cliccando su DMXLAB ha rilevato un possibile tentativo di frode proveniente da "agrapress.us18.list-manage.com" https://bit.ly/2EIyN1u". Nel corso degli ultimi anni", prosegue il comunicato, “i prezzi di mercato, ben al di sotto dei costi di produzione, hanno messo a dura prova i produttori di grano duro italiano. Le criticità e le debolezze strutturali condizionano le scelte imprenditoriali agricole e non aiutano la filiera ad avere un prodotto di qualità costante nel tempo". Le organizzazioni sottolineano che "la pasta italiana rappresenta l'eccellenza del made in Italy e ha bisogno di una filiera organizzata e tracciata per poter competere al meglio nei mercati nazionali e internazionali”. Infine si esprime soddisfazione “per l'annunciato rinnovo dei contratti di filiera della campagna 2019, che era stato caldeggiato con una lettera a firma congiunta di tutte le organizzazioni della filiera, per il quale sono stati individuati 20 milioni di euro complessivi per il biennio 2020/2021, che saranno erogati, insieme a eventuali residui della campagna precedente, a valere sulla campagna 2019 per i contratti di filiera". In rappresentanza della Cia-Agricoltori Italiani ha preso parte all’incontro il Vice Presidente nazionale, nonché Presidente regionale Abruzzo, Mauro Di Zio. 


 



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In Evidenza - 18 dic 2018

Buone Feste!

Auguriamo a tutti i nostri associati e a tutti coloro che ci seguono, buon Natale e felice anno nuovo.

CIA Agricoltori Italiani Abruzzo



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In Evidenza - 29 nov 2018

Assemblea nazionale della Cia del 29 novembre: la relazione di apertura del Vice Presidente Mauro Di Zio

Il Vice Presidente Nazionale della Cia, Mauro Di Zio, ha dato inizio con la propria relazione ai lavori dell’Assemblea tenutasi a Roma il 29 novembre scorso. Dopo aver rivolto il saluto e il benvenuto agli oltre 2000 delegati arrivati da ogni parte d'Italia in rappresentanza dell’intero sistema confederale, è entrato subito nel vivo di tutte le questioni affrontate dal documento assembleare, sui quali da anni la CIA tiene alta l'attenzione: “Prima la ‘Carta di Matera’ e poi il ‘Territorio come Destino’ presentato a EXPO – ha detto Di Zio – hanno visto la Cia impegnata nel forte coinvolgimento degli Enti Locali, i quali hanno risposto con la condivisione attraverso migliaia di Consigli e di Giunte Comunali. Ciò é avvenuto anche per il documento che caratterizza la discussione di questa Assemblea, alla quale sono presenti tanti Sindaci e Amministratori locali di tutte le regioni Italiane, che accogliamo con un caloroso benvenuto e con un ringraziamento sentito e sincero. La loro partecipazione è un’ulteriore testimonianza dell’attenzione che essi hanno verso la drammatica attualità dei temi che trattiamo.” Il Vice Presidente nazionale ha quindi proseguito l’intervento rimarcando alcune di tali drammaticità, ad iniziare dalle sempre più frequenti problematiche legate al clima, la cui gravità viene tragicamente amplificata dall’abusivismo e dall’incuria che devastano il territorio. “Il monologo dell’attore ci riporta a tempi solo apparentemente lontani – ha sottolineato – rispetto ai quali, però, la possibilità di programmare il raccolto in base alle stagioni è sempre più un miraggio. Sbalzi di temperatura anche di 15 gradi nell'arco di poche ore sono tutt'altro che infrequenti, così come l'alternanza di lunghi periodi di caldo torrido e siccità con precipitazioni di eccezionale violenza ed intensità”. Circa il concetto di eccezionalità Di Zio ha tenuto a mettere in dubbio che sia il più appropriato, stante il fatto che oggi gli eventi che si rivelano catastrofici sono ormai quotidiani, come dimostrano anche quelli che hanno funestato tante Regioni italiane anche nelle ultime settimane. Straordinaria poteva essere considerata l’alluvione di Firenze di cinquantadue anni fa, che infatti ricordiamo perfettamente pur essendo trascorsi 52 anni, mentre il susseguirsi frenetico degli eventi attuali rende difficoltoso persino tenerli a mente e riuscire a portarne il macabro conto di vittime e danni. “A tal proposito – è stato il puntuale affondo di Di Zio – è doveroso segnalare cose che dovrebbero essere abbondantemente acquisite. Ad esempio è fondamentale che canali di scolo, fossi, alvei fluviali siano tenuti in condizioni idonee ad assicurare un deflusso delle acque tale da non mettere mai a rischio né l'incolumità delle persone né le colture. Garantire l'accumulo, quando c'è acqua in abbondanza, così da consentirne la sufficiente e regolare erogazione (a costi sostenibili), è un’imprescindibile necessità per un sistema agricolo di qualità, come quello italiano, che conta 5047 specialità alimentari di cui una gran parte a marchio di origine. Compiti gravosi che fanno capo al sistema delle bonifiche, una realtà che anziché essere strumento di autogoverno degli agricoltori rischia di diventare sempre più un mezzo di pura gestione di potere, poco o per nulla trasparente, nelle mani di una sola parte del mondo agricolo. In conseguenza di tutto ciò, a vivere difficoltà estreme sono soprattutto tutte le aree interne della nostra penisola. Lo spopolamento in atto equivale a una perdita di identità culturale e di coesione sociale, e l’abbandono determina un progressivo deterioramento della qualità del paesaggio. Infatti la mancanza di attività umane provoca perdita di stabilità dei pendii che lascia spazio al dissesto idrogeologico”. A questo punto il Vice Presidente nazionale ha posto l’accento su uno dei problemi più gravi e sentiti. “La mancata manutenzione del territorio – ha detto – favorisce sia gli incendi che il proliferare incontrollato della fauna selvatica, soprattutto dei cinghiali. A tal proposito diciamo che non è più rinviabile una revisione della normativa nazionale che introduca finalmente il concetto di gestione della fauna, al fine di contenerne la diffusione entro limiti sostenibili e compatibili con diritti fondamentali quali la sicurezza delle persone e l’esercizio della libera attività imprenditoriale. Non ci possono più essere argomenti tabù: animalisti, ambientalisti, agricoltori, cacciatori: portatori, tutti, di legittimi interessi. Sia chiaro, però, che è assolutamente necessario ristabilire l’ordine delle priorità, ed è compito della politica farsi carico e operare le scelte, favorendo il confronto soprattutto quando, come in questo caso, le decisioni da prendere sono difficili. Chiediamo, con ferma e risoluta pacatezza, la soluzione in tempi rapidi anche della questione “de minimis”, attraverso una notifica alla Comunità Europea che faccia finalmente comprendere l’assurdità di considerare un attentato alla libera concorrenza e un aiuto di Stato il ristorno di danni subiti da fauna che è patrimonio indisponibile dello Stato stesso”. Continuando sul tema, Di Zio ha introdotto anche la questione riguardante il lupo, la cui popolazione è fortemente consolidata e la cui presenza è ormai ubiquitaria, come viene ampiamente dimostrato dal fatto che branchi di piccole e medie dimensioni popolano tutta la penisola, comprese le periferie di città e paesi, e che sentire ululare di notte è ormai cosa frequentissima. Le stragi notturne di cani di proprietà e gli attacchi alle greggi, anche diurni, sono ormai innumerevoli. “Anche in questo caso – ha proseguito Di Zio – le priorità vanno ristabilite. Individuare e considerare pericolosi, anche per la stessa sopravvivenza del lupo, i soggetti ibridi, può forse rappresentare un buon punto di partenza”. Dall’argomento fauna l’intervento si è rivolto a quello delle aree interne, che vivono una drammatica carenza di infrastrutture. “Lo stato delle strade – ha precisato – evidenzia la mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria tali da rappresentare precarietà e pericolosità allarmanti. La ormai cronica indisponibilità di fondi fa sentire i suoi devastanti effetti, ai quali si aggiungono quelli di una tentata riforma che aveva lo scopo di riorganizzare compiti e funzioni di Stato ed enti locali, ma che dopo la mancata ratifica referendaria è rimasta in mezzo al guado. La competenza fondamentale su funzioni come viabilità e scuole di II grado è affidata ad un ente ormai destrutturato e insufficientemente finanziato. Riorganizzare, intorno al fondamentale principio di sussidiarietà, è cosa necessaria e non rinviabile così come quella di garantire servizi fondamentali”. A questo punto un’altra nota dolente che Di Zio non ha mancato di sottoporre all’attenzione dell’Assemblea: “Dopo più di 2 anni dal sisma che ha colpito il Centro Italia sono diverse decine di migliaia i cittadini che ancora vivono nelle cosiddette "casette" o con autonoma sistemazione. La complessità normativa, la farraginosità delle procedure, la scarsità di personale tecnico rendono oltremodo difficile e lenta la ricostruzione di fabbricati ad uso civile e produttivo e non solo. Il codice unico di intervento per le grandi calamità avrebbe grande rilevanza in un Paese ad alto rischio sismico e idrogeologico come il nostro. Oltre il 60% del territorio è costituito dalle aree interne e su di esso vive quasi un quarto della popolazione. Ancor più dopo gli eventi sismici salute, istruzione, infrastrutture per la mobilità collettiva, ma anche infrastrutture immateriali come la banda larga devono essere garantiti per arrestare quel processo di marginalizzazione in atto ormai da troppi anni. La ricchezza di risorse idriche, beni forestali, paesaggio, beni archeologici, centri museali, edifici di rilevanza storica ed architettonica possono concorrere, con lo stretto coinvolgimento degli agricoltori, a mantenere e sviluppare sistemi agricoli in grado di invertire il processo di spopolamento”. L’intervento, molto apprezzato e incisivo, si è concluso con una chiara indicazione di rotta: “Un Paese con quasi 8000 Km di coste, 8000 comuni, di cui ben 4261 (il 53%) situati nelle aree interne, non ha prospettive se non punta ad una forte coesione, se non incide sul forte potenziale di sviluppo, se non coniuga innovazione e tradizione, se non individua una convinta, partecipata e condivisa strategia che coinvolga tutti, da nord a sud, dalle aree costiere a quelle più periferiche. Su questi temi la Cia Agricoltori Italiani ha dato, da e darà sempre il suo convinto sostegno”.

 


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