News Chieti-Pescara
In Evidenza - 16 giu 2026
La campagna di commercializzazione di pesche, nettarine e albicocche nell'area dell'Eurortofrutticola di San Salvo si presenta quest'anno con numerose criticità per le aziende agricole del territorio. A lanciare l'allarme è CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara, che registra una riduzione delle produzioni e una crescente difficoltà nel garantire la sostenibilità economica delle imprese.
Le stime raccolte tra i produttori indicano un calo produttivo compreso tra il 20% e il 25%, causato principalmente dalle condizioni climatiche registrate durante la fase di allegagione e sviluppo dei frutti. La primavera è stata caratterizzata da temperature più basse del normale e da un'elevata umidità, fattori che hanno penalizzato le produzioni di albicocche, pesche e nettarine.
Nelle ultime settimane il clima è sensibilmente migliorato, favorendo la maturazione dei frutti e una qualità generalmente buona delle produzioni attualmente in raccolta. Tuttavia, gli effetti delle condizioni meteo primaverili sulle quantità raccolte restano evidenti e non sono più recuperabili.
A pesare sui bilanci aziendali è anche il forte aumento dei costi. L'incremento del prezzo dei carburanti continua a incidere su tutta la filiera, con rincari che interessano il trasporto, il confezionamento e i materiali di imballaggio. Complessivamente, i costi legati a packaging e logistica risultano aumentati di circa il 30% rispetto agli anni precedenti.
Sul fronte commerciale, nonostante il ritorno delle temperature estive abbia favorito una ripresa dei consumi, la domanda continua a mostrarsi inferiore alle aspettative. Il mercato procede con cautela e i prezzi non sempre riescono a compensare l'aumento dei costi sostenuti dalle aziende agricole.
“Siamo di fronte a una campagna complessa”, sottolinea Domenico Bomba, Presidente CIA Chieti-Pescara. “La qualità dei prodotti è buona e il miglioramento delle condizioni climatiche sta aiutando il mercato, ma i quantitativi disponibili sono inferiori rispetto alla norma e i costi di produzione continuano a crescere. Le aziende stanno affrontando una situazione in cui, nonostante la riduzione dell'offerta, la remunerazione non è ancora adeguata agli investimenti e alle spese sostenute”.
“In questa fase della campagna si sta lavorando in un contesto non semplice per le drupacee, con volumi inferiori rispetto alle attese e una gestione commerciale che richiede grande attenzione quotidiana. Il clima delle ultime settimane ha sicuramente migliorato la qualità del prodotto in raccolta, ma gli effetti della primavera restano evidenti sulle quantità disponibili”, commenta Nicolino Torricella, Presidente dell’Eurortofrutticola del Trigno.
“Sul mercato si percepisce ancora una certa prudenza nei consumi, mentre i costi di lavorazione e distribuzione continuano a pesare in modo significativo sulle aziende. È una fase in cui serve equilibrio lungo tutta la filiera per garantire continuità e sostenibilità al comparto”.
CIA Chieti-Pescara evidenzia inoltre come le drupacee siano tra le produzioni più sensibili agli andamenti meteorologici e alle oscillazioni della domanda. Si tratta di prodotti con una limitata conservabilità che devono essere commercializzati rapidamente, rendendo fondamentale l'equilibrio tra disponibilità di prodotto, consumi e condizioni climatiche.
“Le prossime settimane saranno decisive per l'andamento della campagna”, conclude Bomba. “Ci auguriamo che il clima favorevole e l'arrivo della piena stagione estiva possano sostenere i consumi e valorizzare adeguatamente il lavoro dei produttori, che continuano a garantire ai consumatori frutta di qualità, coltivata con professionalità e attenzione al territorio”.
News Chieti-Pescara
In Evidenza - 15 giu 2026
“Esprimiamo il più profondo cordoglio alla famiglia di Walter Grilli e ci stringiamo ai suoi cari in questo momento di grande dolore. La tragedia avvenuta nelle campagne di Ortona ci ricorda che la sicurezza in agricoltura deve restare una priorità assoluta per tutto il settore”. È il commento di Domenico Bomba, presidente di CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara, dopo la morte dell'agricoltore ottantunenne rimasto schiacciato dal proprio trattore mentre lavorava su un terreno particolarmente scosceso in località Bardella.
Secondo le prime ricostruzioni, il mezzo si sarebbe ribaltato per cause ancora in fase di accertamento, finendo in una scarpata e travolgendo l'uomo. Una dinamica che richiama una delle principali cause di incidenti gravi e mortali nelle campagne italiane.
La tragedia di Ortona si aggiunge ad altri gravi incidenti che nelle ultime settimane hanno interessato il territorio provinciale, confermando quanto il tema della sicurezza in agricoltura debba restare al centro dell'attenzione delle istituzioni, delle organizzazioni di categoria e delle stesse imprese agricole.
«Non possiamo limitarci a registrare l'ennesimo lutto”, prosegue Bomba, “è necessario continuare a investire sulla cultura della prevenzione e sulla modernizzazione delle attrezzature agricole, soprattutto in territori come il nostro, caratterizzati da aree collinari e terreni con forti pendenze che aumentano i rischi per gli operatori”.
I dati INAIL confermano che il settore agricolo continua a presentare criticità significative. Nel 2024 sono state denunciate in Italia 26.128 situazioni di infortunio, un dato in lieve diminuzione (-2,3%) rispetto alle 26.731 del 2020. Tuttavia, il numero degli incidenti mortali resta elevato: 143 decessi nel 2024, lo stesso numero registrato nel 2023.
Particolarmente significativo è il dato sulle cause degli incidenti. Nel triennio 2022-2024 le principali modalità di accadimento sono state scivolamenti e cadute (27,1%), perdita di controllo di una macchina (22,3%) e movimenti del corpo sotto sforzo fisico (20,8%). Ancora più allarmante il dato relativo ai casi mortali: il 69% dei decessi accertati in occasione di lavoro è riconducibile proprio alla perdita di controllo di macchine o animali e a scivolamenti e cadute, confermando come l'utilizzo dei mezzi agricoli rappresenti ancora uno dei principali fattori di rischio del comparto.
“La tragedia di Ortona”, sottolinea il presidente di CIA Chieti-Pescara, “si inserisce in un quadro che richiede la massima attenzione. Il ribaltamento dei trattori continua a essere una delle cause più frequenti di morte nelle campagne. Per questo è fondamentale sostenere il rinnovo del parco macchine e favorire l'adozione di tecnologie e dispositivi di sicurezza sempre più efficaci”.
Bomba richiama inoltre l'importanza degli strumenti di sostegno messi a disposizione delle imprese agricole. “I bandi ISI dell'INAIL hanno dimostrato negli anni di essere un'opportunità concreta per l'acquisto di mezzi più moderni e sicuri. Occorre continuare a rafforzare queste misure affinché un numero sempre maggiore di aziende possa investire nella sicurezza dei lavoratori”.
CIA Chieti-Pescara richiama l'attenzione sull'urgenza di mantenere alta la guardia sul tema della sicurezza nelle campagne, promuovendo interventi concreti a sostegno delle imprese agricole, dell'ammodernamento dei mezzi e della diffusione di una sempre più solida cultura della prevenzione.
“La scomparsa di Walter Grilli rappresenta una ferita per tutta la comunità agricola abruzzese. Alla sua famiglia va il nostro pensiero più sincero. Il modo migliore per onorarne la memoria è lavorare insieme affinché tragedie come questa possano diventare sempre più rare”, conclude Domenico Bomba.
News Regionali
In Evidenza - 11 giu 2026
“Il diritto a restare è un principio improrogabile e non negoziabile, un pilastro fondamentale delle politiche europee e nazionali di coesione che non può essere ridotto a mera, sebbene cruciale, questione infrastrutturale e demografica. Va messo nero su bianco, una volta per tutte e con sostegno concreto, che senza imprese agricole vitali e multifunzionali, che presidiano il territorio e offrono servizi alle comunità, lo spopolamento e il degrado delle aree interne avanzerà inesorabilmente”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, al vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitti, ricevuto, oggi, insieme al comitato esecutivo, nella sede della Confederazione.
Sul tavolo, per l’appunto, il contributo di Cia alla Strategia Ue sul “diritto a restare: la tua regione, il tuo futuro” e la richiesta fondamentale di un riconoscimento pieno del ruolo multifunzionale dell’agricoltura come bene pubblico europeo, servizio di interesse generale e infrastruttura strategica per la vitalità economica, sociale e ambientale delle aree interne e montane. In Italia -ricorda Cia- le aree rurali coprono circa il 60% della superficie nazionale e ospitano oltre il 22% della popolazione, una componente essenziale del sistema Paese.
Negli otto ambiti che articolano il documento di Cia, la proposta, dunque, di azioni stringenti per rendere effettivo il diritto a restare nei territori rurali e marginali: dal riconoscimento dell’imprenditore agricolo multifunzionale come presidio indispensabile, alla trasformazione delle aziende in hub rurali di servizi agrituristici, sociali, energetici e culturali; dal rafforzamento della connettività digitale come diritto fondamentale (da garantire entro il 2030) al potenziamento di sanità, scuola, mobilità e welfare di prossimità. Il documento individua, inoltre, la necessità di una fiscalità dedicata e di strumenti economici mirati per giovani, imprese agricole e attività dell’economia verde, di investimenti in formazione digitale, oltre a una gestione sostenibile di suolo, acqua e foreste. Senza dimenticare la partecipazione alle comunità energetiche, all’agricoltura sociale e alla valorizzazione dei servizi ecosistemici. Urgente, infine, anche una governance multilivello che coordini Pac, politica di coesione, bio-economia e politiche per la transizione ecologica ed energetica.
“Garantire alle persone la possibilità concreta di vivere, lavorare e costruire il proprio futuro nei territori che chiamano casa -ha aggiunto Fini- deve essere una delle principali sfide democratiche dell’Europa. Per questo chiediamo all’Europa l’integrazione complessiva delle nostre proposte, perché servono politiche stabili, incentivi di lungo periodo e una programmazione territoriale che premia chi investe proprio lì dove il rischio abbandono e dissesto sono tangibili. La sinergia in questo senso tra tutte le politiche Ue è chiaramente fondamentale, a cominciare dalla restituzione di un vero protagonismo dell’agricoltura attraverso una Pac post 2027 solida, autonoma e adeguatamente finanziata. Ringrazio il vicepresidente della Commissione Ue Fitto -ha concluso Fini- per l’attenzione nei nostri confronti, per il momento di scambio proficuo direttamente nella sede nazionale di Cia e, soprattutto, per la determinazione nel portare avanti una strategia europea per le aree interne”.
News Chieti-Pescara
In Evidenza - 09 giu 2026
A poco più di un mese dall’inaugurazione dell’Orto Scolastico della Scuola Spataro, il progetto promosso dall’Istituto Comprensivo 1 di Vasto con il sostegno di CIA Chieti-Pescara ha raggiunto oggi un importante traguardo educativo.
Nel giardino della scuola dell’infanzia della G. Spataro, alcune classi della scuola primaria e dell’infanzia hanno allestito una bancarella per la vendita dei prodotti coltivati nell’orto scolastico, accogliendo genitori, familiari e cittadini in un momento di festa e condivisione che ha rappresentato il naturale completamento del percorso avviato ad aprile.
Le verdure e gli ortaggi messi in vendita sono il frutto del lavoro svolto dai bambini a partire dalla messa a dimora delle piantine donate da CIA Chieti-Pescara, che aveva scelto di sostenere il progetto nella convinzione che l’agricoltura rappresenti uno straordinario strumento educativo per avvicinare le nuove generazioni ai temi dell’ambiente, della sostenibilità e della cura del bene comune.
Il ricavato della giornata sarà destinato a finanziare il progetto dell’orto scolastico per il prossimo anno, consentendo l’acquisto di nuove piante e materiali necessari a dare continuità a un’esperienza che ha saputo coinvolgere attivamente studenti, docenti, famiglie e territorio.
“Quando ad aprile abbiamo donato le 700 piantine alla Scuola Spataro”, dichiara Domenico Bomba, Presidente di CIA Chieti-Pescara, “avevamo immaginato un percorso capace di accompagnare i bambini dalla semina alla raccolta. Oggi vedere quei prodotti arrivare sulle tavole delle famiglie attraverso questa iniziativa è la dimostrazione concreta del valore educativo del progetto. I bambini hanno potuto comprendere direttamente il ciclo della coltivazione, il significato dell’impegno quotidiano e il valore del lavoro agricolo. Ancora più significativo è sapere che il ricavato servirà a finanziare il nuovo orto del prossimo anno scolastico, rendendo questo progetto un esempio virtuoso di sostenibilità e partecipazione”.
L’esperienza dell’orto scolastico ha consentito agli alunni di imparare sul campo l’importanza della stagionalità, del rispetto dell’ambiente e della collaborazione, trasformando uno spazio verde della scuola in un laboratorio educativo permanente.
La giornata di oggi conferma il successo di un’iniziativa che ha saputo unire scuola, famiglie e mondo agricolo in un percorso concreto di crescita e cittadinanza attiva. Un progetto che, grazie all'impegno condiviso e alla partecipazione della comunità, è già pronto a proseguire nel prossimo anno scolastico.
News Regionali
In Evidenza - 09 giu 2026
CIA Abruzzo richiama l'attenzione sulla necessità di rafforzare e rendere più efficaci le attività di contenimento della popolazione di cinghiale sul territorio regionale da parte degli ATC abruzzesi, alla luce delle indicazioni contenute nella recente comunicazione del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo relativa all'attuazione dei Piani di Prelievo in Selezione (PPS).
La gestione della fauna selvatica continua infatti a rappresentare una delle principali emergenze per il comparto agricolo regionale. I danni alle colture, alle strutture aziendali e alle produzioni agricole continuano a crescere, con ripercussioni economiche sempre più pesanti per le imprese e con evidenti criticità anche sul fronte della sicurezza pubblica.
“La nota della Regione evidenzia con chiarezza un dato che non può essere sottovalutato: gli obiettivi minimi di prelievo previsti dai piani di selezione non sono stati raggiunti”, afferma il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti. “Comprendiamo le difficoltà operative che caratterizzano una materia complessa come la gestione faunistica, ma allo stesso tempo riteniamo che non sia più rinviabile un deciso miglioramento dell'efficacia delle azioni messe in campo”.
CIA Abruzzo sottolinea il ruolo fondamentale svolto dagli Ambiti Territoriali di Caccia e ribadisce l'importanza di dare piena attuazione alle misure organizzative previste
dalla normativa regionale, soprattutto nelle aree dove la presenza dei cinghiali continua a provocare le maggiori criticità.
“Gli agricoltori abruzzesi stanno pagando da troppo tempo il prezzo di una situazione che continua a produrre danni rilevanti alle aziende e al territorio”, prosegue Sichetti. “Per questo chiediamo a tutti i soggetti coinvolti uno sforzo ulteriore, affinché gli strumenti disponibili possano essere utilizzati in maniera più incisiva e gli obiettivi fissati vengano finalmente conseguiti. Le imprese agricole hanno bisogno di risposte concrete e risultati misurabili”.
Secondo CIA Abruzzo, il contrasto all'emergenza cinghiali richiede una sempre maggiore collaborazione tra Regione, ATC, organizzazioni agricole e mondo venatorio, ma anche una piena assunzione di responsabilità da parte di ciascun soggetto chiamato a svolgere il proprio ruolo.
“L'obiettivo comune deve essere quello di ristabilire un equilibrio sostenibile tra attività agricole, tutela ambientale e gestione della fauna selvatica”, conclude Sichetti. “Per raggiungerlo servono collaborazione, programmazione e soprattutto interventi efficaci. Le aziende agricole non possono più attendere”.
News Regionali
In Evidenza - 09 giu 2026
Per accendere i riflettori sulla profonda crisi del grano e chiedere tutela e rilancio, Cia-Agricoltori Italiani organizza venerdì 12 giugno alle ore 10.30 un doppio flash‑mob simultaneo: al Varco della Vittoria del Porto di Bari e al Porto di Ravenna.
All’iniziativa parteciperanno produttori dalla Puglia e da tutto il Centro‑Sud, mentre a Ravenna è prevista una delegazione di un centinaio di cerealicoltori provenienti da tutta l’Emilia‑Romagna e regioni limitrofe. In entrambi gli eventi è previsto un punto stampa.
La mobilitazione si inserisce nella battaglia che Cia porta avanti da anni e che ha subito una forte accelerazione a partire dal 2023, anno spartiacque per il settore cerealicolo. Da allora il comparto è stato travolto da una crisi senza precedenti: crollo dei prezzi riconosciuti ai produttori, impennata dei costi di produzione, aumento massiccio delle importazioni, contrazione delle superfici coltivate ed effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici.
Cia ha già promosso anche una petizione nazionale a difesa del grano duro italiano che ha raccolto quasi 100.000 firme e ha organizzato mobilitazioni a Foggia, Bari e Roma con la partecipazione di migliaia di produttori.
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In Evidenza - 05 giu 2026
Per sconfiggere il caporalato non basta la sola repressione: servono strumenti concreti per garantire trasporti e alloggi legali ai lavoratori e meno burocrazia, così da togliere terreno al lavoro nero. Cia‑Agricoltori Italiani chiede, poi, il superamento del “click day” e una riforma del decreto flussi che leghi gli ingressi dei lavoratori stranieri alla reale stagionalità delle colture, con procedure semplificate e “corridoi verdi” per le istanze presentate dalle associazioni.
La Legge 199/2016 sul caporalato ha riscritto il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, estendendo la responsabilità penale ai datori di lavoro, rafforzando arresto in flagranza, confisca dei beni, e potenziando la Rete del lavoro agricolo di qualità. A quasi dieci anni, però, la normativa resta sbilanciata sulla repressione, mentre risultano insufficienti gli strumenti di prevenzione e di organizzazione alternativa al caporale sul territorio.
Per questo Cia propone di trasformare la Rete del lavoro agricolo di qualità da semplice “bollino” reputazionale a cabina di regia territoriale per reclutamento, trasporti, alloggi e monitoraggio, con sezioni locali realmente operative, oltre al coinvolgimento stabile di organizzazioni agricole, sindacati, enti previdenziali e ispettivi, prefetture ed enti bilaterali.
Secondo Cia, servono inoltre strumenti dedicati al trasporto e all’alloggio dei lavoratori e una maggiore digitalizzazione dei rapporti di lavoro, così da intercettare le anomalie prima che degenerino in sfruttamento grave, distinguendo chiaramente tra irregolarità formali e fenomeni criminali organizzati.
In questo quadro si inserisce il rinnovo del CCNL Operai agricoli e florovivaisti, che conferma il ruolo della contrattazione nazionale nel garantire salari dignitosi e, al tempo stesso, nel sostenere imprese agricole gravate da costi in crescita e carichi burocratici pesanti. L’obiettivo, secondo Cia, è di rendere il lavoro regolare più semplice e più trasparente del caporalato, tutelando i lavoratori e chi fa impresa nella legalità.
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In Evidenza - 05 giu 2026
Più responsabilità condivisa lungo tutta la filiera, controlli efficaci e integrati, promozione dell’olio extravergine italiano, riequilibrio del valore nel settore e strumenti tempestivi per affrontare le crisi di mercato. Queste le proposte avanzate oggi da Cia-Agricoltori Italiani al tavolo olivicolo convocato al Masaf, alla presenza del sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra, per sostenere un comparto alle prese con criticità crescenti, stretto tra prezzi in forte calo, costi in aumento e una concorrenza estera sempre più aggressiva.
“L’olivicoltura italiana sta vivendo una fase di forte pressione che rischia di compromettere la sostenibilità di migliaia di imprese agricole -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Le quotazioni all’origine dell’olio evo sono scese sotto i 6,5 euro/kg in molte aree produttive, con una flessione del 33% rispetto a un anno fa, mentre i costi di produzione continuano a salire, con incrementi superiori al 7% su base annua. Una dinamica che sta comprimendo la redditività delle aziende e che richiede interventi rapidi e strutturali”.
Per Cia, serve anzitutto un cambio di approccio nei controlli lungo la filiera. L’attuale sistema non può limitarsi ai soli aspetti formali, ma deve coinvolgere tutti gli attori, compresa la grande distribuzione, nella tutela della qualità, della correttezza commerciale e del valore riconosciuto al prodotto italiano. Quando sul mercato arrivano offerte incompatibili con i costi reali della materia prima, occorre rafforzare verifiche e responsabilità condivise lungo tutta la catena. “Non è più accettabile che il peso delle distorsioni di mercato ricada quasi esclusivamente sugli agricoltori -ha spiegato Fini-. Serve una responsabilità di filiera reale, che impegni tutti gli operatori, inclusa la Gdo, per combattere pratiche sleali e salvaguardare il lavoro delle imprese”.
Altro nodo centrale è il rafforzamento della vigilanza, attraverso una maggiore integrazione tra registri telematici, tracciabilità e strumenti di analisi del rischio, così da rendere più efficace il contrasto a illeciti e anomalie di mercato e migliorare la trasparenza dei flussi commerciali. In questo quadro, il SIAN può rappresentare un’infrastruttura strategica non soltanto per la gestione amministrativa, ma anche per il presidio e la tutela della filiera nazionale. “Bisogna passare da un modello che interviene prevalentemente sulla denuncia del produttore a un modello basato su controlli preventivi e più efficaci, capaci di intercettare distorsioni e pratiche scorrette prima che producano danni economici alle aziende agricole”, ha sottolineato Fini.
Tra le priorità indicate da Cia, anche il riequilibrio del valore lungo la filiera, attraverso una maggiore valorizzazione delle Organizzazioni di produttori (OP) e delle loro aggregazioni e con il rafforzamento degli accordi di filiera tra agricoltura, trasformazione e imbottigliamento, oltre alla necessità di rendere più tempestivi gli strumenti europei di gestione delle crisi, compreso il ricorso allo stoccaggio privato.
Per Cia, infine, il rilancio del comparto passa da una strategia forte di promozione e posizionamento dell’olio extravergine Made in Italy, valorizzando caratteristiche distintive come la biodiversità varietale e le certificazioni Dop e Igp, investendo nella cultura del prodotto come alimento identitario della dieta mediterranea e in una comunicazione più chiara, accessibile ed efficace verso consumatori, scuole, ristorazione e distribuzione. “Se vogliamo aumentare competitività e produzione dobbiamo chiarire dove vogliamo collocare l’olio italiano nei mercati -ha concluso Fini-. La sfida non può essere giocata soltanto sui volumi. La forza dell’Italia resta nella qualità, nella distintività e nella capacità di trasformare il nostro patrimonio olivicolo in valore economico per le imprese”.
News Regionali
In Evidenza - 05 giu 2026
Maurizio Scaccia è stato confermato Direttore nazionale di Cia-Agricoltori Italiani. La nomina, anche per il secondo mandato di Cristiano Fini alla presidenza, è stata deliberata dal nuovo Comitato esecutivo, riunitosi nella sede confederale a Roma per la sua prima seduta.
Scaccia, 53 anni, abruzzese di nascita, ha ricoperto nella sua più che ventennale carriera nella Confederazione diversi ruoli a livello provinciale, regionale e poi nazionale, passando anche per la direzione del Caf-Cia.
Da parte del presidente Fini, e degli organi di rappresentanza, il ringraziamento per il lavoro importante svolto in questi anni nella direzione della struttura e che ha tracciato le basi di una collaborazione e di una crescita solida per il futuro dell’organizzazione.
News Regionali
In Evidenza - 28 mag 2026
Intesa raggiunta puntando su nuove opportunità per le aziende e un welfare più inclusivo. A dirlo è, oggi, Cia-Agricoltori Italiani tra le organizzazioni datoriali che nella notte ha siglato l’accordo sul rinnovo del contratto collettivo nazionale per gli operai agricoli e florovivaisti, valido per il quadriennio 2026-2029.
Sono state introdotte -commenta infatti Cia- novità importanti rispetto a strumenti volti a migliorare la competitività delle imprese, quasi 170 mila in totale, e a rafforzare significativamente le tutele sociali per oltre 1 milione di lavoratori. Alla base, un aumento retributivo del 5,1% per il biennio 2026-2027, suddiviso in due tranche.
Significativa l’attenzione alla possibilità di stipulare contratti a termine di durata triennale per consentire alle imprese di fidelizzare la manodopera e l’introduzione di misure in materia di welfare contrattuale per dare modo, ad alcune tipologie di lavoratori, di usufruite delle tutele adeguate.
“Concretezza e tempestività al centro di scelte responsabili. Con questi presupposti abbiamo siglato il rinnovo del contratto -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Il risultato raggiunto fornisce alle imprese le condizioni essenziali per affrontare con maggiore rapidità le crisi climatiche e di mercato, ottimizzando la gestione delle risorse umane e riducendo gli oneri burocratici. Priorità difesa, ancora di più in un contesto geopolitico complicato, la salvaguardia del lavoro dignitoso”.
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In Evidenza - 27 mag 2026
Conferme e nuovi ingressi nella squadra del presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rieletto all’unanimità alla guida della Confederazione dalla IX Assemblea elettiva nazionale “Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro”.
Il Consiglio Direttivo, riunito oggi a Roma, ha riconfermato vicepresidenti nazionali Gianmichele Passarini, ex presidente di Cia Veneto, e Gennaro Sicolo, attuale presidente di Cia Puglia. A completare l’assetto della vicepresidenza entra anche Valentino Berni, già presidente di Cia Toscana.
Insieme ai tre vicepresidenti, Fini guiderà il Comitato Esecutivo di Cia, organismo chiamato a sostenere l’azione politico-sindacale e il percorso di sviluppo dell’organizzazione. Ne faranno parte anche Gabriele Carenini, presidente di Cia Piemonte e Valle d’Aosta; Graziano Scardino, presidente di Cia Sicilia e Maria Possidente, presidente dei giovani di Cia Calabria.
Il Consiglio Direttivo ha inoltre costituito tre macrogruppi di interesse economico: l’area dedicata all’allevamento, affidata a Paolo Maccazzola, presidente di Cia Lombardia; quella sulle colture vegetali, coordinata da Stefano Roggerone, presidente di Cia Liguria; infine, l’area acqua, caccia e ambiente sotto la guida di Stefano Calderoni, ex presidente di Cia Ferrara.
“Ringrazio tutti per l’impegno assunto verso la Confederazione -ha dichiarato Fini-. Insieme continueremo a lavorare con grande responsabilità per rafforzare il ruolo dell’agricoltura italiana, sostenere le imprese e dare sempre più voce ai produttori e ai territori”.
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In Evidenza - 25 mag 2026
Cresce in Abruzzo la voglia di turismo rurale, natura ed esperienze autentiche. In vista del ponte del 2 giugno e dell’avvio della stagione estiva 2026, aumentano l’interesse e le prenotazioni verso agriturismi, borghi e aree interne, sempre più scelti da turisti italiani e stranieri alla ricerca di relax, buona cucina, paesaggi incontaminati e attività all’aria aperta.
A evidenziarlo è CIA Agricoltori Italiani Abruzzo, che sottolinea come il comparto agrituristico stia assumendo un ruolo sempre più centrale nell’economia turistica regionale. Oggi l’agriturismo non è più soltanto ospitalità in campagna, ma un’esperienza completa che unisce tradizioni, enogastronomia, sostenibilità e scoperta del territorio.
Dalle degustazioni di vini e prodotti tipici ai percorsi di oleoturismo, dal trekking nei parchi naturali alle attività didattiche per famiglie e bambini, il turismo rurale continua a conquistare visitatori attratti da uno stile di vacanza lento, autentico e legato all’identità dei territori.
I numeri confermano il trend positivo. In Italia le aziende agrituristiche sono circa 26.360, mentre la domanda legata al turismo rurale continua a crescere e a diversificarsi. Anche l’Abruzzo si conferma tra le regioni più dinamiche del settore, con oltre 8,8 milioni di presenze turistiche registrate nel 2025 e un forte incremento
dei visitatori stranieri, attratti dall’unicità di una regione che concentra mare, montagna, parchi naturali e borghi storici in pochi chilometri.
Per CIA Abruzzo, il ponte del 2 giugno rappresenta il primo vero banco di prova della stagione estiva, con segnali incoraggianti soprattutto per le strutture delle aree interne, sempre più apprezzate da chi cerca esperienze immersive e contatto diretto con la natura.
“Gli agriturismi rappresentano un presidio fondamentale per le aree rurali abruzzesi, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale e ambientale”, dichiara il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti.
“Mantengono vive le comunità interne, valorizzano le produzioni locali e promuovono un modello di turismo sostenibile che oggi incontra una domanda sempre più consapevole. Tuttavia, restano criticità importanti che non possiamo ignorare: servono infrastrutture più efficienti, collegamenti adeguati, maggiore sostegno alla destagionalizzazione e strumenti concreti per aiutare le imprese a trovare personale qualificato”.
Tra le principali difficoltà segnalate dagli operatori restano infatti la forte stagionalità dei flussi turistici, le carenze infrastrutturali di molte aree interne e la crescente difficoltà nel reperire manodopera specializzata nei servizi di accoglienza e ristorazione. A incidere è anche un mercato sempre più competitivo, caratterizzato da prenotazioni last minute e maggiore attenzione ai prezzi.
Nonostante questo, secondo CIA Abruzzo il turismo rurale rappresenta una delle opportunità più importanti per il futuro del territorio, capace di generare economia, valorizzare le produzioni locali e rafforzare l’attrattività delle aree interne attraverso un modello di sviluppo sostenibile e profondamente legato all’identità abruzzese.