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In Evidenza - 06 lug 2020

Pomodoro da industria: Cia, ora serve responsabilità. Subito accordo su prezzo

Falliti i molteplici tentativi tra Organizzazioni di Produttori e industrie per il raggiungimento dell’accordo sul prezzo di riferimento per la campagna del pomodoro da industria in corso, ora si rischia di lavorare a libero mercato. A lanciare l’allarme è Cia-Agricoltori Italiani, spiegando che bisogna trovare responsabilmente un’intesa tra le parti il prima possibile.

            “Da informazioni acquisite ci risulta che i magazzini non abbiano giacenze -afferma il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- anche perché, con l’emergenza Coronavirus, è cresciuto notevolmente il consumo domestico di salse e passate, compensando le perdite dell’Horeca”. I trasformati del pomodoro, tradizionale prodotto da scorta in dispensa, nel periodo acuto del lockdown hanno registrato trend di crescita enormi rispetto al 2019, con variazioni positive di oltre il 35% in volume e del +45% sulla spesa.

            “Ad avviso di Cia, ci sono le migliori condizioni per una produzione 2020 di qualità -continua Scanavino- che dia soddisfazione alla parte agricola e a tutta la filiera. Chiediamo, quindi, di mettere da parte le contrapposizioni e arrivare in tempi brevi a un accordo sul prezzo, anche considerando che l’Organizzazione Interprofessionale Pomodoro da industria del Centro-Sud Italia ha concesso alle parti la proroga richiesta per la consegna dei contratti di fornitura al 10 luglio, praticamente a ridosso della raccolta, e gli agricoltori sono nella completa incertezza”.

“Apprezziamo il lavoro che l’OI sta, con fatica, portando avanti e sosteniamo in particolare le iniziative per il rispetto del sistema di regole condivise -osserva il presidente nazionale Cia-. In questo senso, chiediamo un’attenta verifica sulle percentuali di contrattazione fuori dal sistema dell’Interprofessione, che per quest’anno è stata eccezionalmente innalzata al 20%”.



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In Evidenza - 25 giu 2020

Dl Rilancio: Cia, bene proroga dell'obbligo di denuncia per cisterne gasolio agricolo

Primi segnali positivi in direzione della sburocratizzazione in agricoltura, dopo la decisione del Governo di prorogare all’1 gennaio 2021 l’obbligo di denuncia dei depositi di carburante per usi privati, agricoli e industriali. Cia-Agricoltori Italiani commenta con soddisfazione il risultato che premia il lavoro portato avanti in questi mesi dall’organizzazione, riuscendo a ottenere un’importante agevolazione per gli imprenditori agricoli dopo lunghe negoziazioni con i ministeri competenti dell'Economia e delle Politiche Agricole e con il Direttore dell’Agenzia delle Dogane.

Cia si impegna nelle prossime settimane a sensibilizzare ulteriormente il Governo e tutte le forze politiche affinché lo slittamento dell’adempimento sia solo un primo passo verso la sua definitiva soppressione con il Decreto Semplificazioni.

L'adempimento, contro il quale si sono già pronunciate in sede amministrativa diverse sedi territoriali dell’Agenzia delle Dogane, rappresenta secondo Cia un pesante aggravio burocratico per un comparto che già soffre di un eccesso di norme e cavilli. 



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In Evidenza - 25 giu 2020

Emergenza cinghiali e danni agli agricoltori, le proposte di Cia Abruzzo per risolvere il problema

“La situazione cinghiali è fuori controllo, occorre un piano faunistico-venatorio regionale efficace”. Per la Cia-Agricoltori Italiani Abruzzo il problema degli ungulati continua a dilagare mettendo a serio rischio l’agricoltura e la pubblica incolumità.


“Accogliamo con favore il provvedimento della regione Abruzzo che autorizza l'uso di fonti luminose e prolunga fino a mezzanotte la possibilità di caccia di selezione al cinghiale”, afferma Mauro Di Zio, presidente di Cia Abruzzo, “Ma continuiamo a ricevere allarmate segnalazioni da parte dei nostri soci, che ci riferiscono di ingenti danni causati dai cinghiali alle coltivazioni agricole”.


Le razzie nei campi di cereali, ceci, piselli, meloni sono all'ordine del giorno e riguardano non più solo le aree interne, ma anche il territorio in prossimità della costa, vanificando il lavoro di mesi ed investimenti di migliaia di euro ad ettaro, compromettendo inesorabilmente le operazioni di raccolta e di trebbiatura. Il tutto in attesa che, tra qualche tempo, l'attenzione dei branchi di cinghiali si sposti su ortaggi, mais e vigneti.


“Il piano faunistico regionale è ancora fermo al palo e le azioni di selezione e controllo non riescono a garantire la sostenibilità della situazione neanche in quelle realtà dove gli Ambiti Territoriali di Caccia ci mettono impegno”, continua Di Zio che chiede alle istituzioni regionali di farsi carico di sostenere l’eliminazione del regime “de minimis” così da prevedere il totale risarcimento dei danni da fauna selvatica. 


Sono quattro le richieste da presentare alla Regione emerse nell’ ultimo incontro con i rappresentanti degli ATC Chietino-Lancianese, Vastese e Pescara a  cui erano presenti anche il presidente Cia Chieti-Pescara Nicola Sichetti, e il direttore Cia Chieti-Pescara Alfonso Ottaviano.


“Vista la perdurante situazione emergenziale determinata da un aumento esponenziale del numero dei cinghiali sul territorio regionale e constatata l’impossibilità di provvedere a riforme della Legge nazionale sulla caccia (legge 157/1992) in tempi brevi, suggeriamo di adottare misure congrue e potenzialmente idonee a ridimensionare la popolazione di cinghiali”.


1.    Regolamentazione specifica della Caccia di selezione in notturna, da attuarsi esclusivamente dietro “richiesta di intervento” da parte degli agricoltori.;


2.    attuazione “immediata” dell’attività di controllo “emergenziale” nelle aree protette, anche senza attendere la predisposizione di uno specifico Piano di Controllo (seguendo l’esempio di alcuni Comuni che l’hanno già fatto nel territorio regionale);


3.    approvazione in tempi brevi del Piano Faunistico Regionale con revisione della proposta (in esso contenuta) di zona vocata e zona non vocata;


4.    creare correttivi all’attuale Regolamento Regionale sugli Ungulati (1/2017) permettendo ai singoli ATC di poter stabilire autonomamente il numero di componenti minimi della squadra e di battute da effettuare, sulla base dell’ampiezza del territorio e della capacità gestionale delle singole squadre, per far si che si garantisca categoricamente un adeguato equilibrio tra il livello di controllo delle specie, sicurezza stradale e soprattutto tutela delle colture. Riteniamo comunque importante aumentare il numero dei componenti di ciascuna squadra, ma chiediamo anche a chi la pensa diversamente su questo punto, di dimostrare l’efficacia dei risultati anche con squadre numericamente più piccole. 




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In Evidenza - 25 giu 2020

Miele "made in China" mette in ginocchio apicoltura italiana di qualità

 Il mercato italiano è invaso da miele che arriva dalla Cina a prezzi di importazione molto bassi (1,24€/kg), un “miele senza api” adulterato e miscelato con quello naturale per nascondere la contraffazione. A lanciare l'allarme è Cia-Agricoltori Italiani che spiega: il nettare delle api è al terzo posto tra i dieci alimenti maggiormente a rischio di frode alimentare, che viene effettuata con l’aggiunta di sciroppo di zucchero e con metodologie di produzione non conformi alle norme europee, in cui l’uomo, fuori dall'alveare, si sostituisce alle api nella realizzazione del laborioso processo di maturazione del miele. Il “falso” miele, difficile da rilevare con i controlli effettuati alle frontiere, crea una concorrenza sleale che sta fortemente penalizzando l’apicoltura italiana (prezzo medio di produzione 3,99€/kg), che ha registrato nel 2019 perdite per 70 milioni di euro, flagellata anche dal problema del climate change, che hanno determinato un crollo della produzione (-50%). 

A tutela del settore, Cia propone all’Ue l’imposizione ai mieli importati da Paesi terzi, della conformità con la definizione europea di miele, sostanza che deve essere prodotta esclusivamente dalle api mellifere e alla quale non può essere aggiunta nessun’altra sostanza. Si richiedono anche maggiori controlli ai confini Ue e nuove metodologie di analisi, al passo con le adulterazioni sempre più sofisticate, oltre all'introduzione dell'etichettatura del Paese di origine sulle miscele di miele, per evitare frodi.

La flessione produttiva di miele, causata dai cambiamenti atmosferici negli ultimi anni, è un problema che affligge tutta l’apicoltura mondiale, ma sembra non riguardare la Cina che, invece, aumenta la capacità produttiva di anno in anno. Le esportazioni di miele in Europa, a prezzi così fortemente concorrenziali, si attestano sulle 80 mila tonnellate, avvalorando i sospetti diffusi nella comunità scientifica internazionale. La produzione artigianale, più rapida ed economica, accelera, infatti, i processi di deumidificazione e maturazione che le api effettuano con tempi molto più dilatati, ma rendono il prodotto finale privo delle caratteristiche di genuinità del miele.

Il danno economico derivante dalle difficoltà di mercato per gli apicoltori italiani sta, dunque, mettendo in ginocchio un comparto che in Italia conta 63 mila apicoltori, un milione e mezzo di alveari, 220 mila sciami, 23 mila ton. di prodotto e oltre 60 varietà. Le pesanti ricadute della concorrenza del “falso” miele cinese, non riguardano solo la filiera, ma tutta l’agricoltura italiana che dipende al 70% dalle api nella loro funzione di impollinatori. Una crisi ulteriore del settore metterebbe, infatti, a rischio la sicurezza alimentare del Paese e i nostri prodotti agricoli, simbolo di tipicità e biodiversità.



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In Evidenza - 23 giu 2020

Ue: le Donne in Campo di Cia lanciano un “Patto per il Green Deal”

Un “Patto per il Green Deal” con le agricoltrici al centro della transizione verde annunciata dall’Europa. Promotrici della sicurezza alimentare, custodi di biodiversità e sostenitrici della tutela di paesaggio e territori, le oltre 200.000 imprenditrici agricole italiane vogliono essere in prima linea nella costruzione e nell’attuazione di questa rivoluzione green da un trilione di euro di investimenti in dieci anni. E’ il messaggio lanciato da Donne in Campo, l’associazione femminile di Cia-Agricoltori Italiani, dalla sua Assemblea nazionale, oggi in videoconferenza, “Seminare biodiversità per raccogliere futuro, ricamare paesaggi, coltivare foreste”.

“Come donne dell’agricoltura, ci candidiamo a ricucire gli strappi tra la sostenibilità economica e quella ambientale e sociale -ha detto nella sua relazione la presidente di Donne in Campo, Pina Terenzi- ovvero i tre pilastri dello sviluppo sostenibile dettati dall’Onu, su cui ora non c’è sempre raccordo o connessione”. Perché questo sia possibile “bisogna rendere protagonista il settore agricolo -ha continuato la Terenzi- ma soprattutto, da qui al 2030, è necessario che questo passaggio venga accompagnato da due azioni: un grosso impegno in innovazione e ricerca e in risorse nella futura Pac; un grande piano di divulgazione, formazione e assistenza tecnica per affiancare gli agricoltori e facilitare il passaggio verso gli obiettivi prefissati”. A questo scopo “chiediamo ai Ministeri coinvolti di garantire al settore primario tutto l’appoggio e il sostegno possibile -ha concluso la presidente di Donne in Campo- per affrontare una fase di grande cambiamento come questa”.

Un appello subito raccolto dalla ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova, che è intervenuta all’Assemblea via web. “Accolgo il vostro appello -ha dichiarato-. Se non ci può essere futuro verde senza la centralità dell’agricoltura, non ci può essere centralità dell’agricoltura senza le donne”. Dopo aver ricordato il via libera al bonus “donne in campo”, realizzato proprio per potenziare la presenza nel settore (oggi un’azienda agricola su 3 è a conduzione femminile e il 40% della forza lavoro complessiva è rosa), Bellanova ha sottolineato: “Il vostro aiuto è fondamentale”, con l’enorme sfida del Green Deal davanti “serve coraggio e visione, strumenti nuovi e più forti. Dobbiamo rimettere al centro il ruolo stesso degli agricoltori come custodi del patrimonio di biodiversità, per contrastare lo spopolamento delle aree interne e il dissesto idrogeologico” e soprattutto “come produttori di un bene comune e strategico che è il cibo”, ha chiosato la ministra, tornato centrale nella pandemia con il tema dell’approvvigionamento alimentare.

Tutti temi che Cia-Agricoltori Italiani sostiene e rilancia con il progetto “Il Paese che Vogliamo”, rimodulato alla luce del Covid-19. “L’emergenza ha rimesso in discussione tutti i modelli di crescita -ha sottolineato il presidente nazionale Dino Scanavino, chiudendo i lavori dell’Assemblea di Donne in Campo- riaffermando la funzione strategica dell’agricoltura e il valore sociale delle zone rurali d’Italia. Adesso ripartiamo da qui per costruire un nuovo piano di sviluppo del territorio nazionale, frenando il fenomeno dell’abbandono delle aree interne, lavorando da subito all’appuntamento del Green Deal europeo con investimenti in innovazione e sostenibilità ambientale”.



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In Evidenza - 23 giu 2020

Agricoltura: Cia, bonus “donne in campo” premia e incentiva oltre 200mila imprenditrici

Il bonus “donne in campo” è una grande opportunità per sostenere e incentivare la presenza delle donne in agricoltura, che in Italia resta uno dei comparti con la più alta percentuale di occupazione femminile. Così Pina Terenzi, presidente nazionale di Donne in Campo, l’associazione rosa di Cia-Agricoltori Italiani, esprimendo soddisfazione per il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni al decreto ministeriale che dà attuazione alla misura, prevista dalla legge di Bilancio 2020.

“Siamo pronte a impegnarci in un nuovo rilancio dell’imprenditoria femminile agricola -sottolinea Terenzi-. Il bonus, infatti, rappresenta una boccata d’ossigeno essenziale per le oltre 200.000 aziende agricole nazionali guidate da donne e messe in difficoltà dal lockdown, nonché un’occasione per favorirne di nuove”. Con un fondo rotativo da 15 milioni per garantire mutui a tasso zero, fino a 300 mila euro, aggiunge la presidente, anche “quel 40% di forza lavoro al femminile in agricoltura potrebbe, finalmente, usufruire di un incoraggiamento, oggi più che mai necessario”.

“Le donne del settore sono innovatrici instancabili -aggiunge ancora Terenzi- capaci di coniugare crescita produttiva e tutela di biodiversità e tradizione. La multifunzionalità si conferma alleata di un’imprenditorialità al femminile che crede nel valore culturale e sociale del cibo, nella tutela del suolo e del paesaggio, nel ruolo attivo del settore per la definizione di strategie di mitigazione e adattamento al clima”.

“Il bonus ‘donne in campo’ è un valido riconoscimento del ruolo dell’imprenditoria femminile nel nostro Paese -aggiunge il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino-. Le agricoltrici hanno avuto il merito di trasformare la creatività in vera innovazione economica e sociale: dall’agriturismo alla vendita diretta, dall’agricoltura sociale alle fattorie didattiche, fino agli agri-asili e allo sviluppo degli agri-tessuti”.



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In Evidenza - 15 giu 2020

Raccolta alimentare ASeS e Cia Abruzzo, “Grazie alle aziende che hanno contribuito”

Alle aziende e ai cittadini, di seguito elencati, che hanno contribuito alla raccolta alimentare organizzata da ASES e CIA Abruzzo in favore delle famiglie e di individui che più hanno sofferto gli effetti della pandemia, grazie di cuore! Attraverso il vostro impegno molte persone potranno beneficiare di un sostegno concreto e di un segno di speranza. 


CIA L'Aquila-Teramo

CIA Chieti-Pescara

CIA Abruzzo

Associazione Nazionale Pensionati (Regionale e Provinciali)

Associazione La Spesa in Campagna

Associazione Turismo Verde

Associazione Donne in Campo (Regionale e Provinciali)

Associazione Giovani Imprenditori Agricoli (Regionale e Provinciali)

Associazione La Spesa in Campagna a Pescara

Az. Agricola Pace Pierluigi

Az. Agricola Terre di Pianella

Az. Agricola Pasqualone Diego

Az. Agricola Aurea di Nicola Quattrocelli

Az. Agricola Candeloro

Az. Agricola Baldassarre

Az. Agricola Trovarelli Domenica

Latte Cigno

Az. Agricola Sapori di Bea

TheVinum

Cantina Sociale San Zefferino

Caseificio La Bruna di Piccirilli Alberto

Az. Agricola Villamarea

Az. Agricola Di Giovanni

Az. Agricola Galante Miguel

Az. Agricola Di Nardo Giovanni

Az. Agricola Bascelli 

Az. Agricola D’Achille Cristian

Az. Agricola Impicciatore Alessandro

Az. Agricola Terrafonte

Az. Agricola Vicoli Antonella

Az. Agrituristica Fattoria dell’Uliveto

Ursini

Apicoltura ADI

Cantine Spinelli

I soci della Onlus Progetto Etiopia

Società Cooperativa Mercato Contadino L'Aquila

Società Cooperativa Mercato Contadino d’Abruzzo

Az. Agricola Blasetti Mario

Società FREYR s.s.

Società Agricola Cantoro s.s.

Frantoio Gran Sasso s.r.l.

Az. Agricola Valente Francesca

Az. Agricola Torzolini Filippo

Az. Agricola Ciccozzi Anna

Az. Agricola Griguoli Matteo


Clienti del mercato Contadino di Pescara con la donazione di prodotti acquistati

Clienti del mercato Contadino dell'Aquila con la donazione di prodotti acquistati



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In Evidenza - 12 giu 2020

Zes Abruzzo, imprese e sindacati: bene l’approvazione, ora tutti uniti sugli obiettivi comuni

«Bene l’istituzione da parte del Governo della Zona Economica Speciale, la quinta di tutto il Mezzogiorno: adesso occorre lavorare tutti insieme – istituzioni, mondo produttivo e del lavoro – per conseguire rapidamente i benefici che all’Abruzzo deriveranno dalla sua approvazione». Lo afferma una nota congiunta sottoscritta da sedici sigle, tra associazioni d’impresa e sindacati dei lavoratori: Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Legacoop, Cgil, Cisl, Uil, Ugl. Lo stesso schieramento che nei giorni scorsi aveva scritto al ministro per la Coesione territoriale del Governo Conte, Giuseppe Provenzano, sollecitando il via libera alla Zes.

«Pensato in funzione della trasversalità est-ovest e della istituzione del cosiddetto “corridoio europeo “Ten-T” Barcellona-Civitavecchia-Ortona-Ploce, il provvedimento – che prevede a favore delle imprese crediti di imposta e semplificazione delle procedure burocratiche, con l’istituzione di una Zona franca doganale - avrà un effetto di grande impatto soprattutto sul sistema portuale e della logistica. Saranno infatti interessati principalmente i porti di Ortona e Vasto, l’aeroporto d’Abruzzo, l’interporto di Manoppello, gli autoporti di Avezzano e San Salvo: strutture, queste ultime, che dovrebbero quindi essere pienamente recuperate.  L’approvazione della Zes, concludono i firmatari, «arriva oltretutto in un momento particolarmente delicato e difficile per la nostra economia: deve dunque rappresentare una grande opportunità da cogliere con spirito di squadra e velocemente».



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In Evidenza - 12 giu 2020

Biologico: Cia, avanti su approvazione legge. Serve anche a Green Deal Ue

 La transizione verde europea che dà appuntamento al 2030, chiama all’appello anche il settore biologico, ma l’Italia non può pensare di mettersi in carreggiata senza l’approvazione del disegno di Legge sul biologico e una spinta su provvedimenti amministrativi che facciano ordine tra le statistiche esistenti su produzione, import ed export Ue. Così Cia con Anabio, la sua associazione per il bio, nel quadro di un processo green sollecitato dall’Europa e necessario anche al rilancio post Covid-19.

Nel cuore del Green Deal Ue, ricorda Anabio-Cia, la strategia “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”, tracciano una strada chiara, seppur impervia, da seguire: l’aumento del 25% della superficie ad agricoltura bio entro il 2030 e l’integrazione tra attività economiche e protezione degli ecosistemi.

Di fronte a tale scenario, interviene Anabio-Cia, l’Italia deve chiaramente accelerare su una solida dotazione interna di indicazioni chiare e regole certe, molte delle quali contenute nel disegno di Legge “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico” in discussione alla Comagri e che all’art.6 prevede la necessaria “istituzione di un Marchio biologico italiano”. E’ quanto Anabio-Cia attende da tempo, dopo il lungo iter che l’ha vista impegnata nella fase di stesura.

A ciò, chiarisce Anabio-Cia, si aggiunge la questione dei dati, per esempio sull’import. Nel 2019 l’Europa ha importato oltre 3 mln di tonnellate di bio (per lo più materie prime), circa il 2% dell'import agroalimentare totale Ue e le importazioni di biologico da parte dell’Italia incidono solo per il 5,74%. 

Cifre rassicuranti, ma non sempre trasparenti, chiosa Anabio-Cia, né conformi ai reali scambi tra l’Europa e i Paesi extra Ue. Serve, dunque, un lavoro integrato in ambito statistico sull'agricoltura bio comunitaria, oltre a pubblicazioni e raccomandazioni, disponibili in rete. 

Inoltre, per monitorare adeguatamente lo sviluppo del settore, è necessario che l’Italia disponga di dati aggiornati, regolari e affidabili sui volumi e sul valore della produzione, anche circa la domanda, statistiche sul numero di prodotti grezzi o trasformati, disponibili localmente o per l’esportazione. 

E’ un’opportunità per il settore, conclude Anabio-Cia, tenuto anche conto anche dell’andamento, in emergenza Covid-19. Negli ultimi 5 mesi, infatti, sono entrati nella filiera 2.068 operatori per una superficie pari a 71.921 ettari. Durante il lockdown, l’agroalimentare bio ha catalizzato l’attenzione del 30% della clientela non users e il 20% degli italiani ha scelto prodotti sostenibili. Se la recessione per la pandemia mette a rischio il valore degli acquisti di prodotti bio è anche vero che, dunque, il Paese ne sta uscendo sempre più attento a origine e qualità.



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In Evidenza - 08 giu 2020

Raccolta alimentare di beneficenza di Cia Abruzzo e ASeS a favore della Caritas: consegnati oltre 4 quintali di prodotti

Circa 4 quintali di prodotti agricoli, dalla frutta alla verdura di stagione, oltre a bottiglie di passata di pomodoro, confezioni di pasta e olio extravergine d’oliva, sono stati raccolti e consegnati alla Caritas Abruzzo, grazie all’iniziativa di Cia-Agricoltori Italiani Abruzzo e ASeS Agricoltori Solidarietà e Sviluppo che si inserisce nella più ampia campagna #agricoltorisolidali nata in questo momento di emergenza sanitaria. Le raccolte di cibo a sostegno delle famiglie in difficoltà hanno riguardato i Comuni di Venezia, Reggio Emilia, Grosseto, Livorno, Lucca, Bari, Lecce, Taranto per concludersi ieri a Lanciano nella chiesa di Santa Giovina in occasione della Giornata Mondiale della Salubrità Alimentare. 

I prodotti consegnati alla Caritas di Lanciano verranno distribuiti dall’associazione Joseph, secondo precise necessità, in modo che i prodotti vengano utilizzati al meglio. 

“Oggi il numero dei nuovi poveri è destinato a crescere a causa dell’aumento della perdita di posti di lavoro e di remunerazioni sempre più basse, con il risultato che si registra uno spaventoso incremento di persone in difficoltà”, afferma Mariano Nozzi, Direttore di Cia Abruzzo, “Dinanzi a questa realtà, che rischia di mettere a rischio la coesione sociale, Cia e ASeS, hanno voluto contribuire a risolvere i molti problemi dovuti alla diffusione del coronavirus, attivandosi per raccogliere beni alimentari da conferire ai meno fortunati”. 

Ringrazio le varie associazioni Cia che si sono adoperate per sostenere quanti sono in condizioni disperate e non hanno possibilità di acquistare alimenti per le necessità quotidiane, soprattutto anziani e bambini”, sostiene Angelo Rosato, coordinatore del progetto. 

“L’accesso al cibo sano e sicuro deve essere garantito a tutti”, spiega la presidente di ASeS-Cia, Cinzia Pagni, “Ma la pandemia dovuta al Covid-19 ha fatto emergere nuove povertà, tra chi ha perso il posto di lavoro o non ha potuto riaprire l’attività, chi non è rientrato nei sussidi del governo o chi ha una pensione al minimo. La conseguenza è stata una crescita esponenziale del numero di persone che hanno bisogno di aiuto per mangiare e un incremento del 114% di cittadini che si sono rivolti ai servizi delle Caritas”.




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In Evidenza - 04 giu 2020

Coronavirus: Cia alle Regioni, agricoltura sia protagonista delle sfide Ue

L’agricoltura italiana sia protagonista delle nuove sfide lanciate dall’Europa con il Green Deal, la strategia Farm to Fork e il Next generation EU planLe Regioni diventino centrali nella gestione di questo processo virtuoso per condurre il Paese fuori dall’emergenza Coronavirus anche in chiave sostenibile. Così Cia-Agricoltori Italiani rivolgendosi agli assessori regionali all’agricoltura, incontrati in sede di giunta nazionale, nel corso della videoconferenza dal titolo “La sfida della sostenibilità ambientale nell’emergenza Covid-19. Politiche europee, territori e sistemi produttivi”.

 

Per Cia, infatti, il livello regionale è, in questa 'Fase 2', strategico al pari del governo nazionale e ancor più incarna l’interlocutore ideale per calare alle realtà territoriali, gli obiettivi e le risorse della transizione verde europea.

 

L’emergenza epidemiologica, sottolinea Cia, ha messo a dura prova la tenuta sociale ed economica del Paese e l’agricoltura, pur avendo, con impegno e responsabilità, lavorato per garantire sempre cibo sano e di qualità per tutti, non è uscita indenne dallo shock causato dalle restrizioni per contenere la diffusione del CoronavirusIn particolare, il tema della sostenibilità ambientale, già caro a Cia che lo ha riportato al centro del dibattito istituzionale con il progetto sulle aree interne “Il Paese che Vogliamo”, è diventato prioritario di fronte agli effetti del lockdown, con il blocco delle attività di forestazione e manutenzione del verde da una parte, e il proliferare della fauna selvatica, con crescita ulteriore dei danni per le attività agricole, dall’altra. Scenario tale, secondo Cia, da richiedere a tutti, soprattutto alle Regioni, una rinnovata riflessione sul ruolo delle aree rurali e dei suoi agricoltori, custodi dell’ambiente e del paesaggio, motore della ripartenza economico-sociale delle comunità, soprattutto alla luce delle sfide Ue.

 

Al centro del confronto con gli assessori regionali ci sono gli impegni e le opportunità targate Ue, prossime azioni da intraprendere con chiarezza e tempestività, a partire dalla strada obbligata tracciata dal Green Deal per un’Europa a neutralità climatica entro il 2050 e affiancata dalle strategie Biodiversità 2030 e Farm to Fork. Entrambe, guardano ad azioni significative e ambiziose per un equilibrio fra natura, sistemi alimentari e bio, come la riduzione dell’impatto ambientale e climatico della produzione animale.

 

Inoltre, segnala Cia, sempre all’interno della cornice delineata dal Green Deal europeo, il Next generation EU plan, stanzia risorse aggiuntive importanti, pari a 15 miliardi, per lo sviluppo rurale Ue, all’interno del prossimo quadro finanziario pluriennale.

 

“In questo quadro, senza dimenticare l’appuntamento con la riforma della Pac -ha dichiarato il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavinole Regioni saranno chiamate a giocare un ruolo chiave e dovranno avere dalla loro parte, la capacità di cogliere nella sfida, una grande opportunità di crescita”.

 

“L’agricoltura dovrà necessariamente rivedere i suoi metodi di produzione -ha continuato Scanavino- e le istituzioni regionali con le quali stiamo dialogando da tempo, saranno centrali nel guidare il cambio di passo e di approccio delle imprese del settore agroalimentare”.

 

Abbiamo chiesto al governo di accelerare su un solido e credibile piano di riforme per accedere alle risorse messe a disposizione dall’Europa per il rilancio post Covid-19 -ha concluso Scanavino. Sul fronte interno a noi, insieme con le istituzioni regionali, spetta il compito di condurre il Paese verso una nuova consapevolezza, quella che vede il settore agroalimentare produttore non solo di beni alimentari, ma anche, sempre più, di servizi ecosistemici, indispensabili per la transizione verso lo sviluppo sostenibile”.

 

Hanno partecipato alla videoconferenza, con il presidente nazionale Dino Scanavino e i presidenti Cia regionali: Emanuele Imprudente (vicepresidente e assessore all’Agricoltura Regione Abruzzo); Gianluca Gallo (assessore all’Agricoltura Regione Calabria); Alessio Mammi (assessore all’Agricoltura e Agroalimentare Regione Emilia-Romagna); Stefano Mai (assessore all'Agricoltura, Sviluppo dell'entroterra e delle zone rurali Regione Liguria); Fabio Rolfi (assessore all'Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi Regione Lombardia); Anna Casini (vicepresidente Regione Marche con delega all’Agricoltura); Marco Protopapa (assessore all’Agricoltura Regione Piemonte); Gianluca Nardone (direttore Dipartimento Agricoltura Regione Puglia); Edy Bandiera (assessore all’Agricoltura, sviluppo rurale e pesca Regione Sicilia); Marco Remaschi (assessore all’Agricoltura Regione Toscana); Giulia Zanotelli (assessore all’Agricoltura Provincia autonoma di Trento); Roberto Morroni (vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e agroalimentari Regione Umbria); Giuseppe Pan (assessore all’Agricoltura Regione Veneto).

 



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In Evidenza - 30 mag 2020

Emergenza alimentare, raccolta di beneficenza di Cia Abruzzo e ASeS a favore della Caritas

Sostenere le famiglie che si trovano in difficoltà, è questa l’ultima iniziativa di Cia- Agricoltori Italiani Abruzzo e ASeS Agricoltori Solidarietà e Sviluppo che si inserisce nella più ampia campagna #agricoltorisolidali nata in questo momento di emergenza sanitaria.  

La pandemia dovuta al Covid-19 e il conseguente lock down hanno fatto emergere nuove povertà e hanno acuito le difficoltà per tutti coloro che già vivevano sulla soglia della povertà. 

Oggi il numero dei nuovi poveri è destinato a crescere a causa dell’aumento della perdita di posti di lavoro e di remunerazioni sempre più basse, con il risultato che si registra uno spaventoso incremento di persone preoccupate perché non sanno a chi chiedere aiuto, non sanno come sfamare i figli e si vergognano di trovarsi, per la prima volta, in difficoltà. 

Dinanzi a questa realtà, che non si risolverà automaticamente con l’uscita dalla crisi sanitaria e che rischia di mettere a rischio la coesione sociale, Cia e ASeS, hanno voluto essere protagonisti nel tentare di contribuire a risolvere i molti problemi dovuti alla diffusione del coronavirus, attivandosi per raccogliere beni alimentari da conferire ai meno fortunati. 

Per ottenere il risultato desiderato, l’iniziativa sarà realizzata in collaborazione con le Caritas territoriali, organismi che meglio di altri conoscono le difficoltà, le esigenze e le migliori modalità di sostegno delle rispettive comunità. 

La consegna avverrà domenica 7 giugno in occasione della Giornata Mondiale della Salubrità Alimentare a Lanciano, alle ore 9:30 nell’area antistante la chiesa di Santa Giovina. Alle ore 11 ci sarà la benedizione dei prodotti. 

“Poiché la dimensione del cibo non può essere considerata secondaria, l’auspicio è quello che, una volta spente le luci sull’emergenza post-Covid, la solidarietà non venga meno ma rimanga un punto fermo nell’agire e nelle scelte del quotidiano”, afferma Mariano Nozzi, Direttore di Cia Abruzzo.

Sono certo che le varie associazioni Cia si adopereranno per sostenere quanti sono in condizioni disperate e non hanno possibilità di acquistare alimenti per le necessità quotidiane e sono preoccupato soprattutto per anziani e bambini”, sostiene Angelo Rosato, coordinatore del progetto. 

“La diffusione dell’emergenza sanitaria, dovuta al Covid19 e l’allungamento dei tempi di ripartenza, hanno chiamato tutti noi ad un rinnovato senso di responsabilità: verso noi stessi, verso gli altri e, nel nostro caso, verso gli impegni presi in Italia e nei paesi dove cooperiamo”, afferma la Presidente di ASeS Cinzia Pagni, “per questo ci siamo fatti carico di diverse iniziative a livello nazionale e territoriale e ci siamo impegnati a favore della sicurezza di chi, a vario titolo, lavora nel settore primario”. 


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LA CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI (CIA) E' UN'ORGANIZZAZINE LAICA ED AUTONOMA DAI PARTITI E DAI GOVERNI.

Opera in Italia, in Europa e a livello internazionale per il progresso dell'agricoltura e per la difesa dei redditi e la pari dignita degli agricoltori nella societa Organizza gli imprenditori agricoli e tutti coloro che sono legati all 'attivita agricola da rapporti non transitori. La Cia si articola in associazioni di categoria, istituti e societa che operano per la sicurezza alimentare e la salvaguardia dell'ambiente, nel campo dell'assistenza previdenziale, sociale, sanitaria, fiscale e tributaria, della consulenza tecnica, della formazione, dell'assicurazione, dell 'agriturismo, dell'agricoltura biologica e per la tutela degli anziani, delle donne e dei giovani La confederazione ha rappresentanti nei -'maggiori organismi internazionali, comunitari, nazionali, regionali e provinciali

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