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In Evidenza - 23 dic 2019

La fauna selvatica da problema a opportunità e risorsa per l’Abruzzo

“La Filiera della Selvaggina come Opportunità di Valorizzazione delle Risorse Naturali del Territorio Abruzzese” al centro del convegno che si è svolto a Pescara, nella sede di Aurum, nell’ambito del progetto “Risorse Naturali d’Abruzzo”. L’obiettivo è il ridimensionamento del “problema cinghiali” contribuendo alla riduzione del numero dei capi, salvaguardando il territorio dai danni provocati da questi selvatici e costruendo una filiera forte, competitiva e qualificata capace di  incrementare il consumo di carne di selvaggina trasformata in maniera sicura e di qualità così da far crescere il reddito delle imprese agricole che partecipano al progetto e di quelle economie delle aree interne. Il progetto è governato da una ATI con capofila la Cooperativa ASCA ed aggrega ben 22 partner fra investitori diretti ed indiretti ed è finanziato dal PSR Abruzzo 2014-2020 a valere sulla misura 16.4 ‘Filiere Corte e Mercati Locali’. 

Regione pioniera in termini di destinazione della fauna abbattuta è stata l’ Emilia-Romagna che nel 2007 ha consentito l’utilizzo della selvaggina per autoconsumo. 

“Grazie a queste iniziative”, spiega Maria Luisa Zanni della Regione Emilia-Romagna, “è possibile reperire prodotto fresco dell’Appennino nelle macellerie anche del centro città e degustare piatti cucinati da chef qualificati realizzati con carni di prima qualità, frollata e sezionata correttamente al fine di valorizzarne al meglio il sapore”.


“Sebbene i prodotti di selvaggina ricoprono un ruolo importantissimo nella green economy, il valore

di essi è stato a lungo sottostimato”, dice Roberto Viganò dello studio associato AlpVet, “Questo ci deve far ragionare su quanto finora in Italia ci siamo lasciati sfuggire non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto dal punto di vista di immagine dell’attività venatoria, la quale, ancora oggi, non viene riconosciuta come qualcosa in grado di produrre degli alimenti, ma più che altro come un’attività ricreativa e con una forte e radicata caratterizzazione sociale, essendo prevalentemente praticata più per convivialità”.


“Il progetto si pone l’obiettivo ambizioso di trasformare un problema in risorsa e opportunità”, afferma il coordinatore del progetto Fabio De Marinis, “Con la vendita di carne di selvaggina attraverso una filiera, controllata e certificata, si potrà far emergere un consumo sempre regolare e sicuro per il consumatore, ma anche integrare il reddito delle aziende agricole aderenti”.


Le intere province di Pescara e di Chieti e oltre la metà della provincia dell’Aquila saranno i principali fornitori della selvaggina, in particolare del cinghiale. “Si ipotizza”, continua De Marinis, “che, a regime, la Filiera possa intercettare almeno un 55% di tutti i cinghiali abbattuti annualmente in Abruzzo, pari a circa 6000 capi. Questi potrebbero risultare divisi in 4000 capi derivanti dalla caccia collettiva (52% dei capi abbattuti in braccata/girata) e 2000 capi provenienti dalla caccia di selezione e controllo (64% dei capi totali abbattuti in queste forme)”. 

“Una soluzione per le buone pratiche di conservazione del prodotto consiste nel favorire la realizzazione di una rete locale di Centri di Sosta (CdS) con celle frigorifere di adeguate capacità, indifferentemente che un cacciatore voglia commercializzare il suo capo tramite un CdLS, oppure cederlo direttamente al consumatore finale o riservarselo per l’autoconsumo nel proprio ambito domestico”, sostiene Mauro Ferri, esperto del S.I.E.F. (Società Italiana Ecopatologia della Fauna).


“Sono fiducioso sul contributo che questo progetto possa dare in termini di salvaguardia e valorizzazione del territorio riducendo gli effetti che la fauna selvatica sta creando”, dice Mauro Di Zio, Presidente Cia Abruzzo, “La nostra confederazione, a livello nazionale, è già promotrice di una radicale riforma della legge 157 del 1992 che regola l’attività di caccia e che, innanzitutto, si pone l’obiettivo di sostituire il concetto di protezione con quello di gestione, e prevede varie iniziative volte a tutelare l’attività agricola”. 





Vedi gli Abstract dei relatori del workshop che sono allegati al documento PDF di seguito riportato.

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In Evidenza - 23 dic 2019

Natale: Cia, a tavola trionfa la tradizione. Spesa per 4,8 mld fino a Capodanno

Con l’arrivo delle feste, la tradizione torna protagonista a tavola. Messe in disparte le mode esotiche in cucina, vincono anche quest’anno pranzi e cene casalinghi con prodotti legati al territorio, per una spesa complessiva di 4,8 miliardi di euro tra Natale e Capodanno. Sono le stime di Cia-Agricoltori Italiani, secondo cui oltre due italiani su tre trascorreranno le festività tra le mura domestiche con parenti e amici, preferendo piatti locali nel 75% dei casi. 

Anche se le tredicesime restano impegnate soprattutto su scadenze fiscali e risparmi, non si rinuncia alle classiche tavolate natalizie, per le quali si spenderanno fino a 2,8 miliardi, in media 140 euro a famiglia -rileva Cia-. Quasi 2 miliardi, invece, il budget alimentare previsto per allestire il cenone di Capodanno e il pranzo del primo gennaio nelle case. Mentre il 25% degli italiani sceglierà ristoranti, trattorie o agriturismi per attendere l’arrivo del 2020.

Rispetto ai menù, vincono le ricette tradizionali e regionali: ragù, bollito, tortellini in brodo, verdure pastellate, abbacchio, cotechino e lenticchie, pandoro e panettone. E per il cenone della Vigilia, che vedrà al centro il pesce (che registra proprio in questi giorni il consumo più elevato dell’anno, con una spesa prevista di circa 500 milioni) -continua Cia- le famiglie compreranno alici, baccalà, orate, spigole, trote e capitone invece del costoso caviale d’importazione. 

Anche in queste feste, poi, spumante e prosecco trionferanno sullo champagne, con il 90% dei brindisi tricolori e oltre 70 milioni di tappi pronti a saltare da qui all’anno nuovo.

Menù locali e legati al territorio vinceranno anche negli agriturismi, dove le tradizioni della cucina contadina vengono valorizzate dagli Agrichef Cia. Secondo la nostra associazione agrituristica Turismo Verde, queste lunghe festività premieranno la vacanza in campagna (+6%), soprattutto sul fronte della ristorazione. Merito anche dei prezzi competitivi, con la possibilità di pacchetti e offerte “last minute”.  





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In Evidenza - 20 dic 2019

Avviso pubblico - Misura M02 - Sottomisura 2.1 - Consulenza aziendale

PSR  ABRUZZO 2014–2020 

Avviso pubblico

Misura M02 - Sottomisura 2.1 “Sostegno allo scopo di aiutare gli aventi diritto ad avvalersi di servizi di consulenza”

Determinazioni n. DPD022/22 del 06/06/2019, n. DPD022/31 del 02/10/2019 e n. DPD022/48 del 04/12/2019

 

AVVISO PUBBLICO PER LA RICHIESTA FORMALE DA PARTE

DELLE AZIENDE AGRICOLE DI FORNITURA DEL SERVIZIO DI CONSULENZA

Il presente Avviso Pubblico regola l’attuazione della Misura M02 "Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole" - Sottomisura 2.1 - "Sostegno allo scopo di aiutare gli aventi diritto ad avvalersi dei servizi di consulenza" del Programma di Sviluppo Rurale 2014 - 2020 della Regione Abruzzo, rivolto alle imprese agricole, definendo i criteri e le procedure per la presentazione delle domande di aiuto e di pagamento da parte dei potenziali beneficiari.

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In Evidenza - 18 dic 2019

Aree interne: Cia lancia piattaforma online per “Il Paese che Vogliamo”

Cia-Agricoltori Italiani lancia la piattaforma online dedicata al progetto nazionale “Il Paese che Vogliamo”. La presentazione ufficiale in occasione dell’Assemblea annuale che si è tenuta a Roma.

Il sito web, raggiungibile al link ilpaesechevogliamo.cia.it, è stato pensato, in primo luogo, per promuovere il dibattito pubblico sui 5 asset al centro dell’iniziativa (infrastrutture, governo del territorio, filiere a vocazione territoriale, fauna selvatica, enti locali e politiche Ue) e quindi come contesto virtuale per raccogliere proposte di rilancio delle aree interne.

La piattaforma risponde all’obiettivo di informare e aggiornare in merito all’iniziativa, ma soprattutto apre il progetto a una maggiore partecipazione, prevedendo al suo interno la sezione ad hoc “Lascia la tua proposta” per dare spazio a idee e suggerimenti. Chiamati a contribuire non solo istituzioni, enti, mondo accademico e associazioni, ma anche stakeholder, giornalisti e cittadini.

 Stile e approccio, che traggono ispirazione dal sito web degli Agricoltori Italiani, sono stati scelti per una navigazione intuitiva e snella, una fruizione dei contenuti facile e immediata. Tanti gli approfondimenti sulle questioni sollevate con “Il Paese che Vogliamo”. Grande attenzione a documenti, analisi, report e focus, frutto del roadshow dedicato, che Cia sta portando avanti da Nord a Sud Italia.

Chiudiamo il 2019 carichi di quattro mesi di intensa attività focalizzata sull’importante viaggio nel territorio de “Il Paese che Vogliamo” -ha detto il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino.- Il roadshow, fondamentale per dialogare con governatori, sindaci, presidenti di enti e associazioni, accademici e cittadini -ha raccontato Scanavino- finora ha toccato 4 tappe, coinvolgendo 12 regioni (a Nord Liguria e Piemonte; a Sud Campania, Puglia e Basilicata; nel Centro Italia Toscana, Emilia-Romagna e Umbria; nelle zone terremotate Marche, Lazio, Abruzzo, Umbria e Molise) radunando nei tavoli tematici oltre 200 ospiti istituzionali. La piattaforma arriva, ora, a rafforzare gli intenti del progetto Cia per realizzare, attraverso anche i prossimi appuntamenti in giro per l’Italia, il più dettagliato, organico e puntuale dossier sulle aree interne, da presentare presto al governo”.



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In Evidenza - 12 dic 2019

Claudia Merlino è il nuovo direttore generale di Cia-Agricoltori Italiani

Claudia Merlino è il nuovo direttore generale di Cia-Agricoltori ItalianiNominata dalla Giuntariunita a Roma, arriva all’incarico dopo aver ricoperto prima il ruolo di responsabile Lavoro e Relazioni sindacali e poi di capo del settore Organizzazione.

Claudia Merlino subentra a Rossana Zambelli, in carica dal 2010, che lascia la guida amministrativa di Cia per la raggiunta maturità previdenziale.

A nome di tutta la Cia, esprimiamo a Rossana Zambelli i più vivi ringraziamenti per il lavoro e l’impegno svolto per la nostra organizzazione e per l’agricoltura del nostro Paese -ha dichiarato il presidente Cia, Dino Scanavino, in rappresentanza della Giunta nazionale-. Nei suoi tanti anni di attività, Zambelli ha contribuito in maniera fattiva alla crescita dell’organizzazione dedicata alla tutela degli imprenditori agricoli”. Allo stesso tempo, ha continuato Scanavino, “facciamo i nostri migliori auguri a Claudia Merlino per questo nuovo importante incarico, sicuri che saprà garantire a Cia passione e professionalità”.

Claudia Merlino è la seconda donna a ricoprire il ruolo di direttore generale di Cia-Agricoltori Italiani.


C‍ongratulazioni a nome di tutta la CIA d'Abruzzo.

 



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In Evidenza - 05 dic 2019

"Un extra per la ricerca", gli olivicoltori italiani al fianco di Fondazione Airc

Fondazione AIRC e gli olivicoltori di Cia-Agricoltori Italiani e Italia Olivicola insieme per il progetto ‘Un extra per la ricerca’, iniziativa pensata per sostenere il lavoro dei 5mila ricercatori AIRC e valorizzare il prodotto principe della dieta mediterranea, l’olio extravergine d’oliva


Una collaborazione articolata in diversi appuntamenti per informare il pubblico sull’importanza di adottare comportamenti e abitudini salutari per ridurre il rischio di cancro. Da tempo, siamo consapevoli che il fumo è il rischio evitabile che più incide sulla salute. Oggi, sappiamo che anche il cibo che consumiamo può influire ed essere un prezioso alleato per la prevenzione, se insieme riduciamo altri fattori di rischio come la sedentarietà e l’obesità. Alcuni tipi di tumore – in particolare quelli che interessano esofago, stomaco e intestino – sono fra i più sensibili agli effetti di una dieta sbilanciata. 


Un numero crescente di studi scientifici sta dimostrando la stretta correlazione tra un’alimentazione varia ed equilibrata e la prevenzione del cancro. L’American Institute for Cancer Research ha calcolato che abitudini alimentari poco salubri sono responsabili di circa tre tumori su dieci. Inoltre, è sempre più chiaro che una dieta salutare va adottata fin dalla più tenera età, anche se non è mai troppo tardi per migliorare le proprie abitudini a tavola.


I risultati di un recente studio italiano, sostenuto da Fondazione AIRC, hanno dimostrato in esperimenti di laboratorio che il consumo quotidiano di olio extravergine di oliva aiuta a prevenire e combattere i tumori intestinali. La scoperta, pubblicata sulla rivista Gastroenterology, è del gruppo di ricerca di Antonio Moschetta all’Università degli Studi di Bari: “L’olio extravergine di oliva tipico del nostro territorio è ricco di acido oleico, una sostanza in grado di regolare la proliferazione cellulare. In studi preclinici abbiamo potuto simulare geni alterati e stati di infiammazione intestinale, dimostrando che la somministrazione di una dieta arricchita di acido oleico è in grado di garantire notevoli benefici per la salute.


L’olio extravergine d’oliva è il protagonista del progetto “Un extra per la ricerca” che prenderà il via nel fine settimana del 7 e 8 dicembre in 40 cooperative e frantoi in molte regioni. Per ogni bottiglia o lattina di olio novello distribuita in questi due giorni, i frantoi partecipanti destineranno 2 euro ai progetti di Fondazione AIRC. Inoltre, per fare un regalo buono e sano per il prossimo Natale, su shop.airc.it sono già disponibili confezioni regalo di bottiglie da 500 ml di olio extravergine 100% italiano estratto a freddo


In Abruzzo vi segnaliamo i seguenti frantoi:


Capo - Soc. Coop.Va  Agricola Via Modena, 484 - 65019  Pianella (Pe)

Frantoio O. Giocondo Di La Barba Maria S. Rocco Vecchio 9 San Vito Chietino (Ch)

Frantoio Di Amoroso Via Gesi, 5 - S. Maria Imbaro (Ch)

Altobelli Alfonso Fattoria Bardella C.Da Bardella 73 - Ortona (Ch)

Oleificio Priori Via Montesecco 3 - Torino Di Sangro (Ch)


Per informazioni consultate il sito airc.it





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In Evidenza - 05 dic 2019

L’Appennino post sisma protagonista a Fabriano con il roadshow Cia

 L'Appennino da rivivere dopo il terremoto nel Centro Italia del 2016, protagonista, oggi, a Fabriano, nella quarta tappa del roadshow di Cia-Agricoltori Italiani, dedicato al progetto il "Paese che Vogliamo".

           Secondo format già rodato, il viaggio di Cia, nelle aree interne, arriva a fare il punto tra comuni del cratere con l’appuntamento interregionale delle Cia di Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise.

            Affidata, dunque, ai tavoli tematici e all’incontro conclusivo per la presentazione del documento di sintesi, la riflessione sui cinque asset strategici, secondo Cia, allo sviluppo dell’Italia e fondamentali per la tenuta e la rinascita delle zone colpite dal sisma

Infrastrutture fisiche e digitali, governo del territoriofiliere produttive, fauna selvaticaenti locali e politiche europee, gli ambiti da cui ripartire, soprattutto nelle zone terremotate, la cui rinascita, a tre anni dalla prima scossa, è ancora frenata da una ricostruzione lenta e complicata.

            Sulle vite di 600 mila persone residenti nelle quattro regioni coinvolte, pesano oltre a dolore e amarezza, anche tante macerie (ne restano da smaltire 797 mila tonnellate su 2 milioni, ben 463 mila solo nelle Marche). Pesa sulla quotidianità di 50 mila sfollati, una ricostruzione ferma al 4% nei comuni praticamente distrutti, con oltre il 50% dei danniRallentano sciaguratamente, la corsa contro lo spopolamento, in territori già vulnerabili, i ritardi e le inefficienze di una burocrazia rigida e inadeguata all’emergenza. Per ripristinare condizioni sufficienti, ci vorranno 20/25 anni. Nel frattempo, la faccenda conta tre governi, 86 ordinanze2 mila provvedimenti attuativi per 138 comuni

A Fabriano, Cia-Agricoltori Italiani ha ricordato che va gestita un’area, quella che rientra nel cratere, di 8 mila km quadrati con più di 15 mila km di rete stradale (11 mila km di competenza comunale) a servizio di quasi 2 mila centri urbani (131 comuni per 8 province). 

Emblematico il caso delle Marche, la regione più grande con i suoi 348.473 mila abitanti, 30 mila sfollati (su 49.285 totali) e 15.297 aziende agricole, alle prese con il 75% delle criticità per dissesto idrogeologico causato dal sisma. Un territorio, il cui gap infrastrutturale costa 6 miliardi al Pil annuo regionale e che, con Abruzzo, Umbria e Lazio si divide dal 2016, circa 1 miliardo di euro per 1400 interventi di ripristino e messa in sicurezza delle infrastrutture, come previsto dal Ministero delle Infrastrutture e in buona parte appaltati. Tra i fondamentali, restano i tempi di attuazione, senza dimenticare che la penisola, tra l’altro, è a prescindere, uno dei paesi europei più interessati a fenomeni franosi con il Centro Italia ad alto rischio.

“Non esistono comuni di serie A e di serie B. Occorre tenerlo a mente, soprattutto quando si parla di aree interne e post sisma -ha precisato Dino Scanavino, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani. Il roadshow che stiamo realizzando, lo ribadisce ora, anche in vista del passaggio al Senato del Decreto Sisma. A riguardo, bene la proroga al 2020 dello stato di emergenza, ma vanno superati ancora tanti cavilli burocratici. Si lavori sodo alla messa in sicurezza delle strade -ha concluso Scanavino-. Serve una mappatura scrupolosa per l’accesso di nuovi comuni al fondo dedicato di 5 milioni. Risollevare le regioni terremotate, vuol dire rimettere in sesto l’Italia”. 

La tappa marchigiana dedicata all'Appennino ha riunito intorno ai tavoli oltre 100 rappresentanti di istituzioni, enti, organizzazioni e società civile. “È la conferma di una forte volontà di coesione -ha detto Mauro Di Zio, presidente di Cia Abruzzo- E' urgente concreta sinergia tra i nostri territori, serve ad accelerare il ricambio generazionale, a trovare benefici fiscali fondamentali per la ripresa dell'economia, a ridurre i gap che li tengono lontani dai grandi centri. Quindi chiediamo piani di sviluppo mirati, legge quadro nazionale sull'Appennino e attenzione vera dell'Europa”, ha aggiunto Di Zio nella tavola rotonda conclusiva, a nome del coordinamento che -oltre a Cia Abruzzo- ha coinvolto le Cia di Umbria, Lazio, Marche e Molise. Rispettivamente rappresentate dai presidenti regionali Matteo Bartolini, Fabrizio Pini, Mirella Gattari e Nicolino Potalivo.

All’evento, che ha ricevuto il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, sono intervenuti Luca Ceriscioli, presidente Regione Marche; Gabriele Santarelli, sindaco di Fabriano; Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera; Nando Ottavi, presidente Simonelli Group; Michele Maiani, presidente Uncem Marche; Gino Sabatini, presidente Camera di Commercio Marche.

Con la tappa di Fabriano, arriva online la piattaforma dedicata al progetto Cia “Il Paese che Vogliamo”. Metterà a disposizione documenti e approfondimenti, ma darà soprattutto l’opportunità di contribuire lasciando suggerimenti e proposte. Per accedere clicca qui



News Regionali
In Evidenza - 05 dic 2019

Al via bando "Nuovi Fattori di Successo 2019"

L'Ismea, nell'ambito delle attività finanziate dal programma Rete Rurale Nazionale 2019/2020, ha indetto un concorso per la settima selezione nazionale "Nuovi Fattori di Successo" finalizzata alla valorizzazione ed alla diffusione delle buone pratiche nello sviluppo rurale realizzate da giovani agricoltori e finanziate dall'Unione Europea. 

Il concorso selezionerà 12 aziende che saranno presentate come esempi di "eccellenza" nell'ambito delle iniziative della Rete Rurale Nazionale e saranno premiate durante una cerimonia istituzionale durante un evento di carattere nazionale.

Le prime tre aziende classificate saranno protagoniste di tre documentari.


Le domande di partecipazione dovranno pervenire, a pena di esclusione, entro e non oltre le ore 17,00 del giorno 18 dicembre 2019.

 



News Chieti-Pescara
In Evidenza - 18 nov 2019

Quattrocento pensionati alla Festa Provinciale dell’Anp Chieti - Pescara

 Il ruolo dell’agricoltura per lo sviluppo delle aree interne al centro del dibattito in occasione della Festa Provinciale dell’Anp Chieti – Pescara che ha riunito circa 400 pensionati e che si è tenuta ieri, 16 novembre, presso il ristorante La Masseria a Piazzano di Atessa. Dopo i ringraziamenti di Valterio Paolucci, Presidente dell’Anp provinciale, e di Dino Bruno, Presidente dell’Anp Abruzzo, parola al Presidente della Cia Chieti – Pescara, Nicola Sichetti, “Il rilancio delle aree interne, oggi penalizzate dall’abbandono dell’agricoltura, dall’invecchiamento della popolazione e dal forte dissesto idrogeologico, è un obiettivo imprescindibile per un Paese che vuole davvero tornare a crescere e ridurre la disoccupazione giovanile”, ha dichiarato Sichetti, “Occorre sviluppare una forte integrazione tra l’agricoltura di qualità e la ricchezza delle risorse storico-culturali, naturali e paesaggistiche di questi territori”. 

Le aree interne rappresentano due terzi della superficie nazionale ed un terzo della popolazione italiana e costituiscono un forte potenziale di sviluppo per il territorio. Cia Agricoltori Italiani ha lanciato una grande mobilitazione nazionale sul tema denominata “Il Paese che vogliamo” che affronta le problematiche che frenano lo sviluppo delle aree interne.

“Dobbiamo recuperare il doppio ruolo dell’agricoltura, quello di coltivare e custodire il terreno e rivendicare la sua importanza anche riguardo il cambiamento climatico”, afferma Giuseppe Cornacchia della Cia Nazionale, “Le aree interne equivalgono a grandi opportunità ma se vogliamo davvero valorizzarle dobbiamo cercare di risolvere i problemi a esse connesse come la diffusione della fauna selvatica, le infrastrutture, il ritardo tecnologico, i servizi al cittadino”. Il Presidente della Cia Abruzzo, Mauro Di Zio ha ricordato la proposta di legge sulla fauna selvatica per affrontare concretamente un problema ormai fuori controllo, aggiornando una legislazione obsoleta e totalmente carente sia sul piano economico che su quello ambientale. Sono intervenuti al dibattito moderato dal direttore della Cia Chieti-Pescara,Alfonso OttavianoMariano Nozzi, direttore della Cia Abruzzo, Franco Fiori, Vice Presidente dell’Anp Nazionale, Enrico Calentini, Presidente Agia Chieti-Pescara e Beatrice Tortora, Vice Presidente della Cia Chieti-Pescara.

Erano presenti all’incontro i sindaci e i delegati dei Comuni di Atessa, Casoli, Roccascalegna, Altino, Fraine, Sant’Eusanio del Sangro, Guardiagrele, Monteodorisio e Canosa Sannita.

Nel corso della giornata, proseguita con un momento di festa, sono stati consegnati dei riconoscimenti professionali agli associati Giuseppe Cornacchia, Tommaso di Salvatore e Carlo Oliva.



News Chieti-Pescara
In Evidenza - 15 nov 2019

Centrale di biogas a Loreto Aprutino: preoccupazione della Cia Chieti - Pescara

La Cia Agricoltori Italiani Chieti - Pescara esprime forte preoccupazione per l'ipotesi di realizzazione di un impianto per la produzione di biometano in uno dei territori, quello di Loreto Aprutino, tradizionalmente vocati a una agricoltura di assoluta qualità.

La necessità di salvaguardare la produzione di latte e carne di qualità, di fagiolo tondino del Tavo, ortofrutta e altri beni alimentari a grande vocazione identitaria quali olio e vino, unita al mantenimento di un paesaggio agrario che da tali colture è fortemente caratterizzato, ci portano ad assumere una posizione di netta contrarietà rispetto all'ipotesi di realizzazione dell'impianto.

Siamo ben consapevoli che i problemi posti dal cambiamento climatico rappresentano la più importante sfida globale del nostro tempo, così come affermato dal 97% degli scienziati e dalle più importanti assise internazionali.

Su questo c'è ormai grande consapevolezza dell'opinione pubblica, e il drammatico quotidiano susseguirsi di vittime e danni per eventi atmosferici estremi sono lì a ricordarcelo.

Noi agricoltori sappiamo bene quanto siano diventati pesanti gli scompensi delle fasi vegetative delle colture, la difficoltà di effettuare lavorazioni, la diffusione di patologie anche per via di agenti nuovi e altamente impattanti perché senza antagonisti naturali locali.

Sappiamo quanto sia fondamentale intervenire subito con drastici interventi di mitigazione per ridurre le emissioni e mantenere l'aumento medio delle temperature a non più di 1,5 gradi rispetto al livello preindustriale, e non disconosciamo il contributo che in questa direzione anche la produzione di biometano può dare.

Ma esprimere dissenso per l'impianto di cui si parla non è un atto di egoismo: è, al contrario, un atto di consapevolezza di un sistema agricolo, quello che opera sul territorio loretese. 

Consapevolezza del fatto che si producono cibo ed alimenti di qualità, legati a pratiche produttive tradizionali e scarsamente impattanti con marchi, anche a denominazione, che concorrono a portare l'immagine dell'agroalimentare abruzzese ben oltre i confini regionali e nazionali.

Siamo certi che chi di dovere converrà sull'opportunità di evitare un intervento che, per impostazione e dimensioni, avrebbe un impatto destabilizzante per un territorio vocato all'eccellenza come quello di Loreto Aprutino.



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In Evidenza - 13 nov 2019

Consegnato al Comune di Francavilla al Mare il Premio Bandiera Verde Cia

Vince l’agricoltura che innova nel rispetto della tradizione. Riconoscimento anche a tre Comuni virtuosi, tra i quali Francavilla al Mare premiato dal Vice Presidente nazionale Mauro Di Zio.

Cerimonia a Roma in Campidoglio. Premi speciali anche a Mimmo Calopresti, Maurizio Carucci (Ex-Otago) e allo chef Giorgione.
Un vecchio castagneto da frutto ricevuto in eredità e recuperato da un giovane cuneese, che della scoperta di antichi mestieri ha fatto una ragione di vita, riqualificando il vecchio essiccatoio e facendo rivivere la secolare cultura castanicola. L’entusiasmo di un 25enne che ha ripristinato l’antica tradizione vitivinicola del canavese, applicando moderne tecnologie sostenibili che hanno riscattato 4 ettari di terre vitate all’avanzare del bosco. La sfida di una giovane laureata che dalla metropoli è tornata nel suo Salento, restaurando una masseria, diventata polo culturale e agriturismo di pregio, con un suggestivo anfiteatro abbracciato da 700 olivi secolari dove si svolgono laboratori creativi per bambini e percorsi guidati in cui scoprire cultivar dimenticati, una lombricaia e gli orti verticali. Sono questi alcuni esempi delle realtà vincitrici di Bandiera Verde Agricoltura 2019, il Premio promosso da Cia-Agricoltori Italiani, giunto alla XVII edizione, che oggi a Roma nella Protomoteca del Campidoglio è stato consegnato a 16 campioni della nuova agricoltura italiana, scelti in base a specifiche categorie. Assegnati anche 3 riconoscimenti a Comuni rurali virtuosi, tra i quali Francavilla al Mare (CH), rappresentata dall’Assessore Luisa Russo premiata dal Vice Presidente nazionale Mauro Di Zio. Assegnati inoltre 2 Premi speciali. Il segreto del successo delle imprese agricole premiate sta nel ritorno dei giovani alle radici e nel forte legame col territorio. E’ la sfida coraggiosa di non abbandonare le aziende familiari grazie alla scommessa di un’agricoltura che si evolve con la ricerca, ma non tradisce la sua missione di tutela dell’ambiente e di valorizzazione di aree a rischio di abbandono. A conferma della dinamicità di un settore che negli ultimi anni ha riportato moltissimi giovani in campagna. Sono quasi 60mila le imprese agricole italiane condotte da under 35. Ma non crescono solo i giovani che danno vita a start up, anche il numero dei lavoratori dipendenti occupati in agricoltura è aumentato di 17.000 unità solo nel primo trimestre del 2019. Un altro tratto distintivo delle aziende vincitrici è il legame con la sostenibilità. Solo per fare qualche esempio, tra i Paesi Ue agricoli, l’Italia è quella con il minor numero di prodotti con residui chimici oltre i limiti di legge: appena lo 0,8% del totale. In più, si conferma anche ai vertici mondiali per aree coltivate a biologico, con quasi 2 milioni di ettari in tutta Italia e una superficie dedicata cresciuta del 70% in 5 anni. Nella viticoltura vero e proprio ambasciatore dei vini naturali, Francesco Valentino Di Benedetto, vincitore del Bandiera Verde Gold, assegnata al “campione dei campioni” fra i premiati di quest’edizione 2019, che ha portato davanti all’Europarlamento il suo appello per far dichiarare l’humus patrimonio dell’umanità dall’Unesco, praticando l'Agricoltura Sinergica, uno stadio ancora più radicale della biodinamica, per un rapporto più profondo tra terra, uomo e luogo. E, per la sezione Agri-cinema, il premio a “Aspromonte-la terra degli ultimi”, in sala dal 21 novembre, diretto da Mimmo Calopresti e interpretato da Valeria Bruni Tedeschi e Marcello Fonte (“Dogman”). Il film è dedicato alla voglia di riscatto e alle sofferenze sociali della popolazione di un paesino arroccato sulle montagne calabresi, che mantiene un forte senso di appartenenza territoriale. Spazio, ogni anno, anche all’agricoltura del Mediterraneo con la Bandiera Verde 2019 a "Green solutions", azienda marocchina fondata da tre studenti del CHIEAM di Bari (l’Istituto Agronomico del Mediterraneo), che ha fatto della ricerca sull’efficientamento idrico la sua mission, brevettando una soluzione per misurare l'umidità del suolo in tempo reale, ed è selezionata tra le proposte per ridurre il climate change alla conferenza sul clima di Parigi (COP21). Tra i Premi speciali assegnati da Cia, Bandiera Verde a Maurizio Carucci, leader del gruppo musicale degli Ex-Otago. Il cantante è stato ideatore di ampio progetto di sviluppo territoriale che si basa sul recupero di una vecchia cascina nell’alta Val Borbera, diventata negli anni azienda vinicola, valorizzando le risorse agricole e ambientali della zona. Carucci è anche ideatore del Boscadrà Festival, evento che mette al centro il rapporto tra terra e d’arte nell’Appennino ligure-piemontese, organizzato tutti gli anni nel mese di luglio. Il secondo riconoscimento speciale allo chef Giorgione, straordinario interprete di una cucina ispirata alle tradizioni del mondo rurale e accessibile al vasto pubblico di Gambero Rosso Channel. Nonostante la notorietà televisiva, Giorgione ha mantenuto uno stile autentico, lontano dai clamori mediatici e dalle diffuse tendenze verso la cucina gourmet, molto vicino agli agricoltori, agli allevatori, agli artigiani del buon cibo. “I nostri premi Bandiera Verde -sottolinea il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- dimostrano ancora una volta l’evoluzione della figura dell’agricoltore come imprenditore multitasking, capace non solo di produrre dai campi ma di preservare il territorio e qualificarlo attraverso la custodia delle tradizioni rurali”.



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In Evidenza - 12 nov 2019

Progetti Integrati di Microfiliera: “Una cooperazione da coltivare"

Si è tenuta ieri pomeriggio, lunedì 11 novembre, alle ore 16.00 presso la sede regionale della CIA Abruzzo a Pescara in Viale G. Bovio n. 85, la riunione dei componenti dell’ ATS “Una cooperazione da coltivare”, PSR Abruzzo 2014-2020 Misura 16.4.1 Progetti Integrati di Microfiliera, per comunicazioni inerenti l’avvio del progetto.  Il progetto, che vede capo fila l'Associazione La Spesa in Campagna Abruzzo, con la partecipazione di numerose aziende agricole abruzzesi operanti nelle varie filiere agricole-agroalimentari, ha l'obiettivo di promuovere i prodotti, realizzati dalle aziende stesse, e di implementarne la vendita diretta. 


CIA Abruzzo

Viale G. Bovio, 85 65124 Pescara

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CIA Chieti-Pescara

Viale Maiella, 87 66100 Chieti

Tel 0871 64342 / 65939 - fax 0871 404322

CIA Teramo-L’Aquila

Via P. Gammelli 64100 Teramo

Tel 0861 245432 / 240264 - fax 0861 253793


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