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In Evidenza - 10 gen 2026
Mercosur: Cia, qualità Made in Italy non si baratta. Su accordo restiamo in allerta
La qualità del nostro Made in Italy agroalimentare non si baratta. Per questo, sebbene soddisfatti per la soglia di salvaguardia scesa al 5% come da noi richiesto, continuiamo a legare il nostro sì all’accordo Ue-Mercosur solo a parità di regole e condizioni, e a controlli serratissimi, davvero all’altezza di standard produttivi e sanitari che i nostri agricoltori e allevatori sostengono con responsabilità e sacrifici e che sono dovuti a tutti i cittadini europei. Questo il commento del presidente nazionale di Cia-Agricoltori, Cristiano Fini, all’ufficialità dell’intensa, raggiunta dal Coreper II, sul trattato di libero scambio tra Ue e blocco commerciale sudamericano (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay).
“Attenzione, -continua Fini- tutta la partita sulla reciprocità è ancora un elenco di promesse e preannunciate proposte, arrivate dall’ultimo Agrifish in risposta alle nostre pressioni e al lavoro importante fatto dalle nostre istituzioni”.
A Cia non bastano le intenzioni e l’Italia deve continuare a presidiare l’accordo, come fatto in questi ultimi mesi, e isolandolo da qualsivoglia questione geopolitica internazionale che possa minare l’Europa.
La sfida è complessa, ma -per Cia- è essenziale ottenere un regolamento stringente e dettagliato che, tanto per cominciare, a fronte di quel 5%, soglia di variazione prezzo-volume per far scattare le indagini, preveda l’attivazione automatica della clausola. Inoltre, servono controlli sulle importazioni di gran lunga oltre il 50% dei prodotti e occorre che sia ferreo l’allineamento agli standard di produzione e fitosanitari, portando allo “zero tecnico” i livelli massimi di residui contenenti in prodotti come la frutta.
“Sull’import di carne e riso -precisa Fini- non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Non è accettabile che nei nostri mercati entrino prodotti coltivati o allevati con sostanze e metodi vietati in Europa e in quantità che danneggiano il mercato interno. Ne va della salute dei cittadini e della tenuta delle nostre aziende”.
Il Mercosur -sostiene da sempre Cia- è un’opportunità per alcuni settori di punta dell’export, come vini e formaggi, ancora di più pensando alle Dop e Igp italiane. In ballo per l’Europa un valore potenziale pari a quasi 5 miliardi e una crescita per il Made in Italy agroalimentare superiore al mezzo miliardo.
“Su questo fronte possiamo alzare, ulteriormente, l’asticella -conclude Fini- in termini di protezione e promozione. Strategico intervenire adesso, definitivamente, sul giusto prezzo da riconoscere ai produttori, fare campagne sulla nostra cultura del cibo buono e sano, come sul lavoro insostituibile dei nostri agricoltori, dimostrare che gli accordi commerciali valgono quando creano efficienza, competitività e vantaggi reciproci. Il tempo a disposizione per aggiustare il tiro è quello del negoziato con il Parlamento Ue e i 27 governi, che adesso dovrà affrontare la nuova proposta. Cia e la sua mobilitazione è concentrata su queste carte”.
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In Evidenza - 08 gen 2026
Blue Tongue: bando in arrivo grazie all’azione di CIA Abruzzo
CIA Abruzzo comunica con soddisfazione l’imminente pubblicazione dell’Avviso Pubblico per l’aiuto straordinario alle aziende zootecniche colpite dal Blue Tongue Virus (BTV) nel corso del 2025.
Il bando sarà pubblicato entro questo fine settimana sui siti ufficiali della Regione Abruzzo e di FI.R.A. S.p.A., dove saranno indicati anche i tempi e le modalità per la presentazione delle domande attraverso lo sportello telematico regionale.
“Si tratta di un risultato importante”, commenta Nicola Sichetti, Presidente CIA Abruzzo, “che nasce dalle forti, continue e determinate azioni di sollecito che la nostra organizzazione ha portato avanti nei confronti del Dipartimento Agricoltura e della Regione Abruzzo. Fin dall’inizio dell’emergenza abbiamo chiesto con forza misure concrete per sostenere gli allevatori duramente colpiti dalle perdite causate dal virus, e oggi possiamo finalmente parlare di una risposta reale”.
L’intervento prevede uno stanziamento complessivo di 400.000 euro, destinato a compensare le perdite di capi per mortalità o abbattimento riconducibili all’epidemia di Blue Tongue Virus nel 2025. L’aiuto consiste in un indennizzo forfettario di 300 euro per ogni capo, regolarmente certificato dal Servizio Veterinario competente, con una copertura stimata di circa 1.334 capi e riguarderà i decessi e gli abbattimenti avvenuti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025.
L’aiuto sarà concesso in regime “de minimis” agricolo e, qualora le richieste superassero le risorse disponibili, il contributo verrà ripartito in modo proporzionale tra tutte le aziende ammissibili.
“Non parliamo di ristori simbolici”, sottolinea Sichetti, “ma di un segnale concreto di attenzione verso un comparto che ha subito danni economici pesantissimi. È il frutto di un lavoro sindacale costante, fatto di incontri, richieste formali e pressione istituzionale, che continueremo a portare avanti per ottenere ulteriori strumenti di tutela”.
Potranno accedere al bando gli imprenditori agricoli, singoli o associati, con sede operativa in Abruzzo, in possesso dei requisiti previsti, tra cui l’iscrizione alla Camera di Commercio con attività agricola, il fascicolo aziendale SIAN aggiornato, l’iscrizione alla BDN e la certificazione ASL attestante la morte per BTV.
“Per agevolare l’accesso al bando”, conclude il Presidente regionale, “invitiamo tutti gli allevatori interessati a rivolgersi agli uffici CIA presenti sul territorio, che sono a disposizione per fornire informazioni, verificare i requisiti e assistere nella corretta compilazione e trasmissione delle domande”.
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In Evidenza - 08 gen 2026
Pac: Cia, da Ue segnali positivi. Ora servono chiarezza e più garanzie
Adesso carta canta. I correttivi della von der Leyen alla sua proposta di riforma della Pac post 27, in primis i 10 miliardi in più per l’agricoltura italiana sono, chiaramente, un segnale positivo, ma all’agricoltura servono chiarezza e, soprattutto, più garanzie. Le stesse che ci faranno dire sì al Mercosur se assicurata, nero su bianco, la reciprocità richiesta. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “A quanto pare, la nostra mobilitazione del 18 dicembre a Bruxelles e il pressing del nostro governo sono stati determinanti, e devono continuare a esserlo, a tutela di tutti gli agricoltori e i cittadini europei”.
Prudenza e guardia alta restano, dunque, preferite da Cia rispetto all’ultima operazione von der Leyen che si gioca la flessibilità e gli anticipi sul budget già previsto. Nella lettera della presidente della commissione Ue, infatti, si ritrovano i 293 miliardi per gli agricoltori stanziati dal prossimo bilancio Ue 2028-2034, i 6,3 miliardi della riserva di crisi e il 10% al target rurale. In aggiunta, la nuova concessione Ursula di ieri permetterebbe ai Paesi di attingere dal 2028 a due terzi della riserva per la revisione di medio termine, a livello Ue fino a 45 miliardi. Che per l’Italia vorrebbe dire: fino 4,7 miliardi della riserva non allocata e 5 miliardi di euro del target rurale vincolati a misure agricole.
“Cifre e meccanismi -chiosa Fini- non di poco peso e che richiedono dettagli normativi più stringenti, oltre a impegni operativi più circostanziati. Ovviamente -aggiunge- più risorse per l’agricoltura sono una buona notizia, meno lo spettro del fondo unico con incognite non risolte sulla rinazionalizzazione e la competizione non solo tra Stati, ma anche tra settori. Inoltre, non ci dimentichiamo che la nuova proposta von der Leyen dovrà passare per i negoziati con il Parlamento europeo e soprattutto con i 27 governi. Con due anni di trattative e una marea di possibili evoluzioni geopolitiche, la nostra mobilitazione chiaramente continua”.
Quanto al Mercosur, sottolinea Fini: “va tenuto il punto sul rispetto della reciprocità e sui controlli nelle importazioni. La sua difesa va anche oltre l’accordo con il Sudamerica, pone le basi per tutelare e sostenere la competitività delle nostre aziende e delle nostre produzioni in tutti i futuri accordi commerciali. Dobbiamo avere coraggio nel guardare a nuovi sbocchi, ma anche nel dettare le regole di gioco su standard produttivi e di lavoro sui quali gli agricoltori europei e italiani hanno investito reddito e sacrifici”.
A questi Cia guarda accogliendo positivamente anche la richiesta del ministro Lollobrigida, accettata dalla Commissione Ue, di sospendere il CBAM (Meccanismo di Aggiustamento del Carbonio alle Frontiere) che impatta sul prezzo dei fertilizzanti e i relativi dazi in ingresso. “Dà voce all’appello della Confederazione -conclude Fini-. Evitiamo così aumenti aggiuntivi fino al 30%, rincari tra 40–140 euro a tonnellata sul bilancio di imprese già gravate da costi di produzione inaccettabile”.
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In Evidenza - 07 gen 2026
CIA Chieti-Pescara inaugura il nuovo ufficio di Città Sant’Angelo
È stato inaugurato oggi il nuovo ufficio CIA a Città Sant’Angelo, una sede rinnovata e più funzionale, pensata per offrire un servizio ancora più efficiente agli associati del territorio.
CIA Chieti-Pescara ha ufficialmente trasferito i propri uffici da Corso Vittorio Emanuele alla nuova sede di Via Madonna della Pace 49/B, uno spazio moderno e accogliente, dove saranno disponibili servizi fiscali, di patronato e servizi tecnici, a supporto delle imprese agricole e dei cittadini.
All’inaugurazione erano presenti i presidenti e i direttori CIA, a testimonianza dell’importanza strategica che questa sede riveste per il rafforzamento della presenza dell’organizzazione sul territorio.
“Questo nuovo ufficio rappresenta un passo importante nel percorso di crescita e di vicinanza agli associati”, ha dichiarato il direttore Alfonso Ottaviano, “Abbiamo voluto uno spazio rinnovato, più funzionale e facilmente accessibile, per garantire servizi qualificati e un’assistenza sempre più puntuale alle imprese agricole e alle famiglie. Città Sant’Angelo e il suo comprensorio sono una zona su cui puntiamo con convinzione, per la forte vocazione agricola e per le importanti prospettive di sviluppo”.
Il nuovo ufficio di Città Sant’Angelo sarà aperto al pubblico nei seguenti giorni e orari:
Lunedì dalle 8:30 alle 13:00
Mercoledì dalle 8:30 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:30
Venerdì: dalle 8:30 alle 13:00
Con questa inaugurazione, CIA Chieti-Pescara conferma il proprio impegno nel garantire una presenza capillare rafforzando il legame con il territorio e con il mondo agricolo locale.
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In Evidenza - 07 gen 2026
Manovra: Cia, servivano misure strutturali. Da “ColtivaItalia” attese risposte celeri e concrete
La manovra è legge, ma per misure e risorse resta debole il contributo all’agricoltura. Su credito d’imposta, Zes Agricola e lavoro occasionale, il comparto ottiene gli aggiustamenti che Cia aveva richiesto, ma è lontana una visione politica all’altezza delle sfide agricole. Serviva più coraggio. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, sulla finanziaria 2026 che ha appena ricevuto l’ok definitivo alla Camera.
“L’agricoltura meritava un impianto complessivo più organico e strategico a tutela del reddito degli agricoltori e a sostegno della competitività delle imprese -continua Fini- non correttivi, sebbene sostanziali, su interventi già collaudati. E rispetto alle precedenti manovre, mancano all’appello risorse e misure importanti. Di questo passo si resta sempre fermi alle norme utili e non si fa mai spazio a una strategia di medio-lungo periodo con veri investimenti sul futuro”.
Detto questo, Cia è soddisfatta dell’eliminazione, dall’art. 26, del divieto di compensazione dei crediti d’imposta con i contributi previdenziali e assistenziali, una misura fondamentale per il recupero di liquidità delle imprese, non solo agricole. Atteso anche il rifinanziamento della ZES Agricola, sebbene ancora limitato: l’integrazione per il 2025 e i nuovi fondi 2026 restano ampiamente al di sotto del fabbisogno minimo stimato dall’Agenzia delle Entrate.
La stabilizzazione del lavoro agricolo occasionale va nella direzione della semplificazione, ma non basta a risolvere la crisi di manodopera. Cia insiste per un piano chiaro su lavoro, formazione e redditività, che incida sulle cause reali delle difficoltà delle imprese. Bene anche l’intervento sulle aziende faunistico-venatorie: si introduce un modello gestionale più coerente con le esigenze delle aree interne e che rafforza la multifunzionalità agricola.
Inaccettabile, invece, il ritiro dell’emendamento sulla legalità del fiore di canapa industriale a basso THC: un settore da oltre 3mila imprese e più di 20mila posti di lavoro necessita ora di un tavolo di filiera, urgente, presso il Masaf.
Di contro, a far ben sperare, è la proroga della sperimentazione in campo delle Tea fino a fine 2026 e la riduzione delle accise per i birrifici italiani: libererà quasi 5 milioni di euro per nuovi investimenti nei prossimi due anni.
“Difendiamo l’agricoltura a Bruxelles e chiediamo rispetto con una Pac più forte ed equa, insistiamo sul principio di reciprocità sui mercati a salvaguardia della produttività e della qualità agroalimentare Made in Italy, ma dobbiamo anche mettere l’Italia agricola nelle condizioni di anticipare il cambiamento e guidarlo nei fatti -chiosa Fini-. Adesso la partita si sposta sul collegato agricolo ‘ColtivaItalia’ che auspichiamo possa dare risposte celeri e concrete al settore. La legge di Bilancio -conclude- ha perso l’occasione di dare l’esempio con scelte politiche più solide, risorse certe e una visione ampia, orientata davvero dall’anima agricola del Paese e dai suoi territori rurali”.
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In Evidenza - 30 dic 2025
Consumo di suolo in Abruzzo: allarme dei giovani agricoltori CIA
I dati più recenti sul consumo di suolo in Abruzzo evidenziano una crescita preoccupante del fenomeno. Nel 2024, la superficie artificiale regionale ha raggiunto 54.402 ettari, pari al 5,05% del territorio, con un incremento netto di 299 ettari rispetto al 2023.
Le province più colpite sono Pescara (7,27%), Teramo (6,7%) e Chieti (6,35%), mentre L’Aquila registra il valore più basso (3,2%). Tra i capoluoghi di provincia, Pescara detiene il primato con oltre il 51% di superficie impermeabilizzata, seguita da Chieti (21%), Teramo (10%) e L’Aquila (5%). Il consumo di suolo pro capite in Abruzzo è di circa 428 m² per abitante, superiore alla media nazionale di 365 m².
Di fronte a questi dati, interviene Diego Pasqualone, Presidente di AGIA Abruzzo Giovani Imprenditori Agricoli, “Ogni ettaro di suolo perduto è un patrimonio agricolo che scompare irrimediabilmente”, dichiara Pasqualone, “Questo significa meno terreni per coltivazioni, boschi e spazi verdi, con effetti diretti sulle nuove generazioni”.
Pasqualone denuncia come gran parte del nuovo consumo di suolo riguardi impianti fotovoltaici a terra, poli logistici e centri commerciali, insediati su terreni agricoli fertili, mentre molte aree dismesse rimangono inutilizzate, “Si continua a cementificare il territorio invece di rigenerare le aree già urbanizzate. È un controsenso che deve finire”.
L’associazione AGIA Abruzzo chiede alle istituzioni regionali e locali di adottare misure più incisive per proteggere il suolo agricolo, incentivare il riuso e la rigenerazione delle aree già urbanizzate e supportare i giovani agricoltori nella gestione sostenibile del territorio.
“Difendere il suolo significa difendere l’agricoltura, la sicurezza dei cittadini e la qualità della vita”, conclude Pasqualone, “Senza un cambio di rotta immediato, rischiamo di pagare un prezzo molto alto in termini ambientali, economici e sociali”.
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