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1 In Evidenza - 01 apr 2026

Gasolio agricolo: CIA Abruzzo, bene annuncio Lollobrigida. Credito d’imposta risultato di una battaglia concreta

“Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento per le dichiarazioni del ministro Francesco Lollobrigida sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che premiano una battaglia condotta con forza da Cia-Agricoltori Italiani nelle ultime settimane”.

Così il presidente nazionale Cristiano Fini, che ricorda il lungo pressing della Confederazione sul Governo, culminato negli emendamenti al Dl Bollette già a ridosso dell’inizio della crisi energetica.

“Queste agevolazioni fiscali, già applicate durante il Covid, intervengono sui costi energetici e sugli investimenti in innovazione, garantendo la sostenibilità alle imprese agricole in un contesto di crescenti sfide geopolitiche e di mercato. Confidiamo che il Governo prosegua su questa strada con interventi strutturali più ampi, trasformando il sollievo temporaneo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana, in particolare per le filiere più in crisi come quella cerealicola e zootecnica”.

A livello territoriale interviene anche il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti, “Per le aziende agricole abruzzesi il costo del gasolio rappresenta una voce determinante. Il credito d’imposta è una misura attesa e fondamentale per sostenere la liquidità delle imprese e garantire la continuità produttiva.

È però necessario continuare su questa strada con interventi strutturali, capaci di rafforzare nel tempo la competitività del settore agricolo regionale”.

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2 In Evidenza - 01 apr 2026

CIA Chieti Pescara: agricoltura a rischio collasso tra maltempo, gelate e allagamenti

È una vera e propria emergenza quella che sta colpendo in queste ore soprattutto il territorio del Chietino, duramente interessato da piogge incessanti, temperature in forte calo, gelate e nevicate nelle aree interne. L’allerta rossa diramata per il maltempo conferma la gravità di una situazione che sta mettendo in ginocchio il comparto agricolo.

Nel Chietino si registrano le criticità più rilevanti: campi completamente allagati, terreni saturi d’acqua e colture compromesse. Una condizione aggravata ulteriormente dalle grandinate dei giorni scorsi, che avevano già causato danni significativi alle produzioni.

A peggiorare il quadro anche le criticità idrogeologiche: il fiume Treste ha rotto gli argini in più punti, provocando allagamenti diffusi, mentre numerose strade risultano chiuse o impraticabili, rendendo estremamente difficoltoso l’accesso ai terreni agricoli e le attività quotidiane delle aziende.

In questo contesto, la CIA Chieti Pescara sta raccogliendo le testimonianze e le preoccupazioni degli agricoltori del territorio, che descrivono una situazione drammatica, con danni ingenti che rischiano di compromettere seriamente l’intera annata produttiva.

È inoltre attivo il link predisposto per la segnalazione dei danni: uno strumento fondamentale per raccogliere in modo puntuale le criticità segnalate dalle aziende e avviare rapidamente la conta dei danni su tutto il territorio.

In questi giorni CIA Chieti Pescara ha incontrato i Prefetti di Chieti e Pescara, ai quali sono state rappresentate tutte le criticità in atto nel comparto agricolo. L’organizzazione provvederà inoltre a scrivere agli enti preposti per sollecitare interventi urgenti e straordinari a sostegno delle imprese colpite.




Tra le colture più colpite nel Chietino si segnalano vigneti, frutteti, in particolare pesco, albicocco e ciliegio, oltre a ortaggi primaverili e cereali. I campi allagati, uniti alle basse temperature e alle gelate, stanno mettendo a rischio sia le produzioni sia la sopravvivenza stessa delle piante.

“Il Chietino è oggi uno dei territori più colpiti”, sottolinea il presidente CIA Chieti Pescara, Domenico Bomba, “I campi allagati porteranno inevitabilmente a una forte riduzione, se non alla perdita, delle produzioni di quest’anno. Non è pensabile affrontare emergenze di questa portata facendo affidamento solo sugli strumenti assicurativi: qui è a rischio la sopravvivenza stessa di molte aziende agricole.”

Gli eventi estremi che si stanno susseguendo”, prosegue Bomba, “tra grandinate, gelate, nevicate nelle zone interne e ora allagamenti diffusi, stanno creando una pressione insostenibile sulle imprese. In queste condizioni, molte aziende rischiano concretamente di chiudere. È necessario avviare immediatamente la conta dei danni e attivare misure straordinarie e urgenti di sostegno.”

Il susseguirsi di eventi climatici estremi evidenzia una situazione sempre più critica per l’agricoltura abruzzese, con il Chietino in prima linea nell’affrontare questa emergenza.

“Continueremo a monitorare l’evolversi della situazione e a raccogliere le segnalazioni dal territorio, ribadendo con forza la necessità di interventi immediati per sostenere le imprese agricole e garantire la continuità produttiva”, conclude Bomba.


Link modulo segnalazione danni: https://docs.zoom.us/form/jhDTYndoRmKpuPThwm4MVQ/0caa8713ccc84c5d980c032c5b8bd2a6

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1 In Evidenza - 26 mar 2026

IX Assemblea CIA Abruzzo, Nicola Sichetti rieletto presidente: focus su crisi e futuro dell’agricoltura

Si è svolta oggi, presso Villa Maria Hotel di Francavilla al Mare, la IX Assemblea Elettiva Regionale di CIA Agricoltori Italiani Abruzzo, un appuntamento centrale per il mondo agricolo regionale che ha visto una partecipazione ampia e qualificata di delegati, istituzioni e rappresentanti del settore. A moderare i lavori il direttore regionale Mariano Nozzi.

Nel corso dell’assemblea, Nicola Sichetti è stato rieletto Presidente per il prossimo mandato, a conferma del lavoro svolto e della fiducia dell’organizzazione nei suoi confronti.

L’assemblea ha rappresentato un momento di confronto concreto sulle principali sfide che interessano l’agricoltura abruzzese, in un contesto segnato da profondi cambiamenti economici, climatici e geopolitici. Al centro del dibattito temi cruciali come l’aumento dei costi di produzione, il caro energia, la gestione delle risorse idriche, il futuro della Politica Agricola Comune e le criticità legate alla manodopera e alla competitività delle imprese.

Al centro della relazione del Presidente Sichetti, è emersa con forza la necessità di costruire il futuro del settore partendo dalle sue radici, valorizzando il ruolo degli agricoltori come presidio economico, sociale e ambientale del territorio.

“L’agricoltura abruzzese attraversa una fase complessa ma ricca di potenzialità”, ha dichiarato Sichetti. “I numeri ci parlano di difficoltà reali, a partire dalla perdita di un terzo delle aziende negli ultimi anni, ma anche di un sistema che resiste e continua a 


rappresentare un punto di riferimento per le comunità. Oggi più che mai è necessario garantire reddito e dignità agli agricoltori, affrontando con decisione le emergenze legate ai costi di produzione, alla gestione dell’acqua e alla fauna selvatica. Serve meno burocrazia e più strumenti concreti, insieme a un rapporto nuovo e più efficace tra istituzioni e mondo agricolo”.

Sichetti ha inoltre sottolineato l’urgenza di rafforzare il ricambio generazionale, sostenere l’innovazione e accompagnare le imprese nella transizione digitale, senza perdere di vista il valore delle aree interne e della multifunzionalità, sempre più centrali per lo sviluppo del territorio.

Presenti il direttore nazionale Maurizio Scaccia, i presidenti provinciali Domenico Bomba per CIA Chieti-Pescara e Anna Maria di Furia per CIA L’Aquila-Teramo. 

All’assemblea sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni regionali e locali. In particolare, l’assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, ha sottolineato l’importanza del dialogo con le organizzazioni agricole e il ruolo strategico del comparto per lo sviluppo del territorio, “Ringrazio per questi anni di collaborazione vera in un momento in cui tra alti e bassi l’agricoltura ha acquisito centralità maggiore rispetto al passato, subisce più di altri settori”, ha dichiarato Imprudente, “In questa situazione complicata cerchiamo di creare sinergia e avere sempre più consapevolezza della centralità del ruolo agricoltura”.

Ampio anche il contributo dei delegati, che hanno portato all’attenzione criticità ed esigenze delle diverse realtà produttive regionali.

A chiudere i lavori è stato il Presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che ha ribadito il ruolo strategico del settore agricolo nel contesto nazionale ed europeo.

L’agricoltura italiana è chiamata a svolgere un ruolo sempre più decisivo per garantire sicurezza alimentare, sostenibilità e coesione sociale”, ha dichiarato Fini. “In uno scenario internazionale complesso è fondamentale difendere una Politica Agricola Comune forte e adeguatamente finanziata, capace di sostenere il reddito degli agricoltori e accompagnare le imprese nelle sfide della transizione ecologica e digitale. La CIA continuerà a essere al fianco degli agricoltori, per rafforzarne la competitività e valorizzarne il lavoro”.

La IX Assemblea Elettiva Regionale si conferma così un momento chiave di partecipazione e indirizzo strategico, rilanciando l’impegno della CIA Abruzzo nel rappresentare e sostenere le imprese agricole e promuovere un modello di sviluppo più sostenibile, innovativo e attento alle esigenze dei territori.

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1 In Evidenza - 21 mar 2026

Ue: Cia, urgenti misure ad hoc contro caro gasolio ed energia. Fare di più per agricoltura


A conti fatti nelle ultime operazioni del Governo per calmierare i prezzi del carburante, non c’è alcuna agevolazione di peso per l’agricoltura, se non una riduzione minima pari a 4 centesimi, già oggi del tutto erosi dai rincari sul gasolio al distributore. È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. A dirlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.

“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Carburanti: Cia, serve credito d’imposta per gasolio agricolo


Pur apprezzando l’intervento del Governo sulla temporanea riduzione delle accise per i carburanti, il settore primario resta fuori da interventi esclusivi e dedicati, come invece accaduto per l’autotrasporto e la pesca. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il Decreto Carburanti, approvato ieri dal Cdm e oggi in Gazzetta Ufficiale, e spiega: “L’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. Chiediamo con urgenza il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi e una strategia più strutturata e di lungo periodo a partire dal Consiglio Ue in corso a Bruxelles”.

“Ribadiamo dunque -spiega Fini- l’appello già formalizzato da Cia in occasione della conversione in legge del Dl Bollette, poche ore dopo lo scoppio della guerra in Iran, con un emendamento ad hoc sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che risulta depositato in Commissione bilancio alla Camera e che sarà in discussione nei prossimi giorni”.

Il contesto, sottolinea Cia, non è assolutamente favorevole a un settore già in sofferenza per costanti ripercussioni climatiche e mancato riconoscimento del valore lungo la filiera, solo per citarne alcune. Le tensioni in Medio Oriente, il conseguente caro energia e gasolio, ma anche i prezzi alle stelle di fertilizzanti e urea, sempre più irreperibili, stanno mettendo a rischio la continuità aziendale che -ricorda Cia- è elemento strategico di presidio e tenuta ambientale, sociale ed economica di interi territori del Paese, a partire dalle aree rurali e più svantaggiate.

“Per tutto questo -conclude Fini- abbiamo aspettative importanti anche da parte del Consiglio europeo perché si agisca in modo collettivo, accelerando anche sulla questione fertilizzanti, eventuali deroghe al CBAM e misure straordinarie a sostegno del reddito degli agricoltori”.

VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO - I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto, certificano la vulnerabilità dell'agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo "energia motrice" a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l'acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Servizio Civile Agricolo: al via anche in Abruzzo i progetti per i giovani

Prende ufficialmente il via anche in Abruzzo il Servizio Civile Agricolo, una nuova opportunità rivolta ai giovani tra i 18 e i 28 anni che unisce formazione, impegno civico e sviluppo dei territori rurali.

I progetti attivati coinvolgono diverse sedi sul territorio regionale, tra cui Chieti, Teramo, L'Aquila e Scerni, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra giovani e agricoltura, promuovendo allo stesso tempo sostenibilità, innovazione e inclusione sociale.

“Il Servizio Civile Agricolo rappresenta un’importante occasione per avvicinare i ragazzi a un’idea moderna e multifunzionale di agricoltura”, dichiara Bruno Sfrattoni, referente dell’ufficio Servizio Civile Inac-Cia, “capace non solo di produrre cibo, ma anche di generare valore sociale, tutela ambientale e sviluppo per le comunità locali”.

CIA Abruzzo è impegnata nella realizzazione sia del Servizio Civile Universale sia dei progetti legati alla transizione digitale. In questo contesto, il progetto si inserisce nel solco del Servizio Civile Universale, ma ne declina i contenuti in chiave agricola e agroalimentare, valorizzando la multifunzionalità delle aziende rurali e ponendo l'accento sull'agricoltura sociale.

Il Servizio Civile Agricolo non ha l’obiettivo di impiegare i giovani come manodopera nelle aziende, ma di offrire un percorso di crescita personale e civica. I volontari, 


infatti, non sono inseriti nelle attività produttive, ma partecipano a progetti di promozione del territorio, supporto ai servizi rurali e diffusione della cultura agricola.

Le attività spaziano dal supporto informativo per facilitare l’accesso ai servizi del settore alla partecipazione agli sportelli territoriali, fino a iniziative di educazione alimentare e ambientale, lotta allo spreco e promozione di stili di vita sani. Accanto a queste, trovano spazio anche azioni di valorizzazione delle aree interne, come orti sociali, servizi di comunità e forme di collaborazione nei contesti rurali.

L’obiettivo è rafforzare il welfare di prossimità e creare nuove opportunità per i giovani, accompagnandoli nella scoperta del settore agricolo anche attraverso strumenti innovativi e competenze legate alla digitalizzazione.

In questo quadro, CIA - Agricoltori Italiani, attraverso il patronato INAC, promuove il programma “Facilitazione per l’agricoltura sostenibile”, articolato in due linee di intervento: da un lato la diffusione di servizi e informazioni per il comparto agricolo, dall’altro lo sviluppo di pratiche legate all’agricoltura sostenibile e di precisione, anche attraverso l’utilizzo di strumenti digitali.

“Investire sui giovani significa investire sul futuro dell’agricoltura abruzzese”, conclude Nicola Sichetti, Presidente CIA Abruzzo, “e rafforzare un modello di sviluppo capace di coniugare economia, ambiente e coesione sociale”.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 22 ott 2024

Cia Abruzzo chiede l’istituzione di un Tavolo verde sugli investimenti nei Consorzi di Bonifica

Cia Abruzzo, con una lettera indirizzata alla Giunta Regionale, chiede l'istituzione urgente di un Tavolo Verde per affrontare le criticità legate agli investimenti strutturali nei Consorzi di Bonifica, fondamentali per garantire la sostenibilità e la competitività del comparto agricolo regionale, fortemente influenzata dall'efficienza delle infrastrutture idriche.

Nicola Sichetti, presidente di CIA Abruzzo, ha sottolineato l'importanza di un'azione immediata, "La gestione delle risorse idriche è una questione cruciale per l'agricoltura abruzzese, soprattutto di fronte alle sfide sempre più pressanti del cambiamento climatico. Le infrastrutture attuali sono obsolete e inadeguate per rispondere alle esigenze moderne. Per questo, abbiamo chiesto la creazione di un Tavolo Verde che coinvolge istituzioni, consorzi e rappresentanze agricole, con l'obiettivo di individuare soluzioni rapide ed efficaci."

Il Tavolo Verde proposto dalla CIA Abruzzo avrà il compito di valutare lo stato delle infrastrutture esistenti e individuare le priorità d'intervento, definire un piano di investimenti a medio e lungo termine, semplificare le procedure burocratiche e agevolare l'accesso ai fondi nazionali ed europei, assicurare una distribuzione più equa delle risorse idriche.

"È fondamentale”, ha concluso Sichetti, “che ci sia una concertazione tra tutte le parti coinvolte per garantire un futuro sostenibile e prospero per l'agricoltura regionale. La CIA Abruzzo è pronta a fare la sua parte e auspica una rapida risposta dalle istituzioni".


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2 In Evidenza - 17 ott 2024

CIA Chieti-Pescara: aperte le domande per il credito d'imposta Mezzogiorno 2023

A partire da oggi, 17 ottobre 2024, le imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura possono presentare domanda per il riconoscimento del credito d’imposta Mezzogiorno, relativo agli investimenti effettuati nel corso del 2023.

Soddisfazione di Cia Chieti-Pescara per lo sblocco della procedura per l’anno 2023, finalmente disponibile anche per le imprese operanti nel settore della produzione primaria agricola e della pesca, anche per l'anno in corso, precedentemente sospeso.

Tale misura rappresenta un importante sostegno per le imprese che operano nelle aree ZES del Mezzogiorno, permettendo loro di ottenere un contributo fino a un massimo di 100 milioni di euro per progetto d’investimento, a condizione che il costo complessivo degli investimenti sia compreso tra 200 mila e 100 milioni di euro. Gli investimenti devono riguardare beni strumentali nuovi, destinati esclusivamente all'attività esercitata dall'impresa beneficiaria nella struttura produttiva situata nella ZES Unica. Questi beni devono essere impiegati per la produzione, il servizio o l'operatività della struttura.

Possono beneficiare del credito d’imposta le imprese localizzate nelle zone assistite d’Abruzzo e della Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise. In particolare, possono accedervi imprese già operative o che si insediano nella ZES Unica del Mezzogiorno. Tuttavia, non possono beneficiare del credito d’imposta le imprese operanti nei settori dell'industria siderurgica, del carbonifero e lignite, e dei trasporti (ad eccezione del magazzinaggio e supporto ai trasporti); le imprese attive nei settori della produzione, stoccaggio, trasmissione e distribuzione di energia, delle infrastrutture energetiche e della banda larga; le imprese dei settori creditizio, finanziario e assicurativo e le imprese in liquidazione o scioglimento, o quelle che si trovano in stato di difficoltà, come definite dal Regolamento (UE) n. 651/2014.

Le domande potranno essere presentate da oggi fino al 18 novembre 2024. 

"Siamo estremamente soddisfatti delle opportunità che il credito d'imposta per le imprese operanti nella ZES Unica del Mezzogiorno offre al nostro territorio. Questa misura rappresenta una concreta occasione per rilanciare le attività produttive, incentivando gli investimenti in nuovi macchinari, attrezzature e strutture che porteranno innovazione e competitività alle nostre aziende”, ha dichiarato il Presidente Cia Chieti-Pescara, Domenico Bomba, “Invito tutte le aziende a prestare particolare attenzione alla corretta documentazione degli investimenti e a rispettare i termini previsti per l’invio delle comunicazioni integrative tra il 18 novembre e il 2 dicembre 2024”.


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1 In Evidenza - 17 ott 2024

Sanità: Anp-Cia, subito un piano organico e strutturato di finanziamenti


Serve un impegno straordinario per difendere il Servizio sanitario nazionale, elemento di tutela pubblica e di coesione insostituibile, garanzia universale di diritti e uguaglianza per le persone e i territori. Così Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, dal convegno di oggi, a Venezia Mestre, per rispondere insieme ad associati, istituzioni ed esperti a un interrogativo univoco “Sanità quale futuro?”.

Sul tavolo dell’incontro, che ha riunito nell’auditorium del M9-Museo del ‘900 centinaia di partecipanti e molti cittadini, il documento di richieste su cui Anp-Cia lavora da tempo, in particolare guardando alla prossima legge di Bilancio e al finanziamento per il Servizio sanitario nazionale che, negli ultimi 15 anni, ha visto solo tagli.

Per Cia va fermato il cortocircuito che interconnette almeno tre macro-questioni: l’emergenza liste d’attesa, con tempi lunghissimi per visite, esami e interventi, e un decreto senza risorse; la mancanza di personale, medici e infermieri, e di strumentazione adeguata, oltre a incertezze e incongruenze organizzative verso le Regioni; e, infine, l’avanzare della sanità privata con un terzo della spesa a carico delle famiglie, in un anno aumentata del 10,3%.
A soffrire di più gli anziani con pensioni basse e le persone più fragili, che spesso rinunciano a curarsi - lo scorso anno quasi 4,5 milioni di italiani (dati Fondazione Gimbe) - e soprattutto nelle aree rurali e interne, dove vive il 22% della popolazione italiana e il disagio territoriale di fatto diventa il discrimine per accedere alle prestazioni e per sbilanciare sempre più il carico delle richieste dal Sud al Nord, in cerca di cure e ospedali migliori.

Tutto questo richiede interventi e investimenti -precisa Anp-Cia- ma si è scelta la strada del definanziamento, un impegno sempre più basso di risorse rispetto all’inflazione e al Pil, in media il 6,8% (contro il 10,9% della Germania e il 10,3% della Francia) e con la previsione di scendere al 6,1% entro il 2025, sebbene sia noto che sotto la soglia del 6,5% i servizi essenziali non sono più garantiti. In Italia il divario della spesa sanitaria pubblica pro capite rispetto alla media dei paesi OCSE membri dell’Unione Europea, è pari a 889 euro.

Anp-Cia dice basta e annuncia mobilitazioni sul territorio per un Piano organico e straordinario di finanziamenti che rimuovano gli squilibri territoriali innovando i modelli organizzativi, gli strumenti, le strutture sanitarie e con l’ausilio delle infrastrutture telematiche. Più nel dettaglio, vanno rivisti i Piani regionali sociosanitari verso politiche e azioni coerenti al rafforzamento del sistema. Ancora attesi: servizi efficienti e politiche per l’invecchiamento attivo, assieme a pensioni adeguate, assegni minimi non inferiori a 800 euro; il recupero dell’indicizzazione per le pensioni colpite dall’inflazione; l’Ape sociale agli agricoltori per andare in pensione in anticipo senza penalizzazioni; la modifica di Opzione Donna oggi particolarmente punitiva e la riduzione del carico fiscale sulle pensioni in un’ottica di progressività e giustizia sociale. Va impedito, poi, il taglio del 30% dei progetti delle “case di comunità” e occorrono subito i decreti attuativi della nuova legge sulla non autosufficienza.

Prima di tutto la qualità del sistema sanitario. Lo dicono i cittadini -ha dichiarato il presidente nazionale di Anp-Cia, Alessandro Del Carlo, citando il Sondaggio Demos-. In due anni è triplicato il numero di chi la riconosce come un’emergenza e, dunque, dobbiamo valorizzare ancora di più questo punto di vista. Siamo per un lavoro che sia costruttivo insieme al governo e rinnoviamo l’Appello degli scienziati, perchè l’invecchiamento è un valore e la salute un diritto non in svendita”. 

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2 CAF Informa - 15 ott 2024

Bonus Natale 2024: tutto quello che devi sapere

Il Bonus Natale 2024 è una nuova misura introdotta nell’ambito della riforma fiscale italiana per supportare i lavoratori dipendenti durante il periodo delle festività. Si tratta di un'indennità di 100 € che verrà erogata a dicembre, insieme alla tredicesima mensilità. In questo articolo, ti spiegheremo cos'è, chi può beneficiarne e come richiederlo.

Cos’è il Bonus Natale?

Il Bonus Natale è un incentivo una tantum di 100 €, destinato ai lavoratori dipendenti che soddisfano determinati requisiti. Questa somma, rapportata al periodo di lavoro svolto nel 2024, non contribuisce alla formazione del reddito complessivo, quindi non sarà tassata.

Requisiti per ottenere il Bonus

Per poter accedere al Bonus Natale, i lavoratori devono soddisfare le seguenti condizioni:

  1. Reddito complessivo: Il reddito del lavoratore non deve superare i 28.000 € annui. Se questa soglia viene superata, non sarà possibile ottenere il bonus.

  2. Carico familiare: Il lavoratore deve avere il coniuge (non separato) e almeno un figlio a carico. Anche i figli adottivi o affidati rientrano nei requisiti. Il bonus è inoltre accessibile ai genitori single.

  3. Capienza fiscale: Il lavoratore deve avere un reddito superiore agli 8.500 € e deve pagare una quantità di IRPEF sufficiente, ovvero superiore a 100 €.

Chi non può beneficiare del Bonus

Non tutti i lavoratori dipendenti potranno ricevere il Bonus Natale. Non rientrano tra i beneficiari:

  • I collaboratori (anche se hanno busta paga).
  • I pensionati.
  • Coloro che ricevono prestazioni INPS (come NASpI o ADI).

Come richiedere il Bonus Natale

È importante ricordare che il Bonus Natale non verrà erogato automaticamente. I lavoratori interessati dovranno presentare una richiesta formale al proprio datore di lavoro, indicando:

  • Il diritto del lavoratore a ricevere il bonus.
  • Il codice fiscale del coniuge e/o dei figli a carico.

Una volta ricevuta la richiesta, il datore di lavoro effettuerà le verifiche necessarie per accertare che i requisiti siano soddisfatti. Se tutto risulta conforme, l'importo verrà accreditato nella busta paga di dicembre.


Per ulteriori informazioni vi invitiamo a recarvi presso l'ufficio CIA più vicino o a contattarci direttamente.

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1 In Evidenza - 14 ott 2024

Donne in Campo-Cia: l’agricoltura femminile esiste. Subito legge quadro ad hoc


Oggi le imprese agricole femminili sono le grandi assenti da fondi e misure. Fuori dalla Pac, dal Pnrr e anche da incentivi specifici. Per questo è tempo di trasformare i proclami a favore delle donne del settore in azioni concrete e politiche dedicate, cominciando da una legge quadro ad hoc. È l’appello lanciato da Donne in Campo-Cia proprio in occasione della Giornata internazionale delle donne rurali, che si celebra ogni anno il 15 ottobre.

Dalla sua Assemblea nazionale, in corso all’Istituto Alcide Cervi sotto lo slogan “Il cammino verso il futuro”, l’associazione mette in fila i provvedimenti mancati e stila un elenco di priorità per invertire la tendenza e dare voce e sviluppo alle aziende agricole rosa, 200.000 solo in Italia, una su cinque in Europa, riconoscendo finalmente il ruolo chiave delle donne nel comparto: motore dell’agricoltura familiare, presidio di territori e aree interne, collante sociale delle comunità rurali, faro di biodiversità e sostenibilità.

“Quest’anno la nostra Giornata delle donne rurali è con l’Istituto Cervi, luogo storico e di grande valore simbolico per l’agricoltura dell’Italia -ha detto la presidente nazionale di Donne in Campo, Pina Terenzi-. Ed è da qui che vogliamo ribadire l’urgenza di interventi istituzionali davvero in grado di sostenere l’imprenditoria agricola femminile. Perché, ad ora, le donne si trovano escluse sia dai fondi nazionali finanziati dal Piano di ripresa e resilienza che da quelli settoriali. Anche il Fondo Impresa Donna ammette agli stanziamenti tutti i settori, compreso quello della trasformazione alimentare, ma tiene fuori la produzione agricola. Creando uno svantaggio ulteriore”.
Ecco perché, ha continuato Terenzi, “innanzitutto chiediamo con forza al governo che, nella prossima manovra, trovi spazio la misura Più Impresa di Ismea, non rifinanziata dall’ultima legge di Bilancio. Chiediamo, quindi, che si approvi in tempi stretti una legge quadro per l’imprenditoria femminile in agricoltura, che preveda la costituzione di un Ufficio permanente presso il Masaf e di un Osservatorio, con l’obiettivo di promuovere l’accesso delle donne all’attività agricola. Chiediamo, infine, che si studino misure di priorità per le aziende agricole femminili nei bandi e che se ne tenga conto nel PSP (Piano Strategico della Pac) dando indicazioni omogenee alle Regioni”.

D’altra parte, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato all’unanimità il 2026 come Anno internazionale delle donne agricoltrici, invitando gli Stati membri ad “aumentare la consapevolezza del ruolo cruciale che svolgono nei sistemi agroalimentari di tutto il mondo”, anche incentivando l’adozione di misure efficaci davanti a sfide e discriminazioni. Adesso, ha chiosato Terenzi, “il nostro compito è di veicolare questo messaggio in modo chiaro: le donne e l’agricoltura sono due pilastri interconnessi fondamentali”.  

D’accordo il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini: “Già Emilio Sereni, uno dei padri fondatori della nostra organizzazione di cui l’Istituto Cervi custodisce la Biblioteca Archivio, ideò un disegno di legge per l’imprenditoria agricola femminile -ha ricordato-. Ancora di più oggi, la trasformazione dei nostri sistemi agroalimentari in chiave più inclusiva, resiliente e sostenibile passa necessariamente dall’emancipazione di tutte le donne. Colmare il divario di genere nel settore e il gap salariale nell’occupazione, considerato che il 39% della forza lavoro agricola globale è rosa, aumenterebbe l’efficienza del sistema e restituirebbe dignità ed equità nel mondo”.

“Le Donne in Campo sono una delle punte di diamante di Cia -ha concluso la presidente dell’Istituto Cervi, Albertina Soliani-. Le conosco da tempo, conosco il loro valore. Sono all’avanguardia per una strategia agricola in Italia e in Europa. Siamo onoratissimi di ospitare qui la loro Assemblea. Nell’80esimo anniversario della morte di Genoeffa Cocconi, la madre dei fratelli Cervi, la loro presenza ai Campirossi unisce la memoria al futuro”.  

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2 In Evidenza - 14 ott 2024

Crisi idrica nell'area Vestina: Cia “Impossibile lavorare le olive nei frantoi, il raccolto rischia di marcire”

Lavorazione delle olive che rischia di essere compromessa nell’area Vestina a causa dell’assenza di acqua potabile nei frantoi, indispensabile per il corretto funzionamento del processo di molitura, e che potrebbe mettere a rischio l'intera produzione olearia della zona. La mancanza di risorse idriche potrebbe causare, infatti, la marcitura delle olive, vanificando mesi di lavoro e sacrificio da parte degli agricoltori locali.

Senza un rapido intervento per ripristinare l'approvvigionamento idrico, si prospettano danni economici per il settore olivicolo, con ricadute anche sulla qualità e quantità della produzione di olio extravergine d'oliva.

"La mancanza di acqua potabile nei frantoi impedisce la corretta lavorazione delle olive, che rischiano di andare perse. L'intero comparto olivicolo dell'area Vestina, già provato da altre difficoltà, si trova ora di fronte a un'emergenza che potrebbe compromettere la stagione olivicola", dichiara il Presidente Cia Chieti-Pescara, Domenico Bomba.

Le olive, appena raccolte, devono necessariamente essere molite altrimenti rischiano di deteriorarsi, mettendo così a repentaglio mesi di lavoro e sacrifici degli agricoltori. 


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