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1 In Evidenza - 16 feb 2026

Verso il Congresso Nazionale: VII Assemblea Elettiva AGIA e Donne in Campo Abruzzo

L’agricoltura abruzzese guarda al futuro con determinazione, puntando sull’energia delle nuove generazioni e sulla forza delle donne come motore di cambiamento e innovazione.

Mercoledì 4 Marzo 2026, a partire dalle ore 9:30, presso l’Aurum di Pescara, si terrà la VII Assemblea Elettiva di AGIA e Donne in Campo Abruzzo, appuntamento fondamentale nel percorso verso il Congresso Nazionale.

Il tema scelto per questa edizione, “Seminiamo futuro, con il coraggio dei giovani e la resilienza delle donne”, rappresenta un messaggio chiaro: investire su giovani agricoltori e leadership femminile significa costruire un’agricoltura più moderna, sostenibile e inclusiva.

Un momento di confronto e innovazione

La giornata si aprirà con i saluti istituzionali:

  • Diego Pasqualone, Presidente uscente AGIA Abruzzo

  • Annamaria D’Alonzo, Presidente uscente Donne in Campo Abruzzo

  • Nicola Antonio Sichetti, Presidente CIA Abruzzo

Seguiranno importanti focus dedicati ai temi centrali per lo sviluppo del settore agricolo regionale.

Il primo intervento, dal titolo “Dalla ricerca al campo: il ruolo del CRUA Abruzzo nel traghettare l’agricoltura regionale verso l’innovazione”, sarà affidato al Dott. Rocco Micucci, Amministratore Unico del CRUA.

Si parlerà poi di esigenze concrete e prospettive future con il focus “Innovazione in campo: cosa serve veramente alle nuove generazioni di agricoltori?”, a cura della Prof.ssa Eleonora Passaretti dell’Istituto Tecnico Agrario di Scerni.

Uno spazio speciale sarà dedicato alle esperienze dal territorio con la testimonianza di Martina Codeluppi, giovane imprenditrice agricola, che porterà la voce delle donne impegnate nelle aree interne nel focus “Dal cuore delle aree interne: giovani donne che seminano cambiamento”.

Conclusioni e sessione elettiva

Le conclusioni saranno affidate a:

  • Pina Terenzi, Presidente nazionale Donne in Campo

  • Enrico Calentini, Presidente nazionale AGIA

A moderare i lavori sarà Mariano Nozzi, Direttore CIA Abruzzo.

A partire dalle ore 12:00 si svolgerà la sessione interna dedicata alle elezioni dei delegati, degli organismi direttivi e dei Presidenti di AGIA e Donne in Campo Abruzzo.

La giornata si concluderà alle ore 13:00 con un light lunch.


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2 In Evidenza - 11 feb 2026

CIA e Metamer: nuova collaborazione per luce e gas

CIA avvia una nuova collaborazione con Metamer, fornitore di luce e gas, con l’obiettivo di offrire un servizio sempre più vicino alle persone e alle esigenze del territorio.

Grazie a questo accordo, sarà possibile ricevere supporto nella gestione delle forniture energetiche e nel cambio fornitore, in modo semplice, sicuro e trasparente.

Consulenza su appuntamento presso le sedi CIA

Nell’ambito della collaborazione, presso le sedi CIA sarà disponibile un servizio di consulenza dedicata su appuntamento, pensato per accompagnare cittadini e associati nel passaggio a Metamer per luce e gas.

Il cambio fornitore avverrà senza interruzioni di servizio, garantendo continuità e tranquillità durante tutte le fasi della procedura.


Un supporto concreto e personalizzato

Il servizio offre un aiuto pratico per orientarsi con maggiore chiarezza tra:

  • offerte e costi energetici

  • gestione delle bollette

  • consumi e condizioni contrattuali

Inoltre, per chi già si rivolge a CIA per altri servizi, sarà possibile ricevere anche informazioni su eventuali bonus e agevolazioni disponibili, in base ai requisiti previsti.


I vantaggi del nuovo servizio

✔ Consulenza personalizzata su appuntamento
✔ Cambio fornitore luce e gas senza interruzioni
✔ Bollette più chiare e trasparenti
✔ Energia 100% green
✔ Supporto su bonus e agevolazioni


Prenota il tuo appuntamento

Questa collaborazione rappresenta un ulteriore passo di CIA per essere sempre più vicina alle persone, offrendo soluzioni affidabili e accessibili per la gestione dell’energia di ogni giorno.


Per maggiori informazioni e per prenotare un appuntamento, rivolgiti alla sede CIA  a te più vicina.

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1 In Evidenza - 10 feb 2026

Servizio Civile Agricolo: Cia e Inac, diventi misura strutturale fino al 2030. Appello al ministro Lollobrigida


Rendere stabile il Servizio Civile Agricolo, prorogandolo fino al 2030. Questo l’appello lanciato oggi, a Roma, da Cia-Agricoltori Italiani e il suo Patronato Inac, al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, in occasione dell’avvio del primo bando storico in ambito agricolo al centro dell’evento confederale dal titolo “Giovani, valori e agricoltura”.
“Serve uno sforzo ulteriore per un progetto che fa da ponte tra generazioni. Non ruba braccia alla terra, restituisce menti al futuro”, hanno dichiarato i presidenti di Cia e Inac, Cristiano Fini e Alessandro Mastrocinque, delineando le prospettive e le sfide dell’iniziativa che deve poter superare la fase sperimentale per diventare misura strutturale con un orizzonte temporale ampio di almeno cinque anni.

Oltre i luoghi comuni: l’agricoltura come opportunità professionale - Nel corso dell’incontro, infatti, è stato sottolineato come il lancio del bando rappresenti una risposta concreta ai pregiudizi che spesso circondano il settore primario. Fini e Mastrocinque hanno smentito con forza l’idea che il Servizio Civile Agricolo sia una forma di sfruttamento per lavori di fatica. “L’agricoltura italiana è un universo multifunzionale che spazia dall’agriturismo alle cooperative sociali ai servizi, coinvolgendo attività amministrative, di marketing, economiche e politiche”, hanno precisato i presidenti di Cia e Inac, ribadendo l’obiettivo di fondo: “Far scoprire ai giovani l’appeal di un comparto che necessita di innovazione e freschezza per restare competitivo”.

L’emergenza del ricambio generazionale - Del resto, i dati parlano chiaro. Gli under 30 sono ormai una rarità nel settore e i titolari d’azienda under 40 sono appena il 9% del totale. La percentuale scende sotto il 3% per i giovani che non hanno ereditato l’azienda di famiglia. In questo scenario, il Servizio Civile è indispensabile al rinnovamento del sistema, ma anche allo snellimento burocratico.

Un bando di successo - Infine, a dare forza alla richiesta Cia e Inac, l’interesse dei giovani: 300 le candidature arrivate per circa 70 posizioni disponibili. 50 i giovani idonei selezionati – anche per coadiuvare le attività del CAA, il Centro Assistenza Agricola di Cia – secondo criteri di rigorosa deontologia e già attivi dal 19 gennaio. E, attenzione, tra questi, solo uno proviene dalla facoltà di Agraria. A conferma che l’iniziativa attrae profili nuovi e diversificati verso il mondo rurale.

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1 In Evidenza - 09 feb 2026

Ue: Cia, Corte dei conti dà ragione ad agricoltori e boccia la riforma Pac post 2027


Anche la Corte dei conti europea dà ragione agli agricoltori. Nel suo parere sulla proposta di riforma della Pac post 2027, l’organo di controllo dell’Ue conferma tutti i timori avanzati dal settore primario e dà piena legittimazione alle nostre preoccupazioni. A sottolinearlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

         
“Pur non essendo vincolante, il parere della Corte rafforza in modo inequivocabile ciò che denunciamo da tempo e che abbiamo portato anche in piazza, nelle manifestazioni di Bruxelles e Strasburgo -dice Fini-. Tagliare le risorse all’agricoltura e farle confluire in un fondo unico significa svuotare la Pac del suo carattere comune e aprire la strada a una pericolosa rinazionalizzazione. Così si spezza un sistema che ha garantito equità e coesione, creando disparità tra comparti e tra Stati membri, ma soprattutto si mette seriamente a rischio una delle politiche fondanti dell’Unione, essenziale per il reddito degli agricoltori e per la sicurezza alimentare dei cittadini”.

           
“La Commissione Ue sta imboccando una strada sbagliata e sempre più isolata -conclude il presidente di Cia-. Contro questa visione miope continueremo a far sentire la nostra voce. L’agricoltura non è un capitolo di spesa da comprimere, ma una priorità strategica da difendere: servono semplificazione, certezze giuridiche e risorse adeguate, non nuova burocrazia e scelte che penalizzano il settore. Con l’avvio dei negoziati e i tempi stretti per gli emendamenti entro maggio, nelle prossime settimane saremo in prima linea per spingere verso modifiche concrete. Senza una Pac forte e realmente comune, l’Europa perde uno dei suoi pilastri”.

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1 In Evidenza - 09 feb 2026

Biologico: Anabio-Cia, con il marchio italiano più valore, trasparenza e fiducia


Il via libera al “marchio biologico italiano” da parte della Conferenza Stato-Regioni segna un passaggio cruciale per la tutela dell’origine dei prodotti e la valorizzazione della filiera bio nazionale. Lo dice Anabio-Cia, accogliendo con soddisfazione l’intesa raggiunta, che ha sbloccato il decreto, considerato un tassello fondamentale per consolidare la fiducia dei consumatori e sostenere la crescita del comparto.

Per Anabio-Cia, infatti, si tratta di uno strumento strategico, una certificazione volontaria che si affianca al logo europeo sulle produzioni biologiche.
“Il marchio del biologico italiano -sottolinea il presidente di Anabio-Cia, Giuseppe De Noia- dà valore alle nostre materie prime e rafforza la trasparenza nei confronti dei consumatori, rappresentando un passo decisivo per lo sviluppo del settore. Arriva a sostenere concretamente i produttori, a garantire tracciabilità, a migliorare la competitività sui mercati esteri e a promuovere qualità e sostenibilità, nel rispetto del regolamento Ue. Soprattutto, offre ai cittadini una riconoscibilità immediata delle produzioni biologiche italiane”.
Secondo Anabio-Cia, i dati parlano chiaro, confermando una domanda in aumento: +6,2% le vendite di alimenti biologici in Italia nel 2025; 5,5 miliardi di euro il valore del mercato interno e 3,9 miliardi di euro il peso dell’export, in costante crescita. Numeri che indicano un interesse crescente dei consumatori verso prodotti sostenibili e tracciabili. “Questo marchio -conclude De Noia- aggiunge un’ulteriore garanzia per chi acquista consapevolmente”.

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1 In Evidenza - 09 feb 2026

IX Assemblea Elettiva ANP–CIA Abruzzo: il 20 febbraio un nuovo patto sociale per pensioni, salute e aree interne

Si terrà giovedì 20 febbraio 2026, a partire dalle ore 09:30, presso l’Aurum di Pescara (Largo Gardone Riviera), la IX Assemblea Elettiva ANP–CIA Abruzzo, un appuntamento centrale per la rappresentanza dei pensionati agricoli della regione.

Il tema scelto per l’edizione 2026, “Un nuovo patto sociale per pensioni, salute, aree interne e invecchiamento attivo”, richiama l’urgenza di affrontare con strumenti nuovi e concreti le grandi trasformazioni sociali e demografiche in atto, con particolare attenzione alle fragilità delle comunità rurali e dell’Abruzzo interno.

I lavori si apriranno alle ore 09:30 con l’intervento di:

  • Giuseppe De Blasiis, presidente uscente ANP–CIA Abruzzo

  • Antonio Nicola Sichetti, presidente CIA Abruzzo

Seguiranno i saluti istituzionali, tra cui un rappresentante del CUPLA Abruzzo.

La mattinata sarà arricchita da due focus di approfondimento su temi di grande attualità:

  • “Presidiare il territorio, prendersi cura delle persone: il ruolo della sanità di prossimità nell’Abruzzo interno”, con l’intervento di Felice Mucilli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Clinica Chirurgica Generale e Toracica presso l’Università “G. d’Annunzio”.

  • “Affrontare l’isolamento sociale degli anziani come priorità di salute pubblica. Strategie e risposte in Abruzzo”, con l’intervento di Gianna Paola Di Virgilio, presidente regionale di Auser Abruzzo ODV APS.

Le conclusioni della sessione pubblica saranno affidate a Alessandro Del Carlo, presidente nazionale ANP–CIA.

A moderare i lavori sarà Mariano Nozzi, direttore CIA Abruzzo.

Alle ore 12:00 si svolgerà la sessione interna, dedicata alle elezioni dei delegati, degli organismi direttivi e del presidente ANP Abruzzo, momento fondamentale di partecipazione democratica e rinnovo della rappresentanza.

La giornata si concluderà con un light lunch alle ore 13:00.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 25 set 2021

EU Organic Day: Cia, sia di monito per approvazione legge nazionale sul bio

La prima “Giornata europea del biologico” (EU Organic Day) proclamata oggi dalla Commissione Ue nell’ambito del Piano d’azione per lo sviluppo del bio, e con data fissata per ogni 23 settembre, sia di monito per l’approvazione alla Camera della norma sulle “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”. A dirlo è Cia-Agricoltori Italiani che, richiamando l’impegno atteso dal Green Deal Ue, torna a sollecitare, sul testo, l’intervento risolutivo della Camera, visto anche l’ok già ottenuto al Senato.

“Non riusciamo a comprendere -è il commento del presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- perché il Parlamento non calendarizzi questa legge e la approvi in tempi celeri. Se ci dovessero essere necessità di adeguamento si potrebbero poi attivare i canali per le modifiche. Ѐ finito, dunque, il tempo dei dibattiti sterili nel mondo della rappresentanza -torna a ripetere Scanavino-. Sulla norma c’è già consenso vastissimo da parte di tutto l’arco costituzionale, con un unico voto contrario in Senato. Il comparto non può rischiare un arretramento, né disattendere gli impegni presi con l’Europa.

Di fatto -continua Scanavino- questa Giornata europea arriva a ricordare anche alla politica italiana che la rivoluzione bio è già in atto, e se non vogliamo perdere la partita con competitor europei, sempre più agguerriti, tocca rendere pienamente applicabili i principi dell’agroecologia e consentire al biologico nazionale di continuare a produrre valore per il Paese, recependo le esigenze dei cittadini e in coerenza con le diverse strategie Ue”.

Piena adesione, dunque, di Cia e Anabio, la sua Associazione per la promozione del biologico, alla Giornata proclamata dall’Ue ma, sottolineano entrambe, occorre che l’Italia dia un segnale forte e concreto ai suoi cittadini come all’Europa che con il “Piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica”, vuole stimolare agricoltori e consumatori, far sì che, entro il 2030, il 25% dei terreni agricoli sia destinato al bio, rispettare le Strategie “Farm to Fork” e “Biodiversity” e agevolare, nel contesto del Green Deal, la transizione verso sistemi alimentari sostenibili.

Secondo Cia e Anabio è chiaro che, senza una legge nazionale sul biologico, l’Italia non potrà fare la sua parte rispetto alle azioni previste da Bruxelles, né contribuire, con onestà e coerenza, alla campagna di sensibilizzazione, tra i 447 milioni di cittadini europei, sui benefici dell’agricoltura bio, come la salvaguardia della biodiversità e lo sviluppo del benessere animale, la resilienza imprenditoriale e un reddito più elevato per i produttori. Si tratta di valori che non interessano soltanto gli agricoltori, ma l’intera catena alimentare ed è opportuno aiutare i consumatori a operare scelte con piena consapevolezza.

Quindi, per Cia e Anabio, occorre ora accelerare e dotare l’Italia di una legge nazionale sul bio, pilastro fondamentale per la costruzione del futuro agricolo del Paese, attualmente, leader del settore in Europa con 80 mila operatori e 2 milioni di ettari coltivati. Il passaggio è cruciale, ancor più perché stretti tra criticità pandemiche e obiettivi green, incentivati dalla nuova Pac e dal Recovery Fund.

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1 In Evidenza - 22 set 2021

Ceta: vola export formaggi verso Canada. Ratifica sia priorità per Governo

Una rapida ratifica dell’accordo Ceta rappresenterebbe un messaggio chiaro e immediato per le imprese dell’agroalimentare e soprattutto per le nostre aziende zootecniche a rischio default per il rincaro delle materie prime”. A quattro anni dall’accordo Ceta Ue-Canada, il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, torna a sottolineare l’importanza degli accordi internazionali per gli scambi commerciali e gli investimenti all’estero. Le statistiche del settore lattiero-caseario lasciano, infatti, poco spazio ai dubbi. Nel 2020 l'export di formaggi italiani ha raggiunto 7mila tonnellate (sul podio Grana Padano e Parmigiano Reggiano, che da soli fanno il 70% del totale) con un aumento del 35,1% sul 2017, anno di battesimo dell’accordo (fonte Clal). Cia chiede un segnale da parte delle istituzioni, anche in vista del tavolo nazionale sul prezzo del latte convocato al Mipaaf per lo stato di grande precarietà dei nostri allevatori, che continuano a perdere potere contrattuale.

            Esattamente il 21 settembre 2017 entrava in vigore Ceta, il Comprehensive Economic and Trade Agreement tra l’Unione Europea e il Canada. È stato il primo accordo commerciale stipulato dall’Ue con un altro Paese del G7. L’accordo riduce le tariffe doganali e le altre barriere commerciali tra l'Ue e il Canada, sostenendo le rigorose norme europee in materia di sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti alimentari e garantendo la protezione delle indicazioni geografiche europee. Sono 171 prodotti alimentari, tra le quali figurano 41 Dop e Igp italiane -da sole il 98% dell’export Made in Italy in Canada- che erano state oggetto di violazione e contraffazione in quel Paese. La diffusione del cibo Made in Italy è favorita dalla presenza di una grande comunità italiana; le regioni in cui il nostro food viene più esportato sono l’Ontario e il Québec, quest’ultima con grandi margini di crescita per maggiori affinità culturali con il prodotto agroalimentare italiano.

            “I vantaggi oggettivi per le nostre imprese sono indiscutibili –dichiara il presidente Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- ora la politica deve accelerare sulla ratifica del Ceta per dare competitività al Sistema Italia. Con il riconoscimento e la tutela delle principali denominazioni Dop e Igp europee, l’accordo ha contribuito a facilitare un commercio equo e sostenibile, nel quadro delle regole internazionali”.

            Un Paese esportatore di manifattura non può non confrontarsi con un contesto di mercati aperti, priorità imprescindibile per il settore agroalimentare. “È impensabile difendere la nostra agricoltura arroccandoci nei nostri confini nazionali o europei, con posizioni di chiusura o di protezionismo –conclude Scanavino-. L’Italia è chiamata a dimostrare con fatti concreti l’apertura verso un sistema di scambi internazionali”.

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1 In Evidenza - 22 set 2021

Grano duro: Cia, parte la nuova Commissione Sperimentale Nazionale

Si è tenuta oggi la prima riunione della Commissione Sperimentale Nazionale sul Grano duro, convocata dal Mipaaf. Da parte di Cia-Agricoltori Italiani gli auguri di buon lavoro a tutti i componenti della neonata struttura, che avrà il compito di formulare le tendenze di mercato e i prezzi indicativi del settore.

Si tratta di uno strumento fortemente voluto e sostenuto da Cia, che plaude all’inizio del percorso operativo per la funzionalità della Commissione Unica Nazionale sul grano duro, seppure in una fase sperimentale.

Il grano duro è alla base della pasta, simbolo del Made in Italy nel mondo e della dieta mediterranea, e proprio l’Italia è il primo produttore europeo e il secondo produttore mondiale di grano duro. Per questo, favorire un percorso di maggiore trasparenza delle quotazioni resta uno strumento importante per la filiera grano duro-pasta.

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1 In Evidenza - 22 set 2021

Caro bollette: Anp-Cia, macigno per milioni di pensionati. Governo intervenga

L’aumento in bolletta di luce e gas da ottobre, rischia di rivelarsi una bomba sociale e soprattutto per milioni di pensionati che percepiscono assegni al minimo e che, negli ultimi anni, si sono addirittura visti erodere il potere d’acquisto delle pensioni di oltre il 30%. Il Governo intervenga subito per mettere al sicuro la sussistenza di tanti italiani. Così Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani alla notizia del caro bollette di circa il 40% (per l’elettricità) e del 31% (per il gas) dal prossimo mese e in vista della riunione sul provvedimento che dovrebbe provare a ridurre di un terzo l’impatto da 9 miliardi degli aumenti in arrivo.

Dunque, Anp-Cia sollecita le istituzioni a stringere sulla questione scongiurando il peggio per molti cittadini e per quei pensionati, tanti, che sono già in difficoltà e lottano quotidianamente contro condizioni di vita per nulla dignitose, non avendo la garanzia di beni fondamentali come cibo e spese sanitarie. Problema, sottolinea Anp-Cia, che paralizzerà ancora di più le aree interne e rurali del Paese, come dimostrato anche dalla pandemia, le più carenti di servizi essenziali e socio assistenziali.

Inoltre, Anp-Cia ricorda che nel 2020 sono state oltre 10 milioni, il 59,6% del totale, le pensioni erogate dall’Inps con un importo inferiore a 750 euro, con la percentuale che sale al 72,6% per gli assegni delle donne ed è ben più elevata se si prendono le sole gestioni degli ex lavoratori autonomi. In questo caso, la quota di assegni è al di sotto dei 750 euro mensili.

Dunque, per Anp-Cia, è arrivato il momento di rivedere il sistema della formazione dei costi sulla bolletta, tenuto anche conto del fatto che, attualmente, i cosiddetti “oneri di sistema” incidono fino al 50% del totale rispetto ai consumi reali. Infine, vanno anche mantenute tutte le agevolazioni e i bonus sulle bollette a beneficio dei soggetti con disagio sociale, comprese quelle introdotte per l’emergenza Covid. La difesa dei più deboli resti una priorità come previsto dalla Costituzione. 


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1 In Evidenza - 15 set 2021

Cia protagonista al G20 Agricoltura di Firenze

Nell’anno della Presidenza italiana del G20, in occasione della riunione dei Ministri dell’Agricoltura, a Firenze dal 16 al 18 settembre, anche Cia-Agricoltori Italiani sarà nel capoluogo toscano per una tre giorni ricca di eventi, incontri e contatto diretto con le aziende agricole della Spesa in Campagna.

Appuntamento, quindi, nell’area meeting in Piazza della Repubblica, dove Cia allestirà i mercati contadini per la vendita diretta di prodotti freschi di stagione e prelibatezze agroalimentari di qualità, promossi dalla Spesa in Campagna. Spazio anche allo stand istituzionale e agli incontri che daranno voce alle istanze degli agricoltori italiani, in prima linea per essere protagonisti della transizione ecologica europea.

Nel programma di Cia per il G20 dell'agricoltura di Firenze, infatti, anche incontri e dibattiti con il coinvolgimento di esperti, tecnici e mondo delle imprese agricole e zootecniche che si confronteranno in contemporanea con le riunioni ministeriali dedicate a ripensare la cooperazione alla luce delle sfide Covid e rendere concreti gli impegni multilaterali su sostenibilità e resilienza dei sistemi agroalimentari; contributo del G20 all'agricoltura dei Paesi in ritardo rispetto all'obiettivo "fame zero" e al dibattito in vista del vertice delle Nazioni Unite sull’alimentazione.

Più nel dettaglio, Cia parteciperà, con il presidente nazionale Dino Scanavino, all’Open Forum sull’agricoltura sostenibile in agenda al Teatro della Pergola, giovedì 16 settembre dalle ore 14, con l’intervento dei rappresentanti di riferimento delle maggiori economie mondiali, tra i quali il Commissario europeo all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski e il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli.

Sempre giovedì 16 settembre alle ore 10, Cia darà il via al G20 con l’iniziativa a cura della sua Ong, ASeS-Agricoltori, Solidarietà e Sviluppo dal titolo “Agricoltura sociale, nuovo modello di inclusione e crescita”, in diretta streaming qui

Ancora giovedì 16, alle ore 18, ci sarà la presentazione del libro “Arare umano est. Flessioni e riflessioni agricole nella civiltà moderna” di Riccardo Lupino.

Venerdì 17 settembre, poi, alle ore 11:30,  focus Cia su agricoltura di precisione, digitale per la sostenibilità delle coltivazioni e degli allevamenti, con il convegno “Innovazione nelle aree interne”, online qui

Tutti gli eventi si terranno nell'area meeting, a ingresso libero, in Piazza della Repubblica.

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1 In Evidenza - 11 set 2021

Biologico: Cia, solo il 5% delle sementi è bio, servono nuove e maggiori varietà

In Italia solo poco più del 5% della superficie sementiera nazionale è destinata alla produzione di sementi bio. Si tratta di quasi 11.000 ettari sui 203.000 complessivi riservati all’attività di moltiplicazione del seme. Questo vuol dire che, per la maggior parte delle coltivazioni, sono disponibili soltanto poche nuove varietà adatte all’agricoltura biologica e, spesso, notevolmente più costose. Ecco perché Cia-Agricoltori Italiani, assieme alla sua associazione dedicata Anabio, ha lanciato dal SANA 2021 il “Progetto Sementi Biologiche”. Obiettivo migliorare e accrescere la disponibilità e la qualità di sementi bio, puntando da una parte alla stipula di accordi interprofessionali con le ditte sementiere, e dall’altra chiedendo al Mipaaf di avviare finalmente il Piano nazionale di ricerca per le sementi biologiche.

Il primo accordo è stato firmato proprio oggi a BolognaFiere con lo scopo di favorire l’incontro tra domanda e offerta di sementi bio. Nel protocollo d’intesa - firmato tra Anabio Cia e Arcoiris srl, C.A.C., Co.Na.Se. Consorzio Nazionale Sementi, cooperativa La Terra e il Cielo, CGS spa, Guerresi srl e Prometeo srl, ma aperto a ulteriori partner interessati al progetto - le aziende sementiere coinvolte si impegnano a mettere a punto un assortimento di varietà disponibili alla produzione di sementi bio certificate. Anabio, da parte sua, farà da punto di raccolta delle richieste delle imprese associate formulando veri e propri pre-ordini con i quantitativi di ciascuna specie. In questo modo, le ditte sementiere si garantiscono una domanda che permette loro di programmare la produzione con un’auspicabile economia di scala che consentirà di contenere i costi; dall’altro lato gli agricoltori associati di Anabio-Cia potranno usufruire del seme bio certificato a costi competitivi. Se il processo evolve, potrà essere applicato su scala più ampia e consentire un circolo virtuoso che permetterà alle aziende sementiere di dedicare una parte del loro budget di ricerca e sviluppo alla costituzione di nuove varietà appositamente selezionate per essere coltivate in ambiente bio.

“Con il Green Deal, la Ue si è data l’imperativo di far crescere il biologico fino a raggiungere il 25% della superficie agricola utilizzata entro il 2030 -ha ricordato il presidente nazionale di Anabio, Federico Marchini-. In questo contesto, la sfida delle sementi bio è una delle più importanti. A fronte del successo crescente del metodo biologico nel settore primario (2 milioni di ettari in Italia per un valore alla produzione di 3 miliardi di euro), ora bisogna far decollare lo stesso metodo nel comparto sementiero. Anche a tutela della biodiversità e, quindi, della salute della terra”.

Attivare questo processo vuol dire, inoltre, guardare alla scadenza del 2036, quando non sarà più possibile fare ricorso al sistema delle autorizzazioni in deroga, previsto anche dalle norme Ue, per l’impiego di sementi convenzionali anche nell’agricoltura bio. Oggi già 2 specie non sono più in deroga (erba medica e trifoglio alessandrino), a cui se ne potrebbero aggiungere altre 15 nel corso del 2022 (come frumento duro e tenero, avena, lenticchia, fava, farro, orzo). Anche in virtù di questo, secondo Anabio-Cia, la Banca Dati Sementi, operativa dal 2019 e che al momento contiene 878 varietà, se opportunamente revisionata, può diventare davvero lo strumento di gestione per la moltiplicazione vegetativa con metodo biologico. Ma non basta. E’ altrettanto necessario che il Ministero delle Politiche agricole acceleri sulla definizione e sul finanziamento di un nuovo Piano nazionale per le sementi biologiche, annunciato da oltre un anno, ma ancora bloccato nell’iter amministrativo.

“La disponibilità sul mercato di sementi biologiche di qualità e a prezzi concorrenziali è fondamentale per un sano sviluppo del settore -ha concluso il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino-. La valorizzazione delle produzioni deve continuare a crescere, sostenuta dall’innovazione e dalla ricerca, anche in campo sementiero, per aiutare l’agricoltura bio a diventare sempre di più un pilastro della sostenibilità, economica e ambientale”. 


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