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1 In Evidenza - 06 feb 2026

Ue: sei giovani di Agia-Cia titolari dei Gruppi di Dialogo Civile


Sono sei i giovani di Agia-Cia scelti per i Gruppi di Dialogo Civile attivati dalla Commissione Ue per il prossimo biennio 2026-2028. L’Associazione dei giovani imprenditori agricoli di Cia si conferma così tra le più rappresentative in Europa, anche tramite l’impegno all’interno del Ceja – il Consiglio europeo dei giovani agricoltori – per dare supporto a Bruxelles e contribuire al dibattito sui principali dossier agricoli.

Selezionati dal Ceja, sono stati nominati membri titolari: Elisa Vallorani, 35 anni, Agia-Cia Marche, a capo di un’azienda agricola con agriturismo a Colli del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, produttrice di olio e frutta, nel CDG on Agricultural Markets (Horticulture); Guido Cusmai, 36 anni, Agia-Cia Puglia, titolare dell’azienda biologica di famiglia a Vico del Gargano, in provincia di Foggia, nel Parco Nazionale, produttore di olio EVO e agrumi, nel CDG on Agricultural Market (olives) e nel CDG on Environment and Climate Change; Claudio Colletta, 33 anni, Agia-Cia Marche, imprenditore florovivaistico a Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, nel CDG on Environment and climate change; Martina Codeluppi, 31 anni, Agia-Cia Emilia-Romagna, gestisce l’azienda agricola di famiglia a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, produttrice di piante da orto bio, nel CDG on Organic Farming; Luca Bianchi, 33 anni, Agia-Cia Marche, imprenditore biologico a Fabriano, coltiva cereali e miele valorizzando il territorio, nel CDG on Organic Farming; Riccardo Randello, 37 anni, Agia-Cia Sicilia, titolare di un’azienda bio a Licodia-Ubea, in provincia di Catania, produttore di leguminose, grani autoctoni e olio EVO, nel CDG on Quality and Promotion.

“L’Europa è il punto di riferimento dell’agricoltura di domani e il luogo dove il protagonismo dei giovani deve guidare le scelte del settore -dichiara il presidente nazionale di Agia-Cia, Enrico Calentini-. Avere nostri rappresentanti nei Gruppi di Dialogo Civile dimostra la proattività e la competenza dei nostri associati. In questo modo rafforziamo il nostro impegno a Bruxelles, continuando a confrontarci con le istituzioni su temi chiave come il ricambio generazionale, perché senza nuove leve l’agricoltura non può avere futuro”.

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1 In Evidenza - 06 feb 2026

Fruit Logistica: Cia, ortofrutta italiana in “transizione violenta”. Le priorità per il 2026


“Il settore ortofrutticolo italiano è entrato in una fase di transizione violenta. Tra crisi climatiche, tensioni geopolitiche e squilibri commerciali, le nostre imprese non possono più restare sole a gestire l’urto di un mercato globale sempre più sbilanciato, senza regole comuni, senza reciprocità negli scambi e senza tutele adeguate per il reddito”. È il monito lanciato dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, all’apertura di Fruit Logistica a Berlino.

Una transizione che, per Cia, va governata rimettendo al centro il ruolo degli agricoltori e riequilibrando i rapporti lungo la filiera, prima ancora di affrontare i singoli dossier commerciali. Perché l’ortofrutta non è una semplice voce statistica, ma il cuore pulsante del Made in Italy agricolo: con 18,9 miliardi di euro di valore, 150mila aziende coinvolte e oltre un milione di ettari coltivati, rappresenta il primo comparto nazionale e incide per un incredibile 28% sulla produzione agricola totale. “Dietro questi numeri -ha ricordato Fini- ci sono competenze, biodiversità e presidio dei territori. Un patrimonio che il sistema Paese e l’Europa hanno il dovere di proteggere”.
Proprio per rispondere all’attuale fase di forte instabilità e difendere il settore, il presidente di Cia ha illustrato in fiera priorità e richieste strategiche dell’organizzazione per il 2026:

RAFFORZAMENTO DELLA POSIZIONE DEGLI AGRICOLTORI – Il riequilibrio dei rapporti di filiera e la maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi sono nodi centrali per garantire un giusto reddito agli agricoltori. Occorre istituire un Osservatorio dei prezzi e dei costi europeo, per monitorare l’andamento dei costi agricoli e contrastare distorsioni e sperequazioni tra la remunerazione dei produttori e i prezzi allo scaffale.

SEMPLIFICAZIONE E AGGREGAZIONE – Resta fondamentale la creazione e il rafforzamento di Op e Aop, le fusioni tra Op, il sostegno a Op transnazionali e a progetti integrati, per aumentare la massa critica sul mercato. È quindi necessario sburocratizzare l’accesso agli aiuti comunitari e garantire che, nella futura Pac, il settore ortofrutticolo organizzato continui a ricevere un sostegno adeguato, evitando che le scelte di co-finanziamento nazionale generino distorsioni tra Stati membri o tra settori all’interno di ciascun Paese.

RECIPROCITA’ REALE NEGLI SCAMBI – Serve l’applicazione delle clausole a specchio in tutti gli accordi commerciali, a partire dal Mercosur, per impedire l’importazione di prodotti che non rispettano gli standard ambientali, fitosanitari e sociali europei.


Sul fronte commerciale, d’altronde, l’export ortofrutticolo italiano resta sotto pressione. Se l’accordo Ue-Usa ha evitato un’escalation tariffaria, i dazi al 15% in vigore da agosto 2025 continuano a rappresentare un freno significativo per l’ortofrutta nazionale. Allo stesso tempo, per Cia la crescente pressione competitiva del Nord Africa – con Paesi come Marocco ed Egitto che hanno raggiunto 4,5 miliardi di dollari di export ortofrutticolo – impone all’Italia un’accelerazione su innovazione, qualità certificata e organizzazione per mantenere la leadership nel Mediterraneo. D’altra parte, però, il rispetto degli stessi standard dell’Ue per i Paesi terzi non deve essere più un’opzione ma un obbligo, una condizione di equità per evitare che gli agricoltori italiani siano schiacciati da prodotti ottenuti con l’uso di sostanze vietate e costi del lavoro non regolamentati.  

“Non chiediamo protezionismo, ma regole uguali per tutti -ha concluso Fini-. In questo scenario, la fermezza diplomatica sui criteri di sicurezza e reciprocità deve andare di pari passo con dinamismo commerciale e innovazione. Solo così il nostro settore ortofrutticolo potrà continuare a generare valore nei territori e consolidare il proprio ruolo di traino dell’economia. Non può esserci alcuna transizione efficace se a pagarla sono sempre gli agricoltori”


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2 In Evidenza - 03 feb 2026

Al via la prima fase di CIA Talent: un percorso per valorizzare giovani professionalità e competenze

È ufficialmente partita la prima fase di CIA Talent, il progetto promosso da CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara con l’obiettivo di valorizzare i talenti e favorire l’ingresso di nuove professionalità all’interno dell’organizzazione.

La fase iniziale del percorso prevede un programma strutturato di formazione generale, inserimento organizzativo e orientamento, a cui seguirà una formazione specifica dedicata ai diversi ambiti di competenza. Un percorso pensato per accompagnare i partecipanti nella conoscenza del sistema CIA, del suo metodo di lavoro e dei valori che ne guidano l’azione.

CIA Talent nasce con l’obiettivo di rafforzare la struttura organizzativa attraverso nuove competenze, trasmettendo una solida cultura associativa e favorendo una crescita concreta, sia professionale che umana, dei partecipanti. L’iniziativa punta a costruire nel tempo un vero e proprio “vivaio di eccellenze”, capace di contribuire allo sviluppo e al rinnovamento dell’organizzazione.

Le selezioni proseguiranno nei prossimi mesi e rappresentano un importante periodo di conoscenza reciproca: da un lato CIA valuta competenze, motivazione e attitudine dei giovani coinvolti; dall’altro i partecipanti possono comprendere se il contesto associativo e organizzativo risponde alle proprie aspettative e prospettive professionali.


“L’avvio dei tirocini formativi di CIA Talent rappresenta un investimento strategico sul capitale umano dell’organizzazione”, dichiara il direttore Alfonso Ottaviano, “Rafforzare la struttura significa elevare la qualità delle professionalità al servizio di cittadini e imprese, ma anche potenziare l’azione politico-sindacale della CIA. È un passaggio fondamentale per affrontare con competenza, visione e autorevolezza le sfide future del settore”.

Dopo l’evento di lancio, la prima fase del progetto si è conclusa con esito positivo, registrando un buon livello di adesioni e un significativo coinvolgimento, a conferma dell’interesse verso il percorso proposto.

Al centro di CIA Talent c’è la formazione, intesa non solo come esperienza operativa, ma come preparazione strutturata e continua. Investire sui giovani significa rafforzare il futuro dell’organizzazione e del territorio, puntando su competenze, innovazione e ricambio generazionale.

Con CIA Talent, CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara conferma il proprio impegno nel costruire opportunità di crescita e nel valorizzare i talenti come leva strategica per il futuro.

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1 In Evidenza - 27 gen 2026

Giornata della Memoria: Cia, dall’orrore della Shoah all’agricoltura come strumento di pace


Oggi, in tutta Italia, si celebra la “Giornata della Memoria”, per imprimere nella memoria collettiva del Paese uno degli orrori più gravi e inauditi di cui l’uomo sia stato protagonista.
“Nessuno può dire: questo non mi tocca. La memoria è un dovere per tutti”, rifletteva lo scrittore Italo Calvino. È necessario, dunque, ricordare il passato per comprendere la storia e trarne insegnamento, sottolinea il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

“Questa giornata è un’occasione per riflettere sulla tragedia della Shoah e sul nostro angoscioso presente, perché non si ripetano gli orrori passati e si metta fine a tutti i conflitti e alle violenze nel mondo -osserva Fini-. Pensiamo soprattutto a Gaza, all’Iran, all’Ucraina, al Sudan, alla Repubblica Democratica del Congo e ad altre aree dimenticate, con l’auspicio che la politica e la diplomazia tornino a essere i soli mezzi per risolvere le controversie internazionali e costruire concreti percorsi di pace, a garanzia dei diritti umani e della democrazia”.

In questo processo, continua il presidente di Cia, “l’agricoltura ha un ruolo fondamentale: assicura la sicurezza alimentare nelle zone di crisi, sostiene le comunità rurali colpite dalla guerra e diventa strumento di riconciliazione attraverso lo sviluppo sostenibile dei territori”.

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1 In Evidenza - 21 gen 2026

Mercosur: Cia, ascoltati da Parlamento Ue. Invio a Corte di Giustizia sia utile

“Finalmente c’è un Parlamento europeo che dimostra di aver ascoltato le nostre preoccupazioni e richieste sul Mercosur. La nostra manifestazione di ieri a Strasburgo è stata determinante e andrà avanti, nelle forme più opportune, affinché la sospensione della ratifica rappresenti, adesso, un tempo utile per far rispettare le nostre condizioni in questo, come in tutti i futuri negoziati commerciali”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rispetto all’ok dell’Eurocamera sull’invio dell’accordo direttamente alla Corte di giustizia Ue.

“Sebbene non ad ampia maggioranza, il voto odierno rinvia tutto alla verifica di compatibilità con i trattati Ue e, soprattutto”, specifica Fini, “fornisce uno spazio di pressione importante perché si garantiscano vera reciprocità, controlli ferrei e clausole di salvaguardia automatiche. Siamo pronti al confronto su questi nodi per noi dirimenti a tutela degli agricoltori e dei cittadini europei, in termini di competitività produttiva e di standard sanitari e ambientali che devono essere i medesimi imposti ai produttori e agli allevatori europei”.

Sulla stessa linea anche Cia Abruzzo, che esprime soddisfazione per la decisione del Parlamento europeo. “L’invio dell’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia Ue rappresenta un passaggio fondamentale per dare finalmente risposte concrete alle preoccupazioni degli agricoltori dei territori”, sottolinea Nicola Sichetti, Presidente di Cia Abruzzo. “Per una regione come la nostra, caratterizzata da produzioni di qualità, Dop e Igp, è indispensabile che ogni accordo commerciale garantisca una reale reciprocità, con controlli stringenti e tutele efficaci contro la concorrenza sleale”.

“Gli agricoltori abruzzesi” prosegue Sichetti, “non possono competere con prodotti che non rispettano gli stessi standard sanitari, ambientali e sociali richiesti in Europa. La sospensione della ratifica deve diventare un’occasione concreta per rafforzare le clausole di salvaguardia e difendere redditi, lavoro e sicurezza alimentare. In questo percorso, Cia Abruzzo continuerà a sostenere con forza la linea portata avanti da Cia nazionale, a tutela dell’agricoltura e dei cittadini europei”.

Ora, sotto i riflettori di Cia, l’intera fase di implementazione. “Le nostre proteste con migliaia di agricoltori, e questo ultimo atto del Parlamento Ue”, conclude Fini, “sono un messaggio chiaro sulla direzione da prendere: accordi commerciali internazionali solo a parità di regole e condizioni, per assicurare cibo sano, sicuro e trasparente ai nostri cittadini”.

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2 In Evidenza - 21 gen 2026

Tutela degli agricoltori, interesse generale e servizi essenziali: la posizione di CIA sui Consorzi di Bonifica

CIA – Agricoltori Italiani ribadisce con forza che la propria priorità resta la tutela degli agricoltori, dei loro redditi e della continuità dei servizi essenziali, a partire dall’irrigazione e dalla bonifica.

In riferimento alle recenti sentenze del TAR Abruzzo – Sezione di Pescara, che riguardano il Consorzio di Bonifica Centro, la CIA chiarisce che si tratta di contenziosi di natura tecnica e amministrativa, normali in una fase complessa che interessa non solo questo Consorzio, ma l’intero sistema della bonifica.

“Le sentenze non mettono in discussione la funzione della bonifica, ma richiamano tutti a una gestione tecnica e amministrativa più chiara e ordinata”, ha sottolineato il direttore CIA, Alfonso Ottaviano, presente alla conferenza stampa, “È necessario evitare confusione tra gli agricoltori e lavorare con responsabilità.”

CIA ha espresso pieno riconoscimento al Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Bonifica Centro, composto da agricoltori ed espressione diretta del territorio, e al suo presidente Enisio Tocco, per il lavoro svolto in due anni particolarmente complessi, in una situazione ereditata da decenni di criticità strutturali e gestionali.

L’attuale CdA ha avviato un piano di risanamento e programmato investimenti indispensabili per garantire il futuro della bonifica e dell’irrigazione, un percorso che la CIA continuerà a sostenere insieme a tutte le associazioni di categoria, nell’interesse esclusivo del mondo agricolo.

La CIA ribadisce alcuni principi fondamentali:

  • Gli agricoltori devono avere servizi efficienti e continui.

  • Devono avere accesso all’acqua per produrre, perché senza acqua non esiste agricoltura di qualità né reddito.

  • Devono sostenere ruoli equi e sostenibili, compatibili con redditi agricoli già sotto pressione.

Allo stesso tempo, i Consorzi di Bonifica non servono solo gli agricoltori, ma svolgono un ruolo essenziale anche per:

  • La sicurezza idraulica dei territori.

  • La tutela dei cittadini.

  • Il supporto alle imprese e alle attività produttive.

“La tutela deve essere generale, non limitata a singole posizioni”, sottolinea Ottaviano, riferendosi a tutti i Consorzi di Bonifica, non solo a quello Centro.

L’organizzazione conferma il proprio impegno a mantenere un dialogo costante con la Regione Abruzzo e tutte le forze politiche, per accompagnare il piano di risanamento, garantire l’accesso alle risorse disponibili e sostenere investimenti strategici per il territorio.

Eventuali sentenze, procedimenti o percorsi giudiziari utili a fare chiarezza sulla gestione o su eventuali criticità dovranno essere affrontati senza timori: il Consorzio agirà sempre nel rispetto delle regole e dell’interesse pubblico.

“In queste settimane si è generata molta confusione tra gli agricoltori”, avverte il direttore provinciale, “indebolire i Consorzi significa indebolire i servizi, bloccare investimenti e compromettere l’ordinaria amministrazione.”

Dopo anni, i Consorzi sono tornati a essere gestiti dagli agricoltori. La CIA sceglie una linea di responsabilità, unità e tutela concreta, convinta che solo attraverso confronto istituzionale, collaborazione e visione di interesse generale si possa garantire acqua, sicurezza e futuro ai territori.

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News Cia Abruzzo

1 Associazioni - 04 giu 2019

Scampagnate in Fattoria - Associazione Donne in Campo

Con grande piacere presentiamo la nuova iniziativa dell'Associazione Donne in Campo, denominata "Scampagnate in Fattoria". 🍏🍎🍐🍇🥦🥬

Quattro aziende agricole e agrituristiche vi aspettano per vivere una domenica diversa, all'insegna della vita rurale contadina, attraverso sapori eccellenti, la riscoperta degli antichi saperi, laboratori, approfondimenti tematici, mercatini e tante altre iniziative rivolte anche ai più piccoli.

Questi sono gli appuntamenti in programma:
📅 Domenica 16 Giugno - Agriturismo Rosso Di Sera a Cugnoli (PE) di Domenica Trovarelli
📅 Domenica 7 Luglio - Agriturismo La Brocca a San Martino sulla Marrucina (CH) di Carla di Crescenzo
📅 Domenica 8 Settembre - Azienda Agricola Biologica Antonella Vicoli a Montenero di Bisaccia (CB)
📅 Domenica 22 Settembre - Azienda Agricola Terrafonte - Prodotti tipici abruzzesiad Altino (CH) di Annamaria D'Alonzo

Nell'allegato il programma integrale dell'iniziativa.

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1 In Evidenza - 21 mag 2019

Convenzione CIA - FCA

Con la tessera CIA, grazie alla convenzione con FCA, acquistare un'auto nuova conviene!
Sconti dal 12% al 31% su numerosi modelli dei brand Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Jeep e Abarth.
La promozione è valida fino al 31 Dicembre 2019.

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1 In Evidenza - 17 mag 2019

Riforma della Legge 157/92 sulla fauna selvatica

La Cia d’Abruzzo ha incontrato l’Assessore regionale Imprudente per illustrare la proposta di riforma della Legge 157/92 sulla fauna selvatica. Anche i Sindaci e i Parlamentari eletti in Abruzzo saranno invitati a sostenere la proposta.

Nella giornata di ieri, la Giunta regionale abruzzese della Cia Agricoltori Italiani, guidata dal Presidente Mauro Di Zio, ha incontrato il vice Presidente della Giunta della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, per illustragli la proposta di riforma della Legge 157/92 sulla fauna selvatica, che la Confederazione ha presentato ieri ai Gruppi Parlamentari di Camera e Senato, oltre che al Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, On. Filippo Gallinella. Una proposta di riforma radicale tramite cui affrontare concretamente un problema ormai fuori controllo, tra danni milionari ad agricoltura e ambiente, rischio malattie, incidenti stradali sempre più frequenti e minacce alla sicurezza dei cittadini anche nelle aree urbane. La proposta si articola su sette punti chiave e si propone di aggiornare una legislazione obsoleta e del tutto carente sia sul piano economico che su quello ambientale. I sette punti affrontano, nell’ordine, la necessità di: 1) sostituire il concetto di “protezione” con quello di “gestione”, stante il fatto che, se nel 1992 poteva essere prioritario l’obiettivo di conservare la fauna a rischio estinzione, oggi siamo in presenza di specie in sovrannumero o addirittura infestanti come nel caso dei cinghiali; 2) ricostituire il Comitato tecnico faunistico venatorio, partecipato dal Mipaaf e dal Ministero dell’Ambiente, dalle Regioni, dalle organizzazioni interessate e da istituzioni scientifiche come l’Ispra, riconducendone le competenze presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri; 3) Distinguere le attività di gestione della fauna selvatica da quelle dell’attività venatoria garantendo l’effettiva partecipazione del mondo agricolo a tutela delle proprie attività e passando attraverso il ridisegno e la ridefinizione dei compiti degli Ambiti territoriali di gestione faunistica e venatoria (al posto degli Ambiti territoriali di caccia); 4) non delegare più solo all’attività venatoria il controllo della fauna selvatica, rafforzando la possibilità di istituire personale ausiliario adeguatamente preparato e munito di licenza di caccia e mettendo in campo anche strumenti di emergenza e di pronto intervento; 5) rafforzare l’autotutela degli agricoltori autorizzandoli ad agire sui propri terreni per mettere in atto, con metodi ecologici, interventi preventivi o anche mediante abbattimento qualora in possesso di abilitazione all’esercizio venatorio; 6) risarcire totalmente il danno subìto, superando la logica del “de minimis” ed assicurando procedure di accertamento e tempi omogenei sul territorio con la gestione affidata alle Regioni, visto che ad oggi i danni diretti al settore agricolo accertati corrispondono a 50/60 milioni di euro l'anno a livello nazionale e circa 2,5 milioni a livello regionale; 7) tracciare la filiera venatoria, ai fini della sicurezza e della salute pubblica, partendo dalla presenza di centri di raccolta, sosta e lavorazione della selvaggina, idonei e autorizzati, in tutte gli areali di caccia.

La Cia Agricoltori Italiani si sta mobilitando fortemente su questo tema in tutto il territorio nazionale. La Cia d’Abruzzo, oltre all’incontro odierno con il vice Presidente della Giunta della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, al quale è stata illustrata la proposta di riforma chiedendogli di sostenerla anche nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, invierà la proposta anche a tutti i Parlamentari eletti in Abruzzo, a tutti i Sindaci e a tutte le Associazioni, con lo scopo di sollecitare le Istituzioni e tutti gli attori sociali coinvolti nella gestione faunistica ad agire tempestivamente, utilizzando il nostro progetto di riforma come base di discussione per arrivare a una nuova normativa sul tema più moderna ed efficace. L’impegno della Cia d’Abruzzo vuole favorire su questo tema un confronto e un dialogo troppo spesso caratterizzati da aspetti emotivi e da impostazioni filosofiche preconcette.

 

Cia Agricoltori Italiani

Abruzzo



 

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1 In Evidenza - 15 mag 2019

Fauna selvatica: contro emergenza, CIA lancia riforma radicale della legge.

Documento su tavolo di Camera e Senato. In Italia +111% cinghiali con danni all’agricoltura per 60 mln l’anno

Una riforma radicale della legge sulla fauna selvatica per affrontare concretamente un problema ormai fuori controllo, tra danni milionari ad agricoltura e ambiente, rischio malattie, incidenti stradali sempre più frequenti e minacce alla sicurezza dei cittadini anche nelle aree urbane. L’ha chiesta oggi Cia-Agricoltori Italiani, presentando a Camera e Senato una proposta di modifica della legge 157/92 che regola la materia.

Sette punti chiave per invertire la rotta sulla questione degli animali selvatici (ungulati, storni, nutrie), diventata insostenibile in tutto il territorio nazionale, aggiornando una legislazione obsoleta e totalmente carente sia sul piano economico che su quello ambientale.

1. Sostituire il concetto di “protezione” con quello di “gestione” - Secondo Cia, la finalità di fondo, indicata già nel titolo della legge, deve essere modificata passando dal principio di protezione a quello di gestione della fauna selvatica. Se la legge del 1992 si focalizzava sulla conservazione della fauna, in quegli anni a rischio di estinzione per molte specie caratteristiche dei nostri territori, oggi la situazione si è ribaltata, con alcune specie in sovrannumero o addirittura infestanti. L’esempio più lampante riguarda i cinghiali, responsabili dell’80% dei danni all’agricoltura: si è passati da una popolazione di 50 mila capi in Italia nel 1980, ai 900 mila nel 2010 fino ad arrivare a quasi 2 milioni nel 2019. E’ del tutto evidente, quindi, che bisogna tornare a carichi sostenibili delle specie animali, in equilibrio tra loro e compatibili con le caratteristiche ambientali, ma anche produttive e turistiche, dei diversi territori.

2. Ricostituire il Comitato tecnico faunistico venatorio, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - L’attuale legge divide le competenze in diversi ministeri; occorre riportare alcune competenze di fondo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e, di fatto, ricostituire il Comitato tecnico faunistico e venatorio, partecipato dal Mipaaft e dal Ministero dell’Ambiente, dalle Regioni, dalle organizzazioni interessate e da istituzioni scientifiche come l’Ispra.

3. Distinguere le attività di gestione della fauna selvatica da quelle dell’attività venatoria - E’ necessario intervenire nella governance dei territori, garantendo l’effettiva partecipazione del mondo agricolo a tutela delle proprie attività. Le procedure di programmazione faunistica e delle attività venatorie devono essere semplificate e armonizzate con le Direttive europee e, allo stesso tempo, vanno ridisegnati e ridefiniti i compiti degli Ambiti territoriali di gestione faunistica e venatoria (al posto degli Ambiti territoriali di caccia).

4. Le attività di controllo della fauna selvatica non possono essere delegate all’attività venatoria - Per Cia, piuttosto, deve essere prevista o rafforzata la possibilità di istituire personale ausiliario, adeguatamente preparato e munito di licenza di caccia, per essere impiegato dalle autorità competenti in convenzione, mettendo in campo anche strumenti di emergenza e di pronto intervento.

5. Deve essere rafforzata l’autotutela degli agricoltori - Sui propri terreni, i produttori devono poter essere autorizzati ad agire in autotutela, con metodi ecologici, interventi preventivi o anche mediante abbattimento.

6. Risarcimento totale del danno - La crescita dell’incidenza dei danni da fauna selvatica è esponenziale. Ad oggi, i danni diretti al settore agricolo accertati dalle Regioni corrispondono a 50-60 milioni di euro l'anno. Secondo Cia, gli agricoltori hanno diritto al risarcimento integrale della perdita subita a causa di animali di proprietà dello Stato, comprensivo dei danni diretti e indiretti alle attività imprenditoriali. Bisogna superare la logica del “de minimis”; mentre criteri, procedure e tempi devono essere omogeni sul territorio, con la gestione affidata alle Regioni.

7. Tracciabilità della filiera venatoria - Ai fini della sicurezza e della salute pubblica, occorre assicurare un efficace controllo e un’adeguata tracciabilità della filiera venatoria, partendo dalla presenza di centri di raccolta, sosta e lavorazione della selvaggina, idonei e autorizzati, in tutte gli areali di caccia.

“Cia-Agricoltori Italiani lancia la sua proposta di riforma della legge 157/92 e si rende protagonista, negli stessi giorni, di una mobilitazione generale in tutte le regioni sul tema della fauna selvatica -spiega il presidente nazionale Dino Scanavino-. La presenza eccessiva, soprattutto di ungulati, sta rendendo impossibile in molte aree l’attività agricola con crescenti fenomeni di abbandono ed effetti negativi sulla tenuta idrogeologica dei territori. Per questo sollecitiamo le istituzioni ad agire tempestivamente, utilizzando il nostro progetto di riforma come base di discussione, per arrivare a una nuova normativa sul tema più moderna ed efficace”.

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1 In Evidenza - 14 mag 2019

CIA presenta la sua riforma di legge sulla fauna selvatica.

La questione fauna selvatica è diventata insostenibile su tutto il territorio nazionale. La crescita dell’incidenza dei danni, prima di tutto al settore agricolo, è esponenziale. Ogni valutazione o stima viene immediatamente superata nei fatti e la legislazione vigente risulta totalmente inadeguata ad affrontare i problemi odierni.

Per questo motivo, Cia-Agricoltori Italiani intende proporre una radicale riforma della legge 157/92 che regola la materia in Italia, considerata ormai obsoleta e carente a governare il fenomeno degli animali selvatici, così come a contenere i danni. Una proposta, con sette punti qualificanti, che verrà presentata il 15 maggio a Camera e Senato.

Contemporaneamente, Cia si rende protagonista di una mobilitazione generale in tutte le Regioni, oltre che nei confronti del Governo centrale, per modificare profondamente queste politiche.

Sul piano economico, la presenza eccessiva - soprattutto di ungulati - rende impossibile l’attività agricola in molte aree rurali, con crescenti fenomeni di abbandono e conseguenze negative sulla tenuta idrogeologica dei territori. Dal punto di vista ambientale, crescono le alterazioni eco-sistemiche e i disequilibri tra specie, con l’incremento del rischio di estinzione di animali caratteristici dei nostri territori. Infine, sul piano sociale e della salute, si diffondono malattie causate da selvatici, crescono gli episodi di incidenti stradali con numerose vittime e di aggressioni dirette anche all’uomo.

Ecco perché non si può più aspettare, c’è bisogno di norme nuove e più efficaci. Cia-Agricoltori Italiani si fa promotrice di un’organica proposta di emendamenti alla legge quadro del 1992, come base di discussione per favorire un confronto tra tutte le parti interessate, con le amministrazioni e le forze politiche. Un confronto che si ritiene debba essere aperto, ma anche tempestivo e proficuo.

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1 Eventi - 08 mag 2019

“La Repubblica dei Contadini” a FICO: domande di partecipazione entro il 10 maggio

Gentile Azienda,

Eatalyworld srl e Cia - Agricoltori Italiani sono liete di invitarVi a partecipare alla mostra mercato La Repubblica dei Contadiniche si terrà a Bologna presso FICO Eatalyworld, il Parco del cibo più grande al mondo, nelle giornate di sabato 1 e domenica 2 giugno 2019.

L’evento, alla sua seconda edizione, per quest’anno sarà dedicato alle produzioni tipiche e agricole delle regioni colpite dai terremoti degli ultimi anni, pertanto la partecipazione alla manifestazione è gratuita per i produttori, con la possibilità di vendere le proprie produzioni nella stessa modalità di un mercato, con i seguenti orari:

  •   sabato 1 giugno dalle ore 10.00 alle ore 20.00

  •   domenica 2 giugno dalle ore 10.00 alle ore 19.00

    Tali orari non sono vincolanti, è possibile prolungare la  permanenza sino a coincidere con gli orari di chiusura del parco agroalimentare FICO Eatalyworld, vale a dire sino alle ore 24.00 per sabato 1 giugno e sino alle ore 23.00 per domenica 2 giugno.

    In allegato Modulo di Adesione e Regolamento

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