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In Evidenza - 04 mar 2021

Il governo accoglie l'appello della filiera del vino e riapre le enoteche dopo le ore 18:00

“In tutte le zone del Paese è stato eliminato il divieto di asporto dopo le 18:00 per gli esercizi commerciali al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto. Il governo ha dato ascolto al nostro appello a difesa del settore vitivinicolo, che già ha perso a causa del Covid più di 2 miliardi di euro”. A esprimere piena soddisfazione per i contenuti del nuovo Dpcm, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, sono le organizzazioni della filiera vitivinicola di ConfagricolturaCia-Agricoltori ItalianiAlleanza delle Cooperative AgroalimentariCopagriUnione Italiana ViniFederviniFederdoc e Assoenologi, che nei giorni scorsi avevano inviato una richiesta in tale direzione al Premier Mario Draghi e al Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli.

Per la filiera del vino, infatti, “era incomprensibile il blocco delle vendite imposto alle enoteche come misura restrittiva per contrastare il Covid, che appariva più una discriminazione del comparto rispetto a negozi alimentari e supermercati, non soggetti a chiusura anticipata”.

“Dar modo alle enoteche di riprendere la regolare attività, quindi, rimette in moto una macchina produttiva che impegna nelle aziende vitivinicole italiane circa 210 mila addetti, fra i quali 50.000 giovani”, fa notare la filiera del vino, secondo cui “la scelta di responsabilità del governo arriva a ridare impulso a un mercato già fortemente penalizzato per le limitazione sull’HoReCa”.

La filiera del vino, infine, “confermando piena e totale disponibilità al dialogo costruttivo con il nuovo Governo, torna a sostenere la necessità di fare un passo in avanti anche sul fronte della ristorazione, valutando la possibilità di apertura bar e ristoranti anche a cena nelle Regioni in zona gialla e per il pranzo in quelle in zona arancione”.



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CAF Informa - 02 mar 2021

Legge di Bilancio 2021: cosa cambia per il settore agricolo?

La legge di Bilancio 2021 prevende un potenziamento delle filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura con la nascita di un Fondo ad hoc. 150 milioni di euro per un Fondo dedicato alla promozione e al sostegno delle filiere, per accrescere competitività, qualità della produzione, qualità e quantità dei livelli occupazionali, favorendo le migliori forme di organizzazione di filiera.


Rifinanziamento ed estensione delle finalità del Fondo suinicolo.
10 milioni di euro destinati anche al miglioramento delle condizioni di sostenibilità nelle aziende zootecniche, di produzione e trasformazione della carne.
 
Istituzione del Fondo per la tutela e il rilancio della filiera apistica, brassicola, della canapa e della frutta a guscio.
10 milioni di euro per il 2021
 
Stoccaggio privato di vini 
DOC, 
DOCG e IGT.
10 milioni di euro per la misura dello stoccaggio privato di vini 
DOCDOCG e IGT certificati o atti a divenire tali e detenuti in impianti situati nel territorio nazionale.
 
Iniziative finalizzate alla valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche, delle produzioni agroalimentari e industriali italiane e della dieta mediterranea e del contrasto al fenomeno dell'Italian sounding.
3 milioni di euro nel triennio 2021-2023

Investimenti infrastrutturali per il rafforzamento del settore, la tutela del suolo, la mitigazione ambientale, il contrasto al dissesto idrogeologico.

630 milioni nei prossimi 7 anni Si confermano e si rafforzano gli investimenti per le infrastrutture irrigue, l'agricoltura di qualità, il contrasto al dissesto idrogeologico e la tutela di beni non rinnovabili come aria, acqua, suolo.
 
Fondo emergenza alimentare
Incremento di 40 milioni di euro per l'anno 2021 del Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone con fragilità sociali e alimentari, per garantire la tutela alimentare delle fasce di popolazione più fragili, limitando e riducendo e lo spreco alimentare.

Esenzione IRPEF nel 2021 per i redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali.
82 milioni di euro per l'esenzione IRPEF dei redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali.
 
Esonero contributivo per i giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli.
55 milioni di euro per l'esonero contributivo totale per 24 mesi per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli under 40 che si iscrivono nella previdenza agricola nel 2021.
 
Rifinanziamento della misura "Donne in campo".
15 milioni di euro per la concessione di mutui a tasso zero per iniziative volte allo sviluppo e al consolidamento di aziende agricole condotte da imprenditrici attraverso investimenti nel settore agricolo, nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Mutui concessi nel limite di 300 mila euro, della durata massima di 15 anni comprensiva del periodo di preammortamento.
 
Proroga delle agevolazioni IVA per le cessioni di animali vivi, bovini e suini e riduzione IVA al 10% per piatti pronti e pasti cotti.
20 milioni di euro per il 2021
 
Credito di imposta per le reti di imprese agricole e agroalimentari aderenti alle "Strade del Vino".
15 milioni di euro nel triennio 2021-2023 per la realizzazione di infrastrutture informatiche per commercio elettronico.
 
Esenzione dal pagamento dell'imposta di registro minima per i terreni agricoli.
1,5 milioni di euro per il 2021 per l'esenzione dell'imposta di registro nella misura fissa di 200 euro agli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni agricoli di valore fino a 5 mila euro.
 
"Bonus Verde".
Proroga del bonus che prevede l'agevolazione fiscale per la sistemazione   a   verde   di abitazioni private. Detrazione d'imposta lorda del 36% per una spesa massima di 5 mila euro.

3 milioni di euro per integrazione del finanziamento del programma sperimentale di messa a dimora di alberi e per la creazione di foreste urbane e periurbane, nelle città metropolitane.

Rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale interventi assicurativi.
60 milioni di euro nel triennio 2021-2023 per il finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per interventi assicurativi, al fine di dare continuità agli interventi pubblici sulla spesa assicurativa agricola.
 
Rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale interventi indennizzatori.
70 milioni di euro nel 2021 per il finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale interventi indennizzatori, per il ristoro delle aziende agricole danneggiate da avversità atmosferiche e fitosanitarie.

Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura.
7 milioni di euro per il 2021 per finanziare il Programma finalizzato all'adozione di azioni per lo sviluppo del settore della pesca e dell'acquacoltura, nel campo della formazione, informazione e qualificazione professionale.
 
Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell'acquacoltura.
14 milioni di euro nel triennio 2021-2023 per il finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell'acquacoltura, per il supporto economico alle imprese e le famiglie degli operatori del settore ittico colpiti da disgrazie in mare
 
Proroga dei termini per il rilascio di concessioni di beni demaniali.
Estensione della platea di beneficiari delle proroghe di termini per il rilascio di concessioni di beni demaniali marittimi lacuali e fluviali con finalità turistiche-ricreative, ad uso pesca e acquacoltura, ed attività produttive connesse.

Trattamento di sostegno al reddito in favore dei lavoratori adibiti alla pesca.
31 milioni di euro per il 2021 per il trattamento di sostegno al reddito, riconosciuto per una durata massima di 90 giorni nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 ed il 30 giugno 2021, per i lavoratori della pesca che hanno subito una sospensione o riduzione dell'attività lavorativa, o una riduzione del reddito, a causa del Covid-19.
 
Finanziamento indennità per fermo pesca obbligatorio e non obbligatorio.

19 milioni di euro nel 2021 per l'indennità, pari a 30 euro giornaliere, per ciascun lavoratore dipendente da impresa adibita alla pesca marittima, compresi i soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca, in caso di sospensione dal lavoro derivante da misure di arresto temporaneo obbligatorio e non obbligatorio.
 
Proroga della concessione della Cassa integrazione salariale operai agricoli (CISOA).
Proroga della possibilità di ricorso alla CISOA per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica, per n massimo di 90 giorni nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021.

Rientro debiti nei confronti delle Regioni.
20 milioni di euro per l'anno 2021  per la restituzione delle risorse anticipate dalle Regioni per interventi di concorso pubblico nel pagamento degli interessi sul credito di soccorso alle imprese agricole danneggiate da calamità e da avversità atmosferiche eccezionali.
  

Rafforzamento attività 
MIPAAF.
1milione di euro per il 2021 e 6,6 milioni annui dal 2022. Sono previste 86 nuove assunzioni nel 2021 e 54 nuove assunzioni nel 2022
 
Integrazione dell'indennità agli ispettori dell'
ICQRF.
1,5 milioni di euro per il 2021: per lo svolgimento delle attività di controllo e tutela, anche durante la pandemia, della qualità dei prodotti del settore agroalimentare italiano.
 
Completamento del processo di stabilizzazione dei lavoratori precari del 
CREA.
5 milioni annui dal 2021.
 
Rafforzamento del personale e del fabbisogno finanziario 
AGEA.
2 milioni di euro per il 2021 e 4 milioni di euro annui dal 2022 per 61 assunzioni nel 2021
10 milioni per il 2021, per garantire la corretta erogazione dei servizi affidati all'Agenzia.



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In Evidenza - 28 feb 2021

Si rafforza la sinergia tra il mondo sementiero e quello agroalimentare

 Cia-Agricoltori italianiConfagricolturaCopagriAlleanza delle Cooperative Agroalimentari e Assosementi aderiscono formalmente al Consorzio per la valorizzazione delle sementi CONVASE, che riunisce 23 aziende rappresentanti il 40% della produzione nazionale di sementi certificate di cereali a paglia, rafforzando così la sinergia tra il mondo sementiero e quello agroalimentare. L’intesa è stata annunciata oggi durante l’incontro “Il settore sementiero e agricolo: sfide e opportunità nello scenario post-Covid”.

 

L’adesione al CONVASE da parte delle organizzazioni dei produttori e delle cooperative agricole e di Assosementi rafforza la collaborazione tra aziende sementiere e agricoltori, con l’obiettivo di valorizzare la qualità delle produzioni in un’ottica interprofessionale e di stimolare un dialogo costruttivo capace di anticipare le esigenze del settore e qualificare l’intera filiera. L’intesa raggiunta, inoltre, permette di dare gambe alla creazione del disciplinare “Seme di Qualità”, presentato un anno fa ed elaborato dal CONVASE, con il supporto Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, per dare agli agricoltori la possibilità di conoscere le informazioni sulla tracciabilità delle sementi, offrendo garanzie sulla qualità del seme acquistato e indicazioni utili per il corretto impiego, con maggiori possibilità di ottenere produzioni elevate e di qualità. 

 

La filiera agroalimentare, infatti - hanno sottolineato i rappresentanti di Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari - parte dal seme; non a caso gli agricoltori operano in stretto e costante contatto con i produttori di sementi, testando direttamente in campo i risultati del loro lavoro e indicando le richieste e le esigenze che arrivano dal mercato, con particolare riferimento alle problematiche agronomiche, fitosanitarie, di resa e di carattere qualitativo. Proprio per tali ragioni - aggiungono le sigle - è fondamentale poter disporre di uno strumento in grado di assicurare la tracciabilità, la sicurezza e la sostenibilità del processo produttivo sin dall'inizio del ciclo, partendo dalla semente, puntando su iniziative quali il progetto “Seme di Qualità”, al quale già lo scorso anno hanno aderito convintamente Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e che oggi viene ulteriormente rafforzato.

 

Tale tracciabilità - è stato ribadito durante l’odierno confronto tra il mondo sementiero e quello agroalimentare - ha inizio dal seme, primo e fondamentale elemento per assicurare la qualità del prodotto al consumatore finale. Vale la pena di sottolineare, a tal proposito, che nel 2020, a fronte di un calo su base annua del 2% circa delle superfici produttive destinate alla coltivazione di grano duro, grano tenero e orzo, cresce sempre di più l’impiego di seme non certificato, che secondo un’elaborazione di Assosementi ha superato anche nel 2020 il 50% delle superfici coltivate a grano duro.

 

In tale contesto, l’intesa raggiunta servirà a rafforzare e confermare la volontà dei principali attori di vincere le sfide comuni che il settore è chiamato ad affrontare. La riduzione della burocratizzazione annunciata dal nuovo governo potrà certamente contribuire ad agevolare il sistema della certificazione del seme, che negli ultimi cinquant’anni non è mai stato rivisto e adeguato. 

 

La valorizzazione delle produzioni non può inoltre prescindere dal sostegno all’innovazione, che può aiutare l’agricoltura a garantire rese stabili e produzioni più sostenibili. Il settore sementiero è un comparto altamente innovativo, in grado di investire sino al 20% dei suoi ricavi in attività di ricerca e sviluppo per immettere sul mercato varietà migliori. Tuttavia, secondo l’indagine di Euroseeds, l’associazione che rappresenta il settore sementiero a livello europeo, l’incertezza della normativa sulle Tecniche di Evoluzione Assistita – TEA ha bloccato i programmi di innovazione del 40% delle aziende che investono in ricerca.



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INAC - 24 feb 2021

Bonus asilo nido 2021: online la procedura per le domande

È online la procedura che consente di presentare e consultare le domande per l’accesso al Bonus asilo nido 2021.

L’agevolazione fiscale prevede un contributo economico a favore di genitori di figli nati, adottati o affidati dal 1° gennaio 2016, per sostenere le spese delle rette per asili nido pubblici o privati o un contributo per il supporto, presso la propria abitazione, per bambini con meno di 3 anni affetti da gravi patologie.

Il bonus può essere richiesto per ogni figlio: per ciascuno va inviata apposita domanda. L’importo viene erogato su base annua per 11 mesi di iscrizione all’asilo nido e la misura dell’importo varia a seconda del reddito ISEE della famiglia.

  • ISEE minorenni fino a 25.000 euro = budget annuo 3.000 euro (importo massimo mensile erogabile 272,72 euro per 11 mensilità).
  • ISEE minorenni da 25.001 euro fino a 40.000 euro = budget annuo 2.500 euro (importo massimo mensile erogabile 227,27 per 11 mensilità)
  • ISEE minorenni da 40.001 euro = budget annuo 1.500 euro (importo massimo mensile erogabile 136,37 per 11 mensilità).
  • Il bonus per leforme di supporto presso la propria abitazione viene erogato dall’Istituto a seguito di presentazione da parte del genitore richiedente, che risulti convivente con il bambino,  di un attestato rilasciato dal pediatra di libera scelta che attesti per l’intero anno di riferimento “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica”. 

A decorrere dal 2020, l’importo della prestazione erogata varia in base al valore dell’ ISEE minorenni riferito al minore per cui è richiesta la prestazione, secondo le seguenti fasce:

  • ISEE minorenni fino a 25.000 euro = importo erogabile 3.000 euro;
  • ISEE minorenni da 25.001 euro fino a 40.000 euro = importo erogabile 2.500 euro;
  • ISEE minorenni da 40.001 = importo erogabile 1.500 euro.
  • Il bonus richiesto, sia asilo nido che per forme di supporto presso la propria abitazione, può essere erogato, nel limite di spesa indicato (per il 2020 è di 520 milioni di euro), secondo l’ordine di presentazione della domanda online.
  • Le eventuali domande che in base ai tempi di presentazione, per insufficienza di budget, non potranno essere accolte saranno comunque ammesse ma “con riserva”.

L’INPS provvede alla corresponsione del bonus nelle modalità di pagamento indicate dal richiedente nella domanda (bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN).

La domanda può essere presentata dal genitore di un minore nato o adottato  in possesso dei seguenti requisiti : 

  • cittadinanza italiana;
  • cittadinanza UE;
  • permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea; (art. 10, decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30);
  • carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell’Unione europea (art. 17, d.lgs. 30/2007);
  • status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
  • residenza in Italia;
  • relativamente al contributo asilo nido, il genitore richiedente deve essere il genitore che sostiene l’onere del pagamento della retta;
  • relativamente al contributo per forme di assistenza domiciliare, il richiedente deve coabitare con il figlio e avere dimora abituale nello stesso comune.

Tutti i requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda.

Puoi affidarti ai nostri uffici del patronato per presentare la domanda.


Fonti: Inps.it, legiillustrate.it



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In Evidenza - 23 feb 2021

Controllo fauna selvatica, Cia Abruzzo: “Necessario riattivare le attività di contenimento”

È urgente e non più prorogabile la modifica dell’art. 44 della Legge Regionale 10/04 nei punti in cui disciplina il controllo della fauna selvatica. È necessario un forte deterrente contro il proliferare incontrollato dei cinghiali che nel 2020 sono aumentati in modo esponenziale anche a causa delle limitazioni collegate alla crisi pandemica da Covid-19 mettendo a serio rischio le colture agricole. Per questo motivo come Cia-Agricoltori Italiani abbiamo proposto alla Regione Abruzzo di riattivare le attività di contenimento coordinate dalla Polizia provinciale a tutela degli agricoltori e degli automobilisti”.

Così Mauro Di Zio, Presidente della Cia-Agricoltori Italiani Abruzzo, ha sottolineato l’importanza della modifica dell’art. 44 della legge “Normativa organica per l’esercizio dell’attività venatoria, la protezione della fauna selvatica omeoterma e la tutela dell’ambiente” in seguito alla sentenza  n. 217/2018 della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del quinto periodo del comma 2, limitatamente alle parole “e dei cacciatori iscritti o ammessi agli ATC interessati, nominativamente segnalati dai comitati di gestione”. La  modifica proposta ricalca l’articolo della legge regionale della regione Marche, anch’esso impugnato di fronte alla Corte Costituzionale e rigettato dalla stessa. A supporto delle motivazioni di Cia Abruzzo c'è una ulteriore sentenza che conferma la posizione della Regione Toscana, capofila nel cercare di risolvere criticità legate alla fauna e all’impatto che questa ha sull’agricoltura e sull’ambiente. Secondo i giudici costituzionali sono corretti, dunque, gli atti adottati della Regione che, per il controllo della fauna selvatica, individuano le guardie venatorie volontarie, le guardie giurate private e gli operatori volontari appartenenti al mondo venatorio adeguatamente formati e sempre sotto il coordinamento della Polizia provinciale.

Con l’approssimarsi del periodo critico dei danni alle colture agricole da fauna selvatica, è necessario che la legge venga modificata al più presto e non oltre il mese di marzo”, conclude Di Zio, “Siamo certi del corretto e fattivo senso di responsabilità dei gruppi di ciascun consigliere regionale che, unitamente a Presidenti di giunta e consiglio regionale, Assessore all’agricoltura e Presidente della commissione agricoltura ed ambiente, sono destinatari della lettera”.




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In Evidenza - 23 feb 2021

Lavoro: Cia, avanti su sblocco sgravi e flessibilità per le aziende agricole

Esonero contributivo per datori di lavoro e lavoratori autonomi agricoli, sanatoria e strumenti contrattuali di massima flessibilità per le aziende. Sono queste le richieste di Cia-Agricoltori Italiani al nuovo ministro del Lavoro, Andrea Orlando, nell’incontro odierno con le forze sociali.

          Sul fronte contributivo, è urgente, secondo Cia, lo sblocco degli sgravi previsti dall’articolo 222 del Dl Rilancio, sia sul fronte dei datori che degli autonomi. Ad oggi, mancano, infatti, sia la circolare operativa Inps che la modulistica di richiesta esonero. Come si può immaginare, in entrambi i casi, i ritardi stanno creando molti problemi alle suddette categorie.

          Anche in merito alla sanatoria, le circa 30mila domande presentate per il settore agricolo restano ancora in attesa di definizione. La maggior parte dei rapporti di lavoro avevano come scadenza il 31/12 e mancando, anche in questo caso, una circolare operativa Inps che detti le regole tecniche sugli adempimenti da effettuare le aziende, non c’è sufficiente chiarezza per gli intermediari.

          Per quanto concerne il problema della manodopera agricola, aggiunge Cia, è necessario snellire e semplificare al più presto l’attuale strumento del lavoro accessorio, così da consentire alle aziende agricole di reperire manodopera rapidamente, come avveniva in passato attraverso i voucher.

Cia ha, inoltre, posto l'attenzione sul lavoro dei giovani e la necessità di garantire un'alternanza scuola-lavoro che consenta il ricambio generazionale nelle campagne italiane. Infine, è stato posta l’attenzione del ministro al nodo delle pensioni minime, che coinvolge in Italia una platea di 2 milioni di persone, con assegni fermi a 515 euro al mese. Una cifra non dignitosa, ancora di più tra crisi e pandemia con l’aumento delle situazioni di disagio sociale.

Cia ha ringraziato il ministro per l’attenzione dimostrata al settore, che conta oltre un milione di addetti, per la garanzia di un prossimo incontro, in tempi brevi, per discutere il tema degli ammortizzatori sociali in agricoltura.



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In Evidenza - 23 feb 2021

Fisco: CAF-Cia, Centri di Assistenza strategici a ripartenza dal territorio

Un momento di confronto, sulle attività del CAF il Centro di Assistenza Fiscale di Cia-Agricoltori Italiani e sulle sfide che attendono nel mondo del fisco: dai 50 milioni di cartelle esattoriali pendenti alla revisione degli scaglioni Irpef, dalla gestione ISEE al ruolo del CAF a supporto delle comunità, fino a una riforma complessiva del sistema nell’ottica di una maggiore equità. Di questo e tanto altro si è parlato nell’evento del CAF-Cia “Per le persone, per le Comunità”, in cui numerosi ospiti si sono alternati per illustrare esperienze e proposte. 

“Dopo un anno di pandemia -è intervenuto il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- è evidente che istituzioni e intermediari come il CAF, devono ricostruire il rapporto con i cittadini. Va riprogettato trovando un nuovo terreno di scambio e funzionalità. Occorre uscire dalla mera produzione dei servizi ed entrare nell’ambito della consulenza: informare, formare e guidare famiglie e imprese. Per farlo -ha aggiunto Scanavino- sono necessarie strutture con competenze adeguate e in grado di dare garanzie. Il mondo agricolo, in questo senso, è pronto a fare la sua parte, avendo già dimostrato con il Covid di saper affrontare il cambiamento da protagonista. Il ruolo strategico dei CAF va affiancato alla centralità di agricoltura e aree rurali come sosteniamo da tempo con il progetto Cia “Il Paese che Vogliamo”.  

Nello specifico, sono poi intervenuti diversi esponenti della politica, dai senatori Antonio Misiani e Tommaso Nannicini a Debora Serracchiani, presidente della commissione Lavoro della Camera dei Deputati, da rappresentanti di primo piano di istituzioni centrali in materia fiscale, come il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini e la vicepresidente dell'INPS Luisa Gnecchi a sindaci di città importanti - Brenda Barnini (Empoli), Clemente Mastella (Benevento) e Matteo Ricci (Pesaro) - che hanno portato il punto di vista delle comunità che vivono sulla propria pelle le problematiche legate al fisco e le conseguenze di un sistema che va riformato. 

L'agognata riforma del fisco è stata proprio una delle questioni cruciali affrontate nel dibattito. In particolare, il direttore dell'Agenzia delle Entrate ha parlato apertamente della necessità di "un riordino del sistema nell'ottica di maggiore giustizia e pragmatismo, che i cittadini possano percepire e gli intermediari come i CAF possano fare propria e applicare".

E proprio il ruolo dei CAF e il loro radicamento territoriale è stato sottolineato e riconosciuto in ogni singolo intervento. "Possiamo parlare -ha spiegato il direttore del CAF-Cia, Maurizio Scaccia- della giornata della consapevolezza per quanto riguarda l'importanza del nostro ruolo e del presidio territoriale che rappresentiamo, garantendo a milioni di cittadini di poter usufruire di servizi e agevolazioni da parte della pubblica amministrazione". 

Una vera e propria missione fondamentale quella dei CAF, testimoniata dal fatto che il 98% dei clienti di CAF-Cia, in un recente questionario, hanno affermato di non voler fare a meno del supporto offerto da questo tipo di realtà e magari sostituirlo con altre forme di rapporto con la PA. "Questa giornata di dialogo con la politica e le istituzioni -ha concluso il presidente del CAF-Cia, Alessandro Mastrocinque- ci dice che per crescere e affermare il nostro ruolo sui territori, dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo, con questo spirito di proposta e interlocuzione".



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In Evidenza - 18 feb 2021

Abruzzo, aperte le domande per l’impianto di nuovi vigneti

Sono aperti i termini per richiedere superfici per impiantare nuovi vigneti. Possono essere richieste, dalle aziende agricole, tutte le superfici non utilizzate a vigneto o con vincoli condotte dall’azienda in proprietà, affitto o comodato gratuito per una superficie massima di 10 ettari. Le richieste ammissibili saranno accettate nella loro totalità se saranno uguali o inferiori alla superficie nazionale ammissibile. In caso di una richiesta superiore alla superficie nazionale sarà calcolata in maniera proporzionata a livello regionale. Ai singoli richiedenti il numero totale degli ettari disponibili è assegnato in maniera proporzionata sulla base delle superfici richieste. Qualora l’autorizzazione rilasciata è inferiore al 50% della superficie richiesta l’azienda può rifiutare entro 10 giorni e sarà ripartita tra gli altri richiedenti. 



Entro giugno verranno fatte le comunicazioni ai produttori che avranno 3 anni per impiantare i vigneti. Queste autorizzazioni non possono accedere al finanziamento della Ristrutturazione e Riconversione Vigneti. La scadenza per le domande è fissata al 31 marzo 2021.


Puoi recarti presso l'ufficio CIA più vicino per informazioni e per l’inoltro della domanda.



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INAC - 17 feb 2021

Pensioni: ultimo anno di Quota 100, le possibilità di uscita in sintesi

Ultimo anno per andare in pensione con Quota 100. Approvata la Legge di Bilancio 2021 sono rimaste immutate le possibilità di pensionamento per chi possiede i requisiti richiesti dal sistema previdenziale (Pensione di Vecchiaia e Anticipata). Sono state prorogate inoltre l’Opzione Donna e l’Ape Sociale.

 

Pensione di vecchiaia

Occorrono 67 anni di età, sia per gli uomini che per le donne, e 20 anni di contribuzione. Così come stabilito dal decreto dello scorso 5 novembre 2019 il requisito anagrafico rimane invariato anche nel 2021 e nel 2022.

Il pensionamento di vecchiaia scatta dal primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti.

Per i lavoratori impiegati da almeno 7 anni nei 10 precedenti il pensionamento in mansioni gravose, il pensionamento di vecchiaia è accessibile a 66 anni e 7 mesi a condizione che sussistano almeno 30 anni di anzianità contributiva.

 

Pensione anticipata

A prescindere dall’età anagrafica, è possibile il pensionamento anticipato con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

La pensione anticipata prevede una finestra di 3 mesi per la decorrenza.

 

Pensione anticipata “precoce”

Requisiti differenti invece per i lavoratori “precoci”. Sono richiesti almeno 12 mesi di attività lavorativa prima dei 19 anni i quali devono maturare solamente 41 anni di contributi (sempre a prescindere dall’età anagrafica del lavoratore e sia per gli uomini che per le donne) e appartenenti a particolari categorie (disoccupati, invalidi civili, caregiver e lavoratori addetti a mansioni gravose).

Rientrano in questa categoria:

  • Disoccupati a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale con esaurimento degli ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi;
  • Invalidi civili con una invalidità non inferiore al 74%;
  • Soggetti che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o parente di primo grado con handicap;
  • Persone che svolgono lavori usuranti o a lavori gravosi da 7 anni negli ultimi 10 o da 6 negli ultimi 7 anni.

Quota 100

La pensione con Quota 100, nel caso di requisiti maturati per il triennio “2019-2021” prevede la possibilità di conseguire il diritto alla pensione anticipata per i lavoratori con età anagrafica non inferiore a 62 anni e anzianità contributiva non inferiore a 38 anni. Questo è quindi l’ultimo anno per aderire a questa modalità di uscita, dopodiché Quota 100 decadrà dal sistema pensionistico italiano. Può accedere a Quota 100 anche chi ha carriere frammentate in più gestioni.

Ape sociale

Prorogato anche l’Ape sociale. Si tratta di un’indennità a carico dello Stato erogata dall’Inps a soggetti in determinate condizioni di svantaggio previste dalla legge che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero. L’indennità è corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.

Opzione Donna

E’ stata rinnovata “l’Opzione donna”, riservata esclusivamente alle lavoratrici iscritte all’Ago (Assicurazione generale obbligatoria), ed ai fondi ad essa sostitutivi od esclusivi (dipendenti del settore privato, pubblico impiego e lavoratrici autonome) in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995.

Per poter accedere a tale strumento, le lavoratrici devono maturare i requisiti pensionistici minimi (35 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2020.

Le donne lavoratrici aventi diritto, potranno lasciare il lavoro anticipatamente anche il prossimo anno, se entro il 31 dicembre 2020 avranno maturato i requisiti richiesti: 58 anni di età (59 per le lavoratrici autonome) e 35 anni di contributi.

La decorrenza della pensione è pari a 12 mesi dalla maturazione dei predetti requisiti per le dipendenti e 18 mesi per le autonome.

Per avere maggiori dettagli e completezza rispetto alla propria categoria rivolgersi agli uffici Inac predisposti.



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In Evidenza - 17 feb 2021

Draghi: Cia, agricoltura protagonista attiva della ripartenza green

L’agricoltura può giocare un ruolo da protagonista per uscire dalla crisi scatenata dalla pandemia e guardare a una ripresa più sostenibile e green. Le risorse del Recovery Plan al settore primario possono fare da moltiplicatore per costruire un nuovo modello di sviluppo socio-economico e ambientale dei territori italiani, rilanciando le aree rurali, che rappresentano più della metà della superficie nazionale con 11 milioni di cittadini. Così Cia-Agricoltori Italiani, esprimendo apprezzamento per la relazione del premier Mario Draghi al Senato.

“Il ruolo dell’agricoltura -afferma il presidente nazionale Dino Scanavino- si evolve oggi in molte direzioni, non solo quella produttiva che resta evidentemente centrale, come dimostrato in questi mesi con il settore garante dell’approvvigionamento di cibo, ma contribuisce alla tenuta dei territori e, ora, può fare da perno dello sviluppo integrato del Paese, in un’ottica di sistemi interconnessi, con l’obiettivo di aumentare la competitività del sistema alimentare, ma anche di produrre energia da fonti rinnovabili, tutelare il paesaggio, salvaguardare il suolo e le foreste per prevenire il dissesto idrogeologico, migliorare la sostenibilità dei processi produttivi con nuove tecnologie digitali, blockchain e rinnovo parco macchine”.

“Occorrerà quindi -continua Scanavino- un Recovery Plan che, invece di sussidi a pioggia, preveda robusti investimenti, sia nelle infrastrutture che nella digitalizzazione e nei servizi, a partire dalle aree interne. Abbiamo davanti il futuro dell’Italia, ora serve programmare nuove strategie per mettere in atto la transizione green con il contributo degli agricoltori italiani, vere sentinelle del territorio, e insieme a tutte le forze economiche e sociali del Paese”.



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In Evidenza - 16 feb 2021

Governo Draghi: Cia, fiducia nella competenza scientifica del neoministro Cingolani per risolvere problema fauna selvati

Promuovere politiche e soluzioni per attuare su tutto il territorio nazionale nuovi e più incisivi modelli di gestione della fauna selvatica. E’ questo l’appello di Cia-Agricoltori Italiani al neoministro Roberto Cingolani, appena insediato al dicastero dell'Ambiente e della Transizione ecologica nell'esecutivo guidato da Mario Draghi. La scelta di uno scienziato dal profilo così alto e il suo prestigioso curriculum scientifico, sono di buon auspicio per un approccio finalmente pragmatico alle politiche di contrasto di uno dei grandi nodi irrisolti dell'agricoltura italiana. Una problematica che necessita un intervento immediato da parte delle Istituzioni, finalizzato a contenere il proliferare indiscriminato degli ungulati sul territorio nazionale, passati da una popolazione di 900mila capi nel 2010 a quasi 2 milioni, oggi.

          Cia è da tempo impegnata sul tema ed è pronta a collaborare col nuovo ministro per arrivare al più presto a nuovi strumenti di gestione della fauna selvatica, mettendo a disposizione la sua proposta di revisione della legge 157/1992, insufficiente a regolare un fenomeno ormai fuori controllo. I danni –sottolinea Cia- sono sempre maggiori per le aziende agricole arrivate all’esasperazione, ma sono in costante in aumento anche i rischi per l'incolumità dei cittadini, non solo nelle aree rurali. È, infatti, sempre più alta la frequenza di incidenti provocati da cinghiali e animali selvatici, stimati dalla Polizia Stradale in oltre 10.000 l'anno. A tutto ciò si aggiunge il rischio peste suina, che in Asia ha già compromesso un terzo della produzione cinese di carni suine, creando tensioni sui prezzi con effetti negativi per tutte le nostre aziende zootecniche, che rischierebbero il tracollo nella malaugurata ipotesi di focolai anche in Italia.



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In Evidenza - 16 feb 2021

Governo Draghi: Donne in Campo-Cia, su transizione verde valorizzare visione femminile

Le agricoltrici traino della transizione verde. Promotrici della sicurezza alimentare, custodi di biodiversità e sostenitrici della tutela di paesaggio e territorio, le oltre 200.000 imprenditrici agricole italiane si candidano a essere capofila nella costruzione e nell’attuazione della transizione ecologica e sostenibile. Lo afferma Donne in Campo, l’Associazione femminile di Cia-Agricoltori Italiani, che saluta il nuovo governo augurando buon lavoro al neo ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, e alla ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti.

“Ad oggi sono 207.991 le aziende agricole rosa, con un calo annuo dell’1,1% pari a 2.400 imprese in meno -sottolinea la presidente di Donne in Campo, Pina Terenzi-. Ecco perché servono investimenti per il miglioramento e lo sviluppo dei servizi sociali e digitali nelle aree rurali: ospedali, presidi territoriali sociosanitari per una rete di assistenza diffusa, asili e scuole, banda larga diffusa. Elementi che favoriscono la crescita dell’imprenditoria femminile, aiutando le donne nel lavoro di cura e sostegno ai familiari, minori, anziani, disabili, per poter strutturare le proprie aziende e creare valore aggiunto per il territorio”.

D’altra parte, “è lo stesso impegno multifunzionale delle imprese agricole che va premiato e incentivato con risorse ad hoc -continua Terenzi- fornendo ai cittadini e alle comunità un servizio fondamentale. Basti pensare agli agri-asili, alle fattorie sociali e didattiche, agli agriturismi, che offrono conoscenza, inclusione e integrazione, turismo e benessere”.

Per questo, “ci aspettiamo molto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Come Donne in Campo, chiediamo che parte delle risorse del Recovery vengano utilizzate per finanziare, sostenere e diffondere le esperienze già partite degli Agritessuti, con la riattivazione di una filiera tessile sostenibile con produzione di fibre vegetali per i tessuti e di piante tintorie per le colorazioni naturali -osserva Terenzi-. Obiettivo ricostruire il primo anello della catena della moda Made in Italy 100% ecologica, rafforzare il sistema produttivo italiano, produrre materiali non inquinanti, creare nuova occupazione femminile e giovanile”. Un impegno, conclude la presidente, che si può allargare anche “alla produzione di piante per l’industria farmaceutica ed erboristica” così come “alla riforestazione e al ripristino della biodiversità a cura del settore vivaistico su territori degradati, alla cura e alla manutenzione del paesaggio, sostenuto da un piano di formazione per gli operatori, in linea con le strategia Biodiversity e Farm to Fork dell’Unione europea”.


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