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1 In Evidenza - 28 mag 2026

Lavoro: Cia, nuove opportunità per aziende e welfare più inclusivo


Intesa raggiunta puntando su nuove opportunità per le aziende e un welfare più inclusivo. A dirlo è, oggi, Cia-Agricoltori Italiani tra le organizzazioni datoriali che nella notte ha siglato l’accordo sul rinnovo del contratto collettivo nazionale per gli operai agricoli e florovivaisti, valido per il quadriennio 2026-2029.

Sono state introdotte -commenta infatti Cia- novità importanti rispetto a strumenti volti a migliorare la competitività delle imprese, quasi 170 mila in totale, e a rafforzare significativamente le tutele sociali per oltre 1 milione di lavoratori. Alla base, un aumento retributivo del 5,1% per il biennio 2026-2027, suddiviso in due tranche.

Significativa l’attenzione alla possibilità di stipulare contratti a termine di durata triennale per consentire alle imprese di fidelizzare la manodopera e l’introduzione di misure in materia di welfare contrattuale per dare modo, ad alcune tipologie di lavoratori, di usufruite delle tutele adeguate.

“Concretezza e tempestività al centro di scelte responsabili. Con questi presupposti abbiamo siglato il rinnovo del contratto -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Il risultato raggiunto fornisce alle imprese le condizioni essenziali per affrontare con maggiore rapidità le crisi climatiche e di mercato, ottimizzando la gestione delle risorse umane e riducendo gli oneri burocratici. Priorità difesa, ancora di più in un contesto geopolitico complicato, la salvaguardia del lavoro dignitoso”.

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1 In Evidenza - 27 mag 2026

Nuova governance per Cia. Definita la squadra che affiancherà il presidente Fini


Conferme e nuovi ingressi nella squadra del presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rieletto all’unanimità alla guida della Confederazione dalla IX Assemblea elettiva nazionale “Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro”.  
Il Consiglio Direttivo, riunito oggi a Roma, ha riconfermato vicepresidenti nazionali Gianmichele Passarini, ex presidente di Cia Veneto, e Gennaro Sicolo, attuale presidente di Cia Puglia. A completare l’assetto della vicepresidenza entra anche Valentino Berni, già presidente di Cia Toscana.

Insieme ai tre vicepresidenti, Fini guiderà il Comitato Esecutivo di Cia, organismo chiamato a sostenere l’azione politico-sindacale e il percorso di sviluppo dell’organizzazione. Ne faranno parte anche Gabriele Carenini, presidente di Cia Piemonte e Valle d’Aosta; Graziano Scardino, presidente di Cia Sicilia e Maria Possidente, presidente dei giovani di Cia Calabria.

Il Consiglio Direttivo ha inoltre costituito tre macrogruppi di interesse economico: l’area dedicata all’allevamento, affidata a Paolo Maccazzola, presidente di Cia Lombardia; quella sulle colture vegetali, coordinata da Stefano Roggerone, presidente di Cia Liguria; infine, l’area acqua, caccia e ambiente sotto la guida di Stefano Calderoni, ex presidente di Cia Ferrara.


“Ringrazio tutti per l’impegno assunto verso la Confederazione -ha dichiarato Fini-. Insieme continueremo a lavorare con grande responsabilità per rafforzare il ruolo dell’agricoltura italiana, sostenere le imprese e dare sempre più voce ai produttori e ai territori”.

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1 In Evidenza - 25 mag 2026

Abruzzo, boom di interesse per gli agriturismi: il turismo rurale traina il ponte del 2 giugno e l’estate 2026

Cresce in Abruzzo la voglia di turismo rurale, natura ed esperienze autentiche. In vista del ponte del 2 giugno e dell’avvio della stagione estiva 2026, aumentano l’interesse e le prenotazioni verso agriturismi, borghi e aree interne, sempre più scelti da turisti italiani e stranieri alla ricerca di relax, buona cucina, paesaggi incontaminati e attività all’aria aperta.

A evidenziarlo è CIA Agricoltori Italiani Abruzzo, che sottolinea come il comparto agrituristico stia assumendo un ruolo sempre più centrale nell’economia turistica regionale. Oggi l’agriturismo non è più soltanto ospitalità in campagna, ma un’esperienza completa che unisce tradizioni, enogastronomia, sostenibilità e scoperta del territorio.

Dalle degustazioni di vini e prodotti tipici ai percorsi di oleoturismo, dal trekking nei parchi naturali alle attività didattiche per famiglie e bambini, il turismo rurale continua a conquistare visitatori attratti da uno stile di vacanza lento, autentico e legato all’identità dei territori.

I numeri confermano il trend positivo. In Italia le aziende agrituristiche sono circa 26.360, mentre la domanda legata al turismo rurale continua a crescere e a diversificarsi. Anche l’Abruzzo si conferma tra le regioni più dinamiche del settore, con oltre 8,8 milioni di presenze turistiche registrate nel 2025 e un forte incremento 


dei visitatori stranieri, attratti dall’unicità di una regione che concentra mare, montagna, parchi naturali e borghi storici in pochi chilometri.

Per CIA Abruzzo, il ponte del 2 giugno rappresenta il primo vero banco di prova della stagione estiva, con segnali incoraggianti soprattutto per le strutture delle aree interne, sempre più apprezzate da chi cerca esperienze immersive e contatto diretto con la natura.

“Gli agriturismi rappresentano un presidio fondamentale per le aree rurali abruzzesi, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale e ambientale”, dichiara il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti.

“Mantengono vive le comunità interne, valorizzano le produzioni locali e promuovono un modello di turismo sostenibile che oggi incontra una domanda sempre più consapevole. Tuttavia, restano criticità importanti che non possiamo ignorare: servono infrastrutture più efficienti, collegamenti adeguati, maggiore sostegno alla destagionalizzazione e strumenti concreti per aiutare le imprese a trovare personale qualificato”.

Tra le principali difficoltà segnalate dagli operatori restano infatti la forte stagionalità dei flussi turistici, le carenze infrastrutturali di molte aree interne e la crescente difficoltà nel reperire manodopera specializzata nei servizi di accoglienza e ristorazione. A incidere è anche un mercato sempre più competitivo, caratterizzato da prenotazioni last minute e maggiore attenzione ai prezzi.

Nonostante questo, secondo CIA Abruzzo il turismo rurale rappresenta una delle opportunità più importanti per il futuro del territorio, capace di generare economia, valorizzare le produzioni locali e rafforzare l’attrattività delle aree interne attraverso un modello di sviluppo sostenibile e profondamente legato all’identità abruzzese.

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1 In Evidenza - 14 mag 2026

Montagna e aree interne: CIA Abruzzo presenta alla Regione un piano organico contro lo spopolamento

CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo presenta alla Regione un piano di proposte per rilanciare le aree interne e contrastare lo spopolamento, in vista della seduta straordinaria del Comitato per la Legislazione del 14 maggio dedicata alle modifiche delle leggi regionali sulla montagna.

Nel documento inviato al presidente del Comitato e agli assessori competenti, l’organizzazione agricola chiede una svolta concreta nelle politiche regionali: non interventi frammentati, ma una strategia capace di rimettere al centro agricoltura, allevamento, servizi e qualità della vita nei territori montani.

“Non possiamo più limitarci a gestire il declino”, afferma il presidente di CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo Nicola Sichetti. “Serve una visione che renda la montagna attrattiva per giovani, famiglie e imprese. L’agricoltura deve tornare ad essere il motore economico e sociale delle aree interne”.

Tra le proposte avanzate da CIA Abruzzo c’è il sostegno alla zootecnia estensiva e di montagna, attraverso incentivi legati alle filiere corte e ai marchi territoriali, per garantire reddito agli allevatori e contrastare l’abbandono dei pascoli. Centrale anche il recupero dei terreni agricoli abbandonati, con un piano straordinario destinato a restituire superfici coltivabili ai giovani e a chi decide di investire nelle aree interne.

L’organizzazione propone inoltre di riconoscere economicamente il lavoro degli agricoltori nella manutenzione del territorio, attraverso veri e propri contratti di manutenzione territoriale per attività di difesa idrogeologica, gestione forestale e cura del reticolo idrico.

Grande attenzione anche alla multifunzionalità agricola. Per CIA Abruzzo le aziende agricole devono diventare “hub di servizi” per le comunità locali, ospitando agricoltura sociale, fattorie didattiche, servizi per anziani e famiglie, oltre a svolgere un ruolo strategico nelle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Nel documento trovano spazio anche proposte su scuole, sanità e infrastrutture. CIA Abruzzo chiede il mantenimento dei plessi scolastici nei comuni montani, il potenziamento della sanità territoriale e della telemedicina, una rete stradale efficiente e soprattutto il superamento del divario digitale attraverso banda larga e tutor digitali rurali a supporto di imprese e cittadini.

Sul fronte economico, l’associazione propone una fiscalità di vantaggio per chi investe in montagna: riduzione dell’IRAP, incentivi fiscali, credito d’imposta ed esenzioni IMU per le imprese che operano nei comuni montani.

“Le aree interne non hanno bisogno di assistenzialismo”, sottolinea Sichetti, “ma di strumenti che consentano alle imprese di creare lavoro e servizi. L’agricoltore oggi può diventare un vero manager agro-civico del territorio, custode dell’ambiente e punto di riferimento per le comunità locali”.

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1 In Evidenza - 13 mag 2026

AGIA Abruzzo: il ricambio generazionale in agricoltura chiave per la sicurezza del territorio e lo sviluppo sostenibile

Per rendere l'agricoltura realmente attrattiva per i giovani abruzzesi, non sono sufficienti i soli incentivi economici; è indispensabile un profondo cambio di prospettiva culturale. Questo è il messaggio centrale che AGIA Abruzzo, in linea con i recenti dati emersi dall'indagine Cia Trend “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro”, intende sottolineare. L'associazione evidenzia l'urgenza di promuovere una nuova percezione del settore agricolo e un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni, fattori cruciali per la salvaguardia del territorio e per lo sviluppo sostenibile della regione.

 La ricerca “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro” rivela una forte preoccupazione tra la maggioranza degli italiani riguardo a fenomeni come frane, alluvioni e dissesto idrogeologico. In questo contesto, l'agricoltura viene riconosciuta come un pilastro essenziale per la difesa del suolo e la tutela del paesaggio. L'89% degli intervistati ritiene che l'abbandono delle aree agricole incida direttamente sull'aumento di tali rischi, mentre oltre l'80% concorda sul fatto che sostenere chi coltiva significa investire attivamente nella sicurezza collettiva.


Tuttavia, emerge una significativa contraddizione: nonostante l'importanza riconosciuta, il settore agricolo registra una quota minima nelle preferenze 



occupazionali dei giovani. Viene percepito come stabile ma poco dinamico e meno attrattivo rispetto ad ambiti quali comunicazione, marketing e digitale. Questa percezione ostacola il ricambio generazionale, nonostante l'agricoltura rappresenti oggi un comparto sempre più innovativo e strategicamente rilevante.

 

AGIA Abruzzo ritiene fondamentale affrontare questa duplice sfida, culturale e strutturale. È necessario presentare l'agricoltura come un progetto professionale moderno, capace di offrire reali prospettive di reddito e una buona qualità della vita. Ciò richiede un investimento continuo nella formazione, che deve includere competenze avanzate in business plan, intelligenza artificiale, finanza e multifunzionalità. Parallelamente, sono indispensabili strumenti concreti per facilitare l'accesso dei giovani al settore, come la creazione di Società agricole emergenti e l'istituzione di fondi dedicati all'innovazione tecnologica.


Un altro punto cruciale è la promozione della “staffetta intergenerazionale”. Nelle aree interne, molti agricoltori anziani continuano a operare a causa della mancanza di un ricambio. AGIA Abruzzo propone l'introduzione di percorsi strutturati di affiancamento tra generazioni, supportati da incentivi fiscali e da un miglioramento delle condizioni previdenziali. Queste misure mirano a favorire il passaggio di consegne e ad aprire nuove opportunità professionali per i giovani nel settore.


“Il futuro del nostro territorio passa inevitabilmente per i giovani”, afferma Diego Pasqualone, presidente di AGIA Abruzzo. “I dati della ricerca confermano il valore inestimabile dell'agricoltura per la sicurezza e la tutela ambientale, ma evidenziano anche la difficoltà del settore nell'attrarre le nuove generazioni. 

Dobbiamo impegnarci a cambiare questa percezione, investendo con decisione in innovazione, formazione e accesso alla terra, e valorizzando il ruolo dell'agricoltore come vero manager del territorio. Solo così potremo garantire un futuro solido e sostenibile all'Abruzzo.”

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2 In Evidenza - 20 apr 2026

CIA Chieti-Pescara, si chiudono in Fiera tre giorni per raccontare il territorio

Si chiude con soddisfazione la partecipazione di CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara alla 64ª Fiera Nazionale dell’Agricoltura, ospitata presso Lancianofiera, dove per tre giorni lo stand dell’associazione ha rappresentato uno spazio dedicato alla promozione delle eccellenze agroalimentari del territorio.

Attraverso showcooking, degustazioni e momenti di confronto con il pubblico, CIA ha scelto di valorizzare alcuni dei prodotti simbolo del territorio, dal Peperone dolce di Altino IGP all’olio extravergine d’oliva abruzzese, per i quali l’organizzazione continua a sostenere il percorso di riconoscimento, fino al Carciofo Mazzaferrata di Cupello, espressione autentica della biodiversità agricola locale.

Particolare attenzione è stata riservata alle aziende agricole del territorio, protagoniste di un programma che ha messo al centro il lavoro quotidiano dei produttori e la qualità delle filiere locali, insieme alla presenza del Mercato Contadino – La Spesa in Campagna, che ha contribuito a rafforzare il legame tra produzione agricola e consumo consapevole.

Importante anche la collaborazione con Radio Ciao, che ha accompagnato le tre giornate raccontando in diretta l’evento, mentre la presenza di AIS Abruzzo ha rappresentato un valore aggiunto nei momenti dedicati alla degustazione e alla valorizzazione dei vini del territorio.

“Siamo molto soddisfatti di come è andata questa edizione della Fiera”, dichiara il presidente di CIA Chieti-Pescara, Domenico Bomba, “perché siamo riusciti a trasformare il nostro stand in un luogo di incontro e di racconto, dove i visitatori hanno potuto conoscere da vicino i prodotti, le aziende e il lavoro che ogni giorno sostiene la nostra agricoltura.”

“Abbiamo voluto dare spazio alle imprese del territorio e alle produzioni che ne rappresentano l’identità”, prosegue Bomba, “portando all’attenzione del pubblico eccellenze locali. La risposta ricevuta ci conferma che investire nella valorizzazione del territorio è la strada giusta.”


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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 08 lug 2021

Lavoro: Cia, bene rinnovo contratto per 16 mila quadri e impiegati agricoli

 Siglato il rinnovo del CCNL Impiegati agricoli sottoscritto da tutte le parti sociali (era scaduto nel dicembre 2019), che hanno raggiunto l’accordo con un aumento del 2%, con decorrenza 1/7/2021. Il contratto interessa circa 16.000 impiegati, ma nonostante il rallentamento delle trattative a causa delle crisi pandemica, le associazioni dei datori e dei lavoratori nel mondo agricolo sono riuscite comunque a garantire un contratto adeguato a chi svolge attività fondamentali a supporto degli imprenditori. Per Cia-Agricoltori Italiani, l’esito positivo del negoziato è di grande importanza, trattandosi del rinnovo di uno dei due principali contratti del comparto, in rappresentanza del 3% dei lavoratori del settore agricolo. 

In uno scenario in cui, da una parte, si registra l’assenza di strumenti normativi che disciplinano la flessibilità intrinseca nell’occupazione agricola e dall’altra, la presenza di una legislazione contro il lavoro irregolare sempre più stringente, Cia ritiene che questo contratto possa essere lo strumento utile a convogliare sia le esigenze di lavoratori e imprese. Il rinnovo del CCNL potrà, dunque, avere la capacità di attrarre sempre di più le imprese agricole, considerando che in questi ultimi di 10 anni l’occupazione agricola ha mantenuto i suoi livelli, senza subire traumi, registrando piccoli, ma significativi trend di crescita

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1 In Evidenza - 07 lug 2021

Premio Bandiera Verde Cia: agricoltura supera crisi con hi-tech e sostenibilità

La sfida di una giovane laureata in marketing che ha portato il digital farming e i sistemi satellitari nell’azienda di famiglia in Emilia, controllando i campi di mais dal pc e riducendo l’impatto ambientale con gli algoritmi. L’entusiasmo di un allevatore di capre del Monferrato, che ha investito sull’uso medico e cosmetico della cannabis lighttrovando un partner internazionale in un settore nuovo con un potenziale da 120 miliardi. E poi, l’utilizzo di robot intelligenti per l’alimentazione “di precisione” delle razze bovine per migliorare il benessere animale in una fattoria a San Gimignano che unisce innovazione e tradizione con tre generazioni di allevatori. Sono questi alcuni esempi delle realtà vincitrici di Bandiera Verde Agricoltura 2020, il Premio promosso da Cia-Agricoltori Italiani e annullato lo scorso anno per le restrizioni dovute al Covid. Giunto alla XVIII edizione, è stato consegnato oggi a Roma nella Protomoteca del Campidoglio a 15 campioni della nuova agricoltura italiana, scelti in base a specifiche categorie. Assegnati anche 3 riconoscimenti a comuni rurali virtuosi e 4 premi speciali.

La ricerca di una continua evoluzione tecnologica è il segreto del successo delle imprese agricole premiate, che permette di resistere alle crisi economiche come quella che ha travolto il Paese nell’ultimo anno e mezzo con la pandemia. E anche la sfida di non abbandonare le aziende familiari grazie a un’agricoltura che si evolve con la ricerca, ma non tradisce la missione di tutela dell’ambiente e di valorizzazione delle aree rurali. A conferma del dialogo costante del settore con la tecnologia, il giro d'affari dell’agricoltura 4.0 ha toccato in Italia quota 450 milioni di euro con una crescita annua del 22% (Osservatorio Smart Agrifood) e comprende tutto il complesso di tecnologie usate dalle aziende per migliorare le rese e la sostenibilità delle coltivazioni, la qualità dei prodotti finali e le condizioni dei lavoratori. Un altro tratto distintivo delle aziende vincitrici è il legame con la sostenibilità. L’agricoltura italiana pesa solo il 7% circa sul totale delle emissioni prodotte che si riversano sull’ambiente. Tra i Paesi Ue, è anche quello con il minor numero di prodotti con residui chimici oltre i limiti di legge: appena lo 0,6% del totale. In più, l’Italia si conferma anche ai vertici mondiali per aree coltivate a biologico, con quasi 2 milioni di ettari in tutta Italia: il 15% della superficie agricola totale, in crescita del 46% dal 2012.

A vincere Bandiera Verde Gold, il premio assegnato al “campione dei campioni” fra tutti i premiati di quest’edizione, è stato Francesco Paolo Valentini, titolare della cantina più antica d'Abruzzo, che ha contribuito a rendere famosi i vini abruzzesi nel mondo (Trebbiano, Montepulciano, Cerasuolo), portando avanti una tradizione di famiglia che risale al Seicento. Valentini è stato un simbolo della grande resilienza del comparto in questo periodo così precario. Ha dotato i collaboratori dei migliori dispositivi di sicurezza in circolazione, organizzando attività di formazione e prevenzione anti-Covid e stipulando polizze assicurative per garantire la salute dei suoi collaboratori in caso di contagio dentro o fuori l’azienda.

Tra gli altri premi, un riconoscimento speciale alla dedizione di due agricoltori al servizio del territorio, nonostante asperità geologiche e avversità climatiche. Da una parte, l’ex professore di matematica con la sua straordinaria esperienza di “agricoltura eroica” all’Isola del Giglio, grazie al recupero di alcuni antichi vigneti abbandonati e coltivati su ripidi pendii che scendono a picco sul mare. Dall’altra, l’avventura del casaro “speleologo” che ha trasformato le tipiche grotte carsiche argillose, profonde fino a 70 metri, in cantine dove conserva i suoi formaggi “minerali”, che racchiudono il profumo dei pascoli e il sapore della terra. Premio speciale anche al malgaro piemontese che porta avanti questo antico mestiere, testimone e difensore delle tradizioni agricole e folkloristiche locali.

Per la sezione Agri-cinema, il premio a “Fuori era primavera - Viaggio nell’Italia del lockdown” di Gabriele Salvatores, racconto cinematografico sulla drammaticità della pandemia ma anche sulla riscoperta dei territori rurali, come elemento di speranza per il futuro. Spazio, come ogni anno, anche all’agricoltura del Mediterraneo con la Bandiera Verde assegnata all’Associazione di tecnici siriani agroalimentari “Hak” per aver contribuito alla promozione e allo sviluppo dell’agricoltura fra le comunità rurali siriane nell’ambito di un progetto finanziato dalla cooperazione italiana e dal CIHEAM di Bari. Nella categoria Agri-press International, premio a “Olive Oil Times”, pubblicazione indipendente con sede negli Usa, che fornisce notizie per professionisti, consumatori e appassionati, risultando la fonte di informazioni del settore più autorevole a livello internazionale, con corrispondenti dalle zone olivicole di tutto il mondo.

“Mai come in questo periodo -sottolinea il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- abbiamo visto gli agricoltori fare grandi sacrifici, ma anche dimostrare grande tenacia e resilienza. Il Premio Bandiera Verde 2020 è una ulteriore prova, con un’edizione che abbiamo saputo portare a termine nonostante le tante difficoltà. Ai 15 campioni vanno le nostre congratulazioni: sono, oggi, protagonisti di un premio che riconosciamo simbolicamente a tutti gli imprenditori agricoli italiani”.

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1 In Evidenza - 07 lug 2021

Vendita diretta: Cia, un’azienda agricola su 3 è multicanale. Più fiducia post Covid

Sale la fiducia delle aziende agricole nella possibilità di essere multicanale, sviluppando, quindi, più strategie di vendita diretta per rafforzare e capitalizzare il rapporto diretto con i cittadini-consumatori. Un’azienda su 3, avendo attivato, durante la pandemia, la consegna a domicilio e il punto vendita in azienda, continuerà a utilizzarle come opportunità di business anche nel post Covid. A dirlo è Cia-Agricoltori Italiani con la sua Associazione per la promozione della vendita diretta, la Spesa in Campagna, in occasione del webinar "Il punto vendita in azienda come vetrina del territorio e le opportunità dell’e-commerce”.

Da metà giugno, spiega la Spesa in Campagna-Cia, il fatturato delle aziende agricole tramite la vendita diretta è sceso drasticamente e fino al 5% sul guadagno totale, per quanto riguarda la sola consegna a domicilio, ma a incidere è perlopiù l’arrivo dell’estate e l’incremento delle vaccinazioni che stanno portando, soprattutto le famiglie, a una maggiore mobilità fuori dal perimetro abituale. I punti di forza della consegna a domicilio e dell’attività commerciale in azienda con il punto vendita, che tra aprile e maggio hanno complessivamente raggiunto anche un +140% di fatturato, non sono, dunque, in discussione, sebbene scoperti con lockdown e restrizioni, auspicabilmente non ripetibili. 

Come ricorda, infatti, la Spesa in Campagna-Cia, le oltre 1000 imprese agricole - tra le sue 6 mila aziende della vendita diretta e i 24 mila agriturismi associati a Turismo Verde-Cia che aderirono all’iniziativa Cia per la consegna a domicilio in tutta Italia, di materie prime fresche e di qualità per supportare famiglie e anziani, durante la pandemia - stanno continuando a offrire questo servizio al cittadino per consolidare il posizionamento sul territorio e fidelizzare i nuovi clienti che hanno continuato a comprare, direttamente nel punto vendita dell’azienda o tramite consegna a domicilio il sabato, i prodotti degli agricoltori, di qualità, sostenibili e che rispettano la stagionalità.

Dunque, la Spesa in Campagna-Cia prevede che da qui al 2022, un’azienda su 3 sarà più orientata alla multicanalità della vendita diretta, capitalizzando l’esperienza non solo della consegna a domicilio, ma anche del punto vendita, della bottega di quartiere e dei mercati rionali. Sempre più pronta a trovare il suo spazio, anche quando di piccola e media dimensione, anche sul mercato online, così come nell’obiettivo della piattaforma Cia dalcampoallatavola.it, primo e-commerce con protagonisti gli agricoltori italiani. Di recente attivazione, il portale Cia nato con il sostegno di J.P. Morgan, permette, infatti, a tutte le aziende -soprattutto quelle che non potrebbero gestire un e-commerce in autonomia- di vendere a un prezzo congruo, recuperando così sulla catena del valore.

“Il calo delle vendite estive non è una novità -ha dichiarato il presidente de la Spesa in Campagna-Cia, Matteo Antonelli-. Per questo ragioniamo già guardando a settembre-novembre, quando per via della sovrapposizione delle produzioni stagionali, ci sarà molto da vendere. Saranno mesi importanti per la ripresa -ha aggiunto Antonelli- e poter contare su più canali di vendita tornerà utile alle aziende che nel frattempo stanno migliorando il servizio per dare il meglio ai consumatori, ma anche per ridurre i costi della logistica, puntando molto anche sull’attività del punto vendita dove in tanti continuano a fare spesa. Questo -ha concluso Antonelli- sempre garantendo la massima sicurezza anti-Covid, come dalla prima ora, e rispettando l’identità aziendale legata al territorio e promossa dalla vendita diretta, punto d’incontro insostituibile con i cittadini-consumatori”.

“Occorre non abbassare la guardia -è intervenuta Claudia Merlino, direttore generale di Cia-Agricoltori Italiani-. La nuova normalità richiede da parte nostra la stessa, se non maggiore, attenzione riservata alle aziende durante la pandemia. La ripresa va sostenuta, offrendo agli imprenditori strumenti oltre che supporto. Ecco perché rinnoviamo l’impegno per migliorare nei servizi e nella consulenza sulla vendita diretta e crediamo molto nell’opportunità dell’e-commerce. Il suo sviluppo tra le piccole e medie imprese  va guidato nel tempo ed è quello che stiamo facendo”. 


Il webinar sul punto vendita è l’ultimo di tre incontri online promossi da la Spesa in Campagna-Cia sulle opportunità della vendita diretta. Sono intervenuti tra gli altri: Andrea Pagliai, Casina Olivart di Bagni di Ripoli (FI) e Mario Grillo, Fattoria Biò di Camigliatello Silano (CS).”

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1 In Evidenza - 06 lug 2021

Finanziamenti per riconversione e ristrutturazione vigneti, domande entro il 15 luglio 2021

La Regione Abruzzo ha aperto le domande per la richiesta dei contributi per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti per l'annualità 2020-2021.
Possono essere finanziate: la ristrutturazione del vigneto, la riconversione varietale e il miglioramento delle tecniche di coltivazione.
Non sono ammesse al contributo le pratiche di ordinaria manutenzione, così come le normali operazioni di reimpianto dovute alla fine del ciclo produttivo della vigna.

Possono fare domanda come beneficiari tutti i viticoltori che abbiano una azienda in Abruzzo, iscritti alla Camera di Commercio, e che siano in possesso di un vigneto o come proprietari, o affittuari o usufruttuari.

La superficie minima ammessa al contributo è di 0,5 ettari, ridotta a 0,3 ettari nel caso in cui il totale dei vigneti aziendali sia inferiore ad un ettaro.

contributi copriranno il 50% dei costi di estirpazione e di reimpianto e il 100% del mancato redditoIn ogni caso il contributo massimo non può superare i 13.500 euro ad ettaro.

Puoi recarti all'ufficio Cia più vicino per la richiesta del finanziamento. La presentazione delle domande scade il 15 luglio 2021.

Per maggiori informazioni consultare il file in allegato.

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1 In Evidenza - 01 lug 2021

Contenimento fauna selvatica, Di Zio: “Dalla Regione nessun impegno è stato rispettato”

Con una lettera aperta al Consiglio regionale, il Presidente della Cia Agricoltori Italiani Abruzzo, Mauro di Zio, ha sottolineato il mancato rispetto degli impegni presi riguardo le misure di contenimento della fauna selvatica. 


Di seguito le parole del Presidente Di Zio:


“Fatta la festa gabbato lo Santo. 

Si può sintetizzare così quanto non è avvenuto nel Consiglio Regionale del 29 giugno.

Il Santo (ma martire è forse un termine più appropriato) è quel mondo agricolo che, stretto nella morsa della siccità, è stato lasciato sotto l'assedio di quella fauna selvatica che dal tramonto alle prime luci dell'alba fa festa distruggendo campi e coltivazioni.

Il tutto dopo che l'intera Conferenza dei Capigruppo del Consiglio Regionale aveva assunto l'impegno di portare la proposta dell'assessorato all'agricoltura in terza commissione il venerdì, per poi approvarla in Consiglio il martedì successivo.

Una proposta che avrebbe contribuito a dare il supporto dei cacciatori formati alla polizia provinciale per svolgere quelle attività di controllo fondamentali per ridurre danni e disperazione.

Un provvedimento che avrebbe rimediato ad un clamoroso errore (ma si è trattato solo di errore???) dello stesso consiglio, che anziché cogliere le opportunità offerte da una sentenza della Corte Costituzionale per la modifica migliorativa della Legge regionale, l'aveva cambiata azzerando di fatto le attività di controllo, anche nei parchi regionali e nelle aree urbane da parte dei sindaci. Molto altro abbiamo proposto di cambiare, ma perdere anche solo un altro minuto nella riattivazione delle attività di controllo è insopportabile per la tenuta del sistema agricolo così duramente provato.

Ma il silenzio di martedì, aldilà di qualsiasi risibile pseudo motivazione si voglia dare, evidenzia una cosa soltanto: il collateralismo della politica regionale alla parte più retriva del mondo venatorio: quella che, rinunciando a svolgere quella funzione sociale derivante dall'esercizio della propria passione venatoria, i cinghiali li prende quando, come e, soprattutto, SE vuole.

Un collateralismo evidente soprattutto nell'espressione regionale della politica teramana, ma evidentemente condivisa (o più semplicemente subita) dagli altri rappresentanti territoriali. 

Abbiamo rinunciato a manifestare davanti al Consiglio Regionale di martedì, come gli agricoltori ci chiedevano. 

Lo abbiamo fatto perché la Conferenza dei Capigruppo aveva assunto l'impegno, guardandoci negli occhi, che il problema sarebbe stato risolto e le attività di controllo sarebbero riprese.

Siamo stati ingenui? 

NO!!! 

La verità è che noi di Cia Agricoltori Italiani riconosciamo un ruolo troppo alto alla politica per poter anche solo ipotizzare la meschinità che si sta  mettendo in atto: far passare qualche altra settimana affinché, a disastro ormai compiuto, la tensione vada scemando e i provvedimenti adottati non producano effetto.

Chiediamo atti di concreta, immediata responsabilità!!!

Ci aspettiamo che il Presidente della III Commissione faccia un attento e sereno esame di coscienza rispetto agli impegni assunti nell'espletamento di quel ruolo, valutando anche l'estremo gesto di responsabilità politica, le dimissioni al protrarsi dell'inerzia.

Al Vicepresidente Imprudente chiediamo di battere un colpo e di riprendere, subito dopo aver dato un fattivo contributo alla ripresa delle attività di controllo, l'attività di coordinamento (parchi compresi) e di raccordo tra tutti i soggetti deputati a svolgere funzioni di controllo e prevenzione, come annunciato ad inizio mandato”.


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1 In Evidenza - 01 lug 2021

Fauna Selvatica: Cia, con ok in Senato a Risoluzione si va su buona strada

Con l’approvazione, in commissione Agricoltura del Senato, della Risoluzione a firma del senatore Taricco del PD sulla fauna selvatica, il Paese è finalmente sulla buona strada per affrontare in modo organico, unitario e puntuale l’emergenza ungulati, arginare i danni su agricoltura e zootecnia, scongiurando tra l’altro il rischio costante di incidenti sulle strade e sempre più anche nelle città. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino commentando positivamente l’ok al documento in cui trovano ascolto tante delle istanze del mondo agricolo e dell’organizzazione.

Secondo il presidente di Cia, infatti, si tratta di un passo in avanti cruciale perché riconosce il problema fauna selvatica, emergenza nazionale. L’approvazione del testo dimostra, dunque, la doverosa attenzione alle sollecitazioni degli agricoltori e di Cia, sostenute dalla prova dei fatti e dei numeri: 2 mln di ungulati in circolazione, oltre 200 mln di danni all’agricoltura e 469 incidenti, anche mortali, in quattro anni.

“Ora il Governo -dichiara Scanavino- deve fare la sua parte dando seguito agli impegni richiesti dalla Risoluzione, frutto di un periodo anche troppo lungo di audizioni e confronti, ma in grado, attraverso 21 punti dettagliati, di sbloccare l’impasse che si concentra in primo luogo in una legge sulla gestione della fauna selvatica, datata 1992”.  

In particolare, nelle parole del presidente di Cia, il richiamo alla proposta di riforma della Legge 157/92 presentata dall’organizzazione nel 2019 con il lancio del progetto “Il Paese che Vogliamo” e, citando il testo approvato in Comagri al Senato, l’appello a superare definitivamente il problema dello squilibrio nel nostro territorio con interventi urgenti per semplificare e uniformare in tutto il Paese, le procedure relative ai rimborsi dei danni e per ripensare la gestione della faunistica, dal censimento all’ampliamento dei soggetti coinvolgibili nel controllo, compreso il ruolo degli agricoltori.

“Abbiamo chiesto recentemente un incontro ai ministri Stefano Patuanelli (Agricoltura), Lamorgese (Interni) e Cingolani (Transizione ecologica) -ricorda Scanavino-, perché siamo pronti da tempo a contribuire, come anche dimostrato, negli ultimi anni, con i tanti tavoli attivati sul territorio con istituzioni, enti e realtà locali. Bene che nella Risoluzione approvata in Senato si chieda impegno al Governo, affinché dia subito forma con ministeri, regioni, province e associazioni tutte, a una cabina di regia per definire un programma di interventi e le necessarie modifiche normative per la sua attuazione. Infine -conclude Scanavino- si risponda anche alla necessità di efficaci piani faunistici per una stabile coesistenza fra attività agricole, protezione ambientale e incremento della biodiversità, in linea con quanto previsto dall’Unione Europea”.

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