News in evidenza

1 In Evidenza - 16 feb 2026

Verso il Congresso Nazionale: VII Assemblea Elettiva AGIA e Donne in Campo Abruzzo

L’agricoltura abruzzese guarda al futuro con determinazione, puntando sull’energia delle nuove generazioni e sulla forza delle donne come motore di cambiamento e innovazione.

Mercoledì 4 Marzo 2026, a partire dalle ore 9:30, presso l’Aurum di Pescara, si terrà la VII Assemblea Elettiva di AGIA e Donne in Campo Abruzzo, appuntamento fondamentale nel percorso verso il Congresso Nazionale.

Il tema scelto per questa edizione, “Seminiamo futuro, con il coraggio dei giovani e la resilienza delle donne”, rappresenta un messaggio chiaro: investire su giovani agricoltori e leadership femminile significa costruire un’agricoltura più moderna, sostenibile e inclusiva.

Un momento di confronto e innovazione

La giornata si aprirà con i saluti istituzionali:

  • Diego Pasqualone, Presidente uscente AGIA Abruzzo

  • Annamaria D’Alonzo, Presidente uscente Donne in Campo Abruzzo

  • Nicola Antonio Sichetti, Presidente CIA Abruzzo

Seguiranno importanti focus dedicati ai temi centrali per lo sviluppo del settore agricolo regionale.

Il primo intervento, dal titolo “Dalla ricerca al campo: il ruolo del CRUA Abruzzo nel traghettare l’agricoltura regionale verso l’innovazione”, sarà affidato al Dott. Rocco Micucci, Amministratore Unico del CRUA.

Si parlerà poi di esigenze concrete e prospettive future con il focus “Innovazione in campo: cosa serve veramente alle nuove generazioni di agricoltori?”, a cura della Prof.ssa Eleonora Passaretti dell’Istituto Tecnico Agrario di Scerni.

Uno spazio speciale sarà dedicato alle esperienze dal territorio con la testimonianza di Martina Codeluppi, giovane imprenditrice agricola, che porterà la voce delle donne impegnate nelle aree interne nel focus “Dal cuore delle aree interne: giovani donne che seminano cambiamento”.

Conclusioni e sessione elettiva

Le conclusioni saranno affidate a:

  • Pina Terenzi, Presidente nazionale Donne in Campo

  • Enrico Calentini, Presidente nazionale AGIA

A moderare i lavori sarà Mariano Nozzi, Direttore CIA Abruzzo.

A partire dalle ore 12:00 si svolgerà la sessione interna dedicata alle elezioni dei delegati, degli organismi direttivi e dei Presidenti di AGIA e Donne in Campo Abruzzo.

La giornata si concluderà alle ore 13:00 con un light lunch.


Visualizza Allegato

2 In Evidenza - 11 feb 2026

CIA e Metamer: nuova collaborazione per luce e gas

CIA avvia una nuova collaborazione con Metamer, fornitore di luce e gas, con l’obiettivo di offrire un servizio sempre più vicino alle persone e alle esigenze del territorio.

Grazie a questo accordo, sarà possibile ricevere supporto nella gestione delle forniture energetiche e nel cambio fornitore, in modo semplice, sicuro e trasparente.

Consulenza su appuntamento presso le sedi CIA

Nell’ambito della collaborazione, presso le sedi CIA sarà disponibile un servizio di consulenza dedicata su appuntamento, pensato per accompagnare cittadini e associati nel passaggio a Metamer per luce e gas.

Il cambio fornitore avverrà senza interruzioni di servizio, garantendo continuità e tranquillità durante tutte le fasi della procedura.


Un supporto concreto e personalizzato

Il servizio offre un aiuto pratico per orientarsi con maggiore chiarezza tra:

  • offerte e costi energetici

  • gestione delle bollette

  • consumi e condizioni contrattuali

Inoltre, per chi già si rivolge a CIA per altri servizi, sarà possibile ricevere anche informazioni su eventuali bonus e agevolazioni disponibili, in base ai requisiti previsti.


I vantaggi del nuovo servizio

✔ Consulenza personalizzata su appuntamento
✔ Cambio fornitore luce e gas senza interruzioni
✔ Bollette più chiare e trasparenti
✔ Energia 100% green
✔ Supporto su bonus e agevolazioni


Prenota il tuo appuntamento

Questa collaborazione rappresenta un ulteriore passo di CIA per essere sempre più vicina alle persone, offrendo soluzioni affidabili e accessibili per la gestione dell’energia di ogni giorno.


Per maggiori informazioni e per prenotare un appuntamento, rivolgiti alla sede CIA  a te più vicina.

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 10 feb 2026

Servizio Civile Agricolo: Cia e Inac, diventi misura strutturale fino al 2030. Appello al ministro Lollobrigida


Rendere stabile il Servizio Civile Agricolo, prorogandolo fino al 2030. Questo l’appello lanciato oggi, a Roma, da Cia-Agricoltori Italiani e il suo Patronato Inac, al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, in occasione dell’avvio del primo bando storico in ambito agricolo al centro dell’evento confederale dal titolo “Giovani, valori e agricoltura”.
“Serve uno sforzo ulteriore per un progetto che fa da ponte tra generazioni. Non ruba braccia alla terra, restituisce menti al futuro”, hanno dichiarato i presidenti di Cia e Inac, Cristiano Fini e Alessandro Mastrocinque, delineando le prospettive e le sfide dell’iniziativa che deve poter superare la fase sperimentale per diventare misura strutturale con un orizzonte temporale ampio di almeno cinque anni.

Oltre i luoghi comuni: l’agricoltura come opportunità professionale - Nel corso dell’incontro, infatti, è stato sottolineato come il lancio del bando rappresenti una risposta concreta ai pregiudizi che spesso circondano il settore primario. Fini e Mastrocinque hanno smentito con forza l’idea che il Servizio Civile Agricolo sia una forma di sfruttamento per lavori di fatica. “L’agricoltura italiana è un universo multifunzionale che spazia dall’agriturismo alle cooperative sociali ai servizi, coinvolgendo attività amministrative, di marketing, economiche e politiche”, hanno precisato i presidenti di Cia e Inac, ribadendo l’obiettivo di fondo: “Far scoprire ai giovani l’appeal di un comparto che necessita di innovazione e freschezza per restare competitivo”.

L’emergenza del ricambio generazionale - Del resto, i dati parlano chiaro. Gli under 30 sono ormai una rarità nel settore e i titolari d’azienda under 40 sono appena il 9% del totale. La percentuale scende sotto il 3% per i giovani che non hanno ereditato l’azienda di famiglia. In questo scenario, il Servizio Civile è indispensabile al rinnovamento del sistema, ma anche allo snellimento burocratico.

Un bando di successo - Infine, a dare forza alla richiesta Cia e Inac, l’interesse dei giovani: 300 le candidature arrivate per circa 70 posizioni disponibili. 50 i giovani idonei selezionati – anche per coadiuvare le attività del CAA, il Centro Assistenza Agricola di Cia – secondo criteri di rigorosa deontologia e già attivi dal 19 gennaio. E, attenzione, tra questi, solo uno proviene dalla facoltà di Agraria. A conferma che l’iniziativa attrae profili nuovi e diversificati verso il mondo rurale.

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 09 feb 2026

Ue: Cia, Corte dei conti dà ragione ad agricoltori e boccia la riforma Pac post 2027


Anche la Corte dei conti europea dà ragione agli agricoltori. Nel suo parere sulla proposta di riforma della Pac post 2027, l’organo di controllo dell’Ue conferma tutti i timori avanzati dal settore primario e dà piena legittimazione alle nostre preoccupazioni. A sottolinearlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

         
“Pur non essendo vincolante, il parere della Corte rafforza in modo inequivocabile ciò che denunciamo da tempo e che abbiamo portato anche in piazza, nelle manifestazioni di Bruxelles e Strasburgo -dice Fini-. Tagliare le risorse all’agricoltura e farle confluire in un fondo unico significa svuotare la Pac del suo carattere comune e aprire la strada a una pericolosa rinazionalizzazione. Così si spezza un sistema che ha garantito equità e coesione, creando disparità tra comparti e tra Stati membri, ma soprattutto si mette seriamente a rischio una delle politiche fondanti dell’Unione, essenziale per il reddito degli agricoltori e per la sicurezza alimentare dei cittadini”.

           
“La Commissione Ue sta imboccando una strada sbagliata e sempre più isolata -conclude il presidente di Cia-. Contro questa visione miope continueremo a far sentire la nostra voce. L’agricoltura non è un capitolo di spesa da comprimere, ma una priorità strategica da difendere: servono semplificazione, certezze giuridiche e risorse adeguate, non nuova burocrazia e scelte che penalizzano il settore. Con l’avvio dei negoziati e i tempi stretti per gli emendamenti entro maggio, nelle prossime settimane saremo in prima linea per spingere verso modifiche concrete. Senza una Pac forte e realmente comune, l’Europa perde uno dei suoi pilastri”.

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 09 feb 2026

Biologico: Anabio-Cia, con il marchio italiano più valore, trasparenza e fiducia


Il via libera al “marchio biologico italiano” da parte della Conferenza Stato-Regioni segna un passaggio cruciale per la tutela dell’origine dei prodotti e la valorizzazione della filiera bio nazionale. Lo dice Anabio-Cia, accogliendo con soddisfazione l’intesa raggiunta, che ha sbloccato il decreto, considerato un tassello fondamentale per consolidare la fiducia dei consumatori e sostenere la crescita del comparto.

Per Anabio-Cia, infatti, si tratta di uno strumento strategico, una certificazione volontaria che si affianca al logo europeo sulle produzioni biologiche.
“Il marchio del biologico italiano -sottolinea il presidente di Anabio-Cia, Giuseppe De Noia- dà valore alle nostre materie prime e rafforza la trasparenza nei confronti dei consumatori, rappresentando un passo decisivo per lo sviluppo del settore. Arriva a sostenere concretamente i produttori, a garantire tracciabilità, a migliorare la competitività sui mercati esteri e a promuovere qualità e sostenibilità, nel rispetto del regolamento Ue. Soprattutto, offre ai cittadini una riconoscibilità immediata delle produzioni biologiche italiane”.
Secondo Anabio-Cia, i dati parlano chiaro, confermando una domanda in aumento: +6,2% le vendite di alimenti biologici in Italia nel 2025; 5,5 miliardi di euro il valore del mercato interno e 3,9 miliardi di euro il peso dell’export, in costante crescita. Numeri che indicano un interesse crescente dei consumatori verso prodotti sostenibili e tracciabili. “Questo marchio -conclude De Noia- aggiunge un’ulteriore garanzia per chi acquista consapevolmente”.

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 09 feb 2026

IX Assemblea Elettiva ANP–CIA Abruzzo: il 20 febbraio un nuovo patto sociale per pensioni, salute e aree interne

Si terrà giovedì 20 febbraio 2026, a partire dalle ore 09:30, presso l’Aurum di Pescara (Largo Gardone Riviera), la IX Assemblea Elettiva ANP–CIA Abruzzo, un appuntamento centrale per la rappresentanza dei pensionati agricoli della regione.

Il tema scelto per l’edizione 2026, “Un nuovo patto sociale per pensioni, salute, aree interne e invecchiamento attivo”, richiama l’urgenza di affrontare con strumenti nuovi e concreti le grandi trasformazioni sociali e demografiche in atto, con particolare attenzione alle fragilità delle comunità rurali e dell’Abruzzo interno.

I lavori si apriranno alle ore 09:30 con l’intervento di:

  • Giuseppe De Blasiis, presidente uscente ANP–CIA Abruzzo

  • Antonio Nicola Sichetti, presidente CIA Abruzzo

Seguiranno i saluti istituzionali, tra cui un rappresentante del CUPLA Abruzzo.

La mattinata sarà arricchita da due focus di approfondimento su temi di grande attualità:

  • “Presidiare il territorio, prendersi cura delle persone: il ruolo della sanità di prossimità nell’Abruzzo interno”, con l’intervento di Felice Mucilli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Clinica Chirurgica Generale e Toracica presso l’Università “G. d’Annunzio”.

  • “Affrontare l’isolamento sociale degli anziani come priorità di salute pubblica. Strategie e risposte in Abruzzo”, con l’intervento di Gianna Paola Di Virgilio, presidente regionale di Auser Abruzzo ODV APS.

Le conclusioni della sessione pubblica saranno affidate a Alessandro Del Carlo, presidente nazionale ANP–CIA.

A moderare i lavori sarà Mariano Nozzi, direttore CIA Abruzzo.

Alle ore 12:00 si svolgerà la sessione interna, dedicata alle elezioni dei delegati, degli organismi direttivi e del presidente ANP Abruzzo, momento fondamentale di partecipazione democratica e rinnovo della rappresentanza.

La giornata si concluderà con un light lunch alle ore 13:00.

Visualizza Allegato
News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 04 giu 2021

Bandiera Verde Agricoltura 2021. Candidature entro il 16 luglio

Bandiera Verde Agricoltura giunge alla sua XIX edizione. Anche quest’anno, torna il riconoscimento di Cia-Agricoltori Italiani per premiare aziende, comuni, enti e organizzazioni che si sono distinti per il loro impegno a favore dell’agricoltura, dello sviluppo rurale, della valorizzazione del patrimonio enogastronomico, paesaggistico e ambientale.

Fino al 16 luglio 2021, è possibile inviare la propria candidatura per partecipare alla nuova edizione del premio Bandiera Verde Agricoltura.

Nonostante l’emergenza Coronavirus in atto, Cia vuole mantenere alta l’attenzione sull’agricoltura che non si arrende, con una nuova edizione di Bandiera Verde, che da sempre premia la forza e la tenacia del settore e dei suoi protagonisti.

Per il 2021, come negli ultimi anni, il riconoscimento di Cia-Agricoltori Italiani sarà assegnato a 10 aziende agricole, distinte nelle diverse categorie come da bando; 6 iniziative "extra-aziendali", esempio scuole, parchi naturali, eventi culturali; 3 comuni virtuosi.

Soltanto uno tra tutti i premiati, riceverà poi la "Bandiera Verde d’Oro".

 

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 04 giu 2021

Giornata Ambiente: Cia, agricoltura in prima linea. Solo 7% di emissioni

 L’agricoltura oggi pesa solo il 7% circa sul totale delle emissioni prodotte che si riversano sull’ambiente. Un impegno sulla strada della sostenibilità che in Italia va avanti da anni: diminuisce drasticamente l’uso di chimica impattante; crescono le superfici biologiche e le agroenergie; si riduce di netto il consumo d’acqua grazie all’irrigazione di precisione; aumenta la manutenzione del verde, nelle aree rurali e urbane, realizzata dagli agricoltori. Così Cia-Agricoltori Italiani, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente che si celebra domani 5 giugno, fa il punto sul settore e lancia il suo piano per il futuro: l’agricoltura è pronta a cogliere la sfida del Green Deal europeo, così come gli obiettivi dell’Agenda 2030, però chiede strumenti e risorse adeguate per affrontare la transizione verde puntando su innovazione, ricerca e nuove tecnologie.

In questo senso -spiega Cia- i fondi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, così come la nuova Pac, sono essenziali per consentire all’agricoltura di impattare sempre meno su clima e ambiente, tutelando al contempo competitività, reddito e qualità. Questo vuol dire continuare a produrre cibo sano e sicuro per tutti, ma anche assicurare la tenuta e lo sviluppo delle aree rurali, difendendo il paesaggio e la biodiversità; gestendo le risorse idriche; incentivando la produzione di energia da fonti rinnovabili, dal biogas alle biomasse al fotovoltaico sui tetti delle strutture agricole; salvaguardando il suolo e le foreste per prevenire il dissesto idrogeologico, migliorando la sostenibilità dei processi produttivi con nuove tecnologie digitali, blockchain e rinnovo del parco macchine per non inquinare.

“La sfida green vogliamo giocarla da protagonisti -sottolinea il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- continuando sempre a migliorare la sostenibilità di allevamenti e coltivazioni e valorizzando i servizi ecosistemici del nostro settore, ma con una visione dell’agricoltura che tutela l’ambiente senza penalizzare la produzione”.

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 03 giu 2021

Riaperture: Cia, verso l’estate degli agriturismi. In attività 24 mila strutture

Le prenotazioni in agriturismo stanno arrivando e anche se l’emergenza Covid, grazie all’aumento delle vaccinazioni, sta gradualmente rientrando, le strutture ricettive italiane presentano caratteristiche tali da garantire comunque prenotazioni flessibili e soggiorni in linea con eventuali nuove accortezze per porre fine alla pandemia. Così Turismo Verde, l’Associazione per la promozione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani, in occasione delle riaperture, da oggi, del servizio ristorante al chiuso e a feste e cerimonie dal 15 giugno, dell’addio al coprifuoco dal 21 e in attesa della definitiva zona bianca per tutta Italia. 

Sarà l’estate degli agriturismi con il ritorno alla piena attività per 24 mila aziende che con circa 100 mila addetti, ricorda Turismo Verde-Cia, offre in tutto il Paese, ristorazione, ma anche centri estivi e tante iniziative in azienda e all’aperto. Il settore in un anno è crollato del 60,8% in volume e conta molto sulla stagione al via, per recuperare milioni di fatturato andati in fumo nel 2020. Questo, sebbene con turisti più accorti e indecisi negli spostamenti, ma sicuramente anche più inclini a vacanze in ambienti salubri con ampi spazi verdi e cibo di qualità. 

Il criterio della flessibilità dovrà essere al centro dell’offerta turistica dei prossimi mesi e gli agriturismi italiani, lo confermano già da molte realtà Turismo Verde-Cia, sono pronti a riprogrammare il soggiorno secondo le esigenze dei turisti, senza necessità di annullare le prenotazioni già fatte. Ormai una prassi, l’accoglienza in sicurezza, rispettando il distanziamento, l’uso della mascherina e ora anche l’introduzione del green pass per le cerimonie o le nuove norme, comunque meno stringenti, per i centri estivi. Inoltre, sottolinea l’Associazione Cia, resta per i turisti italiani l’opportunità del bonus vacanze anche in agriturismo, a disposizione di famiglia, gruppi, ma anche per viaggiatori solitari. 

Anche per quanto riguarda gli arrivi dall’estero, continua Turismo Verde-Cia, si spera di recuperare le perdite dello scorso anno, ma anche di questo 2021 che nel primo trimestre ha perso il 74,9% delle presenze totali (-64,5% per gli italiani e -89,6% per gli stranieri). L’auspicio è di confermare i circa 30 milioni di turisti stranieri previsti e che saranno per lo più europei, visto che potranno entrare in Italia a specifiche condizioni, compilando il Passenger Locator Form, ma senza obbligo di quarantena. Stessa cosa dicasi per Gran Bretagna e Israele, mentre più difficile sarà per tutti gli altri Paesi (tra i quali Canada, Stati Uniti e Giappone), impossibile per Brasile, India, Bangladesh e Sri Lanka. In quest’ultimo caso, infatti, sono vietati sia l’ingresso che il transito in Italia. 

Per Turismo Verde-Cia, dunque, il settore agrituristico non va chiaramente lasciato solo e serviranno aiuti importanti anche nell’ambito del Sostegni bis. Quindi, bene -conclude l’Associazione Cia- i nuovi contribuiti a fondo perduto, anche se deboli rispetto alle reali esigenze delle imprese agrituristiche e attenzione a non cancellare il riferimento alle ore lavoro nella valutazione del rapporto di connessione tra attività agrituristiche e agricole. Va scongiurato il rischio confusione tra regioni.

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 31 mag 2021

Giornata mondiale del latte: Cia, stalle fuori dal mercato con +55% prezzi mangimi

 Il latte sottocosto e i prezzi dei mangimi alle stelle mettono a rischio default gli allevamenti bovini italiani. Se il 2019 era stata un’annata positiva per il settore del latte, con una quotazione media nazionale del prodotto pari a 40,5 centesimi per litro, l’emergenza sanitaria e la chiusura del macro-settore relativo all’ospitalità e alla ristorazione (canale Horeca, solo in parte compensato dall’home delivery), hanno fortemente danneggiato il comparto lattiero-caseario. Gli allevamenti bovini vivono ora in uno stato di grande precarietà e continuano a perdere potere contrattuale. Così Cia-Agricoltori Italiani, in occasione della Giornata mondiale del latte che si celebra domani

Un litro di latte viene, oggi, pagato alle stalle 0,37 centesimi al litro, al di sotto della soglia di sostenibilità finanziaria dei 39 centesimi, sotto la quale è impossibile un margine –pur risicato- di guadagno. Il colpo del ko definitivo potrebbe essere dato dallo shock dei prezzi di soia e mais, schizzati nell’arco di 12 mesi del +55%. In questo periodo, infatti, un quintale di soia è passato dai 45 ai 70 euro, massimo storico dell’ultimo ventennio. Questo aumento indiscriminato delle materie prime impiegate nell’alimentazione del bestiame non permetterà alle filiere di reggere a lungo: basti pensare che circa il 70% dei costi di produzione del latte è imputabile alla mangimistica.

A questi problemi ascrivibili alla crisi pandemica, si aggiunge la crescente disaffezione dei consumatori verso il latte vaccino, con il proliferare di campagne mediatiche tese a criminalizzare il consumo di proteine animali, col conseguente calo degli acquisti del latte fresco del 5% annuo. A tali campagne denigratorie si aggiungono quelle sull’impronta di carbonio delle produzioni zootecniche, che non tengono conto della riduzione del 40% delle emissioni di gas serra dei nostri allevamenti. Le tante fake news finiscono, dunque, col danneggiare la salute di chi rinuncia ad alimenti di grande valore nutrizionale, sostituendoli con prodotti ottenuti da semi vegetali, che fanno di tutto per somigliare al latte senza però condividerne le qualità nutritive e gustative.

Secondo Cia è in gioco il futuro di un settore che produce ogni anno oltre 12,5 milioni di tonnellate di litri di latte vaccino grazie a circa 30mila allevamenti, con un fatturato di 16,5 miliardi di euro, che incide per l’11,5% sul totale del fatturato industriale dell’agroalimentare. Per Cia, occorre definire nuove strategie per la valorizzazione della crescente offerta produttiva (per esempio, produzione di latte in polvere per neonati, destinato particolarmente all’export) e puntare a mirate campagne promozionali con un efficace piano di comunicazione che racconti la bontà del prodotto e tutti gli aspetti positivi della filiera che la compone.

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 28 mag 2021

Al via collaborazione tra Croce Rossa Italiana e agricoltori Cia. Insieme per supportare aree rurali

Azioni di supporto alla popolazione delle aree rurali nel contesto di emergenze di carattere nazionale e territoriale, dalle donazioni alimentari all’attivazione di servizi socio-sanitari, nonché iniziative congiunte per favorire l’inclusione delle persone in condizioni di fragilità economica, sociale e geografica. Questi gli obiettivi dell’accordo di collaborazione tra Croce Rossa Italiana e Cia-Agricoltori Italiani, firmato oggi a Roma dai rispettivi presidenti nazionali, Francesco Rocca e Dino Scanavino.

 

Un anno di pandemia ha prodotto numerose disuguaglianze in Italia: l’incidenza dei nuovi poveri è passata dal 31% al 45% con 2 milioni di famiglie in più a rischio indigenza e una crescita superiore al 100% del numero di persone che si sono rivolte, per la prima volta, a enti caritatevoli e associazioni di volontariato. La spesa media familiare è crollata del 9% nel 2020, tornando indietro ai livelli di 21 anni fa. Il Covid, inoltre, ha acutizzato le criticità dei servizi sanitari e socio-assistenziali, in particolare nelle aree interne del Paese - che rappresentano oltre il 50% della superficie nazionale con 11 milioni di cittadini - dove l’offerta è stata fortemente smantellata negli anni.

 

Di fronte a tutto questo, l’accordo tra Croce Rossa e Cia vuole dare risposte utili e concrete, iniziando a collaborare su: azioni di sensibilizzazione, formazione specifica e preparazione nella risposta all’emergenza; attività sinergiche di contrasto alla povertà alimentare; educazione sanitaria e promozione della salute e degli stili di vita sani; programmi e progetti a sostegno delle categorie in particolari condizioni di svantaggio o di vulnerabilità, come gli anziani. Lo scopo comune è creare reti comunitarie virtuose, dove è chiaro il valore dell’inclusione socio-lavorativa e l’importanza delle buone pratiche per la produttività e lo sviluppo dei territori.

 

“La solidarietà e l’attenzione ai bisogni della popolazione fanno parte del dna della nostra organizzazione e, in questa fase di crisi, è ancora più importante portare avanti questi principi -ha detto il presidente di Cia, Dino Scanavino-. L’accordo di alto profilo siglato con Croce Rossa Italiana va proprio in questa direzione. L’intento comune è quello di favorire lo sviluppo, la valorizzazione e la dignità delle comunità rurali, senza le quali si sgretola una delle forze distintive dell’Italia, tassello indispensabile per la tenuta sociale, economica e ambientale dei territori”.

 

Nell’accordo, della durata di 24 mesi, via libera dunque a procedure agevolate per la collaborazione sinergica tra le articolazioni associative e territoriali di Croce Rossa e Cia, proprio per garantire una pronta risposta nelle emergenze, legata alla fornitura di generi di prima necessità alla popolazione, anche nelle zone più marginali del Paese. Spazio, poi, allo sviluppo di percorsi integrati finalizzati all’orientamento professionale, all’inserimento occupazionale e all’inclusione sociale delle persone più vulnerabili. Tra i punti centrali dell’intesa, le iniziative formative e informative a sostegno degli anziani, dalla telemedicina alla cooperazione di comunità, per rendere i cittadini maggiormente formati e sensibilizzati in ambito sanitario e in tema di fragilità sociale. Una questione molto sentita nelle aree rurali, dove la concentrazione di over 65 sfiora il 30% ma in cui il progressivo taglio alla sanità e ai servizi socio-assistenziali ha avuto ricadute dirette e negative sul territorio, con un aumento della spesa medica privata del 10% e una crescita contestuale dei rischi di isolamento e povertà relazionale. Infine, altro pilastro dell’accordo, è l’individuazione e la diffusione di best practices in materia di economia circolare, lotta allo spreco alimentare, valorizzazione dei prodotti agricoli come risposta ai bisogni delle famiglie indigenti.

 

“Le conseguenze socio-economiche della pandemia -ha sottolineato il presidente della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca- sono ben note alla nostra Associazione che, sin dall’inizio dell’emergenza Covid, ha avviato il cosiddetto ‘Tempo della Gentilezza’, ossia una serie di azioni a supporto di ogni vulnerabilità su tutto il territorio nazionale, grazie ai nostri Comitati ben radicati nelle comunità locali. Attraverso questa importante collaborazione con Cia-Agricoltori Italiani e con la nostra rete diffusa, potremo davvero fare la differenza, rispondere ai tanti bisogni ed essere ancora di più ‘Un’Italia che Aiuta’”.

 
In allegato il vademecum per accedere al progetto LISA.

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 28 mag 2021

Pac: Cia, Europa meno forte senza accordo su riforma

Senza un accordo sulla riforma della Pac, l’Europa è meno forte di fronte alle sfide della ripresa post pandemia e della transizione ecologica. In gioco c’è la sopravvivenza dell’agricoltura Ue e la qualità di vita dei cittadini. Così Cia-Agricoltori Italiani, che esprime rammarico per la mancata intesa tra Parlamento e Consiglio europeo dopo giorni di negoziati intensi a Bruxelles.

            “Speriamo in una ripresa dei negoziati a giugno dove tutti riescano a superare ogni forma di preclusione -dichiara il presidente nazionale Dino Scanavino-. Auspichiamo un confronto più aperto, che si ispiri al cambiamento, sempre tenendo conto che la priorità resta il reddito agricolo. Gli agricoltori europei sono pronti a fare la propria parte per diventare sempre più sostenibili, con una Pac 2023-2027 più verde, ma senza dimenticare che la politica agricola comune è innanzitutto una politica economica che deve sostenere la produzione di cibo sano, sicuro e di qualità e garantire la tenuta e la crescita delle aree rurali”.

            Sicuramente restano sul tavolo nodi importanti da sciogliere. Per Cia, però, rimane prioritario raggiungere un accordo sulla riforma della Pac che consenta una redistribuzione più equa delle risorse, così come un’attenzione alle politiche ambientali, che incentivino comportamenti virtuosi mantenendo l’agricoltura al centro.

“Chiediamo un impegno affinché si arrivi presto a un’intesa per una Pac robusta e strutturata, con fondi spendibili subito -aggiunge Scanavino-. C’è bisogno, nei tempi giusti, di una legislazione certa, equilibrata, innovativa, capace di garantire insieme la competitività e la sostenibilità del settore. Come Cia, continueremo a lavorare perché l’agricoltura diventi, sempre di più, un settore strategico per il nostro Paese e per l’Europa”.

Visualizza Allegato