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1 In Evidenza - 16 feb 2026

Verso il Congresso Nazionale: VII Assemblea Elettiva AGIA e Donne in Campo Abruzzo

L’agricoltura abruzzese guarda al futuro con determinazione, puntando sull’energia delle nuove generazioni e sulla forza delle donne come motore di cambiamento e innovazione.

Mercoledì 4 Marzo 2026, a partire dalle ore 9:30, presso l’Aurum di Pescara, si terrà la VII Assemblea Elettiva di AGIA e Donne in Campo Abruzzo, appuntamento fondamentale nel percorso verso il Congresso Nazionale.

Il tema scelto per questa edizione, “Seminiamo futuro, con il coraggio dei giovani e la resilienza delle donne”, rappresenta un messaggio chiaro: investire su giovani agricoltori e leadership femminile significa costruire un’agricoltura più moderna, sostenibile e inclusiva.

Un momento di confronto e innovazione

La giornata si aprirà con i saluti istituzionali:

  • Diego Pasqualone, Presidente uscente AGIA Abruzzo

  • Annamaria D’Alonzo, Presidente uscente Donne in Campo Abruzzo

  • Nicola Antonio Sichetti, Presidente CIA Abruzzo

Seguiranno importanti focus dedicati ai temi centrali per lo sviluppo del settore agricolo regionale.

Il primo intervento, dal titolo “Dalla ricerca al campo: il ruolo del CRUA Abruzzo nel traghettare l’agricoltura regionale verso l’innovazione”, sarà affidato al Dott. Rocco Micucci, Amministratore Unico del CRUA.

Si parlerà poi di esigenze concrete e prospettive future con il focus “Innovazione in campo: cosa serve veramente alle nuove generazioni di agricoltori?”, a cura della Prof.ssa Eleonora Passaretti dell’Istituto Tecnico Agrario di Scerni.

Uno spazio speciale sarà dedicato alle esperienze dal territorio con la testimonianza di Martina Codeluppi, giovane imprenditrice agricola, che porterà la voce delle donne impegnate nelle aree interne nel focus “Dal cuore delle aree interne: giovani donne che seminano cambiamento”.

Conclusioni e sessione elettiva

Le conclusioni saranno affidate a:

  • Pina Terenzi, Presidente nazionale Donne in Campo

  • Enrico Calentini, Presidente nazionale AGIA

A moderare i lavori sarà Mariano Nozzi, Direttore CIA Abruzzo.

A partire dalle ore 12:00 si svolgerà la sessione interna dedicata alle elezioni dei delegati, degli organismi direttivi e dei Presidenti di AGIA e Donne in Campo Abruzzo.

La giornata si concluderà alle ore 13:00 con un light lunch.


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2 In Evidenza - 11 feb 2026

CIA e Metamer: nuova collaborazione per luce e gas

CIA avvia una nuova collaborazione con Metamer, fornitore di luce e gas, con l’obiettivo di offrire un servizio sempre più vicino alle persone e alle esigenze del territorio.

Grazie a questo accordo, sarà possibile ricevere supporto nella gestione delle forniture energetiche e nel cambio fornitore, in modo semplice, sicuro e trasparente.

Consulenza su appuntamento presso le sedi CIA

Nell’ambito della collaborazione, presso le sedi CIA sarà disponibile un servizio di consulenza dedicata su appuntamento, pensato per accompagnare cittadini e associati nel passaggio a Metamer per luce e gas.

Il cambio fornitore avverrà senza interruzioni di servizio, garantendo continuità e tranquillità durante tutte le fasi della procedura.


Un supporto concreto e personalizzato

Il servizio offre un aiuto pratico per orientarsi con maggiore chiarezza tra:

  • offerte e costi energetici

  • gestione delle bollette

  • consumi e condizioni contrattuali

Inoltre, per chi già si rivolge a CIA per altri servizi, sarà possibile ricevere anche informazioni su eventuali bonus e agevolazioni disponibili, in base ai requisiti previsti.


I vantaggi del nuovo servizio

✔ Consulenza personalizzata su appuntamento
✔ Cambio fornitore luce e gas senza interruzioni
✔ Bollette più chiare e trasparenti
✔ Energia 100% green
✔ Supporto su bonus e agevolazioni


Prenota il tuo appuntamento

Questa collaborazione rappresenta un ulteriore passo di CIA per essere sempre più vicina alle persone, offrendo soluzioni affidabili e accessibili per la gestione dell’energia di ogni giorno.


Per maggiori informazioni e per prenotare un appuntamento, rivolgiti alla sede CIA  a te più vicina.

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1 In Evidenza - 10 feb 2026

Servizio Civile Agricolo: Cia e Inac, diventi misura strutturale fino al 2030. Appello al ministro Lollobrigida


Rendere stabile il Servizio Civile Agricolo, prorogandolo fino al 2030. Questo l’appello lanciato oggi, a Roma, da Cia-Agricoltori Italiani e il suo Patronato Inac, al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, in occasione dell’avvio del primo bando storico in ambito agricolo al centro dell’evento confederale dal titolo “Giovani, valori e agricoltura”.
“Serve uno sforzo ulteriore per un progetto che fa da ponte tra generazioni. Non ruba braccia alla terra, restituisce menti al futuro”, hanno dichiarato i presidenti di Cia e Inac, Cristiano Fini e Alessandro Mastrocinque, delineando le prospettive e le sfide dell’iniziativa che deve poter superare la fase sperimentale per diventare misura strutturale con un orizzonte temporale ampio di almeno cinque anni.

Oltre i luoghi comuni: l’agricoltura come opportunità professionale - Nel corso dell’incontro, infatti, è stato sottolineato come il lancio del bando rappresenti una risposta concreta ai pregiudizi che spesso circondano il settore primario. Fini e Mastrocinque hanno smentito con forza l’idea che il Servizio Civile Agricolo sia una forma di sfruttamento per lavori di fatica. “L’agricoltura italiana è un universo multifunzionale che spazia dall’agriturismo alle cooperative sociali ai servizi, coinvolgendo attività amministrative, di marketing, economiche e politiche”, hanno precisato i presidenti di Cia e Inac, ribadendo l’obiettivo di fondo: “Far scoprire ai giovani l’appeal di un comparto che necessita di innovazione e freschezza per restare competitivo”.

L’emergenza del ricambio generazionale - Del resto, i dati parlano chiaro. Gli under 30 sono ormai una rarità nel settore e i titolari d’azienda under 40 sono appena il 9% del totale. La percentuale scende sotto il 3% per i giovani che non hanno ereditato l’azienda di famiglia. In questo scenario, il Servizio Civile è indispensabile al rinnovamento del sistema, ma anche allo snellimento burocratico.

Un bando di successo - Infine, a dare forza alla richiesta Cia e Inac, l’interesse dei giovani: 300 le candidature arrivate per circa 70 posizioni disponibili. 50 i giovani idonei selezionati – anche per coadiuvare le attività del CAA, il Centro Assistenza Agricola di Cia – secondo criteri di rigorosa deontologia e già attivi dal 19 gennaio. E, attenzione, tra questi, solo uno proviene dalla facoltà di Agraria. A conferma che l’iniziativa attrae profili nuovi e diversificati verso il mondo rurale.

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1 In Evidenza - 09 feb 2026

Ue: Cia, Corte dei conti dà ragione ad agricoltori e boccia la riforma Pac post 2027


Anche la Corte dei conti europea dà ragione agli agricoltori. Nel suo parere sulla proposta di riforma della Pac post 2027, l’organo di controllo dell’Ue conferma tutti i timori avanzati dal settore primario e dà piena legittimazione alle nostre preoccupazioni. A sottolinearlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

         
“Pur non essendo vincolante, il parere della Corte rafforza in modo inequivocabile ciò che denunciamo da tempo e che abbiamo portato anche in piazza, nelle manifestazioni di Bruxelles e Strasburgo -dice Fini-. Tagliare le risorse all’agricoltura e farle confluire in un fondo unico significa svuotare la Pac del suo carattere comune e aprire la strada a una pericolosa rinazionalizzazione. Così si spezza un sistema che ha garantito equità e coesione, creando disparità tra comparti e tra Stati membri, ma soprattutto si mette seriamente a rischio una delle politiche fondanti dell’Unione, essenziale per il reddito degli agricoltori e per la sicurezza alimentare dei cittadini”.

           
“La Commissione Ue sta imboccando una strada sbagliata e sempre più isolata -conclude il presidente di Cia-. Contro questa visione miope continueremo a far sentire la nostra voce. L’agricoltura non è un capitolo di spesa da comprimere, ma una priorità strategica da difendere: servono semplificazione, certezze giuridiche e risorse adeguate, non nuova burocrazia e scelte che penalizzano il settore. Con l’avvio dei negoziati e i tempi stretti per gli emendamenti entro maggio, nelle prossime settimane saremo in prima linea per spingere verso modifiche concrete. Senza una Pac forte e realmente comune, l’Europa perde uno dei suoi pilastri”.

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1 In Evidenza - 09 feb 2026

Biologico: Anabio-Cia, con il marchio italiano più valore, trasparenza e fiducia


Il via libera al “marchio biologico italiano” da parte della Conferenza Stato-Regioni segna un passaggio cruciale per la tutela dell’origine dei prodotti e la valorizzazione della filiera bio nazionale. Lo dice Anabio-Cia, accogliendo con soddisfazione l’intesa raggiunta, che ha sbloccato il decreto, considerato un tassello fondamentale per consolidare la fiducia dei consumatori e sostenere la crescita del comparto.

Per Anabio-Cia, infatti, si tratta di uno strumento strategico, una certificazione volontaria che si affianca al logo europeo sulle produzioni biologiche.
“Il marchio del biologico italiano -sottolinea il presidente di Anabio-Cia, Giuseppe De Noia- dà valore alle nostre materie prime e rafforza la trasparenza nei confronti dei consumatori, rappresentando un passo decisivo per lo sviluppo del settore. Arriva a sostenere concretamente i produttori, a garantire tracciabilità, a migliorare la competitività sui mercati esteri e a promuovere qualità e sostenibilità, nel rispetto del regolamento Ue. Soprattutto, offre ai cittadini una riconoscibilità immediata delle produzioni biologiche italiane”.
Secondo Anabio-Cia, i dati parlano chiaro, confermando una domanda in aumento: +6,2% le vendite di alimenti biologici in Italia nel 2025; 5,5 miliardi di euro il valore del mercato interno e 3,9 miliardi di euro il peso dell’export, in costante crescita. Numeri che indicano un interesse crescente dei consumatori verso prodotti sostenibili e tracciabili. “Questo marchio -conclude De Noia- aggiunge un’ulteriore garanzia per chi acquista consapevolmente”.

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1 In Evidenza - 09 feb 2026

IX Assemblea Elettiva ANP–CIA Abruzzo: il 20 febbraio un nuovo patto sociale per pensioni, salute e aree interne

Si terrà giovedì 20 febbraio 2026, a partire dalle ore 09:30, presso l’Aurum di Pescara (Largo Gardone Riviera), la IX Assemblea Elettiva ANP–CIA Abruzzo, un appuntamento centrale per la rappresentanza dei pensionati agricoli della regione.

Il tema scelto per l’edizione 2026, “Un nuovo patto sociale per pensioni, salute, aree interne e invecchiamento attivo”, richiama l’urgenza di affrontare con strumenti nuovi e concreti le grandi trasformazioni sociali e demografiche in atto, con particolare attenzione alle fragilità delle comunità rurali e dell’Abruzzo interno.

I lavori si apriranno alle ore 09:30 con l’intervento di:

  • Giuseppe De Blasiis, presidente uscente ANP–CIA Abruzzo

  • Antonio Nicola Sichetti, presidente CIA Abruzzo

Seguiranno i saluti istituzionali, tra cui un rappresentante del CUPLA Abruzzo.

La mattinata sarà arricchita da due focus di approfondimento su temi di grande attualità:

  • “Presidiare il territorio, prendersi cura delle persone: il ruolo della sanità di prossimità nell’Abruzzo interno”, con l’intervento di Felice Mucilli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Clinica Chirurgica Generale e Toracica presso l’Università “G. d’Annunzio”.

  • “Affrontare l’isolamento sociale degli anziani come priorità di salute pubblica. Strategie e risposte in Abruzzo”, con l’intervento di Gianna Paola Di Virgilio, presidente regionale di Auser Abruzzo ODV APS.

Le conclusioni della sessione pubblica saranno affidate a Alessandro Del Carlo, presidente nazionale ANP–CIA.

A moderare i lavori sarà Mariano Nozzi, direttore CIA Abruzzo.

Alle ore 12:00 si svolgerà la sessione interna, dedicata alle elezioni dei delegati, degli organismi direttivi e del presidente ANP Abruzzo, momento fondamentale di partecipazione democratica e rinnovo della rappresentanza.

La giornata si concluderà con un light lunch alle ore 13:00.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 20 mag 2021

Vendita diretta: Cia, botteghe agricole traino del post-Covid. Sono garanzia per 70% famiglie

L’Italia riapre e inizia a svelare con più chiarezza quelli che saranno i nuovi stili di vita degli italiani a più di un anno da inizio pandemia. In fatto di modalità di acquisto, per esempio, non intendono rinunciare al negozio di vicinato, soprattutto se alimentare con materie prime fresche e di stagione. Questo il trend confermato nel Paese dal 70% delle famiglie e potenziale ancoraggio per far ripartire anche tutta l’economia delle piccole attività commerciali. A dirlo è la Spesa in Campagna, Associazione per la vendita diretta di Cia-Agricoltori Italiani, in occasione del webinar “La bottega di la Spesa in Campagna. Punto d'incontro tra agricoltore e cittadino-consumatore”.

Secondo l’Associazione Cia, infatti, da marzo 2020 a oggi, lockdown e restrizioni, hanno aperto un nuovo varco nel rapporto tra agricoltori e cittadini che hanno scelto le botteghe agricole di prossimità come punti di riferimento, “unici” per vicinanza, ma anche ideali per sicurezza, cioè minor rischio assembramenti e contagio, e qualità delle materie prime, tornate una priorità nella cura fisica. Contemporaneamente, sottolinea la Spesa in Campagna-Cia, sono aumentate sia le aziende agricole interessate a entrare nel circuito della vendita diretta (+5%), che le richieste da parte dei consumatori che, nello specifico, hanno fatto incrementare del 40% il fatturato annuo delle botteghe. Rimaste sempre aperte, hanno assicurato approvvigionamento in città come nelle periferie e hanno contributo al boom della consegna a domicilio, essenziale per il 60% degli italiani.

Inoltre, come raccontano le aziende delle botteghe Cia, sono clienti affezionati, sempre più giovani (+10%) e anche studenti (+5%) con percentuale di donne e uomini pressoché identica. Con la riduzione dello smart working e il ritorno in ufficio, 2 lavoratori su 3 già avvertono che forse cucineranno meno, ma senza perdere l’abitudine di mangiare sano, magari piatti pronti al banco dell’agricoltore di fiducia. Per la Spesa in Campagna-Cia, infatti, l’Italia in emergenza per il Covid, ha rafforzato l’esigenza delle buone abitudini e nei quartieri come nelle comunità, agli agricoltori è stato riconosciuto un ruolo cardine, anche sociale e culturale. Le botteghe hanno così fatto da punto d’incontro destinato a diventare consuetudine, come accaduto con la Spesa in Campagna-Cia a Siena e Pescara.

In Toscana, la bottega di Siena è un unicum. Nata nel 2012, è passata da 17 a oltre 40 aziende sotto lo stesso tetto e ora aggregate in rete d’impresa. In 15 giorni dall’inizio del Covid, hanno messo a sistema la consegna a domicilio, supportando anche persone in quarantena. Oggi, nel rispetto di sicurezza e stagionalità degli alimenti, conferiscono prodotti locali anche alle mense scolastiche sul territorio. In Abruzzo a Pescara, la bottega la Spesa in Campagna-Cia, sta per traslocare in uno spazio di 150 mq e le aziende da 56 diventeranno il doppio. Faranno spazio, sollecitate dai clienti, a ristomercato, aule didattiche e libreria, confermando anche la sezione equo e solidale. La bottega in città è nata nel 2018 quando gli agricoltori Cia si sono accorti che i pullman turistici organizzati d’estate per fare visita alle aziende, erano per lo più frequentati da cittadini.

“Il mondo del retail è in evoluzione, la Gdo sta studiando nuove soluzioni e ci si muove secondo la logica della prossimità. Con la Spesa in Campagna-Cia -ha commentato il presidente Matteo Antonelli- lavoriamo perché le aziende agricole di piccole e medie dimensioni possano, in questo contesto, trovare il loro meritato spazio. La bottega è in questo senso strategica, si completa con i mercati contadini e cresce con l’e-commerce su cui Cia sta puntando con la sua piattaforma dalcampoallatavola.it".

“Nella fase attuale di vera ripresa per il Paese -è intervenuta Claudia Merlino, direttore generale di Cia-Agricoltori Italiani- è necessario aiutare aziende e cittadini a consolidare e far crescere quanto costruito con tanta fatica in questo lungo anno. Il valore dell’agroalimentare Made in Italy, forte anche di un rapporto autentico tra agricoltori e consumatori, si è affermato grazie anche alle botteghe la Spesa in Campagna-Cia e va capitalizzato. Fanno da collante nelle comunità e possono creare terreno per la ripartenza di tante attività commerciali ora a saracinesche abbassate”.

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1 In Evidenza - 19 mag 2021

Ortofrutta: Cia, Italia al 19° posto per logistica. Recuperare gap con risorse PNRR

Con un quarto della produzione agricola nazionale per un valore di 15 miliardi di euro, l’ortofrutta si conferma un comparto cruciale del Made in Italy. Eppure le potenzialità di sviluppo e rilancio sui mercati interni ed esteri sono enormi, perché da un lato l’ortofrutta sconta ancora un gap infrastrutturale con criticità nella logistica e nelle fasi di stoccaggio e distribuzione, e dall’altro soffre una crescente pressione competitiva globale con un progressivo peggioramento nel rapporto concorrenziale con altri Paesi produttori. Due questioni da capovolgere con strategie di sistema per sfruttare al meglio anche il cambiamento impresso dal Covid alle abitudini di consumo, con la metà delle famiglie che acquista frutta e ortaggi perché necessari a una dieta varia ed equilibrata (27%) e perché salutari (23%). Controllando sempre la stagionalità (63%), evitando gli sprechi (59%) e preferendo i prodotti freschi ai confezionati e surgelati (59%) dall’inizio della pandemia. È quanto emerge dall’ultimo webinar “Il valore nell’ortofrutta, dalla filiera al sistema” organizzato da Cia-Agricoltori Italiani per sostenere l’Anno Internazionale della Frutta e della Verdura 2021 promosso dalla FAO.

         Per ridare slancio al comparto, prima di tutto occorre agire sulle infrastrutture. Secondo i dati dell’Osservatorio Focus Ortofrutta di Nomisma presentati al webinar, infatti, il Logistic Performance Index della World Bank assegna all’Italia solo il 19° posto, contro il primo della Germania e il nono del Regno Unito. Basti pensare al costo per chilometro dell’autotrasporto, su cui viaggia il 90% dell’ortofrutta, pari a 0,43 euro in Italia, quasi il doppio rispetto ai competitor tedeschi (0,30 euro) e spagnoli (0,28 euro). “Il cambiamento di cui parliamo non può che passare da qui. L’Italia ha un grande divario infrastrutturale -ha detto il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- che, attraverso gli 800 milioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicati allo sviluppo della logistica nel settore agroalimentare, dovremo affrontare e superare: riduzione della spesa e dell’impatto ambientale del sistema dei trasporti, digitalizzazione dei servizi, miglioramento delle capacità di stoccaggio, dell’accessibilità ai servizi hub e della capacità logistica dei mercati all’ingrosso”. Tutto nell’ottica di rinnovare la catena di distribuzione e ampliare le tradizionali relazioni di filiera, per costruire un vero e proprio “patto di sistema”, con l’obiettivo di arrivare a una più giusta ripartizione del valore (oggi su 100 euro spesi dal consumatore, solo 6/8 euro restano in tasca all’agricoltore), ma anche di raggiungere maggiori standard di sostenibilità, eliminare le inefficienze, promuovere investimenti e innovazioni in scala, sviluppare progetti di promozione unitaria.

         Altrettanto fondamentale è riguadagnare competitività sul fronte export. Sebbene nel pieno della pandemia le esportazioni di ortofrutta fresca dall’Italia siano cresciute più della media del quinquennio precedente (+3,8% nel 2020 sul 2019 contro il +2,5% medio annuo tra il 2014 e il 2019), come dimostrano i dati dell’Osservatorio Nomisma per Cia, il posizionamento dell’Italia a livello globale sta perdendo quota. Nei Top 10 Exporter di ortofrutta fresca nel mondo, il Belpaese è nono in classifica, con 5 miliardi di fatturato sui mercati stranieri e una crescita del 32% in dieci anni. Nello stesso lasso di tempo, Paesi esportatori come Usa, Spagna e Cina hanno raggiunto un giro d’affari annuo tra i 14 e i 17 miliardi nel 2020, con un incremento del +100% rispetto al 2010. Competitor che corrono più veloci, quindi, in particolare “l’avversario” storico di Madrid. In un decennio, infatti, la differenza nell’export ortofrutticolo tra Italia e Spagna è triplicata a +228%. Colpa anche della burocrazia, con il “time to export” dell’Italia che è il doppio di quello spagnolo (19 giorni contro 10) e quasi il triplo di quello olandese e Usa (rispettivamente 7 e 6 giorni).

         “Il settore ortofrutticolo nazionale si trova quindi in uno scenario complicato dove, accanto alle pressioni competitive di mercato, i produttori soffrono sempre più spesso gli effetti devastanti delle avversità climatiche -ha evidenziato Scanavino-. Per quanto importante, però, il mercato interno non è in grado di garantire da solo una tenuta della produzione ortofrutticola, anche perché è sempre più esposto alla concorrenza estera”. Per questo, ha continuato il presidente Cia, “considerando anche le sfide a cui è chiamato il settore, come il Green Deal, non sono più rinviabili gli interventi necessari a recuperare i gap di competitività con i competitor, né quelli finalizzati a rendere più efficiente la filiera a livello nazionale. Interventi che riguardano sia il Sistema Paese che le singole imprese, sfruttando tutte le opportunità offerte dal Recovery Plan, dalla Pac (innovazione digitale, nuove tecnologie, gestione del rischio) e anche da nuove relazioni commerciali nell’area del Mediterraneo, in particolare con i Paesi del Nord Africa”. E in questo quadro, ha concluso Scanavino, “il patto di sistema tra tutti gli operatori della filiera è condizione indispensabile per la vera ripresa post Covid e l’acquisizione della necessaria resilienza per affrontare le sfide future”.   

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1 In Evidenza - 15 mag 2021

Cia e Pegaso insieme per la formazione dei nuovi protagonisti dell’agricoltura 4.0

 Una Academy online dedicata alla formazione di nuove figure professionali nel settore agroalimentare. E’ questo l’obiettivo dell’accordo tra l’Università Telematica Pegaso e Cia-Agricoltori Italiani, siglato nella sede nazionale dell’Universitas Mercatorum.

La partnership prevede la pianificazione di attività di alta formazione e di aggiornamento specialistico, finalizzate alla creazione di figure professionali ad hoc, tali da agevolare l’accesso diretto al mondo del lavoro agricolo. Il 2020 ha avvicinato molti giovani all’impresa rurale e grazie a questo accordo Cia vuole incrementare la tendenza in atto, promuovendo la tutela del lavoro agricolo quale elemento primario per il sostentamento ed il benessere generale, nonché elemento idoneo a migliorare la competitività sui mercati delle aziende agricole, attraverso la riqualificazione, la formazione e il coinvolgimento partecipato degli operatori del settore.

Attraverso la regia di un Comitato tecnico scientifico che individuerà i nuovi fabbisogni formativi e organizzativi degli imprenditori agricoli, l’Academy fornirà percorsi didattici aventi valore legale, spendibili in termini di riconoscimento di Crediti Formatici Universitari (CFU) e come aggiornamento professionale.

Saranno, inoltre, attivati stage e tirocini grazie a convenzioni con aziende, istituzioni, enti pubblici e privati operanti nel settore primario, finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro, nonché all’acquisizione di esperienze pratiche certificate per arricchire il proprio curriculum personale.

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1 In Evidenza - 15 mag 2021

Cia Abruzzo: “Mondo agricolo trascurato dalla modifica della legge sui danni da fauna selvatica”

“Il mondo agricolo non è stato tenuto minimamente in considerazione nella modifica dell’art. 44 della Legge Regionale 10/04 nei punti in cui disciplina il controllo della fauna selvatica, eliminando dall’emendamento da noi proposto la parte nella quale venivano reinseriti i cacciatori formati, apportando, inoltre, ulteriori modifiche peggiorative alla legge in vigore creando solo confusione”. Lo ha affermato il Presidente di Cia-Agricoltori Italiani Abruzzo, Mauro Di Zio, in seguito all’ultima seduta del consiglio regionale che aveva come oggetto la modifica dell’art. 44 della legge “Normativa organica per l’esercizio dell’attività venatoria, la protezione della fauna selvatica omeoterma e la tutela dell’ambiente”. 

Fatto di assoluta gravità, dal momento che sappiamo che la Polizia Provinciale e le guardie venatorie, per l'esiguo numero in cui sono presenti in Abruzzo, non sono sufficienti per intervenire in maniera efficace per ridurre i danni alle colture agricole, provocati dalla massiccia presenza della fauna selvatica”, aggiunge Di Zio sottolineando il fatto che l’Abruzzo sia l’unica regione italiana a precludere agli agricoltori la possibilità di ricoprire il ruolo di Presidente negli Ambiti Territoriali di Caccia.  I danni da fauna selvatica, nel 2020 hanno superato i due milioni di euro e sono in continua crescita.

“Ormai è stato superato ogni limite di buon senso”, dura presa di posizione dell’associazione di categoria che chiede l’immediata modifica della legge così come richiesto lo scorso febbraio.

“Su questo punto saremo intransigenti e non escludiamo manifestazioni di piazza, chiamando a raccolta tutto il mondo agricolo se non si provvede nell’immediato”, continua Di Zio, A breve saranno inoltre inviate ulteriori proposte per una revisione dei regolamenti e leggi regionali attinenti il settore agricolo, al fine di risolvere l’annoso problema dei danni alle colture agricole e dei relativi indennizzi provocati dalla fauna selvatica”.

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1 In Evidenza - 13 mag 2021

Bollettino regionale di produzione biologica n.12 del 13 maggio 2021

Bollettino di produzione integrata e biologica n.12 del 13 maggio 2021. 

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1 In Evidenza - 13 mag 2021

Biologico: Cia, mercati esteri strategici per settore. Export Made in Italy +8%

 Il settore biologico italiano si appresta a confrontarsi con opportunità e prospettive di crescita importanti anche sui mercati esteri, potendo contare sulla tenuta del comparto agroalimentare che si è rivelato anticiclico rispetto alla crisi per la pandemia e in grado di resistere anche nelle esportazioni. Ora la sfida all’internazionalizzazione del bio Made in Italy si gioca sulla capacità di capitalizzare la crescita di produzione e consumi interni e di accrescere la presenza dei produttori del settore, proprio nelle catene del valore dei mercati stranieri. Così Cia-Agricoltori Italiani e Anabio, la sua associazione per la promozione del biologico in occasione del webinar sul tema e dedicato alla piattaforma Ita.Bio con Nomisma, Agenzia ICE e FederBio. 

A sostenere la sfida lanciata da Cia e Anabio, i dati sull’export del bio Made in Italy che oggi vale 2,6 miliardi (38% sul totale. 70% export dairy, 67% export Dop/IGP e 38% vino) e posiziona l’Italia al secondo posto tra gli esportatori di prodotti biologici, dopo USA e prima di Spagna, Cina e Francia. Proprio nell’anno del Covid, il settore è cresciuto dell’8% con un’incidenza sul totale agroalimentare del 3,5% (5,7% nel 2019). Nel dettaglio, a livello mondiale, i consumi bio sono cresciuti in 10 anni del 115% con Germania, Scandinavia e Stati Uniti tra i mercati con le maggiori prospettive di crescita per i prodotti bio Made in Italy. Ad attrarre i mercati esteri sono la pasta (+15,5% nell’ultimo anno), in cima alla classifica dei prodotti bio più apprezzati dal consumatore internazionale; il vino, primo prodotto più esportato (+2,4% sul 2019, +4,7% dal 2014 al 2019) con il 93% dei consumatori americani e il 43% dei cinesi che ritiene importante l’origine italiana del vino bio che acquista. E ancora frutta e verdura fresca, secondo prodotto italiano più esportato (+4% sul 2019) e terzo nella classifica dei distintivi del Made in Italy secondo il consumatore francese (16%) e tedesco (18%). Infine, l’Olio EVO, il 3% del nostro export a valore (+6,5% nel 2020 sul 2019). Per i francesi (27%) e i tedeschi (30%) primo prodotto Made in Italy. 

Secondo Cia e Anabio, si tratta, dunque, di un quadro estremamente interessante per il mercato bio italiano che vale oltre 4,3 miliardi. Occorre, quindi, continuare a investire, portando il produttore al centro di servizi di orientamento e promozione internazionale. Puntare sugli eventi fieristici, su formazione e assistenza per la certificazione bio, necessaria ai mercati esteri. Importante è anche partire da casi di successo come quelli presentati nel corso del webinar e che ben rappresentano il potenziale delle imprese associate ed esportatrici di bio italiano.

In quest’ambito, poi, entra in gioco, anche per i produttori Cia e Anabio, la Piattaforma ItaBio, sviluppata da Agenzia ICE e FederBio con il contributo di Nomisma. Obiettivo: incrementare il posizionamento del biologico italiano sui mercati internazionali e sui canali e-commerce, con particolare riferimento a USA e Cina. 

“Attribuiamo grande attenzione al Progetto Ita.Bio e al relativo desk presso l'Agenzia ICE -ha dichiarato Cristiano Fini, della Giunta nazionale Cia-. Rappresentano delle valide iniziative che ben si integrano nel nostro piano per l’internazionalizzazione delle imprese e la promozione del biologico e rafforzano l’impegno già preso da Cia come firmataria del patto per l’Export. Inoltre, le attività promosse dall’Agenzia ICE e da FederBio, troveranno nel ‘Piano d’Azione Europea per lo sviluppo del settore biologico’ un solido riferimento programmatico e finanziario”

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