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1 In Evidenza - 08 apr 2026

Maltempo, al via la conta dei danni: CIA, segnalazioni diffuse in tutta la regione, agricoltura in forte sofferenza

Dopo giorni di piogge intense e persistenti, cessate solo negli ultimi giorni, emerge un quadro estremamente critico per il comparto agricolo. Con l’apertura del nostro modulo di segnalazione stanno arrivando numerose comunicazioni da parte degli agricoltori, che raccontano una situazione diffusa di danni e forti criticità su tutto il territorio.

Le precipitazioni eccezionali, registrate dal 30 gennaio al 3 aprile 2026, hanno provocato allagamenti prolungati e terreni completamente saturi, mettendo in crisi numerosi vigneti. Le varietà precoci come Chardonnay, Pecorino, Pinot grigio e Viognier, già in fase di germogliamento, sono tra le più colpite.

Gli effetti sono evidenti e preoccupanti: ingiallimenti fogliari diffusi, germogliamento irregolare e, in molti casi, arretramento dei germogli già formati. Una situazione che lascia temere conseguenze concrete sulla produzione di uve 2026, con scenari ancora incerti nelle prossime settimane.

Ancora più allarmanti sono le segnalazioni provenienti dalle aree maggiormente colpite: crepe nei terreni, abbassamenti strutturali e vigneti completamente sradicati dalla forza dell’acqua, in particolare lungo il fiume Sangro. In alcune aziende i danni raggiungono punte fino al 60% delle coltivazioni.

Le criticità interessano in modo particolare la zona del Sangro e del Vastese, ma situazioni rilevanti si registrano anche a Loreto Aprutino, Miglianico e Ripa Teatina. Con la fine delle piogge si apre ora una fase delicatissima di monitoraggio e raccolta dati. Il quadro che emerge è già estremamente preoccupante e conferma la necessità di interventi urgenti a sostegno del comparto agricolo.

Per la segnalazione dei danni e per l’assistenza nella compilazione della modulistica ufficiale, le aziende agricole sono invitate a rivolgersi direttamente agli uffici CIA territoriali, che sono stati già attivati e stanno operando per raccogliere e gestire le segnalazioni.

Gli uffici provvederanno alla corretta compilazione dei modelli e al coordinamento delle procedure, garantendo un supporto puntuale alle imprese colpite.

“Le segnalazioni che stiamo ricevendo confermano una situazione molto seria e diffusa”, sottolinea il Presidente CIA Abruzzo, Nicola Sichetti. “Molte aziende rischiano di non riuscire a sostenere questo ulteriore shock.”

La raccolta delle segnalazioni resta attiva: si invitano tutti gli agricoltori a contattare tempestivamente gli uffici CIA di riferimento per procedere con la denuncia dei danni subiti.

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1 In Evidenza - 01 apr 2026

Gasolio agricolo: CIA Abruzzo, bene annuncio Lollobrigida. Credito d’imposta risultato di una battaglia concreta

“Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento per le dichiarazioni del ministro Francesco Lollobrigida sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che premiano una battaglia condotta con forza da Cia-Agricoltori Italiani nelle ultime settimane”.

Così il presidente nazionale Cristiano Fini, che ricorda il lungo pressing della Confederazione sul Governo, culminato negli emendamenti al Dl Bollette già a ridosso dell’inizio della crisi energetica.

“Queste agevolazioni fiscali, già applicate durante il Covid, intervengono sui costi energetici e sugli investimenti in innovazione, garantendo la sostenibilità alle imprese agricole in un contesto di crescenti sfide geopolitiche e di mercato. Confidiamo che il Governo prosegua su questa strada con interventi strutturali più ampi, trasformando il sollievo temporaneo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana, in particolare per le filiere più in crisi come quella cerealicola e zootecnica”.

A livello territoriale interviene anche il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti, “Per le aziende agricole abruzzesi il costo del gasolio rappresenta una voce determinante. Il credito d’imposta è una misura attesa e fondamentale per sostenere la liquidità delle imprese e garantire la continuità produttiva.

È però necessario continuare su questa strada con interventi strutturali, capaci di rafforzare nel tempo la competitività del settore agricolo regionale”.

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2 In Evidenza - 01 apr 2026

CIA Chieti Pescara: agricoltura a rischio collasso tra maltempo, gelate e allagamenti

È una vera e propria emergenza quella che sta colpendo in queste ore soprattutto il territorio del Chietino, duramente interessato da piogge incessanti, temperature in forte calo, gelate e nevicate nelle aree interne. L’allerta rossa diramata per il maltempo conferma la gravità di una situazione che sta mettendo in ginocchio il comparto agricolo.

Nel Chietino si registrano le criticità più rilevanti: campi completamente allagati, terreni saturi d’acqua e colture compromesse. Una condizione aggravata ulteriormente dalle grandinate dei giorni scorsi, che avevano già causato danni significativi alle produzioni.

A peggiorare il quadro anche le criticità idrogeologiche: il fiume Treste ha rotto gli argini in più punti, provocando allagamenti diffusi, mentre numerose strade risultano chiuse o impraticabili, rendendo estremamente difficoltoso l’accesso ai terreni agricoli e le attività quotidiane delle aziende.

In questo contesto, la CIA Chieti Pescara sta raccogliendo le testimonianze e le preoccupazioni degli agricoltori del territorio, che descrivono una situazione drammatica, con danni ingenti che rischiano di compromettere seriamente l’intera annata produttiva.

È inoltre attivo il link predisposto per la segnalazione dei danni: uno strumento fondamentale per raccogliere in modo puntuale le criticità segnalate dalle aziende e avviare rapidamente la conta dei danni su tutto il territorio.

In questi giorni CIA Chieti Pescara ha incontrato i Prefetti di Chieti e Pescara, ai quali sono state rappresentate tutte le criticità in atto nel comparto agricolo. L’organizzazione provvederà inoltre a scrivere agli enti preposti per sollecitare interventi urgenti e straordinari a sostegno delle imprese colpite.




Tra le colture più colpite nel Chietino si segnalano vigneti, frutteti, in particolare pesco, albicocco e ciliegio, oltre a ortaggi primaverili e cereali. I campi allagati, uniti alle basse temperature e alle gelate, stanno mettendo a rischio sia le produzioni sia la sopravvivenza stessa delle piante.

“Il Chietino è oggi uno dei territori più colpiti”, sottolinea il presidente CIA Chieti Pescara, Domenico Bomba, “I campi allagati porteranno inevitabilmente a una forte riduzione, se non alla perdita, delle produzioni di quest’anno. Non è pensabile affrontare emergenze di questa portata facendo affidamento solo sugli strumenti assicurativi: qui è a rischio la sopravvivenza stessa di molte aziende agricole.”

Gli eventi estremi che si stanno susseguendo”, prosegue Bomba, “tra grandinate, gelate, nevicate nelle zone interne e ora allagamenti diffusi, stanno creando una pressione insostenibile sulle imprese. In queste condizioni, molte aziende rischiano concretamente di chiudere. È necessario avviare immediatamente la conta dei danni e attivare misure straordinarie e urgenti di sostegno.”

Il susseguirsi di eventi climatici estremi evidenzia una situazione sempre più critica per l’agricoltura abruzzese, con il Chietino in prima linea nell’affrontare questa emergenza.

“Continueremo a monitorare l’evolversi della situazione e a raccogliere le segnalazioni dal territorio, ribadendo con forza la necessità di interventi immediati per sostenere le imprese agricole e garantire la continuità produttiva”, conclude Bomba.


Link modulo segnalazione danni: https://docs.zoom.us/form/jhDTYndoRmKpuPThwm4MVQ/0caa8713ccc84c5d980c032c5b8bd2a6

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1 In Evidenza - 26 mar 2026

IX Assemblea CIA Abruzzo, Nicola Sichetti rieletto presidente: focus su crisi e futuro dell’agricoltura

Si è svolta oggi, presso Villa Maria Hotel di Francavilla al Mare, la IX Assemblea Elettiva Regionale di CIA Agricoltori Italiani Abruzzo, un appuntamento centrale per il mondo agricolo regionale che ha visto una partecipazione ampia e qualificata di delegati, istituzioni e rappresentanti del settore. A moderare i lavori il direttore regionale Mariano Nozzi.

Nel corso dell’assemblea, Nicola Sichetti è stato rieletto Presidente per il prossimo mandato, a conferma del lavoro svolto e della fiducia dell’organizzazione nei suoi confronti.

L’assemblea ha rappresentato un momento di confronto concreto sulle principali sfide che interessano l’agricoltura abruzzese, in un contesto segnato da profondi cambiamenti economici, climatici e geopolitici. Al centro del dibattito temi cruciali come l’aumento dei costi di produzione, il caro energia, la gestione delle risorse idriche, il futuro della Politica Agricola Comune e le criticità legate alla manodopera e alla competitività delle imprese.

Al centro della relazione del Presidente Sichetti, è emersa con forza la necessità di costruire il futuro del settore partendo dalle sue radici, valorizzando il ruolo degli agricoltori come presidio economico, sociale e ambientale del territorio.

“L’agricoltura abruzzese attraversa una fase complessa ma ricca di potenzialità”, ha dichiarato Sichetti. “I numeri ci parlano di difficoltà reali, a partire dalla perdita di un terzo delle aziende negli ultimi anni, ma anche di un sistema che resiste e continua a 


rappresentare un punto di riferimento per le comunità. Oggi più che mai è necessario garantire reddito e dignità agli agricoltori, affrontando con decisione le emergenze legate ai costi di produzione, alla gestione dell’acqua e alla fauna selvatica. Serve meno burocrazia e più strumenti concreti, insieme a un rapporto nuovo e più efficace tra istituzioni e mondo agricolo”.

Sichetti ha inoltre sottolineato l’urgenza di rafforzare il ricambio generazionale, sostenere l’innovazione e accompagnare le imprese nella transizione digitale, senza perdere di vista il valore delle aree interne e della multifunzionalità, sempre più centrali per lo sviluppo del territorio.

Presenti il direttore nazionale Maurizio Scaccia, i presidenti provinciali Domenico Bomba per CIA Chieti-Pescara e Anna Maria di Furia per CIA L’Aquila-Teramo. 

All’assemblea sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni regionali e locali. In particolare, l’assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, ha sottolineato l’importanza del dialogo con le organizzazioni agricole e il ruolo strategico del comparto per lo sviluppo del territorio, “Ringrazio per questi anni di collaborazione vera in un momento in cui tra alti e bassi l’agricoltura ha acquisito centralità maggiore rispetto al passato, subisce più di altri settori”, ha dichiarato Imprudente, “In questa situazione complicata cerchiamo di creare sinergia e avere sempre più consapevolezza della centralità del ruolo agricoltura”.

Ampio anche il contributo dei delegati, che hanno portato all’attenzione criticità ed esigenze delle diverse realtà produttive regionali.

A chiudere i lavori è stato il Presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che ha ribadito il ruolo strategico del settore agricolo nel contesto nazionale ed europeo.

L’agricoltura italiana è chiamata a svolgere un ruolo sempre più decisivo per garantire sicurezza alimentare, sostenibilità e coesione sociale”, ha dichiarato Fini. “In uno scenario internazionale complesso è fondamentale difendere una Politica Agricola Comune forte e adeguatamente finanziata, capace di sostenere il reddito degli agricoltori e accompagnare le imprese nelle sfide della transizione ecologica e digitale. La CIA continuerà a essere al fianco degli agricoltori, per rafforzarne la competitività e valorizzarne il lavoro”.

La IX Assemblea Elettiva Regionale si conferma così un momento chiave di partecipazione e indirizzo strategico, rilanciando l’impegno della CIA Abruzzo nel rappresentare e sostenere le imprese agricole e promuovere un modello di sviluppo più sostenibile, innovativo e attento alle esigenze dei territori.

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1 In Evidenza - 21 mar 2026

Ue: Cia, urgenti misure ad hoc contro caro gasolio ed energia. Fare di più per agricoltura


A conti fatti nelle ultime operazioni del Governo per calmierare i prezzi del carburante, non c’è alcuna agevolazione di peso per l’agricoltura, se non una riduzione minima pari a 4 centesimi, già oggi del tutto erosi dai rincari sul gasolio al distributore. È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. A dirlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.

“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Carburanti: Cia, serve credito d’imposta per gasolio agricolo


Pur apprezzando l’intervento del Governo sulla temporanea riduzione delle accise per i carburanti, il settore primario resta fuori da interventi esclusivi e dedicati, come invece accaduto per l’autotrasporto e la pesca. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il Decreto Carburanti, approvato ieri dal Cdm e oggi in Gazzetta Ufficiale, e spiega: “L’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. Chiediamo con urgenza il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi e una strategia più strutturata e di lungo periodo a partire dal Consiglio Ue in corso a Bruxelles”.

“Ribadiamo dunque -spiega Fini- l’appello già formalizzato da Cia in occasione della conversione in legge del Dl Bollette, poche ore dopo lo scoppio della guerra in Iran, con un emendamento ad hoc sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che risulta depositato in Commissione bilancio alla Camera e che sarà in discussione nei prossimi giorni”.

Il contesto, sottolinea Cia, non è assolutamente favorevole a un settore già in sofferenza per costanti ripercussioni climatiche e mancato riconoscimento del valore lungo la filiera, solo per citarne alcune. Le tensioni in Medio Oriente, il conseguente caro energia e gasolio, ma anche i prezzi alle stelle di fertilizzanti e urea, sempre più irreperibili, stanno mettendo a rischio la continuità aziendale che -ricorda Cia- è elemento strategico di presidio e tenuta ambientale, sociale ed economica di interi territori del Paese, a partire dalle aree rurali e più svantaggiate.

“Per tutto questo -conclude Fini- abbiamo aspettative importanti anche da parte del Consiglio europeo perché si agisca in modo collettivo, accelerando anche sulla questione fertilizzanti, eventuali deroghe al CBAM e misure straordinarie a sostegno del reddito degli agricoltori”.

VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO - I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto, certificano la vulnerabilità dell'agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo "energia motrice" a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l'acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 30 apr 2021

Ogm: Cia, bene apertura Ue a genome editing indispensabile per transizione green

Le nuove biotecnologie agrarie non hanno nulla a che vedere con gli Ogm e sono un importante passo in avanti dell’ingegneria genetica. Cia-Agricoltori Italiani commenta con favore il risultato storico dello studio della Commissione Ue sulle nuove tecniche di modificazione del genoma –genome editing-, che porteranno a nuovo quadro giuridico indispensabile alla transizione green del settore agricolo, come definito dalla strategia Farm to Fork.

Con un appoggio rigorosamente scientifico, lo studio ribalta le conclusioni della Corte di Giustizia Europea del luglio 2018, che equiparavano le varietà ottenute con le più innovative tecnologie di miglioramento genetico agli Ogm tradizionali. La sentenza vincolava, dunque, le nuove biotecnologie alla legislazione obsoleta che norma gli Organismi geneticamente modificati, impedendo, di fatto, al settore rurale di affrontare con tempestività le sfide del mercato globale e di realizzare gli obiettivi di sostenibilità tracciati dal Green Deal.

 “Il genome editing –dichiara il presidente Cia, Dino Scanavino- non presuppone inserimento di Dna estraneo mediante geni provenienti da altre specie. Si opera, infatti, internamente al Dna della pianta, che rimane immutato e assicura la continuità delle caratteristiche dei nostri prodotti, garantendo anche l'aumento delle rese, insieme alla riduzione dell'impatto dei prodotti chimici e al risparmio di risorse idriche”.

Le nuove biotecnologie premiate nel 2020 col Nobel della chimica, arrivano, infatti, a perfezionare il corredo genetico delle piante in maniera simile a quanto avviene in natura, ma con maggior precisione e rapidità, oltre ad avere il vantaggio di essere poco costose e di potersi facilmente adattare alle tante tipicità dei nostri territori.

“L’agricoltura non può fare a meno del miglioramento genetico, che ha da sempre accompagnato la sua storia mediante le tecniche tradizionali di incrocio e innovazione varietale –ha spiegato Scanavino-. Oggi abbiamo bisogno di ulteriore miglioramento per adattare le nostre colture a un contesto ambientale trasformato dal cambiamento climatico e minacciato dalla Xylella e dai patogeni fungini che attaccano la vite”.

“Un ultimo aspetto, riguarda la gestione di queste innovazioni –conclude Scanavino-. Non possiamo permetterci che il miglioramento genetico sia gestito solo da multinazionali lontane dalle esigenze reali del mondo agricolo. Dobbiamo, dunque, promuovere tutti gli strumenti che possano sviluppare nuove relazioni tra pubblico e privato e interazioni più strette tra mondo dell’impresa e mondo della ricerca”.

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1 In Evidenza - 30 apr 2021

Cibo: Cia al Dialogo Nazionale, uniti per sistema alimentare più sostenibile

Lavorare tutti insieme per cambiare il modo in cui il mondo produce, consuma e pensa al cibo. Perché trasformare i sistemi alimentari globali in un’ottica più sostenibile, sana ed equa, resiliente e senza sprechi, rappresenta uno degli strumenti più potenti per cambiare rotta e compiere progressi decisivi al raggiungimento dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. A partire dall’obiettivo “Fame Zero”, in una società dove ancora 690 milioni di persone sono denutrite e in cui la promozione dell’agricoltura sostenibile può fare davvero la differenza, per uscire dalla povertà e creare nuova occupazione, visto che fornisce mezzi di sussistenza al 40% della popolazione mondiale. Così Cia-Agricoltori Italiani, che oggi ha partecipato al Dialogo Nazionale “La cultura del cibo in un sistema alimentare sostenibile”, promosso dal Ministero degli Affari Esteri con il Mipaaf, in preparazione del Vertice sui Sistemi Alimentari convocato dalle Nazioni Unite a fine luglio a Roma.

Nell’occasione, è stato presentato il documento “Uniti nel cibo”, che Cia ha contribuito a redigere, con le altre associazioni di categoria, nell’ambito del gruppo di lavoro per il Dialogo Nazionale coordinato dal professor Angelo Riccaboni. Un decalogo delle esperienze e degli impegni delle imprese agroalimentari italiane “per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica” che vuole rappresentare il contributo responsabile del settore al prossimo Food Systems Summit.

            Si va dall’impegno “a continuare nell’implementazione di processi produttivi attenti alla salvaguardia dell’ambiente, del suolo e della qualità dell’aria, alla protezione della biodiversità, al benessere animale, all’uso responsabile e sostenibile delle risorse idriche e alla riduzione degli sprechi e degli scarti” a quello di “contribuire all’educazione alimentare della popolazione e a una maggiore diffusione di regimi alimentari e stili di vita sani, basati sui principi della Dieta Mediterranea, garantendo l’accesso a prodotti salubri e nutrienti, frutto di attività produttive sostenibili e tracciate” e optando per “sistemi di etichettatura che puntino a fornire al consumatore informazioni chiare e corrette” piuttosto che “basati su soluzioni semplicistiche e fuorvianti”.

Poi ancora, le imprese agroalimentari italiane si impegnano a “valorizzare la ‘buona cittadinanza d’impresa’, promuovendo relazioni positive con le comunità e i territori” così come “ad adottare, all’interno della filiera, ogni strumento utile per garantire il rispetto della sostenibilità sociale e ambientale, la tutela dei diritti dei lavoratori e un equo ritorno economico per i diversi operatori”. E poi ancora ad “integrare i principi della sostenibilità nelle strategie e nelle politiche aziendali, in una prospettiva che concili la redditività di medio-lungo termine con l’attenzione all’ambiente” anche grazie all’utilizzo “dell’innovazione tecnologica, organizzativa e sociale”, alla “valorizzazione delle buone pratiche” e a “più strette collaborazioni tra le imprese, le università, gli enti di ricerca”.

Infine, nel documento ci sono gli impegni ad “adottare meccanismi di valutazione intermedi inerenti al grado di perseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030”; a “promuovere percorsi di formazione, aggiornamento e apprendimento” riguardo ai temi della sostenibilità e alle necessarie competenze tecnologiche e digitali e, soprattutto, “a rafforzare le reti e alleanze tra produttori, trasformatori, distribuzione commerciale e consumatori, con l’obiettivo di massimizzare la resilienza del settore agroalimentare, in termini di sicurezza alimentare e garanzia degli approvvigionamenti, anche in una prospettiva internazionale e con particolare riguardo agli operatori più vulnerabili ed esposti ai rischi e alla volatilità dei mercati”.

Insomma, “uno sforzo collettivo”, di cui Cia fa parte, per pratiche aziendali e di filiera sempre più virtuose, “che consentano di conciliare il perseguimento degli Obiettivi di sostenibilità sociale ed ambientale con le condizioni di equilibrio economico”.

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1 CAF Informa - 29 apr 2021

Pillole fiscali: i più recenti esoneri contributivi

Il cosiddetto Decreto Ristori aveva disposto le seguenti misure:

● la previsione dell’esonero – in favore delle aziende appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, nonché agli imprenditori agricoli professionali, ai coltivatori diretti, ai mezzadri e ai coloni – dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per la quota a carico dei datori di lavoro per la mensilità relativa a novembre 2020; la previsione, in favore dei medesimi soggetti di cui sopra, dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per la quota a carico dei datori di lavoro per la mensilità relativa al mese di dicembre 2020, che svolgano attività identificate dai codici ATECO di cui all’Allegato 3 dello stesso decreto (art. 16-bis).

Proprio in relazione alle disposizioni recate dai suddetti articoli 16 e 16-bis del Decreto Ristori, è intervenuto l’art. 10, comma 6, del decreto legge n. 183 del 2020, il cosiddetto Proroga Termini, il quale ha sospeso, per gli agricoltori beneficiari del citato esonero contributivo per i mesi di novembre e dicembre 2020, il pagamento della rata in scadenza il 16 gennaio 2021, fino alla comunicazione, da parte dell’ente previdenziale, degli importi contributivi da versare e comunque non oltre il 16 febbraio 2021.

Infine la Legge di Bilancio per l’anno di imposta 2021 (legge n. 178 del 2020) ha previsto l’esonero contributivo in favore dei coltivatori diretti e imprenditori agricoli, con età inferiore a 40 anni, dal versamento del 100% dell’accredito contributivo presso l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti per un periodo di 24 mesi, con riferimento alle nuove iscrizioni nella previdenza agricola effettuate tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021.


(Fonte: leggiillustrate.it)

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1 In Evidenza - 29 apr 2021

Digitale: Agia-Cia, governance Ue dati sia più equa e inclusiva per agricoltori

Il Data Governance Act presentato dalla Commissione Ue includa e valorizzi il ruolo del settore agricolo, riconosca il valore della fonte dei dati, ovvero del mondo produttivo agroalimentare, e garantisca loro adeguati benefici nel rispetto del principio di equità. Questo il messaggio lanciato all’Europa da Agia, l’associazione dei giovani imprenditori agricoli di Cia-Agricoltori Italiani, in occasione del terzo, e ultimo, webinar del ciclo di incontri dedicati all’agricoltura digitale e con focus su produzione dei dati in agricoltura, processo di regolamentazione circa l’uso, tutela ed equità. Occasione per presentare e vedere accolte diverse delle proposte al documento Ue. 

Per Agia-Cia, infatti, era urgente soffermarsi sul tema, oltremodo sollecitati dalla proposta della Commissione Ue di stabilire un quadro giuridico comune intervenendo su condivisione, raccolta e trattamento dei dati messi a disposizione per scopi altruistici. Il primo regolamento sulla governance europea dei dati rappresenta, infatti, secondo i giovani di Cia, un passo storico non solo nel campo dei big data, ma anche nel processo di realizzazione di un’agricoltura più innovativa e sostenibile. 

Oggi, sottolinea Agia-Cia, si dice che i dati digitali siano il petrolio del XXI secolo. In questo contesto, le aziende agricole sono, dunque, un giacimento inesauribile. Inoltre, se è la sfida green ad attenderci, è tempo che si realizzi il passaggio da una logica estrattiva a una generativa, con il comparto agricolo già ampiamente protagonista. Ogni lavorazione che le macchine svolgono in azienda, ogni controllo che viene effettuato nei campi, ogni comunicazione nei confronti dell’amministrazione pubblica, dei consorzi di tutela e di quant’altro, per non parlare dei satelliti, produce una mole di dati incredibile, molto spesso a insaputa degli agricoltori stessi. Dunque, per Agia-Cia occorre, grazie all’occasione presentata dalla Commissione Ue, rivendicare la proprietà dei dati. L’uso che ne viene fatto deve coinvolgere non solo chi è in grado di aggregarli e gestirli, ma anche chi li produce nei campi con i proprio macchinari.

Con il confronto rilanciato tra agricoltura e digitale, Agia-Cia si è, dunque, messa in ascolto dei più avanzati attori della innovazione tecnologica e dei legislatori in materia di big data, per rinnovare l’impegno del comparto a voler essere parte attiva nella gestione dei dati e senza subalternità.

“Tutela ed equità -ha spiegato il presidente di Agia-Cia, Stefano Francia- sono stati volutamente i temi al centro dell’ultimo incontro della rassegna dedicata all’agricoltura digitale. Inserirli nel Data Governance Act vuol dire non permettere che l’agricoltura subisca processi che la vedono in realtà molto coinvolta. E’ fondamentale che le grandi aziende del digitale, i provider che assemblano e generano nuovo valore, riconoscano, anche in questo ambito, i diritti degli agricoltori”.

“Abbiamo in modo proficuo avviato un lavoro importante con esperti e istituzioni per definire una strategia ad hoc in tal senso -ha aggiunto Francia-. Le voci raccolte anche attraverso i webinar sono, infatti, già state recepite nei documenti e nel dibattito dei provvedimenti sul tema del governo dei dati del digitale, in corso di approvazione a livello comunitario. Si tratta di un’azione concreta da parte di Agia-Cia, a garanzia del settore e delle produzioni alimentari, che consideriamo un punto di partenza sul fronte big data in agricoltura e un tassello chiave della sua transizione ecologica”.

Rivedi il terzo webinar: https://youtu.be/2KZ1bZzapsY, primo: https://youtu.be/8v4ZO8J50wY e secondo:  https://youtu.be/yEQWOLdW4f0

Sono intervenuti nel III webinar: Giovanni Ziccardi, Docente di filosofia del Diritto Università degli Studi di Milano; Giovanni Crea, Direttore Rivista DETEP dell’Istituto Italiano per la Privacy; Vanni Rinaldi, Legacoop; Salvatore Iaconesi, President at HER; Elena Lizzi, Europarlamentare e Relatore ombra proposta di regolamento Governance europea dei dati; Franco Vazio, Vicepresidente Commissione Giustizia Camera dei Deputati; Massimo Fiorio, Responsabile rapporti istituzionali Cia.

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1 In Evidenza - 27 apr 2021

Covid: Cia, mancano braccia nei campi serve quarantena attiva come in Germania

Lavorare e vivere isolati dagli altri operai nel periodo di quarantena dopo l’arrivo in Italia. E’ questa la richiesta al Governo di Cia-Agricoltori Italiani, per salvare la stagione di raccolta sui campi della penisola. Il modello è la Germania, ma la cosiddetta quarantena attiva viene utilizzata anche in altri Paesi europei e da noi riguarderebbe circa 100mila lavoratori comunitari -quasi tutti da Romania e Bulgaria-, che vengono abitualmente reclutati dalle nostre aziende, ma rischiano di scegliere quest’anno i lander tedeschi. Per Cia è la misura più efficace, insieme al rinnovo urgente dei permessi di soggiorno (scadenza 30 aprile) per i lavoratori extra-comunitari regolari, arrivati grazie ai passati decreti flussi (circa 30mila). Tutto questo dopo l’insuccesso della sanatoria degli “invisibili”, che ha portato a soli 500 lavoratori agricoli regolarizzati sui 600mila annunciati dalla ex-ministra Bellanova. Delle 210mila domande presentate, 30mila riguardavano gli agricoli e di queste il 70% non aveva requisiti. Le pratiche sono state ulteriormente frenate da ostacoli burocratici e dalle norme anti-contagio.

Secondo Cia, il protocollo di “quarantena attiva” già diede in autunno buoni risultati nelle Province autonome di Trento e Bolzano, che salvarono il raccolto delle mele facendo lavorare sui campi squadre di ragazzi dell'Est separate dagli altri italiani, senza contatti con la comunità locale per 14 giorni. La soluzione è obbligata perché nessun italiano nelle liste di disoccupazione raccoglie gli inviti dei produttori agricoli e l'opzione di una quarantena vera -pagati senza lavorare- non è sostenibile né per le aziende, né per l’operaio che la deve attuare anche al ritorno nel Paese d’origine. Il datore di lavoro viene responsabilizzato a seguire norme igieniche rigorose, col rischio che un solo contagiato blocchi le operazioni di raccolta, mandando all'aria un anno intero di lavoro.

Diverso il problema per il lavoro agricolo degli extracomunitari regolari, che hanno bisogno del rinnovo del permesso di soggiorno. Si rende quindi urgente la proroga dei permessi relativi al decreto flussi del 2019, che resta, ad oggi, l’unico provvedimento utile. Nel 2021 non è stato ancora emanato e nel 2020 è arrivato in forte ritardo, non producendo effetti: quasi tutte le pratiche sono bloccate perché i dipendenti pubblici lavorano in smart working e non possono convocare i lavoratori per i necessari controlli.  

Per sbloccare l’emergenza manodopera, Cia ha aderito all’iniziativa del noleggio di voli charter dal Marocco e dopo i primi 189 lavoratori già arrivati per alcune aziende del Fucino e del Veneto, domani atterreranno all’aeroporto di Pescara altri 144 lavoratori

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1 CAF Informa - 26 apr 2021

Pillole fiscali: emergenza Covid e provvedimenti di carattere generale

Sono state disposte le seguenti misure relative anche ai lavoratori agricoli:

● si consente alle Regioni e Province Autonome di riconoscere, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, trattamenti di integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane, con riferimento ai datori di lavoro del settore privato per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni e successive modificazioni in materia di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro. Dall’ambito suddetto sono esclusi i datori di lavoro domestico, mentre sono esplicitamente inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti;

● si prevede, ai fini dell’adempimento delle misure di sorveglianza sanitaria dei lavoratori agricoli, che la visita medica abbia validità annuale e consenta al lavoratore di fornire la prestazione lavorativa anche presso altre imprese agricole che abbiano gli stessi rischi lavorativi, senza necessità di ulteriori accertamenti medici. È reso, poi, possibile stipulare apposite convenzioni affinché il medico competente non sia tenuto a effettuare la visita degli ambienti di lavoro; in tal caso, il giudizio di idoneità produce effetti nei confronti di tutti i datori di lavoro convenzionati;

● si estende, dal quarto grado, al sesto grado di parentela o affinità il limite entro il quale – con riguardo alle attività agricole – le prestazioni svolte da parenti e affini in modo occasionale o ricorrente di breve periodo a titolo di aiuto, mutuo aiuto o obbligazione orale senza corresponsione di compensi, non sono considerati rapporto di lavoro autonomo o subordinato. Pertanto in tale caso non occorrerà procedere all’assunzione del parente o affine, ma sarà ammessa la tipologia di lavoro corrisposta per compensi occasionali del soggetto impegnato nell’attività;

● si prevede inoltre l’estensione, fino al termine dell’emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del virus Covid-19, dell’applicazione della disciplina che esclude – a determinate condizioni – la configurabilità di un rapporto di lavoro autonomo o subordinato anche alle prestazioni effettuate da soggetti che offrono aiuto e sostegno alle aziende agricole situate nelle zone montane;

● viene data la possibilità al proprietario, al conduttore o al detentore di terreni sui quali insistono piante infettate dagli organismi nocivi da quarantena, di effettuare lo spostamento scadenzato in un Comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, al fine di dare attuazione alle misure fitosanitarie ufficiali e a ogni altra attività a esse connessa disposte dai provvedimenti di emergenza fitosanitaria;

● si consente, altresì, la cura e la pulizia dei terreni coltivati o non coltivati, al fine di evitare il rischio di incendio derivante dalla loro mancata cura. A questo fine, è permesso al proprietario, al conduttore o al detentore di tali terreni lo spostamento scadenzato in un Comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, anche durante le fasi di emergenza sanitaria. L’attuazione delle suddette misure rientra nei casi di comprovate esigenze lavorative, ovvero di assoluta urgenza, che non ricadono nel generale divieto di spostamento o trasferimento da un Comune all’altro sull’intero territorio nazionale.

 
Gli aggiornamenti del Decreto Agosto

 Ricordiamo che con il cosiddetto Decreto Rilancio, era stato previsto l’esonero dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020, del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, a carico del datore di lavoro, per il comparto agricolo, rientrando nei settori agrituristici, brassicoli, cerealicolo, florovivaistico, vitivinicolo, dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura.

Il Decreto di Agosto ha specificato poi che il riferimento alle imprese appartenenti alle filiere vitivinicole, ai fini dell’esonero del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, dovuti per il periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020, è relativo anche alle imprese associate ai “codici ATECO 11.02.10 – Produzione di vini da tavola e vini di qualità prodotti in Regioni determinate, e ATECO 11.02.20 – Produzione di vino spumante e altri vini speciali”.


(Fonte: leggiillustrate.it)

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