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1 In Evidenza - 16 feb 2026

Verso il Congresso Nazionale: VII Assemblea Elettiva AGIA e Donne in Campo Abruzzo

L’agricoltura abruzzese guarda al futuro con determinazione, puntando sull’energia delle nuove generazioni e sulla forza delle donne come motore di cambiamento e innovazione.

Mercoledì 4 Marzo 2026, a partire dalle ore 9:30, presso l’Aurum di Pescara, si terrà la VII Assemblea Elettiva di AGIA e Donne in Campo Abruzzo, appuntamento fondamentale nel percorso verso il Congresso Nazionale.

Il tema scelto per questa edizione, “Seminiamo futuro, con il coraggio dei giovani e la resilienza delle donne”, rappresenta un messaggio chiaro: investire su giovani agricoltori e leadership femminile significa costruire un’agricoltura più moderna, sostenibile e inclusiva.

Un momento di confronto e innovazione

La giornata si aprirà con i saluti istituzionali:

  • Diego Pasqualone, Presidente uscente AGIA Abruzzo

  • Annamaria D’Alonzo, Presidente uscente Donne in Campo Abruzzo

  • Nicola Antonio Sichetti, Presidente CIA Abruzzo

Seguiranno importanti focus dedicati ai temi centrali per lo sviluppo del settore agricolo regionale.

Il primo intervento, dal titolo “Dalla ricerca al campo: il ruolo del CRUA Abruzzo nel traghettare l’agricoltura regionale verso l’innovazione”, sarà affidato al Dott. Rocco Micucci, Amministratore Unico del CRUA.

Si parlerà poi di esigenze concrete e prospettive future con il focus “Innovazione in campo: cosa serve veramente alle nuove generazioni di agricoltori?”, a cura della Prof.ssa Eleonora Passaretti dell’Istituto Tecnico Agrario di Scerni.

Uno spazio speciale sarà dedicato alle esperienze dal territorio con la testimonianza di Martina Codeluppi, giovane imprenditrice agricola, che porterà la voce delle donne impegnate nelle aree interne nel focus “Dal cuore delle aree interne: giovani donne che seminano cambiamento”.

Conclusioni e sessione elettiva

Le conclusioni saranno affidate a:

  • Pina Terenzi, Presidente nazionale Donne in Campo

  • Enrico Calentini, Presidente nazionale AGIA

A moderare i lavori sarà Mariano Nozzi, Direttore CIA Abruzzo.

A partire dalle ore 12:00 si svolgerà la sessione interna dedicata alle elezioni dei delegati, degli organismi direttivi e dei Presidenti di AGIA e Donne in Campo Abruzzo.

La giornata si concluderà alle ore 13:00 con un light lunch.


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2 In Evidenza - 11 feb 2026

CIA e Metamer: nuova collaborazione per luce e gas

CIA avvia una nuova collaborazione con Metamer, fornitore di luce e gas, con l’obiettivo di offrire un servizio sempre più vicino alle persone e alle esigenze del territorio.

Grazie a questo accordo, sarà possibile ricevere supporto nella gestione delle forniture energetiche e nel cambio fornitore, in modo semplice, sicuro e trasparente.

Consulenza su appuntamento presso le sedi CIA

Nell’ambito della collaborazione, presso le sedi CIA sarà disponibile un servizio di consulenza dedicata su appuntamento, pensato per accompagnare cittadini e associati nel passaggio a Metamer per luce e gas.

Il cambio fornitore avverrà senza interruzioni di servizio, garantendo continuità e tranquillità durante tutte le fasi della procedura.


Un supporto concreto e personalizzato

Il servizio offre un aiuto pratico per orientarsi con maggiore chiarezza tra:

  • offerte e costi energetici

  • gestione delle bollette

  • consumi e condizioni contrattuali

Inoltre, per chi già si rivolge a CIA per altri servizi, sarà possibile ricevere anche informazioni su eventuali bonus e agevolazioni disponibili, in base ai requisiti previsti.


I vantaggi del nuovo servizio

✔ Consulenza personalizzata su appuntamento
✔ Cambio fornitore luce e gas senza interruzioni
✔ Bollette più chiare e trasparenti
✔ Energia 100% green
✔ Supporto su bonus e agevolazioni


Prenota il tuo appuntamento

Questa collaborazione rappresenta un ulteriore passo di CIA per essere sempre più vicina alle persone, offrendo soluzioni affidabili e accessibili per la gestione dell’energia di ogni giorno.


Per maggiori informazioni e per prenotare un appuntamento, rivolgiti alla sede CIA  a te più vicina.

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1 In Evidenza - 10 feb 2026

Servizio Civile Agricolo: Cia e Inac, diventi misura strutturale fino al 2030. Appello al ministro Lollobrigida


Rendere stabile il Servizio Civile Agricolo, prorogandolo fino al 2030. Questo l’appello lanciato oggi, a Roma, da Cia-Agricoltori Italiani e il suo Patronato Inac, al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, in occasione dell’avvio del primo bando storico in ambito agricolo al centro dell’evento confederale dal titolo “Giovani, valori e agricoltura”.
“Serve uno sforzo ulteriore per un progetto che fa da ponte tra generazioni. Non ruba braccia alla terra, restituisce menti al futuro”, hanno dichiarato i presidenti di Cia e Inac, Cristiano Fini e Alessandro Mastrocinque, delineando le prospettive e le sfide dell’iniziativa che deve poter superare la fase sperimentale per diventare misura strutturale con un orizzonte temporale ampio di almeno cinque anni.

Oltre i luoghi comuni: l’agricoltura come opportunità professionale - Nel corso dell’incontro, infatti, è stato sottolineato come il lancio del bando rappresenti una risposta concreta ai pregiudizi che spesso circondano il settore primario. Fini e Mastrocinque hanno smentito con forza l’idea che il Servizio Civile Agricolo sia una forma di sfruttamento per lavori di fatica. “L’agricoltura italiana è un universo multifunzionale che spazia dall’agriturismo alle cooperative sociali ai servizi, coinvolgendo attività amministrative, di marketing, economiche e politiche”, hanno precisato i presidenti di Cia e Inac, ribadendo l’obiettivo di fondo: “Far scoprire ai giovani l’appeal di un comparto che necessita di innovazione e freschezza per restare competitivo”.

L’emergenza del ricambio generazionale - Del resto, i dati parlano chiaro. Gli under 30 sono ormai una rarità nel settore e i titolari d’azienda under 40 sono appena il 9% del totale. La percentuale scende sotto il 3% per i giovani che non hanno ereditato l’azienda di famiglia. In questo scenario, il Servizio Civile è indispensabile al rinnovamento del sistema, ma anche allo snellimento burocratico.

Un bando di successo - Infine, a dare forza alla richiesta Cia e Inac, l’interesse dei giovani: 300 le candidature arrivate per circa 70 posizioni disponibili. 50 i giovani idonei selezionati – anche per coadiuvare le attività del CAA, il Centro Assistenza Agricola di Cia – secondo criteri di rigorosa deontologia e già attivi dal 19 gennaio. E, attenzione, tra questi, solo uno proviene dalla facoltà di Agraria. A conferma che l’iniziativa attrae profili nuovi e diversificati verso il mondo rurale.

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1 In Evidenza - 09 feb 2026

Ue: Cia, Corte dei conti dà ragione ad agricoltori e boccia la riforma Pac post 2027


Anche la Corte dei conti europea dà ragione agli agricoltori. Nel suo parere sulla proposta di riforma della Pac post 2027, l’organo di controllo dell’Ue conferma tutti i timori avanzati dal settore primario e dà piena legittimazione alle nostre preoccupazioni. A sottolinearlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

         
“Pur non essendo vincolante, il parere della Corte rafforza in modo inequivocabile ciò che denunciamo da tempo e che abbiamo portato anche in piazza, nelle manifestazioni di Bruxelles e Strasburgo -dice Fini-. Tagliare le risorse all’agricoltura e farle confluire in un fondo unico significa svuotare la Pac del suo carattere comune e aprire la strada a una pericolosa rinazionalizzazione. Così si spezza un sistema che ha garantito equità e coesione, creando disparità tra comparti e tra Stati membri, ma soprattutto si mette seriamente a rischio una delle politiche fondanti dell’Unione, essenziale per il reddito degli agricoltori e per la sicurezza alimentare dei cittadini”.

           
“La Commissione Ue sta imboccando una strada sbagliata e sempre più isolata -conclude il presidente di Cia-. Contro questa visione miope continueremo a far sentire la nostra voce. L’agricoltura non è un capitolo di spesa da comprimere, ma una priorità strategica da difendere: servono semplificazione, certezze giuridiche e risorse adeguate, non nuova burocrazia e scelte che penalizzano il settore. Con l’avvio dei negoziati e i tempi stretti per gli emendamenti entro maggio, nelle prossime settimane saremo in prima linea per spingere verso modifiche concrete. Senza una Pac forte e realmente comune, l’Europa perde uno dei suoi pilastri”.

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1 In Evidenza - 09 feb 2026

Biologico: Anabio-Cia, con il marchio italiano più valore, trasparenza e fiducia


Il via libera al “marchio biologico italiano” da parte della Conferenza Stato-Regioni segna un passaggio cruciale per la tutela dell’origine dei prodotti e la valorizzazione della filiera bio nazionale. Lo dice Anabio-Cia, accogliendo con soddisfazione l’intesa raggiunta, che ha sbloccato il decreto, considerato un tassello fondamentale per consolidare la fiducia dei consumatori e sostenere la crescita del comparto.

Per Anabio-Cia, infatti, si tratta di uno strumento strategico, una certificazione volontaria che si affianca al logo europeo sulle produzioni biologiche.
“Il marchio del biologico italiano -sottolinea il presidente di Anabio-Cia, Giuseppe De Noia- dà valore alle nostre materie prime e rafforza la trasparenza nei confronti dei consumatori, rappresentando un passo decisivo per lo sviluppo del settore. Arriva a sostenere concretamente i produttori, a garantire tracciabilità, a migliorare la competitività sui mercati esteri e a promuovere qualità e sostenibilità, nel rispetto del regolamento Ue. Soprattutto, offre ai cittadini una riconoscibilità immediata delle produzioni biologiche italiane”.
Secondo Anabio-Cia, i dati parlano chiaro, confermando una domanda in aumento: +6,2% le vendite di alimenti biologici in Italia nel 2025; 5,5 miliardi di euro il valore del mercato interno e 3,9 miliardi di euro il peso dell’export, in costante crescita. Numeri che indicano un interesse crescente dei consumatori verso prodotti sostenibili e tracciabili. “Questo marchio -conclude De Noia- aggiunge un’ulteriore garanzia per chi acquista consapevolmente”.

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1 In Evidenza - 09 feb 2026

IX Assemblea Elettiva ANP–CIA Abruzzo: il 20 febbraio un nuovo patto sociale per pensioni, salute e aree interne

Si terrà giovedì 20 febbraio 2026, a partire dalle ore 09:30, presso l’Aurum di Pescara (Largo Gardone Riviera), la IX Assemblea Elettiva ANP–CIA Abruzzo, un appuntamento centrale per la rappresentanza dei pensionati agricoli della regione.

Il tema scelto per l’edizione 2026, “Un nuovo patto sociale per pensioni, salute, aree interne e invecchiamento attivo”, richiama l’urgenza di affrontare con strumenti nuovi e concreti le grandi trasformazioni sociali e demografiche in atto, con particolare attenzione alle fragilità delle comunità rurali e dell’Abruzzo interno.

I lavori si apriranno alle ore 09:30 con l’intervento di:

  • Giuseppe De Blasiis, presidente uscente ANP–CIA Abruzzo

  • Antonio Nicola Sichetti, presidente CIA Abruzzo

Seguiranno i saluti istituzionali, tra cui un rappresentante del CUPLA Abruzzo.

La mattinata sarà arricchita da due focus di approfondimento su temi di grande attualità:

  • “Presidiare il territorio, prendersi cura delle persone: il ruolo della sanità di prossimità nell’Abruzzo interno”, con l’intervento di Felice Mucilli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Clinica Chirurgica Generale e Toracica presso l’Università “G. d’Annunzio”.

  • “Affrontare l’isolamento sociale degli anziani come priorità di salute pubblica. Strategie e risposte in Abruzzo”, con l’intervento di Gianna Paola Di Virgilio, presidente regionale di Auser Abruzzo ODV APS.

Le conclusioni della sessione pubblica saranno affidate a Alessandro Del Carlo, presidente nazionale ANP–CIA.

A moderare i lavori sarà Mariano Nozzi, direttore CIA Abruzzo.

Alle ore 12:00 si svolgerà la sessione interna, dedicata alle elezioni dei delegati, degli organismi direttivi e del presidente ANP Abruzzo, momento fondamentale di partecipazione democratica e rinnovo della rappresentanza.

La giornata si concluderà con un light lunch alle ore 13:00.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 29 nov 2018

Assemblea nazionale della Cia del 29 novembre: la relazione di apertura del Vice Presidente Mauro Di Zio

Il Vice Presidente Nazionale della Cia, Mauro Di Zio, ha dato inizio con la propria relazione ai lavori dell’Assemblea tenutasi a Roma il 29 novembre scorso. Dopo aver rivolto il saluto e il benvenuto agli oltre 2000 delegati arrivati da ogni parte d'Italia in rappresentanza dell’intero sistema confederale, è entrato subito nel vivo di tutte le questioni affrontate dal documento assembleare, sui quali da anni la CIA tiene alta l'attenzione: “Prima la ‘Carta di Matera’ e poi il ‘Territorio come Destino’ presentato a EXPO – ha detto Di Zio – hanno visto la Cia impegnata nel forte coinvolgimento degli Enti Locali, i quali hanno risposto con la condivisione attraverso migliaia di Consigli e di Giunte Comunali. Ciò é avvenuto anche per il documento che caratterizza la discussione di questa Assemblea, alla quale sono presenti tanti Sindaci e Amministratori locali di tutte le regioni Italiane, che accogliamo con un caloroso benvenuto e con un ringraziamento sentito e sincero. La loro partecipazione è un’ulteriore testimonianza dell’attenzione che essi hanno verso la drammatica attualità dei temi che trattiamo.” Il Vice Presidente nazionale ha quindi proseguito l’intervento rimarcando alcune di tali drammaticità, ad iniziare dalle sempre più frequenti problematiche legate al clima, la cui gravità viene tragicamente amplificata dall’abusivismo e dall’incuria che devastano il territorio. “Il monologo dell’attore ci riporta a tempi solo apparentemente lontani – ha sottolineato – rispetto ai quali, però, la possibilità di programmare il raccolto in base alle stagioni è sempre più un miraggio. Sbalzi di temperatura anche di 15 gradi nell'arco di poche ore sono tutt'altro che infrequenti, così come l'alternanza di lunghi periodi di caldo torrido e siccità con precipitazioni di eccezionale violenza ed intensità”. Circa il concetto di eccezionalità Di Zio ha tenuto a mettere in dubbio che sia il più appropriato, stante il fatto che oggi gli eventi che si rivelano catastrofici sono ormai quotidiani, come dimostrano anche quelli che hanno funestato tante Regioni italiane anche nelle ultime settimane. Straordinaria poteva essere considerata l’alluvione di Firenze di cinquantadue anni fa, che infatti ricordiamo perfettamente pur essendo trascorsi 52 anni, mentre il susseguirsi frenetico degli eventi attuali rende difficoltoso persino tenerli a mente e riuscire a portarne il macabro conto di vittime e danni. “A tal proposito – è stato il puntuale affondo di Di Zio – è doveroso segnalare cose che dovrebbero essere abbondantemente acquisite. Ad esempio è fondamentale che canali di scolo, fossi, alvei fluviali siano tenuti in condizioni idonee ad assicurare un deflusso delle acque tale da non mettere mai a rischio né l'incolumità delle persone né le colture. Garantire l'accumulo, quando c'è acqua in abbondanza, così da consentirne la sufficiente e regolare erogazione (a costi sostenibili), è un’imprescindibile necessità per un sistema agricolo di qualità, come quello italiano, che conta 5047 specialità alimentari di cui una gran parte a marchio di origine. Compiti gravosi che fanno capo al sistema delle bonifiche, una realtà che anziché essere strumento di autogoverno degli agricoltori rischia di diventare sempre più un mezzo di pura gestione di potere, poco o per nulla trasparente, nelle mani di una sola parte del mondo agricolo. In conseguenza di tutto ciò, a vivere difficoltà estreme sono soprattutto tutte le aree interne della nostra penisola. Lo spopolamento in atto equivale a una perdita di identità culturale e di coesione sociale, e l’abbandono determina un progressivo deterioramento della qualità del paesaggio. Infatti la mancanza di attività umane provoca perdita di stabilità dei pendii che lascia spazio al dissesto idrogeologico”. A questo punto il Vice Presidente nazionale ha posto l’accento su uno dei problemi più gravi e sentiti. “La mancata manutenzione del territorio – ha detto – favorisce sia gli incendi che il proliferare incontrollato della fauna selvatica, soprattutto dei cinghiali. A tal proposito diciamo che non è più rinviabile una revisione della normativa nazionale che introduca finalmente il concetto di gestione della fauna, al fine di contenerne la diffusione entro limiti sostenibili e compatibili con diritti fondamentali quali la sicurezza delle persone e l’esercizio della libera attività imprenditoriale. Non ci possono più essere argomenti tabù: animalisti, ambientalisti, agricoltori, cacciatori: portatori, tutti, di legittimi interessi. Sia chiaro, però, che è assolutamente necessario ristabilire l’ordine delle priorità, ed è compito della politica farsi carico e operare le scelte, favorendo il confronto soprattutto quando, come in questo caso, le decisioni da prendere sono difficili. Chiediamo, con ferma e risoluta pacatezza, la soluzione in tempi rapidi anche della questione “de minimis”, attraverso una notifica alla Comunità Europea che faccia finalmente comprendere l’assurdità di considerare un attentato alla libera concorrenza e un aiuto di Stato il ristorno di danni subiti da fauna che è patrimonio indisponibile dello Stato stesso”. Continuando sul tema, Di Zio ha introdotto anche la questione riguardante il lupo, la cui popolazione è fortemente consolidata e la cui presenza è ormai ubiquitaria, come viene ampiamente dimostrato dal fatto che branchi di piccole e medie dimensioni popolano tutta la penisola, comprese le periferie di città e paesi, e che sentire ululare di notte è ormai cosa frequentissima. Le stragi notturne di cani di proprietà e gli attacchi alle greggi, anche diurni, sono ormai innumerevoli. “Anche in questo caso – ha proseguito Di Zio – le priorità vanno ristabilite. Individuare e considerare pericolosi, anche per la stessa sopravvivenza del lupo, i soggetti ibridi, può forse rappresentare un buon punto di partenza”. Dall’argomento fauna l’intervento si è rivolto a quello delle aree interne, che vivono una drammatica carenza di infrastrutture. “Lo stato delle strade – ha precisato – evidenzia la mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria tali da rappresentare precarietà e pericolosità allarmanti. La ormai cronica indisponibilità di fondi fa sentire i suoi devastanti effetti, ai quali si aggiungono quelli di una tentata riforma che aveva lo scopo di riorganizzare compiti e funzioni di Stato ed enti locali, ma che dopo la mancata ratifica referendaria è rimasta in mezzo al guado. La competenza fondamentale su funzioni come viabilità e scuole di II grado è affidata ad un ente ormai destrutturato e insufficientemente finanziato. Riorganizzare, intorno al fondamentale principio di sussidiarietà, è cosa necessaria e non rinviabile così come quella di garantire servizi fondamentali”. A questo punto un’altra nota dolente che Di Zio non ha mancato di sottoporre all’attenzione dell’Assemblea: “Dopo più di 2 anni dal sisma che ha colpito il Centro Italia sono diverse decine di migliaia i cittadini che ancora vivono nelle cosiddette "casette" o con autonoma sistemazione. La complessità normativa, la farraginosità delle procedure, la scarsità di personale tecnico rendono oltremodo difficile e lenta la ricostruzione di fabbricati ad uso civile e produttivo e non solo. Il codice unico di intervento per le grandi calamità avrebbe grande rilevanza in un Paese ad alto rischio sismico e idrogeologico come il nostro. Oltre il 60% del territorio è costituito dalle aree interne e su di esso vive quasi un quarto della popolazione. Ancor più dopo gli eventi sismici salute, istruzione, infrastrutture per la mobilità collettiva, ma anche infrastrutture immateriali come la banda larga devono essere garantiti per arrestare quel processo di marginalizzazione in atto ormai da troppi anni. La ricchezza di risorse idriche, beni forestali, paesaggio, beni archeologici, centri museali, edifici di rilevanza storica ed architettonica possono concorrere, con lo stretto coinvolgimento degli agricoltori, a mantenere e sviluppare sistemi agricoli in grado di invertire il processo di spopolamento”. L’intervento, molto apprezzato e incisivo, si è concluso con una chiara indicazione di rotta: “Un Paese con quasi 8000 Km di coste, 8000 comuni, di cui ben 4261 (il 53%) situati nelle aree interne, non ha prospettive se non punta ad una forte coesione, se non incide sul forte potenziale di sviluppo, se non coniuga innovazione e tradizione, se non individua una convinta, partecipata e condivisa strategia che coinvolga tutti, da nord a sud, dalle aree costiere a quelle più periferiche. Su questi temi la Cia Agricoltori Italiani ha dato, da e darà sempre il suo convinto sostegno”.

 

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1 Eventi - 07 dic 2018

Agricoltura e Solidarietà - 14 Dicembre a Lanciano

Venerdì 14 Dicembre 2018 a Lanciano il mondo dell'Agricoltura e quello della Solidarietà si incontrano attraverso una iniziativa promossa da CIA Abruzzo e ASEScon il Patrocinio del Comune di Lanciano e la collaborazione di Progetto Etiopia. 


La giornata è caratterizzata da diversi appuntamenti, che avranno inizio al mattino (e fino alle ore 19,00) in Piazza Plebiscito con il Mercatino di Natale delle Tipicità Abruzzesi, allestito dall'Associazione La Spesa in Campagna.


Nel pomeriggio si terrà un convegno presso il Palazzo degli Studi, in cui si discuterà di agricoltura sociale, immigrazione e integrazione, con l’illustrazione dei progetti, realizzati o in essere, dalle Onlus ASES e Progetto Etiopia.


Appuntamento finale il concerto di beneficenza che si terrà presso Teatro Fenaroli e vedrà protagonista la Tribute Band non ufficiale di Rino Gaetano: Rinominati, con la partecipazione straordinaria da Marco Morandi.


I biglietti per il concerto, al costo di 10€, possono essere prenotati presso le sedi CIA in tutto il territorio regionale.


Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero 345 3183708 oppure scrivere a chietipescara@cia.it.

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1 Eventi - 14 nov 2018

Incontro Informativo - LA FATTURAZIONE ELETTRONICA: LE NOVITÀ PER LE IMPRESE AGRICOLE

Giovedì 15 Novembre ore 15,00 presso Hotel Adriatico di Montesilvano (PE). 

Discuteremo di: impatto della fatturazione elettronica sul mondo agricolo; guida al GDPR, il nuovo r egolamento europeo 2016/679 sulla protezione dei dati personali (Privacy); Cia Abruzzo, un nuovo scenario per i servizi alle imprese 

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1 Difesa News - Regione Abruzzo - 01 nov 2018

BOLLETTINO N°42 DEL 23 OTTOBRE 2018

BOLLETTINO N°42 DEL 23 OTTOBRE 2018 

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1 Servizio Civile - 03 set 2018

BANDO SERVIZIO CIVILE NAZIONALE - Scadenza presentazione domande 28 settembre 2018

Per il terzo anno consecutivo il nostro Istituto di Patronato INAC è stato ammesso ad ospitare presso le proprie sedi i soggetti interessati a svolgere Servizio Civile. Il progetto da noi presentato, dal titolo “Terza età: da problema a risorsa”, in Abruzzo consentirà a 16 giovani di professionalizzarsi nel settore dei Diritti Sociali e di acquisire competenze utili per il loro futuro. Il servizio si svolgerà nell’arco di 12 mesi, con un impegno di 30 ore settimanali ed un compenso di circa 430,00 € mensili erogati direttamente dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Per poter presentare domanda occorre che, alla data di scadenza del Bando - 28 settembre 2018 - gli interessati siano maggiorenni e non abbiano già compiuto il ventinovesimo anno di età. Tutte le notizie relative a: requisiti, scadenza, modalità di presentazione domande, modelli da compilare e documentazione da allegare, procedura di svolgimento del colloquio selettivo ecc., sono acquisibili direttamente al seguente URL: http://www.inac-cia.it/-/bando-servizio-civile-nazionale-2018 Dalla medesima pagina, inoltre, cliccando sullo specifico collegamento: “Terza età: da problema a risorsa - Inac Abruzzo 2018”, è possibile visionare e scaricare il Progetto dell’INAC Abruzzo, comprese le sedi territoriali di svolgimento tra cui scegliere quella da indicare in domanda. Per ogni eventuale chiarimento, oltre che presso i nostri Uffici, è possibile utilizzare i seguenti contatti telefonici: 0858623577 - 3488816241 o scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: inacabruzzo@cia.it

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1 In Evidenza - 03 set 2018

A PROPOSITO DI CONTRATTI DI PRESTAZIONE AGRICOLA OCCASIONALE


Altro che mostrare soddisfazione, come fa Coldiretti, di fronte alle misure previste nel Decreto dignità circa una presunta e non reale reintroduzione dei voucher agricoli. Le cose stanno ben diversamente. Infatti, stando alla nuova normativa, le aziende agricole con non più di cinque dipendenti possono assumere lavoratori occasionali con i “contratti di prestazione occasionale” (strumento appena modificato dal decreto Dignità che consente unicamente di mettere in regola i lavoratori agricoli che devono svolgere l’attività per brevi periodi, sino a 10 giorni di seguito) senza necessità di ricorrere al contratto di lavoro subordinato o dipendente, ma i limiti per attivare i nuovi voucher nel settore agricolo sono molto rigidi, in quanto è possibile attivare il contratto di prestazione occasionale, ad esempio, solo per alcune categorie di lavoratori svantaggiati. Restano inoltre i limiti massimi di durata giornaliera, settimanale e annuale delle prestazioni. A fronte di tale confusione, peraltro alimentata anche da una pretestuosa polemica fatta circolare in questi giorni da Coldiretti a proposito di un intervento del Presidente nazionale Cia, Secondo Scanavino, sul quotidiano La Stampa, servirà a far chiarezza la lettera inviata dallo stesso Scanavino ai Presidenti territoriali della Cia. Qui di seguito la riportiamo integralmente, in maniera tale che anche tutte le nostre aziende associate possano prenderne visione.

In allegato il file pdf con la lettera del Presidente.

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