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1 In Evidenza - 28 mag 2026

Lavoro: Cia, nuove opportunità per aziende e welfare più inclusivo


Intesa raggiunta puntando su nuove opportunità per le aziende e un welfare più inclusivo. A dirlo è, oggi, Cia-Agricoltori Italiani tra le organizzazioni datoriali che nella notte ha siglato l’accordo sul rinnovo del contratto collettivo nazionale per gli operai agricoli e florovivaisti, valido per il quadriennio 2026-2029.

Sono state introdotte -commenta infatti Cia- novità importanti rispetto a strumenti volti a migliorare la competitività delle imprese, quasi 170 mila in totale, e a rafforzare significativamente le tutele sociali per oltre 1 milione di lavoratori. Alla base, un aumento retributivo del 5,1% per il biennio 2026-2027, suddiviso in due tranche.

Significativa l’attenzione alla possibilità di stipulare contratti a termine di durata triennale per consentire alle imprese di fidelizzare la manodopera e l’introduzione di misure in materia di welfare contrattuale per dare modo, ad alcune tipologie di lavoratori, di usufruite delle tutele adeguate.

“Concretezza e tempestività al centro di scelte responsabili. Con questi presupposti abbiamo siglato il rinnovo del contratto -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Il risultato raggiunto fornisce alle imprese le condizioni essenziali per affrontare con maggiore rapidità le crisi climatiche e di mercato, ottimizzando la gestione delle risorse umane e riducendo gli oneri burocratici. Priorità difesa, ancora di più in un contesto geopolitico complicato, la salvaguardia del lavoro dignitoso”.

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1 In Evidenza - 27 mag 2026

Nuova governance per Cia. Definita la squadra che affiancherà il presidente Fini


Conferme e nuovi ingressi nella squadra del presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rieletto all’unanimità alla guida della Confederazione dalla IX Assemblea elettiva nazionale “Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro”.  
Il Consiglio Direttivo, riunito oggi a Roma, ha riconfermato vicepresidenti nazionali Gianmichele Passarini, ex presidente di Cia Veneto, e Gennaro Sicolo, attuale presidente di Cia Puglia. A completare l’assetto della vicepresidenza entra anche Valentino Berni, già presidente di Cia Toscana.

Insieme ai tre vicepresidenti, Fini guiderà il Comitato Esecutivo di Cia, organismo chiamato a sostenere l’azione politico-sindacale e il percorso di sviluppo dell’organizzazione. Ne faranno parte anche Gabriele Carenini, presidente di Cia Piemonte e Valle d’Aosta; Graziano Scardino, presidente di Cia Sicilia e Maria Possidente, presidente dei giovani di Cia Calabria.

Il Consiglio Direttivo ha inoltre costituito tre macrogruppi di interesse economico: l’area dedicata all’allevamento, affidata a Paolo Maccazzola, presidente di Cia Lombardia; quella sulle colture vegetali, coordinata da Stefano Roggerone, presidente di Cia Liguria; infine, l’area acqua, caccia e ambiente sotto la guida di Stefano Calderoni, ex presidente di Cia Ferrara.


“Ringrazio tutti per l’impegno assunto verso la Confederazione -ha dichiarato Fini-. Insieme continueremo a lavorare con grande responsabilità per rafforzare il ruolo dell’agricoltura italiana, sostenere le imprese e dare sempre più voce ai produttori e ai territori”.

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1 In Evidenza - 25 mag 2026

Abruzzo, boom di interesse per gli agriturismi: il turismo rurale traina il ponte del 2 giugno e l’estate 2026

Cresce in Abruzzo la voglia di turismo rurale, natura ed esperienze autentiche. In vista del ponte del 2 giugno e dell’avvio della stagione estiva 2026, aumentano l’interesse e le prenotazioni verso agriturismi, borghi e aree interne, sempre più scelti da turisti italiani e stranieri alla ricerca di relax, buona cucina, paesaggi incontaminati e attività all’aria aperta.

A evidenziarlo è CIA Agricoltori Italiani Abruzzo, che sottolinea come il comparto agrituristico stia assumendo un ruolo sempre più centrale nell’economia turistica regionale. Oggi l’agriturismo non è più soltanto ospitalità in campagna, ma un’esperienza completa che unisce tradizioni, enogastronomia, sostenibilità e scoperta del territorio.

Dalle degustazioni di vini e prodotti tipici ai percorsi di oleoturismo, dal trekking nei parchi naturali alle attività didattiche per famiglie e bambini, il turismo rurale continua a conquistare visitatori attratti da uno stile di vacanza lento, autentico e legato all’identità dei territori.

I numeri confermano il trend positivo. In Italia le aziende agrituristiche sono circa 26.360, mentre la domanda legata al turismo rurale continua a crescere e a diversificarsi. Anche l’Abruzzo si conferma tra le regioni più dinamiche del settore, con oltre 8,8 milioni di presenze turistiche registrate nel 2025 e un forte incremento 


dei visitatori stranieri, attratti dall’unicità di una regione che concentra mare, montagna, parchi naturali e borghi storici in pochi chilometri.

Per CIA Abruzzo, il ponte del 2 giugno rappresenta il primo vero banco di prova della stagione estiva, con segnali incoraggianti soprattutto per le strutture delle aree interne, sempre più apprezzate da chi cerca esperienze immersive e contatto diretto con la natura.

“Gli agriturismi rappresentano un presidio fondamentale per le aree rurali abruzzesi, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale e ambientale”, dichiara il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti.

“Mantengono vive le comunità interne, valorizzano le produzioni locali e promuovono un modello di turismo sostenibile che oggi incontra una domanda sempre più consapevole. Tuttavia, restano criticità importanti che non possiamo ignorare: servono infrastrutture più efficienti, collegamenti adeguati, maggiore sostegno alla destagionalizzazione e strumenti concreti per aiutare le imprese a trovare personale qualificato”.

Tra le principali difficoltà segnalate dagli operatori restano infatti la forte stagionalità dei flussi turistici, le carenze infrastrutturali di molte aree interne e la crescente difficoltà nel reperire manodopera specializzata nei servizi di accoglienza e ristorazione. A incidere è anche un mercato sempre più competitivo, caratterizzato da prenotazioni last minute e maggiore attenzione ai prezzi.

Nonostante questo, secondo CIA Abruzzo il turismo rurale rappresenta una delle opportunità più importanti per il futuro del territorio, capace di generare economia, valorizzare le produzioni locali e rafforzare l’attrattività delle aree interne attraverso un modello di sviluppo sostenibile e profondamente legato all’identità abruzzese.

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1 In Evidenza - 14 mag 2026

Montagna e aree interne: CIA Abruzzo presenta alla Regione un piano organico contro lo spopolamento

CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo presenta alla Regione un piano di proposte per rilanciare le aree interne e contrastare lo spopolamento, in vista della seduta straordinaria del Comitato per la Legislazione del 14 maggio dedicata alle modifiche delle leggi regionali sulla montagna.

Nel documento inviato al presidente del Comitato e agli assessori competenti, l’organizzazione agricola chiede una svolta concreta nelle politiche regionali: non interventi frammentati, ma una strategia capace di rimettere al centro agricoltura, allevamento, servizi e qualità della vita nei territori montani.

“Non possiamo più limitarci a gestire il declino”, afferma il presidente di CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo Nicola Sichetti. “Serve una visione che renda la montagna attrattiva per giovani, famiglie e imprese. L’agricoltura deve tornare ad essere il motore economico e sociale delle aree interne”.

Tra le proposte avanzate da CIA Abruzzo c’è il sostegno alla zootecnia estensiva e di montagna, attraverso incentivi legati alle filiere corte e ai marchi territoriali, per garantire reddito agli allevatori e contrastare l’abbandono dei pascoli. Centrale anche il recupero dei terreni agricoli abbandonati, con un piano straordinario destinato a restituire superfici coltivabili ai giovani e a chi decide di investire nelle aree interne.

L’organizzazione propone inoltre di riconoscere economicamente il lavoro degli agricoltori nella manutenzione del territorio, attraverso veri e propri contratti di manutenzione territoriale per attività di difesa idrogeologica, gestione forestale e cura del reticolo idrico.

Grande attenzione anche alla multifunzionalità agricola. Per CIA Abruzzo le aziende agricole devono diventare “hub di servizi” per le comunità locali, ospitando agricoltura sociale, fattorie didattiche, servizi per anziani e famiglie, oltre a svolgere un ruolo strategico nelle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Nel documento trovano spazio anche proposte su scuole, sanità e infrastrutture. CIA Abruzzo chiede il mantenimento dei plessi scolastici nei comuni montani, il potenziamento della sanità territoriale e della telemedicina, una rete stradale efficiente e soprattutto il superamento del divario digitale attraverso banda larga e tutor digitali rurali a supporto di imprese e cittadini.

Sul fronte economico, l’associazione propone una fiscalità di vantaggio per chi investe in montagna: riduzione dell’IRAP, incentivi fiscali, credito d’imposta ed esenzioni IMU per le imprese che operano nei comuni montani.

“Le aree interne non hanno bisogno di assistenzialismo”, sottolinea Sichetti, “ma di strumenti che consentano alle imprese di creare lavoro e servizi. L’agricoltore oggi può diventare un vero manager agro-civico del territorio, custode dell’ambiente e punto di riferimento per le comunità locali”.

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1 In Evidenza - 13 mag 2026

AGIA Abruzzo: il ricambio generazionale in agricoltura chiave per la sicurezza del territorio e lo sviluppo sostenibile

Per rendere l'agricoltura realmente attrattiva per i giovani abruzzesi, non sono sufficienti i soli incentivi economici; è indispensabile un profondo cambio di prospettiva culturale. Questo è il messaggio centrale che AGIA Abruzzo, in linea con i recenti dati emersi dall'indagine Cia Trend “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro”, intende sottolineare. L'associazione evidenzia l'urgenza di promuovere una nuova percezione del settore agricolo e un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni, fattori cruciali per la salvaguardia del territorio e per lo sviluppo sostenibile della regione.

 La ricerca “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro” rivela una forte preoccupazione tra la maggioranza degli italiani riguardo a fenomeni come frane, alluvioni e dissesto idrogeologico. In questo contesto, l'agricoltura viene riconosciuta come un pilastro essenziale per la difesa del suolo e la tutela del paesaggio. L'89% degli intervistati ritiene che l'abbandono delle aree agricole incida direttamente sull'aumento di tali rischi, mentre oltre l'80% concorda sul fatto che sostenere chi coltiva significa investire attivamente nella sicurezza collettiva.


Tuttavia, emerge una significativa contraddizione: nonostante l'importanza riconosciuta, il settore agricolo registra una quota minima nelle preferenze 



occupazionali dei giovani. Viene percepito come stabile ma poco dinamico e meno attrattivo rispetto ad ambiti quali comunicazione, marketing e digitale. Questa percezione ostacola il ricambio generazionale, nonostante l'agricoltura rappresenti oggi un comparto sempre più innovativo e strategicamente rilevante.

 

AGIA Abruzzo ritiene fondamentale affrontare questa duplice sfida, culturale e strutturale. È necessario presentare l'agricoltura come un progetto professionale moderno, capace di offrire reali prospettive di reddito e una buona qualità della vita. Ciò richiede un investimento continuo nella formazione, che deve includere competenze avanzate in business plan, intelligenza artificiale, finanza e multifunzionalità. Parallelamente, sono indispensabili strumenti concreti per facilitare l'accesso dei giovani al settore, come la creazione di Società agricole emergenti e l'istituzione di fondi dedicati all'innovazione tecnologica.


Un altro punto cruciale è la promozione della “staffetta intergenerazionale”. Nelle aree interne, molti agricoltori anziani continuano a operare a causa della mancanza di un ricambio. AGIA Abruzzo propone l'introduzione di percorsi strutturati di affiancamento tra generazioni, supportati da incentivi fiscali e da un miglioramento delle condizioni previdenziali. Queste misure mirano a favorire il passaggio di consegne e ad aprire nuove opportunità professionali per i giovani nel settore.


“Il futuro del nostro territorio passa inevitabilmente per i giovani”, afferma Diego Pasqualone, presidente di AGIA Abruzzo. “I dati della ricerca confermano il valore inestimabile dell'agricoltura per la sicurezza e la tutela ambientale, ma evidenziano anche la difficoltà del settore nell'attrarre le nuove generazioni. 

Dobbiamo impegnarci a cambiare questa percezione, investendo con decisione in innovazione, formazione e accesso alla terra, e valorizzando il ruolo dell'agricoltore come vero manager del territorio. Solo così potremo garantire un futuro solido e sostenibile all'Abruzzo.”

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2 In Evidenza - 20 apr 2026

CIA Chieti-Pescara, si chiudono in Fiera tre giorni per raccontare il territorio

Si chiude con soddisfazione la partecipazione di CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara alla 64ª Fiera Nazionale dell’Agricoltura, ospitata presso Lancianofiera, dove per tre giorni lo stand dell’associazione ha rappresentato uno spazio dedicato alla promozione delle eccellenze agroalimentari del territorio.

Attraverso showcooking, degustazioni e momenti di confronto con il pubblico, CIA ha scelto di valorizzare alcuni dei prodotti simbolo del territorio, dal Peperone dolce di Altino IGP all’olio extravergine d’oliva abruzzese, per i quali l’organizzazione continua a sostenere il percorso di riconoscimento, fino al Carciofo Mazzaferrata di Cupello, espressione autentica della biodiversità agricola locale.

Particolare attenzione è stata riservata alle aziende agricole del territorio, protagoniste di un programma che ha messo al centro il lavoro quotidiano dei produttori e la qualità delle filiere locali, insieme alla presenza del Mercato Contadino – La Spesa in Campagna, che ha contribuito a rafforzare il legame tra produzione agricola e consumo consapevole.

Importante anche la collaborazione con Radio Ciao, che ha accompagnato le tre giornate raccontando in diretta l’evento, mentre la presenza di AIS Abruzzo ha rappresentato un valore aggiunto nei momenti dedicati alla degustazione e alla valorizzazione dei vini del territorio.

“Siamo molto soddisfatti di come è andata questa edizione della Fiera”, dichiara il presidente di CIA Chieti-Pescara, Domenico Bomba, “perché siamo riusciti a trasformare il nostro stand in un luogo di incontro e di racconto, dove i visitatori hanno potuto conoscere da vicino i prodotti, le aziende e il lavoro che ogni giorno sostiene la nostra agricoltura.”

“Abbiamo voluto dare spazio alle imprese del territorio e alle produzioni che ne rappresentano l’identità”, prosegue Bomba, “portando all’attenzione del pubblico eccellenze locali. La risposta ricevuta ci conferma che investire nella valorizzazione del territorio è la strada giusta.”


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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 03 mag 2024

Riforma del reddito agrario: le novità del decreto legislativo del 30 aprile

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato in data 30 aprile, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della legge delega sulla riforma fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111), opera la complessiva revisione del regime impositivo dei redditi delle persone fisiche (IRPEF) e delle società e degli enti (IRES).

Riforma redditi dei terreni: il Dlgs della riforma fiscale

Si modifica la disciplina relativa alla determinazione del reddito agrario: attualmente tale reddito è correlato esclusivamente alle attività agricole che vengono svolte sul terreno.

La nuova disciplina comprende anche le attività non incentrate sullo sfruttamento diretto del terreno agricolo, quali le cosiddette “colture fuori suolo” (es. attività idroponica), anche svolte in immobili, rientranti in specifiche categorie catastali ed entro determinati limiti (la parte eccedente del reddito concorrerà alla formazione del reddito d’impresa), e le attività dirette alla produzione di beni anche immateriali mediante coltivazione, allevamento, silvicoltura che concorrono alla tutela dell’ambiente, nei limiti dei corrispettivi delle cessioni di beni registrate o soggette a registrazione a fini IVA. 

Di conseguenza, si qualifica reddito dominicale quello correlato agli immobili utilizzati per le colture fuori suolo, che quindi non sono produttivi di reddito di fabbricati, se non sono oggetto di locazione.



Le nuove regole si applicheranno ai redditi prodotti a partire dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto.

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1 In Evidenza - 03 mag 2024

Cia, bene ampliamento tassazione catastale ad attività agricole destinate a tutela ambiente

La tassazione catastale attualmente riservata alle “tradizionali” attività agricole di coltivazione, allevamento e silvicoltura, viene ampliata anche ad altre specifiche attività. Secondo Cia-Agricoltori Italiani, è questa la novità più rilevante del Decreto legislativo cui oggi il Consiglio dei ministri ha dato il via libera e che conferma gli orientamenti espressi dalla Legge Delega. Con queste disposizioni, il legislatore vuole, infatti, rivolgere una maggiore attenzione ai “più evoluti sistemi di coltivazione” e a quelle attività che concorrono alla tutela dell’ambiente e alla lotta ai cambiamenti climatici, in linea con gli obiettivi imposti dal Pnrr.  Di conseguenza, ai redditi prodotti da tali attività verrà applicata la tassazione catastale fino al raggiungimento di una determinata soglia, oltre la quale la tassazione avverrà su base forfettaria.

“Si tratta di misure che, se confermate, riconosco il valore e la funzione plurale del settore agricolo, non solo nella sua veste di produttore ma anche i quella di custode dell’ambiente, impegnato in prima persona nella lotta ai cambiamenti climatici i cui primi effetti sono subiti proprio dagli agricoltori -afferma il presidente Cia, Cristiano Fini-. C’è soddisfazione anche perché attraverso la previsione di un sistema di tassazione su base catastale si offre la possibilità agli agricoltori di sviluppare nuove attività correlata a quelle di coltivazione, che potranno assicurare integrazioni al proprio reddito e porre, quindi, le condizioni per una permanenza territoriale, a beneficio dell’intera collettività”. Per Cia, è importante anche la norma che introduce concreti elementi di semplificazione nell’aggiornamento del catasto terreni, in continuità con quanto avvenuto a partire dal 2007 per i terreni agricoli interessati da aiuti comunitari.

“Rammarica soltanto -conclude, Fini– che la norma agevolativa, attesa soprattutto dai pensionati che continuano a svolgere l’attività agricola e avrebbe dovuto riservare a questa categoria le stesse condizioni previste per gli agricoltori professionali in materia di Irpef e Imu, non sia stata inserita nel testo del Decreto legislativo. Auspichiamo che il Governo in uno dei prossimi Decreti Legislativi recuperi questa mancanza e trovi modo di porre attenzione ad una fascia di contribuenti che con la loro opera meritoria si prodigano per il bene della collettività”.

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1 In Evidenza - 03 mag 2024

L'Abruzzo si posiziona al quinto posto in Italia per agricoltura biologica: un progresso avanti a piccoli passi

Un progresso in avanti secondo Cia Chieti-Pescara riguardo la produzione di agricoltura biologica in Abruzzo, che si è attestato al quinto posto in Italia, secondo il nuovo rapporto dell'Osservatorio Agrofarma. Questo segnala un importante passo avanti per la regione nella promozione di pratiche agricole sostenibili e rispettose dell'ambiente.

Secondo i dati riportati nel rapporto, il Centro Italia si conferma una delle aree più dinamiche nel settore agricolo, con una significativa incidenza di agricoltura biologica sulla superficie agricola utilizzata. Inoltre, il rapporto evidenzia che le regioni del Centro Italia, tra cui l'Abruzzo, sono in testa alla classifica nazionale per l'adozione di pratiche agricole innovative.

Il Presidente Cia Chieti-Pescara, Domenico Bomba, commenta, "Questo risultato testimonia l'impegno costante degli agricoltori abruzzesi verso una produzione sostenibile e di alta qualità. L'Abruzzo sta dimostrando di essere un leader nel settore agricolo, e siamo fieri di contribuire a questo progresso attraverso il nostro lavoro quotidiano".

Nel contesto nazionale, il settore agroalimentare continua a mostrare segnali di crescita, con oltre tre milioni di investimenti da parte delle aziende associate. Questo indica un interesse crescente verso soluzioni innovative che possano garantire una produzione agroalimentare competitiva e sostenibile nel lungo termine.

Il rapporto sottolinea inoltre che l'industria agro-farmaceutica conta attualmente 32 impianti in tutto il territorio nazionale, con l'Emilia-Romagna al terzo posto con 3 strutture, seguita dall'Abruzzo al quinto posto con 2 impianti, insieme al Lazio e alle Marche, ognuno con una struttura.

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1 In Evidenza - 18 apr 2024

Bando ISI Inail 2024: contributi a fondo perduto per progetti su salute e sicurezza sul lavoro

L'INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) ha annunciato l'apertura del Bando ISI 2024, un programma volto a incentivare gli investimenti delle imprese italiane nella sicurezza e nella salute sul lavoro. Questo bando offre contributi a fondo perduto per progetti finalizzati al miglioramento dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione alla riduzione dei rischi tecnopatici, infortunistici e ambientali.

Obiettivi e Risorse

L'obiettivo principale del Bando ISI 2024 è quello di promuovere una cultura della sicurezza sul lavoro e di incentivare le imprese a adottare misure concrete per garantire la tutela della salute e dell'incolumità dei lavoratori. Con un budget complessivo di circa 500 milioni di euro, distribuiti su base regionale, l'INAIL offre contributi fino al 65% sulle spese sostenute dalle imprese per l'acquisto di nuove attrezzature e macchinari.

Tipologia di Progetti Ammissibili

Le imprese interessate possono presentare progetti in diversi settori:

Riduzione dei rischi tecnopatici: investimenti mirati a ridurre l'esposizione dei lavoratori a rischi derivanti dall'uso di tecnologie e materiali pericolosi.
Adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale: progetti finalizzati a promuovere una cultura della sicurezza e a sviluppare pratiche aziendali responsabili.
Riduzione dei rischi infortunistici: interventi volti a prevenire infortuni sul lavoro attraverso l'implementazione di nuove misure di sicurezza.
Bonifica da materiali contenenti amianto: interventi di bonifica per proteggere i lavoratori esposti a materiali pericolosi come l'amianto.
Progetti per micro e piccole imprese: sostegno specifico per le imprese più piccole che operano in settori ad alto rischio.
Come Presentare la Domanda

Le imprese interessate possono presentare la propria domanda fino al 30 maggio 2024


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1 In Evidenza - 15 apr 2024

Cia Chieti-Pescara: “Siccità e cambiamento climatico mettono a rischio l’agricoltura. Settore in difficoltà”

Un inverno con temperature insolitamente elevate e precipitazioni al di sotto della media hanno colpito duramente le colture della regione, sollevando gravi preoccupazioni sulle conseguenze per il mercato agricolo locale e nazionale.


Il rapporto dell’Anbi (Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue) segnala come “la scarsità di precipitazioni e l'assenza di neve lungo la dorsale appenninica stanno velocemente disegnando uno stato di grave sofferenza idrica per le regioni peninsulari, più accentuato al Sud, ma in costante allargamento verso le regioni centrali”, in particolare in alcune regioni tra cui anche l’Abruzzo.


Le colture tradizionalmente coltivate in regione, quali grano, mais, ortaggi, uva e olivi, hanno subito danni considerevoli a causa delle condizioni climatiche poco favorevoli. 

Il caldo fuori stagione ha destabilizzato profondamente i ritmi naturali delle coltivazioni, portando ad effetti significativi sulle offerte stagionali di frutta e verdura nel territorio. Fragole, asparagi, piselli, fave, carciofi e zucchine sono stati anticipati sugli scaffali dei supermercati, evidenziando uno stravolgimento dei normali cicli colturali.


Tuttavia, questa prematura disponibilità di prodotti stagionali non è priva di rischi. "Il cambiamento climatico ha portato ad una marcata tendenza alla tropicalizzazione, caratterizzata da una frequenza più elevata di eventi climatici estremi, sbalzi termici significativi e una maggiore imprevedibilità meteorologica”, afferma il Presidente Cia Chieti-Pescara, Domenico Bomba.


Questi eventi climatici estremi, come ondate di freddo improvviso o fenomeni atmosferici violenti, possono mettere a rischio i raccolti e causare danni irreparabili alle coltivazioni. La rapida transizione da condizioni di sole a maltempo può comportare una perdita di qualità e quantità dei prodotti agricoli, influenzando sia l'approvvigionamento dei mercati che la sostenibilità economica degli agricoltori locali.


L'uva, una delle colture più importanti per la produzione di vino, ha subito un impatto significativo. Le alte temperature durante la fase di maturazione hanno causato una riduzione della produzione e una diminuzione della qualità dell'uva, influenzando negativamente i produttori di vino abruzzesi.


Analogamente, gli olivi hanno sofferto a causa della mancanza di umidità e del calore eccessivo, compromettendo la fioritura e la formazione delle olive, con conseguente diminuzione della produzione di olio d'oliva. Il vino abruzzese e l'olio d'oliva, essendo prodotti di pregio e parte integrante della cucina italiana, potrebbero vedere un aumento dei prezzi a causa della ridotta disponibilità sul mercato, con conseguenze sia per i consumatori finali che per l'industria.


I consorzi di bonifica della regione sottolineano l'importanza di affrontare queste sfide in modo collaborativo. "La siccità minaccia non solo le colture, ma anche l'intera economia regionale. È necessario un approccio integrato per mitigare gli impatti del cambiamento climatico sull'agricoltura", affermano.


Le conseguenze delle condizioni climatiche avverse, infatti, si riflettono inevitabilmente sui prezzi di mercato dei prodotti agricoli, con un possibile aumento dei prezzi al consumatore.


L'inverno caldo del 2023-2024 dimostra chiaramente come il cambiamento climatico stia influenzando l'agricoltura e l'economia regionale. 


"L'agricoltura abruzzese rischia di avere pesanti ricadute e a soffrire di più è la zona del Pescarese. Non c’è agricoltura se non c’è acqua”, commenta il Presidente provinciale, “In un contesto di cambiamenti climatici e crescente pressione antropica sulle risorse idriche, diventa sempre più urgente adottare misure concrete per proteggere e conservare le risorse idriche, garantendo al contempo la produttività e la resilienza del settore agricolo. Gli agricoltori, insieme alle istituzioni, devono collaborare attivamente per sviluppare strategie integrate di gestione delle risorse idriche che bilancino efficacemente le esigenze di produzione agricola con la salvaguardia dell'ambiente”, conclude Bomba, “Solo attraverso un impegno congiunto sarà possibile mitigare gli impatti negativi del cambiamento climatico sull'agricoltura e sull'economia”.


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1 In Evidenza - 15 apr 2024

Vinitaly: Cia, con elezioni Ue alle porte fare squadra per difendere patrimonio da 30 mld

Fare squadra per preservare e rilanciare un capitale economico, sociale e culturale del valore di 30 miliardi di euro, partendo in prima battuta da un cambio di passo dell’Europa che, già dalle agende politiche delle prossime elezioni, dovrà essere meno penalizzante e più incentivante per il settore vino. È il messaggio lanciato dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, oggi all’inaugurazione del Vinitaly, in programma a Veronafiere fino al 17 aprile. 

“Sicuramente il vino tricolore sta vivendo un momento difficile di transizione -ha detto Fini-. C’è il sorpasso della Francia dopo 9 anni in vetta alla produzione mondiale e il cambio e calo dei consumi con un ulteriore -3% annuo, complici il cambiamento climatico che pesa sulle rese e l’inflazione che incide sulla spesa. Ma il mondo del vino, attualmente, paga anche l’escalation di attacchi e criminalizzazioni, con le proposte europee di etichettatura delle bevande alcoliche e di alert sanitari sulle bottiglie, le ipotesi di limitazioni su sostegni e sponsorizzazioni, creando allarmismo e disinformazione, perché non si fa più distinzione tra il consumo corretto, moderato, responsabile e l’abuso”.

Per questo, ha sottolineato il presidente di Cia, “questo Vinitaly deve servire a fare quadrato intorno al comparto e a chiedere tutti insieme di riorientare le politiche Ue dalla nuova legislatura, salvaguardando i fondi di promozione per il vino, concentrandosi sulla lotta all’abuso di alcol e, soprattutto, evitando misure restrittive o sproporzionate che minano le comunità e i territori del vino”.

Il settore infatti, ha ricordato Fini, “è strategico non solo sotto il profilo economico e occupazionale, registrando una produzione da 14 miliardi grazie a 500mila imprese e quasi 900mila addetti, ma ha una valenza sociale e culturale, rappresentando anche tradizioni e usanze dei territori, storia, paesaggio e prodotti tipici, ovvero gli asset di quel turismo enogastronomico fondamentale alla tenuta e allo sviluppo delle aree rurali e interne”.

Ora, ha concluso il presidente di Cia, “dobbiamo lavorare per continuare a far crescere il valore aggiunto di una filiera così importante, dal campo alle cantine”. 

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