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1 In Evidenza - 28 mag 2026

Lavoro: Cia, nuove opportunità per aziende e welfare più inclusivo


Intesa raggiunta puntando su nuove opportunità per le aziende e un welfare più inclusivo. A dirlo è, oggi, Cia-Agricoltori Italiani tra le organizzazioni datoriali che nella notte ha siglato l’accordo sul rinnovo del contratto collettivo nazionale per gli operai agricoli e florovivaisti, valido per il quadriennio 2026-2029.

Sono state introdotte -commenta infatti Cia- novità importanti rispetto a strumenti volti a migliorare la competitività delle imprese, quasi 170 mila in totale, e a rafforzare significativamente le tutele sociali per oltre 1 milione di lavoratori. Alla base, un aumento retributivo del 5,1% per il biennio 2026-2027, suddiviso in due tranche.

Significativa l’attenzione alla possibilità di stipulare contratti a termine di durata triennale per consentire alle imprese di fidelizzare la manodopera e l’introduzione di misure in materia di welfare contrattuale per dare modo, ad alcune tipologie di lavoratori, di usufruite delle tutele adeguate.

“Concretezza e tempestività al centro di scelte responsabili. Con questi presupposti abbiamo siglato il rinnovo del contratto -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Il risultato raggiunto fornisce alle imprese le condizioni essenziali per affrontare con maggiore rapidità le crisi climatiche e di mercato, ottimizzando la gestione delle risorse umane e riducendo gli oneri burocratici. Priorità difesa, ancora di più in un contesto geopolitico complicato, la salvaguardia del lavoro dignitoso”.

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1 In Evidenza - 27 mag 2026

Nuova governance per Cia. Definita la squadra che affiancherà il presidente Fini


Conferme e nuovi ingressi nella squadra del presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rieletto all’unanimità alla guida della Confederazione dalla IX Assemblea elettiva nazionale “Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro”.  
Il Consiglio Direttivo, riunito oggi a Roma, ha riconfermato vicepresidenti nazionali Gianmichele Passarini, ex presidente di Cia Veneto, e Gennaro Sicolo, attuale presidente di Cia Puglia. A completare l’assetto della vicepresidenza entra anche Valentino Berni, già presidente di Cia Toscana.

Insieme ai tre vicepresidenti, Fini guiderà il Comitato Esecutivo di Cia, organismo chiamato a sostenere l’azione politico-sindacale e il percorso di sviluppo dell’organizzazione. Ne faranno parte anche Gabriele Carenini, presidente di Cia Piemonte e Valle d’Aosta; Graziano Scardino, presidente di Cia Sicilia e Maria Possidente, presidente dei giovani di Cia Calabria.

Il Consiglio Direttivo ha inoltre costituito tre macrogruppi di interesse economico: l’area dedicata all’allevamento, affidata a Paolo Maccazzola, presidente di Cia Lombardia; quella sulle colture vegetali, coordinata da Stefano Roggerone, presidente di Cia Liguria; infine, l’area acqua, caccia e ambiente sotto la guida di Stefano Calderoni, ex presidente di Cia Ferrara.


“Ringrazio tutti per l’impegno assunto verso la Confederazione -ha dichiarato Fini-. Insieme continueremo a lavorare con grande responsabilità per rafforzare il ruolo dell’agricoltura italiana, sostenere le imprese e dare sempre più voce ai produttori e ai territori”.

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1 In Evidenza - 25 mag 2026

Abruzzo, boom di interesse per gli agriturismi: il turismo rurale traina il ponte del 2 giugno e l’estate 2026

Cresce in Abruzzo la voglia di turismo rurale, natura ed esperienze autentiche. In vista del ponte del 2 giugno e dell’avvio della stagione estiva 2026, aumentano l’interesse e le prenotazioni verso agriturismi, borghi e aree interne, sempre più scelti da turisti italiani e stranieri alla ricerca di relax, buona cucina, paesaggi incontaminati e attività all’aria aperta.

A evidenziarlo è CIA Agricoltori Italiani Abruzzo, che sottolinea come il comparto agrituristico stia assumendo un ruolo sempre più centrale nell’economia turistica regionale. Oggi l’agriturismo non è più soltanto ospitalità in campagna, ma un’esperienza completa che unisce tradizioni, enogastronomia, sostenibilità e scoperta del territorio.

Dalle degustazioni di vini e prodotti tipici ai percorsi di oleoturismo, dal trekking nei parchi naturali alle attività didattiche per famiglie e bambini, il turismo rurale continua a conquistare visitatori attratti da uno stile di vacanza lento, autentico e legato all’identità dei territori.

I numeri confermano il trend positivo. In Italia le aziende agrituristiche sono circa 26.360, mentre la domanda legata al turismo rurale continua a crescere e a diversificarsi. Anche l’Abruzzo si conferma tra le regioni più dinamiche del settore, con oltre 8,8 milioni di presenze turistiche registrate nel 2025 e un forte incremento 


dei visitatori stranieri, attratti dall’unicità di una regione che concentra mare, montagna, parchi naturali e borghi storici in pochi chilometri.

Per CIA Abruzzo, il ponte del 2 giugno rappresenta il primo vero banco di prova della stagione estiva, con segnali incoraggianti soprattutto per le strutture delle aree interne, sempre più apprezzate da chi cerca esperienze immersive e contatto diretto con la natura.

“Gli agriturismi rappresentano un presidio fondamentale per le aree rurali abruzzesi, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale e ambientale”, dichiara il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti.

“Mantengono vive le comunità interne, valorizzano le produzioni locali e promuovono un modello di turismo sostenibile che oggi incontra una domanda sempre più consapevole. Tuttavia, restano criticità importanti che non possiamo ignorare: servono infrastrutture più efficienti, collegamenti adeguati, maggiore sostegno alla destagionalizzazione e strumenti concreti per aiutare le imprese a trovare personale qualificato”.

Tra le principali difficoltà segnalate dagli operatori restano infatti la forte stagionalità dei flussi turistici, le carenze infrastrutturali di molte aree interne e la crescente difficoltà nel reperire manodopera specializzata nei servizi di accoglienza e ristorazione. A incidere è anche un mercato sempre più competitivo, caratterizzato da prenotazioni last minute e maggiore attenzione ai prezzi.

Nonostante questo, secondo CIA Abruzzo il turismo rurale rappresenta una delle opportunità più importanti per il futuro del territorio, capace di generare economia, valorizzare le produzioni locali e rafforzare l’attrattività delle aree interne attraverso un modello di sviluppo sostenibile e profondamente legato all’identità abruzzese.

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1 In Evidenza - 14 mag 2026

Montagna e aree interne: CIA Abruzzo presenta alla Regione un piano organico contro lo spopolamento

CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo presenta alla Regione un piano di proposte per rilanciare le aree interne e contrastare lo spopolamento, in vista della seduta straordinaria del Comitato per la Legislazione del 14 maggio dedicata alle modifiche delle leggi regionali sulla montagna.

Nel documento inviato al presidente del Comitato e agli assessori competenti, l’organizzazione agricola chiede una svolta concreta nelle politiche regionali: non interventi frammentati, ma una strategia capace di rimettere al centro agricoltura, allevamento, servizi e qualità della vita nei territori montani.

“Non possiamo più limitarci a gestire il declino”, afferma il presidente di CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo Nicola Sichetti. “Serve una visione che renda la montagna attrattiva per giovani, famiglie e imprese. L’agricoltura deve tornare ad essere il motore economico e sociale delle aree interne”.

Tra le proposte avanzate da CIA Abruzzo c’è il sostegno alla zootecnia estensiva e di montagna, attraverso incentivi legati alle filiere corte e ai marchi territoriali, per garantire reddito agli allevatori e contrastare l’abbandono dei pascoli. Centrale anche il recupero dei terreni agricoli abbandonati, con un piano straordinario destinato a restituire superfici coltivabili ai giovani e a chi decide di investire nelle aree interne.

L’organizzazione propone inoltre di riconoscere economicamente il lavoro degli agricoltori nella manutenzione del territorio, attraverso veri e propri contratti di manutenzione territoriale per attività di difesa idrogeologica, gestione forestale e cura del reticolo idrico.

Grande attenzione anche alla multifunzionalità agricola. Per CIA Abruzzo le aziende agricole devono diventare “hub di servizi” per le comunità locali, ospitando agricoltura sociale, fattorie didattiche, servizi per anziani e famiglie, oltre a svolgere un ruolo strategico nelle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Nel documento trovano spazio anche proposte su scuole, sanità e infrastrutture. CIA Abruzzo chiede il mantenimento dei plessi scolastici nei comuni montani, il potenziamento della sanità territoriale e della telemedicina, una rete stradale efficiente e soprattutto il superamento del divario digitale attraverso banda larga e tutor digitali rurali a supporto di imprese e cittadini.

Sul fronte economico, l’associazione propone una fiscalità di vantaggio per chi investe in montagna: riduzione dell’IRAP, incentivi fiscali, credito d’imposta ed esenzioni IMU per le imprese che operano nei comuni montani.

“Le aree interne non hanno bisogno di assistenzialismo”, sottolinea Sichetti, “ma di strumenti che consentano alle imprese di creare lavoro e servizi. L’agricoltore oggi può diventare un vero manager agro-civico del territorio, custode dell’ambiente e punto di riferimento per le comunità locali”.

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1 In Evidenza - 13 mag 2026

AGIA Abruzzo: il ricambio generazionale in agricoltura chiave per la sicurezza del territorio e lo sviluppo sostenibile

Per rendere l'agricoltura realmente attrattiva per i giovani abruzzesi, non sono sufficienti i soli incentivi economici; è indispensabile un profondo cambio di prospettiva culturale. Questo è il messaggio centrale che AGIA Abruzzo, in linea con i recenti dati emersi dall'indagine Cia Trend “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro”, intende sottolineare. L'associazione evidenzia l'urgenza di promuovere una nuova percezione del settore agricolo e un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni, fattori cruciali per la salvaguardia del territorio e per lo sviluppo sostenibile della regione.

 La ricerca “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro” rivela una forte preoccupazione tra la maggioranza degli italiani riguardo a fenomeni come frane, alluvioni e dissesto idrogeologico. In questo contesto, l'agricoltura viene riconosciuta come un pilastro essenziale per la difesa del suolo e la tutela del paesaggio. L'89% degli intervistati ritiene che l'abbandono delle aree agricole incida direttamente sull'aumento di tali rischi, mentre oltre l'80% concorda sul fatto che sostenere chi coltiva significa investire attivamente nella sicurezza collettiva.


Tuttavia, emerge una significativa contraddizione: nonostante l'importanza riconosciuta, il settore agricolo registra una quota minima nelle preferenze 



occupazionali dei giovani. Viene percepito come stabile ma poco dinamico e meno attrattivo rispetto ad ambiti quali comunicazione, marketing e digitale. Questa percezione ostacola il ricambio generazionale, nonostante l'agricoltura rappresenti oggi un comparto sempre più innovativo e strategicamente rilevante.

 

AGIA Abruzzo ritiene fondamentale affrontare questa duplice sfida, culturale e strutturale. È necessario presentare l'agricoltura come un progetto professionale moderno, capace di offrire reali prospettive di reddito e una buona qualità della vita. Ciò richiede un investimento continuo nella formazione, che deve includere competenze avanzate in business plan, intelligenza artificiale, finanza e multifunzionalità. Parallelamente, sono indispensabili strumenti concreti per facilitare l'accesso dei giovani al settore, come la creazione di Società agricole emergenti e l'istituzione di fondi dedicati all'innovazione tecnologica.


Un altro punto cruciale è la promozione della “staffetta intergenerazionale”. Nelle aree interne, molti agricoltori anziani continuano a operare a causa della mancanza di un ricambio. AGIA Abruzzo propone l'introduzione di percorsi strutturati di affiancamento tra generazioni, supportati da incentivi fiscali e da un miglioramento delle condizioni previdenziali. Queste misure mirano a favorire il passaggio di consegne e ad aprire nuove opportunità professionali per i giovani nel settore.


“Il futuro del nostro territorio passa inevitabilmente per i giovani”, afferma Diego Pasqualone, presidente di AGIA Abruzzo. “I dati della ricerca confermano il valore inestimabile dell'agricoltura per la sicurezza e la tutela ambientale, ma evidenziano anche la difficoltà del settore nell'attrarre le nuove generazioni. 

Dobbiamo impegnarci a cambiare questa percezione, investendo con decisione in innovazione, formazione e accesso alla terra, e valorizzando il ruolo dell'agricoltore come vero manager del territorio. Solo così potremo garantire un futuro solido e sostenibile all'Abruzzo.”

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2 In Evidenza - 20 apr 2026

CIA Chieti-Pescara, si chiudono in Fiera tre giorni per raccontare il territorio

Si chiude con soddisfazione la partecipazione di CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara alla 64ª Fiera Nazionale dell’Agricoltura, ospitata presso Lancianofiera, dove per tre giorni lo stand dell’associazione ha rappresentato uno spazio dedicato alla promozione delle eccellenze agroalimentari del territorio.

Attraverso showcooking, degustazioni e momenti di confronto con il pubblico, CIA ha scelto di valorizzare alcuni dei prodotti simbolo del territorio, dal Peperone dolce di Altino IGP all’olio extravergine d’oliva abruzzese, per i quali l’organizzazione continua a sostenere il percorso di riconoscimento, fino al Carciofo Mazzaferrata di Cupello, espressione autentica della biodiversità agricola locale.

Particolare attenzione è stata riservata alle aziende agricole del territorio, protagoniste di un programma che ha messo al centro il lavoro quotidiano dei produttori e la qualità delle filiere locali, insieme alla presenza del Mercato Contadino – La Spesa in Campagna, che ha contribuito a rafforzare il legame tra produzione agricola e consumo consapevole.

Importante anche la collaborazione con Radio Ciao, che ha accompagnato le tre giornate raccontando in diretta l’evento, mentre la presenza di AIS Abruzzo ha rappresentato un valore aggiunto nei momenti dedicati alla degustazione e alla valorizzazione dei vini del territorio.

“Siamo molto soddisfatti di come è andata questa edizione della Fiera”, dichiara il presidente di CIA Chieti-Pescara, Domenico Bomba, “perché siamo riusciti a trasformare il nostro stand in un luogo di incontro e di racconto, dove i visitatori hanno potuto conoscere da vicino i prodotti, le aziende e il lavoro che ogni giorno sostiene la nostra agricoltura.”

“Abbiamo voluto dare spazio alle imprese del territorio e alle produzioni che ne rappresentano l’identità”, prosegue Bomba, “portando all’attenzione del pubblico eccellenze locali. La risposta ricevuta ci conferma che investire nella valorizzazione del territorio è la strada giusta.”


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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 14 mag 2024

Olio: Cia, avanti con nuovo piano nazionale di settore e risorse adeguate

Avanti con nuovo piano nazionale per il comparto olivicolo-oleario e a politiche, supportate da adeguate risorse, che riconoscano le sfide sulle spalle del settore tra emergenze climatiche e fitosanitarie, rischio abbandono dei campi e urgenza di riorganizzarsi e innovare. Così Cia-Agricoltori Italiani al termine della riunione promossa, al Masaf, dal sottosegretario di Stato, Patrizio Giacomo La Pietra, preliminare alla revisione di una strategia quasi decennale e alla costituzione del Tavolo di settore.

E, dunque, dal presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, e di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo, il ringraziamento al sottosegretario La Pietra per l’attenzione riservata al comparto e, soprattutto, per l’organizzazione del lavoro, già orientata ai prossimi passi e a interventi per ridurre i costi di produzione.

Confermato l’impegno a contribuire, fattivamente, alla costruzione del piano, consapevoli delle priorità da cui ripartire. Serve incentivare la produzione nazionale attraverso un’azione di ristrutturazione e ammodernamento degli impianti olivicoli esistenti, da rafforzare anche con ulteriori strutture, più innovative e in grado di esaltare il patrimonio di varietà e l’orografia del territorio italiano. Necessario, poi, l’input di pratiche e soluzioni tecnologiche per tutelare la risorsa acqua, stabilizzare le rese, preservare la qualità, ma anche il reddito dei produttori.

In difficoltà un comparto che oggi deve fare, tristemente, i conti con almeno 200 mila ettari di oliveti in stato di totale abbandono e oltre 300 mila a rischio tenuta (dati Centro Studi Italia Olivicola). Per Cia va invertita la rotta prima che venga compromesso non solo il potenziale produttivo agricolo, ma anche la vitalità delle aree rurali. A tal riguardo, ampio spazio va dato alla ricerca, in particolare rispetto alla Xylella e, quindi, all'esigenza di rigenerare le aree compromesse e proteggere efficacemente quelle indenni. A chiudere il cerchio, l’anello fondamentale rappresentato dal ruolo delle Organizzazioni di produttori (Op) e dalla necessità di approdare a un’unica interprofessione inclusiva e rappresentativa. 

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1 In Evidenza - 14 mag 2024

Abruzzo, aperti i corsi di formazione per Imprenditore Agricolo Professionale e Operatore Di Fattoria Didattica

L' agenzia formativa CIPAT Abruzzo, accreditata nella regione Abruzzo per le attività di formazione, ha pubblicato il bando per l'iscrizione ai corsi di:

  • Imprenditore agricolo professionale: della durata di 150 ore
  • Operatore di fattoria didattica: della durata di 78 ore
Le lezioni in aula verranno realizzate presso le sedi accreditate dell’ente (Viale G. Bovio n.85 e Via Raffaello n. 26, Pescara) e presso aule complementari accreditate, da individuare in base alle esigenze logistiche dei partecipanti.

In allegato in bando e le modalità di iscrizione.

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1 In Evidenza - 13 mag 2024

Cia Abruzzo incontra l'Assessore all'Agricoltura Imprudente: al centro proposte e dialogo per il futuro del settore

Si è tenuto nel pomeriggio di sabato un incontro di fondamentale importanza tra Cia Abruzzo e l'Assessore all'Agricoltura e Vice Presidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente. La riunione, presieduta dal Direttore Cia regionale Mariano Nozzi, ha rappresentato un'occasione cruciale per discutere delle attuali sfide e opportunità del settore agricolo abruzzese.

Il Direttore Nozzi ha aperto l'incontro illustrando con dati statistici il ruolo significativo che Cia Abruzzo riveste attualmente, includendo il numero di associati, aziende rappresentate, estensione degli ettari coltivati e le associazioni di persone organizzate.

Successivamente, il Presidente di Cia Abruzzo, Nicola Sichetti, ha presentato il documento di proposte elaborato dall'associazione, sottoponendolo all'attenzione dell'assessore Imprudente. “Il 2023 è stato un anno estremamente difficile per gli agricoltori abruzzesi, con avversità meteorologiche, malattie delle piante e una complessa situazione di mercato che hanno messo a dura prova la resilienza del settore”, ha affermato Sichetti.

Il Piano propone interventi strategici in tre aree chiave:

Valorizzazione delle produzioni agricole lungo la filiera: promuovere la qualità e la diversificazione delle produzioni, garantendo un equo ritorno economico per gli agricoltori.

Valorizzazione dell'agricoltura familiare nelle aree interne: Sostenere le comunità agricole nelle zone meno sviluppate, promuovendo pratiche sostenibili e innovative.

Limitazione del consumo di suolo agricolo: attraverso una legge quadro, proteggere le risorse agricole e favorire una gestione sostenibile del territorio.

L'Assessore Imprudente ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto da Cia Abruzzo negli ultimi anni, riconoscendo il ruolo cruciale e le battaglie condotte dall'associazione. Ha sottolineato l'importanza di valorizzare le produzioni agricole regionali e ha proposto di concentrarsi sulla certificazione della qualità dei prodotti per migliorare la competitività sui mercati nazionali e internazionali. Inoltre, ha evidenziato la necessità di promuovere il marchio "Made in Abruzzo" e ha proposto l'accordo dei Consorzi di bonifica per ottimizzare i costi e migliorare i servizi.

Nel corso dell'incontro sono stati affrontati diversi temi cruciali:

Approvvigionamento idrico: Il cambiamento climatico ha reso evidente la necessità di una gestione responsabile delle risorse idriche, soprattutto per uso agricolo. Per affrontare questa sfida, proponiamo un piano straordinario di investimenti per migliorare l'efficienza idrica e garantire una gestione sostenibile delle risorse.

Danni della fauna selvatica alle colture agricole: L'aumento della popolazione di fauna selvatica rappresenta una minaccia per l'agricoltura. È urgente introdurre una riforma della legislazione regionale per garantire una gestione equilibrata e sostenibile della fauna selvatica, proteggendo al contempo le colture agricole e la sicurezza pubblica.

Produzioni e aggregazioni di prodotti: Per migliorare la competitività e la resilienza del settore, è fondamentale promuovere il riconoscimento delle denominazioni IGP e DOP e incentivare la cooperazione tra le imprese agricole.

Nuovo CSR e burocrazia regionale: Semplificare le procedure e rendere più accessibili i finanziamenti è essenziale per sostenere lo sviluppo rurale e promuovere l'innovazione nel settore agricolo.

Il Presidente Sichetti ha chiuso l'incontro sottolineando la disponibilità di Cia Abruzzo a collaborare attivamente per costruire un futuro prospero per l'agricoltura regionale.

L'incontro si è concluso con un dibattito tra i partecipanti, arricchito dai contributi dei Presidenti delle associazioni Turismo Verde e Donne in Campo, Domenica Trovarelli e Annamaria D'Alonzo, rispettivamente.


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1 In Evidenza - 08 mag 2024

Cia Abruzzo al Tavolo verde regionale: ritardi inaccettabili per l’agricoltura abruzzese

“Nell'ambito del cosiddetto "Tavolo Verde" sull'agricoltura, tenutosi nei giorni scorsi, emergono decisioni che destano più perplessità che fiducia nel futuro del settore”. Così il Presidente Cia Abruzzo, Nicola Sichetti, nel condividere le principali decisioni emerse.
Si è affrontato il delicato tema della peronospora che ha colpito duramente le aziende abruzzesi. È stata deliberata un'importante somma di 2.5 milioni di euro per l'annualità 2023, con l'obiettivo di affrontare i danni causati da questa malattia. 

“Durante il tavolo, la governance della Fira, ha presentato le scuse per il ritardo inaccettabile accumulato nelle istruttorie delle domande. Ci troviamo di fronte a un' inefficienza amministrativa senza precedenti. Mentre i produttori affrontano perdite drammatiche, l'amministrazione si arrovella in procedure lente e inutili. Siamo consapevoli delle difficoltà incontrate da alcune aziende nel soddisfare tutti i requisiti richiesti e, per questo motivo, stiamo lavorando per garantire uno scorrimento di graduatoria che possa riflettere equamente le necessità del nostro territorio”
, sostiene Sichetti.

“Inoltre, abbiamo preso importanti decisioni riguardo all'impiego dei fondi per l'anno 2024. Abbiamo deciso di attivare un bando volto a ridurre il tasso di interesse per le aziende agricole che hanno subito un calo significativo del fatturato o della produzione. Vogliamo assicurarci che tutte le aziende che hanno bisogno di supporto possano accedere a queste risorse, non solo quelle vitivinicole ma tutte le realtà che operano nel nostro territorio”.
I restanti 5 milioni di euro e 7,5 milioni di euro impegnati ma non ancora finanziati saranno trasferiti all’Agea, che effettuerà pagamenti supplementari alle aziende situate in Abruzzo, utilizzando le graduatorie delle domande in corso di presentazione. 


Per quanto riguarda l'Uma, si è deciso di elevare gli anticipi al 95% dell'assegnato 2023 e di conferire alle nuove aziende un'assegnazione a forfait, in attesa della risoluzione delle problematiche tecniche. 

“Ancora una volta, ci troviamo di fronte a un'incapacità di gestione che rischia di compromettere l'intero sistema di sostegno alle aziende agricole. Le promesse di risolvere le problematiche tecniche sono ormai come un ritornello stanco, ripetuto all'infinito senza mai tradursi in azioni concrete”, continua il Presidente.

Infine, le criticità connesse all'eco-schema 1 - Livello 1, che penalizzano in modo significativo le regioni del centro Italia, tra cui l’Abruzzo. Le proposte di semplificazione avanzate sono solo l'inizio di un dibattito che dovrebbe coinvolgere non solo le istituzioni regionali ma anche quelle nazionali.

"Le nostre aziende non hanno bisogno di promesse vuote, ma di azioni concrete e immediate. Ci aspettiamo una presa di responsabilità da parte delle istituzioni”, ha concluso Sichetti.

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1 In Evidenza - 07 mag 2024

Dl Agricoltura: Cia, da governo risposte concrete. Ma manca Granaio Italia

Un decreto che risponde alle emergenze più impellenti del settore agricolo, con misure attese e sollecitate più volte dalla Confederazione, come la moratoria sui mutui, gli aiuti alle filiere in sofferenza, il rafforzamento delle pratiche sleali. Manca però Granaio Italia, su cui non sono accettabili ulteriori rinvii e, quindi, urge lavorare in Parlamento per la sua reintroduzione. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il Dl Agricoltura, all’indomani della presentazione in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale -spiega Fini- possiamo già dire che, con il decreto, cominciamo ad avere le prime risposte concrete alle esigenze dell’agricoltura. Oltre al sostegno al credito delle aziende con la moratoria, sono molto importanti le risorse aggiuntive per kiwi e cereali, i ristori per flavescenza e peronospora, la spinta annunciata sugli abbattimenti dei cinghiali, anche con l’esercito, per far fronte alla PSA e l’avvio, finalmente, di una regolamentazione del fotovoltaico a terra, che non intralci o impedisca le coltivazioni agricole”.

“Bene, in particolare, la norma sulle pratiche sleali che prevede di fissare un costo medio di produzione per ogni singolo prodotto agricolo, con la certificazione di Ismea, che va nella direzione della proposta lanciata da Cia nel suo Piano nazionale per l’agricoltura, e dove si possono fare ulteriori miglioramenti per arrivare a prezzi davvero equi -aggiunge Fini-. Resta lo stupore per la proroga inaspettata del Registro telematico per il grano, strumento fondamentale per riportare trasparenza sui mercati, per il quale serve trovare una soluzione al più presto”.  

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1 INAC - 06 mag 2024

Accesso alla pensione anticipata e Opzione Donna nel 2024: i requisiti

Con una circolare l'INPS fornisce chiarezza sui requisiti per accedere alla pensione anticipata nel 2024, sia per coloro che rientrano nel regime generale che per le lavoratrici che optano per l'Opzione Donna. Vediamo insieme le principali disposizioni e le novità introdotte.

 
Pensione Anticipata nel 2024: requisiti da rispettare

 Secondo la circolare n. 59 dell'INPS, coloro che possono accedere alla pensione anticipata sono coloro che hanno raggiunto i 61 anni di età e maturato almeno 35 anni di contributi entro il 2023, a patto di rispettare i profili di tutela previsti.

 
Opzione Donna: requisiti e profili di tutela

 Per quanto riguarda l'Opzione Donna, la pensione anticipata può essere richiesta dalle lavoratrici che hanno compiuto 61 anni di età e accumulato 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2023, sempre nel rispetto di specifici profili di tutela.

Le lavoratrici devono:

Assistere un familiare disabile, con un'invalidità civile almeno del 74%, o aver concluso un rapporto di lavoro dopo tavoli di confronto istituiti presso il Mise.
Soffrire una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%.
Essere licenziate o dipendenti da imprese in crisi con tavoli di confronto attivi.
 

Agevolazioni per le lavoratrici con figli

 Il requisito anagrafico viene scontato di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due anni.

 
Requisiti per le lavoratrici dipendenti o licenziate da imprese in crisi

Le lavoratrici dipendenti devono essere collocate in aziende con tavoli di confronto per la gestione della crisi attivi al momento della richiesta. Per le lavoratrici licenziate, il licenziamento deve essere avvenuto durante il periodo di attività del tavolo e non devono aver ripreso un lavoro dipendente a tempo indeterminato successivamente al licenziamento.

 
Scadenza importante: richiesta prima della chiusura del tavolo di crisi

È fondamentale inviare la domanda di pensionamento prima della chiusura del tavolo di crisi, altrimenti si rischia di perdere il diritto alla pensione Opzione Donna. 

 
Restiamo a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti.

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