News in evidenza

1 In Evidenza - 06 feb 2026

Ue: sei giovani di Agia-Cia titolari dei Gruppi di Dialogo Civile


Sono sei i giovani di Agia-Cia scelti per i Gruppi di Dialogo Civile attivati dalla Commissione Ue per il prossimo biennio 2026-2028. L’Associazione dei giovani imprenditori agricoli di Cia si conferma così tra le più rappresentative in Europa, anche tramite l’impegno all’interno del Ceja – il Consiglio europeo dei giovani agricoltori – per dare supporto a Bruxelles e contribuire al dibattito sui principali dossier agricoli.

Selezionati dal Ceja, sono stati nominati membri titolari: Elisa Vallorani, 35 anni, Agia-Cia Marche, a capo di un’azienda agricola con agriturismo a Colli del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, produttrice di olio e frutta, nel CDG on Agricultural Markets (Horticulture); Guido Cusmai, 36 anni, Agia-Cia Puglia, titolare dell’azienda biologica di famiglia a Vico del Gargano, in provincia di Foggia, nel Parco Nazionale, produttore di olio EVO e agrumi, nel CDG on Agricultural Market (olives) e nel CDG on Environment and Climate Change; Claudio Colletta, 33 anni, Agia-Cia Marche, imprenditore florovivaistico a Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, nel CDG on Environment and climate change; Martina Codeluppi, 31 anni, Agia-Cia Emilia-Romagna, gestisce l’azienda agricola di famiglia a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, produttrice di piante da orto bio, nel CDG on Organic Farming; Luca Bianchi, 33 anni, Agia-Cia Marche, imprenditore biologico a Fabriano, coltiva cereali e miele valorizzando il territorio, nel CDG on Organic Farming; Riccardo Randello, 37 anni, Agia-Cia Sicilia, titolare di un’azienda bio a Licodia-Ubea, in provincia di Catania, produttore di leguminose, grani autoctoni e olio EVO, nel CDG on Quality and Promotion.

“L’Europa è il punto di riferimento dell’agricoltura di domani e il luogo dove il protagonismo dei giovani deve guidare le scelte del settore -dichiara il presidente nazionale di Agia-Cia, Enrico Calentini-. Avere nostri rappresentanti nei Gruppi di Dialogo Civile dimostra la proattività e la competenza dei nostri associati. In questo modo rafforziamo il nostro impegno a Bruxelles, continuando a confrontarci con le istituzioni su temi chiave come il ricambio generazionale, perché senza nuove leve l’agricoltura non può avere futuro”.

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 06 feb 2026

Fruit Logistica: Cia, ortofrutta italiana in “transizione violenta”. Le priorità per il 2026


“Il settore ortofrutticolo italiano è entrato in una fase di transizione violenta. Tra crisi climatiche, tensioni geopolitiche e squilibri commerciali, le nostre imprese non possono più restare sole a gestire l’urto di un mercato globale sempre più sbilanciato, senza regole comuni, senza reciprocità negli scambi e senza tutele adeguate per il reddito”. È il monito lanciato dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, all’apertura di Fruit Logistica a Berlino.

Una transizione che, per Cia, va governata rimettendo al centro il ruolo degli agricoltori e riequilibrando i rapporti lungo la filiera, prima ancora di affrontare i singoli dossier commerciali. Perché l’ortofrutta non è una semplice voce statistica, ma il cuore pulsante del Made in Italy agricolo: con 18,9 miliardi di euro di valore, 150mila aziende coinvolte e oltre un milione di ettari coltivati, rappresenta il primo comparto nazionale e incide per un incredibile 28% sulla produzione agricola totale. “Dietro questi numeri -ha ricordato Fini- ci sono competenze, biodiversità e presidio dei territori. Un patrimonio che il sistema Paese e l’Europa hanno il dovere di proteggere”.
Proprio per rispondere all’attuale fase di forte instabilità e difendere il settore, il presidente di Cia ha illustrato in fiera priorità e richieste strategiche dell’organizzazione per il 2026:

RAFFORZAMENTO DELLA POSIZIONE DEGLI AGRICOLTORI – Il riequilibrio dei rapporti di filiera e la maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi sono nodi centrali per garantire un giusto reddito agli agricoltori. Occorre istituire un Osservatorio dei prezzi e dei costi europeo, per monitorare l’andamento dei costi agricoli e contrastare distorsioni e sperequazioni tra la remunerazione dei produttori e i prezzi allo scaffale.

SEMPLIFICAZIONE E AGGREGAZIONE – Resta fondamentale la creazione e il rafforzamento di Op e Aop, le fusioni tra Op, il sostegno a Op transnazionali e a progetti integrati, per aumentare la massa critica sul mercato. È quindi necessario sburocratizzare l’accesso agli aiuti comunitari e garantire che, nella futura Pac, il settore ortofrutticolo organizzato continui a ricevere un sostegno adeguato, evitando che le scelte di co-finanziamento nazionale generino distorsioni tra Stati membri o tra settori all’interno di ciascun Paese.

RECIPROCITA’ REALE NEGLI SCAMBI – Serve l’applicazione delle clausole a specchio in tutti gli accordi commerciali, a partire dal Mercosur, per impedire l’importazione di prodotti che non rispettano gli standard ambientali, fitosanitari e sociali europei.


Sul fronte commerciale, d’altronde, l’export ortofrutticolo italiano resta sotto pressione. Se l’accordo Ue-Usa ha evitato un’escalation tariffaria, i dazi al 15% in vigore da agosto 2025 continuano a rappresentare un freno significativo per l’ortofrutta nazionale. Allo stesso tempo, per Cia la crescente pressione competitiva del Nord Africa – con Paesi come Marocco ed Egitto che hanno raggiunto 4,5 miliardi di dollari di export ortofrutticolo – impone all’Italia un’accelerazione su innovazione, qualità certificata e organizzazione per mantenere la leadership nel Mediterraneo. D’altra parte, però, il rispetto degli stessi standard dell’Ue per i Paesi terzi non deve essere più un’opzione ma un obbligo, una condizione di equità per evitare che gli agricoltori italiani siano schiacciati da prodotti ottenuti con l’uso di sostanze vietate e costi del lavoro non regolamentati.  

“Non chiediamo protezionismo, ma regole uguali per tutti -ha concluso Fini-. In questo scenario, la fermezza diplomatica sui criteri di sicurezza e reciprocità deve andare di pari passo con dinamismo commerciale e innovazione. Solo così il nostro settore ortofrutticolo potrà continuare a generare valore nei territori e consolidare il proprio ruolo di traino dell’economia. Non può esserci alcuna transizione efficace se a pagarla sono sempre gli agricoltori”


Visualizza Allegato

2 In Evidenza - 03 feb 2026

Al via la prima fase di CIA Talent: un percorso per valorizzare giovani professionalità e competenze

È ufficialmente partita la prima fase di CIA Talent, il progetto promosso da CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara con l’obiettivo di valorizzare i talenti e favorire l’ingresso di nuove professionalità all’interno dell’organizzazione.

La fase iniziale del percorso prevede un programma strutturato di formazione generale, inserimento organizzativo e orientamento, a cui seguirà una formazione specifica dedicata ai diversi ambiti di competenza. Un percorso pensato per accompagnare i partecipanti nella conoscenza del sistema CIA, del suo metodo di lavoro e dei valori che ne guidano l’azione.

CIA Talent nasce con l’obiettivo di rafforzare la struttura organizzativa attraverso nuove competenze, trasmettendo una solida cultura associativa e favorendo una crescita concreta, sia professionale che umana, dei partecipanti. L’iniziativa punta a costruire nel tempo un vero e proprio “vivaio di eccellenze”, capace di contribuire allo sviluppo e al rinnovamento dell’organizzazione.

Le selezioni proseguiranno nei prossimi mesi e rappresentano un importante periodo di conoscenza reciproca: da un lato CIA valuta competenze, motivazione e attitudine dei giovani coinvolti; dall’altro i partecipanti possono comprendere se il contesto associativo e organizzativo risponde alle proprie aspettative e prospettive professionali.


“L’avvio dei tirocini formativi di CIA Talent rappresenta un investimento strategico sul capitale umano dell’organizzazione”, dichiara il direttore Alfonso Ottaviano, “Rafforzare la struttura significa elevare la qualità delle professionalità al servizio di cittadini e imprese, ma anche potenziare l’azione politico-sindacale della CIA. È un passaggio fondamentale per affrontare con competenza, visione e autorevolezza le sfide future del settore”.

Dopo l’evento di lancio, la prima fase del progetto si è conclusa con esito positivo, registrando un buon livello di adesioni e un significativo coinvolgimento, a conferma dell’interesse verso il percorso proposto.

Al centro di CIA Talent c’è la formazione, intesa non solo come esperienza operativa, ma come preparazione strutturata e continua. Investire sui giovani significa rafforzare il futuro dell’organizzazione e del territorio, puntando su competenze, innovazione e ricambio generazionale.

Con CIA Talent, CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara conferma il proprio impegno nel costruire opportunità di crescita e nel valorizzare i talenti come leva strategica per il futuro.

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 27 gen 2026

Giornata della Memoria: Cia, dall’orrore della Shoah all’agricoltura come strumento di pace


Oggi, in tutta Italia, si celebra la “Giornata della Memoria”, per imprimere nella memoria collettiva del Paese uno degli orrori più gravi e inauditi di cui l’uomo sia stato protagonista.
“Nessuno può dire: questo non mi tocca. La memoria è un dovere per tutti”, rifletteva lo scrittore Italo Calvino. È necessario, dunque, ricordare il passato per comprendere la storia e trarne insegnamento, sottolinea il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

“Questa giornata è un’occasione per riflettere sulla tragedia della Shoah e sul nostro angoscioso presente, perché non si ripetano gli orrori passati e si metta fine a tutti i conflitti e alle violenze nel mondo -osserva Fini-. Pensiamo soprattutto a Gaza, all’Iran, all’Ucraina, al Sudan, alla Repubblica Democratica del Congo e ad altre aree dimenticate, con l’auspicio che la politica e la diplomazia tornino a essere i soli mezzi per risolvere le controversie internazionali e costruire concreti percorsi di pace, a garanzia dei diritti umani e della democrazia”.

In questo processo, continua il presidente di Cia, “l’agricoltura ha un ruolo fondamentale: assicura la sicurezza alimentare nelle zone di crisi, sostiene le comunità rurali colpite dalla guerra e diventa strumento di riconciliazione attraverso lo sviluppo sostenibile dei territori”.

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 21 gen 2026

Mercosur: Cia, ascoltati da Parlamento Ue. Invio a Corte di Giustizia sia utile

“Finalmente c’è un Parlamento europeo che dimostra di aver ascoltato le nostre preoccupazioni e richieste sul Mercosur. La nostra manifestazione di ieri a Strasburgo è stata determinante e andrà avanti, nelle forme più opportune, affinché la sospensione della ratifica rappresenti, adesso, un tempo utile per far rispettare le nostre condizioni in questo, come in tutti i futuri negoziati commerciali”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rispetto all’ok dell’Eurocamera sull’invio dell’accordo direttamente alla Corte di giustizia Ue.

“Sebbene non ad ampia maggioranza, il voto odierno rinvia tutto alla verifica di compatibilità con i trattati Ue e, soprattutto”, specifica Fini, “fornisce uno spazio di pressione importante perché si garantiscano vera reciprocità, controlli ferrei e clausole di salvaguardia automatiche. Siamo pronti al confronto su questi nodi per noi dirimenti a tutela degli agricoltori e dei cittadini europei, in termini di competitività produttiva e di standard sanitari e ambientali che devono essere i medesimi imposti ai produttori e agli allevatori europei”.

Sulla stessa linea anche Cia Abruzzo, che esprime soddisfazione per la decisione del Parlamento europeo. “L’invio dell’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia Ue rappresenta un passaggio fondamentale per dare finalmente risposte concrete alle preoccupazioni degli agricoltori dei territori”, sottolinea Nicola Sichetti, Presidente di Cia Abruzzo. “Per una regione come la nostra, caratterizzata da produzioni di qualità, Dop e Igp, è indispensabile che ogni accordo commerciale garantisca una reale reciprocità, con controlli stringenti e tutele efficaci contro la concorrenza sleale”.

“Gli agricoltori abruzzesi” prosegue Sichetti, “non possono competere con prodotti che non rispettano gli stessi standard sanitari, ambientali e sociali richiesti in Europa. La sospensione della ratifica deve diventare un’occasione concreta per rafforzare le clausole di salvaguardia e difendere redditi, lavoro e sicurezza alimentare. In questo percorso, Cia Abruzzo continuerà a sostenere con forza la linea portata avanti da Cia nazionale, a tutela dell’agricoltura e dei cittadini europei”.

Ora, sotto i riflettori di Cia, l’intera fase di implementazione. “Le nostre proteste con migliaia di agricoltori, e questo ultimo atto del Parlamento Ue”, conclude Fini, “sono un messaggio chiaro sulla direzione da prendere: accordi commerciali internazionali solo a parità di regole e condizioni, per assicurare cibo sano, sicuro e trasparente ai nostri cittadini”.

Visualizza Allegato

2 In Evidenza - 21 gen 2026

Tutela degli agricoltori, interesse generale e servizi essenziali: la posizione di CIA sui Consorzi di Bonifica

CIA – Agricoltori Italiani ribadisce con forza che la propria priorità resta la tutela degli agricoltori, dei loro redditi e della continuità dei servizi essenziali, a partire dall’irrigazione e dalla bonifica.

In riferimento alle recenti sentenze del TAR Abruzzo – Sezione di Pescara, che riguardano il Consorzio di Bonifica Centro, la CIA chiarisce che si tratta di contenziosi di natura tecnica e amministrativa, normali in una fase complessa che interessa non solo questo Consorzio, ma l’intero sistema della bonifica.

“Le sentenze non mettono in discussione la funzione della bonifica, ma richiamano tutti a una gestione tecnica e amministrativa più chiara e ordinata”, ha sottolineato il direttore CIA, Alfonso Ottaviano, presente alla conferenza stampa, “È necessario evitare confusione tra gli agricoltori e lavorare con responsabilità.”

CIA ha espresso pieno riconoscimento al Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Bonifica Centro, composto da agricoltori ed espressione diretta del territorio, e al suo presidente Enisio Tocco, per il lavoro svolto in due anni particolarmente complessi, in una situazione ereditata da decenni di criticità strutturali e gestionali.

L’attuale CdA ha avviato un piano di risanamento e programmato investimenti indispensabili per garantire il futuro della bonifica e dell’irrigazione, un percorso che la CIA continuerà a sostenere insieme a tutte le associazioni di categoria, nell’interesse esclusivo del mondo agricolo.

La CIA ribadisce alcuni principi fondamentali:

  • Gli agricoltori devono avere servizi efficienti e continui.

  • Devono avere accesso all’acqua per produrre, perché senza acqua non esiste agricoltura di qualità né reddito.

  • Devono sostenere ruoli equi e sostenibili, compatibili con redditi agricoli già sotto pressione.

Allo stesso tempo, i Consorzi di Bonifica non servono solo gli agricoltori, ma svolgono un ruolo essenziale anche per:

  • La sicurezza idraulica dei territori.

  • La tutela dei cittadini.

  • Il supporto alle imprese e alle attività produttive.

“La tutela deve essere generale, non limitata a singole posizioni”, sottolinea Ottaviano, riferendosi a tutti i Consorzi di Bonifica, non solo a quello Centro.

L’organizzazione conferma il proprio impegno a mantenere un dialogo costante con la Regione Abruzzo e tutte le forze politiche, per accompagnare il piano di risanamento, garantire l’accesso alle risorse disponibili e sostenere investimenti strategici per il territorio.

Eventuali sentenze, procedimenti o percorsi giudiziari utili a fare chiarezza sulla gestione o su eventuali criticità dovranno essere affrontati senza timori: il Consorzio agirà sempre nel rispetto delle regole e dell’interesse pubblico.

“In queste settimane si è generata molta confusione tra gli agricoltori”, avverte il direttore provinciale, “indebolire i Consorzi significa indebolire i servizi, bloccare investimenti e compromettere l’ordinaria amministrazione.”

Dopo anni, i Consorzi sono tornati a essere gestiti dagli agricoltori. La CIA sceglie una linea di responsabilità, unità e tutela concreta, convinta che solo attraverso confronto istituzionale, collaborazione e visione di interesse generale si possa garantire acqua, sicurezza e futuro ai territori.

Visualizza Allegato
News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 05 dic 2019

Al via bando "Nuovi Fattori di Successo 2019"

L'Ismea, nell'ambito delle attività finanziate dal programma Rete Rurale Nazionale 2019/2020, ha indetto un concorso per la settima selezione nazionale "Nuovi Fattori di Successo" finalizzata alla valorizzazione ed alla diffusione delle buone pratiche nello sviluppo rurale realizzate da giovani agricoltori e finanziate dall'Unione Europea. 

Il concorso selezionerà 12 aziende che saranno presentate come esempi di "eccellenza" nell'ambito delle iniziative della Rete Rurale Nazionale e saranno premiate durante una cerimonia istituzionale durante un evento di carattere nazionale.

Le prime tre aziende classificate saranno protagoniste di tre documentari.


Le domande di partecipazione dovranno pervenire, a pena di esclusione, entro e non oltre le ore 17,00 del giorno 18 dicembre 2019.

 

Visualizza Allegato





2 In Evidenza - 18 nov 2019

Quattrocento pensionati alla Festa Provinciale dell’Anp Chieti - Pescara

 Il ruolo dell’agricoltura per lo sviluppo delle aree interne al centro del dibattito in occasione della Festa Provinciale dell’Anp Chieti – Pescara che ha riunito circa 400 pensionati e che si è tenuta ieri, 16 novembre, presso il ristorante La Masseria a Piazzano di Atessa. Dopo i ringraziamenti di Valterio Paolucci, Presidente dell’Anp provinciale, e di Dino Bruno, Presidente dell’Anp Abruzzo, parola al Presidente della Cia Chieti – Pescara, Nicola Sichetti, “Il rilancio delle aree interne, oggi penalizzate dall’abbandono dell’agricoltura, dall’invecchiamento della popolazione e dal forte dissesto idrogeologico, è un obiettivo imprescindibile per un Paese che vuole davvero tornare a crescere e ridurre la disoccupazione giovanile”, ha dichiarato Sichetti, “Occorre sviluppare una forte integrazione tra l’agricoltura di qualità e la ricchezza delle risorse storico-culturali, naturali e paesaggistiche di questi territori”. 

Le aree interne rappresentano due terzi della superficie nazionale ed un terzo della popolazione italiana e costituiscono un forte potenziale di sviluppo per il territorio. Cia Agricoltori Italiani ha lanciato una grande mobilitazione nazionale sul tema denominata “Il Paese che vogliamo” che affronta le problematiche che frenano lo sviluppo delle aree interne.

“Dobbiamo recuperare il doppio ruolo dell’agricoltura, quello di coltivare e custodire il terreno e rivendicare la sua importanza anche riguardo il cambiamento climatico”, afferma Giuseppe Cornacchia della Cia Nazionale, “Le aree interne equivalgono a grandi opportunità ma se vogliamo davvero valorizzarle dobbiamo cercare di risolvere i problemi a esse connesse come la diffusione della fauna selvatica, le infrastrutture, il ritardo tecnologico, i servizi al cittadino”. Il Presidente della Cia Abruzzo, Mauro Di Zio ha ricordato la proposta di legge sulla fauna selvatica per affrontare concretamente un problema ormai fuori controllo, aggiornando una legislazione obsoleta e totalmente carente sia sul piano economico che su quello ambientale. Sono intervenuti al dibattito moderato dal direttore della Cia Chieti-Pescara,Alfonso OttavianoMariano Nozzi, direttore della Cia Abruzzo, Franco Fiori, Vice Presidente dell’Anp Nazionale, Enrico Calentini, Presidente Agia Chieti-Pescara e Beatrice Tortora, Vice Presidente della Cia Chieti-Pescara.

Erano presenti all’incontro i sindaci e i delegati dei Comuni di Atessa, Casoli, Roccascalegna, Altino, Fraine, Sant’Eusanio del Sangro, Guardiagrele, Monteodorisio e Canosa Sannita.

Nel corso della giornata, proseguita con un momento di festa, sono stati consegnati dei riconoscimenti professionali agli associati Giuseppe Cornacchia, Tommaso di Salvatore e Carlo Oliva.

Visualizza Allegato





1 Eventi - 15 nov 2019

Olio: mercato non decolla, cisterne piene e prezzi a picco

“Nonostante una buona ripresa produttiva ed una qualità eccellente del prodotto, il mercato dell’olio quest’anno ancora non decolla: gli acquirenti aspettano affinché il prezzo dell’extravergine italiano arrivi quasi al livello di quello spagnolo, le cisterne si riempiono e chi ne paga le conseguenze sono come al solito i produttori e i frantoiani”.

 

Con queste parole il Presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, ed il Presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo, esprimono grande preoccupazione per la situazione che vive il mercato dell’olio in Italia nel momento più importante dell’anno per centinaia di migliaia di produttori che vorrebbero raccogliere il frutto del duro lavoro portato avanti in questi mesi.

 

“I produttori ed i frantoiani continuano a rappresentare l’anello debole della catena e questi comportamenti di certo non agevolano la ripartizione del valore tra tutti i protagonisti della filiera – hanno rimarcato Scanavino e Sicolo -. Vendere un prodotto d’eccellenza ad un prezzo stracciato significa non rientrare nemmeno delle spese sostenute dagli agricoltori per lavorare i terreni, curare le piante e irrigare”.

 

“Dopo la disastrosa annata passata, la peggiore di sempre, questa bolla commerciale metterebbe definitivamente in ginocchio migliaia di famiglie ed un intero settore simbolo del Made in Italy – hanno concluso Scanavino e Sicolo -. Per questo auspichiamo una ripresa delle contrattazioni per evitare il naufragio della campagna olivicola e porre rimedio a questa situazione prima che sia troppo tardi”.

Visualizza Allegato





2 Eventi - 15 nov 2019

"Storie di Cibo": appuntamento gastronomico a Guardiagrele il 18 e 19 novembre

Storie ed aneddoti, riti e tradizioni, conditi dal sale della terra che accomuna le origini di tutti i relatori: sono questi gli ingredienti della prima edizione di Storie di Cibo, un evento voluto da CIA Chieti Pescara e Confesercenti Chieti con la collaborazione della Camera di Commercio Chieti Pescara e che vede la direzione artistica di Gino Primavera, gastronomo, esperto del settore, già professore di “Scienza degli Alimenti” all’Istituto Alberghiero di Villa Santa Maria (CH), patria dei cuochi d’Italia. Primavera vanta numerose pubblicazioni (La cucina delle Maiella, con Lucio Biancatelli, Tarka, Maluzzo 2018), (Bevo la Foglia, con Nunzio Di Paolo, Pescara 2016), (Butto la pasta e Mangio la foglia, Pescara 2016), (la valle dei sensi, nel volume Raccontami l’Abruzzo, Chieti 2017), e numerose altre pubblicazioni.

 

“Il cibo è sempre stato rappresentato sotto un duplice punto di vista” afferma Primavera in conferenza stampa “uno legato alla bontà dei prodotti e l’altro derivante dalle sue proprietà nutraceutiche. Ma c’è un terzo aspetto di cui vogliamo parlare ed è quello legato al marketing: un prodotto si porta dietro tanto altro da dire e tutto questo verrà spiegato lunedì e martedì”.

 

Storie di Cibo si terrà tra le preziose mura del Museo dell’Artigianato Artistico di Guardiagrele di cui gode il patrocinio insieme a quello del Comune e dell’Unione Cuochi Abruzzesi.

 

“Ognuno dei 16 relatori avrà delle storie particolari da raccontare: ci sarà il veterinario Mastrocola con i suoi aneddoti sugli animali abruzzesi; un simpatico trentacinquenne di campagna la cui zia, oggi di 91 anni, cucinava nelle case per omaggiare i matrimoni. E vedremo anche personaggi illustri della nostra cucina, come Peppino Tinari di Villa Maiella, parlare delle famose ciammaiche”.

 

“Il turismo legato all’enogastronomia” afferma il vice presidente vicario della Camera di Commercio Chieti Pescara Lido Legnini, in conferenza anche nelle vesti di direttore regionale Confesercenti, “muove un fatturato di ben 15 miliardi di euro e spinge i visitatori a soggiornare per ben 110 milioni di giorni in Italia per motivi legati al cibo. Questi dati avvalorano la nostra politica promozionale che fa del turismo enogastronomico uno dei principali asset di riferimento.”

 

Grande attenzione per Alfonso Ottaviano, direttore di CIA Chieti Pescara “deve essere garantita al passaggio dal campo alla tavola attraverso una sinergia tra agricoltori ed esercenti di cui questa iniziativa è un illustre esempio.” Sinergia collaudata anche dall’esperienza di La Spesa in Campagna di cui parla Beatrice Tortora, Vice Presidente di Cia Chieti Pescara che lancia lo slogan in chiusura “filiera corta, amicizia lunga” usato proprio per consolidare il ponte che dovrebbe instaurarsi tra chi produce, chi vende e chi compra.

 

Visualizza Allegato





2 In Evidenza - 15 nov 2019

Centrale di biogas a Loreto Aprutino: preoccupazione della Cia Chieti - Pescara

La Cia Agricoltori Italiani Chieti - Pescara esprime forte preoccupazione per l'ipotesi di realizzazione di un impianto per la produzione di biometano in uno dei territori, quello di Loreto Aprutino, tradizionalmente vocati a una agricoltura di assoluta qualità.

La necessità di salvaguardare la produzione di latte e carne di qualità, di fagiolo tondino del Tavo, ortofrutta e altri beni alimentari a grande vocazione identitaria quali olio e vino, unita al mantenimento di un paesaggio agrario che da tali colture è fortemente caratterizzato, ci portano ad assumere una posizione di netta contrarietà rispetto all'ipotesi di realizzazione dell'impianto.

Siamo ben consapevoli che i problemi posti dal cambiamento climatico rappresentano la più importante sfida globale del nostro tempo, così come affermato dal 97% degli scienziati e dalle più importanti assise internazionali.

Su questo c'è ormai grande consapevolezza dell'opinione pubblica, e il drammatico quotidiano susseguirsi di vittime e danni per eventi atmosferici estremi sono lì a ricordarcelo.

Noi agricoltori sappiamo bene quanto siano diventati pesanti gli scompensi delle fasi vegetative delle colture, la difficoltà di effettuare lavorazioni, la diffusione di patologie anche per via di agenti nuovi e altamente impattanti perché senza antagonisti naturali locali.

Sappiamo quanto sia fondamentale intervenire subito con drastici interventi di mitigazione per ridurre le emissioni e mantenere l'aumento medio delle temperature a non più di 1,5 gradi rispetto al livello preindustriale, e non disconosciamo il contributo che in questa direzione anche la produzione di biometano può dare.

Ma esprimere dissenso per l'impianto di cui si parla non è un atto di egoismo: è, al contrario, un atto di consapevolezza di un sistema agricolo, quello che opera sul territorio loretese. 

Consapevolezza del fatto che si producono cibo ed alimenti di qualità, legati a pratiche produttive tradizionali e scarsamente impattanti con marchi, anche a denominazione, che concorrono a portare l'immagine dell'agroalimentare abruzzese ben oltre i confini regionali e nazionali.

Siamo certi che chi di dovere converrà sull'opportunità di evitare un intervento che, per impostazione e dimensioni, avrebbe un impatto destabilizzante per un territorio vocato all'eccellenza come quello di Loreto Aprutino.

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 13 nov 2019

Consegnato al Comune di Francavilla al Mare il Premio Bandiera Verde Cia

Vince l’agricoltura che innova nel rispetto della tradizione. Riconoscimento anche a tre Comuni virtuosi, tra i quali Francavilla al Mare premiato dal Vice Presidente nazionale Mauro Di Zio.

Cerimonia a Roma in Campidoglio. Premi speciali anche a Mimmo Calopresti, Maurizio Carucci (Ex-Otago) e allo chef Giorgione.
Un vecchio castagneto da frutto ricevuto in eredità e recuperato da un giovane cuneese, che della scoperta di antichi mestieri ha fatto una ragione di vita, riqualificando il vecchio essiccatoio e facendo rivivere la secolare cultura castanicola. L’entusiasmo di un 25enne che ha ripristinato l’antica tradizione vitivinicola del canavese, applicando moderne tecnologie sostenibili che hanno riscattato 4 ettari di terre vitate all’avanzare del bosco. La sfida di una giovane laureata che dalla metropoli è tornata nel suo Salento, restaurando una masseria, diventata polo culturale e agriturismo di pregio, con un suggestivo anfiteatro abbracciato da 700 olivi secolari dove si svolgono laboratori creativi per bambini e percorsi guidati in cui scoprire cultivar dimenticati, una lombricaia e gli orti verticali. Sono questi alcuni esempi delle realtà vincitrici di Bandiera Verde Agricoltura 2019, il Premio promosso da Cia-Agricoltori Italiani, giunto alla XVII edizione, che oggi a Roma nella Protomoteca del Campidoglio è stato consegnato a 16 campioni della nuova agricoltura italiana, scelti in base a specifiche categorie. Assegnati anche 3 riconoscimenti a Comuni rurali virtuosi, tra i quali Francavilla al Mare (CH), rappresentata dall’Assessore Luisa Russo premiata dal Vice Presidente nazionale Mauro Di Zio. Assegnati inoltre 2 Premi speciali. Il segreto del successo delle imprese agricole premiate sta nel ritorno dei giovani alle radici e nel forte legame col territorio. E’ la sfida coraggiosa di non abbandonare le aziende familiari grazie alla scommessa di un’agricoltura che si evolve con la ricerca, ma non tradisce la sua missione di tutela dell’ambiente e di valorizzazione di aree a rischio di abbandono. A conferma della dinamicità di un settore che negli ultimi anni ha riportato moltissimi giovani in campagna. Sono quasi 60mila le imprese agricole italiane condotte da under 35. Ma non crescono solo i giovani che danno vita a start up, anche il numero dei lavoratori dipendenti occupati in agricoltura è aumentato di 17.000 unità solo nel primo trimestre del 2019. Un altro tratto distintivo delle aziende vincitrici è il legame con la sostenibilità. Solo per fare qualche esempio, tra i Paesi Ue agricoli, l’Italia è quella con il minor numero di prodotti con residui chimici oltre i limiti di legge: appena lo 0,8% del totale. In più, si conferma anche ai vertici mondiali per aree coltivate a biologico, con quasi 2 milioni di ettari in tutta Italia e una superficie dedicata cresciuta del 70% in 5 anni. Nella viticoltura vero e proprio ambasciatore dei vini naturali, Francesco Valentino Di Benedetto, vincitore del Bandiera Verde Gold, assegnata al “campione dei campioni” fra i premiati di quest’edizione 2019, che ha portato davanti all’Europarlamento il suo appello per far dichiarare l’humus patrimonio dell’umanità dall’Unesco, praticando l'Agricoltura Sinergica, uno stadio ancora più radicale della biodinamica, per un rapporto più profondo tra terra, uomo e luogo. E, per la sezione Agri-cinema, il premio a “Aspromonte-la terra degli ultimi”, in sala dal 21 novembre, diretto da Mimmo Calopresti e interpretato da Valeria Bruni Tedeschi e Marcello Fonte (“Dogman”). Il film è dedicato alla voglia di riscatto e alle sofferenze sociali della popolazione di un paesino arroccato sulle montagne calabresi, che mantiene un forte senso di appartenenza territoriale. Spazio, ogni anno, anche all’agricoltura del Mediterraneo con la Bandiera Verde 2019 a "Green solutions", azienda marocchina fondata da tre studenti del CHIEAM di Bari (l’Istituto Agronomico del Mediterraneo), che ha fatto della ricerca sull’efficientamento idrico la sua mission, brevettando una soluzione per misurare l'umidità del suolo in tempo reale, ed è selezionata tra le proposte per ridurre il climate change alla conferenza sul clima di Parigi (COP21). Tra i Premi speciali assegnati da Cia, Bandiera Verde a Maurizio Carucci, leader del gruppo musicale degli Ex-Otago. Il cantante è stato ideatore di ampio progetto di sviluppo territoriale che si basa sul recupero di una vecchia cascina nell’alta Val Borbera, diventata negli anni azienda vinicola, valorizzando le risorse agricole e ambientali della zona. Carucci è anche ideatore del Boscadrà Festival, evento che mette al centro il rapporto tra terra e d’arte nell’Appennino ligure-piemontese, organizzato tutti gli anni nel mese di luglio. Il secondo riconoscimento speciale allo chef Giorgione, straordinario interprete di una cucina ispirata alle tradizioni del mondo rurale e accessibile al vasto pubblico di Gambero Rosso Channel. Nonostante la notorietà televisiva, Giorgione ha mantenuto uno stile autentico, lontano dai clamori mediatici e dalle diffuse tendenze verso la cucina gourmet, molto vicino agli agricoltori, agli allevatori, agli artigiani del buon cibo. “I nostri premi Bandiera Verde -sottolinea il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- dimostrano ancora una volta l’evoluzione della figura dell’agricoltore come imprenditore multitasking, capace non solo di produrre dai campi ma di preservare il territorio e qualificarlo attraverso la custodia delle tradizioni rurali”.

Visualizza Allegato