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1 In Evidenza - 01 apr 2026

Gasolio agricolo: CIA Abruzzo, bene annuncio Lollobrigida. Credito d’imposta risultato di una battaglia concreta

“Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento per le dichiarazioni del ministro Francesco Lollobrigida sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che premiano una battaglia condotta con forza da Cia-Agricoltori Italiani nelle ultime settimane”.

Così il presidente nazionale Cristiano Fini, che ricorda il lungo pressing della Confederazione sul Governo, culminato negli emendamenti al Dl Bollette già a ridosso dell’inizio della crisi energetica.

“Queste agevolazioni fiscali, già applicate durante il Covid, intervengono sui costi energetici e sugli investimenti in innovazione, garantendo la sostenibilità alle imprese agricole in un contesto di crescenti sfide geopolitiche e di mercato. Confidiamo che il Governo prosegua su questa strada con interventi strutturali più ampi, trasformando il sollievo temporaneo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana, in particolare per le filiere più in crisi come quella cerealicola e zootecnica”.

A livello territoriale interviene anche il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti, “Per le aziende agricole abruzzesi il costo del gasolio rappresenta una voce determinante. Il credito d’imposta è una misura attesa e fondamentale per sostenere la liquidità delle imprese e garantire la continuità produttiva.

È però necessario continuare su questa strada con interventi strutturali, capaci di rafforzare nel tempo la competitività del settore agricolo regionale”.

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2 In Evidenza - 01 apr 2026

CIA Chieti Pescara: agricoltura a rischio collasso tra maltempo, gelate e allagamenti

È una vera e propria emergenza quella che sta colpendo in queste ore soprattutto il territorio del Chietino, duramente interessato da piogge incessanti, temperature in forte calo, gelate e nevicate nelle aree interne. L’allerta rossa diramata per il maltempo conferma la gravità di una situazione che sta mettendo in ginocchio il comparto agricolo.

Nel Chietino si registrano le criticità più rilevanti: campi completamente allagati, terreni saturi d’acqua e colture compromesse. Una condizione aggravata ulteriormente dalle grandinate dei giorni scorsi, che avevano già causato danni significativi alle produzioni.

A peggiorare il quadro anche le criticità idrogeologiche: il fiume Treste ha rotto gli argini in più punti, provocando allagamenti diffusi, mentre numerose strade risultano chiuse o impraticabili, rendendo estremamente difficoltoso l’accesso ai terreni agricoli e le attività quotidiane delle aziende.

In questo contesto, la CIA Chieti Pescara sta raccogliendo le testimonianze e le preoccupazioni degli agricoltori del territorio, che descrivono una situazione drammatica, con danni ingenti che rischiano di compromettere seriamente l’intera annata produttiva.

È inoltre attivo il link predisposto per la segnalazione dei danni: uno strumento fondamentale per raccogliere in modo puntuale le criticità segnalate dalle aziende e avviare rapidamente la conta dei danni su tutto il territorio.

In questi giorni CIA Chieti Pescara ha incontrato i Prefetti di Chieti e Pescara, ai quali sono state rappresentate tutte le criticità in atto nel comparto agricolo. L’organizzazione provvederà inoltre a scrivere agli enti preposti per sollecitare interventi urgenti e straordinari a sostegno delle imprese colpite.




Tra le colture più colpite nel Chietino si segnalano vigneti, frutteti, in particolare pesco, albicocco e ciliegio, oltre a ortaggi primaverili e cereali. I campi allagati, uniti alle basse temperature e alle gelate, stanno mettendo a rischio sia le produzioni sia la sopravvivenza stessa delle piante.

“Il Chietino è oggi uno dei territori più colpiti”, sottolinea il presidente CIA Chieti Pescara, Domenico Bomba, “I campi allagati porteranno inevitabilmente a una forte riduzione, se non alla perdita, delle produzioni di quest’anno. Non è pensabile affrontare emergenze di questa portata facendo affidamento solo sugli strumenti assicurativi: qui è a rischio la sopravvivenza stessa di molte aziende agricole.”

Gli eventi estremi che si stanno susseguendo”, prosegue Bomba, “tra grandinate, gelate, nevicate nelle zone interne e ora allagamenti diffusi, stanno creando una pressione insostenibile sulle imprese. In queste condizioni, molte aziende rischiano concretamente di chiudere. È necessario avviare immediatamente la conta dei danni e attivare misure straordinarie e urgenti di sostegno.”

Il susseguirsi di eventi climatici estremi evidenzia una situazione sempre più critica per l’agricoltura abruzzese, con il Chietino in prima linea nell’affrontare questa emergenza.

“Continueremo a monitorare l’evolversi della situazione e a raccogliere le segnalazioni dal territorio, ribadendo con forza la necessità di interventi immediati per sostenere le imprese agricole e garantire la continuità produttiva”, conclude Bomba.


Link modulo segnalazione danni: https://docs.zoom.us/form/jhDTYndoRmKpuPThwm4MVQ/0caa8713ccc84c5d980c032c5b8bd2a6

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1 In Evidenza - 26 mar 2026

IX Assemblea CIA Abruzzo, Nicola Sichetti rieletto presidente: focus su crisi e futuro dell’agricoltura

Si è svolta oggi, presso Villa Maria Hotel di Francavilla al Mare, la IX Assemblea Elettiva Regionale di CIA Agricoltori Italiani Abruzzo, un appuntamento centrale per il mondo agricolo regionale che ha visto una partecipazione ampia e qualificata di delegati, istituzioni e rappresentanti del settore. A moderare i lavori il direttore regionale Mariano Nozzi.

Nel corso dell’assemblea, Nicola Sichetti è stato rieletto Presidente per il prossimo mandato, a conferma del lavoro svolto e della fiducia dell’organizzazione nei suoi confronti.

L’assemblea ha rappresentato un momento di confronto concreto sulle principali sfide che interessano l’agricoltura abruzzese, in un contesto segnato da profondi cambiamenti economici, climatici e geopolitici. Al centro del dibattito temi cruciali come l’aumento dei costi di produzione, il caro energia, la gestione delle risorse idriche, il futuro della Politica Agricola Comune e le criticità legate alla manodopera e alla competitività delle imprese.

Al centro della relazione del Presidente Sichetti, è emersa con forza la necessità di costruire il futuro del settore partendo dalle sue radici, valorizzando il ruolo degli agricoltori come presidio economico, sociale e ambientale del territorio.

“L’agricoltura abruzzese attraversa una fase complessa ma ricca di potenzialità”, ha dichiarato Sichetti. “I numeri ci parlano di difficoltà reali, a partire dalla perdita di un terzo delle aziende negli ultimi anni, ma anche di un sistema che resiste e continua a 


rappresentare un punto di riferimento per le comunità. Oggi più che mai è necessario garantire reddito e dignità agli agricoltori, affrontando con decisione le emergenze legate ai costi di produzione, alla gestione dell’acqua e alla fauna selvatica. Serve meno burocrazia e più strumenti concreti, insieme a un rapporto nuovo e più efficace tra istituzioni e mondo agricolo”.

Sichetti ha inoltre sottolineato l’urgenza di rafforzare il ricambio generazionale, sostenere l’innovazione e accompagnare le imprese nella transizione digitale, senza perdere di vista il valore delle aree interne e della multifunzionalità, sempre più centrali per lo sviluppo del territorio.

Presenti il direttore nazionale Maurizio Scaccia, i presidenti provinciali Domenico Bomba per CIA Chieti-Pescara e Anna Maria di Furia per CIA L’Aquila-Teramo. 

All’assemblea sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni regionali e locali. In particolare, l’assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, ha sottolineato l’importanza del dialogo con le organizzazioni agricole e il ruolo strategico del comparto per lo sviluppo del territorio, “Ringrazio per questi anni di collaborazione vera in un momento in cui tra alti e bassi l’agricoltura ha acquisito centralità maggiore rispetto al passato, subisce più di altri settori”, ha dichiarato Imprudente, “In questa situazione complicata cerchiamo di creare sinergia e avere sempre più consapevolezza della centralità del ruolo agricoltura”.

Ampio anche il contributo dei delegati, che hanno portato all’attenzione criticità ed esigenze delle diverse realtà produttive regionali.

A chiudere i lavori è stato il Presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che ha ribadito il ruolo strategico del settore agricolo nel contesto nazionale ed europeo.

L’agricoltura italiana è chiamata a svolgere un ruolo sempre più decisivo per garantire sicurezza alimentare, sostenibilità e coesione sociale”, ha dichiarato Fini. “In uno scenario internazionale complesso è fondamentale difendere una Politica Agricola Comune forte e adeguatamente finanziata, capace di sostenere il reddito degli agricoltori e accompagnare le imprese nelle sfide della transizione ecologica e digitale. La CIA continuerà a essere al fianco degli agricoltori, per rafforzarne la competitività e valorizzarne il lavoro”.

La IX Assemblea Elettiva Regionale si conferma così un momento chiave di partecipazione e indirizzo strategico, rilanciando l’impegno della CIA Abruzzo nel rappresentare e sostenere le imprese agricole e promuovere un modello di sviluppo più sostenibile, innovativo e attento alle esigenze dei territori.

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1 In Evidenza - 21 mar 2026

Ue: Cia, urgenti misure ad hoc contro caro gasolio ed energia. Fare di più per agricoltura


A conti fatti nelle ultime operazioni del Governo per calmierare i prezzi del carburante, non c’è alcuna agevolazione di peso per l’agricoltura, se non una riduzione minima pari a 4 centesimi, già oggi del tutto erosi dai rincari sul gasolio al distributore. È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. A dirlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.

“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Carburanti: Cia, serve credito d’imposta per gasolio agricolo


Pur apprezzando l’intervento del Governo sulla temporanea riduzione delle accise per i carburanti, il settore primario resta fuori da interventi esclusivi e dedicati, come invece accaduto per l’autotrasporto e la pesca. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il Decreto Carburanti, approvato ieri dal Cdm e oggi in Gazzetta Ufficiale, e spiega: “L’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. Chiediamo con urgenza il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi e una strategia più strutturata e di lungo periodo a partire dal Consiglio Ue in corso a Bruxelles”.

“Ribadiamo dunque -spiega Fini- l’appello già formalizzato da Cia in occasione della conversione in legge del Dl Bollette, poche ore dopo lo scoppio della guerra in Iran, con un emendamento ad hoc sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che risulta depositato in Commissione bilancio alla Camera e che sarà in discussione nei prossimi giorni”.

Il contesto, sottolinea Cia, non è assolutamente favorevole a un settore già in sofferenza per costanti ripercussioni climatiche e mancato riconoscimento del valore lungo la filiera, solo per citarne alcune. Le tensioni in Medio Oriente, il conseguente caro energia e gasolio, ma anche i prezzi alle stelle di fertilizzanti e urea, sempre più irreperibili, stanno mettendo a rischio la continuità aziendale che -ricorda Cia- è elemento strategico di presidio e tenuta ambientale, sociale ed economica di interi territori del Paese, a partire dalle aree rurali e più svantaggiate.

“Per tutto questo -conclude Fini- abbiamo aspettative importanti anche da parte del Consiglio europeo perché si agisca in modo collettivo, accelerando anche sulla questione fertilizzanti, eventuali deroghe al CBAM e misure straordinarie a sostegno del reddito degli agricoltori”.

VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO - I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto, certificano la vulnerabilità dell'agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo "energia motrice" a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l'acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Servizio Civile Agricolo: al via anche in Abruzzo i progetti per i giovani

Prende ufficialmente il via anche in Abruzzo il Servizio Civile Agricolo, una nuova opportunità rivolta ai giovani tra i 18 e i 28 anni che unisce formazione, impegno civico e sviluppo dei territori rurali.

I progetti attivati coinvolgono diverse sedi sul territorio regionale, tra cui Chieti, Teramo, L'Aquila e Scerni, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra giovani e agricoltura, promuovendo allo stesso tempo sostenibilità, innovazione e inclusione sociale.

“Il Servizio Civile Agricolo rappresenta un’importante occasione per avvicinare i ragazzi a un’idea moderna e multifunzionale di agricoltura”, dichiara Bruno Sfrattoni, referente dell’ufficio Servizio Civile Inac-Cia, “capace non solo di produrre cibo, ma anche di generare valore sociale, tutela ambientale e sviluppo per le comunità locali”.

CIA Abruzzo è impegnata nella realizzazione sia del Servizio Civile Universale sia dei progetti legati alla transizione digitale. In questo contesto, il progetto si inserisce nel solco del Servizio Civile Universale, ma ne declina i contenuti in chiave agricola e agroalimentare, valorizzando la multifunzionalità delle aziende rurali e ponendo l'accento sull'agricoltura sociale.

Il Servizio Civile Agricolo non ha l’obiettivo di impiegare i giovani come manodopera nelle aziende, ma di offrire un percorso di crescita personale e civica. I volontari, 


infatti, non sono inseriti nelle attività produttive, ma partecipano a progetti di promozione del territorio, supporto ai servizi rurali e diffusione della cultura agricola.

Le attività spaziano dal supporto informativo per facilitare l’accesso ai servizi del settore alla partecipazione agli sportelli territoriali, fino a iniziative di educazione alimentare e ambientale, lotta allo spreco e promozione di stili di vita sani. Accanto a queste, trovano spazio anche azioni di valorizzazione delle aree interne, come orti sociali, servizi di comunità e forme di collaborazione nei contesti rurali.

L’obiettivo è rafforzare il welfare di prossimità e creare nuove opportunità per i giovani, accompagnandoli nella scoperta del settore agricolo anche attraverso strumenti innovativi e competenze legate alla digitalizzazione.

In questo quadro, CIA - Agricoltori Italiani, attraverso il patronato INAC, promuove il programma “Facilitazione per l’agricoltura sostenibile”, articolato in due linee di intervento: da un lato la diffusione di servizi e informazioni per il comparto agricolo, dall’altro lo sviluppo di pratiche legate all’agricoltura sostenibile e di precisione, anche attraverso l’utilizzo di strumenti digitali.

“Investire sui giovani significa investire sul futuro dell’agricoltura abruzzese”, conclude Nicola Sichetti, Presidente CIA Abruzzo, “e rafforzare un modello di sviluppo capace di coniugare economia, ambiente e coesione sociale”.

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News Cia Abruzzo

2 In Evidenza - 20 nov 2025

CIA Chieti–Pescara rafforza le collaborazioni con gli istituti scolastici per il progetto di Alternanza Scuola-Lavoro

CIA Agricoltori Italiani Chieti–Pescara rafforza il proprio impegno nella formazione dei giovani attraverso un progetto di Alternanza Scuola-Lavoro che coinvolge l’Istituto Agrario “Cosimo-Ridolfi” di Scerni e l’Istituto Tecnico Statale “G. Marconi” di Penne. Gli studenti stanno svolgendo le attività formative nelle sedi CIA di Scerni, San Salvo, Vasto, Piazzano di Atessa e Penne, dove hanno la possibilità di confrontarsi con il funzionamento quotidiano degli uffici e delle principali pratiche del settore agricolo.

Affiancati dai tutor interni, gli studenti approfondiscono procedure operative come la gestione del fascicolo aziendale, le pratiche amministrative e gli adempimenti richiesti alle imprese agricole. Nella sede di Penne, in particolare, i ragazzi si sono occupati di attività fiscali, tra cui IMU, modello 730 e altre dichiarazioni, acquisendo competenze concrete sulle normative e sugli strumenti utilizzati per la gestione fiscale delle imprese.

“Crediamo profondamente in questi progetti perché rappresentano un investimento sul futuro dell’agricoltura e dei giovani del nostro territorio”,  dichiara il presidente della CIA Chieti–Pescara, Domenico Bomba, “Offrire ai ragazzi l’opportunità di confrontarsi con il mondo del lavoro significa dare loro strumenti reali per comprendere la complessità del settore e, allo stesso tempo, sostenere la crescita professionale delle nuove generazioni. È un impegno a cui teniamo molto e che continueremo a portare avanti con convinzione.”

La collaborazione con gli istituti scolastici conferma la volontà dell’organizzazione di contribuire attivamente alla formazione dei futuri professionisti del settore, rafforzando il legame tra scuola, territorio e imprese agricole.

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1 In Evidenza - 20 nov 2025

Assemblea Cia: la Pac non si tocca. Tutti in piazza a Bruxelles il 18 dicembre


“L’agricoltura non chiede privilegi, pretende rispetto. Non può essere una voce residuale del bilancio Ue, perché è la condizione stessa dell’Europa: garantisce cibo sicuro, tutela dell’ambiente, resilienza dei territori e futuro delle comunità. Per questo, il 18 dicembre saremo in piazza a Bruxelles, con oltre 5mila agricoltori e almeno mille trattori in arrivo da ogni parte del continente, per ribadire che il settore è primario per un motivo”. Un messaggio che non lascia spazio ai dubbi. Così il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha aperto l’Assemblea annuale 2025, davanti al vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto, al ministro Francesco Lollobrigida, ai parlamentari e ai delegati da tutta Italia, riuniti all’Auditorium Antonianum di Roma sotto lo slogan “Coltiviamo l’Europa, proteggiamo il Futuro”.

“Oggi siamo a una svolta pericolosa. Il rischio di un progressivo smantellamento della Pac dopo il 2027, delineato dal nuovo Quadro Finanziario Pluriennale, appare sempre più concreto -ha spiegato Fini-. Questo significherebbe un taglio drastico delle risorse e la loro dispersione in un fondo unico, destinato a generare conflitti tra comparti e a compromettere il mercato unico. Sarebbe la fine di un sistema equo: avremmo agricolture di serie A e agricolture abbandonate alla serie B”. Ecco perché, ha ribadito il presidente di Cia, “rilanciamo una mobilitazione senza tregua, finché non vedremo un cambio di passo vero, non di facciata. Ora l’Italia assuma con forza la guida di questa battaglia decisiva per il futuro dell’agricoltura e le istituzioni nazionali ed europee dimostrino davvero, con fatti e non parole, di essere dalla nostra parte”.


SERVE UNA SCOSSA POLITICA, NO ALL’EUROPA DEI RINVII –
 Nella sua relazione, Fini ha segnalato una deriva generalizzata sempre più evidente: “Durante la pandemia, l’Europa è stata rapida, solidale, concreta. Adesso sembra attraversata da lentezze, divisioni, compromessi al ribasso -ha dichiarato-. Ma la complessità globale non si governa con 27 politiche diverse”. Cia chiede una vera Europa federale, dotata di una politica estera, di difesa, energetica e industriale comune: “Draghi e Letta hanno descritto con crudezza ciò che abbiamo sotto gli occhi. Senza una vera unione politica, decisioni rapide e non ostaggio dell’unanimità, la Ue non reggerà le transizioni demografica, tecnologica, economica e geopolitica. Anche un’Europa a due velocità è preferibile a un’Europa immobile”.


LA PAC È IL CUORE DELL’UNIONE. NON PUO’ ESSERE DEMOLITA –
 Nessuna politica Ue ha generato più stabilità della Pac. “È la politica più antica, la più solida, la più europea. Ha garantito per oltre cinquant’anni sicurezza alimentare, coesione sociale, presidio delle aree interne”, ha sottolineato il presidente di Cia. Per questo motivo, la proposta della Commissione è considerata “pericolosa e miope”: trasformare la Pac post 2027 in un capitolo indistinto del QFP e tagliare le risorse del 22% indebolirebbe il settore e l’intero impianto comunitario. Il peso dell’agricoltura nel bilancio Ue crollerebbe dal 31% al 15% e solo per l’Italia significherebbe passare da 40 miliardi a circa 31, con 9 miliardi di perdita netta. “Non è una riforma tecnica: è un cambio di paradigma. E a perderci sarebbero agricoltori, cittadini e territori -ha rimarcato Fini-. Ridurre la Pac a una voce qualsiasi del bilancio significa indebolire l’Europa stessa”.


PAC E COESIONE: UN APPELLO PER AGRICOLTURA E AREE INTERNE –
 Il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 e la futura Pac, insomma, “sono il banco di prova decisivo per lo sviluppo dell’Europa in cui crediamo”, ha detto il presidente di Cia, lanciando un appello diretto: “La Pac deve restare fuori dal fondo unico. Va rafforzata e finanziata di più, non ridimensionata, e va preservata nella sua autonomia, non rinazionalizzata. Non è in gioco solo il reddito degli agricoltori, ma anche la sicurezza alimentare e il mercato unico europeo”. Fini ha anche criticato le ultime correzioni proposte dalla Commissione: “Si tratta di aggiustamenti estetici, non cambia la sostanza. Non risolvono le criticità strutturali né rispondono alle istanze del mondo agricolo”. Poi il richiamo essenziale alle politiche di coesione: “Restare nella propria terra è un diritto universale. Ma senza servizi, connessioni, opportunità, i giovani vanno via e le campagne si spopolano. E senza agricoltura la coesione svanisce”. Per questo, ha evidenziato il presidente di Cia, “non dobbiamo mettere in competizione la politica di coesione con quella agricola né alimentare una logica di contrapposizione per l’assegnazione delle risorse. Al contrario, deve esistere una sinergia efficace tra le due, per sostenere la crescita dei territori e la competitività delle imprese”. I dati parlano chiaro: il 56% della superficie coltivabile italiana si trova nelle aree interne, dove vivono 13 milioni di persone, soprattutto agricoltori, argine contro il dissesto idrogeologico che mette a rischio il 60% del territorio nazionale. “Difendere queste zone significa difendere l’Italia reale”.


SEMPLIFICAZIONE E COMPETITIVITÀ: GARANTIRE IL GIUSTO VALORE –
 Per Fini “la burocrazia è diventata il peggior nemico della produttività”, ecco perché “la semplificazione è la parola chiave per il futuro del settore. Non significa deregolamentare, ma rendere le regole più efficaci, comprensibili e applicabili” perché “non possiamo più vivere in un labirinto normativo”. Il presidente di Cia ha ribadito le priorità della Confederazione: bene i pacchetti “Omnibus” e le proposte per semplificare l’attuale Pac, da implementare rapidamente a livello nazionale. Servono, quindi, misure più flessibili e digitalizzate; garantire l’accesso rapido a fitofarmaci alternativi; accelerare l’approvazione delle nuove tecniche genomiche (NGT). Soprattutto, bisogna risolvere uno dei problemi più impattanti: la distribuzione equa del valore lungo la filiera. “Su questo gli agricoltori non possono più attendere. Non può accadere più di vendere i nostri prodotti addirittura sotto i costi di produzione. Basta al grano sottocosto, basta subire pratiche commerciali sleali”, ha denunciato Fini. I dati lo dimostrano: chi produce grano duro nel Mezzogiorno perde dal 2% al 7% a tonnellata. Più in generale, su 100 euro spesi dal consumatore, solo 7 euro arrivano all’agricoltore. “Non è accettabile che la filiera scarichi gli squilibri sugli agricoltori. Il giusto valore non è uno slogan: è una necessità”.


COMMERCIO INTERNAZIONALE: APERTI SÌ, INGENUI NO – 
Nella sua relazione, il presidente di Cia ha chiarito che l’organizzazione non mette in discussione l’apertura dei mercati, ma chiede una linea europea molto più ferma: “Non possiamo competere con Paesi che producono con regole diverse, spesso inesistenti. Senza reciprocità non c’è concorrenza, c’è dumping”. L’accesso al mercato deve avvenire su basi eque, con standard ambientali, sociali e di sicurezza alimentare equivalenti a quelli richiesti agli agricoltori europei. Le richieste sono chiare: clausole di salvaguardia automatiche in ogni accordo, controlli veri alle frontiere, tracciabilità totale, stop alle concessioni unilaterali e tutela dei prodotti più esposti. “Questa deve essere la bussola da seguire anche nelle trattative sul Mercosur”, ha evidenziato Fini. Quanto alle tariffe, “non siamo per l’uso dei dazi come arma politica: i costi superano i benefici”. Lo dimostrano gli ultimi numeri sull’export verso gli Usa: nell’estate 2025, rispetto allo stesso periodo del 2024, sono già evaporati 282 milioni di euro di prodotti agroalimentari tricolori dal mercato statunitense. “Bisogna tornare a negoziare -ha rilanciato il presidente di Cia-. Non accetteremo mai che l’agroalimentare italiano ed europeo diventi merce di scambio nella geopolitica globale”.

            “Queste sono le istanze del nostro settore. Ora chiediamo alle istituzioni di fare la propria parte: con coraggio, visione e coerenza. Perché senza agricoltura non c’è sicurezza alimentare, ambientale e sociale. Non c’è futuro. Non c’è Europa -ha chiosato il presidente di Cia-. È questo il messaggio che porteremo a Bruxelles il 18 dicembre insieme al Copa-Cogeca: non stiamo difendendo solo un comparto, ma il destino stesso dei territori e delle generazioni che verranno”.

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1 In Evidenza - 18 nov 2025

Formazione obbligatoria per allevatori e trasportatori di animali: cosa cambia da gennaio 2026

Il Ministero della Salute, con il Decreto del 6 settembre 2023, ha introdotto un importante aggiornamento in materia di identificazione e registrazione degli operatori, degli stabilimenti e degli animali.
La principale novità riguarda l’introduzione di corsi di formazione obbligatori per allevatori e trasportatori di animali, che diventano un requisito indispensabile per operare all’interno del Sistema I&R (Identificazione e Registrazione degli animali).

Chi è soggetto all’obbligo formativo

L’obbligo riguarda:

  • Allevatori la cui attività prevede la gestione di animali identificati e registrati individualmente e allevati in strutture (stalle) riconosciute o registrate dalle Autorità competenti.

  • Trasportatori di animali coinvolti nelle attività di movimentazione di capi identificati.

  • Persone giuridiche: in questo caso la formazione è a carico del rappresentante legale dell’azienda.

Sono esclusi dall’obbligo:

  • privati che detengono animali esclusivamente per uso familiare, autoconsumo o domestico;

  • detentori di animali a fini amatoriali o come animali da compagnia.

Da quando scatta l’obbligo e quali sono le conseguenze

A partire dal 1° gennaio 2026, l’attestato di partecipazione al corso di formazione diventa requisito fondamentale per:

  • registrarsi al Sistema I&R;

  • registrare gli animali e le strutture di allevamento;

  • ottenere l’abilitazione al Sistema Informativo Nazionale;

  • avviare o proseguire l’attività allevatoriale.

Chi non adempie all’obbligo entro tale data rischia:

  • sanzioni amministrative;

  • l’impossibilità di registrare la stalla;

  • il mancato rilascio dell’abilitazione al Sistema I&R;

  • la sospensione dell’attività allevatoriale.

Come si svolgono i corsi

Per garantire una partecipazione semplice e accessibile, la Confederazione ha attivato la nuova piattaforma online CIA Business School, attraverso la quale verranno erogati i corsi.

Le caratteristiche principali:

  • Modalità FAD asincrona (lezioni disponibili 24/7, seguibili da qualsiasi luogo);

  • Durata: 18 ore complessive;

  • Contenuti suddivisi per specie zootecniche;

  • Costo agevolato per i soci CIA.

Procedura di iscrizione

1. Raccolta adesioni

2. Caricamento dati

3. Abilitazione dell’utenza

4. Invio delle credenziali

5. Fruizione del corso

6. Test finale e attestato

7. Registrazione della formazione

L’ente erogatore provvede alla registrazione ufficiale dell’avvenuta formazione presso il Ministero della Salute.


Per ulteriori informazioni o per avviare la procedura di iscrizione, è possibile rivolgersi all'ufficio CIA a te più vicino.

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1 In Evidenza - 17 nov 2025

Dazi Usa, Cia: quarto mese di calo per l’export agroalimentare. Persi finora 282 milioni di euro

L’Italia incassa un nuovo colpo sul fronte commerciale con gli Stati Uniti. A settembre l’export agroalimentare segna un pesante -11%, confermando per il quarto mese consecutivo il rallentamento innescato dai dazi Usa e mettendo fine al lungo ciclo di crescita che per anni aveva trainato il Made in Italy oltreoceano. Lo dichiara l’Ufficio Studi di Cia-Agricoltori Italiani, analizzando gli ultimi dati Istat.

In termini assoluti, nell’estate 2025 (giugno-settembre), rispetto allo stesso periodo del 2024, sono evaporati 282 milioni di euro di prodotti tricolori dal mercato statunitense.

Una brusca frenata che pesa anche sul bilancio annuale: nei primi nove mesi del 2025, l’export agroalimentare italiano verso gli Usa scende al -1,2%, invertendo completamente il +4% ottenuto nello stesso periodo del 2024. Evidenziando come la spinta positiva di inizio anno non sia stata sufficiente a compensare il contraccolpo estivo, segnato dall’ingresso dei nuovi dazi.

“Questi numeri non sono un campanello d’allarme, sono una sirena -osserva il presidente nazionale, Cristiano Fini-. Le nostre imprese stanno affrontando una pressione crescente dovuta ai dazi, che mettono a rischio competitività, margini e programmazione. Servono misure tempestive e negoziati chiari per difendere anni di lavoro e di presenza costruita sul mercato americano”.

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1 In Evidenza - 17 nov 2025

Dal Forum “Agricoltura & Acqua” un appello condiviso per un nuovo modello di governance regionale

Si è concluso con grande partecipazione il Forum “Agricoltura & Acqua – Consorzi di Bonifica abruzzesi oggi e domani”, organizzato da CIA Abruzzo e ANBI Abruzzo presso l’Hotel Villa Maria di Francavilla al Mare.

Un confronto ricco e concreto, in cui i Consorzi di Bonifica, gli agricoltori e le istituzioni hanno condiviso criticità, priorità e proposte operative per il futuro delle infrastrutture idriche regionali.  Ad aprire i lavori è stato il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti, che ha richiamato l’importanza di un momento di confronto ampio e costruttivo per rilanciare il sistema irriguo regionale, sottolineando la necessità di mettere l’agricoltura e la gestione dell’acqua al centro delle politiche pubbliche.

Subito dopo è intervenuto il presidente di ANBI Abruzzo, Enisio Tocco, che ha ribadito come “i piani di risanamento vadano considerati e sostenuti dalla Regione con decisione e continuità”, evidenziando l’urgenza di una programmazione chiara e di un adeguato sostegno istituzionale alle opere di bonifica. 

La tavola rotonda, moderata dal giornalista Pasquale Tritapepe, ha raccolto i contributi dei rappresentanti di tutti i Consorzi di Bonifica abruzzesi. Nicolino Torricella, del Consorzio di Bonifica Sud, ha ricordato che “i Consorzi operano in contesti difficili ma hanno un ruolo fondamentale nella tutela dei territori”, mentre dal Consorzio di Bonifica Centro è arrivato il richiamo al bisogno urgente di nuovi invasi e infrastrutture moderne.

Roberto Battaglia, del Consorzio di Bonifica Nord, ha sottolineato la necessità di fare chiarezza sui compiti dei Consorzi dopo il lungo periodo di commissariamento, mentre Giancarlo Annibale Di Pasquale, del Consorzio di Bonifica Ovest, ha evidenziato la necessità di rafforzare strutture e risorse operative per rispondere alle nuove richieste dei territori. 

Un contributo importante è arrivato anche da Donato Di Marco, referente CIA nel Consorzio di Bonifica Interno, che ha evidenziato come, nonostante l’Abruzzo sia una delle regioni più ricche d’acqua d’Italia, le infrastrutture risultino ancora insufficienti: “Il vero problema non è la disponibilità della risorsa, ma la sua corretta gestione e distribuzione”. Sulla necessità di un coordinamento regionale più solido si è soffermata anche ANBI, ricordando quanto sia fondamentale evitare frammentazioni e duplicazioni operative.

Sul fronte delle politiche comunitarie è intervenuta Alessandra De Santis (CIA Agricoltori Italiani), illustrando le opportunità europee per la modernizzazione delle infrastrutture idriche, ricordando che la nuova programmazione comunitaria richiede progettualità solide e visioni condivise. 

Nel corso del dibattito è emersa anche la necessità, sostenuta da ANBI, di un coordinamento regionale più forte per evitare sovrapposizioni e ottimizzare gli investimenti, mentre ha suscitato interesse la proposta di sviluppare impianti per la produzione di energia rinnovabile a supporto dei Consorzi, così da ridurre costi e liberare risorse per manutenzione e interventi strategici.

Nel corso della giornata è intervenuto anche l’assessore all’Agricoltura e vicepresidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, che ha insistito sulla necessità di una nuova stagione di progettazione: “La Regione può cogliere i finanziamenti solo quando si aprono i canali, ma per farlo devono già esistere progetti concreti, pronti, solidi”. Ha poi sottolineato che “vanno superate le metodologie di irrigazione di oggi, perché senza sistemi più moderni ed efficienti continueremo a sprecare acqua e opportunità”.

“Dobbiamo rimettere i nostri Consorzi nella condizione di poter partire nelle stesse condizioni di altri. Le difficoltà ci sono, ma le soluzioni possiamo trovarle, e il lavoro di oggi va proprio in questa direzione”. Riprendendo le considerazioni dell’assessore Imprudente, ha aggiunto che “senza progettualità pronte e senza innovazione nei sistemi irrigui resteremo sempre un passo indietro. È il momento di unire competenze e volontà per trasformare le criticità in opportunità”.

A chiudere i lavori è stato il vicepresidente ANBI nazionale, Stefano Calderoni, che ha tracciato una sintesi complessiva dell’intero confronto. Calderoni ha ricordato come il tema dell’acqua unisca responsabilità operative, visione strategica e capacità di ascolto del territorio: “Dobbiamo rimettere i nostri Consorzi nella condizione di poter partire nelle stesse condizioni di altri. Le difficoltà ci sono, ma le soluzioni possiamo trovarle, e il lavoro di oggi va proprio in questa direzione”.

Calderoni ha concluso osservando che il Forum ha mostrato una forte convergenza tra Consorzi, agricoltori e istituzioni: “Le sfide non sono semplici, ma oggi si è visto chiaramente che esiste una volontà comune di costruire un modello di gestione dell’acqua più efficace, più innovativo e più vicino ai territori. Solo così potremo garantire sicurezza, competitività e futuro al comparto agricolo abruzzese”.

La giornata, coordinata da Bruno Sfrattoni, si è chiusa con un momento di confronto informale tra i partecipanti, confermando l’intenzione condivisa di proseguire il lavoro avviato e dare concretezza alle proposte emerse chiedendo ufficialmente all’assessore regionale l’istituzione di un tavolo tecnico.


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1 In Evidenza - 11 nov 2025

Le novità per l’agricoltura nella Legge di Bilancio 2026

La bozza della Legge di Bilancio 2026, attualmente all’esame del Consiglio dei Ministri, introduce alcune novità nel settore agricoltura. 

Agevolazioni fiscali: proroga dell’esenzione IRPEF

Sul fronte fiscale, la Legge di Bilancio 2026 estende per un altro anno l’esenzione parziale dalle imposte sul reddito dei terreni agricoli.
In particolare:

  • i redditi dominicali e agrari fino a 10.000 euro restano totalmente esclusi dalla base imponibile IRPEF;

  • per la fascia tra 10.000 e 15.000 euro, l’esclusione è del 50%.

Il meccanismo ricalca quello già in vigore per il 2025 e continua a rappresentare un sollievo per molte imprese agricole di piccole dimensioni.
Non sono tuttavia previsti interventi di semplificazione per le società semplici agricole, dove il calcolo della quota esente resta complesso.

Ritorna l’ammortamento maggiorato per gli investimenti

Dopo alcuni anni di prevalenza dei crediti d’imposta, torna in primo piano lo strumento dell’ammortamento maggiorato per stimolare gli investimenti produttivi.
La misura riguarda due categorie di beni:

  • Beni “Industria 4.0”, materiali e immateriali, interconnessi al sistema di gestione aziendale o alla rete di fornitura;

  • Beni per l’autoproduzione energetica, cioè impianti e macchinari destinati alla produzione e all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, inclusi i sistemi di accumulo.

Livelli di maggiorazione previsti

Valore dell’investimentoMaggiorazione
Fino a 2,5 milioni €180%
Oltre 2,5 e fino a 10 mln €100%
Oltre 10 e fino a 20 mln €50%

Incentivi “green”: maggiorazioni per la riduzione dei consumi

Per gli investimenti che contribuiscono alla transizione ecologica, la maggiorazione è ulteriormente incrementata.
È sufficiente dimostrare una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 3%, o dei processi produttivi interessati di almeno il 5%.

Valore dell’investimentoMaggiorazione “green”
Fino a 2,5 milioni €220%
Oltre 2,5 e fino a 10 mln €140%
Oltre 10 e fino a 20 mln €90%

Rientrano automaticamente tra gli investimenti “green” anche:

  • la sostituzione di beni obsoleti (ammortizzati da almeno 24 mesi) con nuovi beni 4.0;

  • i progetti di efficientamento energetico realizzati tramite Energy Service Company (ESCo) con contratto EPC (Energy Performance Contract).

Credito d’imposta del 40% per beni strumentali 4.0

La principale novità per il comparto agricolo è introdotta dall’articolo 97 della bozza: un credito d’imposta del 40% per gli investimenti in beni strumentali nuovi 4.0, destinato a imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura.

Sono agevolabili macchinari, impianti e software digitali inclusi negli Allegati A e B della Legge 232/2016, fino a un tetto di 1 milione di euro per impresa.
Le spese devono essere sostenute nel corso del 2026, oppure entro il 30 giugno 2027 se l’investimento è prenotato entro il 31 dicembre 2026 con un acconto minimo del 20%.

Il credito è utilizzabile in compensazione (modello F24) e può essere cumulato con altri aiuti, ma non con:

  • il credito d’imposta per nuovi beni strumentali previsto dalla L. 207/2024;

  • i benefici fiscali legati alle Zone Economiche Speciali (ZES) e Zone Logistiche Semplificate (ZLS).

Documentazione richiesta

Per evitare la revoca del beneficio, le imprese devono conservare:

  • fatture e documenti di trasporto con esplicito riferimento all’art. 97;

  • certificazione dei costi rilasciata da un revisore legale o società di revisione.

In caso di vendita o dismissione del bene prima del quinto anno successivo all’investimento, il credito viene ridotto proporzionalmente e la quota indebitamente fruita va restituita.

Questa misura rappresenta un vantaggio concreto per le piccole imprese agricole, poiché consente un recupero immediato sotto forma di credito d’imposta, a differenza dell’ammortamento maggiorato.
Tuttavia, il fondo nazionale è limitato: 1,4 milioni di euro per il 2026 e 700mila per il 2027, rendendo l’incentivo selettivo ma strategico.

Rifinanziamento della “Nuova Sabatini”

L’articolo 98 interviene sulla “Nuova Sabatini”, rifinanziando lo strumento con ulteriori risorse:

  • +200 milioni di euro per il 2026

  • +450 milioni di euro per il 2027

L’obiettivo è continuare a sostenere gli investimenti delle PMI agricole e industriali, favorendo l’acquisto di beni strumentali e tecnologie innovative.


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