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1 In Evidenza - 28 mag 2026

Lavoro: Cia, nuove opportunità per aziende e welfare più inclusivo


Intesa raggiunta puntando su nuove opportunità per le aziende e un welfare più inclusivo. A dirlo è, oggi, Cia-Agricoltori Italiani tra le organizzazioni datoriali che nella notte ha siglato l’accordo sul rinnovo del contratto collettivo nazionale per gli operai agricoli e florovivaisti, valido per il quadriennio 2026-2029.

Sono state introdotte -commenta infatti Cia- novità importanti rispetto a strumenti volti a migliorare la competitività delle imprese, quasi 170 mila in totale, e a rafforzare significativamente le tutele sociali per oltre 1 milione di lavoratori. Alla base, un aumento retributivo del 5,1% per il biennio 2026-2027, suddiviso in due tranche.

Significativa l’attenzione alla possibilità di stipulare contratti a termine di durata triennale per consentire alle imprese di fidelizzare la manodopera e l’introduzione di misure in materia di welfare contrattuale per dare modo, ad alcune tipologie di lavoratori, di usufruite delle tutele adeguate.

“Concretezza e tempestività al centro di scelte responsabili. Con questi presupposti abbiamo siglato il rinnovo del contratto -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Il risultato raggiunto fornisce alle imprese le condizioni essenziali per affrontare con maggiore rapidità le crisi climatiche e di mercato, ottimizzando la gestione delle risorse umane e riducendo gli oneri burocratici. Priorità difesa, ancora di più in un contesto geopolitico complicato, la salvaguardia del lavoro dignitoso”.

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1 In Evidenza - 27 mag 2026

Nuova governance per Cia. Definita la squadra che affiancherà il presidente Fini


Conferme e nuovi ingressi nella squadra del presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rieletto all’unanimità alla guida della Confederazione dalla IX Assemblea elettiva nazionale “Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro”.  
Il Consiglio Direttivo, riunito oggi a Roma, ha riconfermato vicepresidenti nazionali Gianmichele Passarini, ex presidente di Cia Veneto, e Gennaro Sicolo, attuale presidente di Cia Puglia. A completare l’assetto della vicepresidenza entra anche Valentino Berni, già presidente di Cia Toscana.

Insieme ai tre vicepresidenti, Fini guiderà il Comitato Esecutivo di Cia, organismo chiamato a sostenere l’azione politico-sindacale e il percorso di sviluppo dell’organizzazione. Ne faranno parte anche Gabriele Carenini, presidente di Cia Piemonte e Valle d’Aosta; Graziano Scardino, presidente di Cia Sicilia e Maria Possidente, presidente dei giovani di Cia Calabria.

Il Consiglio Direttivo ha inoltre costituito tre macrogruppi di interesse economico: l’area dedicata all’allevamento, affidata a Paolo Maccazzola, presidente di Cia Lombardia; quella sulle colture vegetali, coordinata da Stefano Roggerone, presidente di Cia Liguria; infine, l’area acqua, caccia e ambiente sotto la guida di Stefano Calderoni, ex presidente di Cia Ferrara.


“Ringrazio tutti per l’impegno assunto verso la Confederazione -ha dichiarato Fini-. Insieme continueremo a lavorare con grande responsabilità per rafforzare il ruolo dell’agricoltura italiana, sostenere le imprese e dare sempre più voce ai produttori e ai territori”.

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1 In Evidenza - 25 mag 2026

Abruzzo, boom di interesse per gli agriturismi: il turismo rurale traina il ponte del 2 giugno e l’estate 2026

Cresce in Abruzzo la voglia di turismo rurale, natura ed esperienze autentiche. In vista del ponte del 2 giugno e dell’avvio della stagione estiva 2026, aumentano l’interesse e le prenotazioni verso agriturismi, borghi e aree interne, sempre più scelti da turisti italiani e stranieri alla ricerca di relax, buona cucina, paesaggi incontaminati e attività all’aria aperta.

A evidenziarlo è CIA Agricoltori Italiani Abruzzo, che sottolinea come il comparto agrituristico stia assumendo un ruolo sempre più centrale nell’economia turistica regionale. Oggi l’agriturismo non è più soltanto ospitalità in campagna, ma un’esperienza completa che unisce tradizioni, enogastronomia, sostenibilità e scoperta del territorio.

Dalle degustazioni di vini e prodotti tipici ai percorsi di oleoturismo, dal trekking nei parchi naturali alle attività didattiche per famiglie e bambini, il turismo rurale continua a conquistare visitatori attratti da uno stile di vacanza lento, autentico e legato all’identità dei territori.

I numeri confermano il trend positivo. In Italia le aziende agrituristiche sono circa 26.360, mentre la domanda legata al turismo rurale continua a crescere e a diversificarsi. Anche l’Abruzzo si conferma tra le regioni più dinamiche del settore, con oltre 8,8 milioni di presenze turistiche registrate nel 2025 e un forte incremento 


dei visitatori stranieri, attratti dall’unicità di una regione che concentra mare, montagna, parchi naturali e borghi storici in pochi chilometri.

Per CIA Abruzzo, il ponte del 2 giugno rappresenta il primo vero banco di prova della stagione estiva, con segnali incoraggianti soprattutto per le strutture delle aree interne, sempre più apprezzate da chi cerca esperienze immersive e contatto diretto con la natura.

“Gli agriturismi rappresentano un presidio fondamentale per le aree rurali abruzzesi, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale e ambientale”, dichiara il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti.

“Mantengono vive le comunità interne, valorizzano le produzioni locali e promuovono un modello di turismo sostenibile che oggi incontra una domanda sempre più consapevole. Tuttavia, restano criticità importanti che non possiamo ignorare: servono infrastrutture più efficienti, collegamenti adeguati, maggiore sostegno alla destagionalizzazione e strumenti concreti per aiutare le imprese a trovare personale qualificato”.

Tra le principali difficoltà segnalate dagli operatori restano infatti la forte stagionalità dei flussi turistici, le carenze infrastrutturali di molte aree interne e la crescente difficoltà nel reperire manodopera specializzata nei servizi di accoglienza e ristorazione. A incidere è anche un mercato sempre più competitivo, caratterizzato da prenotazioni last minute e maggiore attenzione ai prezzi.

Nonostante questo, secondo CIA Abruzzo il turismo rurale rappresenta una delle opportunità più importanti per il futuro del territorio, capace di generare economia, valorizzare le produzioni locali e rafforzare l’attrattività delle aree interne attraverso un modello di sviluppo sostenibile e profondamente legato all’identità abruzzese.

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1 In Evidenza - 14 mag 2026

Montagna e aree interne: CIA Abruzzo presenta alla Regione un piano organico contro lo spopolamento

CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo presenta alla Regione un piano di proposte per rilanciare le aree interne e contrastare lo spopolamento, in vista della seduta straordinaria del Comitato per la Legislazione del 14 maggio dedicata alle modifiche delle leggi regionali sulla montagna.

Nel documento inviato al presidente del Comitato e agli assessori competenti, l’organizzazione agricola chiede una svolta concreta nelle politiche regionali: non interventi frammentati, ma una strategia capace di rimettere al centro agricoltura, allevamento, servizi e qualità della vita nei territori montani.

“Non possiamo più limitarci a gestire il declino”, afferma il presidente di CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo Nicola Sichetti. “Serve una visione che renda la montagna attrattiva per giovani, famiglie e imprese. L’agricoltura deve tornare ad essere il motore economico e sociale delle aree interne”.

Tra le proposte avanzate da CIA Abruzzo c’è il sostegno alla zootecnia estensiva e di montagna, attraverso incentivi legati alle filiere corte e ai marchi territoriali, per garantire reddito agli allevatori e contrastare l’abbandono dei pascoli. Centrale anche il recupero dei terreni agricoli abbandonati, con un piano straordinario destinato a restituire superfici coltivabili ai giovani e a chi decide di investire nelle aree interne.

L’organizzazione propone inoltre di riconoscere economicamente il lavoro degli agricoltori nella manutenzione del territorio, attraverso veri e propri contratti di manutenzione territoriale per attività di difesa idrogeologica, gestione forestale e cura del reticolo idrico.

Grande attenzione anche alla multifunzionalità agricola. Per CIA Abruzzo le aziende agricole devono diventare “hub di servizi” per le comunità locali, ospitando agricoltura sociale, fattorie didattiche, servizi per anziani e famiglie, oltre a svolgere un ruolo strategico nelle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Nel documento trovano spazio anche proposte su scuole, sanità e infrastrutture. CIA Abruzzo chiede il mantenimento dei plessi scolastici nei comuni montani, il potenziamento della sanità territoriale e della telemedicina, una rete stradale efficiente e soprattutto il superamento del divario digitale attraverso banda larga e tutor digitali rurali a supporto di imprese e cittadini.

Sul fronte economico, l’associazione propone una fiscalità di vantaggio per chi investe in montagna: riduzione dell’IRAP, incentivi fiscali, credito d’imposta ed esenzioni IMU per le imprese che operano nei comuni montani.

“Le aree interne non hanno bisogno di assistenzialismo”, sottolinea Sichetti, “ma di strumenti che consentano alle imprese di creare lavoro e servizi. L’agricoltore oggi può diventare un vero manager agro-civico del territorio, custode dell’ambiente e punto di riferimento per le comunità locali”.

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1 In Evidenza - 13 mag 2026

AGIA Abruzzo: il ricambio generazionale in agricoltura chiave per la sicurezza del territorio e lo sviluppo sostenibile

Per rendere l'agricoltura realmente attrattiva per i giovani abruzzesi, non sono sufficienti i soli incentivi economici; è indispensabile un profondo cambio di prospettiva culturale. Questo è il messaggio centrale che AGIA Abruzzo, in linea con i recenti dati emersi dall'indagine Cia Trend “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro”, intende sottolineare. L'associazione evidenzia l'urgenza di promuovere una nuova percezione del settore agricolo e un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni, fattori cruciali per la salvaguardia del territorio e per lo sviluppo sostenibile della regione.

 La ricerca “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro” rivela una forte preoccupazione tra la maggioranza degli italiani riguardo a fenomeni come frane, alluvioni e dissesto idrogeologico. In questo contesto, l'agricoltura viene riconosciuta come un pilastro essenziale per la difesa del suolo e la tutela del paesaggio. L'89% degli intervistati ritiene che l'abbandono delle aree agricole incida direttamente sull'aumento di tali rischi, mentre oltre l'80% concorda sul fatto che sostenere chi coltiva significa investire attivamente nella sicurezza collettiva.


Tuttavia, emerge una significativa contraddizione: nonostante l'importanza riconosciuta, il settore agricolo registra una quota minima nelle preferenze 



occupazionali dei giovani. Viene percepito come stabile ma poco dinamico e meno attrattivo rispetto ad ambiti quali comunicazione, marketing e digitale. Questa percezione ostacola il ricambio generazionale, nonostante l'agricoltura rappresenti oggi un comparto sempre più innovativo e strategicamente rilevante.

 

AGIA Abruzzo ritiene fondamentale affrontare questa duplice sfida, culturale e strutturale. È necessario presentare l'agricoltura come un progetto professionale moderno, capace di offrire reali prospettive di reddito e una buona qualità della vita. Ciò richiede un investimento continuo nella formazione, che deve includere competenze avanzate in business plan, intelligenza artificiale, finanza e multifunzionalità. Parallelamente, sono indispensabili strumenti concreti per facilitare l'accesso dei giovani al settore, come la creazione di Società agricole emergenti e l'istituzione di fondi dedicati all'innovazione tecnologica.


Un altro punto cruciale è la promozione della “staffetta intergenerazionale”. Nelle aree interne, molti agricoltori anziani continuano a operare a causa della mancanza di un ricambio. AGIA Abruzzo propone l'introduzione di percorsi strutturati di affiancamento tra generazioni, supportati da incentivi fiscali e da un miglioramento delle condizioni previdenziali. Queste misure mirano a favorire il passaggio di consegne e ad aprire nuove opportunità professionali per i giovani nel settore.


“Il futuro del nostro territorio passa inevitabilmente per i giovani”, afferma Diego Pasqualone, presidente di AGIA Abruzzo. “I dati della ricerca confermano il valore inestimabile dell'agricoltura per la sicurezza e la tutela ambientale, ma evidenziano anche la difficoltà del settore nell'attrarre le nuove generazioni. 

Dobbiamo impegnarci a cambiare questa percezione, investendo con decisione in innovazione, formazione e accesso alla terra, e valorizzando il ruolo dell'agricoltore come vero manager del territorio. Solo così potremo garantire un futuro solido e sostenibile all'Abruzzo.”

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2 In Evidenza - 20 apr 2026

CIA Chieti-Pescara, si chiudono in Fiera tre giorni per raccontare il territorio

Si chiude con soddisfazione la partecipazione di CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara alla 64ª Fiera Nazionale dell’Agricoltura, ospitata presso Lancianofiera, dove per tre giorni lo stand dell’associazione ha rappresentato uno spazio dedicato alla promozione delle eccellenze agroalimentari del territorio.

Attraverso showcooking, degustazioni e momenti di confronto con il pubblico, CIA ha scelto di valorizzare alcuni dei prodotti simbolo del territorio, dal Peperone dolce di Altino IGP all’olio extravergine d’oliva abruzzese, per i quali l’organizzazione continua a sostenere il percorso di riconoscimento, fino al Carciofo Mazzaferrata di Cupello, espressione autentica della biodiversità agricola locale.

Particolare attenzione è stata riservata alle aziende agricole del territorio, protagoniste di un programma che ha messo al centro il lavoro quotidiano dei produttori e la qualità delle filiere locali, insieme alla presenza del Mercato Contadino – La Spesa in Campagna, che ha contribuito a rafforzare il legame tra produzione agricola e consumo consapevole.

Importante anche la collaborazione con Radio Ciao, che ha accompagnato le tre giornate raccontando in diretta l’evento, mentre la presenza di AIS Abruzzo ha rappresentato un valore aggiunto nei momenti dedicati alla degustazione e alla valorizzazione dei vini del territorio.

“Siamo molto soddisfatti di come è andata questa edizione della Fiera”, dichiara il presidente di CIA Chieti-Pescara, Domenico Bomba, “perché siamo riusciti a trasformare il nostro stand in un luogo di incontro e di racconto, dove i visitatori hanno potuto conoscere da vicino i prodotti, le aziende e il lavoro che ogni giorno sostiene la nostra agricoltura.”

“Abbiamo voluto dare spazio alle imprese del territorio e alle produzioni che ne rappresentano l’identità”, prosegue Bomba, “portando all’attenzione del pubblico eccellenze locali. La risposta ricevuta ci conferma che investire nella valorizzazione del territorio è la strada giusta.”


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News Cia Abruzzo

2 In Evidenza - 10 mar 2021

Vendemmia 2020: in Abruzzo buona qualità delle uve ma calano quantità e prezzo

Calano le quantità raccolte di uve da vino in Abruzzo. A risentire dell’impatto della pandemia è stato anche il settore vitivinicolo, che riveste un’importanza rilevante nell’economia abruzzese. A darne evidenza sono Unioncamere e BMTI nel loro Report sulle uve da vino, un’analisi sull’andamento del mercato, realizzata a partire dai prezzi rilevati dalle Camere di Commercio. Segno “meno” anche sul fronte dei prezzi che hanno mostrato un ribasso sia per il Montepulciano, che per il Pecorino e Trebbiano. I dati Istat indicano un’annata 2020 caratterizzata in Abruzzo da un leggero calo delle quantità di uve da vino raccolte (-4%). Sul fronte dei prezzi, le rilevazioni della Camera di Commercio di Chieti-Pescara mostrano un calo superiore al 10% per il prezzo delle uve Montepulciano DOC (-15%). Per le uve a bacca bianca, rispetto al 2019 le quotazioni delle uve atte a Pecorino d’Abruzzo DOC sono calate del 6,7%, mentre le uve atte alla produzione di Colline Pescaresi IGP hanno ceduto il 10% circa. Maggiore stabilità per le uve atte a Trebbiano DOC, a conferma dell’andamento più regolare osservato durante le ultime sei campagne.

“Nonostante la lieve flessione l’Abruzzo si posiziona tra le prime regioni italiane per superfici vitate e per produzione superando i 4 milioni di quintali di uve raccolte”, afferma il presidente di Cia Agricoltori Italiani Chieti-Pescara, Nicola Sichetti, “La chiusura totale dell’Ho.re.ca. durante il lockdown di marzo e aprile e le successive chiusure parziali nell’ultima parte dell’anno ha privato il settore di un importante sbocco di mercato. Questa diminuzione delle quantità però è compensata dalla qualità delle uve che rimane buona grazie all’andamento climatico favorevole”, continua Sichetti, “Come per altri comparti dell’agroalimentare, ill Covid ha messo in ginocchio anche il mercato vinicolo ma arriva un segnale positivo dal Governo che, ascoltando il nostro appello, ha eliminato il divieto di asporto dopo le 18 per gli esercizi commerciali al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto”.

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1 In Evidenza - 08 mar 2021

8 marzo: Donne in Campo-Cia, aziende agricole femminili in crisi. Favorire accesso al credito e alla terra

 Soffrono la crisi causata dalla pandemia e, in un anno, sono passate da quota 210.402 mila a 207.991. Sono le aziende a conduzione femminile registrate per il 2020 da Unioncamere, con un calo di 2.411 imprese, l’1,15%. A evidenziare il quadro della situazione è Donne in Campo, l’Associazione al femminile di Cia-Agricoltori Italiani che sottolinea quanto queste aziende siano, in realtà, le più impegnate nella sicurezza alimentare e nel biologico, nella custodia e nella valorizzazione della biodiversità.

Sono sostenitrici della tutela del paesaggio e del territorio. In sostanza -precisa Donne in Campo-Cia- la parte candidata a essere capofila nella costruzione e attuazione della transizione ecologica e sostenibile. 

“E' necessario sostenere queste imprese, impegnate a ricucire gli strappi tra la sostenibilità economica e quella ambientale e sociale -afferma la presidente di Donne in Campo-Cia, Pina Terenzi-. Serve, quindi, rendere stabile il Bonus Donne in Campo e in generale rafforzare gli strumenti di credito, ma anche favorire l'accesso alla terra da parte delle donne che, a tutte le età, e a volte dopo la crescita dei figli, desiderano impegnarsi in agricoltura”.

“Ci aspettiamo molto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza -aggiunge Terenzi-. Come Donne in Campo, chiediamo che parte delle risorse del Recovery vengano utilizzate per finanziare, sostenere e diffondere le esperienze di cui alcune già avviate, come la costruzione di filiere sostenibili, la produzione di fibre vegetali per tessuti e piante tintoree per le colorazioni naturali, ma anche finanziando progetti di ricerca per lo studio di nuove fibre vegetali per bioplastiche ed altri materiali. E ancora, occorre avviare un reale incremento della produzione di erbe officinali per erboristeria e industria farmaceutica e lavorare per costruire vera aggregazioni di prodotto”.

“Inoltre -continua Terenzi- chiediamo di impegnare le nostre aziende a incrementare l’assorbimento di CO2 nella biomassa vegetale e nel suolo, nella produzione di energie rinnovabili per autoconsumo e produzione energetica. E’ poi necessaria la formazione per il settore vivaistico sul recupero della biodiversità, come anche progetti di rigenerazione del suolo. In particolare, la formazione sul valore del patrimonio culturale e paesaggistico, è una leva economica cruciale, insieme al rilancio delle reti di imprese e cooperazione”.

“Il Recovery Plan -conclude, infine, la presidente di Donne in Campo-Cia, Pina Terenzi- dovrà impegnare risorse anche per migliorare i servizi nelle aree rurali, garantendo i presidi sanitari, ma anche rilanciando la rete dei Consultori familiari che hanno svolto un ruolo strategico nei territori a sostegno delle donne e della famiglia, garantendo e sostenendo anche il diritto delle stesse alla maternità”.

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1 In Evidenza - 04 mar 2021

Il governo accoglie l'appello della filiera del vino e riapre le enoteche dopo le ore 18:00

“In tutte le zone del Paese è stato eliminato il divieto di asporto dopo le 18:00 per gli esercizi commerciali al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto. Il governo ha dato ascolto al nostro appello a difesa del settore vitivinicolo, che già ha perso a causa del Covid più di 2 miliardi di euro”. A esprimere piena soddisfazione per i contenuti del nuovo Dpcm, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, sono le organizzazioni della filiera vitivinicola di ConfagricolturaCia-Agricoltori ItalianiAlleanza delle Cooperative AgroalimentariCopagriUnione Italiana ViniFederviniFederdoc e Assoenologi, che nei giorni scorsi avevano inviato una richiesta in tale direzione al Premier Mario Draghi e al Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli.

Per la filiera del vino, infatti, “era incomprensibile il blocco delle vendite imposto alle enoteche come misura restrittiva per contrastare il Covid, che appariva più una discriminazione del comparto rispetto a negozi alimentari e supermercati, non soggetti a chiusura anticipata”.

“Dar modo alle enoteche di riprendere la regolare attività, quindi, rimette in moto una macchina produttiva che impegna nelle aziende vitivinicole italiane circa 210 mila addetti, fra i quali 50.000 giovani”, fa notare la filiera del vino, secondo cui “la scelta di responsabilità del governo arriva a ridare impulso a un mercato già fortemente penalizzato per le limitazione sull’HoReCa”.

La filiera del vino, infine, “confermando piena e totale disponibilità al dialogo costruttivo con il nuovo Governo, torna a sostenere la necessità di fare un passo in avanti anche sul fronte della ristorazione, valutando la possibilità di apertura bar e ristoranti anche a cena nelle Regioni in zona gialla e per il pranzo in quelle in zona arancione”.

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1 CAF Informa - 02 mar 2021

Legge di Bilancio 2021: cosa cambia per il settore agricolo?

La legge di Bilancio 2021 prevende un potenziamento delle filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura con la nascita di un Fondo ad hoc. 150 milioni di euro per un Fondo dedicato alla promozione e al sostegno delle filiere, per accrescere competitività, qualità della produzione, qualità e quantità dei livelli occupazionali, favorendo le migliori forme di organizzazione di filiera.


Rifinanziamento ed estensione delle finalità del Fondo suinicolo.
10 milioni di euro destinati anche al miglioramento delle condizioni di sostenibilità nelle aziende zootecniche, di produzione e trasformazione della carne.
 
Istituzione del Fondo per la tutela e il rilancio della filiera apistica, brassicola, della canapa e della frutta a guscio.
10 milioni di euro per il 2021
 
Stoccaggio privato di vini 
DOC, 
DOCG e IGT.
10 milioni di euro per la misura dello stoccaggio privato di vini 
DOCDOCG e IGT certificati o atti a divenire tali e detenuti in impianti situati nel territorio nazionale.
 
Iniziative finalizzate alla valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche, delle produzioni agroalimentari e industriali italiane e della dieta mediterranea e del contrasto al fenomeno dell'Italian sounding.
3 milioni di euro nel triennio 2021-2023

Investimenti infrastrutturali per il rafforzamento del settore, la tutela del suolo, la mitigazione ambientale, il contrasto al dissesto idrogeologico.

630 milioni nei prossimi 7 anni Si confermano e si rafforzano gli investimenti per le infrastrutture irrigue, l'agricoltura di qualità, il contrasto al dissesto idrogeologico e la tutela di beni non rinnovabili come aria, acqua, suolo.
 
Fondo emergenza alimentare
Incremento di 40 milioni di euro per l'anno 2021 del Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone con fragilità sociali e alimentari, per garantire la tutela alimentare delle fasce di popolazione più fragili, limitando e riducendo e lo spreco alimentare.

Esenzione IRPEF nel 2021 per i redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali.
82 milioni di euro per l'esenzione IRPEF dei redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali.
 
Esonero contributivo per i giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli.
55 milioni di euro per l'esonero contributivo totale per 24 mesi per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli under 40 che si iscrivono nella previdenza agricola nel 2021.
 
Rifinanziamento della misura "Donne in campo".
15 milioni di euro per la concessione di mutui a tasso zero per iniziative volte allo sviluppo e al consolidamento di aziende agricole condotte da imprenditrici attraverso investimenti nel settore agricolo, nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Mutui concessi nel limite di 300 mila euro, della durata massima di 15 anni comprensiva del periodo di preammortamento.
 
Proroga delle agevolazioni IVA per le cessioni di animali vivi, bovini e suini e riduzione IVA al 10% per piatti pronti e pasti cotti.
20 milioni di euro per il 2021
 
Credito di imposta per le reti di imprese agricole e agroalimentari aderenti alle "Strade del Vino".
15 milioni di euro nel triennio 2021-2023 per la realizzazione di infrastrutture informatiche per commercio elettronico.
 
Esenzione dal pagamento dell'imposta di registro minima per i terreni agricoli.
1,5 milioni di euro per il 2021 per l'esenzione dell'imposta di registro nella misura fissa di 200 euro agli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni agricoli di valore fino a 5 mila euro.
 
"Bonus Verde".
Proroga del bonus che prevede l'agevolazione fiscale per la sistemazione   a   verde   di abitazioni private. Detrazione d'imposta lorda del 36% per una spesa massima di 5 mila euro.

3 milioni di euro per integrazione del finanziamento del programma sperimentale di messa a dimora di alberi e per la creazione di foreste urbane e periurbane, nelle città metropolitane.

Rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale interventi assicurativi.
60 milioni di euro nel triennio 2021-2023 per il finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per interventi assicurativi, al fine di dare continuità agli interventi pubblici sulla spesa assicurativa agricola.
 
Rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale interventi indennizzatori.
70 milioni di euro nel 2021 per il finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale interventi indennizzatori, per il ristoro delle aziende agricole danneggiate da avversità atmosferiche e fitosanitarie.

Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura.
7 milioni di euro per il 2021 per finanziare il Programma finalizzato all'adozione di azioni per lo sviluppo del settore della pesca e dell'acquacoltura, nel campo della formazione, informazione e qualificazione professionale.
 
Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell'acquacoltura.
14 milioni di euro nel triennio 2021-2023 per il finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell'acquacoltura, per il supporto economico alle imprese e le famiglie degli operatori del settore ittico colpiti da disgrazie in mare
 
Proroga dei termini per il rilascio di concessioni di beni demaniali.
Estensione della platea di beneficiari delle proroghe di termini per il rilascio di concessioni di beni demaniali marittimi lacuali e fluviali con finalità turistiche-ricreative, ad uso pesca e acquacoltura, ed attività produttive connesse.

Trattamento di sostegno al reddito in favore dei lavoratori adibiti alla pesca.
31 milioni di euro per il 2021 per il trattamento di sostegno al reddito, riconosciuto per una durata massima di 90 giorni nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 ed il 30 giugno 2021, per i lavoratori della pesca che hanno subito una sospensione o riduzione dell'attività lavorativa, o una riduzione del reddito, a causa del Covid-19.
 
Finanziamento indennità per fermo pesca obbligatorio e non obbligatorio.

19 milioni di euro nel 2021 per l'indennità, pari a 30 euro giornaliere, per ciascun lavoratore dipendente da impresa adibita alla pesca marittima, compresi i soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca, in caso di sospensione dal lavoro derivante da misure di arresto temporaneo obbligatorio e non obbligatorio.
 
Proroga della concessione della Cassa integrazione salariale operai agricoli (CISOA).
Proroga della possibilità di ricorso alla CISOA per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica, per n massimo di 90 giorni nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021.

Rientro debiti nei confronti delle Regioni.
20 milioni di euro per l'anno 2021  per la restituzione delle risorse anticipate dalle Regioni per interventi di concorso pubblico nel pagamento degli interessi sul credito di soccorso alle imprese agricole danneggiate da calamità e da avversità atmosferiche eccezionali.
  

Rafforzamento attività 
MIPAAF.
1milione di euro per il 2021 e 6,6 milioni annui dal 2022. Sono previste 86 nuove assunzioni nel 2021 e 54 nuove assunzioni nel 2022
 
Integrazione dell'indennità agli ispettori dell'
ICQRF.
1,5 milioni di euro per il 2021: per lo svolgimento delle attività di controllo e tutela, anche durante la pandemia, della qualità dei prodotti del settore agroalimentare italiano.
 
Completamento del processo di stabilizzazione dei lavoratori precari del 
CREA.
5 milioni annui dal 2021.
 
Rafforzamento del personale e del fabbisogno finanziario 
AGEA.
2 milioni di euro per il 2021 e 4 milioni di euro annui dal 2022 per 61 assunzioni nel 2021
10 milioni per il 2021, per garantire la corretta erogazione dei servizi affidati all'Agenzia.

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1 In Evidenza - 28 feb 2021

Si rafforza la sinergia tra il mondo sementiero e quello agroalimentare

 Cia-Agricoltori italianiConfagricolturaCopagriAlleanza delle Cooperative Agroalimentari e Assosementi aderiscono formalmente al Consorzio per la valorizzazione delle sementi CONVASE, che riunisce 23 aziende rappresentanti il 40% della produzione nazionale di sementi certificate di cereali a paglia, rafforzando così la sinergia tra il mondo sementiero e quello agroalimentare. L’intesa è stata annunciata oggi durante l’incontro “Il settore sementiero e agricolo: sfide e opportunità nello scenario post-Covid”.

 

L’adesione al CONVASE da parte delle organizzazioni dei produttori e delle cooperative agricole e di Assosementi rafforza la collaborazione tra aziende sementiere e agricoltori, con l’obiettivo di valorizzare la qualità delle produzioni in un’ottica interprofessionale e di stimolare un dialogo costruttivo capace di anticipare le esigenze del settore e qualificare l’intera filiera. L’intesa raggiunta, inoltre, permette di dare gambe alla creazione del disciplinare “Seme di Qualità”, presentato un anno fa ed elaborato dal CONVASE, con il supporto Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, per dare agli agricoltori la possibilità di conoscere le informazioni sulla tracciabilità delle sementi, offrendo garanzie sulla qualità del seme acquistato e indicazioni utili per il corretto impiego, con maggiori possibilità di ottenere produzioni elevate e di qualità. 

 

La filiera agroalimentare, infatti - hanno sottolineato i rappresentanti di Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari - parte dal seme; non a caso gli agricoltori operano in stretto e costante contatto con i produttori di sementi, testando direttamente in campo i risultati del loro lavoro e indicando le richieste e le esigenze che arrivano dal mercato, con particolare riferimento alle problematiche agronomiche, fitosanitarie, di resa e di carattere qualitativo. Proprio per tali ragioni - aggiungono le sigle - è fondamentale poter disporre di uno strumento in grado di assicurare la tracciabilità, la sicurezza e la sostenibilità del processo produttivo sin dall'inizio del ciclo, partendo dalla semente, puntando su iniziative quali il progetto “Seme di Qualità”, al quale già lo scorso anno hanno aderito convintamente Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e che oggi viene ulteriormente rafforzato.

 

Tale tracciabilità - è stato ribadito durante l’odierno confronto tra il mondo sementiero e quello agroalimentare - ha inizio dal seme, primo e fondamentale elemento per assicurare la qualità del prodotto al consumatore finale. Vale la pena di sottolineare, a tal proposito, che nel 2020, a fronte di un calo su base annua del 2% circa delle superfici produttive destinate alla coltivazione di grano duro, grano tenero e orzo, cresce sempre di più l’impiego di seme non certificato, che secondo un’elaborazione di Assosementi ha superato anche nel 2020 il 50% delle superfici coltivate a grano duro.

 

In tale contesto, l’intesa raggiunta servirà a rafforzare e confermare la volontà dei principali attori di vincere le sfide comuni che il settore è chiamato ad affrontare. La riduzione della burocratizzazione annunciata dal nuovo governo potrà certamente contribuire ad agevolare il sistema della certificazione del seme, che negli ultimi cinquant’anni non è mai stato rivisto e adeguato. 

 

La valorizzazione delle produzioni non può inoltre prescindere dal sostegno all’innovazione, che può aiutare l’agricoltura a garantire rese stabili e produzioni più sostenibili. Il settore sementiero è un comparto altamente innovativo, in grado di investire sino al 20% dei suoi ricavi in attività di ricerca e sviluppo per immettere sul mercato varietà migliori. Tuttavia, secondo l’indagine di Euroseeds, l’associazione che rappresenta il settore sementiero a livello europeo, l’incertezza della normativa sulle Tecniche di Evoluzione Assistita – TEA ha bloccato i programmi di innovazione del 40% delle aziende che investono in ricerca.

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1 INAC - 24 feb 2021

Bonus asilo nido 2021: online la procedura per le domande

È online la procedura che consente di presentare e consultare le domande per l’accesso al Bonus asilo nido 2021.

L’agevolazione fiscale prevede un contributo economico a favore di genitori di figli nati, adottati o affidati dal 1° gennaio 2016, per sostenere le spese delle rette per asili nido pubblici o privati o un contributo per il supporto, presso la propria abitazione, per bambini con meno di 3 anni affetti da gravi patologie.

Il bonus può essere richiesto per ogni figlio: per ciascuno va inviata apposita domanda. L’importo viene erogato su base annua per 11 mesi di iscrizione all’asilo nido e la misura dell’importo varia a seconda del reddito ISEE della famiglia.

  • ISEE minorenni fino a 25.000 euro = budget annuo 3.000 euro (importo massimo mensile erogabile 272,72 euro per 11 mensilità).
  • ISEE minorenni da 25.001 euro fino a 40.000 euro = budget annuo 2.500 euro (importo massimo mensile erogabile 227,27 per 11 mensilità)
  • ISEE minorenni da 40.001 euro = budget annuo 1.500 euro (importo massimo mensile erogabile 136,37 per 11 mensilità).
  • Il bonus per leforme di supporto presso la propria abitazione viene erogato dall’Istituto a seguito di presentazione da parte del genitore richiedente, che risulti convivente con il bambino,  di un attestato rilasciato dal pediatra di libera scelta che attesti per l’intero anno di riferimento “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica”. 

A decorrere dal 2020, l’importo della prestazione erogata varia in base al valore dell’ ISEE minorenni riferito al minore per cui è richiesta la prestazione, secondo le seguenti fasce:

  • ISEE minorenni fino a 25.000 euro = importo erogabile 3.000 euro;
  • ISEE minorenni da 25.001 euro fino a 40.000 euro = importo erogabile 2.500 euro;
  • ISEE minorenni da 40.001 = importo erogabile 1.500 euro.
  • Il bonus richiesto, sia asilo nido che per forme di supporto presso la propria abitazione, può essere erogato, nel limite di spesa indicato (per il 2020 è di 520 milioni di euro), secondo l’ordine di presentazione della domanda online.
  • Le eventuali domande che in base ai tempi di presentazione, per insufficienza di budget, non potranno essere accolte saranno comunque ammesse ma “con riserva”.

L’INPS provvede alla corresponsione del bonus nelle modalità di pagamento indicate dal richiedente nella domanda (bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN).

La domanda può essere presentata dal genitore di un minore nato o adottato  in possesso dei seguenti requisiti : 

  • cittadinanza italiana;
  • cittadinanza UE;
  • permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea; (art. 10, decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30);
  • carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell’Unione europea (art. 17, d.lgs. 30/2007);
  • status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
  • residenza in Italia;
  • relativamente al contributo asilo nido, il genitore richiedente deve essere il genitore che sostiene l’onere del pagamento della retta;
  • relativamente al contributo per forme di assistenza domiciliare, il richiedente deve coabitare con il figlio e avere dimora abituale nello stesso comune.

Tutti i requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda.

Puoi affidarti ai nostri uffici del patronato per presentare la domanda.


Fonti: Inps.it, legiillustrate.it

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