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1 In Evidenza - 08 apr 2026

Maltempo, al via la conta dei danni: CIA, segnalazioni diffuse in tutta la regione, agricoltura in forte sofferenza

Dopo giorni di piogge intense e persistenti, cessate solo negli ultimi giorni, emerge un quadro estremamente critico per il comparto agricolo. Con l’apertura del nostro modulo di segnalazione stanno arrivando numerose comunicazioni da parte degli agricoltori, che raccontano una situazione diffusa di danni e forti criticità su tutto il territorio.

Le precipitazioni eccezionali, registrate dal 30 gennaio al 3 aprile 2026, hanno provocato allagamenti prolungati e terreni completamente saturi, mettendo in crisi numerosi vigneti. Le varietà precoci come Chardonnay, Pecorino, Pinot grigio e Viognier, già in fase di germogliamento, sono tra le più colpite.

Gli effetti sono evidenti e preoccupanti: ingiallimenti fogliari diffusi, germogliamento irregolare e, in molti casi, arretramento dei germogli già formati. Una situazione che lascia temere conseguenze concrete sulla produzione di uve 2026, con scenari ancora incerti nelle prossime settimane.

Ancora più allarmanti sono le segnalazioni provenienti dalle aree maggiormente colpite: crepe nei terreni, abbassamenti strutturali e vigneti completamente sradicati dalla forza dell’acqua, in particolare lungo il fiume Sangro. In alcune aziende i danni raggiungono punte fino al 60% delle coltivazioni.

Le criticità interessano in modo particolare la zona del Sangro e del Vastese, ma situazioni rilevanti si registrano anche a Loreto Aprutino, Miglianico e Ripa Teatina. Con la fine delle piogge si apre ora una fase delicatissima di monitoraggio e raccolta dati. Il quadro che emerge è già estremamente preoccupante e conferma la necessità di interventi urgenti a sostegno del comparto agricolo.

Per la segnalazione dei danni e per l’assistenza nella compilazione della modulistica ufficiale, le aziende agricole sono invitate a rivolgersi direttamente agli uffici CIA territoriali, che sono stati già attivati e stanno operando per raccogliere e gestire le segnalazioni.

Gli uffici provvederanno alla corretta compilazione dei modelli e al coordinamento delle procedure, garantendo un supporto puntuale alle imprese colpite.

“Le segnalazioni che stiamo ricevendo confermano una situazione molto seria e diffusa”, sottolinea il Presidente CIA Abruzzo, Nicola Sichetti. “Molte aziende rischiano di non riuscire a sostenere questo ulteriore shock.”

La raccolta delle segnalazioni resta attiva: si invitano tutti gli agricoltori a contattare tempestivamente gli uffici CIA di riferimento per procedere con la denuncia dei danni subiti.

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1 In Evidenza - 01 apr 2026

Gasolio agricolo: CIA Abruzzo, bene annuncio Lollobrigida. Credito d’imposta risultato di una battaglia concreta

“Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento per le dichiarazioni del ministro Francesco Lollobrigida sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che premiano una battaglia condotta con forza da Cia-Agricoltori Italiani nelle ultime settimane”.

Così il presidente nazionale Cristiano Fini, che ricorda il lungo pressing della Confederazione sul Governo, culminato negli emendamenti al Dl Bollette già a ridosso dell’inizio della crisi energetica.

“Queste agevolazioni fiscali, già applicate durante il Covid, intervengono sui costi energetici e sugli investimenti in innovazione, garantendo la sostenibilità alle imprese agricole in un contesto di crescenti sfide geopolitiche e di mercato. Confidiamo che il Governo prosegua su questa strada con interventi strutturali più ampi, trasformando il sollievo temporaneo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana, in particolare per le filiere più in crisi come quella cerealicola e zootecnica”.

A livello territoriale interviene anche il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti, “Per le aziende agricole abruzzesi il costo del gasolio rappresenta una voce determinante. Il credito d’imposta è una misura attesa e fondamentale per sostenere la liquidità delle imprese e garantire la continuità produttiva.

È però necessario continuare su questa strada con interventi strutturali, capaci di rafforzare nel tempo la competitività del settore agricolo regionale”.

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2 In Evidenza - 01 apr 2026

CIA Chieti Pescara: agricoltura a rischio collasso tra maltempo, gelate e allagamenti

È una vera e propria emergenza quella che sta colpendo in queste ore soprattutto il territorio del Chietino, duramente interessato da piogge incessanti, temperature in forte calo, gelate e nevicate nelle aree interne. L’allerta rossa diramata per il maltempo conferma la gravità di una situazione che sta mettendo in ginocchio il comparto agricolo.

Nel Chietino si registrano le criticità più rilevanti: campi completamente allagati, terreni saturi d’acqua e colture compromesse. Una condizione aggravata ulteriormente dalle grandinate dei giorni scorsi, che avevano già causato danni significativi alle produzioni.

A peggiorare il quadro anche le criticità idrogeologiche: il fiume Treste ha rotto gli argini in più punti, provocando allagamenti diffusi, mentre numerose strade risultano chiuse o impraticabili, rendendo estremamente difficoltoso l’accesso ai terreni agricoli e le attività quotidiane delle aziende.

In questo contesto, la CIA Chieti Pescara sta raccogliendo le testimonianze e le preoccupazioni degli agricoltori del territorio, che descrivono una situazione drammatica, con danni ingenti che rischiano di compromettere seriamente l’intera annata produttiva.

È inoltre attivo il link predisposto per la segnalazione dei danni: uno strumento fondamentale per raccogliere in modo puntuale le criticità segnalate dalle aziende e avviare rapidamente la conta dei danni su tutto il territorio.

In questi giorni CIA Chieti Pescara ha incontrato i Prefetti di Chieti e Pescara, ai quali sono state rappresentate tutte le criticità in atto nel comparto agricolo. L’organizzazione provvederà inoltre a scrivere agli enti preposti per sollecitare interventi urgenti e straordinari a sostegno delle imprese colpite.




Tra le colture più colpite nel Chietino si segnalano vigneti, frutteti, in particolare pesco, albicocco e ciliegio, oltre a ortaggi primaverili e cereali. I campi allagati, uniti alle basse temperature e alle gelate, stanno mettendo a rischio sia le produzioni sia la sopravvivenza stessa delle piante.

“Il Chietino è oggi uno dei territori più colpiti”, sottolinea il presidente CIA Chieti Pescara, Domenico Bomba, “I campi allagati porteranno inevitabilmente a una forte riduzione, se non alla perdita, delle produzioni di quest’anno. Non è pensabile affrontare emergenze di questa portata facendo affidamento solo sugli strumenti assicurativi: qui è a rischio la sopravvivenza stessa di molte aziende agricole.”

Gli eventi estremi che si stanno susseguendo”, prosegue Bomba, “tra grandinate, gelate, nevicate nelle zone interne e ora allagamenti diffusi, stanno creando una pressione insostenibile sulle imprese. In queste condizioni, molte aziende rischiano concretamente di chiudere. È necessario avviare immediatamente la conta dei danni e attivare misure straordinarie e urgenti di sostegno.”

Il susseguirsi di eventi climatici estremi evidenzia una situazione sempre più critica per l’agricoltura abruzzese, con il Chietino in prima linea nell’affrontare questa emergenza.

“Continueremo a monitorare l’evolversi della situazione e a raccogliere le segnalazioni dal territorio, ribadendo con forza la necessità di interventi immediati per sostenere le imprese agricole e garantire la continuità produttiva”, conclude Bomba.


Link modulo segnalazione danni: https://docs.zoom.us/form/jhDTYndoRmKpuPThwm4MVQ/0caa8713ccc84c5d980c032c5b8bd2a6

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1 In Evidenza - 26 mar 2026

IX Assemblea CIA Abruzzo, Nicola Sichetti rieletto presidente: focus su crisi e futuro dell’agricoltura

Si è svolta oggi, presso Villa Maria Hotel di Francavilla al Mare, la IX Assemblea Elettiva Regionale di CIA Agricoltori Italiani Abruzzo, un appuntamento centrale per il mondo agricolo regionale che ha visto una partecipazione ampia e qualificata di delegati, istituzioni e rappresentanti del settore. A moderare i lavori il direttore regionale Mariano Nozzi.

Nel corso dell’assemblea, Nicola Sichetti è stato rieletto Presidente per il prossimo mandato, a conferma del lavoro svolto e della fiducia dell’organizzazione nei suoi confronti.

L’assemblea ha rappresentato un momento di confronto concreto sulle principali sfide che interessano l’agricoltura abruzzese, in un contesto segnato da profondi cambiamenti economici, climatici e geopolitici. Al centro del dibattito temi cruciali come l’aumento dei costi di produzione, il caro energia, la gestione delle risorse idriche, il futuro della Politica Agricola Comune e le criticità legate alla manodopera e alla competitività delle imprese.

Al centro della relazione del Presidente Sichetti, è emersa con forza la necessità di costruire il futuro del settore partendo dalle sue radici, valorizzando il ruolo degli agricoltori come presidio economico, sociale e ambientale del territorio.

“L’agricoltura abruzzese attraversa una fase complessa ma ricca di potenzialità”, ha dichiarato Sichetti. “I numeri ci parlano di difficoltà reali, a partire dalla perdita di un terzo delle aziende negli ultimi anni, ma anche di un sistema che resiste e continua a 


rappresentare un punto di riferimento per le comunità. Oggi più che mai è necessario garantire reddito e dignità agli agricoltori, affrontando con decisione le emergenze legate ai costi di produzione, alla gestione dell’acqua e alla fauna selvatica. Serve meno burocrazia e più strumenti concreti, insieme a un rapporto nuovo e più efficace tra istituzioni e mondo agricolo”.

Sichetti ha inoltre sottolineato l’urgenza di rafforzare il ricambio generazionale, sostenere l’innovazione e accompagnare le imprese nella transizione digitale, senza perdere di vista il valore delle aree interne e della multifunzionalità, sempre più centrali per lo sviluppo del territorio.

Presenti il direttore nazionale Maurizio Scaccia, i presidenti provinciali Domenico Bomba per CIA Chieti-Pescara e Anna Maria di Furia per CIA L’Aquila-Teramo. 

All’assemblea sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni regionali e locali. In particolare, l’assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, ha sottolineato l’importanza del dialogo con le organizzazioni agricole e il ruolo strategico del comparto per lo sviluppo del territorio, “Ringrazio per questi anni di collaborazione vera in un momento in cui tra alti e bassi l’agricoltura ha acquisito centralità maggiore rispetto al passato, subisce più di altri settori”, ha dichiarato Imprudente, “In questa situazione complicata cerchiamo di creare sinergia e avere sempre più consapevolezza della centralità del ruolo agricoltura”.

Ampio anche il contributo dei delegati, che hanno portato all’attenzione criticità ed esigenze delle diverse realtà produttive regionali.

A chiudere i lavori è stato il Presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che ha ribadito il ruolo strategico del settore agricolo nel contesto nazionale ed europeo.

L’agricoltura italiana è chiamata a svolgere un ruolo sempre più decisivo per garantire sicurezza alimentare, sostenibilità e coesione sociale”, ha dichiarato Fini. “In uno scenario internazionale complesso è fondamentale difendere una Politica Agricola Comune forte e adeguatamente finanziata, capace di sostenere il reddito degli agricoltori e accompagnare le imprese nelle sfide della transizione ecologica e digitale. La CIA continuerà a essere al fianco degli agricoltori, per rafforzarne la competitività e valorizzarne il lavoro”.

La IX Assemblea Elettiva Regionale si conferma così un momento chiave di partecipazione e indirizzo strategico, rilanciando l’impegno della CIA Abruzzo nel rappresentare e sostenere le imprese agricole e promuovere un modello di sviluppo più sostenibile, innovativo e attento alle esigenze dei territori.

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1 In Evidenza - 21 mar 2026

Ue: Cia, urgenti misure ad hoc contro caro gasolio ed energia. Fare di più per agricoltura


A conti fatti nelle ultime operazioni del Governo per calmierare i prezzi del carburante, non c’è alcuna agevolazione di peso per l’agricoltura, se non una riduzione minima pari a 4 centesimi, già oggi del tutto erosi dai rincari sul gasolio al distributore. È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. A dirlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.

“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Carburanti: Cia, serve credito d’imposta per gasolio agricolo


Pur apprezzando l’intervento del Governo sulla temporanea riduzione delle accise per i carburanti, il settore primario resta fuori da interventi esclusivi e dedicati, come invece accaduto per l’autotrasporto e la pesca. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il Decreto Carburanti, approvato ieri dal Cdm e oggi in Gazzetta Ufficiale, e spiega: “L’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. Chiediamo con urgenza il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi e una strategia più strutturata e di lungo periodo a partire dal Consiglio Ue in corso a Bruxelles”.

“Ribadiamo dunque -spiega Fini- l’appello già formalizzato da Cia in occasione della conversione in legge del Dl Bollette, poche ore dopo lo scoppio della guerra in Iran, con un emendamento ad hoc sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che risulta depositato in Commissione bilancio alla Camera e che sarà in discussione nei prossimi giorni”.

Il contesto, sottolinea Cia, non è assolutamente favorevole a un settore già in sofferenza per costanti ripercussioni climatiche e mancato riconoscimento del valore lungo la filiera, solo per citarne alcune. Le tensioni in Medio Oriente, il conseguente caro energia e gasolio, ma anche i prezzi alle stelle di fertilizzanti e urea, sempre più irreperibili, stanno mettendo a rischio la continuità aziendale che -ricorda Cia- è elemento strategico di presidio e tenuta ambientale, sociale ed economica di interi territori del Paese, a partire dalle aree rurali e più svantaggiate.

“Per tutto questo -conclude Fini- abbiamo aspettative importanti anche da parte del Consiglio europeo perché si agisca in modo collettivo, accelerando anche sulla questione fertilizzanti, eventuali deroghe al CBAM e misure straordinarie a sostegno del reddito degli agricoltori”.

VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO - I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto, certificano la vulnerabilità dell'agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo "energia motrice" a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l'acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 20 feb 2020

LILT Lega Italiana per la lotta contro i tumori e Cia-Agricoltori Italiani insieme a sostegno della prevenzione

Diffondere la cultura della prevenzione nella lotta contro i tumori attraverso l’adozione di corretti stili di vita, potenziare il livello di conoscenza di un’agricoltura etica e rilanciare il valore della dieta mediterranea. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto, oggi, a Roma, da LILT– Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e Cia-Agricoltori Italiani.

Con il protocollo siglato e in ottica di rinforzo e valorizzazione reciproca, LILT e Cia si impegnano, dunque, alla promozione congiunta di campagne e messaggi di sensibilizzazione, all’organizzazione di forum, convegni scientifici e divulgativi, a sostenere iniziative e raccolte fondi in favore delle Associazioni provinciali LILT. Primo appuntamento, la Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica, dal 14 al 22 marzo 2020, l’annuale iniziativa di LILT nelle principali piazze italiane con gazebo dedicati alla distribuzione di materiale informativo e olio extravergine d’oliva.

“Con questo protocollo la rete dei sostenitori della LILT si arricchisce di un partner fondamentale -ha detto il presidente LILT Nazionale Francesco Schittulli-. Grazie al supporto di Cia si rafforza il nostro positivo messaggio di prevenzione e si ricorda l’importanza della dieta mediterranea, della provenienza, della qualità e della sicurezza dei nostri alimenti, così come dell’educazione alimentare e dei principi di sostenibilità, visto che l’errata alimentazione è responsabile del 35% dei tumori”.

“Rappresentiamo gli imprenditori agricoli, produttori e custodi delle materie prime che sono alla base di una sana alimentazione e della cucina mediterranea. Per questo -ha dichiarato il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- riteniamo importante sostenere l’operato di LILT nella lotta contro i tumori e per una corretta informazione e prevenzione. Sentiamo l’onere di assicurare il nostro contributo, lavorando per garantire sempre la massima qualità dei prodotti agroalimentari”.


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1 In Evidenza - 19 feb 2020

Biologico: Cia e Anabio, Senato approvi legge senza ulteriori attese

Serve una rapida approvazione del disegno di legge sul biologico, attualmente in discussione alla Commissione Agricoltura del Senato, senza ulteriori significative variazioni. A sollecitarlo sono Cia-Agricoltori Italiani e la sua associazione di riferimento per la promozione del biologico Anabio, spiegando che il settore ha urgente necessità di politiche adeguate di sostegno.

Da Biofach 2020 a Norimberga -spiegano le due organizzazioni- è arrivata la nuova conferma della crescita del comparto, con un aumento dell’8% annuo del mercato dei prodotti bio, che ha raggiunto nell’Ue un fatturato di 40,7 miliardi. Gli Stati Uniti restano il primo mercato mondiale, mentre in Europa la Spagna si conferma il Paese più bio, seguito dalla Francia, la nazione in cui si è avuto il rialzo maggiore delle vendite (+15%). L’Italia continua a distinguersi con buoni risultati su produzione, superfici coltivate, consumi ed export: con un valore di 3,5 miliardi, è il quinto mercato mondiale per consumi e l’ottavo Paese al mondo (terzo in Europa)per superfici coltivate a bio con poco meno di 2 milioni di ettari, che rappresentano il 15,5% della superficie agricola, leader in Ue per numero d’imprese con oltre 79 mila operatori.

Il settore biologico ha ormai un ruolo strategico per il futuro dell’agricoltura italiana ed è fortemente coerente con le linee guida politiche della presidente della Commissione UeUrsula Von der Leyen, la quale (con la nuova strategia Farm to Fork) sottolinea la necessità di fornire ai cittadini europei cibo economico, nutriente, sicuro e sostenibile economicamente per i nostri agricoltori.

Il disegno di legge sul biologico, ora in Comagri a Palazzo Madama, costituisce un riferimento strategico per adottare in maniera coordinata e incisiva specifiche politiche di sviluppo per il biologico italiano -osservano Cia e Anabio-. In particolare, risulta molto importante l’istituzione di uno specifico Fondo per la ricerca, che è attività fondamentale per estendere e qualificare la coltivazione su superfici maggiori, soprattutto nei terreni di pianura, mettendo a disposizione tecniche e prodotti innovativi (Sementi, prodotto di bio-protezione, meccanica 4.0). Negli ultimi dieci anni, secondo il CREA, sono state destinate alla ricerca in agricoltura biologica risorse pubbliche pari allo 0,18% del valore dei consumi nazionali di prodotti biologici. Ecco perché, anche se insufficiente, il Fondo previsto dalla legge rappresenterebbe un primo rilevante strumento operativo.

Il disegno di legge contempla anche la costituzione delle Associazioni dei Produttori e della Interprofessione -continuano Cia e Anabio- che consentirebbero ai piccoli produttori associati di avere, rispetto a oggi, un maggiore valore lungo la catena della produzione.

Altrettanto importante è la costituzione prevista dal ddl dei Distretti biologici, che rappresentano i luoghi dove adottare azioni congiunte per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, attraverso progetti ambientali particolarmente complessi per varietà di azioni previste, diversità dei partecipanti e tipologia di investimento. I Distretti, utilizzando le misure dei Psr, dovranno finanziare i costi di organizzazione, coordinamento e animazione del gruppo di produttori che porta avanti il progetto di cooperazione.

Infine, nel disegno di legge c’è l’istituzione del marchio italiano per il biologico, che può costituire un elemento di fiducia per accrescere i consumi interni (Germania e Francia hanno consumi di prodotti bio per 10 miliardi circa).

Per tutti questi motivi, Cia e Anabio si sono astenuti da presentare alla Commissione Agricoltura del Senato emendamenti al testo approvato a dicembre 2018 dalla Camera dei deputati. Quel testo infatti -concludono le due organizzazioni- rappresenta la forma più avanzata per consentire al biologico italiano di recepire le esigenze dei cittadini e anche dell’Unione europea, essendo al tempo stesso equilibrato e rispettoso delle altre forme di agricoltura presenti nel nostro Paese.

 

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1 In Evidenza - 19 feb 2020

Autorizzazioni per gli impianti viticoli, aperti i termini per la presentazione delle domande

Sono aperti i termini per richiedere superfici per impiantare nuovi vigneti. Possono essere richieste, dalle aziende agricole, tutte le superfici non utilizzate a vigneto o con vincoli condotte dall’azienda in proprietà, affitto o comodato gratuito per una superficie massima di 10 ettari. Le richieste ammissibili saranno accettate nella loro totalità se saranno uguali o inferiori alla superficie nazionale ammissibile. In caso di una richiesta superiore alla superficie nazionale sarà calcolata in maniera proporzionata a livello regionale. Ai singoli richiedenti il numero totale degli ettari disponibili è assegnato in maniera proporzionata sulla base delle superfici richieste. Qualora l’autorizzazione rilasciata è inferiore al 50% della superficie richiesta l’azienda può rifiutare entro 10 giorni e sarà ripartita tra gli altri richiedenti. 



Entro giugno verranno fatte le comunicazioni ai produttori che avranno 3 anni per impiantare i vigneti. Queste autorizzazioni non possono accedere al finanziamento della Ristrutturazione e Riconversione Vigneti. La scadenza per le domande è fissata al 31 marzo 2020.


Puoi recarti presso l'ufficio CIA più vicino per informazioni e per l’inoltro della domanda.


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1 In Evidenza - 08 feb 2020

Il progetto "Risorse Naturali d'Abruzzo" al congresso-evento "Metti in Cucina"

Il progetto “Risorse Naturali d’Abruzzo” all’interno del congresso-evento di cucina regionale “Meet in Cucina” dedicato ai cuochi, professionisti e imprenditori della ristorazione. Il progetto è governato da una ATI con capofila la Cooperativa ASCA ed aggrega ben 22 partner fra investitori diretti ed indiretti, ed è finanziato dal PSR Abruzzo 2014-2020 a valere sulla misura 16.4 “Filiere corte e mercati locali”. L’obiettivo è il ridimensionamento del “problema cinghiali”, contribuendo alla riduzione del numero dei capi, salvaguardando il territorio dai danni provocati da questi selvatici e costruendo una filiera forte, competitiva e qualificata capace di incrementare il consumo di carne di selvaggina trasformata in maniera sicura e di qualità, così da far crescere il reddito delle imprese agricole che partecipano al progetto e di quelle economie delle aree interne.

“Meet in Cucina” darà la possibilità agli addetti ai lavori interessati alla valorizzazione gastronomica e culinaria della carne di selvaggina di discutere di come perfezionare la filiera, dal cacciatore alla tavola, attraverso il trattamento delle carni, i controlli sanitari, la loro preparazione, la somministrazione, il consumo.

La novità di quest’anno, assolutamente inedita, è riservata proprio al trattamento delle carni di selvaggina attraverso una serie di dimostrazioni pratiche, curate dagli chef, che daranno la possibilità di far degustare al pubblico piatti preparati con carne di cinghiale.

“Il progetto si pone l’obiettivo ambizioso di trasformare un problema in risorsa e opportunità” afferma il coordinatore del progetto, Fabio De Marinis, “Con la vendita di carne di selvaggina attraverso una filiera, controllata e certificata, si potrà far emergere un consumo sempre regolare e sicuro per il consumatore, ma anche integrare il reddito delle aziende agricole aderenti”.

Le intere province di Pescara e di Chieti e oltre la metà della provincia dell’Aquila saranno i principali fornitori della selvaggina, in particolare del cinghiale. “Si ipotizza” continua De Marinis “che, a regime, la filiera possa intercettare almeno un 55% di tutti i cinghiali abbattuti annualmente in Abruzzo, pari a circa 6000 capi. Questi potrebbero risultare divisi in 4000 capi derivanti dalla caccia collettiva (52% dei capi abbattuti in braccata/girata) e 2000 capi provenienti dalla caccia di selezione e controllo (64% dei capi totali abbattuti in queste forme)”.

“Sono fiducioso sul contributo che questo progetto possa dare in termini di salvaguardia e valorizzazione del territorio riducendo gli effetti che la fauna selvatica sta creando” afferma Mauro Di Zio, presidente Cia Abruzzo. “La nostra confederazione, a livello nazionale, è già promotrice di una radicale riforma della legge 157 del 1992 che regola l’attività di caccia e che, innanzitutto, si pone l’obiettivo di sostituire il concetto di protezione con quello di gestione, e prevede varie iniziative volte a tutelare l’attività agricola”.

Ufficio Stampa

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1 In Evidenza - 04 feb 2020

Sprechi alimentari: Cia, buttiamo sempre meno cibo. Fissare nuovi obiettivi

In un’epoca in cui la sicurezza alimentare e la sostenibilità della produzione agricola si vanno affermando come sfide da affrontare con sempre maggiore urgenza, ridurre lo spreco è un obbligo necessario. Occorre investire su sensibilità e buone pratiche dimostrate negli ultimi tempi, dagli italiani. Ad affermarlo è Cia-Agricoltori Italiani in occasione della 7° Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, che si tiene ogni anno il 5 febbraio, commentando positivamente il calo del 25% annuo del cibo buttato nella spazzatura.

Le imprese agricole, con il loro impegno, svolgono un ruolo centrale nella riduzione degli sprechi durante la fase di produzione e -sottolinea Cia- confermano ogni giorno il loro contributo attivo all'obiettivo ambizioso, fissato dalla legge nazionale anti-spreco 166/2016, di recuperare un milione di tonnellate di cibo l'anno e donarle a chi ne ha bisogno.

Più in generale, -ricorda Cia- il problema degli sprechi coinvolge tutti gli anelli della filiera alimentare, inclusi i consumatori che però sono sempre più consapevoliPer la prima volta dopo dieci anni nelle case degli italiani, si butta meno cibo e quasi 7 italiani su 10 (il 66%) sono finalmente coscienti della connessione fra spreco alimentare, salute dell’ambiente e dell’uomo. E’ un dato rilevante -continua Cia- che vede scendere il costo dello spreco settimanale medio per nucleo familiare a 4,9 euro, per un totale di oltre 10 miliardi se si includono gli scarti di produzione e distribuzione, rispetto ai 6,6 euro registrati nel corso del 2019, pari a circa 8,4 miliardi complessivi.

Nonostante ciò, l’Italia resta al 13simo posto in Europa per quantità di cibo edibile che si perde lungo la filiera agroalimentare. Per questo è fondamentale -conclude Cia- recuperare efficienza nell’utilizzo delle risorse e dare nuovo impulso all’importante legge nazionale contro lo spreco alimentare,  guardando anche al percorso segnato dall’Agenda 2030 dell’Onu sullo Sviluppo Sostenibile.

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1 In Evidenza - 22 gen 2020

Agrichef: valorizzazione della cucina del territorio

Si è tenuto, martedì 21 gennaio, a Pescara, presso l’Istituto Alberghiero “De Cecco”, la manifestazione Agrichef Abruzzo, dedicata alla valorizzazione della cucina del territorio.

Nella prima parte della mattinata si è svolto un convegno dedicato al valore culturale della cucina contadina, con la partecipazione di esperti di chiara fama e giornalisti del settore. Sono intervenuti Mauro Di Zio Presidente regionale della Cia, la Preside dell’Istituto Alberghiero, Alessandra Di Pietro, Leonardo Seghetti, Gino Primavera, Leo Nodali, Iolanda Ferrara, Enrico Bruno, Lorenzo Pace. Ha moderato la giornalista Monica Di Pillo.

Nella seconda parte della mattinata le sei aziende agrituristiche partecipanti, in rappresentanza della tradizione gastronomica di tutta la regione, hanno preparato i piatti con il coinvolgimento degli studenti della scuola e di alcuni professori che hanno dato un significativo contributo alla buona riuscita dell’iniziativa.

Gli imprenditori e le imprenditrici intervenute hanno poi compiuto una narrazione delle ricette e dei territori ed infine, il Comitato Tecnico composto dagli esperti sopra citati ha fatto una valutazione critica.

Il risultato è stato soddisfacente, come ha dichiarato con entusiasmo il prof. Gino Primavera che ha definito come “significativamente alta la qualità dei piatti”.
Il professore ha continuato dicendo che è rimasto “colpito dal notevole livello qualitativo delle ricette contadine tale da porre la proposta gastronomica degli agriturismi sicuramente nella élite ristretta della cucina di qualità”.

 

Di seguito i piatti presentati dalle aziende agrituristiche ( visibili nella foro collage allegata all'articolo):

 

Scrippelle Mbusse – Agriturismo Bellavista di Assunta Di Michele – Arsita - TE

Sformato di Capretto – Agriturismo La Porta dei Parchi di Viola Marcelli – Anversa degli Abruzzi – AQ

Ngiuline (Salsicce, bacche e Uova)– Agriturismo L’Aperegia di Marino Recchini – Corvara – PE

Zuppa di Farro e legumi – Agriturismo La Fattoria di Maria Donata di Stefania Sergiampietri – Cugnoli – PE

Pallotte Cacie e Ove – Agriturismo Rosso di Sera di Domenica Trovarelli – Cugnoli PE

Acado (Carne di vitello in arrosto) – Agriturismo L’Antico Tratturo di Nico Ciavalini – Fara Fliorum Petri - CH

A completamento della manifestazione, gli allievi dell’Istituto Alberghiero “De Cecco”, hanno presentato un loro piatto tipico della tradizione contadina abruzzese.

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