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1 In Evidenza - 28 mag 2026

Lavoro: Cia, nuove opportunità per aziende e welfare più inclusivo


Intesa raggiunta puntando su nuove opportunità per le aziende e un welfare più inclusivo. A dirlo è, oggi, Cia-Agricoltori Italiani tra le organizzazioni datoriali che nella notte ha siglato l’accordo sul rinnovo del contratto collettivo nazionale per gli operai agricoli e florovivaisti, valido per il quadriennio 2026-2029.

Sono state introdotte -commenta infatti Cia- novità importanti rispetto a strumenti volti a migliorare la competitività delle imprese, quasi 170 mila in totale, e a rafforzare significativamente le tutele sociali per oltre 1 milione di lavoratori. Alla base, un aumento retributivo del 5,1% per il biennio 2026-2027, suddiviso in due tranche.

Significativa l’attenzione alla possibilità di stipulare contratti a termine di durata triennale per consentire alle imprese di fidelizzare la manodopera e l’introduzione di misure in materia di welfare contrattuale per dare modo, ad alcune tipologie di lavoratori, di usufruite delle tutele adeguate.

“Concretezza e tempestività al centro di scelte responsabili. Con questi presupposti abbiamo siglato il rinnovo del contratto -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Il risultato raggiunto fornisce alle imprese le condizioni essenziali per affrontare con maggiore rapidità le crisi climatiche e di mercato, ottimizzando la gestione delle risorse umane e riducendo gli oneri burocratici. Priorità difesa, ancora di più in un contesto geopolitico complicato, la salvaguardia del lavoro dignitoso”.

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1 In Evidenza - 27 mag 2026

Nuova governance per Cia. Definita la squadra che affiancherà il presidente Fini


Conferme e nuovi ingressi nella squadra del presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rieletto all’unanimità alla guida della Confederazione dalla IX Assemblea elettiva nazionale “Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro”.  
Il Consiglio Direttivo, riunito oggi a Roma, ha riconfermato vicepresidenti nazionali Gianmichele Passarini, ex presidente di Cia Veneto, e Gennaro Sicolo, attuale presidente di Cia Puglia. A completare l’assetto della vicepresidenza entra anche Valentino Berni, già presidente di Cia Toscana.

Insieme ai tre vicepresidenti, Fini guiderà il Comitato Esecutivo di Cia, organismo chiamato a sostenere l’azione politico-sindacale e il percorso di sviluppo dell’organizzazione. Ne faranno parte anche Gabriele Carenini, presidente di Cia Piemonte e Valle d’Aosta; Graziano Scardino, presidente di Cia Sicilia e Maria Possidente, presidente dei giovani di Cia Calabria.

Il Consiglio Direttivo ha inoltre costituito tre macrogruppi di interesse economico: l’area dedicata all’allevamento, affidata a Paolo Maccazzola, presidente di Cia Lombardia; quella sulle colture vegetali, coordinata da Stefano Roggerone, presidente di Cia Liguria; infine, l’area acqua, caccia e ambiente sotto la guida di Stefano Calderoni, ex presidente di Cia Ferrara.


“Ringrazio tutti per l’impegno assunto verso la Confederazione -ha dichiarato Fini-. Insieme continueremo a lavorare con grande responsabilità per rafforzare il ruolo dell’agricoltura italiana, sostenere le imprese e dare sempre più voce ai produttori e ai territori”.

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1 In Evidenza - 25 mag 2026

Abruzzo, boom di interesse per gli agriturismi: il turismo rurale traina il ponte del 2 giugno e l’estate 2026

Cresce in Abruzzo la voglia di turismo rurale, natura ed esperienze autentiche. In vista del ponte del 2 giugno e dell’avvio della stagione estiva 2026, aumentano l’interesse e le prenotazioni verso agriturismi, borghi e aree interne, sempre più scelti da turisti italiani e stranieri alla ricerca di relax, buona cucina, paesaggi incontaminati e attività all’aria aperta.

A evidenziarlo è CIA Agricoltori Italiani Abruzzo, che sottolinea come il comparto agrituristico stia assumendo un ruolo sempre più centrale nell’economia turistica regionale. Oggi l’agriturismo non è più soltanto ospitalità in campagna, ma un’esperienza completa che unisce tradizioni, enogastronomia, sostenibilità e scoperta del territorio.

Dalle degustazioni di vini e prodotti tipici ai percorsi di oleoturismo, dal trekking nei parchi naturali alle attività didattiche per famiglie e bambini, il turismo rurale continua a conquistare visitatori attratti da uno stile di vacanza lento, autentico e legato all’identità dei territori.

I numeri confermano il trend positivo. In Italia le aziende agrituristiche sono circa 26.360, mentre la domanda legata al turismo rurale continua a crescere e a diversificarsi. Anche l’Abruzzo si conferma tra le regioni più dinamiche del settore, con oltre 8,8 milioni di presenze turistiche registrate nel 2025 e un forte incremento 


dei visitatori stranieri, attratti dall’unicità di una regione che concentra mare, montagna, parchi naturali e borghi storici in pochi chilometri.

Per CIA Abruzzo, il ponte del 2 giugno rappresenta il primo vero banco di prova della stagione estiva, con segnali incoraggianti soprattutto per le strutture delle aree interne, sempre più apprezzate da chi cerca esperienze immersive e contatto diretto con la natura.

“Gli agriturismi rappresentano un presidio fondamentale per le aree rurali abruzzesi, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale e ambientale”, dichiara il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti.

“Mantengono vive le comunità interne, valorizzano le produzioni locali e promuovono un modello di turismo sostenibile che oggi incontra una domanda sempre più consapevole. Tuttavia, restano criticità importanti che non possiamo ignorare: servono infrastrutture più efficienti, collegamenti adeguati, maggiore sostegno alla destagionalizzazione e strumenti concreti per aiutare le imprese a trovare personale qualificato”.

Tra le principali difficoltà segnalate dagli operatori restano infatti la forte stagionalità dei flussi turistici, le carenze infrastrutturali di molte aree interne e la crescente difficoltà nel reperire manodopera specializzata nei servizi di accoglienza e ristorazione. A incidere è anche un mercato sempre più competitivo, caratterizzato da prenotazioni last minute e maggiore attenzione ai prezzi.

Nonostante questo, secondo CIA Abruzzo il turismo rurale rappresenta una delle opportunità più importanti per il futuro del territorio, capace di generare economia, valorizzare le produzioni locali e rafforzare l’attrattività delle aree interne attraverso un modello di sviluppo sostenibile e profondamente legato all’identità abruzzese.

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1 In Evidenza - 14 mag 2026

Montagna e aree interne: CIA Abruzzo presenta alla Regione un piano organico contro lo spopolamento

CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo presenta alla Regione un piano di proposte per rilanciare le aree interne e contrastare lo spopolamento, in vista della seduta straordinaria del Comitato per la Legislazione del 14 maggio dedicata alle modifiche delle leggi regionali sulla montagna.

Nel documento inviato al presidente del Comitato e agli assessori competenti, l’organizzazione agricola chiede una svolta concreta nelle politiche regionali: non interventi frammentati, ma una strategia capace di rimettere al centro agricoltura, allevamento, servizi e qualità della vita nei territori montani.

“Non possiamo più limitarci a gestire il declino”, afferma il presidente di CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo Nicola Sichetti. “Serve una visione che renda la montagna attrattiva per giovani, famiglie e imprese. L’agricoltura deve tornare ad essere il motore economico e sociale delle aree interne”.

Tra le proposte avanzate da CIA Abruzzo c’è il sostegno alla zootecnia estensiva e di montagna, attraverso incentivi legati alle filiere corte e ai marchi territoriali, per garantire reddito agli allevatori e contrastare l’abbandono dei pascoli. Centrale anche il recupero dei terreni agricoli abbandonati, con un piano straordinario destinato a restituire superfici coltivabili ai giovani e a chi decide di investire nelle aree interne.

L’organizzazione propone inoltre di riconoscere economicamente il lavoro degli agricoltori nella manutenzione del territorio, attraverso veri e propri contratti di manutenzione territoriale per attività di difesa idrogeologica, gestione forestale e cura del reticolo idrico.

Grande attenzione anche alla multifunzionalità agricola. Per CIA Abruzzo le aziende agricole devono diventare “hub di servizi” per le comunità locali, ospitando agricoltura sociale, fattorie didattiche, servizi per anziani e famiglie, oltre a svolgere un ruolo strategico nelle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Nel documento trovano spazio anche proposte su scuole, sanità e infrastrutture. CIA Abruzzo chiede il mantenimento dei plessi scolastici nei comuni montani, il potenziamento della sanità territoriale e della telemedicina, una rete stradale efficiente e soprattutto il superamento del divario digitale attraverso banda larga e tutor digitali rurali a supporto di imprese e cittadini.

Sul fronte economico, l’associazione propone una fiscalità di vantaggio per chi investe in montagna: riduzione dell’IRAP, incentivi fiscali, credito d’imposta ed esenzioni IMU per le imprese che operano nei comuni montani.

“Le aree interne non hanno bisogno di assistenzialismo”, sottolinea Sichetti, “ma di strumenti che consentano alle imprese di creare lavoro e servizi. L’agricoltore oggi può diventare un vero manager agro-civico del territorio, custode dell’ambiente e punto di riferimento per le comunità locali”.

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1 In Evidenza - 13 mag 2026

AGIA Abruzzo: il ricambio generazionale in agricoltura chiave per la sicurezza del territorio e lo sviluppo sostenibile

Per rendere l'agricoltura realmente attrattiva per i giovani abruzzesi, non sono sufficienti i soli incentivi economici; è indispensabile un profondo cambio di prospettiva culturale. Questo è il messaggio centrale che AGIA Abruzzo, in linea con i recenti dati emersi dall'indagine Cia Trend “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro”, intende sottolineare. L'associazione evidenzia l'urgenza di promuovere una nuova percezione del settore agricolo e un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni, fattori cruciali per la salvaguardia del territorio e per lo sviluppo sostenibile della regione.

 La ricerca “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro” rivela una forte preoccupazione tra la maggioranza degli italiani riguardo a fenomeni come frane, alluvioni e dissesto idrogeologico. In questo contesto, l'agricoltura viene riconosciuta come un pilastro essenziale per la difesa del suolo e la tutela del paesaggio. L'89% degli intervistati ritiene che l'abbandono delle aree agricole incida direttamente sull'aumento di tali rischi, mentre oltre l'80% concorda sul fatto che sostenere chi coltiva significa investire attivamente nella sicurezza collettiva.


Tuttavia, emerge una significativa contraddizione: nonostante l'importanza riconosciuta, il settore agricolo registra una quota minima nelle preferenze 



occupazionali dei giovani. Viene percepito come stabile ma poco dinamico e meno attrattivo rispetto ad ambiti quali comunicazione, marketing e digitale. Questa percezione ostacola il ricambio generazionale, nonostante l'agricoltura rappresenti oggi un comparto sempre più innovativo e strategicamente rilevante.

 

AGIA Abruzzo ritiene fondamentale affrontare questa duplice sfida, culturale e strutturale. È necessario presentare l'agricoltura come un progetto professionale moderno, capace di offrire reali prospettive di reddito e una buona qualità della vita. Ciò richiede un investimento continuo nella formazione, che deve includere competenze avanzate in business plan, intelligenza artificiale, finanza e multifunzionalità. Parallelamente, sono indispensabili strumenti concreti per facilitare l'accesso dei giovani al settore, come la creazione di Società agricole emergenti e l'istituzione di fondi dedicati all'innovazione tecnologica.


Un altro punto cruciale è la promozione della “staffetta intergenerazionale”. Nelle aree interne, molti agricoltori anziani continuano a operare a causa della mancanza di un ricambio. AGIA Abruzzo propone l'introduzione di percorsi strutturati di affiancamento tra generazioni, supportati da incentivi fiscali e da un miglioramento delle condizioni previdenziali. Queste misure mirano a favorire il passaggio di consegne e ad aprire nuove opportunità professionali per i giovani nel settore.


“Il futuro del nostro territorio passa inevitabilmente per i giovani”, afferma Diego Pasqualone, presidente di AGIA Abruzzo. “I dati della ricerca confermano il valore inestimabile dell'agricoltura per la sicurezza e la tutela ambientale, ma evidenziano anche la difficoltà del settore nell'attrarre le nuove generazioni. 

Dobbiamo impegnarci a cambiare questa percezione, investendo con decisione in innovazione, formazione e accesso alla terra, e valorizzando il ruolo dell'agricoltore come vero manager del territorio. Solo così potremo garantire un futuro solido e sostenibile all'Abruzzo.”

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2 In Evidenza - 20 apr 2026

CIA Chieti-Pescara, si chiudono in Fiera tre giorni per raccontare il territorio

Si chiude con soddisfazione la partecipazione di CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara alla 64ª Fiera Nazionale dell’Agricoltura, ospitata presso Lancianofiera, dove per tre giorni lo stand dell’associazione ha rappresentato uno spazio dedicato alla promozione delle eccellenze agroalimentari del territorio.

Attraverso showcooking, degustazioni e momenti di confronto con il pubblico, CIA ha scelto di valorizzare alcuni dei prodotti simbolo del territorio, dal Peperone dolce di Altino IGP all’olio extravergine d’oliva abruzzese, per i quali l’organizzazione continua a sostenere il percorso di riconoscimento, fino al Carciofo Mazzaferrata di Cupello, espressione autentica della biodiversità agricola locale.

Particolare attenzione è stata riservata alle aziende agricole del territorio, protagoniste di un programma che ha messo al centro il lavoro quotidiano dei produttori e la qualità delle filiere locali, insieme alla presenza del Mercato Contadino – La Spesa in Campagna, che ha contribuito a rafforzare il legame tra produzione agricola e consumo consapevole.

Importante anche la collaborazione con Radio Ciao, che ha accompagnato le tre giornate raccontando in diretta l’evento, mentre la presenza di AIS Abruzzo ha rappresentato un valore aggiunto nei momenti dedicati alla degustazione e alla valorizzazione dei vini del territorio.

“Siamo molto soddisfatti di come è andata questa edizione della Fiera”, dichiara il presidente di CIA Chieti-Pescara, Domenico Bomba, “perché siamo riusciti a trasformare il nostro stand in un luogo di incontro e di racconto, dove i visitatori hanno potuto conoscere da vicino i prodotti, le aziende e il lavoro che ogni giorno sostiene la nostra agricoltura.”

“Abbiamo voluto dare spazio alle imprese del territorio e alle produzioni che ne rappresentano l’identità”, prosegue Bomba, “portando all’attenzione del pubblico eccellenze locali. La risposta ricevuta ci conferma che investire nella valorizzazione del territorio è la strada giusta.”


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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 12 mar 2022

Ucraina: Cia, se non si risolve crisi mais rincari del 20% su bistecche

Senza mais da Ucraina e Ungheria -i due nostri principali fornitori- le aziende che producono mangimi hanno scorte solo per 8 settimane. E’ allarme fra gli allevatori con la crisi della materia prima alla base delle diete di tutti gli animali da stalla. Unica alternativa immediata l’import da Usa e Argentina, con rilevanti costi di logistica che aumenteranno ancora il prezzo, arrivato oggi a 41 euro al quintale (+100% su 2021). Secondo Cia-Agricoltori Italiani, a risentirne tutte le produzioni alimentari di origine animale, dalle carni bovine, suine e avicole, a uova, latte e suoi derivati, fino ai principali circuiti Dop legati alla zootecnia. Se un Kg di manzo al banco è già passato dai 12 a quasi 15 euro e il taglio più pregiato, la lombata, si aggira sui 25 euro/kg, una bistecca potrebbe arrivare costare a breve il 20% in più.

Per Cia sono indispensabili strategie che incentivino i nostri agricoltori a seminare granturco, dopo 10 anni in cui l’Italia ha arretrato del 30% sulla produzione. Sono, infatti, necessarie coperture assicurative se la pace auspicata rimetterà in commercio il mais bloccato dall’Est, azzerando la competitività del nostro. Cia auspica, dunque, un intervento del Governo a colmare il differenziale fra prezzo attuale e quello della raccolta a settembre, in caso di ribassi.

Per presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, l’Italia si trova particolarmente esposta alle crisi internazionali e sconta la forte dipendenza dalle importazioni di mais dai Paesi dell’Est Europa, che hanno costi di produzione molto minori. Oltre allo stop dall’Ucraina si è ora aggiunta la preoccupazione sul fronte ungherese, dove Orban -malgrado il principio della libera circolazione delle merci nell’Ue- ha temporaneamente bloccato l’export, dando allo Stato ungherese il diritto di prelazione sulle merci in uscita. Ma il futuro di questa materia prima preoccupa anche in caso di un appeasement internazionale, perché nessuno sa se in Ucraina siano in grado di seminare granturco. Se la campagna salta, le ripercussioni rischiano, quindi, di durare fino a fine 2023. Resta, peraltro, complesso, secondo Cia, l’approvvigionamento dall’America, per gli alti costi della logistica e le lunghe tempistiche del trasporto navale atlantico. Un altro serio ostacolo, legato soprattutto alla fornitura dagli Usa, è dovuto al fatto che la maggior parte del mais lì prodotto è Ogm e le Dop italiane hanno nel disciplinare l'obbligo di rifornirsi di carni allevate con mangimi non-Ogm.

Diventa, dunque, indispensabile per Cia un intervento del Governo per incentivare gli agricoltori a investire su una coltivazione che è molto costosa per l’alto impatto energetico necessario alla frequente irrigazione e per l’alta incidenza del costo dei fertilizzanti azotati, triplicato per la crisi del mercato del gas naturale (l’urea dai 40 euro del 2021 è arrivata a 120). Anche per questo, Scanavino chiede al Governo una copertura sulla rendita degli agricoltori, che sono incerti sull’andamento dei prezzi del mais di qui alla raccolta di settembre.

Per contribuire a risolvere la crisi, Scanavino chiede, infine, anche l’intervento dell’Europa. Al fine di evitare le speculazioni su questa materia prima indispensabile per gli allevamenti sarebbe, infatti, necessario un censimento d’emergenza delle scorte a livello comunitario, con l’obiettivo di operare un’equa ripartizione di mais, proporzionata ai flussi ordinari dei vari Paesi.

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1 In Evidenza - 09 mar 2022

Ucraina: Cia, partono i pacchi alimentari degli agricoltori per emergenza profughi

Non si ferma la macchina della solidarietà di Cia-Agricoltori Italiani a sostegno della popolazione ucraina. Mentre gli agriturismi associati si preparano ad accogliere i profughi in arrivo in Italia, mettendo a disposizione camere e locali su tutto il territorio nazionale, è partita anche la raccolta di beni umanitari. Il primo furgone carico di pacchi alimentari è arrivato oggi alla Basilica Minore di Santa Sofia a Roma, uno dei principali centri di preghiera per il popolo ucraino e attualmente centro di raccolta e di smistamento degli aiuti per le zone al centro del conflitto e alle frontiere.

            Sono tutti prodotti d’eccellenza Made in Italy, dalla pasta all’olio extravergine d’oliva, dai legumi alle conserve, dalla farina ai salumi sottovuoto, non deperibili, provenienti dalle imprese agricole del marketplace di Cia “Dal Campo alla Tavola” e dalle aziende che fanno agricoltura sociale con ASeS-Agricoltori Solidarietà e Sviluppo, l’Ong promossa dalla Confederazione.

            “Nei prossimi giorni continueremo la raccolta di cibo per organizzare al più presto altri furgoni di aiuti di prima necessità diretti in Ucraina -spiega il presidente di Cia, Dino Scanavino- segno dell’impegno di solidarietà degli agricoltori italiani di fronte a questa terribile emergenza umanitaria”. Contestualmente, aggiunge, “siamo pronti all’ospitalità nelle strutture agrituristiche, grazie alle nostre associazioni Turismo Verde e ASeS che hanno già avviato la macchina dell’accoglienza insieme alla Caritas Italiana. Ci sono 2 milioni di profughi ucraini e, secondo la quota fissata dal Bilancio Ue, il 13% arriverà nel nostro Paese. Siamo pronti a fare la nostra parte, in uno sforzo collettivo di mobilitazione, per soccorrere e sostenere la popolazione in fuga da un conflitto senza precedenti”.

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1 In Evidenza - 08 mar 2022

8 marzo: Anp-Cia, con guerra ancora più forte l’impegno delle donne nel volontariato

Proprio in questi giorni, nella gara di solidarietà e di accoglienza verso la popolazione ucraina, il protagonismo delle donne nelle associazioni, come anche in Anp-Cia, rappresenta un valore aggiunto per ogni azione di supporto, conforto e aiuto concreto a chi ha bisogno.

Così l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, in occasione della Giornata internazionale della donna, spiegando che in questo 8 marzo va sottolineato lo straordinario impegno femminile nel volontariato, un fenomeno in crescita che coinvolge il 9% degli italiani, per un totale di quasi 6 milioni di persone, tra cui sempre più numerose sono le donne e moltissime le donne pensionate.

“Continuiamo a raccordarci con le istituzioni e le associazioni locali per aiutare la popolazione colpita dalla guerra, che si tratti della raccolta di beni alimentari o di altri generi di prima necessità -spiega Giovanna Gazzetta, vicepresidente nazionale di Anp-. Un po’ come ci insegna l’esperienza delle famiglie contadine del passato dove le donne, con forza, intelligenza e tenacia, reggevano le sorti domestiche e assicuravano benessere alle comunità”.

“Con coraggio e perseveranza -aggiunge Anna Graglia, anche lei vicepresidente di Anp- bisogna agire per il futuro e mobilitare tutte le energie per fermare la guerra e traguardare una convivenza pacifica, intanto concentrando l’impegno sull’accoglienza e sugli aiuti umanitari, senza dimenticare la ricerca scientifica che ci ha già permesso di superare i momenti più difficili della pandemia”.

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1 In Evidenza - 07 mar 2022

Ucraina: Cia, su prezzo pane non pesa grano ma costi energetici industria e speculazioni

A pesare sugli attuali rincari non è il rialzo del prezzo del grano tenero, che incide tradizionalmente pochissimo (8,5%) sul costo scaffale di pane, prodotti da forno e da pasticceria. Secondo Cia-Agricoltori Italiani, sono i maggiori costi di elettricità, gas, carburante per la logistica, imballaggi a impattare sull’industria della panificazione e sulla distribuzione, che non devono -però- scaricare sui cittadini gli aumenti, ma ripartirli equamente su tutta la filiera. Cia ricorda, inoltre, che il prezzo del frumento tenero è aumentato già da molti mesi, ben prima del conflitto in Ucraina. Tuttavia, non ci sono speculazioni dalla parte agricola, che non si è arricchita per questi rialzi e ha venduto il grano ai commercianti in estate a 22 euro, mentre ora il prezzo è di 34 al quintale. Cia non vuole lanciare allarmismi sul tema del sovranismo alimentare: non abbiamo, infatti, pericolo di restare senza pane, né ci sono colli di bottiglia nell’approvvigionamento di grano tenero dall’estero. A preoccupare, invece, la situazione dei fertilizzanti e l'esorbitante aumento dei prezzi del gas naturale che ne è l'ingrediente principale. Proprio ora che siamo nel periodo dei trattamenti nei campi, c’è rischio di una riduzione del loro utilizzo, che impatterà sulla qualità del raccolto.

A pesare, dunque, non la congiuntura bellica, ma fattori di natura strutturale e speculativa. La forte pressione internazionale sui cereali ha a che fare soprattutto con l’incertezza legata al lungo periodo pandemico e all'andamento negativo dei raccolti a livello mondiale, dovuto a siccità e climate change. Nel caso dell’Italia, le importazioni di grano tenero da Russia e Ucraina sono assolutamente marginali (5%) e sostituibili con fonti di approvvigionamento alternative, senza particolari ripercussioni sulla nostra industria alimentare, che deve far fronte ai ben più gravi problemi dell’esplosione dei costi energetici e logistici. Si rileva, inoltre, che l’import da Russia e Ucraina riguarda tipologie di frumento tenero ad alto contenuto proteico, per prodotti di lunga lievitazione destinate alla biscotteria, non certo alla panificazione, sulla quale si concentra in questi giorni l’allarme di molti.

In merito alla questione del sovranismo alimentare, per Cia il tema non è il deficit dell'import da compensare con la produzione nazionale (attualmente viene coperto il 35% del nostro fabbisogno di grano tenero), semmai di gestire in modo più efficiente la filiera internazionale. La preoccupazione di Cia riguardo alla congiuntura bellica risiede, invece, sui rincari eccezionali dei fertilizzanti a base azotata di provenienza russa (nitrato d’ammonio e urea), che hanno fatto registrare aumenti del +380% sul livello dell'ultimo trimestre del 2020. Questo è allarmante per tutta l’agricoltura italiana, non solo per il settore cerealicolo. Su quel versante, poi, la preoccupazione maggiore non è sul frumento tenero, ma soprattutto sul grano duro -ingrediente principale per la produzione della pasta- poiché i nostri coltivatori hanno bisogno di fertilizzanti per ottenere l’elevato contenuto proteico richiesto dall’industria pastaria, fiore all’occhiello del Made in Italy.

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1 In Evidenza - 06 mar 2022

Nicola Sichetti eletto nuovo presidente Cia Abruzzo

Nicola Sichetti è il nuovo presidente di Cia Agricoltori-Italiani Abruzzo. Eletto nel corso dell’VIII Assemblea Elettiva regionale ieri a Pescara, succede a Mauro Di Zio, che ha guidato la Confederazione negli ultimi otto anni. I lavori di apertura, condotti dal direttore regionale, Mariano Nozzi,  iniziano con un netto “no alla guerra” di Cia che sottolinea essere al fianco della popolazione ucraina condannando ogni azione di tipo bellico e lanciando una campagna di raccolta fondi.

Dopo undici anni di presidenza della Cia di Chieti prima e Chieti-Pescara poi, Sichetti passa ora al regionale, “In questi anni ho sempre cercato di svolgere il mio ruolo con spirito di servizio con una visione di sistema”, afferma, “Il rapporto continuo con gli associati e il funzionamento e la valorizzazione degli organismi sono stati alla base della mia azione. I rapporti interni al sistema sono stati caratterizzati dal confronto nel rispetto dei ruoli”, continua il neo presidente, “Nei prossimi quattro anni il programma di governo di Cia Abruzzo ritengo debba svilupparsi su quattro direttrici: economia, sociale, associativa e gestionale”.

Presente all’assemblea anche l’Assessore all’agricoltura regionale, Emanuele Imprudente, che ha ricordato la difficoltà e la delicatezza del momento che stiamo vivendo, caratterizzato da aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, debito pubblico alle stelle, instabilità geopolitiche che impattano irrimediabilmente anche sul settore primario.

Il presidente uscente Mauro Di Zio ha sottolineato l’importanza di rendere migliore l’agricoltura e quanto il gruppo dirigente abruzzese rappresenti un punto di riferimento importante nel panorama nazionale, “Lascio oggi questo incarico con grande serenità e con una convinzione: quella che i rinnovati organismi dirigenti, in cui continuità e rinnovamento sono giustamente dosati, hanno un alto livello di consapevolezza di quanto utile una organizzazione come la nostra sia per il mondo agricolo e per la società intera”. 

Presenti all’assemblea molti esponenti degli enti e delle organizzazioni del territorio a testimoniare la rete che negli anni è stata intessuta attorno al comparto agricolo. 

Fanno parte del nuovo comitato esecutivo: Domenico Bomba, Roberto Battaglia, Enrico Calentini, Antonella Vicoli e Giuseppe De Blasis. 


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1 In Evidenza - 03 mar 2022

Caro energia: Cia a Patuanelli, tutelare settore florovivaistico. Italia seconda in Ue

Il caro energia pesa anche sul florovivaismo italiano e sulla produttività delle 24 mila aziende del settore già piegate dalla pandemia e ora preoccupate anche per l’impatto della guerra in Ucraina su aumento dei prezzi e costi di produzione, sulla tenuta degli scambi internazionali con l’export floricolo Made in Italy a +33%, record storico nel primo trimestre 2021 (903 milioni di euro in un anno). L’Italia faccia fronte all’emergenza umanitaria, ma non si perda di vista la funzionalità del suo sistema che deve molto ad agricoltura e florovivaismo. A dirlo Cia-Agricoltori Italiani con l’Associazione Florovivaisti Italiani che oggi, nella sede romana dell’organizzazione, hanno incontrato il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli per un incontro di ricognizione sui punti irrisolti del settore, ma strategici per il suo sviluppo.

I PUNTI DEL SETTORE - Completare l’iter parlamentare del Ddl sul florovivaismo bloccato al Senato; investire nelle strutture di protezione; sostenere la promozione del comparto sui mercati Ue e internazionali, oltre a creare un ufficio dedicato al Florovivaismo all’interno del Mipaaf, le quattro macro azioni nuovamente condivise da Cia e Florovivaisti Italiani con il ministro, ricordando che il settore in Italia, senza aiuti specifici, rappresenta il 5% del Pil agricolo nazionale con fatturato pari 2,8 miliardi con l’indotto a monte e a valle del settore che impiega più di 100 mila lavoratori specializzati.

Al settore -sollecitano Cia e Florovivaisti italiani- serve una chiara definizione e tutti gli strumenti già individuati negli articoli del disegno di legge sul flovovivaismo per un armonico sviluppo del comparto che rappresenta il punto di partenza della filiera produttiva, contribuendo alla sua qualità e, più in generale, alla tutela del patrimonio agricolo. Inoltre, contro costi dell’energia e delle materie prime alle stelle, uniti agli effetti dei cambiamenti climatici, c’è la richiesta di rilanciare anche per il florovivaismo l’urgenza di investimenti per serre sempre più innovative e sostenibili sulla scia dell’impegno del PNRR per i “Parchi agrisolari”. Sono interventi che possono incidere positivamente anche sulla competitività del settore nell’ottica di restare il secondo Paese esportatore in Europa, ma difficile da garantire senza un’adeguata campagna di promozione e il sostegno mirato delle istituzioni. A tal riguardo, torna il pressing di Cia e Florovivaisti italiani affinché il Mipaaf si doti di un ufficio dedicato al Florovivaismo che possa supportare il tavolo di settore e consentire un lavoro sinergico tra le diverse realtà produttive coinvolte, così come accade per altri comparti dalla zootecnia all’ortofrutta.

Tante, infatti, le voci del comparto florovivaistico, da quella del mondo viticolo a quella dell’ornamentale, delle piante certificate, in vaso, del fiore reciso, verde, frutticoltura e canapa. Campi produttivi specifici, ma con le stesse priorità portate all’attenzione del ministro. Chiedono ancora una volta meno burocrazia che ingabbia la produzione e incide sulla tenuta delle imprese, maggior dialogo, linee guide unitarie e formazione sulle normative fitosanitarie, il criterio della reciprocità per non importare dall’estero anche malattie, la tutela del settore dalla concorrenza sleale e dalla pressione del caro energia. La transizione verde è possibile, ma il settore ha bisogno di strumenti adeguati e condizioni eque, a livello Ue e internazionale, per perseguirla.

GLI INTERVENTI DEI PRESIDENTI - “Il Paese non può fermarsi -sono intervenuti i presidenti di Cia, Dino Scanavino e Florovivaisti Italiani, Aldo Alberto-. Bisogna ripristinare la funzionalità del sistema al di là della guerra e affrontare il tema drammatico della fornitura di gasolio e degli aumenti sui costi delle materie prime. Dialogare con continuità insieme al ministro -hanno concluso Scanavino e Alberto- è fondamentale per non perdere di vista le priorità, arginare le emergenze e progettare insieme, guardando al PNRR e alla Pac, lo sviluppo di un comparto chiave per il Made in Italy, come sta dimostrando di essere il florovivaismo”.

LE DICHIARAZIONI DEL MINISTRO STEFANO PATUANELLI - “Per sostenere gli extra costi di produzione abbiamo stanziato da fine 2021 a oggi circa 10 miliardi di euro, necessari a ridurre il peso delle bollette per imprese e famiglie - è intervenuto il ministro Patuanelli. Credo sia opportuno, alla luce di quanto sta accadendo sullo scenario internazionale, procedere a uno scostamento di bilancio. Tuttavia, il problema è europeo, per questo anche ieri, nel corso del Consiglio straordinario Agrifish, ho proposto l’adozione di un Energy Recovery Fund, debito comune per far fronte a una situazione inedita di aumento dei prezzi. Nel breve non illudiamoci che rispetto ai costi di produzione ci sia la capacità di annullare completamente l’effetto degli aumenti. Ci sono dinamiche difficili da gestire come quelle speculative, ma stiamo lavorando per garantire il reddito delle imprese, il loro accesso al credito, la transizione verde e la tutela del Made in Italy”.

“Quanto al ddl sul florovivaismo -ha concluso Patuanelli entrando nel merito del settore- non c’è una volontà di ritardare l’iter al Senato, quanto un Parlamento bloccato per motivi evidenti a tutti. Inoltre, quella del disegno di legge per il settore è un’esigenza sentita e condivisa da più fronti di Camera e Senato. Ciò, garantisco, agevola lo studio fattivo per la risoluzione”.  

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