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1 In Evidenza - 08 apr 2026

Maltempo, al via la conta dei danni: CIA, segnalazioni diffuse in tutta la regione, agricoltura in forte sofferenza

Dopo giorni di piogge intense e persistenti, cessate solo negli ultimi giorni, emerge un quadro estremamente critico per il comparto agricolo. Con l’apertura del nostro modulo di segnalazione stanno arrivando numerose comunicazioni da parte degli agricoltori, che raccontano una situazione diffusa di danni e forti criticità su tutto il territorio.

Le precipitazioni eccezionali, registrate dal 30 gennaio al 3 aprile 2026, hanno provocato allagamenti prolungati e terreni completamente saturi, mettendo in crisi numerosi vigneti. Le varietà precoci come Chardonnay, Pecorino, Pinot grigio e Viognier, già in fase di germogliamento, sono tra le più colpite.

Gli effetti sono evidenti e preoccupanti: ingiallimenti fogliari diffusi, germogliamento irregolare e, in molti casi, arretramento dei germogli già formati. Una situazione che lascia temere conseguenze concrete sulla produzione di uve 2026, con scenari ancora incerti nelle prossime settimane.

Ancora più allarmanti sono le segnalazioni provenienti dalle aree maggiormente colpite: crepe nei terreni, abbassamenti strutturali e vigneti completamente sradicati dalla forza dell’acqua, in particolare lungo il fiume Sangro. In alcune aziende i danni raggiungono punte fino al 60% delle coltivazioni.

Le criticità interessano in modo particolare la zona del Sangro e del Vastese, ma situazioni rilevanti si registrano anche a Loreto Aprutino, Miglianico e Ripa Teatina. Con la fine delle piogge si apre ora una fase delicatissima di monitoraggio e raccolta dati. Il quadro che emerge è già estremamente preoccupante e conferma la necessità di interventi urgenti a sostegno del comparto agricolo.

Per la segnalazione dei danni e per l’assistenza nella compilazione della modulistica ufficiale, le aziende agricole sono invitate a rivolgersi direttamente agli uffici CIA territoriali, che sono stati già attivati e stanno operando per raccogliere e gestire le segnalazioni.

Gli uffici provvederanno alla corretta compilazione dei modelli e al coordinamento delle procedure, garantendo un supporto puntuale alle imprese colpite.

“Le segnalazioni che stiamo ricevendo confermano una situazione molto seria e diffusa”, sottolinea il Presidente CIA Abruzzo, Nicola Sichetti. “Molte aziende rischiano di non riuscire a sostenere questo ulteriore shock.”

La raccolta delle segnalazioni resta attiva: si invitano tutti gli agricoltori a contattare tempestivamente gli uffici CIA di riferimento per procedere con la denuncia dei danni subiti.

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1 In Evidenza - 01 apr 2026

Gasolio agricolo: CIA Abruzzo, bene annuncio Lollobrigida. Credito d’imposta risultato di una battaglia concreta

“Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento per le dichiarazioni del ministro Francesco Lollobrigida sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che premiano una battaglia condotta con forza da Cia-Agricoltori Italiani nelle ultime settimane”.

Così il presidente nazionale Cristiano Fini, che ricorda il lungo pressing della Confederazione sul Governo, culminato negli emendamenti al Dl Bollette già a ridosso dell’inizio della crisi energetica.

“Queste agevolazioni fiscali, già applicate durante il Covid, intervengono sui costi energetici e sugli investimenti in innovazione, garantendo la sostenibilità alle imprese agricole in un contesto di crescenti sfide geopolitiche e di mercato. Confidiamo che il Governo prosegua su questa strada con interventi strutturali più ampi, trasformando il sollievo temporaneo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana, in particolare per le filiere più in crisi come quella cerealicola e zootecnica”.

A livello territoriale interviene anche il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti, “Per le aziende agricole abruzzesi il costo del gasolio rappresenta una voce determinante. Il credito d’imposta è una misura attesa e fondamentale per sostenere la liquidità delle imprese e garantire la continuità produttiva.

È però necessario continuare su questa strada con interventi strutturali, capaci di rafforzare nel tempo la competitività del settore agricolo regionale”.

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2 In Evidenza - 01 apr 2026

CIA Chieti Pescara: agricoltura a rischio collasso tra maltempo, gelate e allagamenti

È una vera e propria emergenza quella che sta colpendo in queste ore soprattutto il territorio del Chietino, duramente interessato da piogge incessanti, temperature in forte calo, gelate e nevicate nelle aree interne. L’allerta rossa diramata per il maltempo conferma la gravità di una situazione che sta mettendo in ginocchio il comparto agricolo.

Nel Chietino si registrano le criticità più rilevanti: campi completamente allagati, terreni saturi d’acqua e colture compromesse. Una condizione aggravata ulteriormente dalle grandinate dei giorni scorsi, che avevano già causato danni significativi alle produzioni.

A peggiorare il quadro anche le criticità idrogeologiche: il fiume Treste ha rotto gli argini in più punti, provocando allagamenti diffusi, mentre numerose strade risultano chiuse o impraticabili, rendendo estremamente difficoltoso l’accesso ai terreni agricoli e le attività quotidiane delle aziende.

In questo contesto, la CIA Chieti Pescara sta raccogliendo le testimonianze e le preoccupazioni degli agricoltori del territorio, che descrivono una situazione drammatica, con danni ingenti che rischiano di compromettere seriamente l’intera annata produttiva.

È inoltre attivo il link predisposto per la segnalazione dei danni: uno strumento fondamentale per raccogliere in modo puntuale le criticità segnalate dalle aziende e avviare rapidamente la conta dei danni su tutto il territorio.

In questi giorni CIA Chieti Pescara ha incontrato i Prefetti di Chieti e Pescara, ai quali sono state rappresentate tutte le criticità in atto nel comparto agricolo. L’organizzazione provvederà inoltre a scrivere agli enti preposti per sollecitare interventi urgenti e straordinari a sostegno delle imprese colpite.




Tra le colture più colpite nel Chietino si segnalano vigneti, frutteti, in particolare pesco, albicocco e ciliegio, oltre a ortaggi primaverili e cereali. I campi allagati, uniti alle basse temperature e alle gelate, stanno mettendo a rischio sia le produzioni sia la sopravvivenza stessa delle piante.

“Il Chietino è oggi uno dei territori più colpiti”, sottolinea il presidente CIA Chieti Pescara, Domenico Bomba, “I campi allagati porteranno inevitabilmente a una forte riduzione, se non alla perdita, delle produzioni di quest’anno. Non è pensabile affrontare emergenze di questa portata facendo affidamento solo sugli strumenti assicurativi: qui è a rischio la sopravvivenza stessa di molte aziende agricole.”

Gli eventi estremi che si stanno susseguendo”, prosegue Bomba, “tra grandinate, gelate, nevicate nelle zone interne e ora allagamenti diffusi, stanno creando una pressione insostenibile sulle imprese. In queste condizioni, molte aziende rischiano concretamente di chiudere. È necessario avviare immediatamente la conta dei danni e attivare misure straordinarie e urgenti di sostegno.”

Il susseguirsi di eventi climatici estremi evidenzia una situazione sempre più critica per l’agricoltura abruzzese, con il Chietino in prima linea nell’affrontare questa emergenza.

“Continueremo a monitorare l’evolversi della situazione e a raccogliere le segnalazioni dal territorio, ribadendo con forza la necessità di interventi immediati per sostenere le imprese agricole e garantire la continuità produttiva”, conclude Bomba.


Link modulo segnalazione danni: https://docs.zoom.us/form/jhDTYndoRmKpuPThwm4MVQ/0caa8713ccc84c5d980c032c5b8bd2a6

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1 In Evidenza - 26 mar 2026

IX Assemblea CIA Abruzzo, Nicola Sichetti rieletto presidente: focus su crisi e futuro dell’agricoltura

Si è svolta oggi, presso Villa Maria Hotel di Francavilla al Mare, la IX Assemblea Elettiva Regionale di CIA Agricoltori Italiani Abruzzo, un appuntamento centrale per il mondo agricolo regionale che ha visto una partecipazione ampia e qualificata di delegati, istituzioni e rappresentanti del settore. A moderare i lavori il direttore regionale Mariano Nozzi.

Nel corso dell’assemblea, Nicola Sichetti è stato rieletto Presidente per il prossimo mandato, a conferma del lavoro svolto e della fiducia dell’organizzazione nei suoi confronti.

L’assemblea ha rappresentato un momento di confronto concreto sulle principali sfide che interessano l’agricoltura abruzzese, in un contesto segnato da profondi cambiamenti economici, climatici e geopolitici. Al centro del dibattito temi cruciali come l’aumento dei costi di produzione, il caro energia, la gestione delle risorse idriche, il futuro della Politica Agricola Comune e le criticità legate alla manodopera e alla competitività delle imprese.

Al centro della relazione del Presidente Sichetti, è emersa con forza la necessità di costruire il futuro del settore partendo dalle sue radici, valorizzando il ruolo degli agricoltori come presidio economico, sociale e ambientale del territorio.

“L’agricoltura abruzzese attraversa una fase complessa ma ricca di potenzialità”, ha dichiarato Sichetti. “I numeri ci parlano di difficoltà reali, a partire dalla perdita di un terzo delle aziende negli ultimi anni, ma anche di un sistema che resiste e continua a 


rappresentare un punto di riferimento per le comunità. Oggi più che mai è necessario garantire reddito e dignità agli agricoltori, affrontando con decisione le emergenze legate ai costi di produzione, alla gestione dell’acqua e alla fauna selvatica. Serve meno burocrazia e più strumenti concreti, insieme a un rapporto nuovo e più efficace tra istituzioni e mondo agricolo”.

Sichetti ha inoltre sottolineato l’urgenza di rafforzare il ricambio generazionale, sostenere l’innovazione e accompagnare le imprese nella transizione digitale, senza perdere di vista il valore delle aree interne e della multifunzionalità, sempre più centrali per lo sviluppo del territorio.

Presenti il direttore nazionale Maurizio Scaccia, i presidenti provinciali Domenico Bomba per CIA Chieti-Pescara e Anna Maria di Furia per CIA L’Aquila-Teramo. 

All’assemblea sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni regionali e locali. In particolare, l’assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, ha sottolineato l’importanza del dialogo con le organizzazioni agricole e il ruolo strategico del comparto per lo sviluppo del territorio, “Ringrazio per questi anni di collaborazione vera in un momento in cui tra alti e bassi l’agricoltura ha acquisito centralità maggiore rispetto al passato, subisce più di altri settori”, ha dichiarato Imprudente, “In questa situazione complicata cerchiamo di creare sinergia e avere sempre più consapevolezza della centralità del ruolo agricoltura”.

Ampio anche il contributo dei delegati, che hanno portato all’attenzione criticità ed esigenze delle diverse realtà produttive regionali.

A chiudere i lavori è stato il Presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che ha ribadito il ruolo strategico del settore agricolo nel contesto nazionale ed europeo.

L’agricoltura italiana è chiamata a svolgere un ruolo sempre più decisivo per garantire sicurezza alimentare, sostenibilità e coesione sociale”, ha dichiarato Fini. “In uno scenario internazionale complesso è fondamentale difendere una Politica Agricola Comune forte e adeguatamente finanziata, capace di sostenere il reddito degli agricoltori e accompagnare le imprese nelle sfide della transizione ecologica e digitale. La CIA continuerà a essere al fianco degli agricoltori, per rafforzarne la competitività e valorizzarne il lavoro”.

La IX Assemblea Elettiva Regionale si conferma così un momento chiave di partecipazione e indirizzo strategico, rilanciando l’impegno della CIA Abruzzo nel rappresentare e sostenere le imprese agricole e promuovere un modello di sviluppo più sostenibile, innovativo e attento alle esigenze dei territori.

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1 In Evidenza - 21 mar 2026

Ue: Cia, urgenti misure ad hoc contro caro gasolio ed energia. Fare di più per agricoltura


A conti fatti nelle ultime operazioni del Governo per calmierare i prezzi del carburante, non c’è alcuna agevolazione di peso per l’agricoltura, se non una riduzione minima pari a 4 centesimi, già oggi del tutto erosi dai rincari sul gasolio al distributore. È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. A dirlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.

“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Carburanti: Cia, serve credito d’imposta per gasolio agricolo


Pur apprezzando l’intervento del Governo sulla temporanea riduzione delle accise per i carburanti, il settore primario resta fuori da interventi esclusivi e dedicati, come invece accaduto per l’autotrasporto e la pesca. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il Decreto Carburanti, approvato ieri dal Cdm e oggi in Gazzetta Ufficiale, e spiega: “L’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. Chiediamo con urgenza il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi e una strategia più strutturata e di lungo periodo a partire dal Consiglio Ue in corso a Bruxelles”.

“Ribadiamo dunque -spiega Fini- l’appello già formalizzato da Cia in occasione della conversione in legge del Dl Bollette, poche ore dopo lo scoppio della guerra in Iran, con un emendamento ad hoc sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che risulta depositato in Commissione bilancio alla Camera e che sarà in discussione nei prossimi giorni”.

Il contesto, sottolinea Cia, non è assolutamente favorevole a un settore già in sofferenza per costanti ripercussioni climatiche e mancato riconoscimento del valore lungo la filiera, solo per citarne alcune. Le tensioni in Medio Oriente, il conseguente caro energia e gasolio, ma anche i prezzi alle stelle di fertilizzanti e urea, sempre più irreperibili, stanno mettendo a rischio la continuità aziendale che -ricorda Cia- è elemento strategico di presidio e tenuta ambientale, sociale ed economica di interi territori del Paese, a partire dalle aree rurali e più svantaggiate.

“Per tutto questo -conclude Fini- abbiamo aspettative importanti anche da parte del Consiglio europeo perché si agisca in modo collettivo, accelerando anche sulla questione fertilizzanti, eventuali deroghe al CBAM e misure straordinarie a sostegno del reddito degli agricoltori”.

VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO - I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto, certificano la vulnerabilità dell'agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo "energia motrice" a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l'acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 03 mar 2022

Fieragricola: Cia, Italia più forte con rinnovabili. Almeno il 10% da agroenergie

In pochi giorni la guerra in Ucraina ha riscritto l’agenda delle priorità globali, soppiantando anche la transizione ecologica, ma questa resta, soprattutto per l’Italia e la su agricoltura, una leva strategica importante contro il caro energia, con aumenti per le aziende agricole oltre il 120%, e per ridurre la dipendenza di gas dall’estero, in primis dalla Russia che ha garantito all’Italia circa il 40% dei consumi nazionali pari a 76 miliardi di metri cubi nel 2021. Il Governo, quindi, resti saldo nell’impegno assunto con il PNRR per lo sviluppo delle energie rinnovabili (fondi pari a 24 miliardi) e punti sull’agricoltura per la produzione di energia pulita da fotovoltaico, biogas e biomasse. Così Cia-Agricoltori Italiani dal convegno, sugli incentivi e le opportunità del Piano, tenuto a Fieragricola 2022 e guardando al Dl energia appena approvato che spinge le rinnovabili, ma non valorizza il contributo del mondo agricolo.

Mentre si cerca un’alternativa al metano di Mosca, riportando in auge anche il super inquinante carbone -ha ricordato Cia dall’evento con Aiel, Associazione italiana energie agroforestali, Esco Agroenergetica e Tecno Srl- c’è un settore produttivo come l’agricoltura che pesa solo il 7% circa sul totale delle emissioni prodotte che si riversano sull’ambiente e svolge un ruolo primario nell’assorbimento di C02, sequestrando 0,5 tonnellate di carbonio per ettaro l’anno. Ad affiancarla, boschi e foreste che fanno da spugna al 40% di gas serra a livello globale e, solo in Italia, trattengono circa 90 milioni di anidride carbonica. Dunque -commenta Cia- l’agricoltura può, più di tutti i comparti, guidare la transizione green, contribuendo alla neutralità climatica Ue entro il 2050 e agli obiettivi intermedi del pacchetto “Fit for 55” per ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 e traguardare la copertura del 40% degli usi finali di energia con fonti rinnovabili. All’Italia spetta il 30%, almeno il 10% può arrivare dalle agroenergie.

            “Adesso il nostro Paese -ha detto il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- deve spingere sull’autoproduzione e per la diversificazione delle fonti energetiche in chiave sostenibile. Acceleri, quindi, su fotovoltaico e carbon farming, riconoscendo centralità al settore agricolo che negli anni ha già ampliato la produzione di rinnovabili e biomasse (+690%). Bene, quindi, il bando da 1,5 miliardi del PNRR (misura “Parco Agrisolare”) per l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti agricoli, senza consumo di suolo e si acceleri anche -ha aggiunto Scanavino- per lo sviluppo del biometano (fondi trasversali pari a 1,9 miliardi) molto atteso dalla filiera zootecnica”.

“Per effetto del conflitto Russia-Ucraina, il Dl energia mostra attenzione rinnovata alle rinnovabili, peccato non faccia altrettanto con il mondo agricolto. Non è efficace sul caro bollette, né risolve la mancata classificazione delle aziende agricole come energivore. Non è giusto, infatti, considerare i costi energetici solo in relazione ai volumi consumati, ma sarebbe più equo valutarne lincidenza percentuale sui fatturati aziendali, che per gli agricoltori ha un impatto medio molto alto, sia a livello di energia termica che elettrica”.

            FOTOVOLTAICO E PARCO AGRISOLARE - Nella corsa all’autosufficienza energetica un ruolo chiave è giocato dal fotovoltaico, ma per ridurre il costo delle bollette e traguardare gli obiettivi climatici Ue al 2030 e senza toccare suolo, l’Italia dovrà installare circa 65-70 GW di energie rinnovabili entro i prossimi 10 anni e triplicare la potenza fotovoltaica installata sui tetti delle aziende agricole. Per il 2030 il 70-72% dell’elettricità dovrà essere prodotta per lo più da fotovoltaico ed eolico.

L’agricoltura a fine 2020 contava più di 38 mila impianti fotovoltaici installati, pari a una potenza di 2.496 MW. Solo utilizzando le coperture agricole, zootecniche e agroindustriali si può recupera una superficie utile di oltre 150 milioni di mq di pannelli con la produzione di quasi 29 mila GW di energia solare. La soluzione dei parchi agrisolari, dunque, finanziata anche dal PNRR per una superficie complessiva pari a 4,3 milioni di mq per 0,43 GW, è un punto importante nella promozione e l’incremento dell’efficienza energetica. Ancora di più perché utilizzando i tetti dei fabbricati, tutela produzione agricola e terreno fertile. Lo sforzo in più, infatti, non dovrà pesare sulla terra dove per raggiungere i nuovi obiettivi Ue, occorrerà prevedere un utilizzo di superficie agricola tra i 30 e 40 mila ettari, un valore inferiore allo 0,5% della Sau.

            BIOGAS - L’Italia è leader in Europa nella produzione di biogas con 1.600 impianti attivi e investimenti, negli ultimi 14 anni, pari a circa 4,5 miliardi di euro. Eppure, c’è sempre più bisogno di trasformare gli sprechi in energia e, quindi, di incentivare il biogas, sfruttando gli scarti agricoli e reflui di allevamenti, per creare impianti a terra, su aree abbandonate, marginali e non idonee alla produzione; e valorizzare lo stoccaggio al suolo del carbonio assicurato da agricoltura e foreste. Anche in questo caso, strategico è il PNRR con il fondo da 1,9 miliardi per lo sviluppo di biometano. Serve sviluppare filiere agroenergetiche locali per l’approvvigionamento dei residui, altrimenti inutilizzati, e impianti a che permettano di coniugare la produzione di energia rinnovabile con la riduzione dell’impatto ambientale delle aziende del settore in termini di emissioni di metano. Stando alla produzione agricola attuale, entro il 2030 il biometano agricolo potrebbe essere in grado di immettere nella rete quasi 7 miliardi di metri cubi di gas, contribuendo a circa il 15% del fabbisogno nazionale.

BIOMASSE - Per uscire dall’uso dei combustibili fossili, altrettanto cruciale è la gestione forestale attiva e sostenibile, utile a incrementare il potenziale di assorbimento della C02. In Italia, in 10 anni, la quantità di anidride carbonica assorbita dai boschi è aumentata di ben 290 milioni di tonnellate e la quantità di carbonio organico in essi stoccata, e quindi sottratta stabilmente all’atmosfera, è passata da 490 a 569 milioni di tonnellate. Già oggi oltre 16,6 milioni di tonnellate di biomasse legnose sono destinate, ogni anno, alla produzione di energia termica, con un fatturato che raggiunge i 4 miliardi di euro. I biocombustibili legnosi sono estremamente più convenienti di quelli fossili. Il costo di produzione di 1 MWh con biomasse legnose oscilla tra i 24 e i 72 euro, quello con le fonti fossili tra i 103 e i 146 euro. Occorre ora puntare sullo sviluppo della filiera foresta-legno-energia a partire dalla valorizzazione della materia prima agricola locale e finalizzata anche alla creazione di reti di teleriscaldamento con biocombustibili legnosi. Infine, anche la manutenzione delle foreste, resta un compito cucito addosso agli agricoltori, il 40% delle aziende del settore è interessato da boschi con gli agricoltori, per natura, custodi e guardiani del territorio, anche in chiave climatica.

 

            “L’Italia ha chiaramente bisogno di uno sviluppo energetico virtuoso -ha concluso il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- con le agroenergie fonte non solo di autosufficienza per il Paese, ma anche di reddito per le aziende che possono così mantenere e migliorare la loro produttività, pur rispettando l’ambiente. Dunque, nonostante le nuove criticità sul fronte europeo e internazionale, il PNRR deve continuare a lavorare per la ripresa del Paese e ancora di più concorrere a rilanciarne l’unicità che in buona parte arriva dall’agricoltura, la cui multifunzionalità e capacità di innovare potrà essere determinante da qui ai prossimi anni”.

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1 In Evidenza - 03 mar 2022

Fieragricola: Cia, da PNRR 500 mln per spingere transizione digitale settore

Guidare gli agricoltori verso la transizione digitale, accompagnando le aziende nei processi di innovazione, meccanizzazione e ammodernamento del parco macchine. Obiettivo sfruttare al meglio le risorse a disposizione, dagli incentivi fiscali per l’Agricoltura 4.0, che continueranno anche per tutto il 2022, ai 500 milioni di euro previsti dal PNRR per progetti di investimento sulla digitalizzazione delle imprese del settore. Questa la mission di Cia-Agricoltori Italiani, che a Fieragricola 2022 porta con sé tre importanti player dell’Agritech nazionale – Image Line, Ruralset e xFarm – partner strategici dell’organizzazione per alfabetizzare e traghettare i produttori verso lo smart farming.

            D’altra parte, secondo le stime di Cia, oggi ancora il 50% delle aziende agricole non ha familiarità con l’Agritech e, su oltre 12 milioni di ettari di SAU (Superficie Agricola Utilizzata), solo il 4% è perfettamente “tecnologica”.

            Ecco perché ora bisogna spingere sulla trasformazione digitale del settore primario. Tanto più che l’Europa, con il Green Deal, chiede a tutti gli agricoltori di trasformare più rapidamente i metodi di produzione e utilizzare sempre di più le nuove tecnologie, per ottenere migliori risultati ambientali, aumentare la resilienza climatica, ridurre e ottimizzare l’uso dei fattori produttivi. Ed è qui che entra in gioco la partnership di Cia con Image Line, Ruralset e xFarm, costruita proprio per supportare le aziende nella scelta delle soluzioni digitali migliori, offrendo una formazione tecnica dedicata e fornendo servizi utili a implementare il business, per diventare più sostenibili senza perdere competitività.

Tanti, infatti, sono i workshop con i tre partner a Fieragricola, nello stand C7 della Confederazione al Padiglione 12, per illustrare le opportunità offerte dall’agricoltura di precisione e dalle tecnologie di Agricoltura 4.0 per “produrre di più con meno”, razionalizzando gli input chimici e idrici sfruttando i dati acquisiti tramite sensori e satelliti. Insomma, robotizzazione in campo e Big Data, insieme al miglioramento della tracciabilità e trasparenza delle filiere agroalimentari con la blockchain e al necessario rinnovo del parco automezzi.

I numeri sono già incoraggianti e dimostrano tutto l’impegno del settore primario. Ad esempio, per il mercato delle macchine agricole, il 2021 è stato un anno da record, dopo un 2020 ko a causa della pandemia, con un incremento superiore al 30% spinto proprio dalla ripresa della domanda di macchinari agricoli di nuova generazione, dai sistemi satellitari ai protocolli Isobus fino alla sensoristica e ai sistemi di rete, per merito degli incentivi fiscali per il 4.0, che restano in vigore anche tutto quest’anno.

“Il rinnovo del parco macchine è una priorità -ha spiegato il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino-. Abbiamo mezzi datati, con un’età media di 20/25 anni. Continuare a incentivare l’ammodernamento in primis dei trattori, dando il via a una vasta campagna di meccanizzazione agricola, anche con il contributo del PNRR e della nuova Pac, è fondamentale per abbattere del 95% le emissioni inquinanti, limitare i consumi di carburante e i costi per gli agricoltori, migliorare la sicurezza sul lavoro, tenuto conto che nel 2021 c’è stato un incremento degli incidenti sui campi del 3,6% con oltre 17.000 casi”.

Anche il mercato italiano dell’Agricoltura 4.0 continua ad aumentare, nonostante i rallentamenti dovuti al Covid, generando un fatturato nazionale che ormai supera il mezzo miliardo di euro, ovvero il 4% del mercato mondiale, con i giovani a guidare il cambiamento in atto. Sono le imprese agricole under 35, infatti, cresciute oltre il 15% fino a quota 60.000, le protagoniste delle sperimentazioni sul campo di software gestionali, sistemi di monitoraggio e mappatura, trattamenti con droni e sensori e piattaforme per la tracciabilità alimentare.

“Oggi più che mai, il digitale si rivela il paradigma fondamentale per garantire la sostenibilità dell’agricoltura, sia dal punto di vista ambientale che economico -ha detto il business strategy manager di Image Line, Cristiano Spadoni-. La sfida più importante, ora, è la valorizzazione del patrimonio informativo delle aziende, cioè dei dati raccolti sul campo con sistemi gestionali innovativi (Farm Management Information Systems). Questo è il nostro obiettivo e il contributo alla partnership con Cia”.

“Fare smart farming significa raccogliere dati, elaborarli e prendere decisioni grazie alle informazioni raccolte, e questa è la chiave di volta per salvaguardare la redditività dell’agricoltura -ha continuato il titolare di Ruralset, Roberto Bandieri-. Con Cia e gli altri partner vogliamo fare ancora di più, costruendo un’interfaccia digitale che diventi il canale di dialogo preferenziale tra aziende agricole, Pubblica amministrazione, enti pagatori e associazione”.

“Il nostro lavoro vuole portare benefici a migliaia di produttori italiani, grazie a strumenti e piattaforme tecnologiche che rendano più semplice ed efficiente la gestione delle proprie aziende -ha concluso Matteo Vanotti, ceo di xFarm-. Adesso, dopo due anni di pandemia e con la sfida europea del Green Deal, il 2022 può essere davvero l’anno di svolta del processo di transizione digitale del settore primario, guidato proprio dalla collaborazione con Cia”.     

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1 In Evidenza - 03 mar 2022

Ucraina: agriturismi Cia pronti ad accogliere popolazione in fuga. All’Italia il 13%

 La guerra in Ucraina ha già messo in fuga più di 500 mila persone. In Italia, secondo quota fissata dal Bilancio Ue, arriveranno il 13% degli ucraini. Occorre fare il più possibile per far fronte a questa nuova e terribile emergenza umanitaria, coinvolgendo anche le 24 mila strutture agrituristiche di tutta Italia. Così Cia-Agricoltori che si è già attivata e, con le sue Associazioni Turismo Verde e ASeS-Agricoltori Solidarietà e Sviluppo, ha avviato la macchina dell’accoglienza insieme alla Caritas Italiana.

“Siamo con l’Europa e pronte a fare la nostra parte -dicono le due Associazioni-. Precedenti esperienze, dal terremoto alla pandemia, ci hanno insegnato a non sottovalutare le emergenze, ma anche che occorre agire in modo puntale e rapido per non vanificare gli aiuti”.

“Inoltre, nel nostro Paese ci sono già 248 mila ucraini, una comunità forte che vivrà grandi stravolgimenti e alla quale possiamo far sentire il sostegno della nostra rete agrituristica nazionale, come di quella solidale della Ong di Cia che da tempo opera, insieme tante altre organizzazioni, per la cooperazione internazionale. Ci uniamo, quindi, alla Caritas in Italia, in Ucraina e in tutta Europa. Rispondiamo all’appello da loro lanciato -concludono Turismo Verde e ASeS-. Presto gli sfollati saranno milioni e non possiamo chiudere gli occhi”.

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1 In Evidenza - 01 mar 2022

Fieragricola 2022: Cia, guerra in Ucraina non freni ripresa. Pac e PNRR decisivi

“Con la guerra in Ucraina, e dopo due anni di emergenza sanitaria, siamo terribilmente ancora nel vivo di uno dei periodi più cupi del III millennio, in cui Pac, PNRR e ancor più il Green Deal Ue, non devono essere messi in discussione. Possono, infatti, emergere con più evidenza come strumenti solidi e fondamentali per tutelare e garantire quella sostenibilità ambientale, economica e sociale, lungamente auspicata e su cui l’agricoltura sta costruendo da tempo il suo futuro e quello globale”. Queste le parole del presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino dal Summit internazionale dedicato a Pac e Green Deal Ue, in corso a Palazzo della Gran Guardia a Verona, alla vigilia di Fieragricola 2022 al via da domani. 

“Dunque la sfida green europea resti una priorità, nonostante l’attuale peso insostenibile dei costi di produzione, ma anche capitalizzando sessant’anni di Pac e riconoscendo finalmente un ruolo centrale all’agricoltura che pesa solo il 7% circa sul totale delle emissioni prodotte che si riversano sullambiente. Il contributo del settore alla sostenibilità -ha concluso Scanavino nel suo messaggio al tavolo con le organizzazioni agricole- è e può continuare a essere incredibile, ma ha bisogno di PNRR e Pac sempre più coraggiosi e innovativi. La Pac, in particolare, dovrà continuare a evolvere con l’Europa, tenendo a mente che rimane, prima di tutto, una politica economica per gli agricoltori e che, quindi, dovrà tutelare l’ambiente e premiare le pratiche virtuose del settore, ma salvaguardando sempre produttività e reddito”.

 

Cia-Agricoltori Italiani torna protagonista a Fieragricola rilanciando il suo impegno per la transizione green dal Padiglione 12 Stand C7 spazio istituzionale con Area Meeting dove terrà, in tandem con l’Area Forum del Padiglione, eventi e workshop su agroenergie e digitale. Insieme a Cia ci saranno Aiel, Associazione italiana energie agroforestali ed Esco Agroenergetica, oltre ai partner ImageLine, RuralSet e xFarm. Per parlare, invece, di carbon credit e sostenibilità, spazio dedicato con Tecno Srl. 

IL PROGRAMMA DI CIA A FIERAGRICOLA - Si comincia domani, mercoledì 2 marzo, quando il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino interverrà alle 15 in Auditorium Verdi nel panel del Convegno "I mercati agricoli nel 2022. Previsioni, attese e strategie”. Alle 16, nell’Area Forum al via anche gli eventi Cia. Il primo con Esco Agroenergetica e Aiel dal titolo “Nuovi incentivi e opportunità per le aziende agricole nell’ambito del PNRR”. Mentre dalle 14:30 si animerà l’Area Meeting di Cia con il workshop a cura di ImageLine “Agricoltura digitale: più sostenibile, più efficiente, più sicura. Esempi virtuosi da QdC - Quaderno di Campagna”.

Giovedì 3 marzo alle 11 con Esco Agroenergetica “Parchi Agrisolari: incentivi per l’installazione del fotovoltaico sui tetti delle aziende agricole”; alle 12:30 promosso da Tecno Srl l'incontro “L’azienda agricola ad impatto 0: quando la sostenibilità nasce insieme alla filiera” e alle 14:30 per iniziativa di RuralSet il workshop “La gestione digitale della stalla di bovine da latte”. 

Venerdì 4 marzo alle 11 a cura di Aiel “L’azienda agricola al centro della transizione energetica. I biocombustibili legnosi come strumento per decarbonizzare il riscaldamento in agricoltura” e alle 12:30 con Esco-Cia “PNRR: le misure a favore delle strutture agrituristiche”. 

Infine, sabato 5 marzo alle 11 l’ultimo incontro, focus su “Gestione efficiente dell’azienda agricola: digitalizzare con xFarm”. 


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1 CAA - Infobandi - 01 mar 2022

Abruzzo, aperte le domande per l’impianto di nuovi vigneti

Anche quest’anno, per il nuovo sistema di autorizzazioni per gli impianti vigneto entrato in vigore dal 01 Gennaio 2016 sarà possibile richiedere nella misura dell' 1% della superficie vitata nazionale nuove autorizzazioni all’impianto di nuovi vigneti tramite domanda sul portale SIAN.

 Sono considerate ammissibili le superfici agricole condotte e inserite nel fascicolo aziendale esclusi gli usi del suolo con vigneti o con vincoli.

Entro giugno verranno fatte le assegnazioni  delle superfici da impiantare entro i 3 anni successivi. 

La scadenza per le domande è fissata al 31 marzo 2022.


Puoi recarti presso l'ufficio CIA più vicino per informazioni e per l’inoltro della domanda.

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1 In Evidenza - 01 mar 2022

Ucraina: Anp-Cia, lavorare subito per la pace e l’accoglienza

 Adesso è il momento della mobilitazione e della protesta per chiedere a gran voce la pace. Così Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, sottolineando l’importanza delle manifestazioni in corso in Italia e in tutto il mondo per dire stop al conflitto in Ucraina e avviare serie trattative per evitare ulteriori azioni militari.

            “Sgomento, dolore e indignazione. Sono i sentimenti che si provano nel constatare che ancora una volta ci troviamo di fronte a una guerra, con tutte le sofferenze che comporta per la popolazione -spiega il presidente di Anp, Alessandro Del Carlo-. Come più volte affermato, le guerre non risolvono in alcun modo le controversie fra le nazioni, anzi, le aggravano ulteriormente, con il rischio di innescare processi di allargamento delle azioni militari non controllabili”.

            L’Anp-Cia è impegnata sul fronte della pace e della solidarietà e invita le proprie associazioni a promuovere e aderire alle iniziative che si stanno organizzando per la pace e per gli aiuti umanitari, così come a dare il proprio contributo per l’accoglienza dei profughi in fuga -i primi sono arrivati la scorsa notte in Italia- assieme alle organizzazioni che operano sul territorio.

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