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1 In Evidenza - 28 mag 2026

Lavoro: Cia, nuove opportunità per aziende e welfare più inclusivo


Intesa raggiunta puntando su nuove opportunità per le aziende e un welfare più inclusivo. A dirlo è, oggi, Cia-Agricoltori Italiani tra le organizzazioni datoriali che nella notte ha siglato l’accordo sul rinnovo del contratto collettivo nazionale per gli operai agricoli e florovivaisti, valido per il quadriennio 2026-2029.

Sono state introdotte -commenta infatti Cia- novità importanti rispetto a strumenti volti a migliorare la competitività delle imprese, quasi 170 mila in totale, e a rafforzare significativamente le tutele sociali per oltre 1 milione di lavoratori. Alla base, un aumento retributivo del 5,1% per il biennio 2026-2027, suddiviso in due tranche.

Significativa l’attenzione alla possibilità di stipulare contratti a termine di durata triennale per consentire alle imprese di fidelizzare la manodopera e l’introduzione di misure in materia di welfare contrattuale per dare modo, ad alcune tipologie di lavoratori, di usufruite delle tutele adeguate.

“Concretezza e tempestività al centro di scelte responsabili. Con questi presupposti abbiamo siglato il rinnovo del contratto -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Il risultato raggiunto fornisce alle imprese le condizioni essenziali per affrontare con maggiore rapidità le crisi climatiche e di mercato, ottimizzando la gestione delle risorse umane e riducendo gli oneri burocratici. Priorità difesa, ancora di più in un contesto geopolitico complicato, la salvaguardia del lavoro dignitoso”.

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1 In Evidenza - 27 mag 2026

Nuova governance per Cia. Definita la squadra che affiancherà il presidente Fini


Conferme e nuovi ingressi nella squadra del presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rieletto all’unanimità alla guida della Confederazione dalla IX Assemblea elettiva nazionale “Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro”.  
Il Consiglio Direttivo, riunito oggi a Roma, ha riconfermato vicepresidenti nazionali Gianmichele Passarini, ex presidente di Cia Veneto, e Gennaro Sicolo, attuale presidente di Cia Puglia. A completare l’assetto della vicepresidenza entra anche Valentino Berni, già presidente di Cia Toscana.

Insieme ai tre vicepresidenti, Fini guiderà il Comitato Esecutivo di Cia, organismo chiamato a sostenere l’azione politico-sindacale e il percorso di sviluppo dell’organizzazione. Ne faranno parte anche Gabriele Carenini, presidente di Cia Piemonte e Valle d’Aosta; Graziano Scardino, presidente di Cia Sicilia e Maria Possidente, presidente dei giovani di Cia Calabria.

Il Consiglio Direttivo ha inoltre costituito tre macrogruppi di interesse economico: l’area dedicata all’allevamento, affidata a Paolo Maccazzola, presidente di Cia Lombardia; quella sulle colture vegetali, coordinata da Stefano Roggerone, presidente di Cia Liguria; infine, l’area acqua, caccia e ambiente sotto la guida di Stefano Calderoni, ex presidente di Cia Ferrara.


“Ringrazio tutti per l’impegno assunto verso la Confederazione -ha dichiarato Fini-. Insieme continueremo a lavorare con grande responsabilità per rafforzare il ruolo dell’agricoltura italiana, sostenere le imprese e dare sempre più voce ai produttori e ai territori”.

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1 In Evidenza - 25 mag 2026

Abruzzo, boom di interesse per gli agriturismi: il turismo rurale traina il ponte del 2 giugno e l’estate 2026

Cresce in Abruzzo la voglia di turismo rurale, natura ed esperienze autentiche. In vista del ponte del 2 giugno e dell’avvio della stagione estiva 2026, aumentano l’interesse e le prenotazioni verso agriturismi, borghi e aree interne, sempre più scelti da turisti italiani e stranieri alla ricerca di relax, buona cucina, paesaggi incontaminati e attività all’aria aperta.

A evidenziarlo è CIA Agricoltori Italiani Abruzzo, che sottolinea come il comparto agrituristico stia assumendo un ruolo sempre più centrale nell’economia turistica regionale. Oggi l’agriturismo non è più soltanto ospitalità in campagna, ma un’esperienza completa che unisce tradizioni, enogastronomia, sostenibilità e scoperta del territorio.

Dalle degustazioni di vini e prodotti tipici ai percorsi di oleoturismo, dal trekking nei parchi naturali alle attività didattiche per famiglie e bambini, il turismo rurale continua a conquistare visitatori attratti da uno stile di vacanza lento, autentico e legato all’identità dei territori.

I numeri confermano il trend positivo. In Italia le aziende agrituristiche sono circa 26.360, mentre la domanda legata al turismo rurale continua a crescere e a diversificarsi. Anche l’Abruzzo si conferma tra le regioni più dinamiche del settore, con oltre 8,8 milioni di presenze turistiche registrate nel 2025 e un forte incremento 


dei visitatori stranieri, attratti dall’unicità di una regione che concentra mare, montagna, parchi naturali e borghi storici in pochi chilometri.

Per CIA Abruzzo, il ponte del 2 giugno rappresenta il primo vero banco di prova della stagione estiva, con segnali incoraggianti soprattutto per le strutture delle aree interne, sempre più apprezzate da chi cerca esperienze immersive e contatto diretto con la natura.

“Gli agriturismi rappresentano un presidio fondamentale per le aree rurali abruzzesi, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale e ambientale”, dichiara il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti.

“Mantengono vive le comunità interne, valorizzano le produzioni locali e promuovono un modello di turismo sostenibile che oggi incontra una domanda sempre più consapevole. Tuttavia, restano criticità importanti che non possiamo ignorare: servono infrastrutture più efficienti, collegamenti adeguati, maggiore sostegno alla destagionalizzazione e strumenti concreti per aiutare le imprese a trovare personale qualificato”.

Tra le principali difficoltà segnalate dagli operatori restano infatti la forte stagionalità dei flussi turistici, le carenze infrastrutturali di molte aree interne e la crescente difficoltà nel reperire manodopera specializzata nei servizi di accoglienza e ristorazione. A incidere è anche un mercato sempre più competitivo, caratterizzato da prenotazioni last minute e maggiore attenzione ai prezzi.

Nonostante questo, secondo CIA Abruzzo il turismo rurale rappresenta una delle opportunità più importanti per il futuro del territorio, capace di generare economia, valorizzare le produzioni locali e rafforzare l’attrattività delle aree interne attraverso un modello di sviluppo sostenibile e profondamente legato all’identità abruzzese.

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1 In Evidenza - 14 mag 2026

Montagna e aree interne: CIA Abruzzo presenta alla Regione un piano organico contro lo spopolamento

CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo presenta alla Regione un piano di proposte per rilanciare le aree interne e contrastare lo spopolamento, in vista della seduta straordinaria del Comitato per la Legislazione del 14 maggio dedicata alle modifiche delle leggi regionali sulla montagna.

Nel documento inviato al presidente del Comitato e agli assessori competenti, l’organizzazione agricola chiede una svolta concreta nelle politiche regionali: non interventi frammentati, ma una strategia capace di rimettere al centro agricoltura, allevamento, servizi e qualità della vita nei territori montani.

“Non possiamo più limitarci a gestire il declino”, afferma il presidente di CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo Nicola Sichetti. “Serve una visione che renda la montagna attrattiva per giovani, famiglie e imprese. L’agricoltura deve tornare ad essere il motore economico e sociale delle aree interne”.

Tra le proposte avanzate da CIA Abruzzo c’è il sostegno alla zootecnia estensiva e di montagna, attraverso incentivi legati alle filiere corte e ai marchi territoriali, per garantire reddito agli allevatori e contrastare l’abbandono dei pascoli. Centrale anche il recupero dei terreni agricoli abbandonati, con un piano straordinario destinato a restituire superfici coltivabili ai giovani e a chi decide di investire nelle aree interne.

L’organizzazione propone inoltre di riconoscere economicamente il lavoro degli agricoltori nella manutenzione del territorio, attraverso veri e propri contratti di manutenzione territoriale per attività di difesa idrogeologica, gestione forestale e cura del reticolo idrico.

Grande attenzione anche alla multifunzionalità agricola. Per CIA Abruzzo le aziende agricole devono diventare “hub di servizi” per le comunità locali, ospitando agricoltura sociale, fattorie didattiche, servizi per anziani e famiglie, oltre a svolgere un ruolo strategico nelle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Nel documento trovano spazio anche proposte su scuole, sanità e infrastrutture. CIA Abruzzo chiede il mantenimento dei plessi scolastici nei comuni montani, il potenziamento della sanità territoriale e della telemedicina, una rete stradale efficiente e soprattutto il superamento del divario digitale attraverso banda larga e tutor digitali rurali a supporto di imprese e cittadini.

Sul fronte economico, l’associazione propone una fiscalità di vantaggio per chi investe in montagna: riduzione dell’IRAP, incentivi fiscali, credito d’imposta ed esenzioni IMU per le imprese che operano nei comuni montani.

“Le aree interne non hanno bisogno di assistenzialismo”, sottolinea Sichetti, “ma di strumenti che consentano alle imprese di creare lavoro e servizi. L’agricoltore oggi può diventare un vero manager agro-civico del territorio, custode dell’ambiente e punto di riferimento per le comunità locali”.

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1 In Evidenza - 13 mag 2026

AGIA Abruzzo: il ricambio generazionale in agricoltura chiave per la sicurezza del territorio e lo sviluppo sostenibile

Per rendere l'agricoltura realmente attrattiva per i giovani abruzzesi, non sono sufficienti i soli incentivi economici; è indispensabile un profondo cambio di prospettiva culturale. Questo è il messaggio centrale che AGIA Abruzzo, in linea con i recenti dati emersi dall'indagine Cia Trend “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro”, intende sottolineare. L'associazione evidenzia l'urgenza di promuovere una nuova percezione del settore agricolo e un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni, fattori cruciali per la salvaguardia del territorio e per lo sviluppo sostenibile della regione.

 La ricerca “Coltivare Sicurezza, Attrarre Futuro” rivela una forte preoccupazione tra la maggioranza degli italiani riguardo a fenomeni come frane, alluvioni e dissesto idrogeologico. In questo contesto, l'agricoltura viene riconosciuta come un pilastro essenziale per la difesa del suolo e la tutela del paesaggio. L'89% degli intervistati ritiene che l'abbandono delle aree agricole incida direttamente sull'aumento di tali rischi, mentre oltre l'80% concorda sul fatto che sostenere chi coltiva significa investire attivamente nella sicurezza collettiva.


Tuttavia, emerge una significativa contraddizione: nonostante l'importanza riconosciuta, il settore agricolo registra una quota minima nelle preferenze 



occupazionali dei giovani. Viene percepito come stabile ma poco dinamico e meno attrattivo rispetto ad ambiti quali comunicazione, marketing e digitale. Questa percezione ostacola il ricambio generazionale, nonostante l'agricoltura rappresenti oggi un comparto sempre più innovativo e strategicamente rilevante.

 

AGIA Abruzzo ritiene fondamentale affrontare questa duplice sfida, culturale e strutturale. È necessario presentare l'agricoltura come un progetto professionale moderno, capace di offrire reali prospettive di reddito e una buona qualità della vita. Ciò richiede un investimento continuo nella formazione, che deve includere competenze avanzate in business plan, intelligenza artificiale, finanza e multifunzionalità. Parallelamente, sono indispensabili strumenti concreti per facilitare l'accesso dei giovani al settore, come la creazione di Società agricole emergenti e l'istituzione di fondi dedicati all'innovazione tecnologica.


Un altro punto cruciale è la promozione della “staffetta intergenerazionale”. Nelle aree interne, molti agricoltori anziani continuano a operare a causa della mancanza di un ricambio. AGIA Abruzzo propone l'introduzione di percorsi strutturati di affiancamento tra generazioni, supportati da incentivi fiscali e da un miglioramento delle condizioni previdenziali. Queste misure mirano a favorire il passaggio di consegne e ad aprire nuove opportunità professionali per i giovani nel settore.


“Il futuro del nostro territorio passa inevitabilmente per i giovani”, afferma Diego Pasqualone, presidente di AGIA Abruzzo. “I dati della ricerca confermano il valore inestimabile dell'agricoltura per la sicurezza e la tutela ambientale, ma evidenziano anche la difficoltà del settore nell'attrarre le nuove generazioni. 

Dobbiamo impegnarci a cambiare questa percezione, investendo con decisione in innovazione, formazione e accesso alla terra, e valorizzando il ruolo dell'agricoltore come vero manager del territorio. Solo così potremo garantire un futuro solido e sostenibile all'Abruzzo.”

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2 In Evidenza - 20 apr 2026

CIA Chieti-Pescara, si chiudono in Fiera tre giorni per raccontare il territorio

Si chiude con soddisfazione la partecipazione di CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara alla 64ª Fiera Nazionale dell’Agricoltura, ospitata presso Lancianofiera, dove per tre giorni lo stand dell’associazione ha rappresentato uno spazio dedicato alla promozione delle eccellenze agroalimentari del territorio.

Attraverso showcooking, degustazioni e momenti di confronto con il pubblico, CIA ha scelto di valorizzare alcuni dei prodotti simbolo del territorio, dal Peperone dolce di Altino IGP all’olio extravergine d’oliva abruzzese, per i quali l’organizzazione continua a sostenere il percorso di riconoscimento, fino al Carciofo Mazzaferrata di Cupello, espressione autentica della biodiversità agricola locale.

Particolare attenzione è stata riservata alle aziende agricole del territorio, protagoniste di un programma che ha messo al centro il lavoro quotidiano dei produttori e la qualità delle filiere locali, insieme alla presenza del Mercato Contadino – La Spesa in Campagna, che ha contribuito a rafforzare il legame tra produzione agricola e consumo consapevole.

Importante anche la collaborazione con Radio Ciao, che ha accompagnato le tre giornate raccontando in diretta l’evento, mentre la presenza di AIS Abruzzo ha rappresentato un valore aggiunto nei momenti dedicati alla degustazione e alla valorizzazione dei vini del territorio.

“Siamo molto soddisfatti di come è andata questa edizione della Fiera”, dichiara il presidente di CIA Chieti-Pescara, Domenico Bomba, “perché siamo riusciti a trasformare il nostro stand in un luogo di incontro e di racconto, dove i visitatori hanno potuto conoscere da vicino i prodotti, le aziende e il lavoro che ogni giorno sostiene la nostra agricoltura.”

“Abbiamo voluto dare spazio alle imprese del territorio e alle produzioni che ne rappresentano l’identità”, prosegue Bomba, “portando all’attenzione del pubblico eccellenze locali. La risposta ricevuta ci conferma che investire nella valorizzazione del territorio è la strada giusta.”


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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 03 mar 2022

Biologico: Cia, storico sì del Parlamento al Ddl. Governo armonizzi testo su biodinamico

Soddisfazione per la tanto attesa approvazione della legge nazionale sul biologico. L’Italia può dirsi più vicina a un ruolo da protagonista nel settore su scala globale, forte di una leadership ampiamente riconosciuta a livello Ue e internazionale, in termini di produzione, superfici, consumi e valore dell’export. “Chiediamo ora -dichiara il presidente Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- l’impegno a rimuovere gli ultimi due richiami al biodinamico ancora presenti, per armonizzare il testo di legge con l’Odg accolto ieri dal Governo”. Cia ricorda che ha ritenuto di non aderire all’iniziativa legislativa di equiparazione con il metodo biologico in mancanza di normative valide a livello europeo sul biodinamico, che avrebbero creato impedimenti burocratici e aperto la strada a prevedibili contenziosi.

“La legge nazionale sul biologico, attesa da 12 anni, rappresenta il pilastro necessario alla costruzione del futuro agricolo del Paese, come chiede l’Europa con il Green Deal, che vede proprio nel biologico uno dei driver principali per la transizione del sistema agroalimentare verso la sostenibilità”, ha dichiarato Scanavino. Già oggi l’Italia è leader del settore in Ue con 80.000 operatori e oltre 2 milioni di ettari coltivati. Il carrello della spesa bio degli italiani ha superato nel 2021 i 4,5 miliardi e il biologico vale il 6% delle esportazioni agroalimentari tricolori, regalando al Paese il secondo posto nella classifica mondiale dell’export di prodotti bio, subito dopo gli Stati Uniti.

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1 In Evidenza - 03 mar 2022

Fieragricola: Cia, Italia più forte con rinnovabili. Almeno il 10% da agroenergie

In pochi giorni la guerra in Ucraina ha riscritto l’agenda delle priorità globali, soppiantando anche la transizione ecologica, ma questa resta, soprattutto per l’Italia e la su agricoltura, una leva strategica importante contro il caro energia, con aumenti per le aziende agricole oltre il 120%, e per ridurre la dipendenza di gas dall’estero, in primis dalla Russia che ha garantito all’Italia circa il 40% dei consumi nazionali pari a 76 miliardi di metri cubi nel 2021. Il Governo, quindi, resti saldo nell’impegno assunto con il PNRR per lo sviluppo delle energie rinnovabili (fondi pari a 24 miliardi) e punti sull’agricoltura per la produzione di energia pulita da fotovoltaico, biogas e biomasse. Così Cia-Agricoltori Italiani dal convegno, sugli incentivi e le opportunità del Piano, tenuto a Fieragricola 2022 e guardando al Dl energia appena approvato che spinge le rinnovabili, ma non valorizza il contributo del mondo agricolo.

Mentre si cerca un’alternativa al metano di Mosca, riportando in auge anche il super inquinante carbone -ha ricordato Cia dall’evento con Aiel, Associazione italiana energie agroforestali, Esco Agroenergetica e Tecno Srl- c’è un settore produttivo come l’agricoltura che pesa solo il 7% circa sul totale delle emissioni prodotte che si riversano sull’ambiente e svolge un ruolo primario nell’assorbimento di C02, sequestrando 0,5 tonnellate di carbonio per ettaro l’anno. Ad affiancarla, boschi e foreste che fanno da spugna al 40% di gas serra a livello globale e, solo in Italia, trattengono circa 90 milioni di anidride carbonica. Dunque -commenta Cia- l’agricoltura può, più di tutti i comparti, guidare la transizione green, contribuendo alla neutralità climatica Ue entro il 2050 e agli obiettivi intermedi del pacchetto “Fit for 55” per ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 e traguardare la copertura del 40% degli usi finali di energia con fonti rinnovabili. All’Italia spetta il 30%, almeno il 10% può arrivare dalle agroenergie.

            “Adesso il nostro Paese -ha detto il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- deve spingere sull’autoproduzione e per la diversificazione delle fonti energetiche in chiave sostenibile. Acceleri, quindi, su fotovoltaico e carbon farming, riconoscendo centralità al settore agricolo che negli anni ha già ampliato la produzione di rinnovabili e biomasse (+690%). Bene, quindi, il bando da 1,5 miliardi del PNRR (misura “Parco Agrisolare”) per l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti agricoli, senza consumo di suolo e si acceleri anche -ha aggiunto Scanavino- per lo sviluppo del biometano (fondi trasversali pari a 1,9 miliardi) molto atteso dalla filiera zootecnica”.

“Per effetto del conflitto Russia-Ucraina, il Dl energia mostra attenzione rinnovata alle rinnovabili, peccato non faccia altrettanto con il mondo agricolto. Non è efficace sul caro bollette, né risolve la mancata classificazione delle aziende agricole come energivore. Non è giusto, infatti, considerare i costi energetici solo in relazione ai volumi consumati, ma sarebbe più equo valutarne lincidenza percentuale sui fatturati aziendali, che per gli agricoltori ha un impatto medio molto alto, sia a livello di energia termica che elettrica”.

            FOTOVOLTAICO E PARCO AGRISOLARE - Nella corsa all’autosufficienza energetica un ruolo chiave è giocato dal fotovoltaico, ma per ridurre il costo delle bollette e traguardare gli obiettivi climatici Ue al 2030 e senza toccare suolo, l’Italia dovrà installare circa 65-70 GW di energie rinnovabili entro i prossimi 10 anni e triplicare la potenza fotovoltaica installata sui tetti delle aziende agricole. Per il 2030 il 70-72% dell’elettricità dovrà essere prodotta per lo più da fotovoltaico ed eolico.

L’agricoltura a fine 2020 contava più di 38 mila impianti fotovoltaici installati, pari a una potenza di 2.496 MW. Solo utilizzando le coperture agricole, zootecniche e agroindustriali si può recupera una superficie utile di oltre 150 milioni di mq di pannelli con la produzione di quasi 29 mila GW di energia solare. La soluzione dei parchi agrisolari, dunque, finanziata anche dal PNRR per una superficie complessiva pari a 4,3 milioni di mq per 0,43 GW, è un punto importante nella promozione e l’incremento dell’efficienza energetica. Ancora di più perché utilizzando i tetti dei fabbricati, tutela produzione agricola e terreno fertile. Lo sforzo in più, infatti, non dovrà pesare sulla terra dove per raggiungere i nuovi obiettivi Ue, occorrerà prevedere un utilizzo di superficie agricola tra i 30 e 40 mila ettari, un valore inferiore allo 0,5% della Sau.

            BIOGAS - L’Italia è leader in Europa nella produzione di biogas con 1.600 impianti attivi e investimenti, negli ultimi 14 anni, pari a circa 4,5 miliardi di euro. Eppure, c’è sempre più bisogno di trasformare gli sprechi in energia e, quindi, di incentivare il biogas, sfruttando gli scarti agricoli e reflui di allevamenti, per creare impianti a terra, su aree abbandonate, marginali e non idonee alla produzione; e valorizzare lo stoccaggio al suolo del carbonio assicurato da agricoltura e foreste. Anche in questo caso, strategico è il PNRR con il fondo da 1,9 miliardi per lo sviluppo di biometano. Serve sviluppare filiere agroenergetiche locali per l’approvvigionamento dei residui, altrimenti inutilizzati, e impianti a che permettano di coniugare la produzione di energia rinnovabile con la riduzione dell’impatto ambientale delle aziende del settore in termini di emissioni di metano. Stando alla produzione agricola attuale, entro il 2030 il biometano agricolo potrebbe essere in grado di immettere nella rete quasi 7 miliardi di metri cubi di gas, contribuendo a circa il 15% del fabbisogno nazionale.

BIOMASSE - Per uscire dall’uso dei combustibili fossili, altrettanto cruciale è la gestione forestale attiva e sostenibile, utile a incrementare il potenziale di assorbimento della C02. In Italia, in 10 anni, la quantità di anidride carbonica assorbita dai boschi è aumentata di ben 290 milioni di tonnellate e la quantità di carbonio organico in essi stoccata, e quindi sottratta stabilmente all’atmosfera, è passata da 490 a 569 milioni di tonnellate. Già oggi oltre 16,6 milioni di tonnellate di biomasse legnose sono destinate, ogni anno, alla produzione di energia termica, con un fatturato che raggiunge i 4 miliardi di euro. I biocombustibili legnosi sono estremamente più convenienti di quelli fossili. Il costo di produzione di 1 MWh con biomasse legnose oscilla tra i 24 e i 72 euro, quello con le fonti fossili tra i 103 e i 146 euro. Occorre ora puntare sullo sviluppo della filiera foresta-legno-energia a partire dalla valorizzazione della materia prima agricola locale e finalizzata anche alla creazione di reti di teleriscaldamento con biocombustibili legnosi. Infine, anche la manutenzione delle foreste, resta un compito cucito addosso agli agricoltori, il 40% delle aziende del settore è interessato da boschi con gli agricoltori, per natura, custodi e guardiani del territorio, anche in chiave climatica.

 

            “L’Italia ha chiaramente bisogno di uno sviluppo energetico virtuoso -ha concluso il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- con le agroenergie fonte non solo di autosufficienza per il Paese, ma anche di reddito per le aziende che possono così mantenere e migliorare la loro produttività, pur rispettando l’ambiente. Dunque, nonostante le nuove criticità sul fronte europeo e internazionale, il PNRR deve continuare a lavorare per la ripresa del Paese e ancora di più concorrere a rilanciarne l’unicità che in buona parte arriva dall’agricoltura, la cui multifunzionalità e capacità di innovare potrà essere determinante da qui ai prossimi anni”.

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1 In Evidenza - 03 mar 2022

Fieragricola: Cia, da PNRR 500 mln per spingere transizione digitale settore

Guidare gli agricoltori verso la transizione digitale, accompagnando le aziende nei processi di innovazione, meccanizzazione e ammodernamento del parco macchine. Obiettivo sfruttare al meglio le risorse a disposizione, dagli incentivi fiscali per l’Agricoltura 4.0, che continueranno anche per tutto il 2022, ai 500 milioni di euro previsti dal PNRR per progetti di investimento sulla digitalizzazione delle imprese del settore. Questa la mission di Cia-Agricoltori Italiani, che a Fieragricola 2022 porta con sé tre importanti player dell’Agritech nazionale – Image Line, Ruralset e xFarm – partner strategici dell’organizzazione per alfabetizzare e traghettare i produttori verso lo smart farming.

            D’altra parte, secondo le stime di Cia, oggi ancora il 50% delle aziende agricole non ha familiarità con l’Agritech e, su oltre 12 milioni di ettari di SAU (Superficie Agricola Utilizzata), solo il 4% è perfettamente “tecnologica”.

            Ecco perché ora bisogna spingere sulla trasformazione digitale del settore primario. Tanto più che l’Europa, con il Green Deal, chiede a tutti gli agricoltori di trasformare più rapidamente i metodi di produzione e utilizzare sempre di più le nuove tecnologie, per ottenere migliori risultati ambientali, aumentare la resilienza climatica, ridurre e ottimizzare l’uso dei fattori produttivi. Ed è qui che entra in gioco la partnership di Cia con Image Line, Ruralset e xFarm, costruita proprio per supportare le aziende nella scelta delle soluzioni digitali migliori, offrendo una formazione tecnica dedicata e fornendo servizi utili a implementare il business, per diventare più sostenibili senza perdere competitività.

Tanti, infatti, sono i workshop con i tre partner a Fieragricola, nello stand C7 della Confederazione al Padiglione 12, per illustrare le opportunità offerte dall’agricoltura di precisione e dalle tecnologie di Agricoltura 4.0 per “produrre di più con meno”, razionalizzando gli input chimici e idrici sfruttando i dati acquisiti tramite sensori e satelliti. Insomma, robotizzazione in campo e Big Data, insieme al miglioramento della tracciabilità e trasparenza delle filiere agroalimentari con la blockchain e al necessario rinnovo del parco automezzi.

I numeri sono già incoraggianti e dimostrano tutto l’impegno del settore primario. Ad esempio, per il mercato delle macchine agricole, il 2021 è stato un anno da record, dopo un 2020 ko a causa della pandemia, con un incremento superiore al 30% spinto proprio dalla ripresa della domanda di macchinari agricoli di nuova generazione, dai sistemi satellitari ai protocolli Isobus fino alla sensoristica e ai sistemi di rete, per merito degli incentivi fiscali per il 4.0, che restano in vigore anche tutto quest’anno.

“Il rinnovo del parco macchine è una priorità -ha spiegato il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino-. Abbiamo mezzi datati, con un’età media di 20/25 anni. Continuare a incentivare l’ammodernamento in primis dei trattori, dando il via a una vasta campagna di meccanizzazione agricola, anche con il contributo del PNRR e della nuova Pac, è fondamentale per abbattere del 95% le emissioni inquinanti, limitare i consumi di carburante e i costi per gli agricoltori, migliorare la sicurezza sul lavoro, tenuto conto che nel 2021 c’è stato un incremento degli incidenti sui campi del 3,6% con oltre 17.000 casi”.

Anche il mercato italiano dell’Agricoltura 4.0 continua ad aumentare, nonostante i rallentamenti dovuti al Covid, generando un fatturato nazionale che ormai supera il mezzo miliardo di euro, ovvero il 4% del mercato mondiale, con i giovani a guidare il cambiamento in atto. Sono le imprese agricole under 35, infatti, cresciute oltre il 15% fino a quota 60.000, le protagoniste delle sperimentazioni sul campo di software gestionali, sistemi di monitoraggio e mappatura, trattamenti con droni e sensori e piattaforme per la tracciabilità alimentare.

“Oggi più che mai, il digitale si rivela il paradigma fondamentale per garantire la sostenibilità dell’agricoltura, sia dal punto di vista ambientale che economico -ha detto il business strategy manager di Image Line, Cristiano Spadoni-. La sfida più importante, ora, è la valorizzazione del patrimonio informativo delle aziende, cioè dei dati raccolti sul campo con sistemi gestionali innovativi (Farm Management Information Systems). Questo è il nostro obiettivo e il contributo alla partnership con Cia”.

“Fare smart farming significa raccogliere dati, elaborarli e prendere decisioni grazie alle informazioni raccolte, e questa è la chiave di volta per salvaguardare la redditività dell’agricoltura -ha continuato il titolare di Ruralset, Roberto Bandieri-. Con Cia e gli altri partner vogliamo fare ancora di più, costruendo un’interfaccia digitale che diventi il canale di dialogo preferenziale tra aziende agricole, Pubblica amministrazione, enti pagatori e associazione”.

“Il nostro lavoro vuole portare benefici a migliaia di produttori italiani, grazie a strumenti e piattaforme tecnologiche che rendano più semplice ed efficiente la gestione delle proprie aziende -ha concluso Matteo Vanotti, ceo di xFarm-. Adesso, dopo due anni di pandemia e con la sfida europea del Green Deal, il 2022 può essere davvero l’anno di svolta del processo di transizione digitale del settore primario, guidato proprio dalla collaborazione con Cia”.     

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1 In Evidenza - 03 mar 2022

Ucraina: agriturismi Cia pronti ad accogliere popolazione in fuga. All’Italia il 13%

 La guerra in Ucraina ha già messo in fuga più di 500 mila persone. In Italia, secondo quota fissata dal Bilancio Ue, arriveranno il 13% degli ucraini. Occorre fare il più possibile per far fronte a questa nuova e terribile emergenza umanitaria, coinvolgendo anche le 24 mila strutture agrituristiche di tutta Italia. Così Cia-Agricoltori che si è già attivata e, con le sue Associazioni Turismo Verde e ASeS-Agricoltori Solidarietà e Sviluppo, ha avviato la macchina dell’accoglienza insieme alla Caritas Italiana.

“Siamo con l’Europa e pronte a fare la nostra parte -dicono le due Associazioni-. Precedenti esperienze, dal terremoto alla pandemia, ci hanno insegnato a non sottovalutare le emergenze, ma anche che occorre agire in modo puntale e rapido per non vanificare gli aiuti”.

“Inoltre, nel nostro Paese ci sono già 248 mila ucraini, una comunità forte che vivrà grandi stravolgimenti e alla quale possiamo far sentire il sostegno della nostra rete agrituristica nazionale, come di quella solidale della Ong di Cia che da tempo opera, insieme tante altre organizzazioni, per la cooperazione internazionale. Ci uniamo, quindi, alla Caritas in Italia, in Ucraina e in tutta Europa. Rispondiamo all’appello da loro lanciato -concludono Turismo Verde e ASeS-. Presto gli sfollati saranno milioni e non possiamo chiudere gli occhi”.

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1 In Evidenza - 01 mar 2022

Fieragricola 2022: Cia, guerra in Ucraina non freni ripresa. Pac e PNRR decisivi

“Con la guerra in Ucraina, e dopo due anni di emergenza sanitaria, siamo terribilmente ancora nel vivo di uno dei periodi più cupi del III millennio, in cui Pac, PNRR e ancor più il Green Deal Ue, non devono essere messi in discussione. Possono, infatti, emergere con più evidenza come strumenti solidi e fondamentali per tutelare e garantire quella sostenibilità ambientale, economica e sociale, lungamente auspicata e su cui l’agricoltura sta costruendo da tempo il suo futuro e quello globale”. Queste le parole del presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino dal Summit internazionale dedicato a Pac e Green Deal Ue, in corso a Palazzo della Gran Guardia a Verona, alla vigilia di Fieragricola 2022 al via da domani. 

“Dunque la sfida green europea resti una priorità, nonostante l’attuale peso insostenibile dei costi di produzione, ma anche capitalizzando sessant’anni di Pac e riconoscendo finalmente un ruolo centrale all’agricoltura che pesa solo il 7% circa sul totale delle emissioni prodotte che si riversano sullambiente. Il contributo del settore alla sostenibilità -ha concluso Scanavino nel suo messaggio al tavolo con le organizzazioni agricole- è e può continuare a essere incredibile, ma ha bisogno di PNRR e Pac sempre più coraggiosi e innovativi. La Pac, in particolare, dovrà continuare a evolvere con l’Europa, tenendo a mente che rimane, prima di tutto, una politica economica per gli agricoltori e che, quindi, dovrà tutelare l’ambiente e premiare le pratiche virtuose del settore, ma salvaguardando sempre produttività e reddito”.

 

Cia-Agricoltori Italiani torna protagonista a Fieragricola rilanciando il suo impegno per la transizione green dal Padiglione 12 Stand C7 spazio istituzionale con Area Meeting dove terrà, in tandem con l’Area Forum del Padiglione, eventi e workshop su agroenergie e digitale. Insieme a Cia ci saranno Aiel, Associazione italiana energie agroforestali ed Esco Agroenergetica, oltre ai partner ImageLine, RuralSet e xFarm. Per parlare, invece, di carbon credit e sostenibilità, spazio dedicato con Tecno Srl. 

IL PROGRAMMA DI CIA A FIERAGRICOLA - Si comincia domani, mercoledì 2 marzo, quando il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino interverrà alle 15 in Auditorium Verdi nel panel del Convegno "I mercati agricoli nel 2022. Previsioni, attese e strategie”. Alle 16, nell’Area Forum al via anche gli eventi Cia. Il primo con Esco Agroenergetica e Aiel dal titolo “Nuovi incentivi e opportunità per le aziende agricole nell’ambito del PNRR”. Mentre dalle 14:30 si animerà l’Area Meeting di Cia con il workshop a cura di ImageLine “Agricoltura digitale: più sostenibile, più efficiente, più sicura. Esempi virtuosi da QdC - Quaderno di Campagna”.

Giovedì 3 marzo alle 11 con Esco Agroenergetica “Parchi Agrisolari: incentivi per l’installazione del fotovoltaico sui tetti delle aziende agricole”; alle 12:30 promosso da Tecno Srl l'incontro “L’azienda agricola ad impatto 0: quando la sostenibilità nasce insieme alla filiera” e alle 14:30 per iniziativa di RuralSet il workshop “La gestione digitale della stalla di bovine da latte”. 

Venerdì 4 marzo alle 11 a cura di Aiel “L’azienda agricola al centro della transizione energetica. I biocombustibili legnosi come strumento per decarbonizzare il riscaldamento in agricoltura” e alle 12:30 con Esco-Cia “PNRR: le misure a favore delle strutture agrituristiche”. 

Infine, sabato 5 marzo alle 11 l’ultimo incontro, focus su “Gestione efficiente dell’azienda agricola: digitalizzare con xFarm”. 


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1 CAA - Infobandi - 01 mar 2022

Abruzzo, aperte le domande per l’impianto di nuovi vigneti

Anche quest’anno, per il nuovo sistema di autorizzazioni per gli impianti vigneto entrato in vigore dal 01 Gennaio 2016 sarà possibile richiedere nella misura dell' 1% della superficie vitata nazionale nuove autorizzazioni all’impianto di nuovi vigneti tramite domanda sul portale SIAN.

 Sono considerate ammissibili le superfici agricole condotte e inserite nel fascicolo aziendale esclusi gli usi del suolo con vigneti o con vincoli.

Entro giugno verranno fatte le assegnazioni  delle superfici da impiantare entro i 3 anni successivi. 

La scadenza per le domande è fissata al 31 marzo 2022.


Puoi recarti presso l'ufficio CIA più vicino per informazioni e per l’inoltro della domanda.

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