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1 In Evidenza - 08 apr 2026

Maltempo, al via la conta dei danni: CIA, segnalazioni diffuse in tutta la regione, agricoltura in forte sofferenza

Dopo giorni di piogge intense e persistenti, cessate solo negli ultimi giorni, emerge un quadro estremamente critico per il comparto agricolo. Con l’apertura del nostro modulo di segnalazione stanno arrivando numerose comunicazioni da parte degli agricoltori, che raccontano una situazione diffusa di danni e forti criticità su tutto il territorio.

Le precipitazioni eccezionali, registrate dal 30 gennaio al 3 aprile 2026, hanno provocato allagamenti prolungati e terreni completamente saturi, mettendo in crisi numerosi vigneti. Le varietà precoci come Chardonnay, Pecorino, Pinot grigio e Viognier, già in fase di germogliamento, sono tra le più colpite.

Gli effetti sono evidenti e preoccupanti: ingiallimenti fogliari diffusi, germogliamento irregolare e, in molti casi, arretramento dei germogli già formati. Una situazione che lascia temere conseguenze concrete sulla produzione di uve 2026, con scenari ancora incerti nelle prossime settimane.

Ancora più allarmanti sono le segnalazioni provenienti dalle aree maggiormente colpite: crepe nei terreni, abbassamenti strutturali e vigneti completamente sradicati dalla forza dell’acqua, in particolare lungo il fiume Sangro. In alcune aziende i danni raggiungono punte fino al 60% delle coltivazioni.

Le criticità interessano in modo particolare la zona del Sangro e del Vastese, ma situazioni rilevanti si registrano anche a Loreto Aprutino, Miglianico e Ripa Teatina. Con la fine delle piogge si apre ora una fase delicatissima di monitoraggio e raccolta dati. Il quadro che emerge è già estremamente preoccupante e conferma la necessità di interventi urgenti a sostegno del comparto agricolo.

Per la segnalazione dei danni e per l’assistenza nella compilazione della modulistica ufficiale, le aziende agricole sono invitate a rivolgersi direttamente agli uffici CIA territoriali, che sono stati già attivati e stanno operando per raccogliere e gestire le segnalazioni.

Gli uffici provvederanno alla corretta compilazione dei modelli e al coordinamento delle procedure, garantendo un supporto puntuale alle imprese colpite.

“Le segnalazioni che stiamo ricevendo confermano una situazione molto seria e diffusa”, sottolinea il Presidente CIA Abruzzo, Nicola Sichetti. “Molte aziende rischiano di non riuscire a sostenere questo ulteriore shock.”

La raccolta delle segnalazioni resta attiva: si invitano tutti gli agricoltori a contattare tempestivamente gli uffici CIA di riferimento per procedere con la denuncia dei danni subiti.

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1 In Evidenza - 01 apr 2026

Gasolio agricolo: CIA Abruzzo, bene annuncio Lollobrigida. Credito d’imposta risultato di una battaglia concreta

“Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento per le dichiarazioni del ministro Francesco Lollobrigida sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che premiano una battaglia condotta con forza da Cia-Agricoltori Italiani nelle ultime settimane”.

Così il presidente nazionale Cristiano Fini, che ricorda il lungo pressing della Confederazione sul Governo, culminato negli emendamenti al Dl Bollette già a ridosso dell’inizio della crisi energetica.

“Queste agevolazioni fiscali, già applicate durante il Covid, intervengono sui costi energetici e sugli investimenti in innovazione, garantendo la sostenibilità alle imprese agricole in un contesto di crescenti sfide geopolitiche e di mercato. Confidiamo che il Governo prosegua su questa strada con interventi strutturali più ampi, trasformando il sollievo temporaneo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana, in particolare per le filiere più in crisi come quella cerealicola e zootecnica”.

A livello territoriale interviene anche il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti, “Per le aziende agricole abruzzesi il costo del gasolio rappresenta una voce determinante. Il credito d’imposta è una misura attesa e fondamentale per sostenere la liquidità delle imprese e garantire la continuità produttiva.

È però necessario continuare su questa strada con interventi strutturali, capaci di rafforzare nel tempo la competitività del settore agricolo regionale”.

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2 In Evidenza - 01 apr 2026

CIA Chieti Pescara: agricoltura a rischio collasso tra maltempo, gelate e allagamenti

È una vera e propria emergenza quella che sta colpendo in queste ore soprattutto il territorio del Chietino, duramente interessato da piogge incessanti, temperature in forte calo, gelate e nevicate nelle aree interne. L’allerta rossa diramata per il maltempo conferma la gravità di una situazione che sta mettendo in ginocchio il comparto agricolo.

Nel Chietino si registrano le criticità più rilevanti: campi completamente allagati, terreni saturi d’acqua e colture compromesse. Una condizione aggravata ulteriormente dalle grandinate dei giorni scorsi, che avevano già causato danni significativi alle produzioni.

A peggiorare il quadro anche le criticità idrogeologiche: il fiume Treste ha rotto gli argini in più punti, provocando allagamenti diffusi, mentre numerose strade risultano chiuse o impraticabili, rendendo estremamente difficoltoso l’accesso ai terreni agricoli e le attività quotidiane delle aziende.

In questo contesto, la CIA Chieti Pescara sta raccogliendo le testimonianze e le preoccupazioni degli agricoltori del territorio, che descrivono una situazione drammatica, con danni ingenti che rischiano di compromettere seriamente l’intera annata produttiva.

È inoltre attivo il link predisposto per la segnalazione dei danni: uno strumento fondamentale per raccogliere in modo puntuale le criticità segnalate dalle aziende e avviare rapidamente la conta dei danni su tutto il territorio.

In questi giorni CIA Chieti Pescara ha incontrato i Prefetti di Chieti e Pescara, ai quali sono state rappresentate tutte le criticità in atto nel comparto agricolo. L’organizzazione provvederà inoltre a scrivere agli enti preposti per sollecitare interventi urgenti e straordinari a sostegno delle imprese colpite.




Tra le colture più colpite nel Chietino si segnalano vigneti, frutteti, in particolare pesco, albicocco e ciliegio, oltre a ortaggi primaverili e cereali. I campi allagati, uniti alle basse temperature e alle gelate, stanno mettendo a rischio sia le produzioni sia la sopravvivenza stessa delle piante.

“Il Chietino è oggi uno dei territori più colpiti”, sottolinea il presidente CIA Chieti Pescara, Domenico Bomba, “I campi allagati porteranno inevitabilmente a una forte riduzione, se non alla perdita, delle produzioni di quest’anno. Non è pensabile affrontare emergenze di questa portata facendo affidamento solo sugli strumenti assicurativi: qui è a rischio la sopravvivenza stessa di molte aziende agricole.”

Gli eventi estremi che si stanno susseguendo”, prosegue Bomba, “tra grandinate, gelate, nevicate nelle zone interne e ora allagamenti diffusi, stanno creando una pressione insostenibile sulle imprese. In queste condizioni, molte aziende rischiano concretamente di chiudere. È necessario avviare immediatamente la conta dei danni e attivare misure straordinarie e urgenti di sostegno.”

Il susseguirsi di eventi climatici estremi evidenzia una situazione sempre più critica per l’agricoltura abruzzese, con il Chietino in prima linea nell’affrontare questa emergenza.

“Continueremo a monitorare l’evolversi della situazione e a raccogliere le segnalazioni dal territorio, ribadendo con forza la necessità di interventi immediati per sostenere le imprese agricole e garantire la continuità produttiva”, conclude Bomba.


Link modulo segnalazione danni: https://docs.zoom.us/form/jhDTYndoRmKpuPThwm4MVQ/0caa8713ccc84c5d980c032c5b8bd2a6

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1 In Evidenza - 26 mar 2026

IX Assemblea CIA Abruzzo, Nicola Sichetti rieletto presidente: focus su crisi e futuro dell’agricoltura

Si è svolta oggi, presso Villa Maria Hotel di Francavilla al Mare, la IX Assemblea Elettiva Regionale di CIA Agricoltori Italiani Abruzzo, un appuntamento centrale per il mondo agricolo regionale che ha visto una partecipazione ampia e qualificata di delegati, istituzioni e rappresentanti del settore. A moderare i lavori il direttore regionale Mariano Nozzi.

Nel corso dell’assemblea, Nicola Sichetti è stato rieletto Presidente per il prossimo mandato, a conferma del lavoro svolto e della fiducia dell’organizzazione nei suoi confronti.

L’assemblea ha rappresentato un momento di confronto concreto sulle principali sfide che interessano l’agricoltura abruzzese, in un contesto segnato da profondi cambiamenti economici, climatici e geopolitici. Al centro del dibattito temi cruciali come l’aumento dei costi di produzione, il caro energia, la gestione delle risorse idriche, il futuro della Politica Agricola Comune e le criticità legate alla manodopera e alla competitività delle imprese.

Al centro della relazione del Presidente Sichetti, è emersa con forza la necessità di costruire il futuro del settore partendo dalle sue radici, valorizzando il ruolo degli agricoltori come presidio economico, sociale e ambientale del territorio.

“L’agricoltura abruzzese attraversa una fase complessa ma ricca di potenzialità”, ha dichiarato Sichetti. “I numeri ci parlano di difficoltà reali, a partire dalla perdita di un terzo delle aziende negli ultimi anni, ma anche di un sistema che resiste e continua a 


rappresentare un punto di riferimento per le comunità. Oggi più che mai è necessario garantire reddito e dignità agli agricoltori, affrontando con decisione le emergenze legate ai costi di produzione, alla gestione dell’acqua e alla fauna selvatica. Serve meno burocrazia e più strumenti concreti, insieme a un rapporto nuovo e più efficace tra istituzioni e mondo agricolo”.

Sichetti ha inoltre sottolineato l’urgenza di rafforzare il ricambio generazionale, sostenere l’innovazione e accompagnare le imprese nella transizione digitale, senza perdere di vista il valore delle aree interne e della multifunzionalità, sempre più centrali per lo sviluppo del territorio.

Presenti il direttore nazionale Maurizio Scaccia, i presidenti provinciali Domenico Bomba per CIA Chieti-Pescara e Anna Maria di Furia per CIA L’Aquila-Teramo. 

All’assemblea sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni regionali e locali. In particolare, l’assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, ha sottolineato l’importanza del dialogo con le organizzazioni agricole e il ruolo strategico del comparto per lo sviluppo del territorio, “Ringrazio per questi anni di collaborazione vera in un momento in cui tra alti e bassi l’agricoltura ha acquisito centralità maggiore rispetto al passato, subisce più di altri settori”, ha dichiarato Imprudente, “In questa situazione complicata cerchiamo di creare sinergia e avere sempre più consapevolezza della centralità del ruolo agricoltura”.

Ampio anche il contributo dei delegati, che hanno portato all’attenzione criticità ed esigenze delle diverse realtà produttive regionali.

A chiudere i lavori è stato il Presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che ha ribadito il ruolo strategico del settore agricolo nel contesto nazionale ed europeo.

L’agricoltura italiana è chiamata a svolgere un ruolo sempre più decisivo per garantire sicurezza alimentare, sostenibilità e coesione sociale”, ha dichiarato Fini. “In uno scenario internazionale complesso è fondamentale difendere una Politica Agricola Comune forte e adeguatamente finanziata, capace di sostenere il reddito degli agricoltori e accompagnare le imprese nelle sfide della transizione ecologica e digitale. La CIA continuerà a essere al fianco degli agricoltori, per rafforzarne la competitività e valorizzarne il lavoro”.

La IX Assemblea Elettiva Regionale si conferma così un momento chiave di partecipazione e indirizzo strategico, rilanciando l’impegno della CIA Abruzzo nel rappresentare e sostenere le imprese agricole e promuovere un modello di sviluppo più sostenibile, innovativo e attento alle esigenze dei territori.

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1 In Evidenza - 21 mar 2026

Ue: Cia, urgenti misure ad hoc contro caro gasolio ed energia. Fare di più per agricoltura


A conti fatti nelle ultime operazioni del Governo per calmierare i prezzi del carburante, non c’è alcuna agevolazione di peso per l’agricoltura, se non una riduzione minima pari a 4 centesimi, già oggi del tutto erosi dai rincari sul gasolio al distributore. È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. A dirlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.

“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Carburanti: Cia, serve credito d’imposta per gasolio agricolo


Pur apprezzando l’intervento del Governo sulla temporanea riduzione delle accise per i carburanti, il settore primario resta fuori da interventi esclusivi e dedicati, come invece accaduto per l’autotrasporto e la pesca. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il Decreto Carburanti, approvato ieri dal Cdm e oggi in Gazzetta Ufficiale, e spiega: “L’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. Chiediamo con urgenza il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi e una strategia più strutturata e di lungo periodo a partire dal Consiglio Ue in corso a Bruxelles”.

“Ribadiamo dunque -spiega Fini- l’appello già formalizzato da Cia in occasione della conversione in legge del Dl Bollette, poche ore dopo lo scoppio della guerra in Iran, con un emendamento ad hoc sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che risulta depositato in Commissione bilancio alla Camera e che sarà in discussione nei prossimi giorni”.

Il contesto, sottolinea Cia, non è assolutamente favorevole a un settore già in sofferenza per costanti ripercussioni climatiche e mancato riconoscimento del valore lungo la filiera, solo per citarne alcune. Le tensioni in Medio Oriente, il conseguente caro energia e gasolio, ma anche i prezzi alle stelle di fertilizzanti e urea, sempre più irreperibili, stanno mettendo a rischio la continuità aziendale che -ricorda Cia- è elemento strategico di presidio e tenuta ambientale, sociale ed economica di interi territori del Paese, a partire dalle aree rurali e più svantaggiate.

“Per tutto questo -conclude Fini- abbiamo aspettative importanti anche da parte del Consiglio europeo perché si agisca in modo collettivo, accelerando anche sulla questione fertilizzanti, eventuali deroghe al CBAM e misure straordinarie a sostegno del reddito degli agricoltori”.

VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO - I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto, certificano la vulnerabilità dell'agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo "energia motrice" a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l'acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 09 mar 2022

Ucraina: Cia, partono i pacchi alimentari degli agricoltori per emergenza profughi

Non si ferma la macchina della solidarietà di Cia-Agricoltori Italiani a sostegno della popolazione ucraina. Mentre gli agriturismi associati si preparano ad accogliere i profughi in arrivo in Italia, mettendo a disposizione camere e locali su tutto il territorio nazionale, è partita anche la raccolta di beni umanitari. Il primo furgone carico di pacchi alimentari è arrivato oggi alla Basilica Minore di Santa Sofia a Roma, uno dei principali centri di preghiera per il popolo ucraino e attualmente centro di raccolta e di smistamento degli aiuti per le zone al centro del conflitto e alle frontiere.

            Sono tutti prodotti d’eccellenza Made in Italy, dalla pasta all’olio extravergine d’oliva, dai legumi alle conserve, dalla farina ai salumi sottovuoto, non deperibili, provenienti dalle imprese agricole del marketplace di Cia “Dal Campo alla Tavola” e dalle aziende che fanno agricoltura sociale con ASeS-Agricoltori Solidarietà e Sviluppo, l’Ong promossa dalla Confederazione.

            “Nei prossimi giorni continueremo la raccolta di cibo per organizzare al più presto altri furgoni di aiuti di prima necessità diretti in Ucraina -spiega il presidente di Cia, Dino Scanavino- segno dell’impegno di solidarietà degli agricoltori italiani di fronte a questa terribile emergenza umanitaria”. Contestualmente, aggiunge, “siamo pronti all’ospitalità nelle strutture agrituristiche, grazie alle nostre associazioni Turismo Verde e ASeS che hanno già avviato la macchina dell’accoglienza insieme alla Caritas Italiana. Ci sono 2 milioni di profughi ucraini e, secondo la quota fissata dal Bilancio Ue, il 13% arriverà nel nostro Paese. Siamo pronti a fare la nostra parte, in uno sforzo collettivo di mobilitazione, per soccorrere e sostenere la popolazione in fuga da un conflitto senza precedenti”.

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1 In Evidenza - 08 mar 2022

8 marzo: Anp-Cia, con guerra ancora più forte l’impegno delle donne nel volontariato

Proprio in questi giorni, nella gara di solidarietà e di accoglienza verso la popolazione ucraina, il protagonismo delle donne nelle associazioni, come anche in Anp-Cia, rappresenta un valore aggiunto per ogni azione di supporto, conforto e aiuto concreto a chi ha bisogno.

Così l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, in occasione della Giornata internazionale della donna, spiegando che in questo 8 marzo va sottolineato lo straordinario impegno femminile nel volontariato, un fenomeno in crescita che coinvolge il 9% degli italiani, per un totale di quasi 6 milioni di persone, tra cui sempre più numerose sono le donne e moltissime le donne pensionate.

“Continuiamo a raccordarci con le istituzioni e le associazioni locali per aiutare la popolazione colpita dalla guerra, che si tratti della raccolta di beni alimentari o di altri generi di prima necessità -spiega Giovanna Gazzetta, vicepresidente nazionale di Anp-. Un po’ come ci insegna l’esperienza delle famiglie contadine del passato dove le donne, con forza, intelligenza e tenacia, reggevano le sorti domestiche e assicuravano benessere alle comunità”.

“Con coraggio e perseveranza -aggiunge Anna Graglia, anche lei vicepresidente di Anp- bisogna agire per il futuro e mobilitare tutte le energie per fermare la guerra e traguardare una convivenza pacifica, intanto concentrando l’impegno sull’accoglienza e sugli aiuti umanitari, senza dimenticare la ricerca scientifica che ci ha già permesso di superare i momenti più difficili della pandemia”.

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1 In Evidenza - 07 mar 2022

Ucraina: Cia, su prezzo pane non pesa grano ma costi energetici industria e speculazioni

A pesare sugli attuali rincari non è il rialzo del prezzo del grano tenero, che incide tradizionalmente pochissimo (8,5%) sul costo scaffale di pane, prodotti da forno e da pasticceria. Secondo Cia-Agricoltori Italiani, sono i maggiori costi di elettricità, gas, carburante per la logistica, imballaggi a impattare sull’industria della panificazione e sulla distribuzione, che non devono -però- scaricare sui cittadini gli aumenti, ma ripartirli equamente su tutta la filiera. Cia ricorda, inoltre, che il prezzo del frumento tenero è aumentato già da molti mesi, ben prima del conflitto in Ucraina. Tuttavia, non ci sono speculazioni dalla parte agricola, che non si è arricchita per questi rialzi e ha venduto il grano ai commercianti in estate a 22 euro, mentre ora il prezzo è di 34 al quintale. Cia non vuole lanciare allarmismi sul tema del sovranismo alimentare: non abbiamo, infatti, pericolo di restare senza pane, né ci sono colli di bottiglia nell’approvvigionamento di grano tenero dall’estero. A preoccupare, invece, la situazione dei fertilizzanti e l'esorbitante aumento dei prezzi del gas naturale che ne è l'ingrediente principale. Proprio ora che siamo nel periodo dei trattamenti nei campi, c’è rischio di una riduzione del loro utilizzo, che impatterà sulla qualità del raccolto.

A pesare, dunque, non la congiuntura bellica, ma fattori di natura strutturale e speculativa. La forte pressione internazionale sui cereali ha a che fare soprattutto con l’incertezza legata al lungo periodo pandemico e all'andamento negativo dei raccolti a livello mondiale, dovuto a siccità e climate change. Nel caso dell’Italia, le importazioni di grano tenero da Russia e Ucraina sono assolutamente marginali (5%) e sostituibili con fonti di approvvigionamento alternative, senza particolari ripercussioni sulla nostra industria alimentare, che deve far fronte ai ben più gravi problemi dell’esplosione dei costi energetici e logistici. Si rileva, inoltre, che l’import da Russia e Ucraina riguarda tipologie di frumento tenero ad alto contenuto proteico, per prodotti di lunga lievitazione destinate alla biscotteria, non certo alla panificazione, sulla quale si concentra in questi giorni l’allarme di molti.

In merito alla questione del sovranismo alimentare, per Cia il tema non è il deficit dell'import da compensare con la produzione nazionale (attualmente viene coperto il 35% del nostro fabbisogno di grano tenero), semmai di gestire in modo più efficiente la filiera internazionale. La preoccupazione di Cia riguardo alla congiuntura bellica risiede, invece, sui rincari eccezionali dei fertilizzanti a base azotata di provenienza russa (nitrato d’ammonio e urea), che hanno fatto registrare aumenti del +380% sul livello dell'ultimo trimestre del 2020. Questo è allarmante per tutta l’agricoltura italiana, non solo per il settore cerealicolo. Su quel versante, poi, la preoccupazione maggiore non è sul frumento tenero, ma soprattutto sul grano duro -ingrediente principale per la produzione della pasta- poiché i nostri coltivatori hanno bisogno di fertilizzanti per ottenere l’elevato contenuto proteico richiesto dall’industria pastaria, fiore all’occhiello del Made in Italy.

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1 In Evidenza - 06 mar 2022

Nicola Sichetti eletto nuovo presidente Cia Abruzzo

Nicola Sichetti è il nuovo presidente di Cia Agricoltori-Italiani Abruzzo. Eletto nel corso dell’VIII Assemblea Elettiva regionale ieri a Pescara, succede a Mauro Di Zio, che ha guidato la Confederazione negli ultimi otto anni. I lavori di apertura, condotti dal direttore regionale, Mariano Nozzi,  iniziano con un netto “no alla guerra” di Cia che sottolinea essere al fianco della popolazione ucraina condannando ogni azione di tipo bellico e lanciando una campagna di raccolta fondi.

Dopo undici anni di presidenza della Cia di Chieti prima e Chieti-Pescara poi, Sichetti passa ora al regionale, “In questi anni ho sempre cercato di svolgere il mio ruolo con spirito di servizio con una visione di sistema”, afferma, “Il rapporto continuo con gli associati e il funzionamento e la valorizzazione degli organismi sono stati alla base della mia azione. I rapporti interni al sistema sono stati caratterizzati dal confronto nel rispetto dei ruoli”, continua il neo presidente, “Nei prossimi quattro anni il programma di governo di Cia Abruzzo ritengo debba svilupparsi su quattro direttrici: economia, sociale, associativa e gestionale”.

Presente all’assemblea anche l’Assessore all’agricoltura regionale, Emanuele Imprudente, che ha ricordato la difficoltà e la delicatezza del momento che stiamo vivendo, caratterizzato da aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, debito pubblico alle stelle, instabilità geopolitiche che impattano irrimediabilmente anche sul settore primario.

Il presidente uscente Mauro Di Zio ha sottolineato l’importanza di rendere migliore l’agricoltura e quanto il gruppo dirigente abruzzese rappresenti un punto di riferimento importante nel panorama nazionale, “Lascio oggi questo incarico con grande serenità e con una convinzione: quella che i rinnovati organismi dirigenti, in cui continuità e rinnovamento sono giustamente dosati, hanno un alto livello di consapevolezza di quanto utile una organizzazione come la nostra sia per il mondo agricolo e per la società intera”. 

Presenti all’assemblea molti esponenti degli enti e delle organizzazioni del territorio a testimoniare la rete che negli anni è stata intessuta attorno al comparto agricolo. 

Fanno parte del nuovo comitato esecutivo: Domenico Bomba, Roberto Battaglia, Enrico Calentini, Antonella Vicoli e Giuseppe De Blasis. 


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1 In Evidenza - 03 mar 2022

Caro energia: Cia a Patuanelli, tutelare settore florovivaistico. Italia seconda in Ue

Il caro energia pesa anche sul florovivaismo italiano e sulla produttività delle 24 mila aziende del settore già piegate dalla pandemia e ora preoccupate anche per l’impatto della guerra in Ucraina su aumento dei prezzi e costi di produzione, sulla tenuta degli scambi internazionali con l’export floricolo Made in Italy a +33%, record storico nel primo trimestre 2021 (903 milioni di euro in un anno). L’Italia faccia fronte all’emergenza umanitaria, ma non si perda di vista la funzionalità del suo sistema che deve molto ad agricoltura e florovivaismo. A dirlo Cia-Agricoltori Italiani con l’Associazione Florovivaisti Italiani che oggi, nella sede romana dell’organizzazione, hanno incontrato il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli per un incontro di ricognizione sui punti irrisolti del settore, ma strategici per il suo sviluppo.

I PUNTI DEL SETTORE - Completare l’iter parlamentare del Ddl sul florovivaismo bloccato al Senato; investire nelle strutture di protezione; sostenere la promozione del comparto sui mercati Ue e internazionali, oltre a creare un ufficio dedicato al Florovivaismo all’interno del Mipaaf, le quattro macro azioni nuovamente condivise da Cia e Florovivaisti Italiani con il ministro, ricordando che il settore in Italia, senza aiuti specifici, rappresenta il 5% del Pil agricolo nazionale con fatturato pari 2,8 miliardi con l’indotto a monte e a valle del settore che impiega più di 100 mila lavoratori specializzati.

Al settore -sollecitano Cia e Florovivaisti italiani- serve una chiara definizione e tutti gli strumenti già individuati negli articoli del disegno di legge sul flovovivaismo per un armonico sviluppo del comparto che rappresenta il punto di partenza della filiera produttiva, contribuendo alla sua qualità e, più in generale, alla tutela del patrimonio agricolo. Inoltre, contro costi dell’energia e delle materie prime alle stelle, uniti agli effetti dei cambiamenti climatici, c’è la richiesta di rilanciare anche per il florovivaismo l’urgenza di investimenti per serre sempre più innovative e sostenibili sulla scia dell’impegno del PNRR per i “Parchi agrisolari”. Sono interventi che possono incidere positivamente anche sulla competitività del settore nell’ottica di restare il secondo Paese esportatore in Europa, ma difficile da garantire senza un’adeguata campagna di promozione e il sostegno mirato delle istituzioni. A tal riguardo, torna il pressing di Cia e Florovivaisti italiani affinché il Mipaaf si doti di un ufficio dedicato al Florovivaismo che possa supportare il tavolo di settore e consentire un lavoro sinergico tra le diverse realtà produttive coinvolte, così come accade per altri comparti dalla zootecnia all’ortofrutta.

Tante, infatti, le voci del comparto florovivaistico, da quella del mondo viticolo a quella dell’ornamentale, delle piante certificate, in vaso, del fiore reciso, verde, frutticoltura e canapa. Campi produttivi specifici, ma con le stesse priorità portate all’attenzione del ministro. Chiedono ancora una volta meno burocrazia che ingabbia la produzione e incide sulla tenuta delle imprese, maggior dialogo, linee guide unitarie e formazione sulle normative fitosanitarie, il criterio della reciprocità per non importare dall’estero anche malattie, la tutela del settore dalla concorrenza sleale e dalla pressione del caro energia. La transizione verde è possibile, ma il settore ha bisogno di strumenti adeguati e condizioni eque, a livello Ue e internazionale, per perseguirla.

GLI INTERVENTI DEI PRESIDENTI - “Il Paese non può fermarsi -sono intervenuti i presidenti di Cia, Dino Scanavino e Florovivaisti Italiani, Aldo Alberto-. Bisogna ripristinare la funzionalità del sistema al di là della guerra e affrontare il tema drammatico della fornitura di gasolio e degli aumenti sui costi delle materie prime. Dialogare con continuità insieme al ministro -hanno concluso Scanavino e Alberto- è fondamentale per non perdere di vista le priorità, arginare le emergenze e progettare insieme, guardando al PNRR e alla Pac, lo sviluppo di un comparto chiave per il Made in Italy, come sta dimostrando di essere il florovivaismo”.

LE DICHIARAZIONI DEL MINISTRO STEFANO PATUANELLI - “Per sostenere gli extra costi di produzione abbiamo stanziato da fine 2021 a oggi circa 10 miliardi di euro, necessari a ridurre il peso delle bollette per imprese e famiglie - è intervenuto il ministro Patuanelli. Credo sia opportuno, alla luce di quanto sta accadendo sullo scenario internazionale, procedere a uno scostamento di bilancio. Tuttavia, il problema è europeo, per questo anche ieri, nel corso del Consiglio straordinario Agrifish, ho proposto l’adozione di un Energy Recovery Fund, debito comune per far fronte a una situazione inedita di aumento dei prezzi. Nel breve non illudiamoci che rispetto ai costi di produzione ci sia la capacità di annullare completamente l’effetto degli aumenti. Ci sono dinamiche difficili da gestire come quelle speculative, ma stiamo lavorando per garantire il reddito delle imprese, il loro accesso al credito, la transizione verde e la tutela del Made in Italy”.

“Quanto al ddl sul florovivaismo -ha concluso Patuanelli entrando nel merito del settore- non c’è una volontà di ritardare l’iter al Senato, quanto un Parlamento bloccato per motivi evidenti a tutti. Inoltre, quella del disegno di legge per il settore è un’esigenza sentita e condivisa da più fronti di Camera e Senato. Ciò, garantisco, agevola lo studio fattivo per la risoluzione”.  

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1 In Evidenza - 03 mar 2022

Biologico: Cia, storico sì del Parlamento al Ddl. Governo armonizzi testo su biodinamico

Soddisfazione per la tanto attesa approvazione della legge nazionale sul biologico. L’Italia può dirsi più vicina a un ruolo da protagonista nel settore su scala globale, forte di una leadership ampiamente riconosciuta a livello Ue e internazionale, in termini di produzione, superfici, consumi e valore dell’export. “Chiediamo ora -dichiara il presidente Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- l’impegno a rimuovere gli ultimi due richiami al biodinamico ancora presenti, per armonizzare il testo di legge con l’Odg accolto ieri dal Governo”. Cia ricorda che ha ritenuto di non aderire all’iniziativa legislativa di equiparazione con il metodo biologico in mancanza di normative valide a livello europeo sul biodinamico, che avrebbero creato impedimenti burocratici e aperto la strada a prevedibili contenziosi.

“La legge nazionale sul biologico, attesa da 12 anni, rappresenta il pilastro necessario alla costruzione del futuro agricolo del Paese, come chiede l’Europa con il Green Deal, che vede proprio nel biologico uno dei driver principali per la transizione del sistema agroalimentare verso la sostenibilità”, ha dichiarato Scanavino. Già oggi l’Italia è leader del settore in Ue con 80.000 operatori e oltre 2 milioni di ettari coltivati. Il carrello della spesa bio degli italiani ha superato nel 2021 i 4,5 miliardi e il biologico vale il 6% delle esportazioni agroalimentari tricolori, regalando al Paese il secondo posto nella classifica mondiale dell’export di prodotti bio, subito dopo gli Stati Uniti.

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