News in evidenza

1 In Evidenza - 08 apr 2026

Maltempo, al via la conta dei danni: CIA, segnalazioni diffuse in tutta la regione, agricoltura in forte sofferenza

Dopo giorni di piogge intense e persistenti, cessate solo negli ultimi giorni, emerge un quadro estremamente critico per il comparto agricolo. Con l’apertura del nostro modulo di segnalazione stanno arrivando numerose comunicazioni da parte degli agricoltori, che raccontano una situazione diffusa di danni e forti criticità su tutto il territorio.

Le precipitazioni eccezionali, registrate dal 30 gennaio al 3 aprile 2026, hanno provocato allagamenti prolungati e terreni completamente saturi, mettendo in crisi numerosi vigneti. Le varietà precoci come Chardonnay, Pecorino, Pinot grigio e Viognier, già in fase di germogliamento, sono tra le più colpite.

Gli effetti sono evidenti e preoccupanti: ingiallimenti fogliari diffusi, germogliamento irregolare e, in molti casi, arretramento dei germogli già formati. Una situazione che lascia temere conseguenze concrete sulla produzione di uve 2026, con scenari ancora incerti nelle prossime settimane.

Ancora più allarmanti sono le segnalazioni provenienti dalle aree maggiormente colpite: crepe nei terreni, abbassamenti strutturali e vigneti completamente sradicati dalla forza dell’acqua, in particolare lungo il fiume Sangro. In alcune aziende i danni raggiungono punte fino al 60% delle coltivazioni.

Le criticità interessano in modo particolare la zona del Sangro e del Vastese, ma situazioni rilevanti si registrano anche a Loreto Aprutino, Miglianico e Ripa Teatina. Con la fine delle piogge si apre ora una fase delicatissima di monitoraggio e raccolta dati. Il quadro che emerge è già estremamente preoccupante e conferma la necessità di interventi urgenti a sostegno del comparto agricolo.

Per la segnalazione dei danni e per l’assistenza nella compilazione della modulistica ufficiale, le aziende agricole sono invitate a rivolgersi direttamente agli uffici CIA territoriali, che sono stati già attivati e stanno operando per raccogliere e gestire le segnalazioni.

Gli uffici provvederanno alla corretta compilazione dei modelli e al coordinamento delle procedure, garantendo un supporto puntuale alle imprese colpite.

“Le segnalazioni che stiamo ricevendo confermano una situazione molto seria e diffusa”, sottolinea il Presidente CIA Abruzzo, Nicola Sichetti. “Molte aziende rischiano di non riuscire a sostenere questo ulteriore shock.”

La raccolta delle segnalazioni resta attiva: si invitano tutti gli agricoltori a contattare tempestivamente gli uffici CIA di riferimento per procedere con la denuncia dei danni subiti.

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 01 apr 2026

Gasolio agricolo: CIA Abruzzo, bene annuncio Lollobrigida. Credito d’imposta risultato di una battaglia concreta

“Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento per le dichiarazioni del ministro Francesco Lollobrigida sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che premiano una battaglia condotta con forza da Cia-Agricoltori Italiani nelle ultime settimane”.

Così il presidente nazionale Cristiano Fini, che ricorda il lungo pressing della Confederazione sul Governo, culminato negli emendamenti al Dl Bollette già a ridosso dell’inizio della crisi energetica.

“Queste agevolazioni fiscali, già applicate durante il Covid, intervengono sui costi energetici e sugli investimenti in innovazione, garantendo la sostenibilità alle imprese agricole in un contesto di crescenti sfide geopolitiche e di mercato. Confidiamo che il Governo prosegua su questa strada con interventi strutturali più ampi, trasformando il sollievo temporaneo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana, in particolare per le filiere più in crisi come quella cerealicola e zootecnica”.

A livello territoriale interviene anche il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti, “Per le aziende agricole abruzzesi il costo del gasolio rappresenta una voce determinante. Il credito d’imposta è una misura attesa e fondamentale per sostenere la liquidità delle imprese e garantire la continuità produttiva.

È però necessario continuare su questa strada con interventi strutturali, capaci di rafforzare nel tempo la competitività del settore agricolo regionale”.

Visualizza Allegato

2 In Evidenza - 01 apr 2026

CIA Chieti Pescara: agricoltura a rischio collasso tra maltempo, gelate e allagamenti

È una vera e propria emergenza quella che sta colpendo in queste ore soprattutto il territorio del Chietino, duramente interessato da piogge incessanti, temperature in forte calo, gelate e nevicate nelle aree interne. L’allerta rossa diramata per il maltempo conferma la gravità di una situazione che sta mettendo in ginocchio il comparto agricolo.

Nel Chietino si registrano le criticità più rilevanti: campi completamente allagati, terreni saturi d’acqua e colture compromesse. Una condizione aggravata ulteriormente dalle grandinate dei giorni scorsi, che avevano già causato danni significativi alle produzioni.

A peggiorare il quadro anche le criticità idrogeologiche: il fiume Treste ha rotto gli argini in più punti, provocando allagamenti diffusi, mentre numerose strade risultano chiuse o impraticabili, rendendo estremamente difficoltoso l’accesso ai terreni agricoli e le attività quotidiane delle aziende.

In questo contesto, la CIA Chieti Pescara sta raccogliendo le testimonianze e le preoccupazioni degli agricoltori del territorio, che descrivono una situazione drammatica, con danni ingenti che rischiano di compromettere seriamente l’intera annata produttiva.

È inoltre attivo il link predisposto per la segnalazione dei danni: uno strumento fondamentale per raccogliere in modo puntuale le criticità segnalate dalle aziende e avviare rapidamente la conta dei danni su tutto il territorio.

In questi giorni CIA Chieti Pescara ha incontrato i Prefetti di Chieti e Pescara, ai quali sono state rappresentate tutte le criticità in atto nel comparto agricolo. L’organizzazione provvederà inoltre a scrivere agli enti preposti per sollecitare interventi urgenti e straordinari a sostegno delle imprese colpite.




Tra le colture più colpite nel Chietino si segnalano vigneti, frutteti, in particolare pesco, albicocco e ciliegio, oltre a ortaggi primaverili e cereali. I campi allagati, uniti alle basse temperature e alle gelate, stanno mettendo a rischio sia le produzioni sia la sopravvivenza stessa delle piante.

“Il Chietino è oggi uno dei territori più colpiti”, sottolinea il presidente CIA Chieti Pescara, Domenico Bomba, “I campi allagati porteranno inevitabilmente a una forte riduzione, se non alla perdita, delle produzioni di quest’anno. Non è pensabile affrontare emergenze di questa portata facendo affidamento solo sugli strumenti assicurativi: qui è a rischio la sopravvivenza stessa di molte aziende agricole.”

Gli eventi estremi che si stanno susseguendo”, prosegue Bomba, “tra grandinate, gelate, nevicate nelle zone interne e ora allagamenti diffusi, stanno creando una pressione insostenibile sulle imprese. In queste condizioni, molte aziende rischiano concretamente di chiudere. È necessario avviare immediatamente la conta dei danni e attivare misure straordinarie e urgenti di sostegno.”

Il susseguirsi di eventi climatici estremi evidenzia una situazione sempre più critica per l’agricoltura abruzzese, con il Chietino in prima linea nell’affrontare questa emergenza.

“Continueremo a monitorare l’evolversi della situazione e a raccogliere le segnalazioni dal territorio, ribadendo con forza la necessità di interventi immediati per sostenere le imprese agricole e garantire la continuità produttiva”, conclude Bomba.


Link modulo segnalazione danni: https://docs.zoom.us/form/jhDTYndoRmKpuPThwm4MVQ/0caa8713ccc84c5d980c032c5b8bd2a6

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 26 mar 2026

IX Assemblea CIA Abruzzo, Nicola Sichetti rieletto presidente: focus su crisi e futuro dell’agricoltura

Si è svolta oggi, presso Villa Maria Hotel di Francavilla al Mare, la IX Assemblea Elettiva Regionale di CIA Agricoltori Italiani Abruzzo, un appuntamento centrale per il mondo agricolo regionale che ha visto una partecipazione ampia e qualificata di delegati, istituzioni e rappresentanti del settore. A moderare i lavori il direttore regionale Mariano Nozzi.

Nel corso dell’assemblea, Nicola Sichetti è stato rieletto Presidente per il prossimo mandato, a conferma del lavoro svolto e della fiducia dell’organizzazione nei suoi confronti.

L’assemblea ha rappresentato un momento di confronto concreto sulle principali sfide che interessano l’agricoltura abruzzese, in un contesto segnato da profondi cambiamenti economici, climatici e geopolitici. Al centro del dibattito temi cruciali come l’aumento dei costi di produzione, il caro energia, la gestione delle risorse idriche, il futuro della Politica Agricola Comune e le criticità legate alla manodopera e alla competitività delle imprese.

Al centro della relazione del Presidente Sichetti, è emersa con forza la necessità di costruire il futuro del settore partendo dalle sue radici, valorizzando il ruolo degli agricoltori come presidio economico, sociale e ambientale del territorio.

“L’agricoltura abruzzese attraversa una fase complessa ma ricca di potenzialità”, ha dichiarato Sichetti. “I numeri ci parlano di difficoltà reali, a partire dalla perdita di un terzo delle aziende negli ultimi anni, ma anche di un sistema che resiste e continua a 


rappresentare un punto di riferimento per le comunità. Oggi più che mai è necessario garantire reddito e dignità agli agricoltori, affrontando con decisione le emergenze legate ai costi di produzione, alla gestione dell’acqua e alla fauna selvatica. Serve meno burocrazia e più strumenti concreti, insieme a un rapporto nuovo e più efficace tra istituzioni e mondo agricolo”.

Sichetti ha inoltre sottolineato l’urgenza di rafforzare il ricambio generazionale, sostenere l’innovazione e accompagnare le imprese nella transizione digitale, senza perdere di vista il valore delle aree interne e della multifunzionalità, sempre più centrali per lo sviluppo del territorio.

Presenti il direttore nazionale Maurizio Scaccia, i presidenti provinciali Domenico Bomba per CIA Chieti-Pescara e Anna Maria di Furia per CIA L’Aquila-Teramo. 

All’assemblea sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni regionali e locali. In particolare, l’assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, ha sottolineato l’importanza del dialogo con le organizzazioni agricole e il ruolo strategico del comparto per lo sviluppo del territorio, “Ringrazio per questi anni di collaborazione vera in un momento in cui tra alti e bassi l’agricoltura ha acquisito centralità maggiore rispetto al passato, subisce più di altri settori”, ha dichiarato Imprudente, “In questa situazione complicata cerchiamo di creare sinergia e avere sempre più consapevolezza della centralità del ruolo agricoltura”.

Ampio anche il contributo dei delegati, che hanno portato all’attenzione criticità ed esigenze delle diverse realtà produttive regionali.

A chiudere i lavori è stato il Presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che ha ribadito il ruolo strategico del settore agricolo nel contesto nazionale ed europeo.

L’agricoltura italiana è chiamata a svolgere un ruolo sempre più decisivo per garantire sicurezza alimentare, sostenibilità e coesione sociale”, ha dichiarato Fini. “In uno scenario internazionale complesso è fondamentale difendere una Politica Agricola Comune forte e adeguatamente finanziata, capace di sostenere il reddito degli agricoltori e accompagnare le imprese nelle sfide della transizione ecologica e digitale. La CIA continuerà a essere al fianco degli agricoltori, per rafforzarne la competitività e valorizzarne il lavoro”.

La IX Assemblea Elettiva Regionale si conferma così un momento chiave di partecipazione e indirizzo strategico, rilanciando l’impegno della CIA Abruzzo nel rappresentare e sostenere le imprese agricole e promuovere un modello di sviluppo più sostenibile, innovativo e attento alle esigenze dei territori.

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 21 mar 2026

Ue: Cia, urgenti misure ad hoc contro caro gasolio ed energia. Fare di più per agricoltura


A conti fatti nelle ultime operazioni del Governo per calmierare i prezzi del carburante, non c’è alcuna agevolazione di peso per l’agricoltura, se non una riduzione minima pari a 4 centesimi, già oggi del tutto erosi dai rincari sul gasolio al distributore. È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. A dirlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.

“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.

Visualizza Allegato

1 In Evidenza - 19 mar 2026

Carburanti: Cia, serve credito d’imposta per gasolio agricolo


Pur apprezzando l’intervento del Governo sulla temporanea riduzione delle accise per i carburanti, il settore primario resta fuori da interventi esclusivi e dedicati, come invece accaduto per l’autotrasporto e la pesca. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il Decreto Carburanti, approvato ieri dal Cdm e oggi in Gazzetta Ufficiale, e spiega: “L’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. Chiediamo con urgenza il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi e una strategia più strutturata e di lungo periodo a partire dal Consiglio Ue in corso a Bruxelles”.

“Ribadiamo dunque -spiega Fini- l’appello già formalizzato da Cia in occasione della conversione in legge del Dl Bollette, poche ore dopo lo scoppio della guerra in Iran, con un emendamento ad hoc sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che risulta depositato in Commissione bilancio alla Camera e che sarà in discussione nei prossimi giorni”.

Il contesto, sottolinea Cia, non è assolutamente favorevole a un settore già in sofferenza per costanti ripercussioni climatiche e mancato riconoscimento del valore lungo la filiera, solo per citarne alcune. Le tensioni in Medio Oriente, il conseguente caro energia e gasolio, ma anche i prezzi alle stelle di fertilizzanti e urea, sempre più irreperibili, stanno mettendo a rischio la continuità aziendale che -ricorda Cia- è elemento strategico di presidio e tenuta ambientale, sociale ed economica di interi territori del Paese, a partire dalle aree rurali e più svantaggiate.

“Per tutto questo -conclude Fini- abbiamo aspettative importanti anche da parte del Consiglio europeo perché si agisca in modo collettivo, accelerando anche sulla questione fertilizzanti, eventuali deroghe al CBAM e misure straordinarie a sostegno del reddito degli agricoltori”.

VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO - I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto, certificano la vulnerabilità dell'agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo "energia motrice" a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l'acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.

Visualizza Allegato
News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 01 dic 2021

Caporalato: Cia, avanti su strategie di sistema per filiere agroalimentari etiche

Servono azioni di sistema per sconfiggere il caporalato in agricoltura, con un’alleanza necessaria tra istituzioni, parti sociali e terzo settore, per costruire insieme filiere etiche in cui sono rispettati i diritti fondamentali dei lavoratori e vengono premiate e sostenute le aziende sane e legali che, oggi, pagano il prezzo di una concorrenza sleale bastata sullo sfruttamento del lavoro. Questo il messaggio condiviso uscito dal seminario a Roma di “Rural Social ACT”, il progetto con Cia-Agricoltori Italiani capofila di 30 partner tra cooperative, consorzi, Ong e associazioni che punta sull’agricoltura sociale per promuovere processi virtuosi di inclusione e re-inserimento socio-lavorativo dei migranti e contrastare il fenomeno del caporalato.

            Il seminario, il terzo dei 12 previsti su tutto il territorio nazionale, si è tenuto nell’Auditorium Giuseppe Avolio di Cia ed è stato l’occasione per un confronto più ampio sul tema, dalle politiche migratorie agli strumenti messi in campo, come la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità.

            “Rural Social ACT è un progetto ambizioso, che si inserisce nel Piano triennale di contrasto al caporalato, in attuazione della legge 199/2016, finanziato dal Fondo FAMI e dal Ministero del Lavoro -ha ricordato Corrado Franci, coordinatore nazionale del progetto e dirigente Cia-. Il nostro obiettivo è quello di contrastare efficacemente il caporalato con la leva dell’agricoltura sociale, aiutando i migranti a integrarsi, ad avere un lavoro dignitoso e a contribuire allo sviluppo socio-economico del Paese”. Cia-Agricoltori Italiani “è l’unica associazione datoriale che si è esposta -ha continuato Franci- perché le vittime di questo odioso fenomeno non sono soltanto i lavoratori, ma anche le aziende sane, che sono la maggioranza e subiscono una concorrenza sleale nel settore agroalimentare a causa di queste nuove forme di schiavitù. Noi, attraverso questo progetto, vogliamo fare di più, passare all’azione, consapevoli che c’è ancora tanta strada da fare. Da una parte bisogna valorizzare e potenziare lo strumento della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, prevedendo incentivi per le imprese che si iscrivono e alleggerendo la burocrazia, e dall’altro bisogna lavorare sulla formazione e sulla sensibilizzazione, perché la repressione da sola non basta, coinvolgendo istituzioni e consumatori. Solo tutti insieme, si può togliere ossigeno al caporalato”.

            Sulla stessa linea la vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera Susanna Cenni. “Non basta fare leggi, è necessario fare il punto sullo stato di attuazione -ha detto-. Dal documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sul fenomeno del caporalato, è venuto fuori che l’impianto della legge è buono, ma ci sono ancora margini di attuazione su cui lavorare. In primis sulla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, dove serve più impegno per far iscrivere le aziende, ad esempio inserendo premialità come ha fatto la Regione Emilia-Romagna”. Molto positivo, invece, per evitare distorsioni sui mercati agroalimentari, “il decreto contro le pratiche commerciali sleali che ha messo fine alle aste a doppio ribasso -ha proseguito Cenni- così come l’introduzione della clausola sociale nella nuova Pac”. Oggi “grazie al PNRR, abbiamo risorse, strumenti e norme per fare di più e meglio contro il caporalato. La qualità del lavoro deve diventare un valore aggiunto in agricoltura, come avere l’Igp e la Dop -ha chiarito l’onorevole-. Contemporaneamente, è necessario fare un tagliando alle politiche dell’immigrazione, che vanno attualizzate”.

            Proprio da questo punto è partito l’intervento di Tatiana Esposito, direttore generale DG Immigrazione e Politiche di integrazione. “La normativa sull’immigrazione è molto datata -ha evidenziato-. Serve renderla più rispondente ai bisogni attuali, produttivi e sindacali. Il decreto flussi funziona male, speriamo che con la pandemia emerga sempre più forte la consapevolezza della necessità di dotarci di una nuova legislazione, più snella, efficace e moderna”. Quanto al progetto “Rural Social ACT”, ha sottolineato Esposito, “è la vittoria di una scommessa, visto che l’avviso prevedeva come prerequisito la presenza delle parti sociali nel partenariato. Il progetto è un pezzo importante del Piano triennale di contrasto al caporalato che nasce con un budget in evoluzione e un lavoro corale di tre Ministeri”. Esposito ha quindi ricordato l’adozione delle Linee Guida sull’identificazione e protezione delle vittime di sfruttamento, dove “bisogna armonizzare i percorsi di tutela che oggi sono fragili. Stiamo lavorando sul Testo Unico Immigrazione per solidificare i percorsi di uscita dallo sfruttamento, per offrire ai lavoratori stranieri un’alternativa di vita e di lavoro regolare. Abbiamo scritto delle proposte che speriamo possano trovare spazio nella legge di Bilancio”. Un’altra novità importante, ha ribadito la dg, “è l’aumento sostanziale del numero di ispettori, con un cambio di approccio non solo quantitativo ma qualitativo, già sperimentato nell’ultimo anno con la task-force insieme ai mediatori culturali”. Quanto alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, ha concluso Esposito, “finora il numero di aziende iscritte è insignificante. Bisogna aggiungere al vantaggio reputazionale uno economico, inserendo incentivi e/o premialità e rivedendo i requisiti d’accesso”.

            Al seminario su “Rural Social ACT” è arrivato anche il messaggio del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando, letto all’inizio dei lavori. “Purtroppo la concomitanza di altri impegni istituzionali non derogabili mi impediscono di poter prendere parte all’iniziativa -ha scritto-. Vi avrei partecipato molto volentieri anche perché il progetto Rural Social ACT è uno dei progetti qualificanti del programma triennale predisposto dal Ministero nell’azione di contrasto del caporalato. Come sapete, sono state messe in campo una serie di iniziative sinergiche tra istituzioni e parti sociali che puntano a combattere questo odioso fenomeno. Infatti oltre al richiamato progetto è stata avviata da Anpal una mappatura delle collaborazioni pubblico-private nell’ambito di servizi di intermediazione nel settore agricolo. Questo proprio al fine di costituire una rete di sportelli dedicati. E sono stati anche organizzati cicli di attività formative rivolte specificamente agli operatori. E’ iniziato anche un lavoro di analisi comparativa dei sistemi regionali di monitoraggio delle attività di intermediazione, propedeutico alla realizzazione di linee guida per la definizione degli standard di qualità dei servizi per il lavoro in agricoltura a trazione mista pubblico/privato”. Ma, ha continuato Orlando nel suo messaggio, “non è soltanto sui servizi per il lavoro che occorre investire, se consideriamo che le persone che cadono vittime di caporali sono con frequenza ricattate per alloggio e trasporto. Su questo, grazie a un investimento del Ministero del Lavoro, insieme ad Anci, abbiamo avviato una mappatura relativa alla presenza di lavoratori stranieri impiegati nell’ambito agroalimentare che vivono in realtà formali e informali all’interno dei territori dei Comuni italiani. La raccolta dati è in corso. Sono sicuro che da quest’iniziativa emergeranno elementi di sicuro interesse per l’azione che stiamo portando avanti -ha chiosato- e non mancheranno ulteriori e ravvicinate occasioni di confronto”.

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 30 nov 2021

Digitale: Cia, 1300 aziende più hi-tech grazie al portale con J.P. Morgan

Prosegue spedito il percorso di transizione digitale promosso da Cia-Agricoltori Italiani che grazie al progetto pilota con J.P. Morgan ha raggiunto e superato l’obiettivo delle 800 aziende agricole, oggi sono 1300, presenti sul marketplace “Dal Campo alla Tavola”. L’iniziativa, che sostiene il settore e i cittadini da inizio pandemia, guarda alla crisi come opportunità di sviluppo che passa per l’Agridelivery e punta su innovazione e formazione. In 4 mesi, 11 le Regioni toccate da azioni informative e di consulenza con 14 incontri e per quasi 1200 persone coinvolte. Oggi a Roma, presso la Sala Stampa Estera, il punto insieme a esperti, tecnici e imprenditori agricoli.

Dunque, un’azione ampia che, per supportare il Made in Italy in crisi per il Covid, ha esplorato le potenzialità dell’e-commerce per poi sviluppare ulteriori funzionalità ed evolvere nella piattaforma marketplace, in grado di offrire e consolidare anche il servizio “Agridelivery” per la consegna a domicilio.

L’iniziativa ha voluto, così, rispondere alle esigenze di agricoltori e cittadini, costruendo con loro, mese dopo mese, uno spazio e uno strumento digitale frutto di ascolto e sperimentazione, che andasse a sanare un gap, legato a digital devide e a limitazioni negli spostamenti per contenere il diffondersi della pandemia, senza perdere il valore aggiunto del rapporto diretto tra produttore e consumatore. A contribuire, l’apporto importante delle associazioni Cia (Agia, Donne in Campo, Anp, la Spesa in Campagna e Turismo Verde) prime promotrici, in tutta Italia, del portale per la consegna a domicilio e la competenza tecnica dell’Associazione Agricoltura è Vita, ente Cia per la formazione d’impresa, l’innovazione e la digitalizzazione che ha ideato e realizzato sul territorio nazionale un percorso ad hoc per la crescita sul web delle aziende agricole, sia sui canali Cia che sui siti privati.

Di base, la consapevolezza del grande boom delle vendite alimentari online, anche nel 2021, che si apprestano a raggiungere quota +40% rispetto al 2020, con un valore complessivo di circa 4 miliardi, e il food delivery che, entro fine anno, potrebbe arrivare a +56% superando 1.4 miliardi di euro. Contribuisce l’interesse per i prodotti biologici, cresciuto del 67% e per quelli di nicchia salito a +17%. Punti di forza su cui Cia ha lavorato moltissimo a beneficio delle aziende associate, anche per una loro autonomia imprenditoriale. Esperienza digitale sul portale “Dal Campo alla Tavola” e processo formativo e di consulenza specializzata hanno, infatti, contribuito a rafforzare la leadership tecnologica degli agricoltori per ridare nuovo impulso alla vendita diretta, considerata leva strategica distintiva e comunque vincente.

A fare sintesi, dunque, il marketplace Cia che, oggi, supera le distanze tra produttore e consumatore, agevolando il contatto diretto e la costruzione di relazioni autentiche e durature. La piattaforma permette la conoscenza reciproca tra acquirente e venditore, come del ciclo produttivo dietro ogni specialità ortofrutticola e non solo, di ricette e tradizioni degli Agrichef Cia. A fare la differenza, infine, la geolocalizzazione dell'azienda per essere agevolmente rintracciata e raggiunta o per farsi consegnare a domicilio qualsiasi prodotto, dal fresco ai piatti preparati in agriturismo.

“Crediamo nella transizione digitale come occasione di crescita innovativa e distintiva di ciascun imprenditore agricolo e non come fine ultimo rappresentato dal mero sito web -ha dichiarato il Direttore Generale di Cia, Claudia Merlino-. Per questo, il progetto che con soddisfazione abbiamo portato avanti con il sostegno di J.P. Morgan e che oggi conclude una sua prima fase, è sempre più costruito in evoluzione con gli agricoltori, fornendo loro non una soluzione, ma strumenti diversificati, anche digitali, per esprimere, al meglio, la loro competitività sul mercato”.


La realizzazione della piattaforma “Dal Campo alla Tavola” è stata possibile anche grazie al contributo del partner tecnologico SIA, azienda hi-tech europea leader nei servizi e nelle infrastrutture di pagamento controllata da CDP Equity che, insieme alla rete d’impresa IOBO con Gulliver, ha sviluppato il marketplace che consente agli associati Cia di promuovere e commercializzare i propri prodotti.

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 25 nov 2021

Covid: Anp-Cia, bene misure Governo. Rafforzare campagna richiamo vaccinale

Giusta e necessaria la stretta del governo contro il nuovo aumento dei contagi da Covid in Italia. Così l’Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, commenta le decisioni uscite dal Consiglio dei ministri, giudicando positive le misure annunciate dal premier Draghi, dall’estensione della terza dose di vaccino, all’accesso a luoghi pubblici e attività ricreative con il Super Green Pass, nonché alla conferma di tutte le regole di protezione individuale con lo scopo di contenere la circolazione del virus.

            “Nelle ultime settimane abbiamo assistito a una recrudescenza della pandemia, soprattutto a causa della nuova variante, particolarmente contagiosa per le persone prive di copertura vaccinale e per quelle fragili, come gli anziani, con patologie croniche -ricorda il presidente nazionale di Anp, Alessandro Del Carlo-. Ci sono forti rischi che il sistema ospedaliero, le terapie intensive, non riescano a far fronte alle richieste di ricoveri e di cure adeguate. Ecco perché serve mettere in campo provvedimenti più stringenti, per difendere la salute dei cittadini e l’economia del Paese”.

            L’Anp-Cia, quindi, fa appello ai propri associati, e a tutti gli anziani, di aderire alla nuova campagna di richiamo vaccinale. “Vaccinarsi è un gesto di buon senso per difendere la propria salute e, al tempo stesso, un atto di responsabilità verso la comunità”, sottolinea Del Carlo. Anche per questo, bisogna continuare a “dialogare per convincere coloro che ancora non si sono vaccinati, rispettando perplessità e paure, ancorché ingiustificate. Ma restando fermi e irremovibili rispetto ai tentativi di creare tensioni sociali che vanno a colpire le istituzioni e la convivenza civile”.

            Secondo l’Associazione nazionale pensionati di Cia, è importante uscire quanto prima dall’emergenza Covid, liberando il Sistema sanitario nazionale dalla pressione straordinaria di questi tempi, perché ci sono anche da recuperare le attività rimaste drammaticamente indietro: dalle visite specialistiche, alle operazioni chirurgiche, ai check-up. Ritardi che si sono accumulati e di cui gli anziani subiscono le maggiori conseguenze.

Per tutti questi motivi “è necessario investire ulteriormente sul potenziamento del Sistema sanitario, in maniera sistematica e continuativa -conclude il presidente Del Carlo- per migliorare le strutture, costruire la sanità territoriale, rafforzare i servizi della non autosufficienza, avere una strategia di prevenzione, colmare i gap di efficienza fra i sistemi sanitari regionali, abbattere le discriminazioni sociali e territoriali nell’accesso ai servizi”.  

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 25 nov 2021

Donne in Campo-Cia: per contrastare le violenze, rilanciare la rete dei Consultori

Serve rilanciare, su tutto il territorio nazionale, i Consultori familiari istituiti dalla legge 405/75 per l’assistenza alla maternità e alla famiglia. Caratterizzati da servizi multidisciplinari e da una forte visione di genere, costituiscono un patrimonio unico del nostro Paese da rafforzare e promuovere anche ospitando, laddove possibile, i centri antiviolenza rivolti a tutti. A dirlo, Donne in Campo, l’Associazione al femminile di Cia-Agricoltori Italiani che in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ribadisce non solo l’importanza del lavoro quale arma, tra le più potenti, contro le violenze di genere, ma invoca anche una rinnovata attenzione per la rete dei Consultori, unità diffusa a sostegno della famiglia, principale nucleo della società, oggi in crisi silenziosa e drammatica.

“La comprensione dei ripetuti casi di violenza e sofferenza -dichiara Pina Terenzi, Presidente di Donne in Campo- è necessaria per fermare la conta degli episodi che connotano uno dei fenomeni più drammatici di questo secolo”. A tal riguardo, proprio una sanità a misura di donna fatta di assistenza di prossimità, consultori e telemedicina, può fare da cardine e garantire benessere e salute. Inoltre, insieme a una adeguata rete di asili nido e di assistenza agli anziani e ai diversamente abili, contribuisce a conciliare la vita lavorativa con quella familiare.

 “La denatalità -prosegue Pina Terenzi- ha assunto proporzioni gravi e preoccupanti. Dal 2015, la popolazione italiana è andata diminuendo ogni anno e l’impatto dell’epidemia non ha fatto che acuire il fenomeno, registrando un minimo storico delle nascite dall’Unità d’Italia a oggi.

La mancanza di strategie a lungo termine per un problema così complesso -aggiunge la presidente di Donne in Campo- disconosce il valore sociale della maternità che, invece, di fronte a questo allarmante calo delle nascite, merita adeguato riconoscimento e giusta dignità. Ciò significa, non solo garantire alle donne aiuti e sostegni economici, ma anche assicurare loro il diritto di scegliere per la costruzione di una famiglia e ricevere il sostegno necessario, in tutte le forme possibili. La maternità è un diritto -conclude Terenzi-. Diciamo ‘mai più’ all’inaccettabile bivio tra impegno lavorativo e famiglia, tra attivismo, rappresentanza, politica e cura dei figli”.

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 25 nov 2021

Aree interne: Cia, bene più semplificazione. A lavoro per cogliere opportunità PNRR

Le aree interne d’Italia rappresentano un’importante occasione di riscatto per la marginalità, l’esercizio dei diritti di cittadinanza oltre che per una migliore qualità della vita. Possono per questo essere al centro della ripartenza post-pandemia e contribuire alla transizione green e digitale guidata dall’agricoltura. L’opportunità deI PNRR serva, dunque, a risolvere criticità ataviche come il digital divide e a valorizzare l’unicità dei territori. Così Cia-Agricoltori Italiani dalla Campania, in occasione dell’evento a Roccapiemonte nel salernitano, commentando positivamente il cambio di criteri di assegnazione dell’Accordo di Programma Quadro per le aree interne e l’introduzione di maggiore semplificazione nei processi, agevolando l’accesso ai fondi dedicati.

““Politiche e strategie di sviluppo delle aree interne” il tema al centro del confronto, a Villa Ravaschieri, promosso da Cia Campania con la partecipazione del presidente nazionale Dino Scanavino e di Cia Salerno Gaetano Pascariello, l’intervento del sindaco di Roccapiemonte Carmine Pagano; di Giuseppe De Mita, responsabile Nucleo per la valutazione e la verifica degli Investimenti pubblici della Regione Campania; Franco Picarone, presidente Commissione Bilancio Regione Campania; Nicola Caputo, assessore Agricoltura Regione Campania e Domenico Gambacorta, consigliere per la Strategia Nazionale Aree Interne del Ministro per il Sud.

Nel focus di Cia, il ruolo delle aree interne nelle strategie di governo non solo nazionale, ma anche regionali e necessarie a recuperare quasi dieci anni di condizioni rarefatte. Bene, dunque, lo snellimento dei processi, nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro, per garantire alle 72 aree interne di tutta Italia di poter usufruire di finanziamenti, importanti e utili alla riorganizzazione dei servizi e per incentivare la produzione di ricchezza sul territorio. Un’opportunità che va colta anche in Campania, dove si fa strada la possibilità di vedere riconosciute altre 2 aree interne, passando così a un totale di 6.

Quanto alle risorse e agli investimenti, sia europei che nazionali, è chiaro per Cia che andranno canalizzati affinché analisi e sperimentazioni, ricerca e innovazione vengano calati sulle specifiche esigenze delle comunità rurali ancora indietro sul fronte delle infrastrutture digitali, ma anche fisiche, rallentate nei servizi essenziali, fondamentali nella lotta allo spopolamento e per agevolare il ricambio generazionale nei campi.

“L’Irpinia del 23 novembre 1980 ricorda il coraggio di restare dimostrato anche di tanti agricoltori -ha dichiarato il presidente di Cia Campania, Alessandro Mastrocinque-. Il settore merita riconoscimento e concretezza. Abbiamo una responsabilità nei confronti dei giovani che chiedono un’agricoltura innovativa, partendo dalla garanzia della banda larga che è cruciale anche contro i cambiamenti climatici. Occorre fare rete per costruire opportunità -ha aggiunto Mastrocinque- e incrementare il valore aggiunto del comparto sul territorio. Infine -ha concluso il presidente di Cia Campania- vorremmo una fiscalità che favorisca davvero la competitività delle aree interne”.

“Da tempo con il progetto Cia ‘Il Paese che Vogliamo’ richiamiamo l’attenzione delle istituzioni sulla centralità delle aree interne -è intervenuto il presidente nazionale Dino Scanavino-. Ora, però, l’urgenza dei temi, unita all’importanza del PNRR e della PAC, non inducano alla frenesia di spendere per timore dei tempi stretti. Drammatico sarebbe agire in emergenza, senza programmare quando, invece, occorre recuperare coscienza e capacità di ascolto sul territorio. Ragionare secondo logica di sistema resta, infine, la sfida per valorizzare l’identità e l’unicità dei luoghi e delle sue produzioni”. 

Visualizza Allegato





1 In Evidenza - 23 nov 2021

Pac: Cia, con ok riforma agricoltura più forte per affrontare sfide transizione

Finalmente l’agricoltura europea avrà una nuova Pac che sostiene il reddito degli agricoltori e, nello stesso tempo, traguarda il settore verso la transizione ecologica. Così Cia-Agricoltori Italiani commenta il via libera dal Parlamento Ue alla riforma della Politica agricola comune, oggi a Strasburgo, spiegando che ora bisogna lavorare senza sosta alla costruzione di un Piano Strategico Nazionale che tuteli la competitività del comparto, con aiuti e agevolazioni concrete alle imprese impegnate nell’obiettivo di un sistema produttivo più sostenibile.

            “Dopo oltre tre anni dalla presentazione della proposta, si è concluso il lungo iter legislativo e parlamentare e di questo siamo contenti -dichiara il presidente nazionale Dino Scanavino-. La riforma della Pac poteva essere scritta meglio, ma siamo a un buon punto di partenza. Ora l’Europa può essere più forte di fronte alle sfide post pandemia e l’agricoltura dei Paesi membri in grado di guardare con ottimismo al ruolo di protagonista della transizione. Dal primo gennaio 2023, gli agricoltori potranno infatti contare su nuove norme, più robuste e strutturate, per giungere a un sistema produttivo più equo e green”.

            L’Europa agricola guadagna, con la nuova Pac, maggiore rispetto della sfera ambientale e sociale, che dovrà però muoversi in costante equilibro con la garanzia del reddito per gli agricoltori. Nel dettaglio -precisa Cia- tra il primo e il secondo pilastro, almeno il 60% delle risorse saranno dedicate alla nuova architettura verde, con il 25% delle risorse del primo pilastro da destinare agli eco-schemi. Un punto chiave per dare impulso all’agricoltura del futuro.

Sarà, inoltre, inglobata nella Pac anche la dimensione sociale, obbligatoria a partire dal 2025, ma da intendersi -ribadisce Cia- come un’ulteriore valorizzazione di una Pac rivolta anche alla collettività e ai lavoratori, senza ostacoli o aggravi burocratici.   

            “La Pac deve rimanere, prima di tutto, la politica economica per gli agricoltori e, quindi, costante opportunità di sviluppo imprenditoriale, oltre che strumento utile a rigenerare e valorizzare le aree rurali. Per questo -aggiunge Scanavino- è importante il lavoro di definizione del Piano Strategico Nazionale, che deve consentire agli agricoltori italiani di essere all’altezza di tutti i cambiamenti”.

Visualizza Allegato