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1 In Evidenza - 08 apr 2026

Maltempo, al via la conta dei danni: CIA, segnalazioni diffuse in tutta la regione, agricoltura in forte sofferenza

Dopo giorni di piogge intense e persistenti, cessate solo negli ultimi giorni, emerge un quadro estremamente critico per il comparto agricolo. Con l’apertura del nostro modulo di segnalazione stanno arrivando numerose comunicazioni da parte degli agricoltori, che raccontano una situazione diffusa di danni e forti criticità su tutto il territorio.

Le precipitazioni eccezionali, registrate dal 30 gennaio al 3 aprile 2026, hanno provocato allagamenti prolungati e terreni completamente saturi, mettendo in crisi numerosi vigneti. Le varietà precoci come Chardonnay, Pecorino, Pinot grigio e Viognier, già in fase di germogliamento, sono tra le più colpite.

Gli effetti sono evidenti e preoccupanti: ingiallimenti fogliari diffusi, germogliamento irregolare e, in molti casi, arretramento dei germogli già formati. Una situazione che lascia temere conseguenze concrete sulla produzione di uve 2026, con scenari ancora incerti nelle prossime settimane.

Ancora più allarmanti sono le segnalazioni provenienti dalle aree maggiormente colpite: crepe nei terreni, abbassamenti strutturali e vigneti completamente sradicati dalla forza dell’acqua, in particolare lungo il fiume Sangro. In alcune aziende i danni raggiungono punte fino al 60% delle coltivazioni.

Le criticità interessano in modo particolare la zona del Sangro e del Vastese, ma situazioni rilevanti si registrano anche a Loreto Aprutino, Miglianico e Ripa Teatina. Con la fine delle piogge si apre ora una fase delicatissima di monitoraggio e raccolta dati. Il quadro che emerge è già estremamente preoccupante e conferma la necessità di interventi urgenti a sostegno del comparto agricolo.

Per la segnalazione dei danni e per l’assistenza nella compilazione della modulistica ufficiale, le aziende agricole sono invitate a rivolgersi direttamente agli uffici CIA territoriali, che sono stati già attivati e stanno operando per raccogliere e gestire le segnalazioni.

Gli uffici provvederanno alla corretta compilazione dei modelli e al coordinamento delle procedure, garantendo un supporto puntuale alle imprese colpite.

“Le segnalazioni che stiamo ricevendo confermano una situazione molto seria e diffusa”, sottolinea il Presidente CIA Abruzzo, Nicola Sichetti. “Molte aziende rischiano di non riuscire a sostenere questo ulteriore shock.”

La raccolta delle segnalazioni resta attiva: si invitano tutti gli agricoltori a contattare tempestivamente gli uffici CIA di riferimento per procedere con la denuncia dei danni subiti.

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1 In Evidenza - 01 apr 2026

Gasolio agricolo: CIA Abruzzo, bene annuncio Lollobrigida. Credito d’imposta risultato di una battaglia concreta

“Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento per le dichiarazioni del ministro Francesco Lollobrigida sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che premiano una battaglia condotta con forza da Cia-Agricoltori Italiani nelle ultime settimane”.

Così il presidente nazionale Cristiano Fini, che ricorda il lungo pressing della Confederazione sul Governo, culminato negli emendamenti al Dl Bollette già a ridosso dell’inizio della crisi energetica.

“Queste agevolazioni fiscali, già applicate durante il Covid, intervengono sui costi energetici e sugli investimenti in innovazione, garantendo la sostenibilità alle imprese agricole in un contesto di crescenti sfide geopolitiche e di mercato. Confidiamo che il Governo prosegua su questa strada con interventi strutturali più ampi, trasformando il sollievo temporaneo in una strategia duratura per l’agricoltura italiana, in particolare per le filiere più in crisi come quella cerealicola e zootecnica”.

A livello territoriale interviene anche il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti, “Per le aziende agricole abruzzesi il costo del gasolio rappresenta una voce determinante. Il credito d’imposta è una misura attesa e fondamentale per sostenere la liquidità delle imprese e garantire la continuità produttiva.

È però necessario continuare su questa strada con interventi strutturali, capaci di rafforzare nel tempo la competitività del settore agricolo regionale”.

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2 In Evidenza - 01 apr 2026

CIA Chieti Pescara: agricoltura a rischio collasso tra maltempo, gelate e allagamenti

È una vera e propria emergenza quella che sta colpendo in queste ore soprattutto il territorio del Chietino, duramente interessato da piogge incessanti, temperature in forte calo, gelate e nevicate nelle aree interne. L’allerta rossa diramata per il maltempo conferma la gravità di una situazione che sta mettendo in ginocchio il comparto agricolo.

Nel Chietino si registrano le criticità più rilevanti: campi completamente allagati, terreni saturi d’acqua e colture compromesse. Una condizione aggravata ulteriormente dalle grandinate dei giorni scorsi, che avevano già causato danni significativi alle produzioni.

A peggiorare il quadro anche le criticità idrogeologiche: il fiume Treste ha rotto gli argini in più punti, provocando allagamenti diffusi, mentre numerose strade risultano chiuse o impraticabili, rendendo estremamente difficoltoso l’accesso ai terreni agricoli e le attività quotidiane delle aziende.

In questo contesto, la CIA Chieti Pescara sta raccogliendo le testimonianze e le preoccupazioni degli agricoltori del territorio, che descrivono una situazione drammatica, con danni ingenti che rischiano di compromettere seriamente l’intera annata produttiva.

È inoltre attivo il link predisposto per la segnalazione dei danni: uno strumento fondamentale per raccogliere in modo puntuale le criticità segnalate dalle aziende e avviare rapidamente la conta dei danni su tutto il territorio.

In questi giorni CIA Chieti Pescara ha incontrato i Prefetti di Chieti e Pescara, ai quali sono state rappresentate tutte le criticità in atto nel comparto agricolo. L’organizzazione provvederà inoltre a scrivere agli enti preposti per sollecitare interventi urgenti e straordinari a sostegno delle imprese colpite.




Tra le colture più colpite nel Chietino si segnalano vigneti, frutteti, in particolare pesco, albicocco e ciliegio, oltre a ortaggi primaverili e cereali. I campi allagati, uniti alle basse temperature e alle gelate, stanno mettendo a rischio sia le produzioni sia la sopravvivenza stessa delle piante.

“Il Chietino è oggi uno dei territori più colpiti”, sottolinea il presidente CIA Chieti Pescara, Domenico Bomba, “I campi allagati porteranno inevitabilmente a una forte riduzione, se non alla perdita, delle produzioni di quest’anno. Non è pensabile affrontare emergenze di questa portata facendo affidamento solo sugli strumenti assicurativi: qui è a rischio la sopravvivenza stessa di molte aziende agricole.”

Gli eventi estremi che si stanno susseguendo”, prosegue Bomba, “tra grandinate, gelate, nevicate nelle zone interne e ora allagamenti diffusi, stanno creando una pressione insostenibile sulle imprese. In queste condizioni, molte aziende rischiano concretamente di chiudere. È necessario avviare immediatamente la conta dei danni e attivare misure straordinarie e urgenti di sostegno.”

Il susseguirsi di eventi climatici estremi evidenzia una situazione sempre più critica per l’agricoltura abruzzese, con il Chietino in prima linea nell’affrontare questa emergenza.

“Continueremo a monitorare l’evolversi della situazione e a raccogliere le segnalazioni dal territorio, ribadendo con forza la necessità di interventi immediati per sostenere le imprese agricole e garantire la continuità produttiva”, conclude Bomba.


Link modulo segnalazione danni: https://docs.zoom.us/form/jhDTYndoRmKpuPThwm4MVQ/0caa8713ccc84c5d980c032c5b8bd2a6

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1 In Evidenza - 26 mar 2026

IX Assemblea CIA Abruzzo, Nicola Sichetti rieletto presidente: focus su crisi e futuro dell’agricoltura

Si è svolta oggi, presso Villa Maria Hotel di Francavilla al Mare, la IX Assemblea Elettiva Regionale di CIA Agricoltori Italiani Abruzzo, un appuntamento centrale per il mondo agricolo regionale che ha visto una partecipazione ampia e qualificata di delegati, istituzioni e rappresentanti del settore. A moderare i lavori il direttore regionale Mariano Nozzi.

Nel corso dell’assemblea, Nicola Sichetti è stato rieletto Presidente per il prossimo mandato, a conferma del lavoro svolto e della fiducia dell’organizzazione nei suoi confronti.

L’assemblea ha rappresentato un momento di confronto concreto sulle principali sfide che interessano l’agricoltura abruzzese, in un contesto segnato da profondi cambiamenti economici, climatici e geopolitici. Al centro del dibattito temi cruciali come l’aumento dei costi di produzione, il caro energia, la gestione delle risorse idriche, il futuro della Politica Agricola Comune e le criticità legate alla manodopera e alla competitività delle imprese.

Al centro della relazione del Presidente Sichetti, è emersa con forza la necessità di costruire il futuro del settore partendo dalle sue radici, valorizzando il ruolo degli agricoltori come presidio economico, sociale e ambientale del territorio.

“L’agricoltura abruzzese attraversa una fase complessa ma ricca di potenzialità”, ha dichiarato Sichetti. “I numeri ci parlano di difficoltà reali, a partire dalla perdita di un terzo delle aziende negli ultimi anni, ma anche di un sistema che resiste e continua a 


rappresentare un punto di riferimento per le comunità. Oggi più che mai è necessario garantire reddito e dignità agli agricoltori, affrontando con decisione le emergenze legate ai costi di produzione, alla gestione dell’acqua e alla fauna selvatica. Serve meno burocrazia e più strumenti concreti, insieme a un rapporto nuovo e più efficace tra istituzioni e mondo agricolo”.

Sichetti ha inoltre sottolineato l’urgenza di rafforzare il ricambio generazionale, sostenere l’innovazione e accompagnare le imprese nella transizione digitale, senza perdere di vista il valore delle aree interne e della multifunzionalità, sempre più centrali per lo sviluppo del territorio.

Presenti il direttore nazionale Maurizio Scaccia, i presidenti provinciali Domenico Bomba per CIA Chieti-Pescara e Anna Maria di Furia per CIA L’Aquila-Teramo. 

All’assemblea sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni regionali e locali. In particolare, l’assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, ha sottolineato l’importanza del dialogo con le organizzazioni agricole e il ruolo strategico del comparto per lo sviluppo del territorio, “Ringrazio per questi anni di collaborazione vera in un momento in cui tra alti e bassi l’agricoltura ha acquisito centralità maggiore rispetto al passato, subisce più di altri settori”, ha dichiarato Imprudente, “In questa situazione complicata cerchiamo di creare sinergia e avere sempre più consapevolezza della centralità del ruolo agricoltura”.

Ampio anche il contributo dei delegati, che hanno portato all’attenzione criticità ed esigenze delle diverse realtà produttive regionali.

A chiudere i lavori è stato il Presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che ha ribadito il ruolo strategico del settore agricolo nel contesto nazionale ed europeo.

L’agricoltura italiana è chiamata a svolgere un ruolo sempre più decisivo per garantire sicurezza alimentare, sostenibilità e coesione sociale”, ha dichiarato Fini. “In uno scenario internazionale complesso è fondamentale difendere una Politica Agricola Comune forte e adeguatamente finanziata, capace di sostenere il reddito degli agricoltori e accompagnare le imprese nelle sfide della transizione ecologica e digitale. La CIA continuerà a essere al fianco degli agricoltori, per rafforzarne la competitività e valorizzarne il lavoro”.

La IX Assemblea Elettiva Regionale si conferma così un momento chiave di partecipazione e indirizzo strategico, rilanciando l’impegno della CIA Abruzzo nel rappresentare e sostenere le imprese agricole e promuovere un modello di sviluppo più sostenibile, innovativo e attento alle esigenze dei territori.

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1 In Evidenza - 21 mar 2026

Ue: Cia, urgenti misure ad hoc contro caro gasolio ed energia. Fare di più per agricoltura


A conti fatti nelle ultime operazioni del Governo per calmierare i prezzi del carburante, non c’è alcuna agevolazione di peso per l’agricoltura, se non una riduzione minima pari a 4 centesimi, già oggi del tutto erosi dai rincari sul gasolio al distributore. È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. A dirlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.

“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Carburanti: Cia, serve credito d’imposta per gasolio agricolo


Pur apprezzando l’intervento del Governo sulla temporanea riduzione delle accise per i carburanti, il settore primario resta fuori da interventi esclusivi e dedicati, come invece accaduto per l’autotrasporto e la pesca. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il Decreto Carburanti, approvato ieri dal Cdm e oggi in Gazzetta Ufficiale, e spiega: “L’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. Chiediamo con urgenza il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi e una strategia più strutturata e di lungo periodo a partire dal Consiglio Ue in corso a Bruxelles”.

“Ribadiamo dunque -spiega Fini- l’appello già formalizzato da Cia in occasione della conversione in legge del Dl Bollette, poche ore dopo lo scoppio della guerra in Iran, con un emendamento ad hoc sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che risulta depositato in Commissione bilancio alla Camera e che sarà in discussione nei prossimi giorni”.

Il contesto, sottolinea Cia, non è assolutamente favorevole a un settore già in sofferenza per costanti ripercussioni climatiche e mancato riconoscimento del valore lungo la filiera, solo per citarne alcune. Le tensioni in Medio Oriente, il conseguente caro energia e gasolio, ma anche i prezzi alle stelle di fertilizzanti e urea, sempre più irreperibili, stanno mettendo a rischio la continuità aziendale che -ricorda Cia- è elemento strategico di presidio e tenuta ambientale, sociale ed economica di interi territori del Paese, a partire dalle aree rurali e più svantaggiate.

“Per tutto questo -conclude Fini- abbiamo aspettative importanti anche da parte del Consiglio europeo perché si agisca in modo collettivo, accelerando anche sulla questione fertilizzanti, eventuali deroghe al CBAM e misure straordinarie a sostegno del reddito degli agricoltori”.

VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO - I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto, certificano la vulnerabilità dell'agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo "energia motrice" a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l'acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 22 nov 2021

Agricoltori leader della transizione. Dall’Assemblea Cia il pressing alle Istituzioni: più risorse, tempi certi e proget

Per centrare pienamente gli obiettivi della transizione ecologica e digitale, non si può prescindere dagli agricoltori e dalle aree rurali, che costituiscono metà dell’Europa e rappresentano il 20% della popolazione. Perciò garantire a chi fa agricoltura risorse, strumenti e incentivi adeguati alle sfide in atto, vuol dire comprendere il ruolo strategico e insostituibile del settore primario, che non è solo quello di produrre cibo sano e sicuro per tutti, ma anche di assicurare la tenuta e lo sviluppo dei territori; salvaguardare il suolo e le foreste contro il dissesto idrogeologico e i cambiamenti climatici, gestire le risorse idriche, produrre energia da fonti rinnovabili, accrescere la sostenibilità dei processi produttivi con la ricerca e le nuove tecnologie, difendere il paesaggio e la biodiversità. Questo il messaggio lanciato da Cia-Agricoltori Italiani in occasione della sua Assemblea nazionale, oggi a Roma al Centro Congressi Angelicum, dove centinaia di produttori provenienti da tutta Italia si sono ritrovati insieme sotto lo slogan “Agricoltori Italiani leader della transizione”, alla presenza del ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli. 

            LE RICHIESTE DI CIA - “A quasi due anni dalla pandemia, con la sfida del Green Deal davanti e gli accordi del G20 e della Cop 26 sul tavolo, non è più la stagione delle attese, ma quella dell’azione -ha dichiarato il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino-. Gli agricoltori sono pronti a guidare da protagonisti la rivoluzione verde e digitale, a lavorare da subito sull’ulteriore riduzione dell’impatto ambientale e sul miglioramento dell’efficienza energetica, ma serve pragmatismo e coerenza. Per salvaguardare da un lato la competitività e la redditività del settore e delle sue imprese, e dall’altro per fare in modo che gli investimenti a disposizione vadano a segno, senza troppi ostacoli burocratici, con progetti puntuali, efficienti e mirati, risultati tangibili sul campo e in grado di fare scuola”.

Da qui l’ultimatum del presidente Cia alle istituzioni nazionali ed europee: “Bisogna utilizzare bene i 6,8 miliardi del PNRR destinati all’agricoltura, approvare una legge di bilancio più coraggiosa rispetto alle urgenze del comparto e costruire un Piano Strategico Nazionale della nuova Pac con aiuti e agevolazioni concrete agli imprenditori impegnati nell’obiettivo di un sistema produttivo più sano, equo, green e digitale”.

L’IMPEGNO PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA ED ENERGETICA - Un impegno, quello degli agricoltori, portato avanti già da anni, in primis sul fronte ambientale. Negli ultimi anni, il settore primario ha ridotto le sue emissioni (-25%), limitato il consumo di acqua e il ricorso alla chimica (-27%), accresciuto le superfici biologiche (+56%) e ampliato la produzione di energie rinnovabili e biomasse (+690%). L’agricoltura ha anche un ruolo importante nell’assorbimento di C02, e quindi nella lotta al cambiamento climatico, sequestrando 0,5 tonnellate di carbonio per ettaro l’anno. Una funzione che fa il paio con quella insostituibile di boschi e foreste, che assorbono fino al 40% delle emissioni di gas serra a livello globale e, solo in Italia, trattengono circa 90 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

“Ora le autorità devono valorizzare, con proposte dedicate, la funzione ambientale dei settori agricolo e forestale con il trattenimento al suolo del carbonio, tanto più dopo la Cop 26 con l’intesa sullo stop alla deforestazione entro il 2030 -ha evidenziato Scanavino-. Adesso bisogna recuperare e spingere sulla corretta gestione e manutenzione delle foreste, fonti straordinarie di ossigeno e di materie prime rinnovabili e prima risorsa per lo sviluppo delle aree rurali e montane. Un compito cucito addosso agli agricoltori, sia perché il 40% delle aziende del settore è interessato da boschi, sia perché sono già custodi e guardiani del territorio, anche in chiave climatica”.

Altrettanto fondamentale, questa è l’esortazione partita dall’Assemblea, “aumentare le risorse e i progetti sull’agro-fotovoltaico, puntando sulle coperture degli edifici rurali, a partire da stalle e magazzini, e creando impianti a terra solo su aree abbandonate, marginali o non idonee alla coltivazione -ha detto il presidente Cia-. Incentivare, poi, la produzione di biogas e biomasse legnose, dagli scarti di agricoltura e allevamento; incoraggiare la sperimentazione ampia delle tecniche di biocontrollo per la difesa naturale delle culture e ampliare gli strumenti di gestione del rischio”. Perché la buona agricoltura difende il clima e l’ambiente, ma resta anche il comparto che più di tutti subisce le conseguenze dirette del climate change, con il +60% di eventi estremi solo nel 2021, tra alluvioni e siccità, che hanno tagliato il 10% del cibo sulle tavole e procurato danni milionari alle aziende.

  L’IMPEGNO PER LA TRANSIZIONE DIGITALE – Nonostante i rallentamenti dovuti alla pandemia, il mercato italiano dell’Agricoltura 4.0 continua a crescere, generando un fatturato nazionale di circa 540 milioni di euro, con una crescita del 20% rispetto al 2019. In quest’ambito, sono i giovani a trainare il cambiamento con le imprese agricole italiane under 35 cresciute negli ultimi 5 anni oltre il 15%, fino a quota 60 mila e rappresentando un record in Europa, quasi l’8% sul totale. A guidarle proprio i nativi digitali promotori dell’innovazione, protagonisti assoluti delle sperimentazioni sul campo di software gestionali, sistemi di monitoraggio e mappatura, trattamenti con droni e sensori e piattaforme per la tracciabilità alimentare.

Eppure Cia stima che ancora il 50% delle aziende non ha familiarità con l’Agritech e che, su 12,4 milioni di ettari di SAU, solo il 4% è perfettamente tecnologico. Per questo, ha osservato Scanavino, “oggi servono robusti investimenti nella digitalizzazione, con le imprese agricole a fare da apripista nelle aree interne, dove ancora nel 40% delle case non arriva il wi-fi, insieme a finanziamenti dedicati ai servizi e alle infrastrutture viarie, necessarie sia per migliorare la logistica e i trasporti sia per evitare l’abbandono e lo spopolamento delle comunità rurali”.

Insomma, “c’è tutta la volontà, da parte degli agricoltori, di guidare la transizione verde e digitale, di affrontare da leader i cambiamenti all’orizzonte -ha ribadito il presidente Cia dall’Assemblea-. Serve, però, riconoscere e compensare i comportamenti virtuosi del settore, guardando sempre all’obiettivo imprescindibile della sostenibilità economica delle imprese, senza la quale non è possibile neppure la sostenibilità ambientale e sociale”.   

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1 In Evidenza - 21 nov 2021

Pensioni minime e assistenza cure, l’Anp e Cia Abruzzo si appellano alla politica nazionale e regionale

L’ Associazione Nazionale Pensionati di Cia Agricoltori Italiani, unitamente alla Cia Agricoltori Italiani d’Abruzzo interviene a sostegno dei pensionati dando voce alle loro rivendicazioni in tema di pensioni e servizi socio sanitari. Con una lettera indirizzata ai parlamentari, senatori e politici abruzzesi l’Associazione fa ordine sulle priorità da inserire nel nuovo confronto istituzionale al fine di ridare certezze ai tanti anziani, valorizzando il ruolo che, nel corso degli anni, hanno ricoperto in termini di crescita e tenuta sociale del Paese.

In cima alla lista la richiesta di aumento delle pensioni minime, ferme a 515 euro, e percepite da oltre un milione e mezzo di anziani, in prevalenza ex-agricoltori. Un’ingiustizia che l’Anp Abruzzo aveva esposto con una petizione di 100.000 firme dando un contributo notevole per chiedere l’aumento delle pensioni basse, a partire da quelle minime da equiparare progressivamente al 40% del reddito medio nazionale, oggi 650 euro.

Dovrà trovare risposte anche la stabilizzazione della quattordicesima, ma anche l’Ape sociale agli agricoltori, una tassazione in linea con quanto previsto nei Paesi europei e l’istituzione della pensione base o di “Garanzia” per i giovani agricoltori.

 

Urgente anche il rafforzamento dei servizi sanitari territoriali per migliorare la qualità della vita nelle aree rurali e soprattutto a supporto delle persone anziane. Cruciale la necessità di una sanità più vicina ai cittadini, con strutture ambulatoriali o case della salute di prossimità, potenziare l’assistenza domiciliare, utilizzare diffusamente nuove tecnologie come la telemedicina, rafforzare la dotazione di personale medico e infermieristico e valorizzare le reti sociali e del volontariato.

 

Insoddisfacente, invece, secondo l’Anp-Cia, la modifica di “quota cento” in “quota centodue” che penalizza enormemente i lavoratori e le lavoratrici. Bene invece la proroga di “opzione donna”, provvedimento che andrebbe, tuttavia, riformato ad ulteriore vantaggio delle lavoratrici.

 

 

Ci appelliamo all’impegno e alla responsabilità della politica”, afferma il Presidente regionale di Anp, Dino Bruno, “sebbene consapevoli delle condizioni difficili del Paese e della crisi economica, ci vediamo nella condizione di rafforzare la nostra pressione nei confronti delle Istituzioni, secondo le aspettative indicate. E’ importante che misure contenute nella manovra di bilancio siano definite con chiarezza, per avviare un nuovo intervento di riordino del sistema previdenziale e pensionistico. Conferiamo la nostra disponibilità al dialogo costruttivo nell’attesa di quei risultati che da tempo gli anziani si attendono”.

 

“Purtroppo a livello nazionale il 36% dei pensionati, circa 7 milioni, percepiscono meno di 1000 euro lordi”, dichiara il Presidente Cia Abruzzo, Mauro Di Zio, “Un milione e 700 mila invece ricevono una pensione di 500 euro. Importi che fanno registrare nell’elenco delle povertà molti pensionati italiani. Serve istituire una legge nazionale sulla non autosufficienza di milioni di anziani e delle loro famiglie. L’obiettivo è quello di garantire un invecchiamento attivo degli anziani attraverso un percorso di ottimizzazione della qualità della vita”, continua Di Zio, “invitandoli a svolgere attività come prendersi cura di figli e nipoti, fare esercizio fisico, volontariato, riconoscendo in loro un importante ruolo socio-culturale piuttosto che secondario che spesso culmina nell’abbandono”.

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1 In Evidenza - 19 nov 2021

Legge di Bilancio: riflettori Cia su credito e Superbonus

Apprezziamo lo sforzo fatto dopo gli ultimi provvedimenti e la manovra dello scorso anno che si presentava più cospicua per far fronte all’emergenza pandemica. Così Cia-Agricoltori Italiano intervenendo in audizione alla Camera sulla Legge di Bilancio ed entrando nel merito, in particolare, su credito e transizione 4.0, Superbonus, aumento dei costi di produzione e avversità climatiche.

Cia continua a farsi promotrice di modifiche rispetto a misure già inserite, ma anche ad avanzare nuove proposte. Nello specifico, resta centrale per l’organizzazione l’attenzione allo sviluppo rurale e all’innovazione sostenibile e nello specifico auspica che, rispetto alla Transizione 4.0, vengano garantite le stesse percentuali di incentivi fino al 2025. Inoltre, Cia conferma la necessità per le imprese agricole di poter cedere il credito riferito alla Transizione 4.0.

Altro aspetto dirimente per Cia è la revisione delle norme che frenano il Superbonus per le unifamiliari, per evitare una sperequazione di trattamento tra chi vive negli insediamenti urbani e chi popola le aree rurali. Devono poter avere le stesse opportunità abitative, in termini di efficienza dal punto di vista energetico ed avere un risparmio in bolletta al pari degli altri.

Inoltre, Cia riporta l’attenzione del Parlamento su una questione di prospettiva, relativa agli strumenti necessari a remunerare le perdite che stanno subendo gli imprenditori agricoli a causa dell’aumento dei costi di produzione.

Nota a parte, cruciale per il settore, la richiede il punto sulle avversità climatiche che continuano, anche in questi giorni, a procurare danni elevanti all’agricoltura italiana e al tessuto sociale di intere comunità nelle aree rurali del Paese. Bene il fondo mutualistico a copertura dei rischi catastrofali nel settore agricolo, ma lo stato di imprevedibilità dei cambiamenti climatici sollecita più risorse e in tempi rapidi, interventi mirati e iter burocratici più snelli. 

  Tra le altre proposte, focus anche sugli strumenti di gestione del credito in agricoltura, sull'imprenditoria giovanile e femminile, sui pensionati agricoli e la necessità di intervenire per gestire la carenza di manodopera agricola.  

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1 In Evidenza - 19 nov 2021

Al via il progetto di Filiera del grano biologico italiano

 Al via il progetto di “Filiera del grano biologico italiano” per iniziativa di Cia-Agricoltori Italiani con Alleanza delle Cooperative e Italmopa. A promuovere l’intesa tra le tre organizzazioni, l’incontro sul tema organizzato, in collaborazione con Bioagricoop, in occasione della recente edizione di B/Open, la nuova fiera del biologico a Verona. 

Dunque, prende forma l’impegno condiviso tra Cia, Alleanza delle Cooperative e Italmopa, affinché sia sempre garantito l’approvvigionamento delle materie prime italiane e la sua  tracciabilità a tutela dei cittadini-consumatori, consentendo loro di risalire alle diverse fasi della filiera produttiva, dalla coltivazione alla prima trasformazione del prodotto finale per la sua commercializzazione. 

Numerosi i punti sul tavolo del confronto e alla base del progetto in fase di sviluppo. Tutti concordi, per esempio, sulla necessità di sottoscrivere veri contratti di filiera con almeno durata triennale e contenenti gli strumenti e le modalità per determinare il prezzo, la programmazione delle semine e la definizione degli standard di qualità dei prodotti.

Inoltre, come convenuto, occorre intervenire sui prezzi per una giusta remunerare dei produttori agricoli e fidelizzare i clienti, puntando su un’applicazione più disciplinata delle regole e sulla valorizzazione degli accordi di filiera che coinvolgano oltre agli agricoltori e agli industriali anche gli operatori della distribuzione.

Strategico all’intesa anche il passaggio sul PNRR riconosciuto dalle organizzazioni strumento utile a elevare gli standard qualitativi della filiera del frumento biologico, in quanto finanzia gli investimenti nelle strutture di trasformazione per ammodernare i centri di stoccaggio e i molini, realizzare un sistema della logistica al passo con le tecnologie digitali.

Infine, il progetto avviato da Cia con Alleanza Cooperative e Italmopa, apre la strada al coinvolgimento anche di altri partner interessati a valorizzare le produzioni destinate alla mangimistica e agli oli vegetali. Ferma, infatti, l’intenzione tra le parti di conferire alla filiera un approccio multi-prodotto per rispettare la coltivazione in rotazione del cereale biologico.

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1 In Evidenza - 18 nov 2021

Codice della strada: buone notizie per le macchine agricole

Il nuovo testo del codice della strada, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 267 del 9-11-2021, contiene alcune novità che riguardano le macchine agricole, contenute negli articoli 105 e 110.

La prima modifica, spiega in un comunicato FederUnacoma, è volta a consentire l’immatricolazione di trattrici e di altre tipologie di macchine agricole a coloro che svolgono l’attività agricola a livello solo amatoriale (hobby farmer), e che in forza della nuova norma potranno targare le proprie macchine e circolare su strada nei normali trasferimenti dal campo alla rimessa. La norma, contenuta nel comma 2 dell’articolo 110, prevede che le macchine agricole e i rimorchi immatricolati dall’hobby farmer non possano superare il peso di 6 tonnellate.

Prevista anche la possibilità che l’immatricolazione avvenga a nome del commerciante di macchine, configurando l’opportunità – prima non contemplata – di avere sul mercato macchine agricole a chilometri zero. La seconda modifica riguarda la lunghezza dei convogli agricoli, intendendo come tali l’insieme della macchina traente e del rimorchio o macchina operatrice trainata. La vecchia norma prevedeva una lunghezza massima del convoglio pari a 16,50 metri, mentre la nuova consente una lunghezza maggiore, pari a 18,75 metri. Il nuovo dispositivo – introdotto al comma 1 dell’articolo 105 – prevede inoltre che i convogli più lunghi di 18,75 metri possano comunque circolare come «trasporti eccezionali», quindi sottoposti alle regole specifiche già contenute al comma 8 dell’articolo 104».

«Dopo un lungo lavoro di collaborazione e sensibilizzazione svolto dal nostro ufficio tecnico, le istituzioni hanno bene compreso le esigenze concrete che erano alla base degli emendamenti proposti dalla federazione» ha dichiarato il presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti.



Da informatoreagrrario.it

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1 In Evidenza - 17 nov 2021

Maltempo: Cia, raccolto allagato e semina a rischio. Perso già 70% produzione

Campi inondati e serre stravolte, migliaia di ettari di colture stagionali sott’acqua, in asfissia e attaccate dai funghi, per umidità e pioggia. Semina allo stallo e produzione annacquata già per il 70%. Questa, da una prima ricognizione di Cia-Agricoltori Italiani, la situazione maltempo sull’agricoltura del Sud Italia dove in Sicilia e Sardegna precipitazioni sparse e continue, forti venti, trombe d’aria e bombe d’acqua continuano a danneggiare le aziende agricole e la vita di intere comunità. Contro i cambiamenti climatici serve cambio di approccio e manutenzione seria del territorio, l’ennesimo appello alle istituzioni.

Per Cia, infatti, che nelle regioni più colpite è alla conta dei danni tra agrumeti, carciofeti e ortive in pieno campo, il persistere di tanti fenomeni atmosferici avversi, non può risolversi con il solo e necessario ristoro dei danni, ma anche con interventi consistenti in prevenzione e cura, di corsi d’acqua e strade, investimenti in ricerca e innovazione per la lotta al dissesto idrogeologico e la salvaguardia della sicurezza nei centri abitati e nella viabilità. Ne sono triste dimostrazione le morti in aumento a causa di inondazioni e trombe d’aria, ultima quella nel ragusano, le perdite di animali negli allevamenti, le strutture distrutte e in tanti casi motore dell’economia e dei servizi locali.  

In SICILIA, già stanca per oltre 20 giorni di piogge, la situazione non accenna a placarsi. Non si può raccogliere, non si può seminare. Nella zona orientale, danni pesanti sono stati subiti dalle coltivazioni del limone Igp e dagli ortaggi. Stessa sorte a quelli tra Siracusa e Ragusa dove continuano le grandinate e le trombe d’aria. Sommerse dall’acqua anche le ortive in pieno campo nella zona di Noto e Rosolini. Preoccupano i fiumi Tellaro e Anapo, ora sopra il livello di guardia. Qui, fa sapere la Cia provinciale di Siracusa si lavora alla stima dei danni su migliaia di ettari. Oltre agli agrumeti, letteralmente distrutti campi di finocchi e insalata. I ristori ci devono essere, dicono da Cia Sicilia Orientale ma “senza una politica seria di gestione del territorio, gli imprenditori agricoli non investiranno più in queste zone, non reimpianteranno gli agrumeti trascinati dalla piena. Prevarrà la paura di perdere tutto di nuovo”.

Anche tutta la SARDEGNA è sotto perturbazione e in allarme. A Nord, in Gallura e nel nuorese, nella zona di Siniscola precipitazioni intense e bombe d’acqua hanno colpito interi allevamenti, danneggiato strade e distrutti erbai. Carciofi allagati nell’oristanese e allevamenti in difficoltà tra Sarrabus-Gerrei. A Sud, tra Capoterra e Pula, ma anche nel Sulcis, segnate dal forte vento e dalla pioggia intensa, serre, frutteti e campi di verdure. In queste ore, avverte Cia Sardegna, sotto particolare stress sono Cagliari e le zone limitrofe. “Servono stime e ristori immediati -dice Cia Sardegna- senza perdersi in iter burocratici”.

L’emergenza maltempo si muove a macchia di leopardo ed è in valutazione anche l’allerta gialla su alcuni settori di Marche, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria.

La questione è sempre aperta, conclude Cia, e il tema manutenzione deve essere tra le priorità del Governo come già sollecitato con il progetto “Il Paese che Vogliamo”. Bisogna ragionare su scala nazionale e dialogare a livello territoriale, guardando all’opportunità del PNRR e ai fondi per la transizione ecologica.

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