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2 In Evidenza - 03 feb 2026

Al via la prima fase di CIA Talent: un percorso per valorizzare giovani professionalità e competenze

È ufficialmente partita la prima fase di CIA Talent, il progetto promosso da CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara con l’obiettivo di valorizzare i talenti e favorire l’ingresso di nuove professionalità all’interno dell’organizzazione.

La fase iniziale del percorso prevede un programma strutturato di formazione generale, inserimento organizzativo e orientamento, a cui seguirà una formazione specifica dedicata ai diversi ambiti di competenza. Un percorso pensato per accompagnare i partecipanti nella conoscenza del sistema CIA, del suo metodo di lavoro e dei valori che ne guidano l’azione.

CIA Talent nasce con l’obiettivo di rafforzare la struttura organizzativa attraverso nuove competenze, trasmettendo una solida cultura associativa e favorendo una crescita concreta, sia professionale che umana, dei partecipanti. L’iniziativa punta a costruire nel tempo un vero e proprio “vivaio di eccellenze”, capace di contribuire allo sviluppo e al rinnovamento dell’organizzazione.

Le selezioni proseguiranno nei prossimi mesi e rappresentano un importante periodo di conoscenza reciproca: da un lato CIA valuta competenze, motivazione e attitudine dei giovani coinvolti; dall’altro i partecipanti possono comprendere se il contesto associativo e organizzativo risponde alle proprie aspettative e prospettive professionali.


“L’avvio dei tirocini formativi di CIA Talent rappresenta un investimento strategico sul capitale umano dell’organizzazione”, dichiara il direttore Alfonso Ottaviano, “Rafforzare la struttura significa elevare la qualità delle professionalità al servizio di cittadini e imprese, ma anche potenziare l’azione politico-sindacale della CIA. È un passaggio fondamentale per affrontare con competenza, visione e autorevolezza le sfide future del settore”.

Dopo l’evento di lancio, la prima fase del progetto si è conclusa con esito positivo, registrando un buon livello di adesioni e un significativo coinvolgimento, a conferma dell’interesse verso il percorso proposto.

Al centro di CIA Talent c’è la formazione, intesa non solo come esperienza operativa, ma come preparazione strutturata e continua. Investire sui giovani significa rafforzare il futuro dell’organizzazione e del territorio, puntando su competenze, innovazione e ricambio generazionale.

Con CIA Talent, CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara conferma il proprio impegno nel costruire opportunità di crescita e nel valorizzare i talenti come leva strategica per il futuro.

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1 In Evidenza - 27 gen 2026

Giornata della Memoria: Cia, dall’orrore della Shoah all’agricoltura come strumento di pace


Oggi, in tutta Italia, si celebra la “Giornata della Memoria”, per imprimere nella memoria collettiva del Paese uno degli orrori più gravi e inauditi di cui l’uomo sia stato protagonista.
“Nessuno può dire: questo non mi tocca. La memoria è un dovere per tutti”, rifletteva lo scrittore Italo Calvino. È necessario, dunque, ricordare il passato per comprendere la storia e trarne insegnamento, sottolinea il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

“Questa giornata è un’occasione per riflettere sulla tragedia della Shoah e sul nostro angoscioso presente, perché non si ripetano gli orrori passati e si metta fine a tutti i conflitti e alle violenze nel mondo -osserva Fini-. Pensiamo soprattutto a Gaza, all’Iran, all’Ucraina, al Sudan, alla Repubblica Democratica del Congo e ad altre aree dimenticate, con l’auspicio che la politica e la diplomazia tornino a essere i soli mezzi per risolvere le controversie internazionali e costruire concreti percorsi di pace, a garanzia dei diritti umani e della democrazia”.

In questo processo, continua il presidente di Cia, “l’agricoltura ha un ruolo fondamentale: assicura la sicurezza alimentare nelle zone di crisi, sostiene le comunità rurali colpite dalla guerra e diventa strumento di riconciliazione attraverso lo sviluppo sostenibile dei territori”.

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1 In Evidenza - 21 gen 2026

Mercosur: Cia, ascoltati da Parlamento Ue. Invio a Corte di Giustizia sia utile

“Finalmente c’è un Parlamento europeo che dimostra di aver ascoltato le nostre preoccupazioni e richieste sul Mercosur. La nostra manifestazione di ieri a Strasburgo è stata determinante e andrà avanti, nelle forme più opportune, affinché la sospensione della ratifica rappresenti, adesso, un tempo utile per far rispettare le nostre condizioni in questo, come in tutti i futuri negoziati commerciali”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rispetto all’ok dell’Eurocamera sull’invio dell’accordo direttamente alla Corte di giustizia Ue.

“Sebbene non ad ampia maggioranza, il voto odierno rinvia tutto alla verifica di compatibilità con i trattati Ue e, soprattutto”, specifica Fini, “fornisce uno spazio di pressione importante perché si garantiscano vera reciprocità, controlli ferrei e clausole di salvaguardia automatiche. Siamo pronti al confronto su questi nodi per noi dirimenti a tutela degli agricoltori e dei cittadini europei, in termini di competitività produttiva e di standard sanitari e ambientali che devono essere i medesimi imposti ai produttori e agli allevatori europei”.

Sulla stessa linea anche Cia Abruzzo, che esprime soddisfazione per la decisione del Parlamento europeo. “L’invio dell’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia Ue rappresenta un passaggio fondamentale per dare finalmente risposte concrete alle preoccupazioni degli agricoltori dei territori”, sottolinea Nicola Sichetti, Presidente di Cia Abruzzo. “Per una regione come la nostra, caratterizzata da produzioni di qualità, Dop e Igp, è indispensabile che ogni accordo commerciale garantisca una reale reciprocità, con controlli stringenti e tutele efficaci contro la concorrenza sleale”.

“Gli agricoltori abruzzesi” prosegue Sichetti, “non possono competere con prodotti che non rispettano gli stessi standard sanitari, ambientali e sociali richiesti in Europa. La sospensione della ratifica deve diventare un’occasione concreta per rafforzare le clausole di salvaguardia e difendere redditi, lavoro e sicurezza alimentare. In questo percorso, Cia Abruzzo continuerà a sostenere con forza la linea portata avanti da Cia nazionale, a tutela dell’agricoltura e dei cittadini europei”.

Ora, sotto i riflettori di Cia, l’intera fase di implementazione. “Le nostre proteste con migliaia di agricoltori, e questo ultimo atto del Parlamento Ue”, conclude Fini, “sono un messaggio chiaro sulla direzione da prendere: accordi commerciali internazionali solo a parità di regole e condizioni, per assicurare cibo sano, sicuro e trasparente ai nostri cittadini”.

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2 In Evidenza - 21 gen 2026

Tutela degli agricoltori, interesse generale e servizi essenziali: la posizione di CIA sui Consorzi di Bonifica

CIA – Agricoltori Italiani ribadisce con forza che la propria priorità resta la tutela degli agricoltori, dei loro redditi e della continuità dei servizi essenziali, a partire dall’irrigazione e dalla bonifica.

In riferimento alle recenti sentenze del TAR Abruzzo – Sezione di Pescara, che riguardano il Consorzio di Bonifica Centro, la CIA chiarisce che si tratta di contenziosi di natura tecnica e amministrativa, normali in una fase complessa che interessa non solo questo Consorzio, ma l’intero sistema della bonifica.

“Le sentenze non mettono in discussione la funzione della bonifica, ma richiamano tutti a una gestione tecnica e amministrativa più chiara e ordinata”, ha sottolineato il direttore CIA, Alfonso Ottaviano, presente alla conferenza stampa, “È necessario evitare confusione tra gli agricoltori e lavorare con responsabilità.”

CIA ha espresso pieno riconoscimento al Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Bonifica Centro, composto da agricoltori ed espressione diretta del territorio, e al suo presidente Enisio Tocco, per il lavoro svolto in due anni particolarmente complessi, in una situazione ereditata da decenni di criticità strutturali e gestionali.

L’attuale CdA ha avviato un piano di risanamento e programmato investimenti indispensabili per garantire il futuro della bonifica e dell’irrigazione, un percorso che la CIA continuerà a sostenere insieme a tutte le associazioni di categoria, nell’interesse esclusivo del mondo agricolo.

La CIA ribadisce alcuni principi fondamentali:

  • Gli agricoltori devono avere servizi efficienti e continui.

  • Devono avere accesso all’acqua per produrre, perché senza acqua non esiste agricoltura di qualità né reddito.

  • Devono sostenere ruoli equi e sostenibili, compatibili con redditi agricoli già sotto pressione.

Allo stesso tempo, i Consorzi di Bonifica non servono solo gli agricoltori, ma svolgono un ruolo essenziale anche per:

  • La sicurezza idraulica dei territori.

  • La tutela dei cittadini.

  • Il supporto alle imprese e alle attività produttive.

“La tutela deve essere generale, non limitata a singole posizioni”, sottolinea Ottaviano, riferendosi a tutti i Consorzi di Bonifica, non solo a quello Centro.

L’organizzazione conferma il proprio impegno a mantenere un dialogo costante con la Regione Abruzzo e tutte le forze politiche, per accompagnare il piano di risanamento, garantire l’accesso alle risorse disponibili e sostenere investimenti strategici per il territorio.

Eventuali sentenze, procedimenti o percorsi giudiziari utili a fare chiarezza sulla gestione o su eventuali criticità dovranno essere affrontati senza timori: il Consorzio agirà sempre nel rispetto delle regole e dell’interesse pubblico.

“In queste settimane si è generata molta confusione tra gli agricoltori”, avverte il direttore provinciale, “indebolire i Consorzi significa indebolire i servizi, bloccare investimenti e compromettere l’ordinaria amministrazione.”

Dopo anni, i Consorzi sono tornati a essere gestiti dagli agricoltori. La CIA sceglie una linea di responsabilità, unità e tutela concreta, convinta che solo attraverso confronto istituzionale, collaborazione e visione di interesse generale si possa garantire acqua, sicurezza e futuro ai territori.

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2 In Evidenza - 21 gen 2026

Convocazione della IX Assemblea Elettiva Provinciale CIA Chieti-Pescara

È convocata la IX Assemblea Elettiva Provinciale CIA Chieti-Pescara per il rinnovo degli organismi provinciali e l’elezione del Presidente.

L’Assemblea si terrà:

  • Data: Sabato 7 febbraio 2026

  • Orario: Ore 9:00

  • Luogo: Ristorante L’Altra Chiave, San Vito Chietino (CH)

L’appuntamento rappresenta un momento fondamentale di partecipazione democratica e confronto, volto a definire il futuro dell’organizzazione provinciale.

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1 In Evidenza - 21 gen 2026

Emergenza cervi in Abruzzo: CIA chiede alla Regione il ripristino dell’equilibrio specie-ambiente

CIA Abruzzo lancia un nuovo e deciso appello alla Regione affinché venga riattivata con urgenza la procedura di prelievo selettivo del cervo, indispensabile per ristabilire l’equilibrio tra fauna selvatica, ambiente e attività agricole.

In vaste aree del territorio regionale, in particolare nella provincia dell’Aquila e nelle zone della Valle Peligna e Subequana, la densità della popolazione di cervi ha ormai superato livelli di sostenibilità. Secondo i dati raccolti dall’organizzazione, oltre il 60% dei danni alle colture agricole è oggi riconducibile a questa specie, con conseguenze economiche sempre più gravi per le aziende agricole.

“Non siamo di fronte a un evento imprevedibile, ma al risultato di una gestione faunistica che da troppo tempo non trova piena attuazione negli strumenti normativi già disponibili", dichiara Nicola Sichetti, Presidente di CIA Abruzzo. “Gli agricoltori non possono più sostenere da soli il peso di questa emergenza: servono decisioni rapide, fondate su basi scientifiche e giuridicamente solide”.

CIA Abruzzo ricorda che i monitoraggi indicano densità di cervi nettamente superiori ai limiti fissati dall’ISPRA (2 capi ogni 100 ettari), collocando l’Abruzzo tra le regioni con la più alta concentrazione in Italia. Il Piano Faunistico Venatorio Regionale 2020 e la legge nazionale 157/1992, che include il cervo tra le specie cacciabili, forniscono già il quadro normativo necessario per avviare un prelievo selettivo sostenibile e legittimo.

“Il blocco delle precedenti iniziative non deve tradursi in immobilismo”, aggiunge Sichetti. “Al contrario, è indispensabile riavviare l’iter amministrativo alla luce delle recenti pronunce, costruendo una procedura inattaccabile sotto il profilo formale, che consenta finalmente di intervenire”.

Oltre ai danni alle colture, CIA Abruzzo segnala un aumento degli incidenti stradali e gravi ripercussioni sulla biodiversità, con particolare riferimento alla competizione alimentare che mette a rischio specie vulnerabili come il camoscio appenninico.

“Ripristinare l’equilibrio specie-ambiente significa tutelare la sicurezza dei cittadini, la biodiversità e la dignità del lavoro degli agricoltori abruzzesi”, conclude il presidente di CIA Abruzzo. “Confidiamo in un intervento immediato della Regione per dare risposte concrete a un settore allo stremo”.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 23 dic 2021

Natale: Cia, impennata prezzi pesce (+25%) con aumento consumi e rincari energetici. Italia divisa in 2, molluschi Vs. c

Il pesce non può mancare nelle tavole per il menu di Vigilia, malgrado i rincari (+25% in media rispetto all’anno scorsoche hanno colpito tutto il settore ittico, che riesce a fatica a soddisfare la domanda degli italiani, segnalata da Cia-Agricoltori Italiani in forte ascesa rispetto al Natale passatoA incidere sul prezzo anche gli aumenti delle materie prime che colpiscono tutta la filiera, da trasporti e logistica fino al packaging e alle cassette di imballaggio per il pesce. Sulle tavole di 8 italiani su 10 la sera del 24 sarà, dunque -nonostante i prezzi- un tripudio di pesci di mare e di acqua dolce, pescati o allevati, con ricette locali all’insegna della tradizione. Secondo Cia-Agricoltori Italianila scelta di prodotto ittico locale rappresenta sempre la migliore strategia per il consumatoreIl pescato a “filiera corta” subisce, infatti, in misura minore il rincaro dei costi energetici e offre garanzia di maggiore qualità, col rispetto di elevati standard di sicurezza e tutela ambientale.  

Per circa 17 milioni di famiglie la scelta del menù di pesce sarà orientata alle ricette della tradizione, che variano sensibilmente da Nord a Sud Italia. Capisaldi del consumo ittico nel cenone del Sud sono il polpo e il capitoneSe il primo si trova, attualmente, sui banchi a 20 euro al Kg, il secondo si attesta sui 25-30 euro, con una maggiorazione del prezzo dovuta anche al maltempo, che ne ha ridotto sensibilmente la cattura (dati: PescAgri, Associazione Pescatori Italiani di Cia). Mentre il polpo nella tradizione culinaria è considerato simbolo di ricchezza e ha bisogno di una lunga preparazione (per renderlo morbido va massaggiato con sale grosso per distenderne le fibre muscolari), “Sua Maestà” il capitone si vuole sia portato vivo in cucina e venga servito a metà del cenone sul vassoio più elegante. Il capitone, consumato quasi esclusivamente nel periodo natalizio, è l'esemplare femminile adulto dell'anguilla e raggiunge in media i 7 etti di peso. Anticamente, si credeva che proprio per la somiglianza con un serpente -simbolo demoniaco- il suo consumo contribuisse a proteggere dalle avversità e fosse propizio di un nuovo anno felice e sereno. La pelle ha uno strato gelatinoso che va eliminato (con panno o carta assorbente) e i pezzi -una volta tagliati- non devono superare i 5 cm. Andranno, poi, immersi in acqua ghiacciata, prima di essere o impanati e fritti, oppure cucinati alla griglia. I capitoni vengono catturati nel loro periodo di migrazione dai laghi al mare nelle zone lagunari, che sono principalmente due, le valli di Comacchio e il lago di Lesina.

In Nord Italia il consumo di pesce più diffuso nella cena di Natale è rappresentato, invece, dalla famiglia dei molluschi: vongole veraci (circa 25 euro/kg), canocchie (18 euro/kg) da mangiare fritte o bollite, moscardini (28 euro/kg) cucinati in umido o bolliti e fasolari (12 euro/kg). Non a caso, l’Italia è il settimo produttore mondiale di molluschi, superando le 100.000 tonnellate annue, con circa 800 impianti localizzati per un terzo in Veneto. La molluschicoltura rappresenta, infatti, la principale produzione italiana di prodotti ittici.  All’acquisto della vongola verace è molto importante fare attenzione ad alcune caratteristiche indice della sicurezza del prodotto, che non deve mai essere tenuto immerso in acqua, la confezione deve essere, infatti, sigillata e presentare relativa etichetta. Se venduto sfuso, il venditore deve prelevare il prodotto da confezioni di cui conserverà l’etichetta per i 60 gg successivi. Le vongole devono anche essere vive e vitali, con le valve ben chiuse e integre, in grado di opporre resistenza all’apertura e con rilascio di liquido intervalvare.

Per i secondi piatti del menu, a settentrione si prediligono pesci di pezzatura grossa (circa 2 kg): da spigole e orate, a dentici, rombi e pezzogne. I prezzi di questi prodotti oscillano, attualmente, fra i 40 e i 50 euro/kg.  A mettere, infine, d’accordo Sud e Nord c’è il baccalà (pesce, però, non locale ma di provenienza nord europea). La differenza è solo nella preparazione: di solito viene cucinato alla vicentina a Nord (in vendita essiccato a 30/35 euro), mentre si compra sotto sale (25 euro/kg) per la frittura classica alla napoletana.

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1 In Evidenza - 20 dic 2021

Natale: Cia, regali sì ma utili. Agroalimentare al top per il 50% delle famiglie

Il tradizionale cesto natalizio con i prodotti agroalimentari del territorio è tra i doni preferiti da trovare sotto l’albero per più di 12 milioni di famiglie, praticamente una su due. Lo dice Cia-Agricoltori Italiani, confermando che il cibo resta al top della classifica come idea regalo per le festività alle porte.  

            Nel secondo Natale di Covid, con le tredicesime impegnate prima di tutto a coprire mutui, tasse e bollette in aumento, l’83% degli italiani opta per regali utili, in un caso su tre declinati in chiave enogastronomica, con la scelta di doni “da tavola” a parenti, amici e colleghi -sottolinea Cia-. E vanno bene proprio i cesti di Natale, anche se in taglia ridotta rispetto al pre pandemia, che il 41% degli italiani riempirà con prodotti tipici e locali.

            Messe da parte le mode esterofile, infatti, vince assolutamente il Made in Italy e, tra i prodotti più gettonati, spuntano vino, spumante, panettone e torrone tradizionale, seguiti da salumi, conserve, olio extravergine d’oliva, miele, formaggi. Per una spesa complessiva -stima Cia- compresa tra i 650 e i 700 milioni di euro.

            Cambia anche la modalità di acquisto, molto più spinta verso il web, con l’aumento delle compere online, anche enogastronomiche, sui vari portali, tra cui il marketplace di Cia www.dalcampoallatavola.it in grado di offrire anche il servizio “Agridelivery” per la consegna a domicilio. Cresce anche lo shopping nei mercatini allestiti dagli agricoltori (+7%), con le aziende Cia de “la Spesa in Campagna” in prima fila, nelle zone rurali come in città. 

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1 In Evidenza - 16 dic 2021

Carbon farming: Cia, bene primo step Ue. Soluzione win-win, vantaggi per agricoltura e ambiente

I crediti di carbonio entrano ufficialmente nell’agenda politica europea, a conferma del ruolo imprescindibile del settore rurale nella sfida della sostenibilità. La Commissione Ue ha pubblicato oggi la Comunicazione sui cicli del carbonio sostenibili, cui seguirà una proposta legislativa entro il 2022. E’ il primo step ufficiale con cui l’Europa riconosce l’importanza del carbon farming, soluzione win-win che presenta vantaggi sia per l’ambiente che per il reddito degli agricoltori. Nel documento si prospettano le opportunità di un nuovo modello di business green che premia le best practice di agricoltori e silvicoltori che si traducono nell’immobilizzazione della CO2 da parte delle biomasse vegetali. Come è, infatti, noto, ogni albero attraverso il processo di fotosintesi può sottrarre circa 30kg di CO2 l’anno al comparto atmosferico, rilasciando -al contempo- circa 25 kg di ossigeno. Ciò rappresenta un vantaggio per la fertilità dei terreni e la resistenza delle colture, che può tradursi in fonte di reddito aggiuntivo per gli agricoltori. Cia-Agricoltori Italiani accoglie, dunque, con soddisfazione la decisione della Commissione in merito alle azioni chiave da compiere, a partire dalla definizione di standard di certificazione che porteranno a riconoscere il valore del mercato dei crediti di carbonio generato da queste pratiche virtuose.

Cia chiede, ora, un accelerazione dell’iter legislativo europeo che porti regole chiare, per evitare frodi (vendite multiple) e speculazioni finanziarie nella commercializzazione dei crediti, garantendo trasparenza ed efficacia. Così il presidente Cia, Dino Scanavino: “La gestione sostenibile dei terreni può avere un ruolo fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici. Il sistema di certificazione dovrà definire degli standard di contabilizzazione del sequestro di carbonio per ogni tipologia di azienda agricola e quali saranno le modalità con cui gli agricoltori riceveranno le premialità. Le questioni che si aprono sono complesse –chiosa Scanavino-, i nuovi strumenti finanziari riusciranno ad attrarre una massa critica di aziende o potranno beneficiarne solo pochi grandi agricoltori in grado di adottare le tecnologie necessarie al monitoraggio della riduzione di emissioni? E, soprattutto, si chiarisca se le nostre aziende agricole riceveranno crediti anche per tutto quello che hanno fatto in passato per ridurre le emissioni di gas serra”.

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1 In Evidenza - 14 dic 2021

Agriturismi: Cia, ripresa per il 70% delle aziende. Buone prospettive nel 2022

Sotto l’Albero di oltre 24 mila agriturismi italiani, arriva il bilancio di un 2021 di ripresa per oltre il 70% delle aziende, dato confermato in prospettiva anche per il 2022. Un rilancio forte dell’impegno sul fronte della sicurezza, della sostenibilità e della qualità, dopo un doppio lockdown e le restrizioni per una pandemia costata al settore quasi l’intero guadagno annuale. A favore degli agriturismi, le doti anti-covid delle strutture, in molti casi fuori città con ampi spazi e per lo più all’aria aperta. La domanda è così anche aumentata, lo dice il 42% delle imprese, con il boom dell’estate che è valso, complessivamente, alla ristorazione oltre 20 miliardi e ha portato in agriturismo più del 60% degli italiani. Questa l’analisi di fine anno di Cia-Agricoltori Italiani e, oggi, al centro dell’evento a Roma per i 40 anni di Turismo Verde, la sua storica Associazione per la promozione agrituristica.

“Un compleanno pieno di ottimismo -ha dichiarato il presidente di Turismo Verde-Cia Giulio Sparascio-. Il 2022 ci attende di sicuro più forti per far fronte a un’emergenza sanitaria tutt’altro che rientrata, ma anche carichi di tante buone pratiche messe in campo dal settore in tutto il Paese. Diversificare, implementare, dare forma a nuove proposte insieme ai clienti, è stata la chiave per resistere e migliorare”.

Come confermano, infatti, i dati Ismea resi noti nel corso dell'incontro, le imprese del settore hanno scelto nel 2021, sulla scia della graduale ripresa dal Covid, di rimboccarsi le maniche in base all’evolversi delle richieste dei clienti-consumatori, espressione di un chiaro consolidamento della domanda interna. Per circa 8 aziende su 10, gli ospiti sono prevalentemente italiani (per il 31% degli intervistati, della stessa regione o limitrofe e per il 49% di altre regioni). Si registra anche un primo ritorno degli europei, per il restante 20% delle aziende. I clienti sono sempre più famiglie con bambini e coppie (tipologie in crescita su base annua per oltre il 40% degli intervistati). Alloggio e ristorazione sono i segmenti con i risultati migliori, ma per l’82% delle imprese che hanno ricevuto richieste specifiche, queste sono state relative a maggiore autonomia, spazi aperti e sicurezza. Gli agriturismi sono diventati punto di riferimento: si consolida la vendita diretta con consegna a domicilio (37% degli intervistati) e l’ospitalità di lungo periodo (33%). Richiesti anche gli spazi per smart working (20%), l’e-commerce (15%) e pasti a domicilio (13%). Punti di forza, questi, per un 2022 che si prevede positivo stando al 72% delle imprese intervistate, anche senza cambiare i prezzi (per il 58% delle attività) e sempre se sapranno entrare in empatia con clienti esigenti, alla ricerca di un approccio green, senza rinunciare al relax.

“L’agriturismo si conferma un’eccellenza dell’offerta turistica italiana, il settore ha saputo reagire allo shock di mercato imposto dalla pandemia, limitando le perdite meglio di altri comparti turistici -ha affermato il prof. Angelo Frascarelli, presidente di ISMEA-. Ѐ evidente l’accelerazione di alcuni processi evolutivi della domanda, come il desiderio di vacanze sostenibili e ‘connesse’ alla natura e all’ambiente, tendenza che negli anni a venire potrà essere sempre più marcata. Allo stesso tempo, il settore ha mostrato capacità di innovare e sono molti gli imprenditori che hanno utilizzato il periodo del primo lockdown per ripensare la propria offerta di prodotti e servizi, ripartendo dalla fase primaria e introducendo novità importanti, in linea con le esigenze dei clienti, come la consegna di prodotti a domicilio e l’allestimento di locali attrezzati per il lavoro da remoto.

Nonostante i legittimi timori connessi al perdurare dell’emergenza sanitaria -ha concluso il presidente Angelo Frascarelli- il settore accresce la sua quota di mercato soprattutto domestico e rinsalda la sua reputazione, fino ad assumere il ruolo chiave di ‘sentinella’ dei territori e interprete del cambiamento”.

“Per i nostri agriturismi -ha poi commentato il presidente di Turismo Verde-Cia, Giulio Sparascio- si spera, ora, in un Natale positivo con +20% di fatturato, ma la nuova variante Covid sta mettendo in bilico le prenotazioni per le tavolate tra il 24 dicembre e l’Epifania, scelte soprattutto da ospiti fidelizzati e di prossimità per vivere le festività in un contesto familiare”.     

Poi, sempre pandemia permettendo, subito a lavoro sulla primavera -ha aggiunto Sparascio-. Chiediamo alle istituzioni di fare sistema con il territorio e di dare il giusto sostegno a una ripresa senza intoppi. Bene, per esempio, il pacchetto di misure dedicate al turistico nell’ultimo Decreto per l’attuazione del PNRR. Offre una prospettiva di grande interesse, anche alle imprese agrituristiche, in termini di efficientamento energetico, riqualificazione antisismica, eliminazione delle barriere architettoniche e digitalizzazione. Di contro, non sono sufficienti le risorse e ci batteremo perché tutte le aziende interessate possano beneficiarne.

Sul piano culturale e non solo -ha detto Sparascio- pensiamo l’agriturismo come futura ‘stazioni di servizio’ e sollecitiamo l’inserimento degli Agrichef negli Albi regionali delle figure professionali. Puntiamo sul filo diretto con il mondo dell’istruzione, sostenendo l’alternanza scuola-lavoro e progetti concreti, esemplari quelli con l’Alberghiero di Amatrice, per una rete condivisa di conoscenze e competenze, bagaglio formativo per gli studenti e potenziale collante socio-economico nelle comunità.

Infine, dal presidente nazionale di Cia Dino Scanavino, le congratulandosi all’Associazione Turismo Verde per 40 anni di azioni strategiche per il settore. “Gli agriturismi hanno ridato luce alle aree interne, ristrutturato tante case rurali, recuperato ricette della tradizione contadina, cultivar antiche e specie autoctone, ripristinato il paesaggio e valorizzato l’agricoltura. Un patrimonio -ha detto in chiusura Scanavino- di cui l’Italia deve saper far tesoro, soprattutto ora grazie a PNRR e Green Deal Ue, per risolvere subito i veri limiti, ritardo infrastrutturale in primis, a una sua reale innovazione che metta al centro le peculiarità del Paese, aree rurali e tipicità agroalimentari tra tutte, e accolga con puntualità la sfida verde e digitale europea”.

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1 In Evidenza - 13 dic 2021

Rosa Castagna eletta nuova presidente PescAgri-Cia

Rosa Castagna è stata eletta dall’assemblea di PescAgri nuova presidente nazionale dell’associazione promossa da Cia per la tutela e lo sviluppo della pesca e dell’aquacoltura. “Il settore agroittico è strategicamente rilevante per il settore primario -l’Italia è al terzo posto in Europa per l’acquacoltura e al secondo per la pesca-, con una funzione culturale e sociale, espressa dalla sana gestione di ambiente e territorio, sia nelle parti costiere che in quelle lagunari della Penisola”. Commenta,  così, il nuovo incarico Rosa Castagna, imprenditrice agricola di Tusa, che ricopre attualmente il ruolo di presidente Cia della Sicilia.

“PescAgri fin dalla nascita si è posta l’obiettivo di tutela e valorizzazione delle imprese agroittiche, per integrarle sempre più nel circuito nazionale e internazionale –aggiunge Rosa Castagna-. Il mio contributo sarà quello di intensificare il dialogo con le istituzioni per accrescere il tasso di industrializzazione delle attività e indirizzare la produzione verso destinazioni coerenti con il fabbisogno alimentare nazionale e con le esigenze dell’export. Vogliamo partire dal territorio puntando su innovazione e sostenibilità, favorendo le aggregazioni fra i produttori, con azioni concrete (corsi di formazione, seminari, convegni) che possano aiutare, in particolar modo, lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile del settore”. 

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1 In Evidenza - 13 dic 2021

Biocontrollo: Cia e IBMA Italia, al via fase 2 con sperimentazione in 11 regioni e nuove alleanze “salva-colture”

 Ampliare la diffusione e la sperimentazione delle tecniche di biocontrollo per la difesa integrata delle colture, allo scopo di costruire un nuovo modello operativo funzionale a tutto il mondo agricolo che risponda agli obiettivi di sostenibilità richiesti dalla Ue con il Green Deal. Questo il fine del “Progetto Biocontrollo e Innovazione digitale nell’azienda agricola” lanciato oggi da Cia-Agricoltori Italiani e IBMA Italia nel corso dell’iniziativa congiunta a Roma, presso l’Auditorium Giuseppe Avolio.

Un progetto triennale, dal 2022 al 2024, che fin da subito coinvolgerà 11 regioni (Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Molise, Campania, Calabria, Sicilia), 50 tecnici e 100 imprese agricole, per la formazione attiva e le prove in campo delle tecnologie di biocontrollo, con l’obiettivo di favorire la transizione della difesa fitosanitaria dalla chimica di sintesi ai bioprodotti di origine naturale, non solo nelle aziende biologiche ma anche in quelle convenzionali, spingendo allo stesso tempo sulla digitalizzazione dei processi produttivi.

Un lavoro ambizioso, dunque, in cui le due organizzazioni non saranno da sole: proprio oggi, infatti, in occasione dell’evento romano, Cia e IBMA Italia hanno siglato un protocollo d’intesa con AIPP, l’Associazione Italiana per la Protezione delle Piante, per collaborare nelle attività di studio, informazione, divulgazione, sperimentazione e adozione delle innovazioni nel settore della protezione delle piante dalle avversità, in particolare tramite tecniche e prodotti di biocontrollo, raggiungendo maggiore qualità, efficienza ed efficacia a sostegno delle aziende associate.

Non solo. Per promuovere e trasmettere a una platea più allargata la conoscenza delle tecniche di biocontrollo, così come le attività messe in atto, Cia e IBMA Italia hanno creato un sito web dedicato (https://biocontrollo.cia.it/), presentato oggi ufficialmente. Si tratta di uno strumento di trasferimento del know-how, di confronto, di scambio di esperienze, suddiviso in due sezioni: una parte pubblica, accessibile a tutti, con le informazioni e gli eventi sul tema; una parte privata, accessibile agli agricoltori e ai tecnici, con i materiali di supporto ai training (presentazioni, videolezioni, risposte a quesiti).

“Si apre la fase 2 della nostra collaborazione con IBMA Italia, iniziata nel 2019, con un grande progetto condiviso, dove coinvolgere anche università ed enti di ricerca -ha detto il presidente di Cia, Dino Scanavino-. Ovviamente, la pubblicazione delle Strategie Ue Farm to Fork e Biodiversity danno un valore ancora maggiore al nostro obiettivo comune, con la riduzione obbligata, entro il 2030, del 50% dell’uso e del rischio complessivo dei pesticidi chimici. Una delle soluzioni principali è proprio quella di investire nelle tecniche di biocontrollo, ma per farlo bisogna prima di tutto aumentare la presenza di questi prodotti sul mercato, e quindi aumentarne la disponibilità per gli agricoltori, anche per ridurre i costi”. Per questo, ha aggiunto Scanavino, “chiediamo al Ministero della Salute e alla DG Sante della Commissione Ue di semplificare e, soprattutto, di accorciare la durata dei processi di registrazione e di autorizzazione dei nuovi prodotti a minore impatto per la difesa fitosanitaria delle colture”. Ad oggi, infatti, delle circa 1.000 sostanze attive disponibili a livello europeo negli anni Novanta, ne sono rimaste a disposizione meno di 500, tra prodotti fitosanitari ritirati dal mercato o non rinnovati nelle autorizzazioni.

Nel frattempo, vanno previsti iter ed expertise ad hoc per l’utilizzo ottimale delle tecniche di biocontrollo già disponibili, che utilizzano microrganismi o derivati, insetti utili, feromoni, sostanze naturali, e che oggi valgono l’8% del mercato dei mezzi tecnici per la protezione delle piante da parassiti e malattie.

Ecco perché “nel nostro progetto -ha spiegato il presidente di IBMA Italia, Giacomo De Maio- il coinvolgimento di esperti nella formazione è fondamentale. Per gli agricoltori non si tratta semplicemente di sostituire un prodotto con un altro, ma di intervenire su processi e metodi in chiave bio, cambiando o integrando in maniera significativa le proprie strategie di difesa fitosanitaria. E questo richiede un forte impegno in termini di informazione, sperimentazione, collaudo e assistenza tecnica alle imprese agricole”. L’obiettivo conclusivo deve essere “dotare gli agricoltori di una toolbox dedicata, una cassetta degli attrezzi per la difesa sostenibile delle colture -ha aggiunto De Maio-. Passare dalla sperimentazione agronomica alla pratica agricola, adattando le strategie già testate ai vari areali di produzione sui territori e validando veri e propri protocolli di difesa fitosanitaria a basso impatto”.

Nel progetto triennale di Cia e IBMA, oltre a fornire ad agricoltori e tecnici agricoli tutte le competenze per utilizzare al meglio le tecniche di biocontrollo, molto spazio è dedicato all’avviamento in azienda di strumenti di agricoltura digitale, secondo un percorso in tre step: l’introduzione di funzioni che soddisfano i fabbisogni i fabbisogni più immediati dell’azienda, come la visualizzazione cartografica degli appezzamenti, l’impostazione delle colture e la gestione dei lotti, la digitalizzazione del magazzino concimi, sementi e prodotti fitosanitari; l’implementazione della gestione e integrazione del registro dei trattamenti e delle concimazioni, anche in relazione al metodo produttivo aziendale (biologico, integrato, convenzionale); l’introduzione e l’uso di supporti informativi evoluti, che permettano una gestione site-specific degli appezzamenti. Con valutazioni precoci e tempestive del rischio di fitopatologie, monitoraggio con dati microclimatici e tecniche sempre più conformi.

“L’innovazione e la ricerca devono procedere di pari passi con la sostenibilità, per consentire un reale sviluppo agricolo che tuteli insieme sia l’ambiente che il reddito dei produttori -hanno concluso Scanavino e De Maio-. Una sfida necessaria che richiede passi da gigante soprattutto in termini di investimenti, dai bandi dei PSR alle risorse del PNRR alla nuova Pac”.  

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