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1 In Evidenza - 21 mar 2026

Ue: Cia, urgenti misure ad hoc contro caro gasolio ed energia. Fare di più per agricoltura


A conti fatti nelle ultime operazioni del Governo per calmierare i prezzi del carburante, non c’è alcuna agevolazione di peso per l’agricoltura, se non una riduzione minima pari a 4 centesimi, già oggi del tutto erosi dai rincari sul gasolio al distributore. È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. A dirlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.

“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Carburanti: Cia, serve credito d’imposta per gasolio agricolo


Pur apprezzando l’intervento del Governo sulla temporanea riduzione delle accise per i carburanti, il settore primario resta fuori da interventi esclusivi e dedicati, come invece accaduto per l’autotrasporto e la pesca. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il Decreto Carburanti, approvato ieri dal Cdm e oggi in Gazzetta Ufficiale, e spiega: “L’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. Chiediamo con urgenza il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi e una strategia più strutturata e di lungo periodo a partire dal Consiglio Ue in corso a Bruxelles”.

“Ribadiamo dunque -spiega Fini- l’appello già formalizzato da Cia in occasione della conversione in legge del Dl Bollette, poche ore dopo lo scoppio della guerra in Iran, con un emendamento ad hoc sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che risulta depositato in Commissione bilancio alla Camera e che sarà in discussione nei prossimi giorni”.

Il contesto, sottolinea Cia, non è assolutamente favorevole a un settore già in sofferenza per costanti ripercussioni climatiche e mancato riconoscimento del valore lungo la filiera, solo per citarne alcune. Le tensioni in Medio Oriente, il conseguente caro energia e gasolio, ma anche i prezzi alle stelle di fertilizzanti e urea, sempre più irreperibili, stanno mettendo a rischio la continuità aziendale che -ricorda Cia- è elemento strategico di presidio e tenuta ambientale, sociale ed economica di interi territori del Paese, a partire dalle aree rurali e più svantaggiate.

“Per tutto questo -conclude Fini- abbiamo aspettative importanti anche da parte del Consiglio europeo perché si agisca in modo collettivo, accelerando anche sulla questione fertilizzanti, eventuali deroghe al CBAM e misure straordinarie a sostegno del reddito degli agricoltori”.

VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO - I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto, certificano la vulnerabilità dell'agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo "energia motrice" a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l'acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.

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1 In Evidenza - 19 mar 2026

Servizio Civile Agricolo: al via anche in Abruzzo i progetti per i giovani

Prende ufficialmente il via anche in Abruzzo il Servizio Civile Agricolo, una nuova opportunità rivolta ai giovani tra i 18 e i 28 anni che unisce formazione, impegno civico e sviluppo dei territori rurali.

I progetti attivati coinvolgono diverse sedi sul territorio regionale, tra cui Chieti, Teramo, L'Aquila e Scerni, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra giovani e agricoltura, promuovendo allo stesso tempo sostenibilità, innovazione e inclusione sociale.

“Il Servizio Civile Agricolo rappresenta un’importante occasione per avvicinare i ragazzi a un’idea moderna e multifunzionale di agricoltura”, dichiara Bruno Sfrattoni, referente dell’ufficio Servizio Civile Inac-Cia, “capace non solo di produrre cibo, ma anche di generare valore sociale, tutela ambientale e sviluppo per le comunità locali”.

CIA Abruzzo è impegnata nella realizzazione sia del Servizio Civile Universale sia dei progetti legati alla transizione digitale. In questo contesto, il progetto si inserisce nel solco del Servizio Civile Universale, ma ne declina i contenuti in chiave agricola e agroalimentare, valorizzando la multifunzionalità delle aziende rurali e ponendo l'accento sull'agricoltura sociale.

Il Servizio Civile Agricolo non ha l’obiettivo di impiegare i giovani come manodopera nelle aziende, ma di offrire un percorso di crescita personale e civica. I volontari, 


infatti, non sono inseriti nelle attività produttive, ma partecipano a progetti di promozione del territorio, supporto ai servizi rurali e diffusione della cultura agricola.

Le attività spaziano dal supporto informativo per facilitare l’accesso ai servizi del settore alla partecipazione agli sportelli territoriali, fino a iniziative di educazione alimentare e ambientale, lotta allo spreco e promozione di stili di vita sani. Accanto a queste, trovano spazio anche azioni di valorizzazione delle aree interne, come orti sociali, servizi di comunità e forme di collaborazione nei contesti rurali.

L’obiettivo è rafforzare il welfare di prossimità e creare nuove opportunità per i giovani, accompagnandoli nella scoperta del settore agricolo anche attraverso strumenti innovativi e competenze legate alla digitalizzazione.

In questo quadro, CIA - Agricoltori Italiani, attraverso il patronato INAC, promuove il programma “Facilitazione per l’agricoltura sostenibile”, articolato in due linee di intervento: da un lato la diffusione di servizi e informazioni per il comparto agricolo, dall’altro lo sviluppo di pratiche legate all’agricoltura sostenibile e di precisione, anche attraverso l’utilizzo di strumenti digitali.

“Investire sui giovani significa investire sul futuro dell’agricoltura abruzzese”, conclude Nicola Sichetti, Presidente CIA Abruzzo, “e rafforzare un modello di sviluppo capace di coniugare economia, ambiente e coesione sociale”.

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1 In Evidenza - 13 mar 2026

Si apre il bando per la XXIV edizione del Premio Bandiera Verde Cia

C’è tempo fino al 15 maggio 2026 per partecipare alla XXIV edizione del Premio Bandiera Verde Agricoltura, il riconoscimento promosso da Cia-Agricoltori Italiani per valorizzare realtà che si distinguono per il loro impegno nel settore agricolo e nello sviluppo dei territori rurali.


Il premio, ormai appuntamento consolidato, nasce con l’obiettivo di mettere in luce esperienze virtuose capaci di innovare, valorizzare le tradizioni e contribuire alla crescita sostenibile delle comunità locali. Con Bandiera Verde, Cia continua a mantenere alta l’attenzione sul valore strategico dell’agricoltura, premiando la determinazione e la capacità imprenditoriale dei protagonisti del settore.


👉Possono candidarsi aziende agricole, comuni, enti e organizzazioni che si siano distinti per iniziative legate allo sviluppo rurale, alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico, alla tutela del paesaggio e dell’ambiente, oltre che alla promozione della cultura agricola.


Per l’edizione 2026 sono previste alcune novità nella distribuzione dei riconoscimenti. In un’ottica di razionalizzazione e con l’obiettivo di valorizzare sempre di più realtà selezionate e di grande qualità, i premi saranno quindici:


  • 10 premi ad aziende agricole, suddivise nelle diverse categorie previste dal bando

  • 3 premi a iniziative extra-aziendali, che potranno riguardare scuole, università, cinema, editoria, parchi naturali o eventi culturali legati al mondo agricolo

  • 2 premi a Comuni virtuosi, distintisi per politiche e progetti a sostegno dell’agricoltura e del territorio


Tra tutti i premiati verrà inoltre assegnato un riconoscimento speciale: la “Bandiera Verde Gold”, destinata alla realtà che più di tutte rappresenterà lo spirito e i valori del premio.


📅Le candidature possono essere inviate entro il 15 maggio 2026, secondo le modalità indicate nel bando.

Un’occasione importante per raccontare e valorizzare le migliori esperienze dell’agricoltura italiana, motore di sviluppo economico, sociale e ambientale dei territori.


Il Regolamento e tutti i documenti utili QUI


Per maggiori informazioni prenota un appuntamento o recati presso l'ufficio CIA a te più vicino.

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1 In Evidenza - 12 mar 2026

Prezzi: Cia mobilita le Regioni. Patto di ferro contro le speculazioni

L'escalation militare in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico rischiano di assestare un duro colpo all'agricoltura italiana. L'onda d'urto globale si sta traducendo in un significativo aumento dei costi del gasolio agricolo, con rincari fino al 50%, e incertezze pesanti sui fertilizzanti che vedono l’urea su del 35%. Stronchiamo le speculazioni a danno degli agricoltori, di tutti i cittadini, della nostra sovranità alimentare. A dirlo, oggi, il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che annuncia: “Chiediamo ai Consigli Regionali un intervento concreto, a partire dalla nostra proposta di Ordine del Giorno”.


Al centro del documento Cia per le Regioni, l’input all’impegno per lo stop alle speculazioni, attivando tavoli di monitoraggio permanenti per fermare i rincari ingiustificati sui carburanti e lungo la filiera, difendendo sia i produttori che i consumatori al supermercato. L’appello, poi, per un’azione nazionale, sollecitando il Governo, tramite la Conferenza Stato-Regioni, a stanziare immediatamente risorse e misure compensative per i comparti in sofferenza. Il pressing, infine, per alzare la voce con le istituzioni europee, affinché adottino politiche eccezionali nell’immediato, scorporando le risorse anticrisi energetica dai rigidi vincoli del Patto di stabilità e crescita.


L'impatto dei rincari energetici è pesante per il settore primario, in particolare se si pensa alla serricoltura, al comporto cerealicolo e alla zootecnia da latte -precisa Cia- e sconta, in aggiunta, il peso consistente della crisi degli input tecnici, con i fertilizzanti quasi irreperibili e dai costi proibitivi. Uno scenario con ripercussioni importanti anche sulla tenuta economica, sociale e ambientale dei territori rurali.


Siamo a primavera, periodo di semine e lavorazione della terra. Questa crisi non ferma solo i trattori, compromette l’agricoltura e la sicurezza alimentare -commenta Fini-. E gli agricoltori sono sempre l'anello più esposto e debole dell'intera filiera, con l’aggiunta dell'impossibilità strutturale a trasferire i rincari sul prezzo di vendita. Produrre in perdita significa chiudere. Con questo Ordine del Giorno chiediamo alle Regioni -conclude- un patto di ferro per assicurare al Paese, partendo dai territori, controlli anti-speculazione subito e pressioni sull'Europa perché intervenga con risorse adeguate, in deroga al Patto di stabilità”.

L’appello di Cia, infine, ai capi di Stato e di Governo per stringere su Bruxelles in vista del Consiglio Ue del 19 e 20 marzo. Le ipotesi di misure anticrisi eccezionali annunciate dalla presidente von der Leyen devono essere veloci e concrete.

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1 In Evidenza - 11 mar 2026

Turismo Verde, ANABIO e La Spesa in Campagna Abruzzo: eletti i nuovi presidenti regionali

Si è svolta oggi, mercoledì 11 marzo 2026, presso l’Agriturismo “Col Morino” di Pineto, l’Assemblea Elettiva di Turismo Verde – ANABIO – La Spesa in Campagna Abruzzo, un momento centrale nel percorso verso il Congresso Nazionale. L’incontro ha rappresentato non solo un’occasione formale di rinnovo degli organi associativi, ma anche un’importante occasione di confronto, dialogo e condivisione tra soci, dirigenti e operatori del settore agricolo e biologico della regione.

Nel corso dell’assemblea sono stati eletti i nuovi presidenti regionali, che guideranno le rispettive associazioni nei prossimi anni:

  • Alessandra Ventura – Presidente Turismo Verde Abruzzo

  • Beatrice Tortora – Presidente La Spesa in Campagna Abruzzo

  • Roberto Battaglia – Presidente ANABIO Abruzzo


L’assemblea ha rappresentato anche un momento di bilancio delle attività svolte e di riflessione sulle prospettive future del settore. Al centro del confronto tra i soci la necessità di rafforzare la rete territoriale dell’agriturismo, del biologico e della filiera corta, strumenti considerati sempre più strategici per sostenere le imprese agricole e valorizzare le produzioni locali.

Ampio spazio è stato dedicato alle sfide che attendono il comparto nei prossimi anni: dalla promozione del turismo rurale alla crescita della domanda di prodotti biologici, fino al consolidamento dei mercati di vendita diretta. Temi che vedono le aziende agricole abruzzesi sempre più protagoniste di un modello di sviluppo fondato su sostenibilità, qualità e legame con il territorio.

La partecipazione dei soci ha confermato la vitalità del sistema associativo regionale e la volontà di continuare a lavorare in maniera coordinata per rafforzare il ruolo dell’agricoltura multifunzionale in Abruzzo.


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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 03 dic 2021

Manovra: Anp-Cia, pensioni minime a bocca asciutta. Si aumenti assegno a 780 euro

Insoddisfazione per pensioni minime e redditi bassi dimenticati, solo parzialmente compensata dai buoni risultati su sanità e sociale. La proposta di legge di bilancio per il 2022 sembra una medaglia a due facce, così Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italianiche ha già presentato delle proposte emendative con l’obiettivo di favorire una stagione di riforme e investimenti, superando le criticità della fase pandemica. Innanzitutto, la necessità di aumentare gli assegni al minimo dagli attuali 515 a 780 euro mensili, oltre alla revisione dei criteri di accesso per la pensioni di cittadinanza, che hanno impedito alla stragrande maggioranza dei pensionati di beneficiarne. A questo si aggiunge la proposta di revisione delle detrazioni e deduzioni per il recupero –almeno- delle spese mediche, come avviene per tutti gli altri cittadini.

Aver dimenticato le pensioni minime ancora una volta appare molto grave, soprattutto in un momento in cui l’inflazione riparte al galoppo e incide sui beni di prima necessità, insieme ai consistenti aumenti (dal 30 al 50%) delle bollette di gas e luce. Viene, invece, considerato da Anp solo un mero palliativo l’indicizzazione che porterà a un aumento di poco più di 9 euro mensili. Unico risultato positivo, il riconoscimento del lavoro agricolo usurante agli agricoltori, tale da permettere l’anticipo pensionistico senza penalizzazioni.

Riguardo alle riduzioni fiscali, se -da una parte- Anp apprezza la volontà di attenuare il carico sulle pensioni (le più tassate d’Europa) -dall’altra- auspicava maggiore equilibrio e progressività nelle determinazione delle aliquote. Per i redditi fino a 15mila euro siamo, infatti, ancora fermi al 23%, senza alcun miglioramento per le pensioni basse, mentre sembrerebbero premiati solo i redditi alti, rischiando di ampliare la forbice delle disuguaglianze sociali nel Paese.

Positiva, invece, per Anp la parte relativa a sanità e sociale. Sembra, così, aprirsi una nuova stagione di investimenti per strutture e servizi, nella direzione da sempre auspicata dall’associazione. E’ questa la sfida più importante per i prossimi anni, assieme alla conferma delle azioni di contrasto al Covid, vaccini in primis. E’ necessario recuperare tutti i ritardi negli interventi ordinari, che riguardano in particolar modo gli anziani. Dovrà essere, quindi, straordinario l’impegno di Stato e Regioni per spendere bene le risorse, soprattutto quelle del Pnrr. Senza dimenticare l’applicazione capillare sul territorio dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) e dei Leps (livelli essenziali delle prestazioni sociali), insieme a tutte le maggiori priorità: medicina territoriale e domiciliare, prevenzione oncologica e telemedicina, servizi per la non autosufficienza e le cronicità, oltre alle Case di Comunità. Se per Anp è apprezzabile la previsione sul potenziamento del personale sanitario medico e infermieristico, resta ancora da definire il ruolo dei medici di medicina generale, verso i quali c’è l’auspicio di un rafforzamento del loro ruolo centrale nell’ambito sia dei servizi di diagnostica che di cura.

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1 In Evidenza - 01 dic 2021

Lavoro: Cia, bene apertura tavolo rinnovo CCNL per 1 mln operai agricoli

Si sono aperte oggi le trattative per il rinnovo del CCNL degli operai agricoli e florovivaisti, in scadenza il prossimo 31 dicembre 2021. Per Cia-Agricoltori Italiani il nuovo strumento normativo -riguarda oltre 1 milione di lavoratori e 190 mila imprese- sarà strategico per la riorganizzazione del lavoro nel settore rurale.

Nel contesto sociale del post pandemia, il rinnovo del CCNL potrà, infatti, rappresentare l'opportunità per la creazione di nuovi modelli di organizzazione del lavoro in agricoltura, settore che ha dimostrato di essere strategico per il Paese e fondamentale per il rilancio della nostra economia. Le aziende, attualmente, lamentano l'assenza di strumenti flessibili idonei alla tipologia prettamente stagionale dell’occupazione nel mondo agricolo. Cia ritiene questa l’occasione per venire incontro sia alle criticità delle imprese che alle esigenze dei lavoratori, contribuendo ad allargare sempre di più le maglie della legalità nei rapporti di lavoro. L’auspicio, dunque, perché si trovino le giuste soluzioni ai problemi di carattere economico-sociale nel più breve tempo possibile. 

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1 In Evidenza - 01 dic 2021

Caporalato: Cia, avanti su strategie di sistema per filiere agroalimentari etiche

Servono azioni di sistema per sconfiggere il caporalato in agricoltura, con un’alleanza necessaria tra istituzioni, parti sociali e terzo settore, per costruire insieme filiere etiche in cui sono rispettati i diritti fondamentali dei lavoratori e vengono premiate e sostenute le aziende sane e legali che, oggi, pagano il prezzo di una concorrenza sleale bastata sullo sfruttamento del lavoro. Questo il messaggio condiviso uscito dal seminario a Roma di “Rural Social ACT”, il progetto con Cia-Agricoltori Italiani capofila di 30 partner tra cooperative, consorzi, Ong e associazioni che punta sull’agricoltura sociale per promuovere processi virtuosi di inclusione e re-inserimento socio-lavorativo dei migranti e contrastare il fenomeno del caporalato.

            Il seminario, il terzo dei 12 previsti su tutto il territorio nazionale, si è tenuto nell’Auditorium Giuseppe Avolio di Cia ed è stato l’occasione per un confronto più ampio sul tema, dalle politiche migratorie agli strumenti messi in campo, come la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità.

            “Rural Social ACT è un progetto ambizioso, che si inserisce nel Piano triennale di contrasto al caporalato, in attuazione della legge 199/2016, finanziato dal Fondo FAMI e dal Ministero del Lavoro -ha ricordato Corrado Franci, coordinatore nazionale del progetto e dirigente Cia-. Il nostro obiettivo è quello di contrastare efficacemente il caporalato con la leva dell’agricoltura sociale, aiutando i migranti a integrarsi, ad avere un lavoro dignitoso e a contribuire allo sviluppo socio-economico del Paese”. Cia-Agricoltori Italiani “è l’unica associazione datoriale che si è esposta -ha continuato Franci- perché le vittime di questo odioso fenomeno non sono soltanto i lavoratori, ma anche le aziende sane, che sono la maggioranza e subiscono una concorrenza sleale nel settore agroalimentare a causa di queste nuove forme di schiavitù. Noi, attraverso questo progetto, vogliamo fare di più, passare all’azione, consapevoli che c’è ancora tanta strada da fare. Da una parte bisogna valorizzare e potenziare lo strumento della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, prevedendo incentivi per le imprese che si iscrivono e alleggerendo la burocrazia, e dall’altro bisogna lavorare sulla formazione e sulla sensibilizzazione, perché la repressione da sola non basta, coinvolgendo istituzioni e consumatori. Solo tutti insieme, si può togliere ossigeno al caporalato”.

            Sulla stessa linea la vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera Susanna Cenni. “Non basta fare leggi, è necessario fare il punto sullo stato di attuazione -ha detto-. Dal documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sul fenomeno del caporalato, è venuto fuori che l’impianto della legge è buono, ma ci sono ancora margini di attuazione su cui lavorare. In primis sulla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, dove serve più impegno per far iscrivere le aziende, ad esempio inserendo premialità come ha fatto la Regione Emilia-Romagna”. Molto positivo, invece, per evitare distorsioni sui mercati agroalimentari, “il decreto contro le pratiche commerciali sleali che ha messo fine alle aste a doppio ribasso -ha proseguito Cenni- così come l’introduzione della clausola sociale nella nuova Pac”. Oggi “grazie al PNRR, abbiamo risorse, strumenti e norme per fare di più e meglio contro il caporalato. La qualità del lavoro deve diventare un valore aggiunto in agricoltura, come avere l’Igp e la Dop -ha chiarito l’onorevole-. Contemporaneamente, è necessario fare un tagliando alle politiche dell’immigrazione, che vanno attualizzate”.

            Proprio da questo punto è partito l’intervento di Tatiana Esposito, direttore generale DG Immigrazione e Politiche di integrazione. “La normativa sull’immigrazione è molto datata -ha evidenziato-. Serve renderla più rispondente ai bisogni attuali, produttivi e sindacali. Il decreto flussi funziona male, speriamo che con la pandemia emerga sempre più forte la consapevolezza della necessità di dotarci di una nuova legislazione, più snella, efficace e moderna”. Quanto al progetto “Rural Social ACT”, ha sottolineato Esposito, “è la vittoria di una scommessa, visto che l’avviso prevedeva come prerequisito la presenza delle parti sociali nel partenariato. Il progetto è un pezzo importante del Piano triennale di contrasto al caporalato che nasce con un budget in evoluzione e un lavoro corale di tre Ministeri”. Esposito ha quindi ricordato l’adozione delle Linee Guida sull’identificazione e protezione delle vittime di sfruttamento, dove “bisogna armonizzare i percorsi di tutela che oggi sono fragili. Stiamo lavorando sul Testo Unico Immigrazione per solidificare i percorsi di uscita dallo sfruttamento, per offrire ai lavoratori stranieri un’alternativa di vita e di lavoro regolare. Abbiamo scritto delle proposte che speriamo possano trovare spazio nella legge di Bilancio”. Un’altra novità importante, ha ribadito la dg, “è l’aumento sostanziale del numero di ispettori, con un cambio di approccio non solo quantitativo ma qualitativo, già sperimentato nell’ultimo anno con la task-force insieme ai mediatori culturali”. Quanto alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, ha concluso Esposito, “finora il numero di aziende iscritte è insignificante. Bisogna aggiungere al vantaggio reputazionale uno economico, inserendo incentivi e/o premialità e rivedendo i requisiti d’accesso”.

            Al seminario su “Rural Social ACT” è arrivato anche il messaggio del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando, letto all’inizio dei lavori. “Purtroppo la concomitanza di altri impegni istituzionali non derogabili mi impediscono di poter prendere parte all’iniziativa -ha scritto-. Vi avrei partecipato molto volentieri anche perché il progetto Rural Social ACT è uno dei progetti qualificanti del programma triennale predisposto dal Ministero nell’azione di contrasto del caporalato. Come sapete, sono state messe in campo una serie di iniziative sinergiche tra istituzioni e parti sociali che puntano a combattere questo odioso fenomeno. Infatti oltre al richiamato progetto è stata avviata da Anpal una mappatura delle collaborazioni pubblico-private nell’ambito di servizi di intermediazione nel settore agricolo. Questo proprio al fine di costituire una rete di sportelli dedicati. E sono stati anche organizzati cicli di attività formative rivolte specificamente agli operatori. E’ iniziato anche un lavoro di analisi comparativa dei sistemi regionali di monitoraggio delle attività di intermediazione, propedeutico alla realizzazione di linee guida per la definizione degli standard di qualità dei servizi per il lavoro in agricoltura a trazione mista pubblico/privato”. Ma, ha continuato Orlando nel suo messaggio, “non è soltanto sui servizi per il lavoro che occorre investire, se consideriamo che le persone che cadono vittime di caporali sono con frequenza ricattate per alloggio e trasporto. Su questo, grazie a un investimento del Ministero del Lavoro, insieme ad Anci, abbiamo avviato una mappatura relativa alla presenza di lavoratori stranieri impiegati nell’ambito agroalimentare che vivono in realtà formali e informali all’interno dei territori dei Comuni italiani. La raccolta dati è in corso. Sono sicuro che da quest’iniziativa emergeranno elementi di sicuro interesse per l’azione che stiamo portando avanti -ha chiosato- e non mancheranno ulteriori e ravvicinate occasioni di confronto”.

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1 In Evidenza - 30 nov 2021

Digitale: Cia, 1300 aziende più hi-tech grazie al portale con J.P. Morgan

Prosegue spedito il percorso di transizione digitale promosso da Cia-Agricoltori Italiani che grazie al progetto pilota con J.P. Morgan ha raggiunto e superato l’obiettivo delle 800 aziende agricole, oggi sono 1300, presenti sul marketplace “Dal Campo alla Tavola”. L’iniziativa, che sostiene il settore e i cittadini da inizio pandemia, guarda alla crisi come opportunità di sviluppo che passa per l’Agridelivery e punta su innovazione e formazione. In 4 mesi, 11 le Regioni toccate da azioni informative e di consulenza con 14 incontri e per quasi 1200 persone coinvolte. Oggi a Roma, presso la Sala Stampa Estera, il punto insieme a esperti, tecnici e imprenditori agricoli.

Dunque, un’azione ampia che, per supportare il Made in Italy in crisi per il Covid, ha esplorato le potenzialità dell’e-commerce per poi sviluppare ulteriori funzionalità ed evolvere nella piattaforma marketplace, in grado di offrire e consolidare anche il servizio “Agridelivery” per la consegna a domicilio.

L’iniziativa ha voluto, così, rispondere alle esigenze di agricoltori e cittadini, costruendo con loro, mese dopo mese, uno spazio e uno strumento digitale frutto di ascolto e sperimentazione, che andasse a sanare un gap, legato a digital devide e a limitazioni negli spostamenti per contenere il diffondersi della pandemia, senza perdere il valore aggiunto del rapporto diretto tra produttore e consumatore. A contribuire, l’apporto importante delle associazioni Cia (Agia, Donne in Campo, Anp, la Spesa in Campagna e Turismo Verde) prime promotrici, in tutta Italia, del portale per la consegna a domicilio e la competenza tecnica dell’Associazione Agricoltura è Vita, ente Cia per la formazione d’impresa, l’innovazione e la digitalizzazione che ha ideato e realizzato sul territorio nazionale un percorso ad hoc per la crescita sul web delle aziende agricole, sia sui canali Cia che sui siti privati.

Di base, la consapevolezza del grande boom delle vendite alimentari online, anche nel 2021, che si apprestano a raggiungere quota +40% rispetto al 2020, con un valore complessivo di circa 4 miliardi, e il food delivery che, entro fine anno, potrebbe arrivare a +56% superando 1.4 miliardi di euro. Contribuisce l’interesse per i prodotti biologici, cresciuto del 67% e per quelli di nicchia salito a +17%. Punti di forza su cui Cia ha lavorato moltissimo a beneficio delle aziende associate, anche per una loro autonomia imprenditoriale. Esperienza digitale sul portale “Dal Campo alla Tavola” e processo formativo e di consulenza specializzata hanno, infatti, contribuito a rafforzare la leadership tecnologica degli agricoltori per ridare nuovo impulso alla vendita diretta, considerata leva strategica distintiva e comunque vincente.

A fare sintesi, dunque, il marketplace Cia che, oggi, supera le distanze tra produttore e consumatore, agevolando il contatto diretto e la costruzione di relazioni autentiche e durature. La piattaforma permette la conoscenza reciproca tra acquirente e venditore, come del ciclo produttivo dietro ogni specialità ortofrutticola e non solo, di ricette e tradizioni degli Agrichef Cia. A fare la differenza, infine, la geolocalizzazione dell'azienda per essere agevolmente rintracciata e raggiunta o per farsi consegnare a domicilio qualsiasi prodotto, dal fresco ai piatti preparati in agriturismo.

“Crediamo nella transizione digitale come occasione di crescita innovativa e distintiva di ciascun imprenditore agricolo e non come fine ultimo rappresentato dal mero sito web -ha dichiarato il Direttore Generale di Cia, Claudia Merlino-. Per questo, il progetto che con soddisfazione abbiamo portato avanti con il sostegno di J.P. Morgan e che oggi conclude una sua prima fase, è sempre più costruito in evoluzione con gli agricoltori, fornendo loro non una soluzione, ma strumenti diversificati, anche digitali, per esprimere, al meglio, la loro competitività sul mercato”.


La realizzazione della piattaforma “Dal Campo alla Tavola” è stata possibile anche grazie al contributo del partner tecnologico SIA, azienda hi-tech europea leader nei servizi e nelle infrastrutture di pagamento controllata da CDP Equity che, insieme alla rete d’impresa IOBO con Gulliver, ha sviluppato il marketplace che consente agli associati Cia di promuovere e commercializzare i propri prodotti.

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1 In Evidenza - 25 nov 2021

Covid: Anp-Cia, bene misure Governo. Rafforzare campagna richiamo vaccinale

Giusta e necessaria la stretta del governo contro il nuovo aumento dei contagi da Covid in Italia. Così l’Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, commenta le decisioni uscite dal Consiglio dei ministri, giudicando positive le misure annunciate dal premier Draghi, dall’estensione della terza dose di vaccino, all’accesso a luoghi pubblici e attività ricreative con il Super Green Pass, nonché alla conferma di tutte le regole di protezione individuale con lo scopo di contenere la circolazione del virus.

            “Nelle ultime settimane abbiamo assistito a una recrudescenza della pandemia, soprattutto a causa della nuova variante, particolarmente contagiosa per le persone prive di copertura vaccinale e per quelle fragili, come gli anziani, con patologie croniche -ricorda il presidente nazionale di Anp, Alessandro Del Carlo-. Ci sono forti rischi che il sistema ospedaliero, le terapie intensive, non riescano a far fronte alle richieste di ricoveri e di cure adeguate. Ecco perché serve mettere in campo provvedimenti più stringenti, per difendere la salute dei cittadini e l’economia del Paese”.

            L’Anp-Cia, quindi, fa appello ai propri associati, e a tutti gli anziani, di aderire alla nuova campagna di richiamo vaccinale. “Vaccinarsi è un gesto di buon senso per difendere la propria salute e, al tempo stesso, un atto di responsabilità verso la comunità”, sottolinea Del Carlo. Anche per questo, bisogna continuare a “dialogare per convincere coloro che ancora non si sono vaccinati, rispettando perplessità e paure, ancorché ingiustificate. Ma restando fermi e irremovibili rispetto ai tentativi di creare tensioni sociali che vanno a colpire le istituzioni e la convivenza civile”.

            Secondo l’Associazione nazionale pensionati di Cia, è importante uscire quanto prima dall’emergenza Covid, liberando il Sistema sanitario nazionale dalla pressione straordinaria di questi tempi, perché ci sono anche da recuperare le attività rimaste drammaticamente indietro: dalle visite specialistiche, alle operazioni chirurgiche, ai check-up. Ritardi che si sono accumulati e di cui gli anziani subiscono le maggiori conseguenze.

Per tutti questi motivi “è necessario investire ulteriormente sul potenziamento del Sistema sanitario, in maniera sistematica e continuativa -conclude il presidente Del Carlo- per migliorare le strutture, costruire la sanità territoriale, rafforzare i servizi della non autosufficienza, avere una strategia di prevenzione, colmare i gap di efficienza fra i sistemi sanitari regionali, abbattere le discriminazioni sociali e territoriali nell’accesso ai servizi”.  

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1 In Evidenza - 25 nov 2021

Donne in Campo-Cia: per contrastare le violenze, rilanciare la rete dei Consultori

Serve rilanciare, su tutto il territorio nazionale, i Consultori familiari istituiti dalla legge 405/75 per l’assistenza alla maternità e alla famiglia. Caratterizzati da servizi multidisciplinari e da una forte visione di genere, costituiscono un patrimonio unico del nostro Paese da rafforzare e promuovere anche ospitando, laddove possibile, i centri antiviolenza rivolti a tutti. A dirlo, Donne in Campo, l’Associazione al femminile di Cia-Agricoltori Italiani che in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ribadisce non solo l’importanza del lavoro quale arma, tra le più potenti, contro le violenze di genere, ma invoca anche una rinnovata attenzione per la rete dei Consultori, unità diffusa a sostegno della famiglia, principale nucleo della società, oggi in crisi silenziosa e drammatica.

“La comprensione dei ripetuti casi di violenza e sofferenza -dichiara Pina Terenzi, Presidente di Donne in Campo- è necessaria per fermare la conta degli episodi che connotano uno dei fenomeni più drammatici di questo secolo”. A tal riguardo, proprio una sanità a misura di donna fatta di assistenza di prossimità, consultori e telemedicina, può fare da cardine e garantire benessere e salute. Inoltre, insieme a una adeguata rete di asili nido e di assistenza agli anziani e ai diversamente abili, contribuisce a conciliare la vita lavorativa con quella familiare.

 “La denatalità -prosegue Pina Terenzi- ha assunto proporzioni gravi e preoccupanti. Dal 2015, la popolazione italiana è andata diminuendo ogni anno e l’impatto dell’epidemia non ha fatto che acuire il fenomeno, registrando un minimo storico delle nascite dall’Unità d’Italia a oggi.

La mancanza di strategie a lungo termine per un problema così complesso -aggiunge la presidente di Donne in Campo- disconosce il valore sociale della maternità che, invece, di fronte a questo allarmante calo delle nascite, merita adeguato riconoscimento e giusta dignità. Ciò significa, non solo garantire alle donne aiuti e sostegni economici, ma anche assicurare loro il diritto di scegliere per la costruzione di una famiglia e ricevere il sostegno necessario, in tutte le forme possibili. La maternità è un diritto -conclude Terenzi-. Diciamo ‘mai più’ all’inaccettabile bivio tra impegno lavorativo e famiglia, tra attivismo, rappresentanza, politica e cura dei figli”.

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