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2 In Evidenza - 03 feb 2026

Al via la prima fase di CIA Talent: un percorso per valorizzare giovani professionalità e competenze

È ufficialmente partita la prima fase di CIA Talent, il progetto promosso da CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara con l’obiettivo di valorizzare i talenti e favorire l’ingresso di nuove professionalità all’interno dell’organizzazione.

La fase iniziale del percorso prevede un programma strutturato di formazione generale, inserimento organizzativo e orientamento, a cui seguirà una formazione specifica dedicata ai diversi ambiti di competenza. Un percorso pensato per accompagnare i partecipanti nella conoscenza del sistema CIA, del suo metodo di lavoro e dei valori che ne guidano l’azione.

CIA Talent nasce con l’obiettivo di rafforzare la struttura organizzativa attraverso nuove competenze, trasmettendo una solida cultura associativa e favorendo una crescita concreta, sia professionale che umana, dei partecipanti. L’iniziativa punta a costruire nel tempo un vero e proprio “vivaio di eccellenze”, capace di contribuire allo sviluppo e al rinnovamento dell’organizzazione.

Le selezioni proseguiranno nei prossimi mesi e rappresentano un importante periodo di conoscenza reciproca: da un lato CIA valuta competenze, motivazione e attitudine dei giovani coinvolti; dall’altro i partecipanti possono comprendere se il contesto associativo e organizzativo risponde alle proprie aspettative e prospettive professionali.


“L’avvio dei tirocini formativi di CIA Talent rappresenta un investimento strategico sul capitale umano dell’organizzazione”, dichiara il direttore Alfonso Ottaviano, “Rafforzare la struttura significa elevare la qualità delle professionalità al servizio di cittadini e imprese, ma anche potenziare l’azione politico-sindacale della CIA. È un passaggio fondamentale per affrontare con competenza, visione e autorevolezza le sfide future del settore”.

Dopo l’evento di lancio, la prima fase del progetto si è conclusa con esito positivo, registrando un buon livello di adesioni e un significativo coinvolgimento, a conferma dell’interesse verso il percorso proposto.

Al centro di CIA Talent c’è la formazione, intesa non solo come esperienza operativa, ma come preparazione strutturata e continua. Investire sui giovani significa rafforzare il futuro dell’organizzazione e del territorio, puntando su competenze, innovazione e ricambio generazionale.

Con CIA Talent, CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara conferma il proprio impegno nel costruire opportunità di crescita e nel valorizzare i talenti come leva strategica per il futuro.

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1 In Evidenza - 27 gen 2026

Giornata della Memoria: Cia, dall’orrore della Shoah all’agricoltura come strumento di pace


Oggi, in tutta Italia, si celebra la “Giornata della Memoria”, per imprimere nella memoria collettiva del Paese uno degli orrori più gravi e inauditi di cui l’uomo sia stato protagonista.
“Nessuno può dire: questo non mi tocca. La memoria è un dovere per tutti”, rifletteva lo scrittore Italo Calvino. È necessario, dunque, ricordare il passato per comprendere la storia e trarne insegnamento, sottolinea il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

“Questa giornata è un’occasione per riflettere sulla tragedia della Shoah e sul nostro angoscioso presente, perché non si ripetano gli orrori passati e si metta fine a tutti i conflitti e alle violenze nel mondo -osserva Fini-. Pensiamo soprattutto a Gaza, all’Iran, all’Ucraina, al Sudan, alla Repubblica Democratica del Congo e ad altre aree dimenticate, con l’auspicio che la politica e la diplomazia tornino a essere i soli mezzi per risolvere le controversie internazionali e costruire concreti percorsi di pace, a garanzia dei diritti umani e della democrazia”.

In questo processo, continua il presidente di Cia, “l’agricoltura ha un ruolo fondamentale: assicura la sicurezza alimentare nelle zone di crisi, sostiene le comunità rurali colpite dalla guerra e diventa strumento di riconciliazione attraverso lo sviluppo sostenibile dei territori”.

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1 In Evidenza - 21 gen 2026

Mercosur: Cia, ascoltati da Parlamento Ue. Invio a Corte di Giustizia sia utile

“Finalmente c’è un Parlamento europeo che dimostra di aver ascoltato le nostre preoccupazioni e richieste sul Mercosur. La nostra manifestazione di ieri a Strasburgo è stata determinante e andrà avanti, nelle forme più opportune, affinché la sospensione della ratifica rappresenti, adesso, un tempo utile per far rispettare le nostre condizioni in questo, come in tutti i futuri negoziati commerciali”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rispetto all’ok dell’Eurocamera sull’invio dell’accordo direttamente alla Corte di giustizia Ue.

“Sebbene non ad ampia maggioranza, il voto odierno rinvia tutto alla verifica di compatibilità con i trattati Ue e, soprattutto”, specifica Fini, “fornisce uno spazio di pressione importante perché si garantiscano vera reciprocità, controlli ferrei e clausole di salvaguardia automatiche. Siamo pronti al confronto su questi nodi per noi dirimenti a tutela degli agricoltori e dei cittadini europei, in termini di competitività produttiva e di standard sanitari e ambientali che devono essere i medesimi imposti ai produttori e agli allevatori europei”.

Sulla stessa linea anche Cia Abruzzo, che esprime soddisfazione per la decisione del Parlamento europeo. “L’invio dell’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia Ue rappresenta un passaggio fondamentale per dare finalmente risposte concrete alle preoccupazioni degli agricoltori dei territori”, sottolinea Nicola Sichetti, Presidente di Cia Abruzzo. “Per una regione come la nostra, caratterizzata da produzioni di qualità, Dop e Igp, è indispensabile che ogni accordo commerciale garantisca una reale reciprocità, con controlli stringenti e tutele efficaci contro la concorrenza sleale”.

“Gli agricoltori abruzzesi” prosegue Sichetti, “non possono competere con prodotti che non rispettano gli stessi standard sanitari, ambientali e sociali richiesti in Europa. La sospensione della ratifica deve diventare un’occasione concreta per rafforzare le clausole di salvaguardia e difendere redditi, lavoro e sicurezza alimentare. In questo percorso, Cia Abruzzo continuerà a sostenere con forza la linea portata avanti da Cia nazionale, a tutela dell’agricoltura e dei cittadini europei”.

Ora, sotto i riflettori di Cia, l’intera fase di implementazione. “Le nostre proteste con migliaia di agricoltori, e questo ultimo atto del Parlamento Ue”, conclude Fini, “sono un messaggio chiaro sulla direzione da prendere: accordi commerciali internazionali solo a parità di regole e condizioni, per assicurare cibo sano, sicuro e trasparente ai nostri cittadini”.

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2 In Evidenza - 21 gen 2026

Tutela degli agricoltori, interesse generale e servizi essenziali: la posizione di CIA sui Consorzi di Bonifica

CIA – Agricoltori Italiani ribadisce con forza che la propria priorità resta la tutela degli agricoltori, dei loro redditi e della continuità dei servizi essenziali, a partire dall’irrigazione e dalla bonifica.

In riferimento alle recenti sentenze del TAR Abruzzo – Sezione di Pescara, che riguardano il Consorzio di Bonifica Centro, la CIA chiarisce che si tratta di contenziosi di natura tecnica e amministrativa, normali in una fase complessa che interessa non solo questo Consorzio, ma l’intero sistema della bonifica.

“Le sentenze non mettono in discussione la funzione della bonifica, ma richiamano tutti a una gestione tecnica e amministrativa più chiara e ordinata”, ha sottolineato il direttore CIA, Alfonso Ottaviano, presente alla conferenza stampa, “È necessario evitare confusione tra gli agricoltori e lavorare con responsabilità.”

CIA ha espresso pieno riconoscimento al Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Bonifica Centro, composto da agricoltori ed espressione diretta del territorio, e al suo presidente Enisio Tocco, per il lavoro svolto in due anni particolarmente complessi, in una situazione ereditata da decenni di criticità strutturali e gestionali.

L’attuale CdA ha avviato un piano di risanamento e programmato investimenti indispensabili per garantire il futuro della bonifica e dell’irrigazione, un percorso che la CIA continuerà a sostenere insieme a tutte le associazioni di categoria, nell’interesse esclusivo del mondo agricolo.

La CIA ribadisce alcuni principi fondamentali:

  • Gli agricoltori devono avere servizi efficienti e continui.

  • Devono avere accesso all’acqua per produrre, perché senza acqua non esiste agricoltura di qualità né reddito.

  • Devono sostenere ruoli equi e sostenibili, compatibili con redditi agricoli già sotto pressione.

Allo stesso tempo, i Consorzi di Bonifica non servono solo gli agricoltori, ma svolgono un ruolo essenziale anche per:

  • La sicurezza idraulica dei territori.

  • La tutela dei cittadini.

  • Il supporto alle imprese e alle attività produttive.

“La tutela deve essere generale, non limitata a singole posizioni”, sottolinea Ottaviano, riferendosi a tutti i Consorzi di Bonifica, non solo a quello Centro.

L’organizzazione conferma il proprio impegno a mantenere un dialogo costante con la Regione Abruzzo e tutte le forze politiche, per accompagnare il piano di risanamento, garantire l’accesso alle risorse disponibili e sostenere investimenti strategici per il territorio.

Eventuali sentenze, procedimenti o percorsi giudiziari utili a fare chiarezza sulla gestione o su eventuali criticità dovranno essere affrontati senza timori: il Consorzio agirà sempre nel rispetto delle regole e dell’interesse pubblico.

“In queste settimane si è generata molta confusione tra gli agricoltori”, avverte il direttore provinciale, “indebolire i Consorzi significa indebolire i servizi, bloccare investimenti e compromettere l’ordinaria amministrazione.”

Dopo anni, i Consorzi sono tornati a essere gestiti dagli agricoltori. La CIA sceglie una linea di responsabilità, unità e tutela concreta, convinta che solo attraverso confronto istituzionale, collaborazione e visione di interesse generale si possa garantire acqua, sicurezza e futuro ai territori.

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2 In Evidenza - 21 gen 2026

Convocazione della IX Assemblea Elettiva Provinciale CIA Chieti-Pescara

È convocata la IX Assemblea Elettiva Provinciale CIA Chieti-Pescara per il rinnovo degli organismi provinciali e l’elezione del Presidente.

L’Assemblea si terrà:

  • Data: Sabato 7 febbraio 2026

  • Orario: Ore 9:00

  • Luogo: Ristorante L’Altra Chiave, San Vito Chietino (CH)

L’appuntamento rappresenta un momento fondamentale di partecipazione democratica e confronto, volto a definire il futuro dell’organizzazione provinciale.

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1 In Evidenza - 21 gen 2026

Emergenza cervi in Abruzzo: CIA chiede alla Regione il ripristino dell’equilibrio specie-ambiente

CIA Abruzzo lancia un nuovo e deciso appello alla Regione affinché venga riattivata con urgenza la procedura di prelievo selettivo del cervo, indispensabile per ristabilire l’equilibrio tra fauna selvatica, ambiente e attività agricole.

In vaste aree del territorio regionale, in particolare nella provincia dell’Aquila e nelle zone della Valle Peligna e Subequana, la densità della popolazione di cervi ha ormai superato livelli di sostenibilità. Secondo i dati raccolti dall’organizzazione, oltre il 60% dei danni alle colture agricole è oggi riconducibile a questa specie, con conseguenze economiche sempre più gravi per le aziende agricole.

“Non siamo di fronte a un evento imprevedibile, ma al risultato di una gestione faunistica che da troppo tempo non trova piena attuazione negli strumenti normativi già disponibili", dichiara Nicola Sichetti, Presidente di CIA Abruzzo. “Gli agricoltori non possono più sostenere da soli il peso di questa emergenza: servono decisioni rapide, fondate su basi scientifiche e giuridicamente solide”.

CIA Abruzzo ricorda che i monitoraggi indicano densità di cervi nettamente superiori ai limiti fissati dall’ISPRA (2 capi ogni 100 ettari), collocando l’Abruzzo tra le regioni con la più alta concentrazione in Italia. Il Piano Faunistico Venatorio Regionale 2020 e la legge nazionale 157/1992, che include il cervo tra le specie cacciabili, forniscono già il quadro normativo necessario per avviare un prelievo selettivo sostenibile e legittimo.

“Il blocco delle precedenti iniziative non deve tradursi in immobilismo”, aggiunge Sichetti. “Al contrario, è indispensabile riavviare l’iter amministrativo alla luce delle recenti pronunce, costruendo una procedura inattaccabile sotto il profilo formale, che consenta finalmente di intervenire”.

Oltre ai danni alle colture, CIA Abruzzo segnala un aumento degli incidenti stradali e gravi ripercussioni sulla biodiversità, con particolare riferimento alla competizione alimentare che mette a rischio specie vulnerabili come il camoscio appenninico.

“Ripristinare l’equilibrio specie-ambiente significa tutelare la sicurezza dei cittadini, la biodiversità e la dignità del lavoro degli agricoltori abruzzesi”, conclude il presidente di CIA Abruzzo. “Confidiamo in un intervento immediato della Regione per dare risposte concrete a un settore allo stremo”.

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News Cia Abruzzo

1 In Evidenza - 04 ott 2021

Cia, no a Far West su crediti carbonio. Agricoltori siano protagonisti rivoluzione green

mercati volontari dei crediti di carbonio si stanno rapidamente diffondendo nel mondo e possono valere da38 ai 58 mld per l’agricoltura Ue, secondo stime della Commissione. Si tratta di strumenti finanziari che si inseriscono nell’ambito del Protocollo di Kyoto per compensare le emissioni generate dai diversi settori produttivi. Nonostante i proclami, in Italia mancano ancora regole chiare sul riconoscimento dei servizi ecosistemici dell’agricoltura, con il sequestro della C02 immagazzinata dai terreni e dalle coltivazioni arboreeIn America la compravendita è avviata e Biden pianifica la creazione di una banca che faciliti il mercato delle pratiche ecosostenibili in cui gli agricoltori mettono all’asta i loro crediti, equivalenti a tonnellate di carbonio organico catturato. Questi crediti vengono, quindi, commercializzati diventando opportunità di guadagno per le aziende rurali. Si viene, così, incontro alle grandi corporation che hanno necessità di compensare le proprie emissioni di gas serra con azioni di rimboschimento e piantumazione messe in opera dai farmer Usa. Cia-Agricoltori Italiani guarda con grande interesse a queste nuove opportunità offerte dalla rivoluzione green, ma chiede una regolamentazione chiara per evitare frodi (vendite multiple) e speculazioni finanziarieIn Italia, infatti, a differenza di altri Paesi europei, non c’è ancora una normativa o linee guida su come si generano e commercializzano questi crediti. Servono con urgenza protocolli che ne garantiscano trasparenza ed efficacia. Cia ricorda il caso di Microsoft che dopo aver attivato negli Usa un deal per acquisire un importante quantitativo di crediti da aziende agricole, ne ha rifiutati più di 5 milionper un deficit nei sistemi di misurazione e reporting dei benefici climatici.

Secondo il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, la strada da fare è ancora lunga: La gestione sostenibile dei terreni può avere un ruolo fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici. Il sistema di certificazione dovrà definire degli standard di contabilizzazione del sequestro di carbonio per ogni tipologia di azienda agricola e quali saranno le modalità con cui gli agricoltori riceveranno le premialità. Le questioni che si aprono sono complesse –chiosa Scanavino-, i nuovi strumenti finanziari riusciranno ad attrarre una massa critica di aziende o potranno beneficiarne solo pochi grandi agricoltori in grado di adottare le tecnologie necessarie al monitoraggio della riduzione di emissioniE, soprattutto, le nostre aziende agricole riceveranno crediti anche per tutto quello che hanno fatto in passato per ridurre le emissioni di gas serra?”.

Come ultimo spunto di riflessione, Scanavino auspica, infine, che l’agricoltura non sia ridotta nel futuro a mero elemento di compensazione, a vantaggio del contributo del bilancio del carbonio per l’industria manifatturiera, ma vada sempre considerata una componente strategica essenziale dell’economia del nostro Paese.

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1 In Evidenza - 30 set 2021

Clima: Cia a Pre Cop26, salvare l’agricoltura che mitiga effetto serra

Il riscaldamento globale (1,5-2°C fino al 2050) sta compromettendo la salute del pianeta, l’equilibrio degli ecosistemi e la salvaguardia delle produzioni agricole, principale fonte di sostentamento alimentare per oltre 7 miliardi di persone nel mondo. In Italia, nel solo 2021, tra nubifragi e siccità, sono saliti del 60% gli eventi estremi e si è raggiunto il record di incendi, alimentati dal forte caldo, con più di 103 mila ettari bruciati in soli 8 mesi. Fiamme, maltempo e danni da parassiti, insieme alla crisi pandemica, hanno tolto quest’anno dalle tavole degli italiani oltre il 10% del cibo e procurato alle aziende agricole perdite economiche di svariati milioni di euro. Eppure, l’agricoltura è la più importante alleata contro inquinamento ed effetto serra. Da Cia-Agricoltori Italiani ai grandi della terra, riuniti a Milano per la Pre Cop26, l’ultima chiamata affinché i lavori preparatori per la Conferenza di novembre prossimo a Glasgow portino ad accordi fattivi e chiari, ad azioni concrete in grado anche di riconoscere il ruolo centrale dell’agricoltura mondiale.

Cia torna, dunque, a porre l’accento sulla rilevanza strategica della buona agricoltura che, pur subendo le conseguenze dirette dei cambiamenti climatici, mitiga l’effetto serra e riduce le sue emissioni (-25%), produce energie rinnovabili e biomasse (+690%), limita il consumo di acqua e di pesticidi (-27%), aumenta le superfici biologiche (+56%) e ha un ruolo fondamentale nell’assorbimento di anidride carbonica, giungendo a “sequestrare” circa 0,5 tonnellate di carbonio per ettaro l’anno.

Ancor più dopo la terribile esperienza dell’emergenza sanitaria, è il momento, secondo Cia, di riconoscere nei fatti il contributo straordinario che può dare l’agricoltura alla transizione ecologica, in grado non solo di sostenerne lo sviluppo, ma soprattutto di guidarne l’applicazione. Le imprese agricole italiane stanno infatti dimostrando, sottolinea Cia, grande senso di responsabilità e propensione al cambiamento, facendo spazio in azienda a ricerca e innovazione, soluzioni antispreco ed ecosostenibili.

“Ammodernamento delle infrastrutture fisiche e digitali, presidio del territorio e del paesaggio nelle aree rurali, cura del verde in città, introduzione di tecniche per la prevenzione e la difesa attiva delle colture e nuovi strumenti per la gestione del rischio, ristrutturazione delle stalle orientate al benessere animale e alla sostenibilità -commenta il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- sono già le priorità delle nostre aziende che però, oggi, sollecitano incentivi anche in ottica di lotta al cambiamento climatico e Green Deal Ue. L’appello -conclude Scanavino- è alla concretezza. Questo ci attendiamo dalle istituzioni riunite a Milano”.

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1 In Evidenza - 25 set 2021

Food System Summit: Cia, insieme per sistemi alimentari più sostenibili

Lavorare tutti insieme per migliorare il modo in cui produciamo, consumiamo e pensiamo al cibo. Perché trasformare i sistemi alimentari globali in un’ottica più sostenibile, sana ed equa, resiliente e senza sprechi, rappresenta uno degli strumenti più potenti per compiere progressi decisivi verso l’attuazione dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. A partire dall’obiettivo “Fame Zero”, in una società dove ancora 800 milioni di persone sono sottoalimentate e dove, invece, la promozione dell’agricoltura sostenibile può fare davvero la differenza, per uscire dalla povertà e creare nuova occupazione, visto che fornisce mezzi di sussistenza al 40% della popolazione mondiale. Così Cia-Agricoltori Italiani, in occasione del Food System Summit, che si apre oggi a New York, nell’ambito della 76^ Assemblea generale delle Nazioni Unite, con l’intervento del premier Mario Draghi e degli altri capi di Stato e di governo.

E’ chiaro, tuttavia, che lo sforzo mondiale verso sistemi agroalimentari più green, resilienti ed equi, va sostenuto con politiche dedicate e risorse adeguate. In questo senso, per Cia bisogna: aumentare l’accesso al credito, soprattutto ai piccoli agricoltori; garantire l’accesso alla terra e fermare il consumo di suolo; investire in ricerca e nuove tecnologie, dalle tecniche di miglioramento genetico all’agricoltura di precisione; lavorare sulla formazione, la cooperazione e sul trasferimento delle conoscenze; ridurre gli sprechi nelle filiere favorendo la prevenzione e incrementando il recupero delle eccedenze di cibo; assicurare mercati aperti con regole commerciali chiare; valorizzare le produzioni di qualità e i territori; promuovere le diete tradizionali, come quella mediterranea, contro modalità fuorvianti di etichettatura che vogliono condizionare invece di informare”.

            Secondo Cia, tutto parte ovviamente dalla centralità degli agricoltori e delle aree rurali. Per questo motivo, è necessario rafforzare e sostenere il capitale umano dei giovani, il nostro patrimonio più grande per un futuro sostenibile, e continuare a lavorare per la crescita delle aree rurali e interne, puntando su infrastrutture e servizi.  

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1 In Evidenza - 25 set 2021

EU Organic Day: Cia, sia di monito per approvazione legge nazionale sul bio

La prima “Giornata europea del biologico” (EU Organic Day) proclamata oggi dalla Commissione Ue nell’ambito del Piano d’azione per lo sviluppo del bio, e con data fissata per ogni 23 settembre, sia di monito per l’approvazione alla Camera della norma sulle “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”. A dirlo è Cia-Agricoltori Italiani che, richiamando l’impegno atteso dal Green Deal Ue, torna a sollecitare, sul testo, l’intervento risolutivo della Camera, visto anche l’ok già ottenuto al Senato.

“Non riusciamo a comprendere -è il commento del presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- perché il Parlamento non calendarizzi questa legge e la approvi in tempi celeri. Se ci dovessero essere necessità di adeguamento si potrebbero poi attivare i canali per le modifiche. Ѐ finito, dunque, il tempo dei dibattiti sterili nel mondo della rappresentanza -torna a ripetere Scanavino-. Sulla norma c’è già consenso vastissimo da parte di tutto l’arco costituzionale, con un unico voto contrario in Senato. Il comparto non può rischiare un arretramento, né disattendere gli impegni presi con l’Europa.

Di fatto -continua Scanavino- questa Giornata europea arriva a ricordare anche alla politica italiana che la rivoluzione bio è già in atto, e se non vogliamo perdere la partita con competitor europei, sempre più agguerriti, tocca rendere pienamente applicabili i principi dell’agroecologia e consentire al biologico nazionale di continuare a produrre valore per il Paese, recependo le esigenze dei cittadini e in coerenza con le diverse strategie Ue”.

Piena adesione, dunque, di Cia e Anabio, la sua Associazione per la promozione del biologico, alla Giornata proclamata dall’Ue ma, sottolineano entrambe, occorre che l’Italia dia un segnale forte e concreto ai suoi cittadini come all’Europa che con il “Piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica”, vuole stimolare agricoltori e consumatori, far sì che, entro il 2030, il 25% dei terreni agricoli sia destinato al bio, rispettare le Strategie “Farm to Fork” e “Biodiversity” e agevolare, nel contesto del Green Deal, la transizione verso sistemi alimentari sostenibili.

Secondo Cia e Anabio è chiaro che, senza una legge nazionale sul biologico, l’Italia non potrà fare la sua parte rispetto alle azioni previste da Bruxelles, né contribuire, con onestà e coerenza, alla campagna di sensibilizzazione, tra i 447 milioni di cittadini europei, sui benefici dell’agricoltura bio, come la salvaguardia della biodiversità e lo sviluppo del benessere animale, la resilienza imprenditoriale e un reddito più elevato per i produttori. Si tratta di valori che non interessano soltanto gli agricoltori, ma l’intera catena alimentare ed è opportuno aiutare i consumatori a operare scelte con piena consapevolezza.

Quindi, per Cia e Anabio, occorre ora accelerare e dotare l’Italia di una legge nazionale sul bio, pilastro fondamentale per la costruzione del futuro agricolo del Paese, attualmente, leader del settore in Europa con 80 mila operatori e 2 milioni di ettari coltivati. Il passaggio è cruciale, ancor più perché stretti tra criticità pandemiche e obiettivi green, incentivati dalla nuova Pac e dal Recovery Fund.

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1 In Evidenza - 22 set 2021

Ceta: vola export formaggi verso Canada. Ratifica sia priorità per Governo

Una rapida ratifica dell’accordo Ceta rappresenterebbe un messaggio chiaro e immediato per le imprese dell’agroalimentare e soprattutto per le nostre aziende zootecniche a rischio default per il rincaro delle materie prime”. A quattro anni dall’accordo Ceta Ue-Canada, il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, torna a sottolineare l’importanza degli accordi internazionali per gli scambi commerciali e gli investimenti all’estero. Le statistiche del settore lattiero-caseario lasciano, infatti, poco spazio ai dubbi. Nel 2020 l'export di formaggi italiani ha raggiunto 7mila tonnellate (sul podio Grana Padano e Parmigiano Reggiano, che da soli fanno il 70% del totale) con un aumento del 35,1% sul 2017, anno di battesimo dell’accordo (fonte Clal). Cia chiede un segnale da parte delle istituzioni, anche in vista del tavolo nazionale sul prezzo del latte convocato al Mipaaf per lo stato di grande precarietà dei nostri allevatori, che continuano a perdere potere contrattuale.

            Esattamente il 21 settembre 2017 entrava in vigore Ceta, il Comprehensive Economic and Trade Agreement tra l’Unione Europea e il Canada. È stato il primo accordo commerciale stipulato dall’Ue con un altro Paese del G7. L’accordo riduce le tariffe doganali e le altre barriere commerciali tra l'Ue e il Canada, sostenendo le rigorose norme europee in materia di sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti alimentari e garantendo la protezione delle indicazioni geografiche europee. Sono 171 prodotti alimentari, tra le quali figurano 41 Dop e Igp italiane -da sole il 98% dell’export Made in Italy in Canada- che erano state oggetto di violazione e contraffazione in quel Paese. La diffusione del cibo Made in Italy è favorita dalla presenza di una grande comunità italiana; le regioni in cui il nostro food viene più esportato sono l’Ontario e il Québec, quest’ultima con grandi margini di crescita per maggiori affinità culturali con il prodotto agroalimentare italiano.

            “I vantaggi oggettivi per le nostre imprese sono indiscutibili –dichiara il presidente Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- ora la politica deve accelerare sulla ratifica del Ceta per dare competitività al Sistema Italia. Con il riconoscimento e la tutela delle principali denominazioni Dop e Igp europee, l’accordo ha contribuito a facilitare un commercio equo e sostenibile, nel quadro delle regole internazionali”.

            Un Paese esportatore di manifattura non può non confrontarsi con un contesto di mercati aperti, priorità imprescindibile per il settore agroalimentare. “È impensabile difendere la nostra agricoltura arroccandoci nei nostri confini nazionali o europei, con posizioni di chiusura o di protezionismo –conclude Scanavino-. L’Italia è chiamata a dimostrare con fatti concreti l’apertura verso un sistema di scambi internazionali”.

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1 In Evidenza - 22 set 2021

Grano duro: Cia, parte la nuova Commissione Sperimentale Nazionale

Si è tenuta oggi la prima riunione della Commissione Sperimentale Nazionale sul Grano duro, convocata dal Mipaaf. Da parte di Cia-Agricoltori Italiani gli auguri di buon lavoro a tutti i componenti della neonata struttura, che avrà il compito di formulare le tendenze di mercato e i prezzi indicativi del settore.

Si tratta di uno strumento fortemente voluto e sostenuto da Cia, che plaude all’inizio del percorso operativo per la funzionalità della Commissione Unica Nazionale sul grano duro, seppure in una fase sperimentale.

Il grano duro è alla base della pasta, simbolo del Made in Italy nel mondo e della dieta mediterranea, e proprio l’Italia è il primo produttore europeo e il secondo produttore mondiale di grano duro. Per questo, favorire un percorso di maggiore trasparenza delle quotazioni resta uno strumento importante per la filiera grano duro-pasta.

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