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In Evidenza - 07 ott 2020

Bando a favore del settore apicoltura 2020/2021, aperti i termini per la presentazione delle domande

Nel regolamento UE 1308/2013 OCM viene previsto anche per il periodo dal 2020 al 2022 tre bandi annuali a favore del settore dell’Apicoltura. 

I beneficiari sono gli imprenditori apistici che hanno iscritto i propri alveari (almeno 10) presso la ASL nel registro all’anagrafe zootecnica nazionale (BDA) ed aventi sede legale presso la Regione Abruzzo; enti pubblici, associazioni, cooperative e consorzi per la tutela del settore. La spesa ammissibile per gli imprenditori apistici varia in base agli alveari registrati in BDA come di seguito:

Alveari presenti in BDA

da

Alveari presenti in BDA

a

Spesa ammissibile 

(IVA esclusa)

10

51

1.500,00 €

52

150

3.000,00 €

151

300

5.000,00 €

301

500

7.000,00 €


Maggiore di 500

10.000,00 €



Il bando prevede diverse misure per gli imprenditori apistici:

-        SOTTOAZIONE A6- attrezzature per la conduzione dell’apiario, per la lavorazione, il confezionamento e la conservazione dei prodotti agricoli: il contributo ammissibile è il 50% della spesa ammissibile. 

- SOTTOAZIONE B3 – LOTTA ALLA VARROASI: interventi che incentivano l’acquisto di arnie con fondo a a rete che consentono una più efficiente controllo contro la Varroa (parassita delle api). Il contributo è pari al 60 % della spesa ammissibile ( IVA esclusa), per l’acquisto di arnie antivarroa (solo per gli apicoltori stanziali) la cui spesa massima è fissata a 100€ cadauna (IVA esclusa).  Inoltre la stessa misura finanzia l’acquisto di attrezzature per la lotta contro gli aggressori e e le malattie dell’alverare ( Apicoltori stanziali e nomadi) il contributo anche qui è pari al 60%. 

- SOTTOAZIONE C2.1- acquisto arnie per l’esercizio del nomadismo:    interventi che incentivano l’acquisto Il contributo è pari al 60 % della spesa ammissibile ( IVA esclusa), per l’acquisto di arnie antivarroa  la cui spesa massima è fissata a 100€ cadauna (IVA esclusa) .  Per le aziende che praticano la transumanza obbligatoriamente devono comunicare al seguente indirizzo di PEC  entro 10 giorni lavorativi precedenti allo spostamento delle arnie con il luogo (indirizzo, località,comune,provincia) per eventuali controlli: dpd019@pec.regione.abruzzo.it .

 - SOTTOAZIONE C2.2 – ACQUISTO MACCHINE E ATTREZZATURE PER L’ESERCIZIO DEL NOMADISMO: E’ prevista la concessione di contributi in conto capitale del 50% della spesa ammissibile ( IVA esclusa) per l’acquisto di macchine operatrici attrezzature necessari alla movimentazione, il monitoraggio degli alveari e la loro gestione telematica ad esclusione di automezzi targati ed elaboratori elettronici ( palmari, tablet ecc ). Per le aziende che praticano la transumanza obbligatoriamente devono comunicare al seguente indirizzo di PEC  entro 10 giorni lavorativi precedenti allo spostamento delle arnie con il luogo (indirizzo, località,comune,provincia) per eventuali controlli: dpd019@pec.regione.abruzzo.it .


I limiti di spesa per questa sottoazione sono diversi rispetto alle altre:

Alveari presenti in BDA

da

Alveari presenti in BDA

a

Spesa ammissibile 

(IVA esclusa)

10

51

5.000,00 €

52

150

10.000,00 €

151

300

15.000,00 €

301

500

20.000,00 €


Maggiore di 500

25.000,00 €

 

  • SOTTOAZIONE E1- ACQUISTO SCIAMI ED API REGINE: prevede l’acquisto di sciami e api regine della razza Apis mellifera ligustica , prodotte in Italia. Il contributo ammissibile è del 60% (IVA esclusa) fissata in 90€ per l’acquisto di sciami con regina ed 16€ per l’acquisto di sole api regine. Gli sciami e api regine sono ammesse se corredate da certificazione di idoneità saniatria (rilasciata dalla ASL) e da certificazione rilasciata dal CREA di Bologna attestante l’appartenenza delle api alle sottospecie autoctone Apis mellifera ligusta. L’acquisto massimo non può superare il numero di alveari denunciati. Al collaudo sarà allegato il certificato ASL e il certificato del CREA.

La scadenza del bando è fissata a lunedì 30 novembre.



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In Evidenza - 07 ott 2020

Agriturismo: Cia, persi 600 mln in 2020. Ripartire da patrimonio aree interne

Sostenibile e lento, costruito sul valore dell’esperienza all’aria aperta e sull’economia delle relazioni umane, in connessione con l’identità paesaggistica, culturale ed enogastronomica di ogni luogo, a partire dalle aree rurali d’Italia, che la pandemia ha reso alternativa di vita più sana e sicura. Sono questi gli asset e la visione di turismo sui cui puntare per salvare dall’emergenza Covid un settore che vale il 16% del Pil nazionale. A dirlo è Turismo Verde, l’Associazione per la promozione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani che ha fatto il punto sul comparto e le azioni da cui ripartire, nell’annuale Assemblea nazionale a Roma.

Per Turismo Verde-Cia, dunque, il futuro del settore in Italia, si conferma la chiave di volta per la ripresa socioeconomica del Paese. Ne sono leve strategiche gli agriturismi diffusi su tutto il territorio nazionale, ovvero 24 mila strutture per 100 mila addetti, e le aree interne che occupano il 60% della superficie nazionale. Entrambi punti di forza importanti e duramente colpiti dalla pandemia. Nell’arco del 2020, infatti, stando all’analisi di Cia, la crisi da Covid toglierà agli agriturismi più di 600 milioni di fatturato (su un oltre un miliardo annuo di media) e oltre 295 milioni di presenze. Perdite per lo più concentrate nel lockdown e fino a giugno, quando i flussi turistici nelle strutture ricettive italiane, tra presenze e arrivi, hanno ceduto l’89% rispetto al 2019, raggiungendo ad aprile un -96% di presenze e di fatto l’azzeramento degli arrivi (-99%). Poco ha potuto l’avvio dell’estate con giugno che ha fatto registrare un -78% di arrivi e -80% di presenze. Luglio e agosto hanno riportato gli italiani in vacanza, ma senza incidere sul trend complessivo. Nel trimestre estivo la domanda estera è crollata del 65,9%, mentre l’aumento di quella interna è stato di solo 1,1%. In questo scenario non tutte le regioni hanno mostrato pari resistenza. Più forti Toscana, Veneto e Puglia. Mare e montagna hanno tenuto più delle città d’arte, nel primo caso con perdite del 30%, mentre nel secondo quasi del 90%. Fragili per natura, perché ancora prive di servizi e infrastrutture fisiche e digitali adeguate, le aree interne hanno mostrato, di contro, importanti potenzialità con un +5,2% di presenze interne nelle località rurali e di collina, e un +2,7% in quelle montane.

Numeri in calo, ma anche nuove tendenze, indicano secondo Turismo Verde-Cia, la strada da percorrere puntando sul patrimonio rappresentato dalle aree interne d’Italia che meglio conciliano il rispetto delle regole anti-Covid con la ricerca dell’esperienza turistica autentica, promotrice di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, tra riscoperta di paesaggi e piccoli borghi, tradizioni e piatti tipici. Nessuna ripresa sarà poi possibile, senza una reale svolta nell’economia delle relazioni su cui Turismo Verde rilancia, guardando al progetto Cia “Il Paese che Vogliamo” che del dialogo sul territorio tra istituzioni, enti e associazioni ha fatto il motore del cambiamento e della rinascita delle aree rurali.

“Dal Bonus Vacanze alla sospensione di Imu e Tari, abbiamo raggiunto in questi mesi importanti risultati a tutela degli agriturismi di tutta Italia -ha commentato il presidente di Turismo Verde-Cia, Giulio Sparascio-. Ora occorre non allentare il filo con le regioni, molte delle quali ancora non rendono accessibili i contributi a fondo perduto previsti dal Dl Rilancio. Inoltre -ha aggiunto- è necessario rifinanziare la cambiale agraria strumento di accesso al credito agile e libero da lacciuoli burocratici, che  ha già dimostrato di essere una boccata d’ossigeno per agricoltori e operatori agrituristici”.

“C’è poi la grande opportunità del Recovery Fund -ha dichiarato Dino Scanavino, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani- Lavoriamo insieme con il Governo e sul territorio affinché dia il giusto spazio e progetti mirati alla promozione delle aree interne coinvolgendo gli agriturismi”.

L’appuntamento ha visto l’intervento di Cosimo Durante, consigliere della ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova, impossibilitata a partecipare per il coincidente Cdm.



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In Evidenza - 01 ott 2020

Cinghiali in autostrada: Cia, situazione fuori controllo. Avanti su nostra riforma legge

La sciagura stradale avvenuta stanotte nel tratto della novarese della A26, causata ancora una volta dall'impatto tra cinghiali e un'autovettura, è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi drammatici che vede protagonisti gli animali selvatici. E’, dunque, urgente intervenire su una questione ormai fuori controllo. Lo afferma Cia-Agricoltori Italiani, rilanciando la sua proposta di modifica alla legge 157/92 che regola la materia, su cui è mobilitata anche attraverso il progetto “Il Paese che Vogliamo”.

Una riforma radicale, già presentata a Camera e Senato, nata dopo il sostanziale flop delle misure tampone adottate negli ultimi anni -spiega Cia-. Il proliferare dei cinghiali, passati da una popolazione di 900 mila capi in Italia nel 2010 ai quasi 2 milioni di oggi (+111%), crea danni milionari all’agricoltura (circa 50-60 milioni di euro l’anno), e non solo. Aumenta il rischio di malattie (in aumento in Europa i casi di Peste Suina Africana), provoca incidenti stradali sempre più frequenti –circa 10mila ogni anno- e minaccia la sicurezza dei cittadini anche nelle aree urbane.

Per questo è necessario riscrivere e aggiornare la legislazione sulla fauna selvatica, ormai obsoleta e totalmente carente sia sul piano economico che su quello ambientale. Per invertire la rotta, la proposta normativa lanciata da Cia: sostituire il concetto di “protezione” con quello di “corretta gestione”, non delegare all’attività venatoria le azioni di controllo della fauna selvatica, ma prevedere la possibilità di istituire personale ausiliario; rafforzare l’autotutela degli agricoltori e garantire il risarcimento integrale dei danni subiti.

 



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In Evidenza - 29 set 2020

Agricoltura: ASeS-Cia nelle aree rurali per fornire assistenza su bonus anti-crisi

Un tour di informazione e sensibilizzazione per supportare aziende agricole e cittadini delle aree rurali nell’accesso ad aiuti e bonus anti-crisi previsti dal Governo. E’ il progetto #lanaturanonsiferma lanciato da Ases-Cia, che fa tappa a Firenze dopo aver girato nei mesi estivi le province della Toscana. Oltre 200 le imprese incontrate, più di mille le persone, per un viaggio solidale che adesso intende raggiungere tutta Italia, toccando le zone più interne e maggiormente interessate dall’emergenza.

Durante l’incontro, che rientra nelle iniziative della quarta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzato dall’ASviS, la Ong di Cia ha fatto il punto sul progetto, nato durante il lockdown per sostenere i lavoratori della filiera agricola fornendo dispositivi di protezione individuale, e i cittadini più colpiti dalla crisi con raccolte di cibo e donazioni alimentari. Con la fase 2, anche #lanaturanonsiferma ha fatto un passo ulteriore, grazie anche al contributo di Enea ed Enel, iniziando un tour con tanto di unità mobile per fornire informazioni e assistenza sui diversi bonus messi a disposizione dall’esecutivo. A beneficiarne, appunto, famiglie e aziende delle aree rurali, dove sono più concentrate le attività agricole ma dove spesso si registrano ritardi sia nell’acquisire conoscenze che nell’accedere a servizi.

“La nostra è una storia di agricoltori per gli agricoltori e il nostro intento è di favorire lo sviluppo, la valorizzazione e la dignità delle comunità rurali -ha spiegato la presidente di ASeS, Cinzia Pagni-. Con questa iniziativa, vogliamo dare un aiuto pratico a chi vive e lavora nelle campagne”. Per far fronte all’emergenza, “il Governo ha messo in campo diversi decreti, in tema di risorse stanziate, aiuti, agevolazioni e sussidi, ma è subito emerso che l’accesso a tali aiuti è spesso complicato e difficile, soprattutto per chi non ha totale padronanza dei nuovi sistemi telematici -ha continuato Pagni-. Ecco perché riteniamo doveroso supportare chi abita nelle aree interne, in particolare i cittadini e le micro imprese in condizioni di fragilità economica, sociale e geografica, così come le aziende agricole sociali che coinvolgono nelle attività categorie svantaggiate e fasce deboli della popolazione, come disabili e anziani. Si tratta di una scelta di responsabilità per dare un aiuto concreto a ripartire”.

La risposta, fin da subito, è stata positiva: tante le domande e i quesiti nel corso degli incontri di ASeS-Cia sul territorio toscano, soprattutto rispetto alle procedure di accesso ai sostegni, spesso complesse e farraginose. Oltre alle tante informazioni fornite, a margine delle iniziative sono stati distribuiti kit sanitari anti-Covid e vademecum agevoli, come per esempio la guida alle nuove detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica.

“Le esigenze e le priorità delle aree rurali -ha osservato il vicepresidente di Cia Toscana, Filippo Legnaioli- sono state amplificate con la crisi causata dal Covid-19. Come agricoltori, anche durante l’emergenza, siamo stati sempre in campo, non abbiamo mai smesso di portare sulle tavole dei consumatori le migliori produzioni e continueremo a farlo. Contemporaneamente, però, è necessario conoscere sempre di più il territorio e le difficoltà delle aziende, per non lasciare nessuno da solo e sostenere chi è alle prese con i problemi maggiori. Questo progetto di ASeS-Cia, che oggi arriva a Firenze, va proprio in questa direzione. La solidarietà e l’attenzione ai bisogni di ognuno fanno parte del dna di Cia e, in questo momento, è ancora più importante portare avanti questi principi”. 

“Il sostegno a cittadini e imprese non può venire meno in questa fase delicata -ha ribadito il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino, chiudendo i lavori-. Le aree rurali non si sono mai arrese e gli agricoltori sono stati sempre in prima linea per garantire cibo sano e sicuro durante il lockdown. Un impegno straordinario portato avanti con dedizione e tuttavia non sufficiente ad arginare crisi e perdite reddituali”. Per questo, ha concluso Scanavino, “ora bisogna continuare a supportare agricoltura e aree interne con misure e risorse adeguate, lavorando già attivamente per far entrare nel Recovery Plan italiano investimenti dedicati proprio all’ammodernamento delle infrastrutture fisiche e digitali di quelle zone che ‘fanno’ il 60% della superficie nazionale e rappresentano la spina dorsale e l’anima green del Made in Italy”.



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In Evidenza - 29 set 2020

Fisco: Cia, Parlamento acceleri su cessione credito imposta per incentivare agricoltura hi-tech

 La possibilità di cessione del credito d'imposta per incentivare gli investimenti hi-tech in agricoltura, così come avviene per gli sgravi previsti per le ristrutturazioni domestiche. E’ questa la richiesta di Cia-Agricoltori Italiani, inserita nelle proposte di emendamento al Dl Agosto, dopo l'estensione al settore agricolo degli incentivi del Piano Impresa 4.0. nell'ultima manovra di bilancio.

Cia ritiene che i tempi siano maturi per l'approvazione e auspica che il Parlamento la recepisca, coinvolgendo non solo i produttori ma tutti gli attori della filiera agroalimentare. In una fase di ripresa in cui il sistema produttivo chiede con urgenza innovazione tecnologica, l'opzione di cessione del credito di imposta potrebbe accrescere di molto la platea dei beneficiari delle agevolazioni fiscali. La misura favorirebbe, inoltre, il rinnovo del parco macchine agricole con mezzi più moderni, tecnologici e a bassa emissione CO2, in linea con le sfide ambientali europee del Green Deal. 

“L’agricoltura non è più la Cenerentola dell'economia nazionale quando si parla di tecnologia e mantiene un dialogo costante con il mondo delle università e della ricerca –sottolinea Dino Scanavino, presidente Cia-. Il giro d'affari dell’agricoltura 4.0 in Italia ha toccato quota 450 milioni di euro con una crescita del 22% su base annua (Osservatorio Smart Agrifood) e comprende tutto il complesso di tecnologie usate dalle nostre aziende per migliorare le rese e la sostenibilità delle coltivazioni, la qualità dei prodotti finali e le condizioni dei lavoratori”.

“Per continuare a produrre cibo fresco e sano, gli agricoltori dovranno puntare sempre più all'integrazione con l’hi-tech –chiosa Scanavino-, utilizzando tutte le risorse messe in campo dalla scienza per affrontare con strumenti efficaci le conseguenze del climate change e del dilagare delle fitopatie. In un momento segnato da una grave crisi di liquidità per le aziende, la cessione del credito d'imposta favorirebbe, dunque, lo sviluppo economico dell'intera filiera agroalimentare, in un'ottica di rilancio del Paese”.



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In Evidenza - 29 set 2020

Nasce “Cia per il suolo” la piattaforma per diventare “custode della terra”

Nasce “Cia per il suolo” la nuova piattaforma dedicata alla formazione degli agricoltori per diventare “coltivatore e custode della terra”. Uno spazio virtuale, dinamico e ricco di contenuti, ideato nell’ambito del progetto Soil4Life per promuovere tra gli operatori agricoli le “Linee guida Volontarie” Fao sulla gestione sostenibile del suolo.

Facile da consultare e coerente per temi e finalità, il portale Cia è raggiungibile al link https://www.ciaperilsuolo.it/ e propone un percorso didattico completo fino al conseguimento dell’attestato: 13 schede tecniche informative in formato video che, come nella versione cartacea, sono suddivise per tematiche e composte da introduzione, suggerimenti pratici e riferimenti normativi riguardanti, appunto, le Linee Guida Volontarie. Inoltre, a esempi di buone pratiche, vengono affiancati con video-lezioni, i contributi di ricercatori e professionisti del settore.

Lo spazio web di Cia si presenta, dunque, anche come catalogo divulgativo destinato a tutti gli operatori del mondo agricolo interessati ad approfondire questioni chiave per una corretta e migliore gestione del suolo. L’organizzazione risponde, così, all’obiettivo che da sempre anima il progetto Soil4Life cui Cia aderisce come Beneficiario Associato, riconoscendo insieme ad altre importanti associazioni di rilievo nazionale e internazionale, l’importanza di azioni e politiche volte a preservare i terreni, in primis quelli agricoli, per nutrire il pianeta, partendo da una costante e puntale campagna di sensibilizzazione anche tra gli agricoltori.  

Sempre online, è poi possibile completare l’iter, richiedendo il certificato di frequenza e di adesione all’impegno promosso da Cia con Soil4Life, ovvero l’adozione dei principi, delle soluzioni e delle tecniche agronomiche sostenibili, previste dalla Global Soil Partnership – Fao.

L’emergenza Covid ha cambiato le carte in tavola e fatto strada a nuove sfide, soprattutto sfruttando le potenzialità del digitale, anche nell’ambito della formazione in campo agricolo e ambientale. Un’opportunità per Cia e la sua capillarità sul territorio, che può tramite il portale “Cia per il suolo” continuare a garantire, ma anche rafforzare, la portata degli interventi tra gli agricoltori di tutta Italia. Uno strumento ulteriore che consente di essere sempre più tempestiva e versatile, rispetto alle esigenze e ai tempi di vita e lavoro degli associati.



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In Evidenza - 22 set 2020

Commercio estero: Cia, Made in Italy agroalimentare regge al Covid. +3% tra gennaio e luglio

Nonostante gli effetti della crisi globale da Covid-19, reggono le esportazioni del Made in Italy agroalimentare, che valgono 26,1 miliardi di euro tra gennaio e luglio, con una crescita del 3% sullo stesso periodo del 2019. Così Cia-Agricoltori Italiani a commento dei dati Istat pubblicati oggi, spiegando che si tratta di un segnale di ripresa, in controtendenza rispetto agli altri settori, che aiuta a compensare le perdite dei mesi di lockdown.

Allo stesso tempo, si riducono del 5% le importazioni di cibo e bevande, producendo un surplus della bilancia agroalimentare nazionale che sfiora il miliardo di euro e rende il Paese esportatore netto nei primi sette mesi del 2020. Una circostanza più unica che rara -sottolinea Cia- visto che l’Italia importa più di quanto spedisce all’estero e che, qualora fosse confermata a fine anno, porterebbe a un risultato storico.

Il rialzo dell’export agroalimentare è ancora più evidente se poi si considerano i principali mercati di sbocco di cibo e bevande tricolori. Tra gennaio e luglio, infatti, crescono Germania (+6%), Francia (+3,4%), Usa (+5%), Regno Unito (+5%), Giappone (+9%).

            Nel solo mese di luglio, l’export agroalimentare Made in Italy guadagna poco più di 4 miliardi di euro (+1% annuo), con un aumento delle vendite sostenuto in particolare in Germania (+9%) e Regno Unito (+11%). Di fronte a queste percentuali -osserva Cia- preoccupa ancora di più l’andamento negativo dei negoziati tra UE e UK post Brexit, considerato che un “no deal” colpirebbe l’Italia in modo significativo, mettendo a rischio gli scambi commerciali con quello che è il quarto mercato di riferimento mondiale per le esportazioni di cibo nazionali.

            Più in generale -aggiunge Cia- i segnali incoraggianti di questi mesi non bastano a invertire la tendenza. Per rilanciare sul serio il Made in Italy all’estero, riportandolo ai livelli pre crisi dopo il freno imposto dall’emergenza, serve un grande piano nazionale strategico che, riaffermando il ruolo economico, sociale e ambientale di agricoltura e agroalimentare, punti sempre di più su innovazione e digitalizzazione. In tal senso, l’implementazione interna del Next Generation Eu rappresenta un’opportunità da cogliere assolutamente.           



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In Evidenza - 22 set 2020

Dl Rilancio: Cia, caos su codici Ateco per esonero previdenziale straordinario

E’ caos fra gli agricoltori che, al momento, non sanno se potranno beneficiare dell’esonero straordinario dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro, previsto dal Dl Rilancio. Fra i codici Ateco del decreto interministeriale che dovrebbe rendere fruibile il suddetto Dl mancano, infatti, comparti produttivi di grande rilievo come l’olivicolo, il frutticolo e l’orticolo. 

Per Cia-Agricoltori Italiani si tratta di una grave disattenzione del Governo nei confronti del sistema agroalimentare italiano che, pur tra mille difficoltà, sta contribuendo fattivamente alla tenuta socio-economica del Paese. Cia sollecita, dunque, l’allargamento della platea dei beneficiari con l’intervento risolutivo da parte dei ministeri coinvolti (Economia e Finanze, Lavoro e Politiche agricole) e ricorda che proprio ieri è scaduto il termine per il pagamento degli F24.



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In Evidenza - 22 set 2020

Agricoltura: Donne in Campo-Cia, al via domande per “bonus” imprenditrici

Mutui a tasso zero, fino a 300 mila euro, per progetti nel settore agricolo e nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti a favore di piccole e medie imprese amministrate e condotte da donne o società a maggioranza femminile. Per accedere agli incentivi previsti dal “bonus donne in campo” voluto dalla ministra Teresa Bellanova, da oggi è attivo e operativo sul sito dell’Ismea il portale con le istruzioni e i requisiti per presentare le domande.

Soddisfazione per la misura, che prevede un fondo rotativo di 15 milioni di euro per garantire mutui agevolati alle imprenditrici agricole, è stata espressa ancora una volta dalla presidente di Donne in Campo-Cia, Pina Terenzi. “Consideriamo questa un’opportunità rilevante -ha detto- sia per le donne dell’agricoltura che oggi intendono riprogrammare la loro attività aziendale, sia per le tante giovani interessate ad avviare un’impresa nel settore primario”.

“Le donne -ha aggiunto il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- sono una risorsa preziosa per il Paese: portatrici di una visione imprenditoriale capace di coniugare crescita produttiva e tutela della biodiversità; innovatrici instancabili, promuovono la multifunzionalità nei campi, investendo nel valore culturale e sociale del cibo, nella tutela del suolo e del paesaggio”.



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Eventi - 17 set 2020

Avviso: modalità di partecipazione wine2wine exhibition dal 22 al 24 novembre 2020 a Verona

Cia – Agricoltori Italiani parteciperà al wine2wine exhibition con l’allestimento di uno spazio espositivo collettivo. Al fine di agevolare la partecipazione delle aziende vitivinicole associate al wine2wine exhibition, Cia - Agricoltori Italiani sosterrà parte dei costi necessari per l’allestimento dello spazio espositivo collettivo, pertanto le aziende potranno confermare la partecipazione versando una quota di adesione scontata pari a € 1.000,00 + IVA 22% per l’intera durata dell’evento, ovvero dal 22 al 24 novembre 2020 non essendo prevista la partecipazione a singole giornate.

Lo spazio espositivo collettivo Cia – Agricoltori Italiani, per una superficie complessiva pari a 240 mq, sarà allestito come di seguito: 
- area espositiva Walk Around: ospiterà giornalmente un numero massimo di aziende pari a 20. Ogni singola azienda avrà a disposizione un desk espositivo di colore bianco delle dimensioni di cm 120x50xh90;
- area servizi: magazzino per lo stoccaggio dei prodotti e frigoriferi per la refrigerazione dei vini;

Con il versamento della quota di partecipazione saranno garantiti anche i seguenti materiali e servizi: 
- bicchieri in vetro da vino
- lavaggio e sanificazione dei bicchieri
- refrigerazione vini
- 2 (due) ingressi giornalieri per ogni singola azienda
- personale Cia – Agricoltori Italiani per assistenza presso lo spazio espositivo.

Come partecipare: 
-  le aziende dovranno compilare e sottoscrivere la scheda di adesione allegata alla presente, da inoltrare all’indirizzo di posta elettronica organizzazione@cia.it entro e non oltre il prossimo mercoledì 30 settembre. I desk espositivi disponibili saranno assegnati su richiesta e fino ad esaurimento, secondo l'ordine cronologico di arrivo delle schede di adesione 
-  la Cia – Agricoltori Italiani, trascorso il suddetto termine, inoltrerà tramite posta elettronica alle aziende vitivinicole, che avranno sottoscritto la scheda di adesione, comunicazione in merito alla disponibilità dei desk espositivi 
-  le aziende dovranno effettuare il pagamento della quota dovuta pari a € 1.000,00 + IVA 22% tramite bonifico bancario entro e non oltre il prossimo giovedì 15 ottobre, solo dopo aver ricevuto da Cia – Agricoltori Italiani la conferma di assegnazione del desk espositivo. Il pagamento dovrà essere effettuato utilizzando le seguenti coordinate bancarie: 
Agricoltura è Vita s.r.l. Società per la difesa e lo sviluppo dell’agricoltura Sede Legale Via Mariano Fortuny n. 20 | 00196 Roma (RM)
Partita IVA e Codice Fiscale 04746801002 
Coordinate IBAN IT 22 I 01030 03232 000001136721 MPS Agenzia 88 Roma (RM) 
Causale: Saldo quota partecipazione 
La copia della ricevuta del bonifico bancario dovrà essere inoltrata all’indirizzo di posta elettronica organizzazione@cia.it

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In Evidenza - 16 set 2020

Peste Suina: Cia, scongiurare rischio in Italia. Subito riforma legge sui selvatici

L’intensificarsi dei casi di Peste Suina Africana (PSA) in Europa, richiami per l’ennesima volta l’attenzione delle istituzioni Ue a un maggiore senso di responsabilità per la tutela della salute animale e delle produzioni zootecniche sul mercato, ma ancora di più spinga il Governo italiano a una riforma sostanziale della legge sulla fauna selvatica. A dirlo è Cia-Agricoltori Italiani dopo l’ultimo episodio di contagio da PSA su un cinghiale nel tedesco Brandeburgo.

Per Cia, quindi, è urgente intervenire su più fronti. Da una parte, con verifiche mirate e tempestive, oltre che con controlli intensificati, sulla merce importata e sul flusso di animali vivi (l’Italia ne importa per il 40% e solo in Ue, da Olanda, Francia e Germania). Dall’altra, predisponendo subito azioni efficaci ed efficienti di gestione e contenimento dei cinghiali, al fine di ristabilire il necessario equilibrio tra territorio e pressione faunistica. 

E’ importante ricordare, precisa Cia, che la peste suina, sebbene sia assolutamente innocua per gli esseri umani, è altamente letale per cinghiali e suini domestici. Inoltre, sembra siano valse davvero a poco le misure di prevenzione adottate dalla Germania, considerata la facilità con cui il virus si sta diffondendo in tutta Europa. Nel frattempo, non esiste ancora un vaccino a protezione degli animali e l’unica strada al momento percorribile a contrasto della malattia, quando si manifesta, è l’abbattimento dei capi infetti. 

Dunque, secondo Cia, è necessario che l’Italia provveda al contenimento del numero dei cinghiali, tenuto conto del fatto che il Paese, anche per effetto del lockdown, conta quasi 2 milioni di esemplari. Intervenire in tal senso, è urgente sia per la salvaguardia dell’agricoltura e la sicurezza pubblica che per scongiurare il rischio di diffusione del virus tra gli ungulati, liberi lungo tutta la penisola e negli allevamenti di suini che fanno, tra l’altro, della salumeria italiana un’eccellenza nel mondo. 

Il virus, del resto, non può che rappresentare una minaccia per l’itero settore europeo della carne suina e dei prodotti derivati, con la Germania che detiene il 23% della produzione europea suinicola e Paesi come Cina, Corea del Sud, Singapore, Giappone e Argentina che hanno già annunciato la chiusura dell’import dalla Germania stessa. Attenzione, ribadisce Cia, alle ripercussioni sul mercato. Tutto questo andrà a gravare pesantemente su un settore già duramente colpito dalla crisi per il Covid.

“Non aspettiamo che anche questo problema diventi emergenza italiana -dichiara il presidente di Cia, Dino Scanavino-. Le istituzioni preposte riprendano definitivamente in mano la legge 157/92 per adeguarla alle esigenze attuali. Serve maggiore coinvolgimento delle associazioni venatorie, non solo con occasioni di formazione e sensibilizzazione sul tema, ma soprattutto con linee guida riguardo lo smaltimento delle carcasse o la creazione di centri di stoccaggio. E’ opportuno avvalersi delle guardie forestali per il controllo e il presidio del territorio. Infine, -chiude Scanavino- la commissione Ue applichi il principio di regionalizzazione a tutela del commercio internazionale”. 



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In Evidenza - 16 set 2020

Export: accordo Cia e Alibaba.com, cibo Made in Italy alla conquista dell’e-commerce globale

Promuovere l’export del Made in Italy agroalimentare, aprendo nuovi canali commerciali online per le aziende associate e favorendo incontri sul web con i buyers di tutto il mondo. Questo l’obiettivo dell’accordo siglato oggi a Roma, nella Sala Stampa Estera, da Cia-Agricoltori Italiani e Alibaba.com, la più grande piattaforma di e-commerce B2B (business-to-business) a livello internazionale e parte del Gruppo Alibaba.

Con la firma dell’intesa, che avrà durata di un anno, Cia e Alibaba.com si impegnano a collaborare -anche attraverso Adiacent, unico global service partner certificato da Alibaba.com per l’erogazione di servizi a valore aggiunto nella Comunità Europea- per sostenere, promuovere e valorizzare aziende locali e prodotti agroalimentari di qualità tramite il portale web internazionale, collegando acquirenti e fornitori, produttori e grossisti, per condurre affari in modalità virtuale.

“E’ un accordo che rinnova l’impegno dell’organizzazione -ha detto Dino Scanavino, Presidente nazionale di Cia- a supporto dell’internazionalizzazione delle aziende agricole e agroalimentari nazionali. Si può vincere la sfida dell’export agevolando l’accesso delle nostre imprese sui mercati stranieri, facilitando non solo il rapporto diretto tra aziende e consumatori, ma anche tra aziende stesse, offrendo nuove e importanti occasioni di sviluppo attraverso il commercio elettronico”.

“La collaborazione siglata con Cia ci rende molto orgogliosi e si inserisce pienamente nel progetto a lungo termine di Alibaba.com per supportare le aziende italiane del settore agroalimentare, in particolare le realtà più piccole, nel loro percorso di digitalizzazione e internazionalizzazione”, ha dichiarato Rodrigo Cipriani Foresio, Managing Director di Alibaba per il Sud Europa, che ha aggiunto: “Alibaba.com conta 20 milioni di buyer in tutto il mondo: la categoria più ricercata è proprio il food, e ciò significa che i prodotti italiani hanno enormi possibilità di farsi conoscere. Alibaba.com, la più grande fiera online al mondo, e Cia, hanno unito le forze per permettere al meglio della nostra produzione agroalimentare di essere apprezzata a livello globale”.

D’altra parte, i dati parlano chiaro. Oggi l’e-commerce B2B (vale a dire lo scambio commerciale di prodotti o servizi tra aziende) è 11 volte più grande del B2C (business-to-consumer, ovvero rivolto dall’azienda al consumatore finale). Attualmente, l’export online italiano B2C vale 11,8 miliardi di euro, mentre l’export online tricolore B2B arriva a fatturare ben 132 miliardi. In questo contesto, Alibaba.com rappresenta la maggiore piattaforma di e-commerce B2B del mondo, con 150 milioni di utenti registrati, 190 tra Paesi e Regioni coinvolte, oltre 300.000 richieste al giorno per 40 settori merceologici. Con un occhio di riguardo proprio al “food&beverage”, che rappresenta la prima voce tra le “top 10 industries” della piattaforma online, con il 12% dei click sul vino e il 7% sulla pasta. 

Tra i punti dell’accordo tra Cia e Alibaba.com, anche tanti servizi a supporto delle aziende sul marketplace: creazione di materiale pubblicitario e informativo; commercializzazione di prodotti e fornitori sulla vetrina “Padiglione Italia” del portale; partecipazione a eventi e attività come roadshow, convegni, promozioni online tramite canali social o media; consulenza di marketing e comunicazione.

“Siamo orgogliosi di prendere parte a questa iniziativa -ha continuato Paola Castellacci, CEO di Adiacent- perché da un lato conferma e rafforza la nostra partnership con Alibaba.com, collaborazione che è stata avviata dal nostro gruppo già dal 2018 e ci ha portati, come Var Group, ad essere premiati come ’Outstanding channel partner of the year 2019’. Dall’altro lato perché siamo convinti che, con 45 anni di esperienza, oltre 2.500 collaboratori e 23 sedi in tutta Italia, il nostro gruppo possa sostenere la digitalizzazione delle imprese del Made in Italy e aiutare le aziende associate Cia a beneficiare al meglio delle opportunità offerte dal più grande marketplace B2B online al mondo”.


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